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Monday, May 8, 2017

India: cancellata centrale a carbone per il sole sui tetti; entro il 2030 solo macchine elettriche








"We are going to make electric vehicles self sufficient. 
The idea is that by 2030 not a single 
petrol or diesel car should be sold in the country."

Piyush Goyal, ministro del carbone, India.


A volte i cambiamenti epocali arrivano da dove meno te l'aspetti.

L'India ha forti problemi di inquinamento ambientale. Nuova Dehli e' perennemente soffocata dallo smog; durante l'autunno del 2016 venne designata come citta' piu' inquinata del pianeta.

L'Air Quality Index -- piu' alto e' peggiore e' la qualita' dell'aria -- era di 999 il giorno 6 Novembre 2016 a New Dehli. Non si poteva andare oltre tale limite perche' anzi, il massimo dell'inquinamento e' considerato 500. Quello stesso giorno la citta' piu inquinata della Cina, Baoding, era a 298.

Tutti a comprare maschere e purificatori, scuole chiuse, cantieri fermi, divieti al transito privato, visibilita' limitatissima, ospedali affollati di gente con problemi respiratori. La citta' tutta grigia. I livelli di PM10 di 16 volte superiori a quanto considerato sano.

Hanno pure dovuto sospendere le partite di cricket. 

Greenpeace rilacio' pure un report dal titolo "Airpocalypse"  in cui si stimavano oltre 2.3 milioni di morti l'anno per inquinamento ambientale.

E quindi e' evidente che qualcosa dovevano fare.

E cosi il 1 Maggio 2017 il ministro del carbone e delle miniere Piyush Goyal (hanno pure il ministro del carbone in India!) ha annunciato che dal 2030 *tutte* le macchine vendute in India saranno elettriche.

Tutte.

L'annuncio e' stato fatto durante il meeting dell' industria indiana a New Dehli. Il ministro ha paragonato l'iniziativa a quella presa nel 2015 per l'utilizzo di lampadine LED nel paese per abbassare i costi e migliorare l'efficenza. E adesso si passera' piu' in grande, alle automobili.

Secondo Goyal ci vorrano due o tre anni di assistenza da parte del governo, sottoforma di incentivi, ma che secondo i suoi piani, il mercato sara' perfettamente autonomo dopo il periodo iniziale di transizione.

Intanto il governo di Narendra Modi ha gia' iniziato a programmare, con il suo "Transformative Mobility Solutions for India" un programma per appunto cambiare in toto la mobilita' nel paese. 
La priorita' sara' di elettrizzare il trasporto, con stazioni di ricarica e batterie adeguate. 

Ci sara' molto da lavorare: problemi saranno i costi, la funzionalita' e la diffusione delle centraline di ricarica, l'adattabilita' del cliente indiano. Finora l'unica ditta che costruisce macchine elettriche in India e' la Mahindra.

Ad ogni modo, il piano prevede che le tasse e i tassi di interesse sulle macchine elettriche saranno abbassate, che i taxi saranno incoraggiati ad usare automobili l'elettriche. Si useranno le tasse del petrolio e della benzina per costruire stazioni di ricarica elettriche, per batterie ed altri impianti di stoccaggio energia solare. Si pensa anche di costruire batterie piccole e adattabili per i veicoli elettrici a due ruote.

Non ci sara' molto spazio per le macchine ibride, visto che l'elettrico puro e' molto piu' promettente.

Con questa mossa, l'India ha per obiettivo quello di dimezzare le importazioni di petrolio entro il 2030 e di aderire ai propri programmi stabiliti con durante l'incontro sui cambiamenti climatici a Parigi nel 2015.

Nel frattempo un mega impianto a carbone nello stato di Gujarat e' stato cancellato.
Il governo vuole concentrarsi solo sull'energia green - in particolare sul fotovoltaico sui tetti.

L'idea, l'ambizione del paese e' di arrivare ad un TeraWatt di energia dal sole e dal vento entro il 2030.

