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Saturday, March 23, 2019

I siti del MISE censurati. Luigi Di Maio, cosa ha da dire?



Sono mesi che si verificano errori imprevisti!
Che vergogna.




Un tempo da questo sito si poteva accedere al titolo, alla sua storia.
Ecco invece cosa viene fuori adesso.



Gli italiani invece non sanno niente, grazie alla censura
(non ci sono altre parole!) del MISE

Luigi di Maio: e' uno scandalo



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Non ci siamo. Credo di avere avuto tanta pazienza, di avere scritto e richiesto informazioni scritto piu' e piu' volte ai ministeri in questione,  senza mai avere avuto risposte soddisfacenti e senza mai che i siti in questione del MISE fossero ripristinati.

Iniziamo dall'inizio.

Gia verso la fine del 2018 (credo che fosse Ottobre) mi accorsi che c'era qualcosa che non andava coi siti ministeriali. Quello del MISE non mostrava niente di rilevante, pareva propaganda; quello dell'ambiente invece era ancora in piedi. All'inizio pensai che fosse colpa del mio browser, che ci fosse qualcosa di strano dagli USA, o con magari qualche firewall da casa mia o dall'universita'.

Ma niente.

VPN, cambio di browser, computer e account non cambiarono la situazione. Il sito del MISE era essenzialmente una scatola vuota, almeno per quanto riguardava il petrolio.  Poteva solo essere un problema a monte. E cosi pensai che stavano facendo cambi, manutenzione, qualcosa.

Pero' mi faceva davvero strano che *tutte* le pagine con gli iter petroliferi erano perse.

E' stato cosi per mesi, finche'  a un certo punto pure quello dell'ambiente e' saltato!

Almeno al MISE avevano messo qualche pagina per passatempo, inutile ma esistente, con iniziative pseudogreen di Sergio Costa, roba fluff certo, ma qualcosa. E invece all'ambiente esce... errore!! Cioe' il Ministero dell'ambiente non dava informazione alcuna, neanche roba fluff.

Queste pagine, a mio avviso, sono fondamentali. Perche' danno informazioni, riassunti, mappe, documenti, tutto in un unico posto. E' una delle poche cose buone fatte dai ministeri passati.

Lo so che adesso ci sono un sacco di galli e galletti e galline del petrolio, ma c'e' stato un tempo, all'inizio di questa mia avventura, in cui questi documenti non erano pubblici. Solo il BUIG nel 2007 era in rete, ed anzi era pure difficile da trovare. Per tutto il resto dovevi andare fisicamente al Ministero.

A Roma. 

E infatti ci siamo andati: non io personalmente ma Erik Fortini e altri petrol-attivisti dall'Abruzzo, fra cui miei cari amici che andarono apposta in uno di quei maestosi edifici dell'era fascista a fare le fotocopie del malloppo di Ombrina della prima ora nel 2010. E' stato da li che abbiamo mandato le prime osservazioni.

Ricordo anche vari email scritti a burocrati a Bruxelles indicando loro che non era certo nello spirito della partecipazione popolare di Aarhus che il governo italiano non rendeva accessibili i documenti al popolo. A un certo punto telefonai pure a Franco Terlizzese, durante l'affaire Ombrina Mare, e ripetei anche a lui che non andava bene questa mancanza di coinvolgimento pubblico. Gli dissi che avevamo mandato decine e decine di email ma che non sapevamo se fossero arrivati, e se ne voleva di piu' eravamo pronti a inviarne di nuovi. Lui mi disse che gli avevamo intasato la casella postale!

E poi, pian piano e' iniziata la digitalizzazione. Ora, forse l'avrebbero fatto lo stesso, ma il punto e' che c'e' stato un po di pressione anche qui, e che e' stato qualcosa per cui abbiamo dovuto lavorare e mi secca non poco che gli attuali ministri pensino di poter tornare indietro, e non si sa perche'. Avere quelle scartoffie e quelle mappe in rete, a mio avviso, e' stata un altra conquista democratica che non e' piovuta dal cielo e per il quale l'Abruzzo ha quantomeno messo pressione.

Torniamo alla storia piu' recente.

A un certo punto mi accorgo che gli Australiani vogliono tornare a trivellare in Sicilia e in Emilia Romagna. Ci sono fior di comunicati agli investitori (e anche qui altri galletti che fanno finta che le abbiano fatte loro queste scoperte!) e voglio sapere cosa ha da dire il governo italiano.

Ma niente. Niente. Tutto e' oscurato.

Perche'? Non lo so. Per censura? Per ignoranza? Perche' avevano promesso niente piu' trivelle ed ora invece ci sono queste ditte che dicono di avere avuto permessi e quindi meglio non mostrarli quei permessi?

A tuttora non so la risposta.

E cosi posso solo scrivere i miei blog, e appena trovato un po di tempo, ai ministeri in questione.

Il 31 Gennaio 2019 mando questo:


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Da: D'Orsogna, Maria-Rita R [mailto:dorsogna@csun.edu]
Inviato: giovedì 31 gennaio 2019 09:04
A: Segreteria DGS-UNMIG
Oggetto: pagine web scomparse?



Gentile segreteria dell'UNIMG, scrivo perche' vorrei sapere dove sono andate a finire le pagine web con tutti i dettagli dei vari permessi petroliferi in Italia.

Ad esempio, cliccando su vari link, un tempo attivi come i seguenti:

unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/elenco.asp?tipo=ICM

unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/regioni/regione.asp?


e molti altri, vengo rimandata sempre qui:

https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/

e dove si dice che

Il sito UNMIG si rinnova - Continua l'attività di manutenzione programmata per migliorare il servizio e allinearlo a standard più avanzati. 

Pero' le informazioni non ci sono! E per quanto mi sia impegnata, non sono riuscita a trovare nessuna informazione su nessun pozzo, permesso, ditta petrolifera operante in Italia. Sono varie settimane che cerco di capire e di scovare ma non riesco a risalire a niente.

Spero che si tratti di un qualcosa di temporaneo (fino a quando?) perche' questo non e' un servizio migliore o con standard piu avanzati, ma inizia a sapere un po' di censura.

La trasparenza era uno dei cavalli di battaglia del M5S; soprattutto e' un diritto sancito da vari trattati che l'Italia ha firmato: la gente ha il diritto di sapere cosa si agita nel proprio sottosuolo.

Grazie,
MR


Mi viene risposto questo, dopo una settimana!!  


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From: Segreteria DGS-UNMIG
Sent: Thursday, February 7 2019 2:03 PM
To: D'Orsogna, Maria-Rita R
Subject: R:  pagine web scomparse?

 

Gentile Maria Rita D’Orsogna,

le informazioni pubblicate nella versione precedente sito DGS-UNMIG sono presenti anche nella nuova versione del sito.

