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Saturday, September 29, 2018

Elon Musk lascia la presidenza della Tesla e paga 20M di USD di multa


E' una notizia che mi rattrista ma non mi sorprende.

Elon Musk si e' volontariamento dimesso dalla presidenza della Tesla e ha accettato di pagare $20 milioni di dollari come multa alla Securities and Exchange Commission, l'equivalente della Consob di Wall Street, solo un po piu' severa.

Due giorni fa la SEC aveva inoltrato una denuncia a Musk in merito ai suoi twittii del 7 Agosto 2018.
In questa denuncia Elon Musk era accusato di frode per avere annunciato su Twitter di voler privatizzare la Tesla a 420 dollari per azione e di avere trovato finanziamenti per farlo.  Il titolo era crollato, e non era neanche vero.

Elon Musk non potra' piu' accedere alla presidenza della Tesla per almeno tre anni, potra' pero' restare CEO della ditta; la Tesla ha poi pagato altri $20 milioni di dollari di multa per non avere adeguatamente controllato cosa veniva fuori dalla tastiera dell'ora ex presidente Elon Musk.

Il totale del $40 milioni di dollari verranno usati per ricompensare in parte gli azionisti.

E la Tesla? Per ora ci saranno due direttori indipendenti e ci sara' anche un gruppo che dovra' monitorare le comunicazioni di Elon Musk, che restera' parte dell'esecutivo.

Alcuni commentatori qui negli USA sono sorpresi del fatto che a Musk sia consentito restare CEO, visto che questo ruolo e' di maggior visibilita' della presidenza della Tesla. L'opinione corrente e' che la Tesla e' Elon Musk, e che togliergli il ruolo di CEO danneggerebbe ancora di piu' le azioni e gli azionisti.

Si calcola che del valore attuale della Tesla, $130 sono attribuibili direttamente ad Elon Musk stesso, e della sua personalita'. 

Cosa penso io?

Mi sono sempre chiesta come facesse quest'uomo a fare tutto quello che fa e che ha fatto. Da Pay Pal a Tesla, da Space X per mandare la gente nello spazio, al tunnel sotto Los Angeles per evitare il traffico downtown, da Solar City per le tegole solari, fino al sottomarino per salvare i bimbi della grotta in Thailandia.

Il giorno e' fatto di 24 ore per tutti, anche per lui, ed e' umanamente, secondo me almeno, impossibile fare tutto senza che da qualche parte il corpo o la mente, non abbiano dei cedimenti, sotto la pressione, lo stress, la responsabilita', il vedersi tutti i giorni sulla stampa mondiale.

L'altra settimana qui negli USA l'abbiamo visto fumare la mariuana durante una intervista, ne abbiamo letto un altra in cui diceva di dormire pochissimo, di essere sempre in viaggio, sempre in pensiero per tutte queste sue creature. Faceva tristezza.

Non sono nessuno, ma credo che abbiamo bisogno dell'Elon Musk migliore per incentivare la gente a fare buon uso delle automobili elettriche. La maggior parte delle persone, io inclusa, gli vuole un gran bene, e sa che e' anche grazie a lui se siamo arrivati fin qui. E tutti sappiamo che c'e' ancora tantissima strada da fare. Io spero che questo episodio sia utile a riportare Elon Musk alla normalita', a prendersi del tempo per se stesso, a volersi bene, a sapere dire di no qualche volta, a trovare un nuovo equilibrio che lo renda piu' sereno, e spero, felice.

We wish you all the best Mr. Musk; We need the best you you can be.

Tuesday, August 21, 2018

Grecia: l'isola di Tilos sara' la prima del Mediterraneo 100% rinnovabile







La Grecia con tutti i suoi guai ci da una piccola grande lezione di civilta' ambientale. O forse e' proprio a causa dei suoi guai.
 
La piccola isola di Tilos, 14 ore di traghetto dalla madre-terra un piccolo scrigno di diversita' ambientale, sara' la prima isola del Mediterrraneo ad andare al 100% rinnovabile, grazie ad un sistema integrato di solare, vento e batterie.

Tilos fa parte dell'arcipelago del Dodecanese che e' tutta una riserva naturale, con una serie di sorgenti d'acqua sotterraenee che ha creato qui paludi con ottimi habitat per tante specie.  L'isola di Rodi e' la piu' nota di tutto l'arcipelago.

Ci sono qui orchidee rare, aquile protette e poche persone.

E poi c'e' stato il sindaco Tassos Aliferis il campione dell'ambiente che ha voluto fare di Tilos l'isola verde della Grecia. 

Siamo ora arrivati in mezzo a tutta questa natura ai test finali di un progetto che generera' 800 kilowatt di energia per tutta l'isola. Il perno cruciale e' rappresentato dalle batterie che assorbiranno l'energia in eccesso dalle turbine e dai pannelli solari per cederla poi alla rete nei momenti in cui ce ne sara' bisogno.

