.

.
Showing posts with label M5S. Show all posts
Showing posts with label M5S. Show all posts

Saturday, March 23, 2019

I siti del MISE censurati. Luigi Di Maio, cosa ha da dire?



Sono mesi che si verificano errori imprevisti!
Che vergogna.




Un tempo da questo sito si poteva accedere al titolo, alla sua storia.
Ecco invece cosa viene fuori adesso.



Gli italiani invece non sanno niente, grazie alla censura
(non ci sono altre parole!) del MISE

Luigi di Maio: e' uno scandalo



------

Non ci siamo. Credo di avere avuto tanta pazienza, di avere scritto e richiesto informazioni scritto piu' e piu' volte ai ministeri in questione,  senza mai avere avuto risposte soddisfacenti e senza mai che i siti in questione del MISE fossero ripristinati.

Iniziamo dall'inizio.

Gia verso la fine del 2018 (credo che fosse Ottobre) mi accorsi che c'era qualcosa che non andava coi siti ministeriali. Quello del MISE non mostrava niente di rilevante, pareva propaganda; quello dell'ambiente invece era ancora in piedi. All'inizio pensai che fosse colpa del mio browser, che ci fosse qualcosa di strano dagli USA, o con magari qualche firewall da casa mia o dall'universita'.

Ma niente.

VPN, cambio di browser, computer e account non cambiarono la situazione. Il sito del MISE era essenzialmente una scatola vuota, almeno per quanto riguardava il petrolio.  Poteva solo essere un problema a monte. E cosi pensai che stavano facendo cambi, manutenzione, qualcosa.

Pero' mi faceva davvero strano che *tutte* le pagine con gli iter petroliferi erano perse.

E' stato cosi per mesi, finche'  a un certo punto pure quello dell'ambiente e' saltato!

Almeno al MISE avevano messo qualche pagina per passatempo, inutile ma esistente, con iniziative pseudogreen di Sergio Costa, roba fluff certo, ma qualcosa. E invece all'ambiente esce... errore!! Cioe' il Ministero dell'ambiente non dava informazione alcuna, neanche roba fluff.

Queste pagine, a mio avviso, sono fondamentali. Perche' danno informazioni, riassunti, mappe, documenti, tutto in un unico posto. E' una delle poche cose buone fatte dai ministeri passati.

Lo so che adesso ci sono un sacco di galli e galletti e galline del petrolio, ma c'e' stato un tempo, all'inizio di questa mia avventura, in cui questi documenti non erano pubblici. Solo il BUIG nel 2007 era in rete, ed anzi era pure difficile da trovare. Per tutto il resto dovevi andare fisicamente al Ministero.

A Roma. 

E infatti ci siamo andati: non io personalmente ma Erik Fortini e altri petrol-attivisti dall'Abruzzo, fra cui miei cari amici che andarono apposta in uno di quei maestosi edifici dell'era fascista a fare le fotocopie del malloppo di Ombrina della prima ora nel 2010. E' stato da li che abbiamo mandato le prime osservazioni.

Ricordo anche vari email scritti a burocrati a Bruxelles indicando loro che non era certo nello spirito della partecipazione popolare di Aarhus che il governo italiano non rendeva accessibili i documenti al popolo. A un certo punto telefonai pure a Franco Terlizzese, durante l'affaire Ombrina Mare, e ripetei anche a lui che non andava bene questa mancanza di coinvolgimento pubblico. Gli dissi che avevamo mandato decine e decine di email ma che non sapevamo se fossero arrivati, e se ne voleva di piu' eravamo pronti a inviarne di nuovi. Lui mi disse che gli avevamo intasato la casella postale!

E poi, pian piano e' iniziata la digitalizzazione. Ora, forse l'avrebbero fatto lo stesso, ma il punto e' che c'e' stato un po di pressione anche qui, e che e' stato qualcosa per cui abbiamo dovuto lavorare e mi secca non poco che gli attuali ministri pensino di poter tornare indietro, e non si sa perche'. Avere quelle scartoffie e quelle mappe in rete, a mio avviso, e' stata un altra conquista democratica che non e' piovuta dal cielo e per il quale l'Abruzzo ha quantomeno messo pressione.

Torniamo alla storia piu' recente.

A un certo punto mi accorgo che gli Australiani vogliono tornare a trivellare in Sicilia e in Emilia Romagna. Ci sono fior di comunicati agli investitori (e anche qui altri galletti che fanno finta che le abbiano fatte loro queste scoperte!) e voglio sapere cosa ha da dire il governo italiano.

Ma niente. Niente. Tutto e' oscurato.

Perche'? Non lo so. Per censura? Per ignoranza? Perche' avevano promesso niente piu' trivelle ed ora invece ci sono queste ditte che dicono di avere avuto permessi e quindi meglio non mostrarli quei permessi?

A tuttora non so la risposta.

E cosi posso solo scrivere i miei blog, e appena trovato un po di tempo, ai ministeri in questione.

Il 31 Gennaio 2019 mando questo:


----------------------------------------------------------- 
Da: D'Orsogna, Maria-Rita R [mailto:dorsogna@csun.edu]
Inviato: giovedì 31 gennaio 2019 09:04
A: Segreteria DGS-UNMIG
Oggetto: pagine web scomparse?



Gentile segreteria dell'UNIMG, scrivo perche' vorrei sapere dove sono andate a finire le pagine web con tutti i dettagli dei vari permessi petroliferi in Italia.

Ad esempio, cliccando su vari link, un tempo attivi come i seguenti:

unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/elenco.asp?tipo=ICM

unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/regioni/regione.asp?


e molti altri, vengo rimandata sempre qui:

https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/

e dove si dice che

Il sito UNMIG si rinnova - Continua l'attività di manutenzione programmata per migliorare il servizio e allinearlo a standard più avanzati. 

Pero' le informazioni non ci sono! E per quanto mi sia impegnata, non sono riuscita a trovare nessuna informazione su nessun pozzo, permesso, ditta petrolifera operante in Italia. Sono varie settimane che cerco di capire e di scovare ma non riesco a risalire a niente.

Spero che si tratti di un qualcosa di temporaneo (fino a quando?) perche' questo non e' un servizio migliore o con standard piu avanzati, ma inizia a sapere un po' di censura.

La trasparenza era uno dei cavalli di battaglia del M5S; soprattutto e' un diritto sancito da vari trattati che l'Italia ha firmato: la gente ha il diritto di sapere cosa si agita nel proprio sottosuolo.

Grazie,
MR


Mi viene risposto questo, dopo una settimana!!  


----------------------------------------------------------- 
From: Segreteria DGS-UNMIG
Sent: Thursday, February 7 2019 2:03 PM
To: D'Orsogna, Maria-Rita R
Subject: R:  pagine web scomparse?

 

Gentile Maria Rita D’Orsogna,

le informazioni pubblicate nella versione precedente sito DGS-UNMIG sono presenti anche nella nuova versione del sito.

I dati non sono più consultabili con le modalità fornite in precedenza ma sono pubblicati in formato CSV, in linea con le indicazioni Open Data, e sono disponibili per il download e la successiva elaborazione offline.

In particolare l’elenco dei titoli minerari è pubblicato alla pagina https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/dati/ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi/elenco-dei-titoli-minerari-vigenti

La divisione Sistemi informativi del Ministero, con la collaborazione della DGS-UNMIG, sta procedendo allo sviluppo di funzionalità di consultazione interattiva analoghe a quelle fornite nella versione precedente del sito.

Cordialmente  





Ora se uno clicca sul link di cui sopra cosa viene fuori?

Un pdf con... le pagine del BUIG!! Ma quello posso scaricarmelo anche da me! E il BUIG, cioe' il Bollettino Ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse, contiene informazioni striminzite, e non tutti gli iter. Mi sento presa in giro, specie perche' mentre che loro fanno viaggi pindarici con questa "funzionalita' di consultazione interattiva" le informazioni non ci sono, e nessuno sa dire esattamente quando questo lavoro finisca. Ovviamente la domanda e': ma mentre che sviluppano questa opera maestra, non era meglio lasciare il mondo come stava e sostituire le cose a lavoro finito?