I dati non sono più consultabili con le modalità fornite in precedenza ma sono pubblicati in formato CSV, in linea con le indicazioni Open Data, e sono disponibili per il download e la successiva elaborazione offline.

In particolare l’elenco dei titoli minerari è pubblicato alla pagina https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/dati/ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi/elenco-dei-titoli-minerari-vigenti

La divisione Sistemi informativi del Ministero, con la collaborazione della DGS-UNMIG, sta procedendo allo sviluppo di funzionalità di consultazione interattiva analoghe a quelle fornite nella versione precedente del sito.

Cordialmente  





Ora se uno clicca sul link di cui sopra cosa viene fuori?

Un pdf con... le pagine del BUIG!! Ma quello posso scaricarmelo anche da me! E il BUIG, cioe' il Bollettino Ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse, contiene informazioni striminzite, e non tutti gli iter. Mi sento presa in giro, specie perche' mentre che loro fanno viaggi pindarici con questa "funzionalita' di consultazione interattiva" le informazioni non ci sono, e nessuno sa dire esattamente quando questo lavoro finisca. Ovviamente la domanda e': ma mentre che sviluppano questa opera maestra, non era meglio lasciare il mondo come stava e sostituire le cose a lavoro finito?

Non si sa. La mia ultima missiva e' qui:

----------------------------------------------------------- 
From: D'Orsogna, Maria-Rita R
Sent: Thursday, February t, 2019 6:50 PM
To: Segreteria DGS-UNMIG
Subject: Re: pagine web scomparse?


Grazie della risposta, ma non ci siamo proprio.

L'elenco a cui rimandate in pdf (o in csv) non e' assolutamente dettagliato. Sono solo le pagine del BUIG!

Dove sono le vecchie cartine interattive, con le coordinate, le mappe google, la storia dei permessi, l'elenco per regione, per ditta trivellante, per sezione in cui bastava cliccare e non scrollare giu' per elenchi lunghissimi?

Quei siti erano utilissimi e non capisco perche' nella "foga del cambiamento" non abbiate potuto tenere le cose utili.

Mi viene detto: La divisione Sistemi informativi del Ministero, con la collaborazione della DGS-UNMIG, sta procedendo allo sviluppo di funzionalità di consultazione interattiva analoghe a quelle fornite nella versione precedente del sito.
Personalmente sono vari mesi che attendo di vedere queste interazioni interattive. Mesi.

Quando verranno messe su? Esiste una stima del tempo necessario? Perche' ci vuole cosi tanto tempo? E perche' nel frattempo non tener su le cose che invece erano utili?

Non capisco la logica, e mi dispiace dirlo ma al cittadino comune tutto questo manda un solo messaggio: censura.

MR


E poi ho ben pensato di volerne scrivere un giorno, su questo blog, se non altro per farli vergognare, ma ho mille cose da fare e ho messo un po in standby.

A un certo punto il sito del Ministero dell'Ambiente torna attivo, come prima.
Come era morto cosi e' risuscitato.

E poi qualche giorno fa, il 19 Marzo 2019 per essere precisi, il Senatore Gianluca Castaldi del M5S, che avevo messo in CC in tutti questi email mi scrive per dirmi che ha stilato una interrogazione parlamentare sul fato del sito del Minsitero dello Sviluppo Economico.
 
La mando qui, credo che sia un testo di interesse pubblico.

A lui: grazie per l'interessamento, a chi legge e a chi siede dietro le sedie del Ministro dello Sviluppo Economico, da Di Maio al tecnico della rete: datevi da fare! 

Vediamo come va a finire.


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MANTOVANI, CASTALDI, LANZI - Al Ministro dello sviluppo economico -

Premesso che:

1.dallo scorso 4 gennaio è online la nuova versione del sito della DGS UNMIG - Direzione Generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche del Ministero dello sviluppo economico - che, secondo la notizia riportata sullo stesso sito, è stato sottoposto ad una manutenzione programmata "con l’obiettivo di migliorare il servizio e allinearlo a standard più avanzati";

2.a quanto risulta all'interrogante, nella versione precedente del sito erano presenti i dati di tutte le attività minerarie ed energetiche, ciascuna delle quali corredata dai provvedimenti relativi all’iter di concessione, allo stato attuale dell’intervento e alle scadenze future. Tutti questi dati dettagliati risultano attualmente "oscurati";

3.a titolo di esempio, si cita la pagina sulla "Ricerca e coltivazione di idrocarburi" dove è attualmente presente solo l'elenco dei titoli minerari vigenti ma non è possibile accedere ai relativi provvedimenti sui diversi permessi di ricerca e concessioni di coltivazione. Per quanto invece riguarda le istanze per il conferimento di nuovi titoli, non è possibile accedere ai documenti connessi all'iter dell'istanza stessa;

4.tale medesimo "oscuramento" riguarda i provvedimenti, i documenti o le procedure inerenti le attività sullo stoccaggio del gas naturale e i titoli minerari per la ricerca e coltivazione di risorse geotermiche;

5.considerato che:

6.a parere dell'interrogante, questo oscuramento dei dati non è giustificato dalla manutenzione del sito della DGS UNMIG o da altre motivazioni tecniche. Risulta infatti buona pratica costruire un nuovo sito web in un’area privata e contemporaneamente mantenere accessibili online le informazioni nella modalità già in essere, specialmente se le informazioni fornite sono ancora attuali e di interesse per la consultazione, per giungere allo spegnimento del vecchio sito e alla messa online del nuovo solo quando questo sia in grado di fornire tutte le informazioni necessarie;

7.i due siti web, il vecchio e il nuovo, avendo due nomi a dominio diversi potrebbero anche convivere contemporaneamente e il nuovo sito potrebbe temporaneamente rinviare al vecchio quando l’utente richieda di visualizzare i dati dettagliati delle attività oggetto di interesse;

8.questo oscuramento si sta protraendo per un tempo eccessivamente lungo, essendo trascorsi oltre due mesi da quando le informazioni sono scomparse dal sito;

9.rilevato infine che:

10.tale oscuramento rischia di limitare fortemente il diritto di accesso da parte dei cittadini e degli addetti ai lavori ai dati e ai documenti gestiti dal Ministero dello sviluppo economico connessi alle attività descritte;

11.tutte le pubbliche amministrazioni devono attenersi al principio della trasparenza inteso, ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, come accessibilità totale dei dati e documenti da loro detenuti, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all'attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche;

12.l’oscuramento di tali dati determina una errata o incompleta informazione nei confronti dei cittadini dei territori dove sono presenti attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi, generando sospetti di mancanza di trasparenza da parte di una pubblica amministrazione;

13.si chiede di sapere:

14.se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati;

15.quali siano le motivazioni che hanno determinato l'oscuramento dei documenti, dei provvedimenti e altri dati relativi alle attività minerarie ed energetiche riportate sul sito della DGS UNMIG, escludendo le cause dovute alla manutenzione del sito stesso e altre giustificazioni tecniche;

16.se sia intenzione ripristinare, in tempi urgenti, l'accesso a tali dati in modo da permettere ai cittadini e agli addetti ai lavori una corretta informazione e conoscenza delle suddette attività, tutto ciò in coerenza con il principio della trasparenza cui devono attenersi le pubbliche amministrazioni secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.

