Tilos e' un isola piccola, con una popolazione invernale di 400 anime che in estate arrivano a 3000.

Uno dira': beh, e' un modello non replicabile, e' un isola piccola e un sacco di bla bla. Il punto e' sempre lo stesso: da qualche parte si deve pur partire, e finora nessuna altra isola di tutto il Mediterraneo l'ha fatto. Tilos si.

In questo momento l'energia di Tilos arriva da stazione alimentata da fonti fossili su una isola vicina, Kos, a 69 chilometri di distanza ed essenzialmente disabitata. Tilos e' una delle tre alimentata da un cavo sotterraneo che parte da Kos, e delle tre e' la piu' distante da Kos. Il cavo mostra evidenti segni di usura e di mancata manutenzione: spesso ci sono blackout di corrente, fino a 12 ore, rendendo la vita difficile a residenti, turisti, hotelier con cibi avariati, e scomodita' per tutti.

Da questo punto di vista, prettamente utilitaristico, le rinnovabili saranno un grande passo in avanti; ma non c'e' solo la soluzione di problemi pratici: il sindaco che ha promosso tutto questo era spinto da forti motivi "filosofici".

Tassos Aliferis era un ambientalista, di quelli che non se ne vergognano. Ha vietato la caccia sulla sua isola, promosso l'ecoturismo, ravvivato tradizioni morenti come fare il formaggio o coltivare erbe medicinali.
 
Lui non e' piu' in vita, ma e' stato lui a pensare e a volere il 100% rinnovabili per Tilos. il sindaco successivo ed attuale, Maria Kamma, ha continuato sulle sue orme nel desiderio di proteggere la biodiversita' dell'isola, con 150 specie di uccelli e 650 di piante.

Dal canto suo l'Unione Europea dice che si augura che Tilos diventi un modello per altre isole d'Europa con simili livelli di popolazione. Il progetto e' stato infatti finanziato dall'UE, sotto la guida di Tassos Aliferis, con circa 11 milioni di euro.

Il costo totale e' stato di 13.7 milioni di euro.

Con questi soldi oltre al sistema energetico e' stato creato un centro non-profit per la promozione turistica e culturale, con mappe, proposte di hiking, sentieri di mountain bike, vista di uccelli o viaggi in kayak. Si spera che tutte queste iniziative porteranno piu' visitatori e piu' business all'isola, anche in supporto delle loro politiche green.

Altri progetti in vista? Installazione di illuminazione pubblica direttamente dal sole, bici elettriche per i dipendenti comunali e stazioni di ricarica elettriche per le automobili.

E in Italia? Pantelleria? Lampedusa? L'Isola del Giglio? L'isola d'Elba?

Perche' no?

Il sindaco Kamma dice che se lo possono fare loro, lo possono fare tutti.

Parole sante.







Tuesday, July 31, 2018

Egitto: nasce nel deserto il campo solare piu' grande del mondo









Nasce in Egitto il piu' grande campo solare del mondo, nel deserto di Nubia.

L'Egitto non e' nuovo a questi record. Gia' nel 1913, nei pressi del Cairo un inventore di Philadelphia creo' la prima usando il sole d'Egitto per pompare acqua da mandare dal Nilo ai campi di cotone. Si chiamava Frank Shuman e il suo sogno era di alimentare il mondo con il sole.

Poi arrivo' la prima guerra mondiale, e tutti si convinsero che chi aveva il petrolio aveva il mondo. Il sogno di Mr. Shuman resto' tale.

Passano 100 anni e ci siamo.  L'Egitto aprira' Benban nel 2019, il piu' grande campo solare del mondo al costo di 2.8 miliardi di dollari. Siamo nel deserto di Nubia a 650 chilometri dal Cairo nella provincia di Aswan e su un sito di 37 chilometri quadrati.

E' un grande passo in avanti per la nazione, visto che in questo momento il 90% della sua energia arriva dal petrolio e dal gas.

Ma tutto cambia anche qui in Egitto. Durante i disordini del 2011 ci furono molti casi di perdita di elettricita' e di fornitura di energia e si pensa che sia meglio puntare su produzione diversificata e pulita.

Anche perche' il Cairo' la seconda citta' capitale piu' inquinata del mondo, dopo New Dehli. Senza contare che la popolazione continua ad aumentare in modo vertiginoso. Siamo ora a 96 milioni di persone, con la richiesta di energia destinata a raddoppiare da qui al 2030.

Il governo con i fondi del Fondo Monetario Internazionale (chissa', magari e' la volta buona che quelli del FMI fanno qualcosa di buono!) ha deciso di investire nel sole, complici anche i prezzi sempre piu' bassi.