Non si sa. La mia ultima missiva e' qui:

----------------------------------------------------------- 
From: D'Orsogna, Maria-Rita R
Sent: Thursday, February t, 2019 6:50 PM
To: Segreteria DGS-UNMIG
Subject: Re: pagine web scomparse?


Grazie della risposta, ma non ci siamo proprio.

L'elenco a cui rimandate in pdf (o in csv) non e' assolutamente dettagliato. Sono solo le pagine del BUIG!

Dove sono le vecchie cartine interattive, con le coordinate, le mappe google, la storia dei permessi, l'elenco per regione, per ditta trivellante, per sezione in cui bastava cliccare e non scrollare giu' per elenchi lunghissimi?

Quei siti erano utilissimi e non capisco perche' nella "foga del cambiamento" non abbiate potuto tenere le cose utili.

Mi viene detto: La divisione Sistemi informativi del Ministero, con la collaborazione della DGS-UNMIG, sta procedendo allo sviluppo di funzionalità di consultazione interattiva analoghe a quelle fornite nella versione precedente del sito.
Personalmente sono vari mesi che attendo di vedere queste interazioni interattive. Mesi.

Quando verranno messe su? Esiste una stima del tempo necessario? Perche' ci vuole cosi tanto tempo? E perche' nel frattempo non tener su le cose che invece erano utili?

Non capisco la logica, e mi dispiace dirlo ma al cittadino comune tutto questo manda un solo messaggio: censura.

MR


E poi ho ben pensato di volerne scrivere un giorno, su questo blog, se non altro per farli vergognare, ma ho mille cose da fare e ho messo un po in standby.

A un certo punto il sito del Ministero dell'Ambiente torna attivo, come prima.
Come era morto cosi e' risuscitato.

E poi qualche giorno fa, il 19 Marzo 2019 per essere precisi, il Senatore Gianluca Castaldi del M5S, che avevo messo in CC in tutti questi email mi scrive per dirmi che ha stilato una interrogazione parlamentare sul fato del sito del Minsitero dello Sviluppo Economico.
 
La mando qui, credo che sia un testo di interesse pubblico.

A lui: grazie per l'interessamento, a chi legge e a chi siede dietro le sedie del Ministro dello Sviluppo Economico, da Di Maio al tecnico della rete: datevi da fare! 

Vediamo come va a finire.


-------



MANTOVANI, CASTALDI, LANZI - Al Ministro dello sviluppo economico -

Premesso che:

1.dallo scorso 4 gennaio è online la nuova versione del sito della DGS UNMIG - Direzione Generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche del Ministero dello sviluppo economico - che, secondo la notizia riportata sullo stesso sito, è stato sottoposto ad una manutenzione programmata "con l’obiettivo di migliorare il servizio e allinearlo a standard più avanzati";

2.a quanto risulta all'interrogante, nella versione precedente del sito erano presenti i dati di tutte le attività minerarie ed energetiche, ciascuna delle quali corredata dai provvedimenti relativi all’iter di concessione, allo stato attuale dell’intervento e alle scadenze future. Tutti questi dati dettagliati risultano attualmente "oscurati";

3.a titolo di esempio, si cita la pagina sulla "Ricerca e coltivazione di idrocarburi" dove è attualmente presente solo l'elenco dei titoli minerari vigenti ma non è possibile accedere ai relativi provvedimenti sui diversi permessi di ricerca e concessioni di coltivazione. Per quanto invece riguarda le istanze per il conferimento di nuovi titoli, non è possibile accedere ai documenti connessi all'iter dell'istanza stessa;

4.tale medesimo "oscuramento" riguarda i provvedimenti, i documenti o le procedure inerenti le attività sullo stoccaggio del gas naturale e i titoli minerari per la ricerca e coltivazione di risorse geotermiche;

5.considerato che:

6.a parere dell'interrogante, questo oscuramento dei dati non è giustificato dalla manutenzione del sito della DGS UNMIG o da altre motivazioni tecniche. Risulta infatti buona pratica costruire un nuovo sito web in un’area privata e contemporaneamente mantenere accessibili online le informazioni nella modalità già in essere, specialmente se le informazioni fornite sono ancora attuali e di interesse per la consultazione, per giungere allo spegnimento del vecchio sito e alla messa online del nuovo solo quando questo sia in grado di fornire tutte le informazioni necessarie;

7.i due siti web, il vecchio e il nuovo, avendo due nomi a dominio diversi potrebbero anche convivere contemporaneamente e il nuovo sito potrebbe temporaneamente rinviare al vecchio quando l’utente richieda di visualizzare i dati dettagliati delle attività oggetto di interesse;

8.questo oscuramento si sta protraendo per un tempo eccessivamente lungo, essendo trascorsi oltre due mesi da quando le informazioni sono scomparse dal sito;

9.rilevato infine che:

10.tale oscuramento rischia di limitare fortemente il diritto di accesso da parte dei cittadini e degli addetti ai lavori ai dati e ai documenti gestiti dal Ministero dello sviluppo economico connessi alle attività descritte;

11.tutte le pubbliche amministrazioni devono attenersi al principio della trasparenza inteso, ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, come accessibilità totale dei dati e documenti da loro detenuti, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all'attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche;

12.l’oscuramento di tali dati determina una errata o incompleta informazione nei confronti dei cittadini dei territori dove sono presenti attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi, generando sospetti di mancanza di trasparenza da parte di una pubblica amministrazione;

13.si chiede di sapere:

14.se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati;

15.quali siano le motivazioni che hanno determinato l'oscuramento dei documenti, dei provvedimenti e altri dati relativi alle attività minerarie ed energetiche riportate sul sito della DGS UNMIG, escludendo le cause dovute alla manutenzione del sito stesso e altre giustificazioni tecniche;

16.se sia intenzione ripristinare, in tempi urgenti, l'accesso a tali dati in modo da permettere ai cittadini e agli addetti ai lavori una corretta informazione e conoscenza delle suddette attività, tutto ciò in coerenza con il principio della trasparenza cui devono attenersi le pubbliche amministrazioni secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.

















Thursday, February 7, 2019

Giovanni Legnini, il PD e le trivelle





Voto del 3 Agosto 2012 con cui Giovanni Legnini votava favorevole al Decreto Sviluppo 
grazie al quale le trivelle bocciate nel 2010 poterono risuscitare

"Il divieto e' altresi' stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette, fatti salvi i procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010 n. 128 ed i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, nonche' l'efficacia dei titoli abilitativi gia' rilasciati alla medesima data, anche ai fini della esecuzione delle attivita' di ricerca, sviluppo e coltivazione da autorizzare nell'ambito dei titoli stessi, delle eventuali relative proroghe e dei procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi."


Ombrina era stata gia' bocciata grazie al decreto legislativo del 29 Giugno 2010 numero 128.
Il decreto sviluppo, votato da Giovanni Legnini ha dunque esentato Ombrina da qualsiasi divieto.

Tutto questo ci e' costato altri quattro anni di patemi.

-----------



Da quel che ho capito Giovanni Legnini non si candida alla presidenza della regione Abruzzo con il PD ma con una vasta gamma di simboli e loghi di associazioni civiche. Ma quale che sia il manto con cui sceglie di rivestirsi e' innegabile che alle sue spalle ci sono decenni di militanza nel PD (dalla sua fondazione nel 2007) e nelle sue varie incarnazioni precedenti.

Coincidenza vuole che il 2007 e' anche l'anno in cui la sottoscritta ha iniziato a fare questa immane opera di sensibilizzazione e di attivismo quotidiano. Ci tengo a dire quotidiano, perche' e' il lavoro di una persona volontaria che pure ha mille altre responsabilita' e' che ha fatto salti mortali da volontario, e non da politico.

