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Friday, March 24, 2017

La corte di appello del Colorado: il diritto alla salute e all'ambiente sano viene prima delle trivelle



Ecco, non potevo non raccontare questa storia.

La Corte di appello del Colorado da ragione ad un gruppo di ragazzini che chiedevano che il loro diritto alla salute, all'aria e all'acqua pulita venissero prima delle trivelle.

E hanno vinto. La corte ha detto proprio questo, che la salute viene prima dei buchi sottoterra, nonostane l'enorme lobby da parte dei petrolieri di Denver.

Tutto questo avra' forti ripercussioni nello stato, perche' finora la cosiddetta Colorado Oil and Gas Conservation Commission, detto COGCC, una specie di UNMIG del Colorado, aveva per missione quello semplicemente di "bilanciare" gli interessi dei petrolieri e dell'ambiente.

Come dire, prima c'era solo da essere "equilibristi" fra salute e trivelle. Adesso la salute viene prima.
Non e' una cosa da niente, ed e' per questo che i petrolieri hanno cercato in tutti i modi di fermare questa decisione.

Nello stato del Colorado ci sono gia' 50,000 pozzi, che nascono un po dappertutto, anche vicino a Denver, tutti supervisonati da questo ente, il COGCC  che doveva portare avanti lo sviluppo responsabile e bilanciato di oil and gas in modo che fosse protetta la salute pubblica, l'ambiente,la flora e la fauna.

Poi nel 2013, l'allora 13-enne Xiuhtezcatl Martinez, classe 2000 di Boulder assieme ai suoi amici
chiese a questo COGCC di cambiare le regole.

Chiesero una moratoria allo stato del Colorado finche'

la migliore scienza disponibile non dimostri, e un ente indipendente terzo non confermi, che trivellare puo' succedere in un modo che non vada ad impattare in modo cumulativo o con altre azioni l'atmosfera, l'acqua, la fauna, le risorse territoriali del Colorado e che non influenzi in maniera negativa la salute umana e che non contribuisca ai cambiamenti climatici

unless the best available science demonstrates, and an independent third party organization confirms, that drilling can occur in a manner that does not cumulatively, with other actions, impair Colorado’s atmosphere, water, wildlife, and land resources, does not adversely impact human health and does not contribute to climate change

E cosi' nel 2014 questo COGCC dovette tenere una riunione sul tema. Dismisero la richiesta di moratoria perche' diceva che era oltre l'autorita' e la missione del COGCC stesso.

Xiuhtezcatl Martinez e i suoi amici, assieme ad altri gruppi ambientali del Colorado, fecero ricorso.

La corte di Denver diede ragione al COGCC.

Xiuhtezcatl Martinez e i suoi amici fecero appello di nuovo.

Questa volta dissero che i giudici non avevano bene interpretato la missione del COGCC e che bilanciare non era sufficente.

E cosi, il giorno 23 Marzo 2017 la corte suprema cambia verdetto.

Il compito di questo COGCC non e' di far passare un test di equilibrio, quanto che tutto il settore di oil and gas venga eseguito con la protezione di salute pubblica, benessere, sicurezza, e questo delle persone, dell'ambiente, e della fauna.

Cosa succedera' adesso?

Succedera' che la proposta di moratoria tornera' indietro alle corti precedenti, che dovranno rigiudicare la proposta di moratoria. Non significa che la moratoria passa, quanto che le corti dovranno riesaminare la proposta tenendo conto del nuovo contesto. Si trivella non piu' se ce un bilancio, quanto se la salute e l'ambiente sono pienamente rispettati.

Tocchera' alle corti inferiori ora esprimere un giudizio. 

Ovvaiemente siccume questo COGCC e' un covo di petrolieri e loro amici (come l'UNMIG!) il COGCC pensa di fare ricorso.

Vedremo come va a finire. Tutte queste diatribe non sono nuove in Colorado.  Alcune citta' avevano passato delle leggi locali per vietare oil and gas nelle loro comunita', in alcuni casi queste leggi sono state giudicate non ammissibili e quindi c' molto subbuglio fra residenti, legislatori, trivellatori.

Ma la cosa che a me piu' intriga e' la storia del 17-enne dal nome esotico, questo Xiuhtezcatl Martinez che ha fatto delle cose meravigliose, con coraggio.

Onore a lui. Ce ne vorrebbero tanti di idealisti cosi.



Tuesday, December 30, 2014

L'albo d'oro della Forest Oil Corporation

** Questo articolo e' stato scritto per la rivista Chissidicie curata da Antonio Piccoli. La versione cartacea e' qui. Le informazioni qui raccolte sono tutte pubblicamente scaricabili da internet.**

La regione Abruzzo dovrà presto esprimere il suo parere sulla concessione petrolifera Colle Santo. Gianni Chiodi e il suo governo dovranno decidere se lasciare che il lago di Bomba e i suoi dintorni vengano trivellati dalla Forest Oil Corporation di Denver alla ricerca di petrolio e di gas. Gli idrocarburi Abruzzesi sono di qualità scadente, scarsi in quantità, fortemente inquinanti e, per quanto riguarda Bomba, dai forti rischi idrogeologici per la diga del lago.

È importante allora cercare di capire chi stiamo per invitare in casa nostra, perchè i comportamenti passati sono spesso indice di comportamenti futuri. Oggi è tutto alla luce del sole, basta cercare. Siamo andati così a spulciare su internet ed abbiamo trovato molte informazioni su cui riflettere attentamente. Gli incidenti e le storie che riportiamo sono solo quelli che siamo riusciti a mettere insieme noi, ma potrebbero essercene anche di più.