L'obiettivo e' di arrivare al 2025 con il 42% dell'elettricita' dal sole. Benban offrira' 1.8 Gigawatt, con 30 impianti separati.

Il primo di questi impianti e' gia' in azione, ha 200mila pannelli, 780 sensori che seguono il sole durante il giorno e che fanno ruotare i pannelli in modo che l'irradiazione sia ottimale. Impiega 4000 persone e occupa un'area di 95 ettari. Da energia gia' a 20,000 case.

Sono nate anche delle scuole per insegnare il mestiere ai ragazzi

Il presidente Abdel Fattah Sisi ha inaugurato anche altri progetti al vento nel golfo di Suez e nel Mar Rosso. Nel 2017 gli investimenti nel solare e nell'eolico sono aumentati del 500%, grazie ad una miriade di progetti a scala minore e grazie a piccoli e grandi imprenditori che hanno iniziato in piccolo e sono cresciuti.

E cosi campi agricoli un tempo annaffiati con l'acqua del Nilo tramite pompe a diesel, sono ora annaffiati da pompe solari, e cosi pure stabilimenti di bestiame e villaggi eco-turistici immersi in alberi di ulivo e di datteri.

La cosa interessante e' che un tempo l'Egitto era un esportatore di gas, mentre oggi deve fare affidamento sui rigassificatori, con acquisti all'estero di fonti fossili da un lato e sovvenzioni alla gente dall'altro. Ma ora annunciano di volere tagliare i sussidi energetici fossili, dando un altra spinta alle rinnovabili.

Tutto cambia, in Egitto, come nel resto del mondo. Tutti questi passi in avanti sono certo bellissimi. E' solo che mi chiedo se non arrivi tutto troppo lentamente, troppo poco, mentre il mondo continua la sua corsa verso un futuro mai visto prima.

Perche' queste cose non sono state fatte cento anni fa?
Perche' non abbiamo seguito le idee di Mr. Shuman?
Possiamo davvero recuperare cosi in extremis?

Voglio sperare di si, ma temo che troppo sia stato gia' sacrificato.
 

















Thursday, May 31, 2018

Dopo la Tesla, Nissan Energy Solar ad offrire macchine, tetti solari e batterie integrate












Non piu' solo Tesla.

Nel Regno Unito nasce Nissan Energy Solar, dove il consumatore potrà comprare sistemi integrati di panelli sui tetti e batterie di stoccaggio; se pure guidano una Leaf potranno combinare tutto il processo di ricarica dell'auto, dal tetto alle chiavi. 

Alla fine dei conti, Tesla o non Tesla, la Nissan e' il marchio con la maggior vendita di auto elettriche al mondo. 

Uno dira': ma perche' nel Regno Unito? Perché in realta' il sole può alimentare i pannelli anche con illuminazione indiretta (cioè quando e' nuvoloso) e il Regno Unito, essendo a nord, e' investito da 16 ore di luce d'estate. 

E di qui l'idea di Nissan, che vede opportunity' di mercato, considerato che gia' un milione di case nel Regno Unito ha pannelli solari, che il segmento e' in crescita e che i risparmi sono notevoli. 

Ovviamente tutto questo e' perche' Nissan non può stare a guardare mentre Tesla va avanti: Tesla e' proprietaria di Solar City, e del sistema di stoccaggio Powerwall, e gia' da diverso tempo offre sistemi integrati.

I costi saranno competitivi, si parte da $5,200 dollari per sei pannelli e da $10,300 quando oltre ai pannelli si aggiunge una batteria da 4 kilowatt ore. L'installazione e' tutta inclusa. C'e' anche l'opzione di installare batterie usate, ritirate da sistemi piu' potenti, ma che possono ancora essere utili per lo stoccaggio casalingo. Questo in modo da venire incontro a tutte le tasche.

Uno dei vantaggi di questo sistema di stoccaggio casalingo, e' che uno può generare energia e tenersela in casa finche' non gli serve, eliminando sovraccarichi dalla rete, specie in periodi di punta di generazione di elettricità.

Si prevede che lo stoccaggio fatto in casa sara' molto popolare, specie adesso che in Europa arriva il pagamento on-demand. Cioè se immetti nella rete ad ore di punta, ti pagano meno proprio perché la rete e' carica; e quindi invece che immettere in rete, diventa piu' conveniente stoccare in casa e riutilizzare in momenti di scarsa generazione di energia.

Un altra idea della Nissan e' anche di usare le batterie nelle automobili (che arrivano fino a 40 kilowatt-ore nella Leaf) per alimentare direttamente le case.

Non sappiamo come tutto questo evolvera'. La Tesla ha progetti in Australia, Porto Rico, e Belgio, ma anche tanti guai finanziari. Dal canto loro la BMW e la Mercedes sono piu' caute sebbene entrambe hanno annunciato l'intento di entrare nel mercato del sole-auto-batteria.

