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Thursday, October 2, 2014

Non solo Sorgi - tutti i politici indagati, sotto processo o condannati in Abruzzo

Mi arriva questo scritto, da parte di Franco Sbrolla di Roseto, strenuo difensore della riserva del Borsacchio, che petrolieri e speculatori vogliono far fuori per farci palazzine e petrolio.


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L’arresto di Antonio Sorgi, la Riserva naturale Borsacchio e l’istanza Villa Mazzarosa

L’arresto del superdirigente regionale, accusato di corruzione e turbativa d’asta, ha destato molto scalpore e mi ha fatto ricordare i tanti incontri-scontri, che le Associazioni ambientaliste hanno avuto con Sorgi nell’arco di un decennio.

Come direttore del settore “Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia”, il Re Sole, come veniva chiamato dai suoi sodali, è stato un paladino della riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio ed ha poi favorito, come coordinatore del Comitato di VIA, l’approvazione dell’istanza Villa Mazzarosa, per la ricerca di idrocarburi nel territorio rosetano (da Cologna al fiume Vomano e dalla battigia alla collina).

Tante sono state le istanze approvate, e già ieri il consigliere regionale Domenico Pettinari, oltre alla sospensione immediata del superdirigente, ha chiesto “di procedere ad una verifica di legittimità di tutti gli atti emanati dal Comitato di VIA”.

Sicuramente tale verifica, se attuata, scontenterà l’Amministrazione comunale di Roseto che, dopo aver approvato la riperimetrazione della nostra area protetta, “ha espresso soddisfazione” quando è stato concesso il nulla osta all’istanza Villa Mazzarosa.

Sempre a Roseto, Antonio Sorgi è stato relatore nel Convegno “Un nuovo percorso per cambiare la città: urbanistica partecipata e sostenibilità ambientale”, svoltosi il 26 ottobre 2013 al Palazzo del mare. E il sindaco Enio Pavone, soddisfatto per una così onorevole presenza, lo ringraziò pubblicamente.

Eppure, si può ben dire che l’arresto di Sorgi non è stata una sorpresa, ma un evento annunciato, in quanto molti di quelli che hanno affossato la Riserva naturale Borsacchio, allo scopo di favorire la Consorteria degli Affari, hanno poi dovuto fare i conti con la Magistratura per altri reati.

Ed ecco, a vario titolo, la lunga lista dei politici che risultano indagati, o sotto processo, o condannati:

Argirò Nicola,
Boschetti Antonio,
Castiglione Alfredo,
Catarra Valter,
Cesarone Camillo,
Chiavaroli Ricardo,
Chiodi Giovanni,
De Fanis Luigi,
De Matteis Giorgio,
Di Paolo Angelo,
Febbo Mauro,
Gatti Paolo,
Giuliante Gianfranco,
Masci Carlo,
Nasuti Emilio,
Pagano Nazario,
Petri Alessandra,
Prospero Antonio,
Rabbuffo Berardo,
Sospiri Lorenzo,
Tagliente Giuseppe,
Terra Luciano,
Venturoni Lanfranco,
Verì Nicoletta.

Certamente la maledizione del Borsacchio continuerà la sua mission senza eccezioni, e raggiungerà gli altri politici ed amministratori che hanno approvato la scellerata riperimetrazione della nostra area protetta, diventata una discarica a cielo aperto.

Il cerchio si sta chiudendo e adesso sotto a chi tocca!

Franco Sbrolla





Tuesday, November 27, 2012

Mauro Febbo e gli ignoranti politici d'Abruzzo

"Con questa maggioranza il parco non si fara' mai"

Mauro Febbo

Si faranno invece piattaforme, raffinerie e pozzi 
nonostante le balle di Chiodi?  

Non votiamoli mai piu'. 
Questa gente non se lo merita.
 
Dedicato a:

Gianni Chiodi
Nicola Argiro
Alfredo Castiglione
Ricardo Chiavaroli
Luigi De Fanis
Walter Di Bastiano
Mauro Di Dalmazio
Emiliano Di Matteo
Mauro Febbo
Paolo Gatti
Gianfranco Giuliante
Emilio Iampieri
Antonio Menna
Giandonato Morra
Emilio Nasuti
Nazario Pagano
Alessandra Petri
Berardo Rabuffo
Luca Ricciuti
Lorenzo Sospiri
Daniela Stati
Giuseppe Tagliente
Luciano Terra
Lanfranco Venturoni
Nicoletta Veri' 


 Avete detto no al Parco Nazionale della Costa Teatina

VERGOGNATEVI.

Non siete nemmeno capaci di partorire un progetto che i cittadini aspettano da 11 anni.