Thursday, January 17, 2019

Matteo Salvini: trivelli casa sua per primo


Matteo Salvini si sveglia ora petrol-favorevole, ed esordisce cosi:  “Non si può dire ‘no’ a tutto e andare in giro con le candele”.

Intanto, caro Matteo, se trivelliamo quelle candele le dovremo portare tutte al cimitero - della morte
ambientale e civile.

Seguendo stupidi luoghi comuni, il nostro ministro dell'interno dice

 “Non si può dire no al carbone, no al petrolio, no al metano, no alle trivelle, mica possiamo andare in giro con la candela e accendere i legnetti. Di tutto il resto si può discutere, ma con i soli ‘No’ non si campa”. 

E infatti io dico si!

Dico si al sole, al vento. Dico si ai trattati di Parigi. Dico si agli investimenti per il risparmio energetico. Dico si alle automobili elettriche. Dico si alla vita sana e onesta. Dico si all'energia che davvero abbiamo in Italia e non ai miraggi petroliferi che stanno solo nei petrol-sogni dell'ENI. Dico si alla democrazia sana. Dico si alle territori liberi dall'inquinamento, dalla paura del terremorto, del terreno che spronfonda o dei mari che erodono.

Dico si al futuro! 

Interessante che il nostro Matteo dica queste cose in Sardegna, teatro di tante petrol-battaglie che hanno scacciato i petrolieri da dove sono venuti.
 
Ovviamente non puo' che metterci bocca Matteo Renzi, che e' meglio che si va a nascondere per il modo osceno in cui il suo governo ha approvato quasi tutte le trivelle sottomesse al suo ministero dell'ambiente. Non c'e' stata una trivella che non gli sia piaciuta.

Meglio che taci, Renzi e che per un po, o per di piu' ancora, ti metti nel dimenticatoio che ci fai piu' bella figura, assieme a quegli altri galantuomini dell'ambiente dal nome Gianluca Galletti e Dario Franceschini.

Ma torniamo a Matteo Salvini.

Intanto, solo tre anni fa Matteo Salvini era contro le trivelle nel nostro paese. Interessante che si facesse fotografare con cotanta maglietta solo perche' al tempo era all'opposizione e la Lega in teoria. difendeva i territori.

Cosa e' successo? Si e' andati al governo ed ora la petrol-persuasione dell'ENI o i petrol-euro hanno iniziato a fare gola?

Qui occorre riconoscere un importante principio, caro Matteo Salvini. Nessuno di noi nasce come signore o signora del no.

Tutti noi attivisti, da Ravenna a Carpignano, da Arborea a Monopoli, da Ragusa a Ortona siamo persone che prima di tutto vogliamo il si all'aria pulita, alle democrazie non corrotte, ai mari puliti, alla natura vivente.

Tutti noi ci siamo messi li a studiare le carte, a rompere le scatole a tutti i politici di qualsiasi colore politico non perhce' non abbiamo niente da fare, ma perche' era importante capire, e darsi da fare *prima* che le trivelle arrivassero, in modo da non fare la fine di Viggiano o di Porto Marghera.

Siamo dunque quelli del si alla vita e non del si alla morte civile ed ambientale petrolifera.
 
Se lei vuole fare qualcosa di buono: legga le carte, ascolti parli con la gente che *deve vivere* vicino alle trivelle, e poi capira', e anzi, credo che lei sarebbe il primo a dire di no al petrolio nei mari e nelle campagne dove lei stesso vive o va al mare.

Che cosa triste vedere l'Italia governata in modo cosi approssimativo. Ho sempre pensato che a comandare ci dovesse andare gente colta, intelligente, studiosa, critica, e non sempliciotti o canne al vento.



Wednesday, February 10, 2016

La doppia vita della Vega B a Ragusa e Luigi Pirandello




“Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede!”
Luigi Pirandello, Cosi e’ se vi pare

Il giallo tragicomico delle piattaforme Vega A e B al largo delle coste di Ragusa in Sicilia va avanti da trent'anni.

Titolare attuale della cosiddetta C.C6.EO è la Edison al 60% con ENI socio di minoranza al 40%. L’originario "Programma di Sviluppo" venne approvato il 17 Febbraio 1984 e prevedeva la realizzazione di due piattaforme, la Vega A e la Vega B. A quel tempo chi decideva queste cose era il Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, abbreviato in MICA. La ditta che invece avrebbe estratto petrolio da questa concessione si chiamava SELM.

Misteriosamente pero' di queste due piattaforme approvate nel 1984 ne fu realizzata soltanto una: la Vega A. Non è chiaro perche' la Vega B non fu mai costruita. Ma non solo non fu mai costruita: dopo un po' di anni la Vega B scompare del tutto da documenti e decreti. Per esempio il 18 agosto 1987 Giuseppe Testaverde, direttore per la realizzazione del Progetto Vega per conto della SELM affermava che:

"Le opere relative alla piattaforma fissa VEGA, sealines e serbatoio galleggiante VEGA OIL sono conformi al progetto depositato presso la sezione U.N.N.I. e il Ministero della Marina Mercantile"

Strano vero? Come può essere che opere realizzate a metà siano "conformi" ai progetti iniziali? Come hanno potuto dimenticare che la Vega B non era mai stata realizzata? Mica si tratta di un bullone. E' una piattaforma intera! Ma conforme o non conforme, il petrolio viene estratto, la Vega A ha i suoi piccoli e grandi guai ambientali e intanto cambiano gestori e titolari e passano i decenni.

E poi... magia. La Vega B resuscita. Il 5 Gennaio 2012 la Edison, ora titolare di maggioranza, chiede una proroga decennale del decreto C.C6.EO.  Il 26 Luglio 2012 la stessa Edison presenta domanda di pronuncia di compatibilità ambientale per lo “Sviluppo del Campo Vega B – Concessione di Coltivazione C.C6.EO”. Cioè dopo ben ventotto anni finalmente vogliono completare quello che avevano iniziato nel 1984. Propongono di trivellare ben dodici pozzi nuovi.

Perché tutto questo ritardo?