Ma intanto e' un passo in avanti, e per ora mostra buona volontà e crea benvolere, io credo, da parte del consumatore. E se le cose vanno per il verso giusto diventa anche un ottimo business.  Come sempre, da qualche parte si deve pur cominciare. 


Wednesday, May 30, 2018

Australia: solare da record per il 2017, 2018, 2019...










Gli australiani installano solare sui tetti a ritmi senza precedenti, e tutti i record precedenti sono stati spazzati via. 

Il numero di fotovoltaico sui tetti e' quasi tripilcato nel 2017 rispetto al 2016.

Dal sole e dai tetti sono arrivati piu' di 1.3 gigawatt di energia nuova, con piu' di 20,000 installazioni.
Nel 2016 erano 6,700.

Nel 2018 si calcola che ci saranno 4 gigawatt in piu' dal solare, un altro record. 

Cosa c'e' dietro questa esplosione dei pannelli fotovoltaici? I costi per l'installazione che si sono abbassati notevolmente, e il sole che picchia quasi tutto l'anno.

In due parole: risparmi.  E non ci sono solo pannelli fotovoltaici ma anche per la generazione di acqua calda, anche questi sempre piu' diffusi.

Si calcola che i prezzi saranno destinati a calare ancora, con annate ancora piu record per il 2019, e con piu' sole e vento nella nazione, e con sempre migliori tecnologie di stoccaggio.

Nel 2017 l'allora premier dell'Australia del Sud (una regione dell'Australia), Jay Weatherill, fece un accordo con Elon Musk della Tesla per mettere su la piu' grande batteria del mondo al litio, il Hornsdale Power Reserve e questa mega batteria e' stata utile, perche' ha permesso di stoccare energia dal sole, portando a risparmi di 35 milioni di dollari in soli 4 mesi.

E cosi, lo stesso stato prevede di aumentare lo stoccaggio ancora, con l'installazione di 50,000 batterie e sistemi solari nelle case, gratuitamente.

Ovviamente il mondo del business non sta a guardare, e anche loro si rendono conto che il sole sui tetti e' piu' affidabile di petrolio che arriva chissa' da dove e soggetto ai capricci di leader e despoti dall'altro lato del pianeta.

E cosi, il 46%, si circa la meta' di tutti i business d'Australia, stanno attivando la propria transizione verso le rinnovabili.

Stimano di recuperare i costi in cinque anni.

E questo vale per il manifatturiero, per l'agricoltura, pure per le raffinerie di zinco, le birrerie. Sono in partnership con campi solari che forniscono loro energia per un certo numero di anni, secondo contratto, oppure se le gestiscono da sole.

Arrivano a fare investimenti qui dagli USA, dal Giappone,

Ci siamo quasi allora. Non si deve andare troppo indietro per ricordarsi dei tempi in cui ci veniva detto che sole e vento erano troppo costose, inaffidabili, che il 100% rinnovabili era una chimera.

Beh, non lo e' piu'.

Anche se i petrolieri continuano a voler trivellare, anche se le loro tasche sono profonde (ma per quanto ancora?) e' la semplice economia di scala delle rinnovabili che le rende vincenti.

Nessuno di questi industriali d'Australia (o del resto del mondo) parla di ambiente come primo motivo nelle loro scelte, ma i conti se se li sono fatti, e a vincere non sono state le trivelle.

E non importa se il vile denaro sta dalla parte dell'ambiente in questo caso, quello che importa e' il che tramonto dell'era delle fonti fossili arrivi presto, fonti fossili che da idea rivoluzionaria cento anni fa si e' trasformata in avvelenamento dell'ambiente, da ogni cannuccia finita in mare, fino alle mega raffinerie di morte.



Tuesday, May 22, 2018

California 2020: obbligo pannelli solari sui tetti di case nuove





Nel 2007 c'erano in California 28,000 progetti solari su case residenziali. 
Nel 2017 siamo arrivati a 688,000. Aumenteranno ancora con la nuova legge.



Ma e' finalmente successo: dal 2020 in California chiunque costruirà una casa nuova avrà l'obbligo di installare fotovoltaico sui tetti.

Era una politica che alcune citta' avevano già adottato, Lancaster e Sebastopol e da poco anche San Francisco. E adesso il mandato sarà esteso a tutto lo stato, con tutti i suoi 37 milioni di residenti e che se fosse indipendente sarebbe la quinta economia mondiale.

La decisione e' stata presa all'unanimità dai membri della California Energy Commission (CEC), con 5 voti a favore e zero contrari, per pannelli su case singole e condomini fino a tre piani di altezza. Nessuno stato americano ha un provvedimento simile.