Negli Stati Uniti, la Forest Oil Corporation è proprietaria e gestisce varie piattaforme di petrolio nel golfo del Messico e qualche concessione in terraferma in Texas. L’ente americano che si occupa di vigilare sull’operato delle ditte petrolifere si chiama Mineral Management Services (MMS), in queste settimane messo sotto torchio dal presidente Obama a causa dei forti legami fra controllori e controllati, legami definiti “corrotti” da Obama. Indagando sul sito della MMS risulta che la Forest Oil Corporation nel decennio 2000-2010 è stata responsabile di almeno11 incidenti, in media un incidente grave all’anno, fra rotture di oleodotti, incendi su piattaforme, incidenti su operai, fra cui sversamento in mare di 200 barili di petrolio, circa
35 mila litri.

In alcuni di questi casi, specie per gli incidenti più gravi, ci sono state delle indagini approfondite.

Nel 1997 il signor Jerry Hodgen lavorava per un gruppo di subappaltatori della Forest Oil. Assieme ad un collega, doveva andare su una piattaforma nel golfo del Messico per andare a leggere i contatori. Non c’era nessuna urgenza di farlo, il mare era mosso e loro avrebbero voluto o rimandare o prendere l’elicottero. La Forest Oil li obbligò ad usare una barca da cui si sarebbero dovuti lanciare con una corda sulla piattaforma.

Fatte le misure, a causa del mare mosso, nel tornare sull’imbarcazione il signor Hodgen cadde, compromettendosi la spina dorsale. Rimase paralizzato e incontinente. La
Forest Oil fu riconosciuta colpevole dei danni fisici al signor Hodgen, ma invece di risarcire il lavoratore chiese che i danni venissero pagati dalla ditta subappaltatrice per la quale il signor Hodgen lavorava. La corte della Louisiana bocciò anche questa mozione e finalmente fu la Forest Oil a pagare per i danni incorsi dal signor Hodgen.

Un altro caso interessante è quello del 2004 che riguarda il signor Terry Hudson, rimasto gravemente ferito dopo l’esplosione di una pompa petrolifera della Forest Oil mentre era su una piattaforma a mare. Fece domanda di risarcimento alla Forest Oil, secondo una legge americana che protegge i lavoratori a mare. La Forest Oil si rifiutò di pagare, affermando che la legge non poteva essere applicata perché il danno era accaduto su una piattaforma e non su una imbarcazione. Ma la corte della Louisiana diede ragione al signor Hudson, obbligando la Forest Oil a risarcire il suo ex-lavoratore.

Infine, la storia di James Mc Allen, certamente la più allarmante. Già dalla fine degli anni ‘80, la Forest Oil aveva avuto dei problemi legali con il signor James Mc Allen, un ranchero del Texas sulle cui terre la Forest Oil aveva delle concessioni per le estrazioni di gas. L’oggetto della contesa era che la Forest Oil non aveva propriamente pagato i diritti estrattivi al signor Mc Allen.

La situazione fu risolta solo nel 1999, con un pagamento da parte della Forest Oil e con la firma di un documento di accordo fra le due parti. Intanto, nel 1992 la
Forest Oil, facendo finta di essere generosa, donò al signor McAllen 700 tubature dismesse. Il signor Mc Allen aveva messo su un’area per il ripopolamento di rinoceronti provenienti dallo Zimbabwe ed in via di estinzione sul suo ranch. Il metallo delle tubature sarebbe servito per creare recinti agli animali e così il signor Mc Allen trascorse molte ore a tagliarlo e a rimodellarlo.

Una volta finito il lavoro i rinoceronti iniziarono a soffrire di lesioni alla pelle, si ammalarono e morirono in massa. Lui stesso perse una gamba per colpa di un tumore raro. Intanto, nel 2002 un impiegato della Forest Oil che era andato in pensione, allertò gli ufficiali della sua compagnia che i tubi regalati al signor Mc Allen erano radioattivi. La radioattività era dovuta alla presenza di sostanze tossiche durante la lavorazione del petrolio. Nessuno però pensò di parlarne al signor Mc Allen in persona.

Finalmente nel 2004, fu l’impiegato stesso a dire di questi tubi radioattivi al signor Mc Allen. “È entrato con tutte queste carte. Mi avevano già amputato la gamba. Quando me lo disse sono quasi svenuto”. Il signor McAllen iniziò a fare indagini sul suo ranch e scoprì a sue spese che la Forest Oil aveva pure seppellito sostanze di scarto altamente tossiche a base di mercurio nella sua terra.

Anche se è impossibile provarlo al 100%, i legali del signor Mc Allen dicono che c’è
una correlazione di tumori come quello che ha colpito il loro cliente e l’ingestione di sostanze radioattive, sicuramente entrate nel corpo del signor Allen durante le molte ore trascorse a tagliare le tubature, esponendolo alla polvere radioattiva. C’è quantomeno il sospetto che sia la morte degli animali che il suo tumore, siano collegati alle tubature della Forest Oil. Il costo dello smaltimento corretto del ferrame radioattivo sarebbe stato di 10mila dollari per ogni 20/30 tubi, a seconda della lunghezza. Al signor McAllen ne donarono 700. Quanti soldi ha risparmiato la Forest Oil sulla sua gamba?