Il motivo è presto detto. Il sito scelto dalla Edison per trivellare Vega B dista un po’ più di undici miglia da un sito protetto di interesse comunitario, il SIC ITA 080010 detto ``Fondali Foce del Fiume Irminio". Siamo quindi all'interno della fascia di protezione delle dodici miglia, che con vari colpi di scena, cancellazioni, ripristini e tiramolla, esiste dal 2010, grazie al decreto Prestigiacomo.

Inizialmente la Edison scriveva nei suoi documenti che la località scelta per Vega B si trovava al di fuori di questa fascia di rispetto. Poi si sono accorti del contrario. E dunque ecco qui la pensata geniale: se Vega B viene presentata come parte di un nuovo progetto diventa difficile approvarla, magari ci saranno proteste, magari la fascia di protezione porterà complicazioni. Più facile trivellare i dodici nuovi pozzi vicino a un sito di protetto d’interesse comunitario se si presenta la Vega B come un "completamento" di un progetto vecchio, del 1984.

C’è però un piccolo dettaglio: nel decreto del 1984 si scriveva che il tutto doveva essere completato entro la fine del 2012. E quindi se si vuole far passare Vega B come completamento e chiederne la proroga si deve fare in fretta. Le regole sono che per ottenere la proroga si deve dimostrare di aver adempiuto a tutti gli obblighi iniziali. E cioè siamo ad un paradosso: gli obblighi iniziali non sono stati adempiuti perché la Vega B non è stata realizzata. Chiedono la proroga decennale per trivellare Vega B. Ma la proroga per trivellare Vega B possono averla solo se Vega B è stata già trivellata. Mmh.

Ora, a parte tutte le questioni ambientali -- presenza di faglie sismogenetiche in zona, biodiversità del mare, mancanza di un adeguato piano di antinquinamento marino -- c’è questa bellissima nota del 12 dicembre 2014 dove il Ministero dello Sviluppo Economico ha:

“confermato che la società istante ha ottemperato, nei termini di buona gestione del giacimento, agli obblighi del decreto di conferimento della concessione di cui è stata chiesta proroga e che il programma lavori proposto per il prossimo decennio risulta finalizzato all’ottimizzazione e al completamento del drenaggio delle risorse”

Come possono dire di avere adempiuto tutti gli obblighi se una parte integrante del progetto non è stata mai eseguita? Delle due una: o sono ciechi o non sanno leggere!

Ma come sempre finisce tutto a tarallucci e vino. Con Decreto del 13 novembre 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico rilascia la proroga decennale della Concessione C.C6.EO. Di norma la proroga viene rilasciata:

“Qualora il programma dei lavori comprenda esclusivamente la prosecuzione della produzione, i lavori di manutenzione e le attività non significative”

Evidentemente per il Ministero realizzare una nuova piattaforma è considerata un’attività non significativa. E cosi, volenti o nolenti, Vega B sarà realizzata. Si partirà con quattro dei dodici nuovi pozzi.

Tutto questo accade in Sicilia. Forse il Ministro avrà voluto rendere omaggio alla Terra che ha dato i natali al grande Luigi. Perché qui siamo davvero di fronte ad una parabola del relativismo di sapore squisitamente pirandelliano.

Così è se vi pare.



Friday, October 17, 2014

Umberto Crescenti, i cambiamenti climatici e gli altri due milioni



Nel 2010, il 97% degli scienziati del clima : i cambiamenti climatici sono con grande probabilita' collegati alle attivita' umane.  


W. R. L. Anderegg, “Expert Credibility in Climate Change,” 
Proceedings of the National Academy of Sciences 107 12107-12109 (2010)


In quel 3% di negazionisti c'e' Umberto Crescenti,
dell'Universita' di Chieti, 
 i cui convegni li ricordo bene.


The scientific opinion on climate change is that the Earth's climate system is unequivocally warming, and it is extremely likely (at least 95% probability) that humans are causing most of it through activities that increase concentrations of greenhouse gases in the atmosphere, such as deforestation and burning fossil fuels.


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Il protocollo di Kyoto vuole frenare la crescita economica mondiale
per ridurre le emissioni di anidride carbonica in
atmosfera causate dalle attivita' dell'uomo.


Esso si fonda sull’asserzione che nella comunità scientifica esista
un consenso pressocchè unanime sull’origine
e sui pericoli posti dal cambiamento del clima.
Tale asserzione non corrisponde al vero.

La scienza del clima è ancora nella sua infanzia ed
i fattori che governano il clima globale sono molteplici,
non pienamente conosciuti e principalmente naturali.

La nostra capacità di influenzare tali fattori rimane molto limitata.

La storia del clima sulla Terra è caratterizzata da un susseguirsi
di cambiamenti climatici, avvenuti ben prima che
l’uomo sviluppasse attività industriali.

Il riscaldamento del pianeta, iniziato da alcuni secoli
 ha prodotto numerosi effetti positivi. 

L’umanità può goderne adattandosi ad essi, mentre l’illusione
di fermarli potrebbe travolgere le economie più deboli,
minacciando la sopravvivenza di miliardi di esseri umani.


Umberto Crescenti e Luigi Mariani
"Cambiamenti climatici e conoscenza scientifica"
 in vendita a 10 euro


Umberto Crescenti

Professore ordinario di geologia applicata Università G. d'Annunzio di Chieti
 Rettore della Università G. d'Annunzio dal 1985 al 1997
 Presidente della Società Geologica Italiana da 1999 al 2005
Fondatore e Presidente della Associazione Italiana di Geologia Applicata e
Ambientale dal 1999 al 2005
Fondatore e Presidente nel 2001 della Associazione Italiana Geologia e Turismo
Autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste scientifiche sia italiane sia straniere 


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Ecco invece cosa dicono vari enti, diciamo con un po piu di peso di Umberto Crescenti, alcuni da oltre dieci anni. Notare l'urgenza della necessita' di fermare il tutto.