E per di piu', oltre ai pannelli ci sara' tutta una serie di altri provvedimenti di risparmio energetico, per esempio gli standard per l'isolamento termico, per l'efficenza energetica di aria condizionata, di riscaldamento dell'acqua sono tutti stati resi piu' stringenti.

Se i pannelli solari non si possono installare, per architettura o qualsiasi altro motivo, occorrera' partecipare ad un progetto solare locale, in modo da compensare la mancata generazione di energia dai tetti.

Tutto questo e' particolarmente azzeccato per lo stato della California dove i costi del solare sono in calo, diminuiti del 70% in sei anni, e dove in alcuni giorni anche il 60% dell'energia di tutto lo stato viene dal sole.

L'idea e' che ogni singola casa dovra' essere a bilancio energetico zero, cioe' devono essere autosufficenti e consumare tanta energia quanto ne producono. Per le case il limite e' il 2020, per gli esercizi commerciali invece il limite e' il 2030.

In questo momento solo il 15% delle case ha pannelli solari sui tetti in California e questa legge ovviamente portera' ad un boom dell'energia dal sole.

Uno dirà: e i costi? Per ogni casa, si stima che i costi saranno circa $9,500 per installazione e per l'adottazione di questi nuovi provvedimenti, ma le case costruite con questi nuovi mandati useranno la metà dell'energia delle case attuali, con ciascuno che regolamentera' l'energia da se.


Alcuni argomentano che e' piu' economico costruire vaste distese di pannelli solari nel deserto e costruire dal deserto poi linee di trasmissione verso le case. E questo perche' i costi per il solare sul tetto e' stimato essere da due a sei volte di piu' che le distese di pannelli solari. Altri ancora dicono che e' meglio densificare, e cioe' far vivere piu' le persone in appartamenti e non in case, in modo da avere meno sprechi energetici, visto che gli spazi sono minori.  Altri ancora dicono che occorre interpellare gli acquirenti delle case, o che di energia solare ne abbiamo gia' troppa in alcune ore del giorno e che non sappiamo cosa farne, portando in alcuni casi a costi negativi e al dover esportare energia verso stati piu' lontani.

I soliti bla-bla.

Ma queste sono voci di minoranza perché la classe politica, gli ambientalisti del sole e anche i costruttori sono tutti d'accordo. Si stima infatti che i costi saranno ben inferiori a $9,500 dollari per casa, specie con la scala di massa del solare e visto che si tratta di case nuove. In questo caso infatti i pannelli saranno integrati nei progetti a monte e non ci sara' bisogno di richieste
aggiuntive al comune, del progettista e di approvazioni varie, inoltre elettricisti, costruttori, e se ce ne fosse bisogno ingegneri ed architetti sono già' coinvolti nel progetto e non devono essere pagati a parte.

Le tegole Tesla possono sembrare costose da sostituire, ma a installarle ab initio, invece che le tegole normali, non porterà a costi non particolarmente proibitivi.

Un'altra cosa utile per il lungo termine sara' l'innovazione che il solare su scala porterà: visto che ci sara' maggior richiesta di pannelli solari per soddisfare gli obblighi di legge e' inevitabile che ci saranno modifiche ed idee nella realizzazione e nel'installazione dei pannelli per velocizzare i tempi, per aumentare l'efficienza, per ottimizzare lo stoccaggio nelle case. 

Probabilmente anche i retro-fit di case costruite non solari ne gioveranno, in termini di costi e di resa, e con il calo dei costi ci si aspetta anche che il solare diventerà più' abbordabile, in termini di costi, e più' di moda anche negli stati vicini, dove la legge non si applica.

Dal canto suo lo stato della California progetta di cambiare il modo in cui il costo dell'energia viene calcolato: non in modo uniforme durante la giornata, quando in dipendenza dell'ora in cui viene usata per chi consuma, e generata per chi la produce. Ci si aspetta dunque un cambiamento delle abitudini, e che chi ha pannelli solari eviterà' l'uso di energia nei momenti di alta richiesta con lavatrici e lavastoviglie che verranno mandate nei momenti non di picco. Questo porterà' più soldi in tasca a chi genera energia e la immette in rete, e allo stesso tempo favorirà' la stabilizzazione della rete stessa.

Il mandato potrebbe portare anche a cambiamenti tecnologici: lavatrici e lavastoviglie smart, case integrate, e maggiore efficienza diffusa. 

Sara' legge il 1 Gennaio 2020. 
Fra un anno e mezzo.

Alla fine, la risposta vera e' che non sappiamo come veramente tutto evolverà. Ma e' bene fare questi passi, dopo opportuni studi e discussioni, avere coraggio e guardare a lungo termine, e non al domani immediato, con intelligenza e voglia di fare. 

E il gas? Il gas, sara' cosa di ieri. 



