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Saturday, March 23, 2019

I siti del MISE censurati. Luigi Di Maio, cosa ha da dire?



Sono mesi che si verificano errori imprevisti!
Che vergogna.




Un tempo da questo sito si poteva accedere al titolo, alla sua storia.
Ecco invece cosa viene fuori adesso.



Gli italiani invece non sanno niente, grazie alla censura
(non ci sono altre parole!) del MISE

Luigi di Maio: e' uno scandalo



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Non ci siamo. Credo di avere avuto tanta pazienza, di avere scritto e richiesto informazioni scritto piu' e piu' volte ai ministeri in questione,  senza mai avere avuto risposte soddisfacenti e senza mai che i siti in questione del MISE fossero ripristinati.

Iniziamo dall'inizio.

Gia verso la fine del 2018 (credo che fosse Ottobre) mi accorsi che c'era qualcosa che non andava coi siti ministeriali. Quello del MISE non mostrava niente di rilevante, pareva propaganda; quello dell'ambiente invece era ancora in piedi. All'inizio pensai che fosse colpa del mio browser, che ci fosse qualcosa di strano dagli USA, o con magari qualche firewall da casa mia o dall'universita'.

Ma niente.

VPN, cambio di browser, computer e account non cambiarono la situazione. Il sito del MISE era essenzialmente una scatola vuota, almeno per quanto riguardava il petrolio.  Poteva solo essere un problema a monte. E cosi pensai che stavano facendo cambi, manutenzione, qualcosa.

Pero' mi faceva davvero strano che *tutte* le pagine con gli iter petroliferi erano perse.

E' stato cosi per mesi, finche'  a un certo punto pure quello dell'ambiente e' saltato!

Almeno al MISE avevano messo qualche pagina per passatempo, inutile ma esistente, con iniziative pseudogreen di Sergio Costa, roba fluff certo, ma qualcosa. E invece all'ambiente esce... errore!! Cioe' il Ministero dell'ambiente non dava informazione alcuna, neanche roba fluff.

Queste pagine, a mio avviso, sono fondamentali. Perche' danno informazioni, riassunti, mappe, documenti, tutto in un unico posto. E' una delle poche cose buone fatte dai ministeri passati.

Lo so che adesso ci sono un sacco di galli e galletti e galline del petrolio, ma c'e' stato un tempo, all'inizio di questa mia avventura, in cui questi documenti non erano pubblici. Solo il BUIG nel 2007 era in rete, ed anzi era pure difficile da trovare. Per tutto il resto dovevi andare fisicamente al Ministero.

A Roma. 

E infatti ci siamo andati: non io personalmente ma Erik Fortini e altri petrol-attivisti dall'Abruzzo, fra cui miei cari amici che andarono apposta in uno di quei maestosi edifici dell'era fascista a fare le fotocopie del malloppo di Ombrina della prima ora nel 2010. E' stato da li che abbiamo mandato le prime osservazioni.

Ricordo anche vari email scritti a burocrati a Bruxelles indicando loro che non era certo nello spirito della partecipazione popolare di Aarhus che il governo italiano non rendeva accessibili i documenti al popolo. A un certo punto telefonai pure a Franco Terlizzese, durante l'affaire Ombrina Mare, e ripetei anche a lui che non andava bene questa mancanza di coinvolgimento pubblico. Gli dissi che avevamo mandato decine e decine di email ma che non sapevamo se fossero arrivati, e se ne voleva di piu' eravamo pronti a inviarne di nuovi. Lui mi disse che gli avevamo intasato la casella postale!

E poi, pian piano e' iniziata la digitalizzazione. Ora, forse l'avrebbero fatto lo stesso, ma il punto e' che c'e' stato un po di pressione anche qui, e che e' stato qualcosa per cui abbiamo dovuto lavorare e mi secca non poco che gli attuali ministri pensino di poter tornare indietro, e non si sa perche'. Avere quelle scartoffie e quelle mappe in rete, a mio avviso, e' stata un altra conquista democratica che non e' piovuta dal cielo e per il quale l'Abruzzo ha quantomeno messo pressione.

Torniamo alla storia piu' recente.