    AAAS emblem

    American Association for the Advancement of Science

    The scientific evidence is clear: global climate change caused by human activities
     is occurring now, and it is a growing threat to society
    (2006)


ACS emblem

American Chemical Society

Comprehensive scientific assessments of our current and potential future climates
clearly indicate that climate change is real,
largely attributable to emissions from human activities,
and potentially a very serious problem (2004)




AGU emblem

American Geophysical Union

Human‐induced climate change requires urgent action.
Humanity is the major influence on the global climate
 change observed over the past 50 years.  (2003)



AMA emblem

American Medical Association

AMA supports the findings of the Intergovernmental Panel on
Climate Change’s fourth assessment report and concurs
with the scientific consensus that the Earth is
undergoing adverse global climate change and that
anthropogenic contributions are significant
(2013)



AMS emblem

American Meteorological Society

It is clear from extensive scientific evidence that the dominant cause of
the rapid change in climate of the past half century
is human-induced increases in the amount of atmospheric
greenhouse gases, including carbon dioxide (CO2),
chlorofluorocarbons, methane, and nitrous oxide. (2012)



APS emblem

American Physical Society

 The evidence is incontrovertible: Global warming is occurring. 
If no mitigating actions are taken, significant disruptions in the Earth’s 
physical and ecological systems, social systems, security and human health are likely to occur. 
We must reduce emissions of greenhouse gases beginning now. (2007)



GSA emblem

The Geological Society of America

The Geological Society of America concurs with assessments
 by the National Academies of Science (2005),
 the National Research Council (2006),
and the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC, 2007)
that global climate has warmed and that human activities
(mainly greenhouse‐gas emissions) account for most
of the warming since the middle 1900s.
(2006)

International academies




"Climate change is real. There will always be uncertainty in understanding a system as complex as the world’s climate. However there is now strong evidence that significant global warming is occurring. The evidence comes from direct measurements of rising surface air temperatures and subsurface ocean temperatures and from phenomena such as increases in average global sea levels, retreating glaciers, and changes to many physical and biological systems. It is likely that most of the warming in recent decades can be attributed to human activities (IPCC 2001)
(2005)

Firmato dai presidenti delle accademie di scienza di

Francia
Italia
UK
Germania
Giappone
USA
Russia
Cina
India
Canada



USNAS emblem

U.S. National Academy of Sciences

The scientific understanding of climate change is now sufficiently clear to justify taking steps to reduce the amount of greenhouse gases in the atmosphere. (2005)



USGCRP emblem

U.S. Global Change Research Program

The global warming of the past 50 years is due primarily to human-induced increases in heat-trapping gases. Human 'fingerprints' also have been identified in many other aspects of the climate system, including changes in ocean heat content, precipitation, atmospheric moisture, and Arctic sea ice

(2009, 13 U.S. government departments and agencies)




IPCC emblem

Intergovernmental Panel on Climate Change
Warming of the climate system is unequivocal, as is now evident from observations of increases in global average air and ocean temperatures, widespread melting of snow and ice, and rising global average sea level.

Most of the observed increase in global average temperatures since the mid-20th century is very likely due to the observed increase in anthropogenic greenhouse gas concentrations

 IPCC defines ‘very likely’ as greater than 90 percent probability of occurrence.


    Statement on climate change from 18 scientific associations (2009)








Puo' bastare?

Tuesday, November 27, 2012

Mauro Febbo e gli ignoranti politici d'Abruzzo

"Con questa maggioranza il parco non si fara' mai"

Mauro Febbo

Si faranno invece piattaforme, raffinerie e pozzi 
nonostante le balle di Chiodi?  

Non votiamoli mai piu'. 
Questa gente non se lo merita.
 
Dedicato a:

Gianni Chiodi
Nicola Argiro
Alfredo Castiglione
Ricardo Chiavaroli
Luigi De Fanis
Walter Di Bastiano
Mauro Di Dalmazio
Emiliano Di Matteo
Mauro Febbo
Paolo Gatti
Gianfranco Giuliante
Emilio Iampieri
Antonio Menna
Giandonato Morra
Emilio Nasuti
Nazario Pagano
Alessandra Petri
Berardo Rabuffo
Luca Ricciuti
Lorenzo Sospiri
Daniela Stati
Giuseppe Tagliente
Luciano Terra
Lanfranco Venturoni
Nicoletta Veri' 


 Avete detto no al Parco Nazionale della Costa Teatina

VERGOGNATEVI.

Non siete nemmeno capaci di partorire un progetto che i cittadini aspettano da 11 anni.

11 anni persi, insieme a milioni di euro di finanziamenti.

Mentre le fabbriche chiudono, voi chiudete la possibilità di puntare su una economia sana che non può essere delocalizzata, quella che i più grandi economisti chiamano la risorsa del futuro.

Albergatori, bed and breakfast, agricoltori, commercianti, giovani laureati, imprenditori del futuro, privati da un manipolo di "pseudo-amministratori" asserviti a lobby di vario ordine e grado, di una importante risorsa: il Parco Nazionale della Costa Teatina.

Il Parco che l'assessore Febbo cerca di spacciare come il peggiore spettro possibile, propagandando falsita' e bugie.
 
Sapete cosa sta partorendo il ministro Passera?

Ne avete la più pallida idea?

VERGOGNATEVI.

Vi riempite la bocca di aver fermato i petrolieri, senza avere fatto NULLA.
Siete stati capaci solo di vantarvi del lavoro onesto di comitati associazioni e cittadini, che a GRATIS ci hanno perso mesi e mesi, giorni e notti, producendo osservazioni, organizzando manifestazioni, conferenze, informando il cittadino comune.

VERGOGNATEVI.

Ci state dando in pasto ai petrolieri.

La costa teatina è la parte di territorio in Abruzzo più interessata da progetti petroliferi.

Cambiate mestiere, fate altro perche' siete degli incapaci.

Lasciate governare chi ha capacità di benevolenza, lungimiranza, intelligenza, umanità, senso democratico.  

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Qualcuno dovra' pur dirgli che in una democrazia uno che e' stato eletto non e' un despota ma un servitore dei suoi concittadini.

Parliamo di Mauro Febbo, uno dei tanti politici d'Abruzzo che non merita di governare questa regione per il semplice fatto che, da come la vedo io almeno, tutte le sue azioni non sono tese a migliorarla, quanto invece ad accontentare palazzinari e speculatori.

Febbo era quello che voleva il "parco a macchia di leopardo" e cioe' speculazione edilizia punzecchiata di qua e di la da qualche piccola riserva. Era anche quello che diceva che dentro il parco si devono abbattere i frantoi. Sono tutte cose folli e false.

La cosa interessante e' che anche il Ministero gli ha detto che il parco a macchia di leopardo fa ridere.

Ecco allora l'ultima in questa saga pluri-annuale sul Parco della Costa Teatina come raccontato da Maurzio Acerbo.

Il giorno 26 Novembre, i consiglieri regionali Walter Caporale e lo stesso Acerbo presentano una risoluzione in cui semplicemente si chiedeva di informare gli enti locali del fatto che entro il 31 dicembre 2012 la regione deve esprimersi sulla proposta perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina.

Tutto il centro destra ha votato compatto contro questa risoluzione, inclusi quelli della provincia di Chieti, e tutto felice Mauro Febbo ha gridato: "Con questa maggioranza il parco non si fara' mai!"

Si faranno invece cementficazione e lottizzazione, come degli ebeti.