Tuesday, March 6, 2018

La Tesla costruisce il tetto solare piu' grande del mondo - sulla Nevada Gigafactory









La Tesla sta costruendo il tetto solare piu' grande del mondo.

E' sulla sua fabbrica in Nevada, la Nevada Gigafactory nei pressi della citta' di Sparks. Una volta terminata l'opera, il sistema generera' 70 megawatt di energia. Finora il record e' in India, dove invece l'impianto solare piu' grande del mondo, per ora, genera 11.5 megawatt di elettricita'.

Cosa si produce dentro la Gigafactory? Prodotti che saranno di servizio alle automobili elettriche della Tesla, of course. Per ora da qui e' partita la produzione di massa di batterie al litio, operazione che va avanti dal Gennaio 2017. L'edificio e' tale che nonostante la produzione sia gia' partita alcune ale sono ancora in via di costruzione, come appunto la copertura totale del tetto. In questo momento solo il 30% dell'edificio e' completato.

Uno dira', ma quant'e' grande questo edificio e perche' ci vuole tutto questo tempo?

Perche' si tratta dell'edificio piu' grande del mondo. Siamo solo al 30% dei lavori completati ma la superficie impiegata e' gia' di 450mila metri quadrati, su piu' piani di lavoro.

L'idea non e' solo di costruire componenti per le vetture elettriche di Mr. Elon Musk, ma anche di produrre queste stesse componenti in modo sostenibile, senza energia fossile e usando solo rinnovabili e batterie.

Cioe' senza petrolio, gas e carbone consumati direttamente. 

Oltre al tetto da 70 Megawatt, sette volte piu' grande dell'impianto indiano, veranno usate una serie di installazioni fotovoltaiche a terra.

A regime, entro il 2020, verranno qui costruite batterie al litio a un ritmo di 50 Gigawattora l'anno, piu' che in tutto il resto del mondo messo assieme e abbastanza per alimentare 500mila Tesla. Il tutto senza una goccia di petrolio.

Ha le idee chiare questo Elon Musk, e certo non ha paura di osare e di pensare in grande. Puo' darsi che le cose non filino cosi liscie, che ci saranno errori e ostacoli, ma gia' solo pensare e volerlo il futuro da' speranza.  

Saturday, January 6, 2018

Australia: parte il primo treno alimentato al 100% dal sole



La traiettoria e' semplice.

Jeremy Jones, direttore della Byron Bay Railroad Company d'Australia ha deciso di prendere un treno dilapidato, rimetterlo a nuovo e ... usare il sole per alimentarlo. 

E' questo il primo treno del mondo ad essere completamente alimentato da panelli solari e motori elettrici, ed ha iniziato il suo servizio in Australia alla meta' di Dicembre.

Il tratto e' di 3 chilometri, e il servizio e' fra Byron Bay, citta' di mare nel New South Wales d'Australia, e un resort turistico che si chiama Elements of Byron Bay.

Il treno e' un vintage: un treno passeggeri di 70 anni fa con due motori diesel. Di questi, uno e' stato sostituito da un motore elettrico e batterie, l'altro e' stato mantenuto come backup in casi di emergenza.  Usa solo energia dal sole, anche in caso di nuvolosita' grazie alla batteria, ma il motore diesel secondario e' stato tenuto, appunto se dovessero esserci delle emergenze. 
Ci sono pannelli sui tetti per un totale di 6.5 kilowatt e una stazione di ricarica da 30 kilowatt alla stazione centrale. La batteria e' sufficente per completare 12-15 viaggi in autonomia.  Il treno puo'  portare al massimo 100 persone, con valigie, bici, e tavole da surf.

In realta' ci sono stati gia' esempi di treni che vanno ad energia elettrica, ma in genere e' energia che arriva dalla rete o i pannelli dal tetto sono usati per fornire aria condizionata o illuminazione. Qui invece l'energia per muovere il treno tutto arriva dal treno stesso.

Il progetto e' costato 4 milioni di dollari, ed e' stato finanziato dal proprietario del resort, Brian Flannery. La tratta esisteva da anni, ma era stata chiusa nel 2004 a causa della mancanza di passeggeri. Flannery decide di rimetterlo in azione, ma la comunita' non ne ha voluto sentire.

Troppo inquinante.

E cosi, lui stesso propone il treno elettrico.  E stato un gran successo.

Certo questo treno va solo per tre chilometri, e quindi in un certo senso e' facile assicurarsi che l'energia sia sufficente, e che tutti fili liscio. Il treno e' dunque una sorta di novita', un esperimento in piccolo. Sopratutto siamo in una zona turistica, e il treno e' per turisti e curiosi, ma lo stesso avra' la sua funzione: fara' diminuire il traffico e, speriamo, fara' incuriosire i turisti stessi.