A un certo punto mi accorgo che gli Australiani vogliono tornare a trivellare in Sicilia e in Emilia Romagna. Ci sono fior di comunicati agli investitori (e anche qui altri galletti che fanno finta che le abbiano fatte loro queste scoperte!) e voglio sapere cosa ha da dire il governo italiano.

Ma niente. Niente. Tutto e' oscurato.

Perche'? Non lo so. Per censura? Per ignoranza? Perche' avevano promesso niente piu' trivelle ed ora invece ci sono queste ditte che dicono di avere avuto permessi e quindi meglio non mostrarli quei permessi?

A tuttora non so la risposta.

E cosi posso solo scrivere i miei blog, e appena trovato un po di tempo, ai ministeri in questione.

Il 31 Gennaio 2019 mando questo:


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Da: D'Orsogna, Maria-Rita R [mailto:dorsogna@csun.edu]
Inviato: giovedì 31 gennaio 2019 09:04
A: Segreteria DGS-UNMIG
Oggetto: pagine web scomparse?



Gentile segreteria dell'UNIMG, scrivo perche' vorrei sapere dove sono andate a finire le pagine web con tutti i dettagli dei vari permessi petroliferi in Italia.

Ad esempio, cliccando su vari link, un tempo attivi come i seguenti:

unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/elenco.asp?tipo=ICM

unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/regioni/regione.asp?


e molti altri, vengo rimandata sempre qui:

https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/

e dove si dice che

Il sito UNMIG si rinnova - Continua l'attività di manutenzione programmata per migliorare il servizio e allinearlo a standard più avanzati. 

Pero' le informazioni non ci sono! E per quanto mi sia impegnata, non sono riuscita a trovare nessuna informazione su nessun pozzo, permesso, ditta petrolifera operante in Italia. Sono varie settimane che cerco di capire e di scovare ma non riesco a risalire a niente.

Spero che si tratti di un qualcosa di temporaneo (fino a quando?) perche' questo non e' un servizio migliore o con standard piu avanzati, ma inizia a sapere un po' di censura.

La trasparenza era uno dei cavalli di battaglia del M5S; soprattutto e' un diritto sancito da vari trattati che l'Italia ha firmato: la gente ha il diritto di sapere cosa si agita nel proprio sottosuolo.

Grazie,
MR


Mi viene risposto questo, dopo una settimana!!  


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From: Segreteria DGS-UNMIG
Sent: Thursday, February 7 2019 2:03 PM
To: D'Orsogna, Maria-Rita R
Subject: R:  pagine web scomparse?

 

Gentile Maria Rita D’Orsogna,

le informazioni pubblicate nella versione precedente sito DGS-UNMIG sono presenti anche nella nuova versione del sito.

I dati non sono più consultabili con le modalità fornite in precedenza ma sono pubblicati in formato CSV, in linea con le indicazioni Open Data, e sono disponibili per il download e la successiva elaborazione offline.

In particolare l’elenco dei titoli minerari è pubblicato alla pagina https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/dati/ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi/elenco-dei-titoli-minerari-vigenti

La divisione Sistemi informativi del Ministero, con la collaborazione della DGS-UNMIG, sta procedendo allo sviluppo di funzionalità di consultazione interattiva analoghe a quelle fornite nella versione precedente del sito.

Cordialmente  





Ora se uno clicca sul link di cui sopra cosa viene fuori?

Un pdf con... le pagine del BUIG!! Ma quello posso scaricarmelo anche da me! E il BUIG, cioe' il Bollettino Ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse, contiene informazioni striminzite, e non tutti gli iter. Mi sento presa in giro, specie perche' mentre che loro fanno viaggi pindarici con questa "funzionalita' di consultazione interattiva" le informazioni non ci sono, e nessuno sa dire esattamente quando questo lavoro finisca. Ovviamente la domanda e': ma mentre che sviluppano questa opera maestra, non era meglio lasciare il mondo come stava e sostituire le cose a lavoro finito?

Non si sa. La mia ultima missiva e' qui:

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From: D'Orsogna, Maria-Rita R
Sent: Thursday, February t, 2019 6:50 PM
To: Segreteria DGS-UNMIG
Subject: Re: pagine web scomparse?


Grazie della risposta, ma non ci siamo proprio.