Soprattutto Febbo e compari hanno ancora una volta perso l'occasione di fare un gesto a favore dell'Abruzzo libero dalle trivelle: un parco e' sempre un cuscinetto in piu' a favore delle popolazioni, e un ostacolo maggiore ai petrolieri.

Oltre Febbo, hanno votato contro il parco l'allegra lista in alto.

Alcuni di quei personaggi li ho conosciuti di persona e non potevo capacitarmi della loro
ignoranza, altezzosita', arroganza e del loro sprezzo verso il cittadino medio di questa regione.

Sono veramente squallidi.

L'Abruzzo e' regione verde anche grazie alle 7 riserve regionali, e ai 6 SIC-Siti di Importanza Comunitaria che sono disseminati lungo la costa teatina.

E se solo lo sapessero fare ed avessero un po' di sale in zucca, potremmo veramente trasformare tutta questa bellezza in occasione di benessere economico per tutti. Ma devono farci le palazzine.

La Catalogna d'Italia di Enrico di Giuseppantonio non esistera' mai, perche' era solo uno slogan elettorale.

Ecco qui l'interessante commentario dell'assessore all'ambiente del comune di Fossacesia, Andrea Natale.



Thursday, May 10, 2012

La banda dei 26 e la riserva del Borsacchio

** La vergogna piu' grande da parte mia ad Alessandra Petri che quasi maternamente a Gennaio tanti complimenti mi fece per il mio lavoro sul petrolio. Le chiesi di darsi maggiormente da fare per la difesa dell'ambiente.  Una persona, due facce. Disgusting. **

Ecco qui i nomi dei consiglieri regionali che invece di preoccuparsi di bonifica di Bussi, trivellazioni a mare, trivellazioni a terra, inceneritori,inquinamento dei fiumi d'Abruzzo, se le prendono con una piccola riserva naturale in provincia di Teramo.

Questi non sono di nessun partito, se non del partito dei soldi. Capofila, Gianni Chiodi, il governatore piu' inutile d'Italia. Uno schifo. 

La banda dei 26 che distruggono la riserva del Borsacchio:

Gianni Chiodi 
Alfredo Castiglione
Luigi De Fanis
Angelo Di Paolo
Mauro Febbo
Paolo Gatti
Gianfranco Giuliante
Giandonato Morra
Nazario Pagano
Federica Chiavaroli
Ricardo Chiavaroli
Walter Di Bastiano
Emiliano Di Matteo
Emilio Iampieri
Alessandra Petri
Luca Ricciuti
Lorenzo Sospiri
Giuseppe Tagaliente
Lanfranco Venturoni
Nicoletta Verì
Emilio Nasuti 
Antonio Prospero 
Berardo Rabuffo 
Claudio Ruffini 
Luciano Terra

Hanno votato no alla riperimetrazione:

Maurizio Acerbo
Franco Caramanico 
Camillo D’Alessandro 
Cesare D’Alessandro 
Giovanni D’Amico 
Giuseppe Di Luca 
Lucrezio Paolini
Antonio Saia
Camillo Sulpizio

Assenti, invece, Daniela Stati (Fli), Marinella Sclocco (Pd), Paolo Palomba (Idv), Luigi Milano (Api), Antonio Menna (Udc), Giuseppe Di Pangrazio (Pd), Giorgio De Matteis (Mpa), Carlo Costantini (Idv), Walter Caporale (Verdi) e Nicola Argirò (Pdl).

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Se uno fa google con le parole "erosione costa Abruzzo" esce di tutto.

"Emergenza erosione costa - presto l'unita' di crisi"

"Scogliera contro erosione costa - un problema che con il passare degli anni e' diventaro serio"

"L'Adriatico continua a mangiarsi fette intere del nostro litorale"

"Prepararsi alle mareggiate" 

"Tra qualche anno ci troveremo di fronte all'impossibilita' di recuperare decine di metri di litorale"

E ovviamente se ci sono emergenze ci sono soldi pubblici - miei, tuoi, di tutti  - a coprire queste spese. E allora vai con i ripascimenti, trasportando sabbia di qua e di la, "unita' di crisi" (e di soldi!), con le scogliere e con tutto quello che si puo' pensare per non regalare la costa al mare.

Come ricorda Fabrizia, abbiamo un progetto finanziato dall'UE che si chiama "SICORA" e che e' gia' costato 100 milioni di euro fra consulenti vari.

Quasi tutti i tentativi falliscono.

Ma perche' c'e' l'erosione delle coste? Semplicemente perche' per un motivo o per l'altro la sabbia e i sedimenti non arrivano piu' alla riva dai fiumi oppure il terreno si abbassa e alla fine, il mare vince.

La subsidenza, piu' o meno accentuata dall'uomo e' dunque una causa della scomparsa della riva ed e' questo quello che e' successo ad esempio lungo la riviera romagnola. In Emilia Romagna, uno dei motivi della subsidenza e' stata proprio l'estrazione di idrocarburi.

La costruzione di opere a mare che possono impedire il deposito di sabbia a riva e' un altra causa dell'erosione delle coste. Uno dei tanti casi e' quello di Ragusa dove la costruzione di un molo per la pesca ha fatto scomparire un intero sito archeologico lungo la costa.

L'eliminazione della vegetazione spontanea e delle dune costiere a favore di palazzi e altro cemento direttamente a mare completa il quadro erosivo. Le piante e dune rappresentano una delle difese piu' importanti della costa, difendendole dal vento, e alimentando il trasporto e il trattenimento di materiale sabbioso dall'entroterra.

In Abruzzo allora, dove i problemi sono gia' gravi, ci dovrebbe essere una speciale attenzione per difendere la costa e cercare non tanto di intervenire DOPO, quanto di evitare PRIMA che accadano i disastri.

E' un po quello che predico sempre, ci vuole un po di pragmatismo, di logica, di lungimiranza. Se faccio X, la natura mi ritorna Y. Dunque, meglio non farlo X.

E invece no, io voglio fare X lo stesso, come un bimbo capriccioso.

Perche' allora scandalizzarsi quando accade Y, dove Y sta per : tumori quando fumi, inondazioni quando costruisci lungo il fiume, crolli quando costruisci senza cemento?

Ed eccoci allora arrivati alla riserva naturale del Borsacchio.  L'Abruzzo ha cosi tanti guai, ed e' veramente grottesco che tutti lorsignori pagati cosi lautamente dal cittadino medio siano tutti compatti a voler decretare la morte della riserva del Borsacchio, una riserva a mare, che serve per proteggere la costa e per dare un qualcosa in piu' agli operatori turistici gia' esistenti.

Vuoi mettere andare in vacanza a Francavilla - cemento su cemento - o andare in un posto dove invece c'e' verde lungo il mare a due passi?