Nel 2005 allora iniziò la causa del signor Mc Allen e altri comproprietari del ranch contro la Forest Oil. Quest’ultima però si ricordò del contrattino del 1999, nel quale c’era scritto piccolo piccolo che il signor Mc Allen firmando quel documento rinunciava a qualsiasi futura azione strettamente legale contro la Forest Oil.

“Non ho dubbi - dice il signor Mc Allen - che loro sapessero che mi stavano dando la mela avvelenata. Me l’hanno data per sbarazzarsi di me? Chissa! La Forest Oil mi ha regalato quelle tubature per evitare di doverle smaltire in proprio. Hanno pensato, perchè pagare per smaltirle, quando questo idiota non solo se le prenderà ma ci ringrazierà pure? L’industria petrolifera deve essere riconosciuta responsabile di questo tipo di attività. Una giuria deve mandare il messaggio che non puoi comportarti cosi con la gente come se niente fosse”.

Forest Oil risponde che non sapeva che i tubi fossero radioattivi e che il lavoratore che lo ha rivelato al signor McAllen è solo un lavoratore scorbutico. La corte suprema del Texas ha detto che il documento firmato nel 1999 è vincolante e che la causa non può procedere. Al massimo si potrà chiedere un arbitrato, una sorta di soluzione trovata da un terzo, la cui decisione è inappellabile e che spesso è più superficiale che una giuria popolare o un giudice.

Vedremo come andrà a finire, per il signor McAllen e per Bomba!



Incidenti Forest Oil:

31 Ottobre 2000 - Rottura di un oleodotto

1 Marzo 2001 - Incendio su piattaforma

18 Luglio 2002 - Incendio su piattaforma

5 Marzo 2003 - Incendio su piattaforma

20 Luglio 2005 - Incendio sulla piattaforma. Un ferito con bruciature diprimo e secondo grado

Gennaio-Marzo 2006 50 miliardi di barili di petrolio riversati in mare a causa di malfunzionamenti di una piattaforma che era stata chiusa durante l'uragano Rita dell'estate 2005 e poi riaperta.

8 Gennaio 2006 Incidente sul lavoro di un operaio che si e' fratturato polso e caviglia

20 Febbraio 2006 Incidente mortale di un lavoratore che stava chiudendo un pozzo in disuso.

29 Marzo 2006 Incidente sul lavoro di un operaio che installava un lubrificatore a 30 metri adal suolo.

23 Luglio 2007 Un incendio e' scoppiato mentre alcuni operai tagliavano assi di supporto per piattaforma marina. Una cisterna di contenimento si' e' dilaniata con rilascio a mare di modeste quantita' di petrolio

1 Ottobre 2007 Incidente sul lavoro ad un ingegnere durante fasi di carico/scarico materiale su piattaforma marina

16 Dicembre 2008 Incendio su piattaforma in mare




Fonti: ForestOil1, ForestOil2 , ForestOil3, ForestOil4, ForestOil5, ForestOil6, ForestOil7, ForestOil8, ForestOil9 , ForestOil10, ForestOil11, ForestOil12, ForestOil13

Saturday, October 11, 2014

Ensco 51: piattaforma Forest Oil scoppiata in Louisiana









Sono cinque o sei anni che la Forest Oil Corporation cerca di trivellare il lago di Bomba, sempre e comunque con promesse di sicurezza, di rispetto per l'ambiente, di migliori tecnologie.

Ecco una storia che la Forest Oil Corporation di Denver non ha mai raccontato agli abruzzesi, o almeno per quanto ne so io.

Il giorno 1 Marzo 2001 la piattaforma Ensco 51 operata dalla Forest Oil Corporation di Denver prese fuoco al largo delle coste di Louisiana, in un campo di gas chiamato Eugene Island Block 273, a circa 75 miglia da riva.

Era circa mezzanotte quando gli operai che avevano appena finito di cementificare il neo-trivellato pozzo si accorsero di un flusso incontrollato di gas. Cercarono di normalizzare il tutto, ma non ci riuscirono e i volumi di gas fuori controllo aumentarono fino a far divampare un incendio.

Ci si rese conto subito che sarebbe stato impossibile fermarlo, nonostante i tentativi di spegnerlo con i fanghi di perforazione e con l'acqua del mare. Quarantatre persone furono presto evacuate e la piattaforma lasciata bruciare fino al giorno 3 Marzo 2001. 

Arrivarono navi spegni-incendio da terra. La piattaforma fu completamente distrutta. Il flusso era cosi forte che si penso' di costruire un pozzo secondario come canale aggiuntivo per il rilascio controllato di gas.

Il Mineral Management Service degli USA fece le sue indagini e concluse che fra le cause dell'incendio ci fu il fallimento da parte della Forest Oil Corporation di comunicare pericoli di fughe di gas alla ditta che eseguiva le cementificazioni. Questo ha fatto si che il cemento usato non fosse adeguato per evitare le migrazioni di gas in superficie.

Ecco qui. Chissa' quante altre cose si nascondono dietro tutte queste ditte di petrolio che neanche immaginiamo.

E se fosse successo a Bomba?

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Wednesday, November 20, 2013

Anche Bomba e' salva!





Nota:  il 22 maggio 2014 il TAR di Pescara ha accolto il ricorso della Forest perche' il Comitato VIA presieduto da Antonio Sorgi ha espresso una motivazione "laconica e superficiale".