E dunque mi ferisce moralmente non poco vedere Giovanni Legnini cercare di usare Ombrina come una delle sue frecce per centrare l'obiettivo elettorale.

Non e' vero che e' stato Giovanni Legnini a fermare Ombrina, non e' vero assolutamente.

Anzi Giovanni Legnini avrebbe potuto fare molto di piu', non solo per Ombrina se davvero ci teneva cosi tanto, ma per l'Italia intera. Infatto e' stato il suo (ex?)partito che ha approvato tutte le trivelle che ha incontrato nel suo cammino, in tutta Italia.

Sono stati Gianluca Galletti, Dario Franceschini, Corrado Clini, tutti ministri ed esponenti del suo stesso partito, il PD, a mettere quelle odiate firme.

E lui non era uno qualsiasi mentre questi qui approvavano. Era il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel governo Letta, ed e' stato poi vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura! Non proprio l'ultimo arrivato dunque e che se ci teneva poteva parlare, spiegare, convincere, protestare ai suoi amici o compagni di partito.

E poi, se era proprio cosi contrario ad Ombrina, vuol dire che doveva essere contrario pure alle altre trivelle in Ionio o in Sardegna, perche' che differenza c'e'? Cosa ha fatto per le altre regioni che cercavano di fronteggiare i petrolmostri mentre che lui era sSottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri?

A che serve cotanto potere se non si sanno fare le cose giuste, ma difficili?

---

Iniziamo dall'inizio.

Devo rendere onore a Giovanni Legnini per essere stato presente in un convegno a Roccamontepiano nel 2009, quando si parlava del Centro Oli di Ortona, ma eravamo gia' molto avanti con l'attivismo sul tema e l'opinione pubblica era gia' quasi unanime contro questo mostro. Era facile venire a convegni e parlare contro il petrolio dopo che mezza provincia di Chieti si era gia' attivata e dopo che la sottoscritta si era gia' presa ogni forma di insulto da petrolieri e politici corrotti. Piu' difficile prendersi la faccenda a cuore e fare le cose quando invece le cose sono difficili e si e' soli e ci sono prezzi da pagare.

A cosa mi riferisco?

Beh, nel 2010 Ombrina venne bocciata, grazie alla valanga di lettere, discorsi, rompimento di scatole fatto a politici locali e romani dagli abruzzesi e da questo blog. Era stata Stefania Prestigiacomo a imporre il divieto ad Ombrina, vietando le trivelle entro le prime 5 miglia da riva e di fatto uccidendo Ombrina e vari altri pozzi lungo i mari nostrani per la prima volta.

Era il cosiddetto decreto legislativo del 29 Giugno 2010 numero 128.

Ma nel 2012 le cose cambiarono: grazie all'articolo 35 del Decreto Sviluppo si decise, schifosamente, di estendere il divieto alle 12 miglia (e chi non puo' essere d'accordo a estendere le fascie protettive!) ma introducendo la clausola secondo la quale i procedimenti gia' avviati potevano andare avanti come se niente fosse. Cioe' il divieto delle 12 miglia si sarebbe applicato solo per concessioni "nuove". Non ci sarebbe stato niente a fermare quelle "vecchie".

Un barbatrucco politico del tutto italico, grazie al quale essenzialmente nessun pezzo di mare sarebbe stato mai protetto, visto che l'intera Italia era nel 2012 gia' circondata da permessi trivellanti, e di pozzi "nuovi" a cui applicare la nuova legge non ce n'erano. Tutto il mare era stato gia' lottizzato e da molto prima.

Giovanni Legnini voto' si a quella legge e al suo articolo 35.

Cosa poteva fare invece?

Poteva votare contro, poteva opporsi, poteva parlare con i suoi amici del PD e fuori del PD, spiegare loro che questo articolo 35 non era ne giusto ne accettabile. Poteva protestare, parlare alla gente, avere coraggio. E non solo per Ombrina, quanto per salvare tutti i mari d'Italia. Se Ombrina era sbagliata per l'Abruzzo lo erano pure gli altri pozzi per altre parti della nazione, no?

Come detto, e' quando le cose sono difficili che si vede di che stoffa sei fatto.

Ripeto qui non si parlava del macellaio di periferia, si parlava di uno che aveva intorno a se tutto il gotha del potere dell'epoca in Italia.

Quando poi Ombrina fu approvata nel 2013, grazie anche all'articolo 35 io glielo chiesi, per telefono, se gli sembrava giusto imbrogliare cosi la gente.

E prima che qualcuno mi minacci di denunce: ho i tabulati delle chiamate fatte a lui da San Diego, estate 2013 durante il SIAM Conference on Control and Its Applications, da una stanza rosa dove, stanca e sola, ho lasciato non poche lacrime.

Lui mi promise che avrebbe fatto del suo meglio per fermare Ombrina. Non riuscivo e non riesco a capire come potesse in cuor suo giustificare il voto favorevole al Decreto Sviluppo e interessarsi ad Ombrina.

Ci sono stati tanti momenti in questa mia petrol-vita in cui avrei voluto essere importante e famosa e ricca, e non per me, quanto perche' avrei usato queste cose per fare delle cose buone, prima fra tutte per l'ambiente, per fermare Ombrina con un battito di ciglia e assieme a lei tutte le sue cugine, da Chioggia a Catanzaro.

Quella telefonata e' uno di quei momenti. Avrei voluto essere io al suo posto e usare influenza e conoscenze in modo disinteressato e per migliorare l'Italia invece che sentire cotanto cerchiobottismo e cosi tanto non-si-puo' ma faro-del-mio-meglio.

Cosi non e' stato.

Il resto e' storia.  Ombrina passo' anche l'Autorizzazione Integrata Ambientale nel 2015, nonostante lettere, proteste, rabbia della gente, e nonostante Giovanni Legnini.
 
Ma allora chi ha fermato Ombrina?

La risposta e' semplice: la ribellione della gente che di petrolio e di FPSO non ne voleva sentire, le proteste intelligenti lungo il corso di otto lunghi anni, la testardaggine di questo blog, e alla fine le nove regioni che chiesero ben sei referendum nazionali sulle trivelle. Erano queste regioni di destra e di sinistra, tutte costiere, che capirono che se passava Ombrina, sarebbero passate tutte le altre proposte trivelle sparse per i loro mari e a invadere le loro estati.

E' stato solo l'incubo dei sei referendum a costringere Matteo Renzi e tutto il PD a stracciare l'articolo 35 del Decreto Sviluppo e a proporre il divieto alle trivelle entro le 12 miglia nella Legge di Stabilita' del 2016 non solo per concessioni future, ma pure per concessioni passate.

E cosi morirono Ombrina ed altri 26 progetti trivellanti.

Infine si parla di Giovanni Legnini che scrisse un emendamento per uscire dall'impasse referendum di cui sopra;  potrei sbagliarmi, ma nella lista di emendamenti attributi a Giovanni Legnini nel governo italiano non ci sono tracce di tali attivita' in quanto l'ultima entry degli emendamenti da lui firmati (ne ha scritti 880) e' datata dicembre 2012.

E poi mi fa un po strano che questo emendamento salti fuori proprio in tempo di elezioni!

Ma  anche se cosi fosse, cioe'  che e' stato questo misterioso emendamento dell'ultima ora a risolvere tutto, era a monte che Giovanni Legnini poteva e doveva dire di no, a mio modesto parere. E non era solo Ombrina che si doveva salvare ma tutti gli altri mari d'Italia, e molto tempo prima.

Ecco, credo che sia onesto ricordare tutte queste cose e non riscrivere la storia solo per fame di poltrona.

L'ultima entry degli emendamenti di Giovanni Legnini e' qui.



Leggo anche comunicati di Alessandro Lanci che dice: 

Chi conosce la politica sa che certe azioni vanno costruite nel tempo, attraverso il paziente e silenzioso lavoro di concertazione.