Ma questo lorsignori - la banda dei 26 -  non lo capiscono.

Vedi Carlo Masci - due anni fa parlo' di ripascimenti, di piani, di investimenti per salvare le coste dall'erosione - 1.5 milioni di euro. E qui invece c'era una cosa che poteva fare di buono, gratis!, e non l'ha fatta.

Fanno veramente schifo.

E come non ne capiscono di turismo, cosi non ne capsicono di difesa del mare, di cosa sia etico, di buon senso. Capiscono solo il portafoglio, la speculazione, i soldi.

Ovviamente i loro portafogli, e di quei begli amici avvoltoi che hanno gia' pronti come falchi a costruire villette e alberghi in uno degli ultimi tratti di costa d'Abruzzo non cementificata.

A noi, non restera' niente, se non, fra qualche anno le bollette dell'erosione della costa nell'ex riserva del Borsacchio.


Ribellatevi.


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Questo il comunicato stampa, fortissimo, di varie associazioni ambientaliste:

Dopo averla di fatto congelata per sette anni, i “nuovi barbari” hanno sottratto alla Riserva naturale del Borsacchio delle aree di pregio per servirle su un piatto d’argento ad un manipolo di speculatori.
Definire “nuovi barbari” i 26 Consiglieri Regionali che l’8 maggio hanno votato a favore del taglio della Riserva suona quasi come un complimento; i Barbari veri, almeno, nutrivano un profondo rispetto per la natura. Questi invece hanno dimostrato di disprezzarla.
La “banda dei 26” è stata perseverante. Malgrado gli innumerevoli problemi di cui soffre l’Abruzzo, è riuscita a dedicare quasi una decina di sedute del Consiglio Regionale a quello che deve essere parso a molti osservatori il vero problema della nostra regione: la riperimetrazione di una piccola riserva regionale estesa appena 1.100 HA.
E così, per editto, si ritrovano fuori dalla Riserva un lungo e bellissimo tratto di spiaggia che dalla Pineta Mazzarosa si spinge fino al Quartiere Annunziata di Giulianova e la Contrada Giammartino.
Per effetto della riperimetrazione il nostro territorio si trova ad essere più esposto al pericolo della cementificazione e della petrolizzazione; Giulianova, in particolare, risulta totalmente esclusa dalla Riserva e rinuncia così non solo ad un’importante occasione di riqualificazione socio-economica dell’intera area dell'Annunziata - che, ribadiamo, non avrebbe perso i benefici del “contratto di quartiere” - ma anche alle proprie origini visto che i resti del ponte di epoca romana erano all’interno della Riserva.
Tristi primati per una città a vocazione turistica.
I Consiglieri detrattori della Riserva hanno incassato l’appoggio pieno ed incondizionato dei Comuni di Roseto e Giulianova - il primo a guida centrodestra, il secondo centrosinistra - ma responsabili entrambi, quanto la Provincia di Teramo, di non aver dotato la Riserva né degli Organi di Gestione né di un Piano di Assetto Naturalistico.
Le tre amministrazioni hanno tenacemente perseguito la volontà di non far mai decollare la riserva, nonostante abbiano avuto a disposizione e speso 250.000 euro per la predisposizione del Piano di Assetto Naturalistico dell’area! Soldi che sono stati spesi per studi e progetti su un perimetro che ora è stato modificato.
Alle argomentazioni di giuristi e naturalisti di fama nazionale che hanno evidenziato la valenza dell’area e l’inopportunità di modificare il suo perimetro si sono contrapposte argomentazione da bar. Quanto sono lontani questi politici dai bisogni concreti delle persone!
Come associazioni vogliamo ringraziare pubblicamente quei consiglieri regionali che, con tutte le loro forze, hanno cercato di fermare il taglio della riserva. A loro va il merito di aver tentato fino all’ultimo di impedire che si compisse uno scempio vergognoso.
La ferita inferta alla Riserva è viva e profonda, come vivo e profondo resterà per lungo tempo il ricordo di questo amaro 8 maggio.
La risposta di tutte le associazioni ambientaliste sarà durissima: valuteremo tutte le strade possibili per fermare la legge approvate ieri in consiglio regionale e combatteremo quanti hanno compiuto tale scelta, in particolare chi tenta continuamente di issare la bandiera di un becero e falso ambientalismo di maniera.
La guerra non è ancora finita. Anzi, deve avere ancora inizio.


WWF
Italia Nostra
Comitato abruzzese Beni Comuni
Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio
Legambiente
Archeoclub Giulianova
Slow Food condotta di Giulianova e Val Vibrata







Thursday, April 26, 2012

La paura della democrazia



I politici italiani - di ogni grado, genere, livello - hanno avuto vita facile finora.
E questo vale a Roma, come ad Ortona, a San Vito Chietino.

Pensavano che con il panem et circensem potevano far star zitta la gente e fare un po quel che gli pare. Dalle autoblu, alle case segrete, alle Porche per i loro figli. Dai diamanti, alle amanti.

E queste sono le cose che leggiamo sui giornali. Ma anche nel piccolo delle nostre comunita', ci sono inciuci di ogni genere.

Purtroppo pero' questo modo di fare, in cui il popolo dorme, non puo' durare per sempre. Semplicemente non e' sostenibile nel mondo globale del 2012.

Quando l'inquinamento ti arriva in casa, quando non arrivi a fine mese, quando vedi i tuoi figli emigrare, quando non sai piu' a che santo girare, anche il piu' supino dei cittadini si rende conto che qualcosa non va e sente che deve far qualcosa.

E certo, non ci saremmo mai dovuti arrivare a questo punto. Certo, tutti avremmo dovuto gridare allo scandalo nei decenni passati, ed essere attivisti nel nostro piccolo - lo dico sempre, parte tutto dallo scontrino fiscale in gelateria, al dentista, dal piastrellista, e senza sconti a nessuno, nemmeno ai parenti.

Ma adesso che siamo arrivati alla frutta, nel bene o nel male, ci siamo svegliati.

E loro cosa fanno? Insistono!

Caso 1: Ortona. Si organizza un dibattito fra candidati sindaci - e mica lo organizza, che so, il Centro D'Abruzzo o la TV, lo organizzano i volontari.
Lo pagano i volontari - 100 euro - e poi il 26 Aprile, IL GIORNO PRIMA - viene fuori che oh - la sala e' gia' presa e come ci dispiace - potete andare altrove!!!
Una cosa vergognosa. 

E cosi l'incontro si svolgera' il giorno 27 Aprile non nella sala Eden, ma a Palazzo Corvo, sala che puo' ospitare solo 1/3 della platea della sala Eden.

Domanda: ma cosa c'e' di piu' importante per una citta' che sentire i candidati che vogliono governare la propria citta'?