  Il TAR ha riconosciuto pero' il rischio di subsidenza e che il rischio e' cosi' grande "per la vastità del territorio e della popolazione che ne subirebbe le ripercussioni (si paventa infatti il possibile cedimento della diga descritta come tra le più estese d'Europa, posta a monte della valle del fiume Sangro densamente popolata e industrializzata) da giustificare l'invocazione del principio di precauzione".
Perche' succede questo?
Perche' alla regione ci sono gli incompetenti.

Antonio Sorgi, quanto purgatorio!
Gianni Chiodi -- spero che te ne torni a casa presto!

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Bomba (CH) 2009-2013
Forest Oil Corporation, RIP

Le battaglie contro i petrolieri non finiscono mai.

Ma forse, per una volta possiamo essere ottimisti.

Ieri 20 Novembre 2013 la Commissione VIA d'Abruzzo ha bocciato ancora una volte le folli richieste della Forest Oil di trivellare Bomba, zona idrogeologicamente instabile, vicino ad un centro abitato di 900 anime e di costruire una raffineria.

Bocciata come in: i petrolieri non hanno piu' strade da percorrere per spuntarla e la prepotenza di Giorgio Mazzenga e compari finisce all'aceto.

E' un'altra storia bellissima di democrazia, e di rabbia usata in modo positivo, senza arrendersi mai, in una regione di solito pacata e non abituata a protestare.

C'entrano le imminenti elezioni regionali del 2014?
Forse, ma alla fine quel che conta e' il risultato finale. 

E' una storia che va avanti dal 2009 e che ha visto tanti alti e bassi, tutti con protagonisti l'eroico Comitato di Gestione Partecipata del Territorio guidato dalla tenacia e dalla pazienza di Massimo Colonna.

E come sempre, Fabrizia Arduini e Assunta di Florio e Lorenzo Luciano e Ilaria Giangrande e Alessio Di Florio e Ines Palena e tutti, tutti quelli che hanno messo da parte le proprie vite in questi anni per fare qualcosa di buono.

E' bellissimo.

Vorrei tanto che per una volta ci si fermasse per fare festa e per contemplare quanta strada abbiamo fatto, smuovendo il cittadino medio e creando una enorme partecipazione popolare.

E' qui la chiave, sempre: lo scandalo nelle case, al supermercato, nella vita normale ed il controbattere a questi mascalzoni del petrolio punto per punto, non lasciandogli mai neanche un centimetro.

Ombrina, arriviamo anche li!

Come sempre, a me le emozioni arrivano da dietro una tastiera, belle o brutte che siano. Ci sono abituata.

Vorrei esserci stata li all'Aquila e vedere la faccia di Giorgio Mazzenga che da anni cerca di schiacciare gli abruzzesi, e quella di Antonio Sorgi e di tutta la gente in attesa e la felicita' finale.

Ma va bene cosi.  In qualche modo, anche se non fisicamente, ci sono anche io.

Qui uno dei momenti piu' belli di questa storia: la Forest Oil che parte da Denver e va a Bomba per scoprire che la gente ne sa piu' di loro. Priceless.

Ciao Giorgio Mazzenga, buon ritorno a Milano!












Abbiamo vinto!

Thursday, July 12, 2012

La Forest Oil a picco


On the whole, Forest Oil is not doing well.
In generale, le cose alla Forest Oil non vanno bene.



Il rating della Forest Oil Corporation di Denver, in questo momento e' "underperform".

Questa e' una parola carina per dire che le sue "performance" sono inferiori a quanto ci si aspetta. Nella realta' vuol dire che le cose vanno a rotoli.

Secondo il gruppo Wall Street Window infatti la spirale delle azioni della Forest Oil e' tale che l'azienda ha perso quasi la meta' del suo valore rispetto all'anno scorso.

Per la precisione il 47.5%.

E anzi, se uno guarda ancora piu' indietro, ma neanche tanto, viene fuori che nel Febbraio del 2011 le sue azioni stavano a $39 dollari l'una. Adesso il prezzo oscilla sui $7 dollari. Oggi 12 Luglio erano a $5.72.

Ecco perche' Giorgio Mazzenga e' cosi' incallito su Bomba: sta per finire la cuccagna!

A Denver, hanno rimpiazzato il loro amministratore delegato - CEO (Chief Executive Officer) Craig Clark con un nuovo capo, tale Patrick McDonald dopo 11 anni. Anche il loro COO (Cheif Operating Officer), John Ridens, si e' dimesso.

I problemi sono tanti: i prezzi del gas naturale sono calati con minori margini di guadagno per la Forest Oil, non sanno bene che fare per il futuro, hanno un debito galoppante di 1.8 miliardi di dollari e non possono piu' chiedere prestiti. Hanno pure una causa in corso a New York per avere mentito agli investitori, come ricordato anche qui.

Fra i vari motivi, dicono anche che ci sono delle "incertezze" su vari campi di gas e di petrolio "sparsi per il mondo", relativamente nuovi e che non si sa se verranno sviluppati.

Traduzione:

E poi ci sono quei cocciuti degli Abruzzesi che gli hanno fatto perdere 35 milioni di dollari con l'affare Bomba!

Poverini.

Dicono che si concentreranno sullo sviluppo di shale gas in Texas - auguri! - e che propongono di vendere alcuni giacimenti al miglior offerente.

Altri siti con lo stesso tipo di notizie sono qui

Forest Oil - a speculative idea

Azioni della Forest Oil

Qui i procedimenti legali per l'affare Lone Pine e le menzogne agli investitori.

Giorgio Mazzenga, le mando una fischiettata virtuale pure io.
Buone cose.


 



Monday, June 18, 2012

La Forest Oil chiede 142 mila euro al WWF. A New York invece le presentano una Class Action per menzogne.