Io conosco la democrazia, conosco i miei diritti, leggo i fatti e non interpreto a posteriori le intenzioni o gli squallidi do-ut-des della politica italiana. E votare a favore delle trivelle nel 2012, non mi pare concertazione o azione costruttiva nel tempo. 

Infine, che dire del M5S?

Si, e' vero sono l'armata Brancaleone a volte, sono confusi, e hanno spesso ricopiato da questo blog (ma questo l'ha fatto anche Nuovo Senso Civico di Alessandro Lanci!), a volte senza sapere cosa stavano facendo. E la trasparenza tanto decantata a volte lascia il tempo che trova. Ma occorre riconoscere loro che fin dal primo giorno, forse anche grazie all'ottica progressista di Beppe Grillo, sono stati contrari alle trivelle. Vedremo cosa combineranno con la Lega che gli sta alle calcagna, ma anche questo e' realta'.

Sunday, February 3, 2019

La Lega di Marco Marsilio a favore delle trivelle in Adriatico



Marco Marsilio e' un nome di politico che io non ho mai sentito nominare prima d'ora in Abruzzo. E' in questo momento il candidato della Lega come presidente della regione.

La sua biografia non offre molto, in termini di abruzzesita' - Wikipedia dice solo che e' nato a Roma nel 1968 da famiglia di origini abruzzesi e che e' professore a contratto di Estetica, Museologia e Marketing applicato ai Beni culturali presso l'Università Link Campus.

A Malta.

E' stato parte di vari movimenti studenteschi, e negli anni novanta consigliere della prima circoscrizione di Roma, cioe' del centro storico; e' stato anche consigliere comunale della capitale e ha lavorato per il Campidoglio come capogruppo di Alleanza Nazionale; poi nel 2008 diventa deputato alla camera per il PDL sempre per il Lazio,  e poi ancora fondatore di Fratelli d'Italia.

Insomma da un partito all'altro, ma sempre in area Roma/Lazio.

In questo momento mi pare di capire che sia senatore nelle fila di Fratelli d'Italia. E che (o mio dio!) Ignazio La Russa "ne ufficializza la candidatura a Presidente della Regione Abruzzo".

Non sono dunque sicura che questo personaggio sia il meglio che l'Abruzzo possa esprimere o che anzi, abbia qualcosa lui a che spartire con l'Abruzzo.

Esattamente cosa ha fatto il nostro eroe per questa regione durante la sua vita?
Cosa ne sa della nostra regione?
Non so. Ma voglio lasciargli il beneficio del dubbio. 

Pero' siccome parlo di petrolio, sento di essermi meritata di chiedergli: cosa vuole fare lui per l'ambiente di questa regione?

E visto che non credo rispondera' direttamente, sono sempre del parere che per conoscere le risposte a queste domande, occorre guardare al passato. Dove era Marco Marsilio mentre noialtri mangiavamo pane e lacrime per fermare l'ENI e tutte le sue amiche?

Si e' mai interessato all'Abruzzo e al suo ambiente?

Alle nostre epiche lotte contro Petroceltic, ENI, Mediterranean Oil and Gas, Rockhopper Exploration, Forest Oil e chi piu' ne ha piu' ne mette? 

Personalamente credo che questo Marsilio non abbia capito niente dello spirito fiero ed anti-trivellante di questa regione se va in televisione a dire che lui e' favorevole alle trivelle, a patto che stiano oltre le 12 miglia.

12 miglia, eh?

Allora 12.5 va bene?

E se qualcuno osasse ripresentarsi con Ombrina o con qualche altro scellerato progetto a 12.5 miglia, lui lo avvallera' se venisse eletto?  E ci puo' spiegare che differenza c'e' fra 12 miglia e 12.5 in termini di sicurezza e di ambiente pulito? E se vogliamo trivellare a 13 miglia, dunque, secondo lui andra' bene riversare monnezza a mare, o mandare petroliere a zonzo davanti alla Costa Teatina?

A proposito che ne pensa del parco nazionale della Costa Teatina?

E ai pescatori chi ci pensa?

Come sempre l'Adriatico e' un mare piccolo, dai fondali bassi, con poca circolazione di acqua; gli incidenti sarebbero davvero impattanti per tutti in un mare chiuso ed in un ecosistema cosi delicato. Per di piu' l'Adriatico e' un mare gia' fortemente inquinato, con tanti problemi di erosione, di coste che indietreggiano, di ripascimenti continui. Proprio in questi giorni sono stati riportati notevoli danni durante le mareggiate in varie parti d'Abruzzo. 

Ma chissa, forse che da dove Marsilio va al mare lui il rischio trivelle non c'e'?

Ovunque pero' lui vada al mare, sappia che invece il rischio trivelle c'e' per 100 chilometri di costiera d'Abruzzo e di gente che li vive lungo e che chiunque sia il prossimo governatore avra' il dovere di difendere.

Anche se va al mare ad Ostia o in Costa Smeralda.

E con le trivelle in terra invece come la mettiamo?

Ne sa qualcosa del Centro Oli di Ortona il nostro amico Marco Marsilio? Di quanto lavoro e' costato tutto questo? Se l'ENI si dovesse ripresentare ad Ortona, o le eredi della Forest Oil si dovessero ripresentare a Bomba, lui che da lato stara'? E come la mettiamo con il fatto che l'Abruzzo e' una regione fortemente sismica?

Boh.

E poi ancora, dando uno sguardo piu' avanti, a lui come a tutti i politici e giornalisti petrol-supporters: ma ... avete mai sentito parlare di cambiamenti climatici? Del fatto che occorre ridurre l'uso di fonti fossili, di emissioni di CO2? Del fatto che l'Italia ha firmato gli accordi di Parigi? Dodici o quattordici miglia non cambia niente: occorre svezzarsi dall'uso di petrolio. Semplice.

Ma non avete figli?
In che mondo vivete? 

Che cosa deprimente la politica italiana... 






Thursday, January 17, 2019

Matteo Salvini: trivelli casa sua per primo


Matteo Salvini si sveglia ora petrol-favorevole, ed esordisce cosi:  “Non si può dire ‘no’ a tutto e andare in giro con le candele”.

Intanto, caro Matteo, se trivelliamo quelle candele le dovremo portare tutte al cimitero - della morte
ambientale e civile.

Seguendo stupidi luoghi comuni, il nostro ministro dell'interno dice

 “Non si può dire no al carbone, no al petrolio, no al metano, no alle trivelle, mica possiamo andare in giro con la candela e accendere i legnetti. Di tutto il resto si può discutere, ma con i soli ‘No’ non si campa”. 

E infatti io dico si!

Dico si al sole, al vento. Dico si ai trattati di Parigi. Dico si agli investimenti per il risparmio energetico. Dico si alle automobili elettriche. Dico si alla vita sana e onesta. Dico si all'energia che davvero abbiamo in Italia e non ai miraggi petroliferi che stanno solo nei petrol-sogni dell'ENI. Dico si alla democrazia sana. Dico si alle territori liberi dall'inquinamento, dalla paura del terremorto, del terreno che spronfonda o dei mari che erodono.

Dico si al futuro! 

Interessante che il nostro Matteo dica queste cose in Sardegna, teatro di tante petrol-battaglie che hanno scacciato i petrolieri da dove sono venuti.
 
Ovviamente non puo' che metterci bocca Matteo Renzi, che e' meglio che si va a nascondere per il modo osceno in cui il suo governo ha approvato quasi tutte le trivelle sottomesse al suo ministero dell'ambiente. Non c'e' stata una trivella che non gli sia piaciuta.

Meglio che taci, Renzi e che per un po, o per di piu' ancora, ti metti nel dimenticatoio che ci fai piu' bella figura, assieme a quegli altri galantuomini dell'ambiente dal nome Gianluca Galletti e Dario Franceschini.

Ma torniamo a Matteo Salvini.