Ma quale che sia il suo ruolo, come per tutte le cose innovative e' un passo in avanti, e' voglia di futuro, e' coraggio, e' vivere proiettati con coraggio verso il domani.

Perche' no? 
Perche' non farlo anche in Italia? 





Tuesday, December 5, 2017

Il presidente del Cile, Michelle Bachelet riceve il piu grande riconoscimento dell'ONU per l'ambiente




 Il presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha ricevuto il premio Champions of the Earth .

E' il piu' grande riconoscimento da parte delle Nazioni Unite per l'ambiente.

Il Cile con lei ha creato tre nuove aree marine protette ed aumentato la produzione di rinnovabili. Le zone protette sono: Nazca-Desaventuradas presso le isole San Ambrosio e San Felix, parchi nelle isole Juan Fernandez e nell'isola di Pasqua (Rapa Nui) protected area. 

In totale,  in Cile adesso ci sono 1 un milione di chilometri quadrati di aree protette, record mondiale.

La produzione da energia rinnovabile e' passata dal 6 al 17 percento dal 2013 al 2017 e i progetti sono di arrivare al 90 percento entro il 2050.  Il commento del presidente Bachelet e' stato

"A volte pensiamo che occorra essere un paese ricco per fare questo tipo di trasformazione,  ma il Cile mostra che non e' necessario avere tanti soldi. Occorre avere la volonta' politica.


Amen






“Latin America has seen significant investment in renewables. 
With close to two million people employed 
regionally in the sector and increasing degrees of 
local manufacturing, the socio-economic benefits are being felt.” 



Quando pensiamo all'America Latina e all'energia o alle risorse primarie quasi mai pensiamo rinnovabili.

Miniere di rame, ferro, legname, petrolio dal Sud America -- per esportazione e, piu' di rado, per il consumo interno.

L'America Latina, secondo i rapporti della BP,  contiene al momento il 20% delle risorse petrolifere del pianeta, con prima in lista il Venezuela. Nel 2013 il petrolio rappresentava il 46% dell' approvvigionamento energetico del continente, mentre nel resto del pianeta era solo al 31%.

Se si include invece l'idroelettrico,  il 53% dell'elettricita' invece veniva dalle rinnovabili.

Il Brasile ha sperimentato con l'etanolo, ma con risultati alterni. Le automobili sono spesso progettate secondo vecchi modelli USA e la transizione all'elettrico sara' lenta, costosa e difficile. I sistemi di trasmissione sono inesistenti e/o difficili da costruire. Eppure negli ultimi anni le rinnovabili continuano a crescere, una piccola grande rivoluzione. Tanto piu' che tutti gli economisti parlano di investimenti lucrativi nel continente per gli anni a venire, grazie anche alla volonta' politica di vari paesi di intervenire e di spendere per l'elettricita' green.

Hanno iniziato i paesi dell'America centrale e dei Caraibi, che dopo un decennio di prezzi petroliferi elevati e di piccole e grandi catastrofi naturali hanno deciso di prodursi l'energia in casa. Costa Rica, Uruguay, l'isola di Bonaire sono tutte al 100% rinnovabili o quasi. Il Nicaragua si e' posto l'obiettivo del 90% rinnovabile entro il 2020, e anzi, in un primo momento non voleva nemmeno partecipare agli accordi di Parigi perche' ritenuti troppo blandi! 

Spesso queste decisioni sono prima ancora che ambientali, economiche, specie in paesi dove il petrolio non c'e' e si e' soggetti a fluttuazioni del mercato e della disponibilita' di generatori diesel. D'altro canto, i prezzi calano rapidamente, e l'investimento e' ritenuto intelligente in questi casi.

Anche il Cile e' un campione di energia rinnovabile. Il paese ha enormi potenzialita' dal sole e dal vento, ed anzi, ci si aspetta che diventi 100% rinnovabile entro il 2040, con investimenti che continuano a crescere. Nel 2016 si era al 39%, e le proiezioni sono per il 50% di energia verde entro il 2022. Gia' adesso la metro di Santiago e' al 100% rinnovabile. All'asta per la compravendita dell'energia il piu' grande vincitore e' stata ... l'Enel: fornira' al governo cileno 242 MW di energia, piu' della meta' di quanto offerto: 116 MW dal sole, 93 dal vento e 33 dal geotermico.

Il Messico dal canto suo ha in programma la costruzione di impianti solari per 4 GW nel 2018-19, con l'obiettivo del 25% rinnovabile entro il 2018, 30% entro il 2021 e 35% entro il 2024. Il governo offre incentivi per i consumatori, e all'asta annuale per l'offerta di acquisto elettricita' da parte del governo, i costi del solare sono stati i piu' bassi di tutta l'offerta. Cioe' il prezzo minore per la generazione della corrente e' dal sole.