L'elenco a cui rimandate in pdf (o in csv) non e' assolutamente dettagliato. Sono solo le pagine del BUIG!

Dove sono le vecchie cartine interattive, con le coordinate, le mappe google, la storia dei permessi, l'elenco per regione, per ditta trivellante, per sezione in cui bastava cliccare e non scrollare giu' per elenchi lunghissimi?

Quei siti erano utilissimi e non capisco perche' nella "foga del cambiamento" non abbiate potuto tenere le cose utili.

Mi viene detto: La divisione Sistemi informativi del Ministero, con la collaborazione della DGS-UNMIG, sta procedendo allo sviluppo di funzionalità di consultazione interattiva analoghe a quelle fornite nella versione precedente del sito.
Personalmente sono vari mesi che attendo di vedere queste interazioni interattive. Mesi.

Quando verranno messe su? Esiste una stima del tempo necessario? Perche' ci vuole cosi tanto tempo? E perche' nel frattempo non tener su le cose che invece erano utili?

Non capisco la logica, e mi dispiace dirlo ma al cittadino comune tutto questo manda un solo messaggio: censura.

MR


E poi ho ben pensato di volerne scrivere un giorno, su questo blog, se non altro per farli vergognare, ma ho mille cose da fare e ho messo un po in standby.

A un certo punto il sito del Ministero dell'Ambiente torna attivo, come prima.
Come era morto cosi e' risuscitato.

E poi qualche giorno fa, il 19 Marzo 2019 per essere precisi, il Senatore Gianluca Castaldi del M5S, che avevo messo in CC in tutti questi email mi scrive per dirmi che ha stilato una interrogazione parlamentare sul fato del sito del Minsitero dello Sviluppo Economico.
 
La mando qui, credo che sia un testo di interesse pubblico.

A lui: grazie per l'interessamento, a chi legge e a chi siede dietro le sedie del Ministro dello Sviluppo Economico, da Di Maio al tecnico della rete: datevi da fare! 

Vediamo come va a finire.


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MANTOVANI, CASTALDI, LANZI - Al Ministro dello sviluppo economico -

Premesso che:

1.dallo scorso 4 gennaio è online la nuova versione del sito della DGS UNMIG - Direzione Generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche del Ministero dello sviluppo economico - che, secondo la notizia riportata sullo stesso sito, è stato sottoposto ad una manutenzione programmata "con l’obiettivo di migliorare il servizio e allinearlo a standard più avanzati";

2.a quanto risulta all'interrogante, nella versione precedente del sito erano presenti i dati di tutte le attività minerarie ed energetiche, ciascuna delle quali corredata dai provvedimenti relativi all’iter di concessione, allo stato attuale dell’intervento e alle scadenze future. Tutti questi dati dettagliati risultano attualmente "oscurati";

3.a titolo di esempio, si cita la pagina sulla "Ricerca e coltivazione di idrocarburi" dove è attualmente presente solo l'elenco dei titoli minerari vigenti ma non è possibile accedere ai relativi provvedimenti sui diversi permessi di ricerca e concessioni di coltivazione. Per quanto invece riguarda le istanze per il conferimento di nuovi titoli, non è possibile accedere ai documenti connessi all'iter dell'istanza stessa;

4.tale medesimo "oscuramento" riguarda i provvedimenti, i documenti o le procedure inerenti le attività sullo stoccaggio del gas naturale e i titoli minerari per la ricerca e coltivazione di risorse geotermiche;

5.considerato che:

6.a parere dell'interrogante, questo oscuramento dei dati non è giustificato dalla manutenzione del sito della DGS UNMIG o da altre motivazioni tecniche. Risulta infatti buona pratica costruire un nuovo sito web in un’area privata e contemporaneamente mantenere accessibili online le informazioni nella modalità già in essere, specialmente se le informazioni fornite sono ancora attuali e di interesse per la consultazione, per giungere allo spegnimento del vecchio sito e alla messa online del nuovo solo quando questo sia in grado di fornire tutte le informazioni necessarie;

7.i due siti web, il vecchio e il nuovo, avendo due nomi a dominio diversi potrebbero anche convivere contemporaneamente e il nuovo sito potrebbe temporaneamente rinviare al vecchio quando l’utente richieda di visualizzare i dati dettagliati delle attività oggetto di interesse;