Class Action a New York contro la Forest Oil e la sua sussidiaria Lone Pine per avere dato informazioni false ai suoi investitori su incendi ed oleodotti rotti.


Un altra magnifica quanto folle idea della Forest Oil Corporation di Denver che ha preso di mira Bomba, un paesino d'Abruzzo di 900 anime che vorrebbe trivellare e il cui gas saturo di idrogeno solforato vorrebbe raffinare in loco.

Siccome non ci riescono, ecco allora l'ultima idea per spaventarci : mandare ricorsi al WWF per 142 milioni di euro - cosi' a casaccio!

E evidente che non sanno cosa altro fare e sono disperati.

Questo "ricorso-delirio" arriva dopo che 19 sindaci, la provicia di Chieti, la Commissione Ambientale VIA d'Abruzzo, la Confcomercio, i Vescovi della Chiesa Cattolica d'Abruzzo, docenti universitari, associazioni ambientali, culturali, sportive e dunque tutta la collettivita' si sono compattamente espressi contro il progetto di morte di Giorgio Mazzenga e del suo capo di Denver, Craig Clark.

Adesso c'e' anche la Commissione Europea per il rispetto di Aarhus che sta indagando sul tema, considerate le molte ombre sulla questione.

Cari Craig Clark, Caro Giorgio Mazzenga - no vuol dire no, non avete ancora capito?

Non siete benvenuti, prendete ed andatevene, basta con questi assurdi tentativi di rigirare la frittata.

Come detto mille volte, la diga vostra e' a rischio Vajont  - l'avete detto voi e non io - la vostra raffineria manderebbe fumi tossici direttamente nelle case delle persone, il territorio e' sismico, instabile, densamente abitato, e tutte le riserve di Bomba, se tutto va bene, daranno gas all'Italia per una settimana, secondo i vostri calcoli.

E' tutta speculazione - soldi, soldi, soldi - e niente per gli abruzzesi, o per gli italiani se e' per questo - se non il miraggio-ricatto dei posto di lavoro, molti dei quali immaginari.

E infatti, questo tasto del lavoro la Forest Oil Corporation l'aveva gia' sperimentato qualche giorno fa quando, da Milano, o da Denver che potrebbero essere la luna per quanto distaccati siano Clark e Mazzenga dalla realta' abruzzese, i nostri eroi hanno fatto la conta dei si e dei no.

Hanno detto che in modo del tutto "sorprendente" gli sono arrivati


1009 curricula, dei quali 855 provenienti da residenti nella regione Abruzzo

di cui

237 inviati da persone residenti nei 19 Comuni i cui rappresentanti istituzionali hanno espresso la propria contrarietà politica al progetto

e questo per fare il  

capo centrale, al vice-capo centrale fino agli addetti alla segreteria e alla gestione della contabilità

Hanno parlato di 

54 aziende e di "un conto totale di 4038" addetti.

Hanno contato fino all'ultimo uomo! Ricordo che per il centro oli di Ortona si parlavano cdi 30 unita' lavorative.

Ovviamente questa "notizia" della conta della Forest Oil cosi' come e' arrivata, cosi' se n'e' andata.

La provincia di Chieti ha oltre 100,000 abitati, e la regione Abruzzo un milione. Per cui questi numeri sparati a casaccio secondo me da Mazzenga e Clark fanno solo ridere i polli.

La gente ha di meglio da fare che leggere questi piagnistei di chi non ci vuole stare al gioco della democrazia. Avete perso, avete perso. Amen. 

Ma siccome non sono contenti, i signori della Forest Oil hanno deciso di tornare all'attacco mandando il ricorso al WWF.

E perche' mai al WWF? 

Perche' il WWF ha mandato comunicati stampa? Perche' il WWF ha scritto osservazioni? Per mettergli paura? Perche' sarebbe stato ridicolo prendersela con le associazioni locali, o con me, o con il vescovo? Perche' sarebbe stato ridicolo prendersela con il presidente della provincia di Chieti o con Ronald Brown, impiegato della Forest Oil, che e' quello che ha parlato per primo del rischio Vajont? 

Perche', cari Mazzenga e caro Clark, non parlate invece della gente del fatto che, ad esempio, a fine Maggio 2012 e' arrivata una bella class action nello stato di New York contro la Forest Oil Corporation e la sua sussidiaria Lone Pine, con sede in Calgary, Alberta, per "untrue statements" e cioe' "affermazioni non veritiere" fatte agli investitori in borsa su incendi e rotture di oleodotti in Alberta nell'Aprile del 2011? 

La risposta e' semplice: perche' e' piu' facile prendersela con il WWF - una associazione senza scopo di lucro che intende difendere il pianeta e suoi abitanti - piuttosto che con la Corte Suprema di New York.

Ci vorrebbe una maschera e non anti gas, ma per la vergogna.

Grazie a Paul Giangiordano e a Randi Cecchine per la segnalazione New Yorkese e a Augusto De Sanctis per la condivisione abruzzese del fattaccio

Franco Caramanico ha qualcosa da dire? 

Thursday, October 27, 2011

930 no alla Forest Oil Corporation


L'arroganza di Giorgio Mazzenga e di Mr. John Klein non ha mai fine. Adesso fanno la parte degli offesi e dicono che hanno pronte "33" risposte integrative da dare alla regione Abruzzo - dopo due anni che gliele hanno chieste! - per trivellare sul lago di Bomba e che occorre dargli risposte concrete e veloci anche se tutto l'Abruzzo gli ha detto di no, ripetutamente.