Intanto, solo tre anni fa Matteo Salvini era contro le trivelle nel nostro paese. Interessante che si facesse fotografare con cotanta maglietta solo perche' al tempo era all'opposizione e la Lega in teoria. difendeva i territori.

Cosa e' successo? Si e' andati al governo ed ora la petrol-persuasione dell'ENI o i petrol-euro hanno iniziato a fare gola?

Qui occorre riconoscere un importante principio, caro Matteo Salvini. Nessuno di noi nasce come signore o signora del no.

Tutti noi attivisti, da Ravenna a Carpignano, da Arborea a Monopoli, da Ragusa a Ortona siamo persone che prima di tutto vogliamo il si all'aria pulita, alle democrazie non corrotte, ai mari puliti, alla natura vivente.

Tutti noi ci siamo messi li a studiare le carte, a rompere le scatole a tutti i politici di qualsiasi colore politico non perhce' non abbiamo niente da fare, ma perche' era importante capire, e darsi da fare *prima* che le trivelle arrivassero, in modo da non fare la fine di Viggiano o di Porto Marghera.

Siamo dunque quelli del si alla vita e non del si alla morte civile ed ambientale petrolifera.
 
Se lei vuole fare qualcosa di buono: legga le carte, ascolti parli con la gente che *deve vivere* vicino alle trivelle, e poi capira', e anzi, credo che lei sarebbe il primo a dire di no al petrolio nei mari e nelle campagne dove lei stesso vive o va al mare.

Che cosa triste vedere l'Italia governata in modo cosi approssimativo. Ho sempre pensato che a comandare ci dovesse andare gente colta, intelligente, studiosa, critica, e non sempliciotti o canne al vento.



Wednesday, January 16, 2019

Il patriottismo che manca ad Oscar Giannino








Leggo un articolo di Oscar Giannino, che scrive, parlando delle “trivelle che opporsi alle estrazioni petrolifere e’ una “battaglia sbagliata”.

Chi e'  Oscar Giannino?  Non ne avevo mai sentito parlare prima, ma viene fuori che e' un giornalista politico - l'unico riferimento a cui che esiste sulla stampa anglosassone e' questo: che tale Oscar Giannino ha "fabricated" il suo CV sotto elezioni.

Ma restiamo a tema.

L’attacco che fa nel suo articolo sul Messaggero e’ contro il M5S che ha affrontato la questione un po come l’armata Brancaleone (e’ vero), contro le convolute leggi italiane che danno alle regioni l’opportunita’ di esprimere pareri non vincolanti (e’ vero) e noi cittadini che non ce le vogliamo proprio le trivelle nelle nostre vite.

Ed e' qui che dissento e che occorre solo ricordarsi di quel famoso "fai agli altri come vorresti fosse fatto a te" di cristiana memoria.

Giannino dice che siamo avvolti in un “involto farraginoso” di “diritti di veto” e “competenze incrociate e sovrapposte” che fa si che la regolamentazione ambientale in Italia non riesce a tutelare ne la sicuezza dell’ambiente, ne lo sviluppo economico.

Vorrei intanto sapere non solo quale sia la sua competenza non incrociata in merito alle estrazioni petrolifere in Italia. Perche’ a mio modesto parere, uno che come Giannino pensa che lo sviluppo passi per il fossile, sta di 50 anni indietro.

Si dice che l’ENI e la Shell hanno abbandonato “i grandi giacimenti di gas dei nostri mari” e che per questo noi paghiamo soldi a Russia, Algeria, Iran, Arabia Saudita.

Intanto in Italia non esiste nessun “grande giacimento di gas” che ci permetterebbe di essere autosufficenti da un punto di vista energetico, se pure volessimo puntare il tutto per tutto sugli idrocarburi. E' stato tutto ciucciato negli anni sessanta, e cio' che resta sono giacimenti piccoli, scadenti, che servono solo per speculazione.

Non siamo e non potremmo mai essere l’Arabia Saudita in quanto a petrolio e gas, e paragonarci a loro e’ un insulto alla storia di questo paese. Siamo invece (o eravamo!) il giardino del mondo e dovremmo fare di tutto per preservare la nostra bellezza, la nostra storia senza distruggere l’ambiente. Perche’ se volessimo essere l’Arabia Saudita dovremmo trasformarci in un deserto, con pozzi, raffinerie, tubi, aria fetida; o a essere piu’ generosi nella Louisiana dove la costa e’ essenzialmente un colabrodo e dove la petrol-corruzione ha ingoiato tutto.

Ha mai sentito Giannino del ridente turismo costiero di Galveston? Ma non e' necessario andare cosi lontano: ha mai visitato Gela, sentito la puzza di Viggiano, vista la subsidenza di Ravenna, ascoltato i resident di Sarroch, o intervistato quelli di Augusta?

Non credo, altrimenti appunto l'empatia per queste persone lo obbligherebbe a un sentimento di misericordia, e di volere evitare la stessa fine alle altre citta' petrolizzande d'Italia.

Caro Oscar, non so se lei abbia figli, ma non c’e’ niente di patriottico nel continuare a trivellare in paese come l'Italia.

E la sfido io a proporre il suo mare, il suo comune, il suo orto, ad ospitare trivelle e trivellatori.

Sa cosa e’ patriottico?

Usare quel che si e’ e che si ha per rendere le cose migliori. Per far si che in Italia uno non debba piu’vedere scempi petroliferi come quelli di cui sopra. Perche' dire si a trivelle nuove significa dire si alla crocifissione di un altra comunita' che non ha fatto niente di male.

Ma poi, la Nuova Zelanda che vieta nuovi pozzi nel paese e’ poco patrittica?

La California che non trivella da 50 anni in mare e’ poco patriottica?

La Francia che ha approvato anche lei il divieto a nuovi permessi trivellanti e' poco patriottica?

E’ invece patriottica l’ENI?

A me non pare – inquina in Italia tanto quanto in Nigeria!

Condannare le generazione future ad un mondo capovolto dai cambiamenti climatici, inquinamento e corruzione non solo e' patriottico patriottico neanche po'.

E' invece criminale ai miei occhi.

Thursday, January 10, 2019

Scriviamo a Vannia Gava: l'Italia resti libera dalle trivelle una volta per tutte



Non posso approvare una impostazione tutta volta a dire 'No' come quella che sta alla base dell'emendamento dei 5 stelle sul tema delle trivelle. È sbagliato bloccare le autorizzazioni: non possiamo consentire che la paura blocchi lo sviluppo 


Scriviamole:
gava_v@camera.it 

----

Cara Vannia, le trivelle sono il regresso piu' buio del pianeta.
Il progresso si chiama sole, si chiama risparmio energetico,
significa automobili elettriche.

Il petrolio e' fossile, e' morte, e' malattie, e' disoccupazione,
e' subsidenza, e' rischio sismico, e' falde inquinate,
e' speculare sulla pelle dei deboli.

Lo chieda a quelli di Gela, Viggiano, Marghera, Porto Torres, 
Manfredonia, Sarroch, Ravenna, Augusta.

La risposta sara' univoca: le trivelle non portano a niente 
di buono mai a chi ci abita vicino.

Voti l'emendamento M5S.

Le generazioni future, e la maggior parte degli italiani
 le saranno grata.

----

Proviamo cosi, allora.

Io non so e non voglio sapere cosa ciascuno dei miei lettori abbia votato; so pero' che le cose non cambiano e non cambieranno mai in Italia se continuiamo a fare il tifo per il partito del cuore, o a gufare contro i partiti dei nostri nemici. Occorre invece lavorare con quel che si ha, tenendo l'obiettivo a mente, lavorando con tutti, restando indipendenti e svegli. Le elezioni sono solo il punto di partenza, e' il dopo che richiede il nostro impegno costante.

PD, PDL, M5S, Fratelli d'Itali, Verdi, IDV, DC o qualsiasi altro partito: quando si entra li dentro, tutto diventa un calcolo, un compromesso, un prepararsi alle prossime elezioni.