8.questo oscuramento si sta protraendo per un tempo eccessivamente lungo, essendo trascorsi oltre due mesi da quando le informazioni sono scomparse dal sito;

9.rilevato infine che:

10.tale oscuramento rischia di limitare fortemente il diritto di accesso da parte dei cittadini e degli addetti ai lavori ai dati e ai documenti gestiti dal Ministero dello sviluppo economico connessi alle attività descritte;

11.tutte le pubbliche amministrazioni devono attenersi al principio della trasparenza inteso, ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, come accessibilità totale dei dati e documenti da loro detenuti, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all'attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche;

12.l’oscuramento di tali dati determina una errata o incompleta informazione nei confronti dei cittadini dei territori dove sono presenti attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi, generando sospetti di mancanza di trasparenza da parte di una pubblica amministrazione;

13.si chiede di sapere:

14.se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati;

15.quali siano le motivazioni che hanno determinato l'oscuramento dei documenti, dei provvedimenti e altri dati relativi alle attività minerarie ed energetiche riportate sul sito della DGS UNMIG, escludendo le cause dovute alla manutenzione del sito stesso e altre giustificazioni tecniche;

16.se sia intenzione ripristinare, in tempi urgenti, l'accesso a tali dati in modo da permettere ai cittadini e agli addetti ai lavori una corretta informazione e conoscenza delle suddette attività, tutto ciò in coerenza con il principio della trasparenza cui devono attenersi le pubbliche amministrazioni secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.

















Monday, June 6, 2016

Texas: vietato mostrare le foto della petrol-monnezza



Ecco qui.

Adesso arriva anche il bavaglio alle fotografie. Lo stato del Texas decide che le foto del petrolio mescolato all'acqua delle inondazioni del mese di Aprile 2016 devono essere rimosse dai siti dell'Universita' del Texas, ad Austin.

Perche'?

Perche' ovviamente danno fastidio. Le foto per la maggior parte mostrano danni ad ambiente ed infrastruttura petrolifera, che potrebbero essere utili a chi vive vicino a siti trivellati o trivellandi.
 
Ma per le autorita' sono solo da essere usate in "casi di energenza" per coordinare interventi da parte degli enti preposti. E quindi le hanno rimosse dal dominio pubbico con la scusa ... della privacy. Se le si vuole vedere si deve fare una richiesta ufficiale. Secondo il portavoce del Texas Department of Public Safety, Tom Vinger

“In consultation with UT staff, the photos have been removed from the public domain, as they are not vetted for privacy concerns or related issues in real-time when uploaded during an emergency. Emergency officials will continue to have access to the photos for disaster-related and the public and media may still request access to the photos through the Public Information Act.”

Ovviamente sono tutte petrolballe. Il pubblico ha il diritto di sapere e di vedere cosa accade in caso di incidenti o di allagamenti. Secondo Ken Kramer, del Sierra Club rimuovere le foto aeree e' un duro colpo alla trasparenza e alla responsabilita'.

"It's ridiculous to say that this was done for privacy concerns.”

"The decision to remove the photos from public view appears to be an effort to hide visuals that don’t portray the energy business in a flattering light.”

E' una versione texana del detto "occhio non vede, cuore non duole" 

Come sempre, arrivano e distruggono tutto.
Ambiente, democrazia, informazione e trasparenza.

Sunday, January 24, 2016

Grazie

Il blog e' tornato in vita. Sono stata letteralmente sommersa di messaggi su Facebook, in privato, sull'email. Grazie a tutti. Grazie. Ho cercato di leggere tutti i messaggi, e cerhcero' di rispondere a tutti, ma ci vuole tempo e sono sola a gestire questa pagina. Per adesso, grazie, veramente. Piu' di ogni cosa ho sentito affetto, e di questo sono grata. Lo so che pare infantile, ma a volte fa bene sentirlo.