Ora, se non ricordo male anche in Italia ogni santo Gennaio arriva la crisi smog. Quest'anno erano Torino e Milano sulle prime pagine dei giornali. Certo non sara' stato inquinato come Nuova Dehli, ma ... quali soluzioni, idee, inziative propone il governo italiano in merito?

Qual'e' obiettivo dell'Italia per il 2030? 

Perche' se lo pensa, vuole, studia, proporre l'India di andare al 100% elettrico in 13 anni, con tutti i suoi guai e con tutto il suo miliardo di persone, non lo puo' pensare, volere, studiare, proporre ... l'Italia?









Saturday, February 25, 2017

La Lombardia che soffoca sotto le nuove trivelle - grazie Roberto Maroni, grazie Claudia Terzi!



presidente della regione Lombardia 
che approva le trivelle 
a Zibido alle porte del Parco Agricolo Sud di Milano

Leghista, classe 1955



assessore all'ambiente e alla sostenibilita' della regione Lombardia
che approva le trivelle 
a Zibido alle porte del Parco Agricolo Sud di Milano

Leghista, classe 1974

Cosa c'e' di sostenibile nelle fonti fossili? 

L'intesa per il pozzo esplorativo per idrocarburi liquidi e gassosi a Zibido 
approvata all'unanimita' il 30 Novembre 2015






Qualche giorno fa e' stato pure annunciato il ricorso al TAR Lombardia per l'inquinamento alle stelle da varie associazioni di avvocati ambientalisti e di cittadini. Il ricorso e' contro la regione Lombardia e in particolare contro il presidente della regione Roberto Maroni e l’Assessore Ambiente Energia e Sviluppo Sostenibile Claudia Maria Terzi.

In questo ricorso si legge: 

"Di fronte alla continua emergenza sanitaria determinata dall’elevata presenza di inquinanti dell’aria in tutta la Regione Cittadini per l’Aria e AIPI, con il sostegno di ClientEarth, chiedono con forza che vengano poste in essere azioni ed iniziative efficaci sotto il profilo del miglioramento della qualità dell’aria”.

Dell'inquinamento fuori controllo del nord (e pure del sud!) Italia si parla da anni, e ogni anno in inverno ritorna la litania del traffico limitato, delle concentrazioni di PM che ogni anno sembrano crescere un po di piu', dell'aria irrespirabile, di asma e di mamme preoccupate.

Cosa fare?

Beh, certo, tutto e' utile, le cause, le mascherine, il traffico limitato, gli autobus invece che le macchine, il riscaldamento piu' eco-friendly invece che il diesel.

Ma... e incentivare le auto elettriche, per davvero e non per finta, caro Roberto Maroni, cara Claudia Terzi, assessore sostenibilita'?

Ma sopratutto, caro Maroni, cara Terzi, perche' avete approvato il pozzo esplorativo di idrocarburi Moirago 1della Apennine Energy alle porte di Milano?

Ricordiamo che la regione, sotto Maroni e Terzi, diedero l’intesa regionale per la "cantierizzazione e la relativa perforazione del pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi per una profondita' finale di circa m 4.200"

Alle porte del Parco Sud di Milano, e nonostante l'opposizione del parco stesso e dei residenti. Come e' stato possibile, di nuovo, che l'assessore allo sviluppo sostenibile abbia firmato tale scempio?

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Rileggo l'approvazione, e' del 2015 e si legge che il Parco Agricolo Sud diede parere negativo al pozzo Moirago a causa degli  

``impatti sulle componenti ambientali e al sistema naturalistico, nonché per le alterazioni sui caratteri paesaggistici del contesto interessato" 

e perche'  

“il progetto di perforazione del pozzo esplorativo, in considerazione della sua natura temporanea e della collocazione esterna seppur in un'area posta a margine del Parco Agricolo Sud Milano, non
appare in contrasto con le norme vigenti del Parco stesso”


Quindi il presidente della regione e il suo assessore alla sostenbilita' approvano un pozzo di ricerca idrocarburi liquidi e gassosi in contrasto all'ente che gestisce il suolo dove tale pozzo deve sorgere!