Sta allora a noi mettere pressione affinche' siano prese le decisioni giuste, e questo si fa con l'unica arma che abbiamo: i nostri numeri, la nostra voce, in modo coordinato ed intelligente.  Altrimenti, se aspettiamo i politici vince quello che e' piu' facile fare, che spesso e' l'interesse del piu' forte. Dobbiamo allora fargli vedere e sentire cosa vogliamo, perche' hanno tutti paura di perdere la poltrona, e della rabbia popolare. Incanaliamo la nostra voce per le cose buone.

Volli fortissimamente volli, no?

In questo momento, io credo, fra dritte e storte, il M5S ha giocato una carta che potrebbe essere importante, quella dell'emendamento che bloccherebbe per 3 anni 36 pozzi. Se tutto questo e' realta' o fantasia non lo so;

Pero' dobbiamo far si che passi, e che gli amici della Lega stiano a sentire.

Mi imbatto oggi in un articolo in cui il sottosegretario leghista all'ambiente, Vannia Gava dice:

 "Non posso approvare una impostazione tutta volta a dire 'No' come quella che sta alla base dell'emendamento dei 5 stelle sul tema delle trivelle. È sbagliato bloccare le autorizzazioni: non possiamo consentire che la paura blocchi lo sviluppo".

Che questo sia detto in buona o cattiva fede non lo so.

Ma di certo e' una affermazione che non corrisponde a verita'.

E allora, facciamo l'unica cosa che possiamo fare: scriviamole direttamente. 
Il suo indirizzo e'  gava_v@camera.it

Cara Vannia,

Chi si oppone alle trivelle non ha paura, e' solo informato. La paura presuppone che ci sia una incognita, che non si sa cosa verra' fuori. Ma con il petrolio non c'e' incognita alcuna. E' una certezza che le trivelle non portano niente di buon o a nessuno. Mai e' successo e mai succedera', ne in Italia ne da nessuna altra parte.

Il petrolio non e' sviluppo - il petrolio e' il medioevo dello sviluppo, e' l'essere ancorati al passato, al voler perpetuare la lunga lista di malattie, incidenti, fiammate, agricoltura morta, spopolamento, subisdenza, rischio sismico, spiaggiamenti, e aria malata che abbiamo gia' documentato in ogni angolo del pianeta.

Ci sono passati gia' in tanti, dalla Nigeria alla Louisiana, dal Venezuela alla Basilicata, dall'Ecuador all'Albania, dal Texas all'Alberta. Tutti riportano la stessa storia: il petrolio e' stata una maledizione per chi di deve vivere vicino. Occorre allora prendere esempio, ed imparare dagli altri affinche' il loro dolore sia un monito per noi che possiamo ancora scegliere.

Se l'hanno messa all'Ambiente, voglio sperare che lei ci tenga all'Ambiente. Legga, si documenti, ma da fonti vere, non dalle pappardelle che spara l'ENI. Si chieda perche' ci sono movimenti di resistenza popolare in tutto il mondo contro il petrolio e i petrolieri, perche' in California non abbiamo piantato un solo pozzo nei nostri mari dal 1969 ad oggi, perche' la stragrande maggioranza degli italiani svincolati dall'ENI e' contraria ad altri buchi nei nostri paesi, nei nostri campi, nei nostri mari.

L'Italia ha votato gli accordi di Parigi del 2015, tutti sappiamo che il nostro clima cambia, e che la colpa di tutto e' del petrolio. Che li abbiamo firmati a fare quegli accordi? Non e' folle continuare su questa strada? Perche' insistere, e diaboliocamente persistere?

Voti l'emendamento, e' un regalo che lei fara' a tutti quei cittadini che non ci hanno dormito la notte per salvare le loro cittadine da Mr. Petrolio. E' un chiedere scusa a tutti quelli che invece le trivelle e le raffinerie ce le hanno da anni dietro casa.

Voti l'emendamento. Ci guadagna il mare, ci guadagna il paese, ci guadagna la nostra immagine all'estero: l'Italia sara' vista come una nazione all'avanguardia. Ci guadagnera' lei personalmente in affetto popolare.  

Sopratutto ci guadagneranno le generazioni future a cui lei avra' regalato un futuro migliore.

Grazie
MR









Tuesday, January 8, 2019

Le coste salentine e ioniche aperte alle "crociere sismiche" della Global Med, per 10,000 euro l'anno


Il nuovo airgun della Global Med del Colorado
come reso noto dal BUIG 

la d90 FR GM e' quella in rosso in basso a destra.
la d87 FR GP e' quella in viola scuro in basso a sinistra.
la d89 FR GM e' quella in arancio a destra


I comuni interessati sono Tricase, Gagliano del Capo, Ugento, Racale, Alessano, Castrignano del Capo, Taviano, Andrano, Diso, Otranto, Morciano di Leuca, Patu', Tiggiano, Gallipoli, Alliste, Salve, Santa Cesarea Terme, Castro, Corsano, Strongoli, Cropani, Montepaone, Soverato, Borgia, Staletti', Ciro' Marina, Sellia Marina, Melissa, Crucoli, Catanzaro, Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello, Cutro, Simeri Crichi, Ciro', Montauro, Squillace, Belcastro


Si e' tanto parlato in questi giorni della Global Med,  a cui il nostro beneamato governo M5S-Lega ha concesso di eseguire airgun in tre concessioni in un area di oltre 2200 chilometri quadrati di mar Ionio.

Del nostro mar Ionio, del mare degli italiani e della natura. Del mare che dovrebbe portarci vita, e bellezza, e turismo, e voglia di fare le cose buone nei pomeriggi spensierati d'estate.  E che invece ora ci porta trivelle.

Erano le ex concessioni 87 FR GM, 89 FR GM e 90 FR GM, ora ribattezzate FR 43 GM, FR 44 GM e FR 45 GM.

Di questo, dei miei sentimenti, della mia delusione, ne parleremo nel prossimo post. Ho tante cose da dire, e poco tempo in questi primi giorni del 2019.

Per ora voglio focalizzarmi sul cosa abbiamo approvato - 2200 kmq di airgun nei mari del Salento e delle coste ioniche in favore della Global Med.

Partiamo con questo articolo di Stefano Agnoli che scrive per il Corriere della Sera, che dice che  della Global Med si sa poco o che noi italiani siamo scemi a non volere le trivelle.

Intanto, si sa tanto se uno ha voglia di fare il giornalista serio, e non di sparare a casaccio in difesa dei buchi nel mare.

La sede legale della Global Med e' in Colorado presso il numero 6901 South Pierce Street, Suite 390, Littleton. Il suo domicilio e' presso lo Studio Legale Turco, Viale Gioacchino Rossini 9, Roma 00198.
 
Da Bloomberg viene fuori  che la Global Med e' una ditta privata e che agisce come parte della Global Resource Holdings una LLLP che sta per Limited Liability Limited Partnership.

Tutte queste L significano essenzialmente che la Global Med non si assume alcuna responsabilita' se le cose dovessero andare storte, cioe'  questa Global Med/Global Resource Holding e' una micro micro micro ditta che viene qui solo per sfruttare lo sfruttabile e senza vergogna alcuna.

Bastano un altro po' di click per vedere chi e' il capo di questa Global Med.

Si tratta di tale Randall C. Thompson che ha investito a suo dire circa 1.5 milioni di dollari per le trivelle "profonde" nel golfo di Taranto e nello Ionio. Dal suo sito diretto agli investitori dice che ha fatto richiesta di sei concessioni offshore e fatto cinque richieste di valutazione ambientale.

Ricorda ai suoi potenziali investori che lui e' specializzato in progetti petroliferi internazionali allo stadio iniziale e che ha avuto gia' successo in Marocco, Nuova Zelanda, Cina e Belize.

Prima era un manager della Exxon e della Amoco.