E' difficile da spiegare ma in un certo senso vivo tutte queste cose del petrolio in modo non naturale. Non sono li di persona, per me tutto (o quasi tutto) accade solo elettronicamente, e non e' che scritto il mio post posso poi andare dai miei amici-colleghi-conoscenti e dire .. ma lo sai che vogliono trivellare alle Tremiti? O lo sai che Renzi e' un fossile pure lui? O lo sai che la Annunziata ha preso 150mila euro da OIL rivista ENI? Non sanno cosa siano le Tremiti e men che meno sanno chi sia Renzi o la Annunziata!  Io lo scrivo e poi lascio che vada per la sua strada. E quindi e' stata una sorpresa vedere quante persone sono affezionate a questo blog, che e' utile, e che tutto il seminato di questi anni ha avuto un senso.

Fra le cose che mi sono state ripetute tante volte, e' quello di comprare un sito e di migrare tutto li, di fare backup etc. Sul backup, iniziamo subito. In realta' e' stato facile farlo, solo che non prima di questo episodio di supposto "phishing" non sapevo come fare. Mi sono arrivati vari messaggi con indicazioni utili, per cui grazie. Sull'aprire una pagina indipendente, e' un po difficile e ci devo pensare bene.

Non nasco come informatico e so a malapena scrivere in html. Avere un sito indipendente significa sapere smanettare bene con cose che non conosco e per cui, ve lo giuro, non ho tempo. Mi pare sempre di essere in una corsa contro il tempo -- mi arrivano messaggi da tutta Italia, sono incuriosita da tante cose e cerco di indagare su tutto prima di proferire parola. E sopra tutto questo non posso dimenticare di avere un altro lavoro. Ho studenti, ho scadenze, ho grant da scrivere, paper da fare review, viaggi di lavoro e a loro non posso dire "ah, dovevo fare il petrolio". Chi mi conosce in privato sa che la prima cosa che dico quando qualcuno mi chiede "come stai?" la risposta e' "stanca". Ed e' vero. E quindi sobbarcarmi anche il lavoro di una pagina indipendente e' un passo ancora piu impegnativo per il quale non so se ho energia.

Ovviamente se c'e' gente di buona volonta' che ha la voglia e la pazienza di creare siti paralleli, si puo' fare, ma io non so bene come muovermi e appunto ci devo pensare. 

Fin dall'inizio blogger e' stato uno strumento utile e facile.  Certo potrei mettermi su un sito mio e attaccarci la pubblicita' come fa il FQ o Beppe Grillo e usare quei soldi per pagare qualcuno che lo gestisca e corregga i troppi errori di grammatica di questo blog, ma gia' sento le urla del "quella li ci deve fare i soldi", oppure se per caso l'algoritmo tira fuori pubblicita' dell'ENI "ecco e' una venduta pure la D'Orsogna", e poi ancora chi sarebbe questo gestore? E se la cosa mi sfugge dalle mani e diventa qualcosa di amorfo di quello che ho voluto costurire? Non dico di avere la risposta, ma questi sono i miei dubbi. E quindi non lo so.

E adesso un po di cose private.

Contrariamente a quello che si possa pensare, sono di mio una persona riservata, e non mi piace tanto parlare delle mie cose personali, specie da questo blog o da Facebook, dove pochi sono i miei amici in carne ed ossa. Mi vergogno un po. Ma credo di essere molto di piu' della signora del petrolio e ci sono mille cose che voglio sapere e di cui sono innamorata -- la storia contemporanea, l'architettura, il cinema, Los Angeles, la fotografia, i viaggi, la poesia. Un piccolo esempio: a Dicembre sono stata a San Francisco e c'e' una chiesa bellissima di Pierluigi Nervi, italiano. E' meravigliosa e non me lo aspettavo. Volevo parlarne, ma era qualcosa che esulava dal petrolio. E quindi, l'ho tenuto per me, e non ho neanche postato foto su Facebook. Oppure: ho sempre ammirato il blog della mia amica Sam, britannica, che parla delle cose belle dell'Abruzzo o il sito LA as a subject dove ho trovato cose affascinanti sulla storia di questa mia citta' che non avrei mai immaginato.  Ma non scrivo mai niente di tutto cio' perche' l'obiettivo era ed e' il petrolio. E cosi' per mille altre cose che leggo. 