SCIACALLI!

Sono due anni che noi persone normali e tutti i 930 abitanti di Bomba abbiamo detto tutti i nostri no alle trivelle sul lago e che le ripetiamo. Sono i motivi del buonsenso, dell'intelligenza. Sono i motivi che spinsero la stessa ENI a decidere di non trivellare 40 anni fa. Sono i motivi che Antonio Sorgi, presidente della commissione VIA che ha il potere di dire no, si ostina a non volere ascoltare.

Caro Mazzenga se ancora non lo sai: il lago corre il rischio di smottamenti, frane, subsidenza, alluvioni. Il lago e' zona a rischio Vajont, lo dice la tua stessa ditta. Il lago e' zona turistica, i fumi finiranno dentro le case della gente, e ci si ammalera'. Il lago e' zona verde, agricola. Non e' zona di industria pesante.

Lo scellerato Mazzenga afferma che per presentare le loro "integrazioni" ci hanno messo quasi 2 anni per la

complessità degli argomenti trattati e al loro diretto impatto sull'ambiente esterno.

Al fine di fornire risposte di alto livello tecnico-scientifico ai quesiti posti dalla Regione, sono stati coinvolti professionisti e specialisti italiani e stranieri, anche a livello accademico: tale scelta ha comportato un allungamento dei tempi di redazione delle risposte.

Tradotto in Italiano: hanno dovuto cercare di arrampicarsi sugli specchi e non sapevano come giustificare qualcosa di abominevole che nessuno vuole. Nessuno scienziato indipendente, lo posso assicurare, dira' mai che andra' bene trivellare un lago dove non si e' potuta nemmeno costruire una diga per troppo che il territorio e' traballante.

Dicono che il loro progetto e' stato eseguito nel "pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza e tutela dell'ambiente" e che

le dichiarazioni di contrarietà al proprio progetto, espresse da esponenti politici del Comune di Bomba a seguito della visita della IV Commissione Regionale, vadano supportate e integrate dalle opportune motivazioni. Tali ragioni dovrebbero spiegare in particolare perché un amministratore locale manifesti opposizione a un progetto in grado invece di portare occupazione, investimenti e risorse per le pubbliche amministrazioni, nel pieno rispetto e tutela dell'eco-sistema.

Giorgio Mazzenga, tesoro mio: non siamo mica scemi! Tu sei che devi mostrare che il tuo progetto e' giusto per questo territorio, e lo sappiamo tutti, te compreso, che non porterai niente di buono a Bomba.

E' tutto solo speculazione per la Forest Oil. E' solo denaro facile per la Forest Oil e non certo per noi persone normali. Lo sappiamo tutti.

Questo e' quello che volete voi, ma noi no e noi diciamo: no grazie.

Capisci caro Giorgio Mazzenga?

Do you understand Mr. John Klein? We don't want your rigs here. And that's that. And the land is OURS not yours, do you get it? Go drill Boulder Colorado. Go drill Denver, Colorado. JUST LEAVE US ALONE.

We don't want you here. In what language do you want us to tell you?

Finalemente la nota della ditta di Mazzenga dice:

Un 'no' a prescindere e senza motivazioni non aiuta i cittadini a comprendere le valutazioni espresse dagli amministratori locali. L'aziende ritiene inoltre precisare che, a differenza di quanto riportato sulla stampa, non tutti gli assessori comunali sono contrari al progetto: tra questi l'assessore all'Urbanistica del Comune di Bomba Luigi Gentile, che ha espresso il proprio parere favorevole al progetto, con le opportune motivazioni.

I cittadini hanno capito tutto, cari Mazzenga e caro Klein.

Siete ridicoli, e veramente piccoli, arroganti, senza vergogna.

E va bene, siamo a 929 contro 1. E ora SPARITE e portatevi Luigi Gentile con voi.



Sunday, June 5, 2011

Bomba - Forest Oil. Quando a vincere e' la gente



Non c'ero ma avrei pagato per esserci.

Ecco qui il racconto di Lorenzo Luciano dell'incontro di Bomba, con buona pace di Eugenio Caporrella e di Antonio Sorgi

Bravi tutti, bravissimi Massimo Colonna, tutto il comitato Gestione Partecipata del Territorio, la signora del "we hope". Vinciamo pure qua. Dobbiamo solo essere uniti e fargli vedere che non ce ne andiamo, non dimentichiamo e che al nostro territorio ci teniamo.

Man mano che arrivano altri video, e altri articoli di giornale, li carico.

Eccellente lavoro, tutti. Ad majora.

Friday, June 3, 2011

Interrogazione in aula provinciale sulle spese del viaggio di Eugenio Caporrella

** Bomba, 5 giugno sala polivalente del comune.**

Ce la siamo fatti tutti questa domanda: Chi ha pagato il viaggio di Eugenio Caporrella in Olanda per vedere quella magnifica raffineria che non e' una raffineria?

Qualcuno ha avuto il coraggio di chiederlo a Enrico di Giuseppantonio con una interrogazione al consiglio provinciale. L'interrogazione arriva da Palmerino Fagnili dell'IDV. Grazie Fagnilli.

Vediamo ora cosa ha danno da dire i nostri eroi.
Non ne possiamo piu' di bugie e di inganni:


Interrogazione con risposta in aula


Al Presidente

della Provincia di Chieti

Al Presidente

del Consiglio della Provincia di Chieti


Oggetto: Interrogazione con risposta scritta in aula: “Viaggio al’estero di una delegazione con spese a carico della Forest Oil”.