Il suo scopo e' di fare il lavoro iniziale di accertarsi che il petrolio c'e' ed e' giusto e poi di vendersi a ditte maggiori.

Essenzialmente quelli della Global Med sono dei mercenari!
Ed e' a loro che diamo il nostro mare.  

E quindi caro Stefano Agnoli, spero che lei possa concordare che e' pura follia regalare lo Ionio e il Salento a un *singolo* individuo in Colorado che viene qui solo a scopo di sfuttamento con una ditta che non ha nessuna esperienza nel settore sicurezza o infrastruttura, e del cui capitale sociale si sa (questo si) poco. Nel testo del provvedimento dello sviluppo economico c'e' scritto che fra due anni andranno a verificare la "capacità tecnica ed economica" della società richiedente. Solo questo fa capire di che ditta abbiamo davanti - microscopica, con potenzialita' di danni enormi e di cui non sappiamo neanche se potra' pagare!

Mai sentito parlare di Temsah? Di Montara? Del pozzo Taylor? Mmh. Non credo.

Le concessioni che l'amico Randall Thompson ha ora ottenuto sono antiche.

Vennero gia' sottoposte al governo italiano nel 2013 tre concessioni per eseguire airgun in 2D nello Ionio, la 87 F.R. GM, 89 F.R. GM e 90 F.R. GM.

Ci sono state varie peripezie, cambi di governo, cambi di perimetrazione e pure la legge finanziaria del 2016 che ha tolto dei pezzettini alla d 87 FR GM perche' entrava nel limite delle 12 miglia.

Nel 2017 il duo Franceschini e Galletti diedero il loro si - a suo tempo il Ministero dell'Ambiente parlava di crociere sismiche!

E in data 7 dicembre 2018, zitti zitti mentre che ci si preparava al Natale, le concessioni sono state finalizzate sotto il governo del M5S, con Ministro dello Sviluppo economico, Luigi di Maio.

Ed ecco qui le FR 43 GM, FR  44GM e FR 45GM, nuove di zecca.

Chi avrebbe potuto mai immaginare che i decreti finali arrivassero dal governo Lega-M5S!

Ma scappo troppo in avanti. Come detto sopra,  dei pasticci del M5S al prossimo post.

Per ora voglio invece finire di commentare sul testo di questo Stefano Agnoli.

Stefano Agnoli dice che l'Adriatico si divide in due - l'Italia da un lato, dall'altro Croazia, Montenegro e Albania, e Grecia. E anzi, piu' in la ci sono pure Cipro, Egitto, Israele e Libano e dai, mettiamoci pure la Turchia.

E mentre tutti questi intelligentissimi paesi dall'altro lato dell'Adriatico hanno deciso di trivellare - accogliendo o invitando ENI, Total, BP, Rosneft e pure la Exxon, noi italiani scemi scemi ci accaniamo contro le trivelle nei nostri mari.

Si vede che vorrebbe l'Italia cone l'Albania! E anzi, sa lei che l'Albania chiede il 70% del ricavato ai suoi trivellatori?

E perche' caro Stefano non ricorda che al di qua dell'Adriatico abbiamo il Portogallo che ha detto no all'ENI che voleva trivellare il mare dell'Algarve, o della Francia che ha vietato il fracking e che non rilascera' piu' *alcun* permesso trivellante nuovo nel suo paese. O di tutti i paesi di cui sopra in cui la gente protesta contro le trivelle?

A pensare come pensa lei vuol dire allora che quando la Schlumberger voleva trivellare in Sardegna andava bene? O lo stesso per le trivelle in Sicilia o in Puglia. A Venezia?

Nel suo mare di preferenza?

Stefano poi parla del fatto che le richieste della Global Med partirono gia' dal 2010, e che quindi non c'entra solo il PD, che e' sbagliato farne una questione politica, e che addirituttura ci sono "verifche approfondite sul tanto contestato uso degli airgun, i cannoni ad aria per le ricerche."

Non sono cannoni, caro Angelo, ma come lei non ha voglia di andarsi a studiare chi e' la Global Med, cosi io non ho voglia di spiegare, per l'ennesima volta che si tratta di spari ad aria compressa.  Ma poi, quelli del precedente governo le chiamavano ... "crociere sismiche", per cui mi sa che qui e' una gara a chi usa le parole piu' comiche.

Ma piu' comico ancora e' che lei le chiama "verifiche approfondite" - ma quando mai! 

Non ho *mai* in 11 anni di lavoro, mai, mai, mai, mai letto un permesso trivellante in cui la letteratura scientifica fosse citata in modo appropriato, in cui si dicesse qualsiasi altra cosa che trivellare, o fare airgun porta ad impatti lievi-trascurabili-nulli. Solo in Italia le trivelle e l'airgun fanno bene al mare, alle persone, all'ambiente.

E infine la cigliegina di Stefano e' che che se "non avesse concluso il processo accordando il permesso", e "viste le diffide legali arrivate al ministero, il dirigente preposto dello Sviluppo economico si sarebbe esposto al rischio di pagare i danni di tasca sua".

Ci lasci capire, allora siccome X passaggi legali erano stati approvati, allora per forza dovevano essere approvati tutti gli altri Y passaggi successivi?  E allora che ce li abbiamo a fare tutti questi stadi di approvazione? Basta solo decidere che invece di avere X+Y approvazioni ne bastano solo X
se uno ha paura delle diffide che arrivano a meta' strada!

Se i passaggi Y invece sussistono, anche se e' solo una firma, vuol dire che finche' tutto l'iter non e' finito, le trivelle, l'air gun o i cannoni come li chiama lei, non sono stati approvati.

E quindi Mr. Thompson, o chi per lui nulla puo' fare, perche' nessun decreto finale e' stato rilasciato!
E dunque quelle diffide legali sono solo carta straccia, secondo me. Al massimo chi richiede di trivellare puo' esigere una rispostain  tempi brevi, ma non necessariamente un si.

E questo anche se Galletti e Franceschini avevano firmato la compatibilita' ambientale.

Non va bene fare il lavaggio alle persone che non-si-poteva-fare-altrimenti.  O che-senno-pagavamo-la-multa. Non e' vero. Finche' non arriva l'ultima firma chi ha richiesto non puo' che accettare che non-si-sa-ancora.

Nella vita c'e' sempre l'alternativa. E' il coraggio, la forza morale, l'animo nobile, il mettersi in situazioni scomode ma giuste, l'intelligenza, il volerlo che manca.

Ma queste parole sono per Sergio Costa, a cui scrivero' domani. 

Ma che delusione questo M5S; cosi diversi, cosi uguali a quelli di prima.



Friday, November 16, 2018

Spagna: 100% rinnovabile nel 2050, zero sussidi alle fossili, zero nuovi permessi petroliferi



 
Spain shows that the battle against climate change is deadly serious.
 Intanto, in Italia il M5S fa convegni al senato con i negazionisti!


Mentre che in Italia approviamo leggi spandi veleni nei terreni in nome dell'emergenza, e si invitano personaggi di dubbio valore a negare i cambiamenti climatici in Senato, ecco cosa succede in Spagna, non lontano da noi, e dai nostri politici dalla stella ambientale decadente.

La Spagna ha infatti lanciato un ambizioso programma per diventare 100% rinnovabile, e per decarbonizzarsi.

Hanno pensato a tutto, con ambizione, coraggio, lungimiranza, intelligenza.

Un esempio per tutti.

Gli ultimi dati (2014) gia' parlano di una Spagna che va al 42.8% di energia elettrica rinnovabile.
Adesso si vuole appunto arrivare al 100% su un periodo di 30 anni. I livelli di emissioni di CO2 sono programmati per calare del 90% rispetto al 1990, e nei prossimi 10 anni verranno generati 3 GW nuovi di energia elettrica solare ed eolica.

Saranno vietate tutte le nuove licenze petrolifere, di sfruttamento e di ricerca di idrocarburi con o senza fracking; e il 20% del budget nazionale sara' usato per misure che siano utili a constrastare i cambiamenti climatici. Il denaro destinato a tale scopo aumentera' a partire del 2025. Le automobili a benzina saranno vietate dal 2040.