In questi anni ho sempre cercato di usare questo blog e Facebook come una sorta di strumento di diffusione di petrol-argomenti, perche' quando ho iniziato a scriverlo, otto anni fa, non c'era quasi nessuno a parlare di petrolio e non volevo annacquare la nostra petrol-missione.

Era il Gennaio 2008, e fu il mio amico Roberto a convicermi a scriverne uno.  Non lo volevo fare per pudore, mi sembrava di entrare in una pubblica piazza a predicare, e non e' proprio il mio stile. Il primo post che scrissi lo rilessi almeno venti volte prima di renderlo pubblico. Ma a quei tempi, giuro, nessuno parlava o sapeva cosa fossero l'H2S, l'airgun, i fanghi, le osservazioni, la sismicita' indotta. E Roberto mi convinse che era l'unico modo per continuare a fare informazione, che essere venuta in Italia a Natale del 2007 a fare conferenze non era sufficente e che occorreva essere persistenti.

Ci pensai, e conclusi che forse aveva ragione.  E no, non lo sapevo nemmeno io cosa fossero fanghi e tutto il resto, ma mi ci sono messa con anima e corpo, e al meglio della mia professionalita', prendendomi anche insulti e cercando di rendere tutto comprensibile alla persona media.

All'inizio questo blog doveva essere una cosa semplice, senza pretese, ma con il tempo e' cresciuto e la gente lo legge, l'ENI lo legge tutti i santi giorni, ed e' stata una cosa per me del tutto inaspettata.  

E se c'e' una metrica del successo di questo blog, piu' dei click, e' che sento le mie frasi ripetute dappertutto, segno che e' stato utile e che quello che prima non era argomento di discussione e' ora diventato parte del lessico comune. Pure la parola petrolizzazione, inventata per dare il titolo a questo blog, viene ora usata con nonchalance.

Mi ricordo pure che all'inizio gli "ego-logisti" VIP (grazie Claudio della bella allusione!) mi dissero che non si poteva parlare di sismicita' indotta, perche' non era vero che il petrolio poteva causare scosse di terremoto, che il petrolio no, ma il gas "di transizione" si. Mi ricordo che altre associazioni dicevano che erano andati a vedere le prove di Ombrina nel 2008 nel mare ma che era tuttapposto e che certo, avrebbero rispettato i migliori standard e che quindi non c'era niente di cui preoccuparsi. O che perche' lo dicevano Rubbia-Bertolaso-Boschi-Veronesi-Realacci-Chiodi-D'Alfonso-Berlusconi-Renzi era vangelo e non si potevano contraddire. O che in Italia il fracking mai e poi mai.  La lista di queste cose e' lunga ed e' meglio ora dimenticare. O far finta di dimenticare.

Ma io non ci ho creduto e ho sempre creduto invece ai vari report pubblicati su mille riviste scientifiche da gente indipendente e ho creduto alle storie di petrol-comunita' rovinate in un modo o nell'altro e a quello che i petorlieri dicevano ai loro amici ed investitori. E man mano che imparavo, pubblicavo  qui, facendomi mille domande e cercando la risposta. Guarda un po, non credo di avere mai tirato fuori niente di falso.

Certo sono umana, e avro' fatto mille sbagli. Anche se ho cercato del mio meglio di evitare di parlare di me, qualche volte mi e' capitato di parlare dei miei sentimenti, del senso di solitudine che spesso ho provato, del dolore anche per quello che io reputo essere ingiustizie personali, delle scopiazzature senza ritegno di politici e pseudo-giornalisti e ambientalisti pieni di se che non hanno capito che a dire grazie ci facevano piu' bella figura e sarebbe stato costruttivo per tutti.

Voglio bene al mio blog, e' una sorta di viaggio nella mia vita petrolifera. Il giorno che me l'hanno spento mi sono sentita un po persa. Un giorno lo chiudero', perche' tutto passa, e passeranno anche le trivelle, e l'attivismo, e chissa', la voglia. Ma anche se a volte ne sono tentata, quel giorno non e' ancora arrivato, credo.

Ecco, ho scritto un po come mi veniva, anche se era solo per dire grazie.

Grazie. 




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Infine, questi sono degli screenshot sulla popolarita' del mio blog, in risposta a qualcuno che mi dava della presuntuosa - eh, si non mancano mai...



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