-Considerato che si è appreso che una delegazione, sembrerebbe composta da: un funzionario della Regione Abruzzo dr. Scoccia, responsabile del procedimento presso la Commissione Via del progetto per la “coltivazione degli ibrocarburi sul lago di Bomba” della Forest Oil; dall’Assessore Provinciale all’Ambiente dr. Caporrella; dal Sindaco e da un Assessore del Comune di Bomba;

-Considerato che si è appreso che questo viaggio si sarebbe tenuto nelle scorse settimane, dopo la decisione di sospendere il giudizio della Commissione V.I.A. sul progetto della Forest Oil per l’estrazione del gas sotto il lago di Bomba, e in attesa che la società americana rispondesse a più di trenta rilievi mossi dalla Commissione al progetto, in seguito alle 300 e più osservazioni presentate da parte del Comitato gestione partecipata di Bomba, di alcuni partiti politici, associazioni, parlamentari e cittadini;

-Considerato che si è appreso che tale viaggio si sarebbe tenuto in Olanda presso un impianto della Forest Oil al fine di mostrarne alla delegazione il funzionamento;

-Considerato non è stato rivelato il tipo di impianto che è stato visitato;

-Considerato che sembrerebbe che tutte le spese dei “componenti pubblici sia politici che dipendenti della pubblica amministrazione” della delegazione siano state sostenute dalla Società Forest Oil; e che la Regione Abruzzo abbia autorizzato la partecipazione dei suoi dipendenti alla missione organizzata dalla Forest Oil con spese a carico della ditta americana;

-Considerato che Provincia di Chieti aveva in seguito ad un o.d.g da me presentato nel febbraio 2010, votata una deliberazione che esprimeva parere contrario alla realizzazione dell’impianto e che il Presidente avrebbe dovuto testimoniarla nelle forme e nei tempi dovuti al Comitato Regionale V.i.a.;

-Considerato che il Comitato gestione partecipata del territorio di Bomba e della Val di Sangro aveva richiesto nel mese di maggio 2011 un incontro al Presidente della Provincia di Chieti in merito al tema Forest Oil;

-Considerato che su tutta la vicenda del “Viaggio all’estero della delegazione” è stato mantenuto un estremo riserbo al punto, sembrerebbe, da indire al ritorno un incontro tra i “viaggiatori” con gli amministratori del territorio presso il Comune di Bomba a “porte chiuse”;

per tanto

il gruppo Consiliare IdV

interroga

il Sig. Presidente della Provincia


circa la fondatezza di tutte queste notizie.

-Nello specifico se il viaggio si è tenuto, e se sì: dove, come, quando e perché?

-Chi erano i componenti “pubblici: dipendenti o politici”della delegazione?

-Le spese sostenute della delegazione da chi sono state sostenute?

-Chi ha pensato, progettato, voluto il Viaggio? E PERCHE’?

-Se tutto ciò è vero quale è il Suo giudizio e quali iniziative intende assumere di fronte a tali gravi, gravi fatti, quanto meno sotto il profilo delle inopportunità etiche, morali e politiche?!



Chieti, 3 giugno 2011


Palmerino Fagnilli

Consigliere Provinciale Gruppo IDV





















Thursday, June 2, 2011

Eugenio Caporrella per la Forest Oil


** A Bomba in data 5 giugno si protesta contro la Forest Oil e il suo Centro Oli sul lago nella sala polivalente del Comune **

Enrico di Giuseppantonio, che delusione quest'uomo.

So che e' un politico e tutti me ne hanno parlato come un gran oratore che poi alla fine si fa i fatti suoi. Non me lo sarei immaginato che avesse due faccie e ne sono veramente delusa.

Partecipa alle manifestazioni del petrolio, si vanta dei risultati raggiunti contro le piattaforme in mare, scrive pure i testi contro la raffineria di Bomba... e il suo assessore all'ambiente, Eugenio Caporrella, si presenta come un segugio in Olanda, per conto della Forest Oil a dire che "forse lui e' favorevole" a una raffineria che e' una copia quasi esatta del Centro Oli di Ortona.

Il tutto senza dire niente a nessuno. Ma andiamo con calma.

Eugenio Caporrella e' un geometra che fa l'assessore all'ambiente sia al comune di Lanciano che alla provincia di Chieti. Quando lo conobbi, circa 2 anni fa mi disse che lui non poteva esprimersi sul centro oli perche' si stava ancora "leggendo tutte le carte". Da allora non ha detto una parola che sia una sul petrolio in Abruzzo. Stara' ancora leggendo le carte?

Non si sa. I suoi gesti pero' parlano molto chiaro.

Invece di stare con la gente, lui sta con la Forest Oil, semplicemente, e se fossimo a 4 anni fa sono sicura che lui starebbe con l'ENI perche' non cambia niente fra il progetto Forest e il Centro Oli. Assolutamente niente.

Come detto piu' volte, a Bomba c'e' un intero paese in rivolta. Un paese che non vuole ne la raffineria di petrolio, ne i pozzi estrattivi sul proprio territorio. Punto e basta.

A loro il lago piace come e' adesso, non lo vogliono con vista sulla raffineria, cosi' come non vogliono le emissioni di idrogeno solforato nella loro aria, nei loro polmoni e sui loro campi.

Ma alla Forest Oil e a Eugenio Caporrella questo non importa.