Il programma spagnolo e' stato ampiamente lodato in tutto il mondo: Christiana Figueres del panel delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici dice che l'esempio spagnolo e' un eccellente esempio di una nazione che ha aderito e si e' impegnata nel concreto dopo gli accordi di Parigi del 2015.

Laurence Tubiana che ha aiutato a scrivere i testi di Parigi, dice che e' un programma ispirazionale e rivoluzionario.

E' un programma con obiettivi a medio e lungo termine, ci sono incentivi, e si prevede transizione anche per il personale tecnico e per i lavoratori.

Per esempio ci sara' un pacchetto da circa 300 milioni di euro per la chiusura di tutte le miniere di carbone nel paese, per incentivi, pre-pensionamenti, riqualificazione del personale e per la riqualifica ambientale.

E' stata tolta la cosiddetta tassa sul sole che aveva frenato la crescita delle rinnovabili, e anzi il mandato e' che ora si arrivi al 35% dell'energia elettrica entro il 2030; e cosi pure l'efficenza energetica che dovra' migliorare del 35% pure lei entro il 2030.

Cioe' piu' energia green e piu' energia intelligente.

Ci riusciranno, non ci riusciranno? Non lo sappiamo. Ma il punto e' che osano, che ambiscono, che non si nascondono dietro foglie di fico, che ci provano. Non si fanno mettere in paralisi da quelli della Repsol o da altre petrolditte.

Io posso solo dire che dopo quasi sei mesi di governo, i ministri e i senatori italiani in tema di ambiente hanno veramente fatto cadere le braccia, e ancor di piu' visto tutto il bel parlare degli anni passati.

Perche' quelli del M5S non sono stati capaci di convincere, parlare, spiegare, coinvolgere la gente e gli altri politici della Lega su quanto importante sia proteggere l'ambiente?  Dove e' stato lo sforzo *vero* di tutti quelli che si sono riempiti la bocca su ILVA, TAP, petrolio, natura? Perche' sono capitolati senza neanche davvero provarci?

Davvero la poltrona era gia' cosi comoda, subito subito?

Personalmente sono del parere che tutto si puo' se lo si vuole, e sui temi di cui sopra non lo si e' voluto abbastanza.

Caro Sergio Costa, dove sei?

Invece di fare convegni con i negazionisti del clima, perche' non fare le leggi per eliminare il piu' possibile le fonti fossili dalla nostra nazione?  Non si sa. 

Ah, il nobile coraggio della coerenza e della convizione;
questa sconosciuta.





Wednesday, August 14, 2013

La codardia dei senatori PD-PDL

 

Antonio D’Alì (PdL)
Beppe Lumia (Il Megafono)
Corradino Mineo (PD)
Giuseppe Ruvolo (PdL)
 Giuseppe Marinello (PdL e Presidente Commissione Ambiente) 

Notare il presidente della Commissione Ambiente che vota contro l'ambiente!!!!




La senatrice Enza Blundo del M5S aveva presentato in parlamento la proposta di ripristinare una fascia di rispetto di 12 miglia da riva per le trivelle in mare, anche per i progetti gia' in itinere. Questi comprendono Ombrina, ma non solo Ombrina.

Sarebbe stato una sorta di ritorno al Decreto Prestigiacomo, invece che il far west che abbiamo adesso, dove tutti fanno quello che gli pare, e che tanto piace a Sergio Morandi e compari.

Il famoso articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera infatti stabilisce il vincolo delle 12 miglia solo per i pozzi futuri. Come abbiamo detto piu' e piu' volte, tutto questo e' una gran presa in giro perche' i progetti per i pozzi presenti coprono tutto lo stivale o quasi.

Era come se Passera volesse fare prevenzione quando si e' allo stadio finale del cancro: invece che alla cura del paziente, quando si e' alla fine, e' meglio pensare al funerale no?

Non puoi proteggere una cosa gia' distrutta.

E quindi dopo vari tentativi andati male, arriva Enza Blundo - che non conosco - con i suoi emendamenti.  Spero che prima di presentarli abbia cercato di crearsi consenso, di parlare con chi poteva essere sensibile nel parlamento, sia del PD che del PDL, con chi poteva aiutarla ad avere i voti necessari, e sopratutto con quei gran signori della Commissione Ambiente.

Non che ce ne sarebbe stato troppo bisogno, almeno all'apparenza.

E infatti tutti, ma proprio tutti, questi politici intelligenti, onesti e lungimiranti che abbiamo hanno detto no ad Ombrina, alle trivelle, all'inquinamento, dal PD al PDL.

E invece, voila'. Emendamenti bocciati.

Ma .. se tutti erano d'accordo?  Perche' il Senato ha bocciato gli emendamenti della Blundo?

..perche' dovevano fare dispetto al M5S?

..perche' sono dei codardi?

..perche' promettono solo per far star zitta la gente?

..perche' non gliene importa niente del mare?

..perche pecunia non olet?

..perche' vanno al mare a Sharm el Sheik?

Per una volta non potevano cercare di lasciar perdere i personalismi e le codardie e fare qualcosa di utile? 

Dov'era Andrea Orlando in tutto cio', a creare consenso sul nemico petrolio che il suo ministero dovrebbe combattere ogni giorno?

E no, non esiste il petrolio buono e il petrolio cattivo, specie in Italia.

In Italia il petrolio e' solo schifo.

Non so cosa dire e so solo che fanno veramente pieta' tutti quanti e trovo il tutto di una presa in giro incredibile.

E lo trovo di una presa in giro proprio per me, a livello personale.

Che ci sono andata a fare a Roma? Che mi hanno convocato a fare? A sprecare il mio tempo?

La commissione ambiente cosa ha fatto, cosa ha partorito in questi mesi sul tema trivelle? 

Che io sappia, niente.

O vogliamo parlare di D'Ali che mi convoca a Roma in pompa magna e poi e' lui il primo a firmare contro la difesa del mare? Ma questi sono uomini o sono burattini?

Non vi piace che sia il M5S a presentare questi emendamenti? 

Bene, presentateli voi gli emendamenti, caro Orlando, caro Marinello, caro Legnini, caro Di Stefano, cara Bindi, caro D'Ali, cara Puppato, cara Prestigiacomo.

Che ci state a fare?

Non li capisco, veramente non li capisco.

Di cosa hanno paura?

Non saro' mai un politico, ma se lo fossi userei tutto il potere che mi verrebbe dato per fare le cose giuste, con coraggio, con virilita', senza perdere tempo e senza farmi i conti sulle conseguenze.

Che senso ha stare li a Roma *in nome del popolo italiano* per poi non avere il coraggio di fare le cose per il popolo italiano e di farle invece in nome dei petrolieri?

Non sentono questi qui la responsabilita' di aggiustare questo paese? Non ce li hanno questi qui i figli? Le case al mare? La voglia di vedere il loro paese migliore e non essere sempre lo zimbello del mondo occcidentale?

E non si tratta di Ombrina, o di chi fa piu' rumore, si tratta del paese tutto, capite? 

Tutti dicono la stessa cosa, da Briatore a Della Valle, da Sgarbi al meccanico sottocasa: se vogliamo fare ripartire il paese, la cosa piu' semplice da dove iniziare e' il turismo.

E dove lo facciamo questo turismo?

All'ombra delle trivelle? Al profumo di H2S? In mezzo alle chiazze di petrolio?

Ed io me la prendo per il petrolio, ma sono sicura che e' cosi per tutti gli altri temi "difficili" che questa armata branacaleone affronta - o fa finta di affrontare - tutti i giorni.

E va bene, andiamo avanti cosi. Come direbbe Toto', voglio vedere dove volete arrivare.

Tutti eleganti e profumati, richiusi nelle sale dorate del senato mentre il paese crolla.