E che dire dell'incompetenza di chi dirige gli eventi in quella sala - tale De Marinis?

E' stato fatto apposta? Non lo so, ma certo e' che non ne sarei sorpresa.
Veramente patetico.


2. San Vito Marina Qui neanche gliela vogliono dare una sala!!! Non rispondono alle telefonate, agli email, sono irreperibili, non gliene importa. La segretaria, Italia Palermo, moglie di quell'ottimo assessore Luigi Comini, dice di essere in "silenzio pre-elettorale" e che non ha tempo. Ridicola! Mancano 15 giorni!

Ma chi credono di essere questi qui? Quelle sale, sono vostre! Sono i vostri soldi, e non di chiunque si trinceri dietro cariche e titoli di vario genere.
 
Ecco cosa si legge sulla stampa locale. Senza parole. Non mi risulta che il sindaco Catenaro abbia detto niente sulla questione.

Meglio che la gente dorma, cosi' possono andare avanti con ecomostri, pozzi di petrolio, e speculazione edilizia.

"Le varie istanze al comune di San Vito chietino per la gentile concessione di un luogo pubblico (sala, teatro, stanza che sia), dove poter effettuare un sereno e soprattutto democratico confronto tra la Costituente il Parco Nazionale della Costa Teatina e i quattro candidati sindaci (Catenaro, sindaco uscente, PDL; Fausto Di Berardino, lista civica “guardare avanti”; Donato Mancini, PD; Giuseppe Ferraro, S.Vito Bene Comune) non hanno avuto seguito alcuno.

Ad una telefonata di spiegazioni all'ufficio tributi, l'incaricata non fornisce né informazioni in merito all'eventuale costo di una sala, né alla sua disponibilità o meno; risponde che ha tanto lavoro da svolgere e, a quindici giorni dalle elezioni, si appella a un fantomatico silenzio pre-elettorale.

Certo l'ostruzionismo così portato avanti di fronte ad un tema che investe davvero tutti (Parco o petrolio come futuro della nostra terra?) non ha nulla di democratico, ma quel che è peggio è che assomiglia tanto ad una forma di censura di triste memoria.

Il legame di parentela degli impiegati pubblici con il sindaco in carica inoltre spiega tanta sollecitudine a bocciare un sacrosanto diritto.
Alla vigilia del 25 aprile può sembrare retorico parlare di libertà, ma sembra quanto mai di attualità".

Costituente il Parco

Thursday, October 27, 2011

930 no alla Forest Oil Corporation


L'arroganza di Giorgio Mazzenga e di Mr. John Klein non ha mai fine. Adesso fanno la parte degli offesi e dicono che hanno pronte "33" risposte integrative da dare alla regione Abruzzo - dopo due anni che gliele hanno chieste! - per trivellare sul lago di Bomba e che occorre dargli risposte concrete e veloci anche se tutto l'Abruzzo gli ha detto di no, ripetutamente.

SCIACALLI!

Sono due anni che noi persone normali e tutti i 930 abitanti di Bomba abbiamo detto tutti i nostri no alle trivelle sul lago e che le ripetiamo. Sono i motivi del buonsenso, dell'intelligenza. Sono i motivi che spinsero la stessa ENI a decidere di non trivellare 40 anni fa. Sono i motivi che Antonio Sorgi, presidente della commissione VIA che ha il potere di dire no, si ostina a non volere ascoltare.

Caro Mazzenga se ancora non lo sai: il lago corre il rischio di smottamenti, frane, subsidenza, alluvioni. Il lago e' zona a rischio Vajont, lo dice la tua stessa ditta. Il lago e' zona turistica, i fumi finiranno dentro le case della gente, e ci si ammalera'. Il lago e' zona verde, agricola. Non e' zona di industria pesante.

Lo scellerato Mazzenga afferma che per presentare le loro "integrazioni" ci hanno messo quasi 2 anni per la

complessità degli argomenti trattati e al loro diretto impatto sull'ambiente esterno.

Al fine di fornire risposte di alto livello tecnico-scientifico ai quesiti posti dalla Regione, sono stati coinvolti professionisti e specialisti italiani e stranieri, anche a livello accademico: tale scelta ha comportato un allungamento dei tempi di redazione delle risposte.

Tradotto in Italiano: hanno dovuto cercare di arrampicarsi sugli specchi e non sapevano come giustificare qualcosa di abominevole che nessuno vuole. Nessuno scienziato indipendente, lo posso assicurare, dira' mai che andra' bene trivellare un lago dove non si e' potuta nemmeno costruire una diga per troppo che il territorio e' traballante.

Dicono che il loro progetto e' stato eseguito nel "pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza e tutela dell'ambiente" e che

le dichiarazioni di contrarietà al proprio progetto, espresse da esponenti politici del Comune di Bomba a seguito della visita della IV Commissione Regionale, vadano supportate e integrate dalle opportune motivazioni. Tali ragioni dovrebbero spiegare in particolare perché un amministratore locale manifesti opposizione a un progetto in grado invece di portare occupazione, investimenti e risorse per le pubbliche amministrazioni, nel pieno rispetto e tutela dell'eco-sistema.

Giorgio Mazzenga, tesoro mio: non siamo mica scemi! Tu sei che devi mostrare che il tuo progetto e' giusto per questo territorio, e lo sappiamo tutti, te compreso, che non porterai niente di buono a Bomba.

E' tutto solo speculazione per la Forest Oil. E' solo denaro facile per la Forest Oil e non certo per noi persone normali. Lo sappiamo tutti.

Questo e' quello che volete voi, ma noi no e noi diciamo: no grazie.

Capisci caro Giorgio Mazzenga?

Do you understand Mr. John Klein? We don't want your rigs here. And that's that. And the land is OURS not yours, do you get it? Go drill Boulder Colorado. Go drill Denver, Colorado. JUST LEAVE US ALONE.

We don't want you here. In what language do you want us to tell you?

Finalemente la nota della ditta di Mazzenga dice:

Un 'no' a prescindere e senza motivazioni non aiuta i cittadini a comprendere le valutazioni espresse dagli amministratori locali. L'aziende ritiene inoltre precisare che, a differenza di quanto riportato sulla stampa, non tutti gli assessori comunali sono contrari al progetto: tra questi l'assessore all'Urbanistica del Comune di Bomba Luigi Gentile, che ha espresso il proprio parere favorevole al progetto, con le opportune motivazioni.

I cittadini hanno capito tutto, cari Mazzenga e caro Klein.

Siete ridicoli, e veramente piccoli, arroganti, senza vergogna.

E va bene, siamo a 929 contro 1. E ora SPARITE e portatevi Luigi Gentile con voi.