Loro invece, vogliono la raffineria con vista su lago, una raffineria "chic" , con vista su una delle più belle vallate d'Abruzzo.

Ma per costruire il loro mostro servono un po' di firme su dei documenti, e cosi' per convincere le persone giuste la Forest Oil le prende e le porta in vacanza in Olanda.

A chi ha sponsorizzato il viaggio la Forest Oil?

Ai seguenti personaggi:

Donato Di Santo - Sindaco di Bomba
Eugenio Caporrella - Assessore all'ambiente e energia della provincia di Chieti
Domenico Scoccia - Responsabile procedimento VIA della Regione Abruzzo

Questi signori sono andati in Olanda a vedere un impianto della Shell che secondo la Forest Oil e' simile a quello che nascera a Bomba.

Quali sono le competenze di questa gente? Che laurea, che esperienza, ha Caporrella per capire cosa e' verita' e cosa e' propaganda?

Ma chi ce l'ha messo uno cosi alla regione?

Strano pero', la Forest Oil dice che l'impianto olandese e' simile a quello di Bomba ma dalle immagini mostrate da Telemax non vedo nessuna vallata e nessun lago in Olanda.

Il servizio di Telemax ha i soliti toni rassicuranti: le raffinerie non causano problemi.

E cosa vuoi che ti dica la Forest Oil?

E infatti Giorgio Mazzenga, direttore della Forest Italia la spara subito grossa riguardo al micidiale idrogeno solforato:

"e' stato dimostrato che non ci saranno emissioni..."

... e che sono il mago Zurli' loro? Ma non lo sanno che per tutti questi processi e' IMPOSSIBILE non avere emissioni? Sono le leggi della chimica che lo dicono!

Poi pero' non finisce neanche la frase e aggiusta il tiro, capendo forse che si e' allargato un po' troppo:

"...o almeno emissioni che saranno bassissime di acido solfidrico nell'atmosfera".

Ecco, siamo ai soliti giochi di parole.

Ora si deve solo quantificare quel "bassissime", un dettaglio da niente in un paese come l'Italia dove i limiti di legge per l'emissione di H2S sono fra i piu' alti al mondo, fatti ad arte per la felicita' dei petrolieri.

Bassissime forse vuol dire attorno ai limiti legali italiani, fissati ad arte a circa 30 ppm, un fattore seimila in piu di quanto deciso dall'OMS che invece fissa il limite di idrogeno solforato a 0.005 ppm?

Tutto il servizio si basa sul fatto che il processo di raffinazione viene prodotto con un metodo naturale, come se questo rendesse l'H2S meno pericoloso.

Ma cosa vuol dire metodo naturale? Non c'e' niente di naturale in una raffineria che sputa veleni!

La realtà e' diversa da quella che propaganda la Forest Oil perché l'idrogeno solforato, a prescindere dal processo che lo crea e' sempre lo stesso e la sua formula chimica non cambia.

Va da se che anche i danni alla salute sono gli stessi, esattamente gli stessi di quelli del Centro Oli di Ortona.

Il sindaco Di Santo dice che adesso "ha acquisito le nozioni" e puo' lanciare "un messaggio rassicurante". Caporrella dice che la tecnologia ha fatto "grossi passaggi" e che lui potrebbe essere favorevole.

Peccato che non abbiano invitato Massimo Colonna o nessuno altro del comitato di Bomba.

Ma convincere un ingegnere chimico che si e' studiato le carte e ha scritto le osservazioni sarebbe stato troppo difficile e avrebbero rischiato una figuraccia.

E poi il comitato di Bomba non deve firmare le carte, perche' discutere con loro ?

Una domanda sorge spontanea: prima di andare in Olanda, i signori Scoccia e Caporrella hanno speso almeno un giorno intero a Bomba per sentire le ragioni dei manifestanti ?

Ed Enrico Di Giuseppantonio che dice ?

Manda il suo assessore in Olanda, ci dica ora cosa pensa del progetto della Forest. Come al solito lui gira come gira il vento, l'importante e' che non si esponga troppo ne con uno ne con l'altro. Un perfetto stile uomo politico inutile per il cittadino ma utilissimo a se stesso e alla sua rielezione.

Quelli della Forest pero' si sono dimenticati di parlare della subsidenza.

Questo e' quello che disse a suo tempo, Ronald Brown, dirigente delle operazioni all'estero della Forest Oil:

At the time, a tragedy occurred in Northern Italy when a slide block fell into the Vajont reservoir. A pulse wave overflowed the dam and destroyed Longarone, a village of 2000 people. The gas field is partly located beneath a Lake held by a 57.50 meter earthen dam. AGIP elected not to produce the field in 1966 due to the Bomba dam proximity.

Qui non ne parlano per niente. Tutt'apposto.

Ma in effetti, la raffineria in Olanda non era ai piedi di una diga quindi era impossibile parlarne. Per gli effetti della subsidenza attendiamo allora con ansia il prossimo viaggio organizzato dalla Forest, quello in Vajont.

Nel prossimo viaggio potranno spiegare come una diga abbia spazzato via una intera vallata e causato migliaia di morti, potranno spiegare come i loro rilevamenti satellitari saranno in grado di tracciare gli spostamenti del terreno e della diga. Potranno anche spiegarci come faranno a mantenere una diga dopo che inizia a muoversi.

Attendo con ansia.

Che dire del sindaco di Bomba Donato di Santo? A suo tempo pure firmo' la pagina pubblicitaria contro i petrololeri in Abruzzo, ora cambia idea. Un sindaco proprio informato e coerente.