Ci si aspetta che produzione di elettricita' dalle rinnovabili, specie dal vento aumentera', in modo sostenuto nel corso dei prossimi anni. Per esempio, la ditta Acciona progetta di raddoppiare la sua produzione di energia dal vento e dal sole fra Costa Rica, Messico e Cile fino ad arrivare a 2 GW entro il 2020. 

In Brasile nel 2017 la crescita dell'energia elettrica da eolico e' aumentata del 32% rispetto al 2016, arrivando ad una media di circa 6 GW in totale. In questo momento il vento rappresenta il 10% della produzione di energia elettrica in Brasile. Intanto, il giorno 1 Dicembre 2017 il Ministro delle Mine e dell'Energia del Brasile annuncia un asta per l'acquisto di energia da sole, vento e da idroelettrico.

Anche in Argentina una nuova ondata di investimenti nel sole, vento e biomasse dopo che il governo ha firmato contratti con la ditta nazionale energetica YPF Energia Electrica e Central Puerto per la costruzione di circa 2GW di energia. Di questi, circa 1.25 GW verranno dal vento, 550 MW dal sole e il resto dalle biomasse. L'obettivo e' del 20% rinnovabili entro il 2025. E anzi, il 2017 e' stato dichiarato l'anno delle rinnovabili nel paese con investimenti complessivi per l'aggiunta di 10GW entro quella data.

Fra il 2006 and 2015, la capacita' energetica rinnovabile in America Latina e non da idroelecttrico e' triplicata. Si stima che l'approvvigionamento di energia dal sole raddoppiera' entro il 2021 con 40 GW di capacita' produttiva.  Fra i dati piu' interessanti, quasi a sorpresa, i paesi dell'America Latina sono fra i piu' preoccupati al mondo per i cambiamenti climatici, e questo probabilmente dara' ancora piu' vigore alla transizione.  

La maggior difficolta' deriva dal fatto che occorre molta sinergia fra i vari settori -- governi, privati, incentivi, mitigazione dei rischi, sensibilizzazione dei cittadini, reti efficenti, stoccaggio per fronteggiare le fluttuazioni energetiche, evitare la corruzione.







Resta il fatto che lo si vuole lo si puo', per l'ambiente, per il portafoglio, per il futuro.  










Tuesday, November 7, 2017

Un mondo 100% rinnovabile si puo'






Arriva un nuovo studio dalla Lappeenranta University of Technology di Finlandia che conferma che un mondo 100% rinnovabile si puo', e che sara' piu' economicamente vantaggioso del mondo fossile che abbiamo ora.

Il traguardo a cui guardano grazie ai loro modelli per il 100% rinnovabile e' il 2050, e forse anche prima grazie ai progressi nel campo dello stoccaggio, con l'abbassamento dei costi del solare, e con nuova tecnologia che permettera' di ottimizzare l'approvvigionamento elettrico. 

E prima ancora con forte volonta' politica.

Si stima che nel 2050, con la transizione green, il costo energetico sara' di 52 euro per MWh, in raffronto ai 70 euro di oggi. La transizione non solo abbasera' i costi, ma creera' anche 36 milioni di posti di lavoro.

L'autore principale dello studio e' Christian Breyer, professore di "economia solare" (in Finlandia hanno professori di economia solare!) che dice che occorre fermare tutti gli investimenti in carbone, nucleare, petrolio e gas, e che invece occorre investire in modo pesante nell'infrastruttura rinnovabile. 

Lo studio in questione si chiama Global Energy System Based on 100% Renewable Energy Power Sector, ed e' stato presentato al COP23 di Bonn, la conferenza mondiale sul clima. Il COP21 era quell di due anni fa, a Parigi.

Non e' la prima volta che si parla di 100% rinnovabile grazie alla volonta' politica, ed e' evidente che quando lo si vuole una strada la si trova.
 
Di mia natura sono sempre scettica con questi obiettivi a cosi lungo termine, ma il punto e' che di queste cose iniziamo a parlare, a volerle, a programmarle. Che sia il 2050 o il 2040 poco cambia, e' in questa direzione che andiamo, e prima o poi ci arriveremo, perche' e' evidente che l'evidenza contro l'energia fossile e' preponderantemente contro il benessere delle comunita' locali e del pianeta.

Intanto, la popolazione cresce. Siamo ora 7.3 miliardi. Entro il 2100 saremo, si prevede, 9.7 miliardi.
La richiesta di energia continua a crescere, grazie al numero di persone su questa terra, ma anche grazie all'aumento dell'armamento tecnologico di ciascuno di noi, e grazie al fatto che con il crescere del benessere in paesi del terzo mondo, ci sara' sempre piu' gente connessa alla rete elettrica.

E' evidente che continuare a fare buchi non e' la soluzione.