Interessante democrazia; interessante autonomia. Ma non erano quelli della Lega gli stessi che parlavano di autonomia agli enti locali? E perche' non hanno ascoltato quelli del parco? E' lo stesso ragionamento, ma fatto a scala piu' piccola, no? Lo sapranno quelli del parco cosa e' meglio per loro, no?

Ma poi... perche' ce il abbiamo i parchi? Per farci le trivelle? Per imbruttirli? O ce li abbiamo per la bellezza, per l'aria pulita, per la tranquillita'?

E poi dicono che "il calcolo stesso della probabilità di accadimento è stato effettuato secondo
la metodologia “Fault Tree”
dalla quale risulta che "la probabilità di accadimento risulta pari a 3.6 10^(-6).

Cosa vuol dire questo numero? Al giorno, all'anno, in trenta anni? E' tanto, e' poco? Non e' dato sapere.  Dicono solo che e' il linea con le altre applicazioni relative alla "generalità dei pozzi per idrocarburi".

Ma dietro a questi freddi numeri dimenticano di dire che all'interno del Parco Agricolo Sud Milano nel raggio di 5km dal pozzo vivono varie decine di migliaia di persone! Vorrei tanto sapere quali erano le probabilita' per Seveso, o per il Vajont, o per Rigopiano. Il fatto e' che questi numeri non significano niente, perche' nessuno puo' veramente prevedere cosa e quando succedera' il "worst case scenario".

E visto che nessuno dei residenti ne guadagna niente con questo pozzo di idrocarburi, ecco che ci sono solo rischi inutili!

Aggiungono anche che "un eventuale danno ambientale legato ad un evento di blow-out, che ha come conseguenza l'immissione in atmosfera del gas" potrebbe avere ricadute negative sul centro abitato ma che la "concentrazione al suolo delle sostanze in ricaduta dopo il rilascio, nelle condizioni climatiche normali risulta pari a zero, mentre può aumentare fino a valori di 16 ppm delle frazioni
idrocarburiche in aerosol nelle condizioni meteo più sfavorevoli 

Cioe' dobbiamo pregare Giove Pluvio!

E poi, scusate, ma 16ppm di cosa? Di vapore acqueo? Di idrogeno solforato? Di metano? Di cianuro?


E infine hanno detto che e' tuttapposto perche' "la Società permissionaria ha comunicato di aver sottoscritto una polizza assicurativa pari a trecento milioni di euro per il ripristino dei danni verso
terze parti, inclusi gli eventuali danni all'ambiente nell'area in cui si svolge l'attività, nonché una polizza assicurativa pari a cento milioni di euro per il controllo dell'eventuale pozzo fuori controllo"


E la chicca finale: "non sono da prevedere problematiche relative a sismicità indotta" perche' e' solo un pozzo preliminare.  Questa la si studiera' magari dopo.

E quindi tuttapposto, e tutto approvato e Amen.
E amen pure al Parco Agricolo che aveva osato dire di no.


Il voto e' stato unanime - che importa che questo e' il primo passo verso il pozzo vero e proprio, verso 30 anni di pompaggio, di inquinamento, di stimolazione non naturale del terreno?

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E quindi veniamo a noi, un anno e mezzo dopo il Novembre 2015 e a questa Milano che soffoca con cause in tribuale nel Febbraio 2017.

Il pozzo Moirago 1 non migliorera' la situazione, e ogni pozzo in piu' che facciamo, da Milano a Ragusa, e' un altro po di monnezza che finisce nel nostro ambiente - durante la fase di preparazione, durante la fase di estrazione, durante la fase di lavorazione, e durante la fase di consumo finale degli idrocarburi.

Nel 2017 caro Maroni, cara Terzi quello che si dovrebbe fare per evitare inverni futuri di cieli grigi e di aria malata, per un pianeta piu' sano e per dare l'esempio ai paesi in via di sviluppo, e per non essere ipocriti sugli accordi di Parigi,  e' di dire no a qualsiasi altra fonte di energia fossile e puntare solo sulle rinnovabili.

Anche a Milano.