11 anni persi, insieme a milioni di euro di finanziamenti.

Mentre le fabbriche chiudono, voi chiudete la possibilità di puntare su una economia sana che non può essere delocalizzata, quella che i più grandi economisti chiamano la risorsa del futuro.

Albergatori, bed and breakfast, agricoltori, commercianti, giovani laureati, imprenditori del futuro, privati da un manipolo di "pseudo-amministratori" asserviti a lobby di vario ordine e grado, di una importante risorsa: il Parco Nazionale della Costa Teatina.

Il Parco che l'assessore Febbo cerca di spacciare come il peggiore spettro possibile, propagandando falsita' e bugie.
 
Sapete cosa sta partorendo il ministro Passera?

Ne avete la più pallida idea?

VERGOGNATEVI.

Vi riempite la bocca di aver fermato i petrolieri, senza avere fatto NULLA.
Siete stati capaci solo di vantarvi del lavoro onesto di comitati associazioni e cittadini, che a GRATIS ci hanno perso mesi e mesi, giorni e notti, producendo osservazioni, organizzando manifestazioni, conferenze, informando il cittadino comune.

VERGOGNATEVI.

Ci state dando in pasto ai petrolieri.

La costa teatina è la parte di territorio in Abruzzo più interessata da progetti petroliferi.

Cambiate mestiere, fate altro perche' siete degli incapaci.

Lasciate governare chi ha capacità di benevolenza, lungimiranza, intelligenza, umanità, senso democratico.  

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Qualcuno dovra' pur dirgli che in una democrazia uno che e' stato eletto non e' un despota ma un servitore dei suoi concittadini.

Parliamo di Mauro Febbo, uno dei tanti politici d'Abruzzo che non merita di governare questa regione per il semplice fatto che, da come la vedo io almeno, tutte le sue azioni non sono tese a migliorarla, quanto invece ad accontentare palazzinari e speculatori.

Febbo era quello che voleva il "parco a macchia di leopardo" e cioe' speculazione edilizia punzecchiata di qua e di la da qualche piccola riserva. Era anche quello che diceva che dentro il parco si devono abbattere i frantoi. Sono tutte cose folli e false.

La cosa interessante e' che anche il Ministero gli ha detto che il parco a macchia di leopardo fa ridere.

Ecco allora l'ultima in questa saga pluri-annuale sul Parco della Costa Teatina come raccontato da Maurzio Acerbo.

Il giorno 26 Novembre, i consiglieri regionali Walter Caporale e lo stesso Acerbo presentano una risoluzione in cui semplicemente si chiedeva di informare gli enti locali del fatto che entro il 31 dicembre 2012 la regione deve esprimersi sulla proposta perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina.

Tutto il centro destra ha votato compatto contro questa risoluzione, inclusi quelli della provincia di Chieti, e tutto felice Mauro Febbo ha gridato: "Con questa maggioranza il parco non si fara' mai!"

Si faranno invece cementficazione e lottizzazione, come degli ebeti.

Soprattutto Febbo e compari hanno ancora una volta perso l'occasione di fare un gesto a favore dell'Abruzzo libero dalle trivelle: un parco e' sempre un cuscinetto in piu' a favore delle popolazioni, e un ostacolo maggiore ai petrolieri.

Oltre Febbo, hanno votato contro il parco l'allegra lista in alto.

Alcuni di quei personaggi li ho conosciuti di persona e non potevo capacitarmi della loro
ignoranza, altezzosita', arroganza e del loro sprezzo verso il cittadino medio di questa regione.

Sono veramente squallidi.

L'Abruzzo e' regione verde anche grazie alle 7 riserve regionali, e ai 6 SIC-Siti di Importanza Comunitaria che sono disseminati lungo la costa teatina.

E se solo lo sapessero fare ed avessero un po' di sale in zucca, potremmo veramente trasformare tutta questa bellezza in occasione di benessere economico per tutti. Ma devono farci le palazzine.

La Catalogna d'Italia di Enrico di Giuseppantonio non esistera' mai, perche' era solo uno slogan elettorale.

Ecco qui l'interessante commentario dell'assessore all'ambiente del comune di Fossacesia, Andrea Natale.



Tuesday, November 20, 2012

Marinella Sclocco, PD Abruzzo: si cavi dalla testa di essere rieletta


Ecco i nostri eroi:

Marinella Sclocco -- marinella.sclocco@crabruzzo.it
Berardo Rabuffo -- berardo.rabbuffo@crabruzzo.it


Come sempre, odio essere presa in giro.

Non mi paga nessuno, e per star qui appresso ai petrolieri occorre che io rinunci a mille altre cose.

E tutto accetto, ma non i politici che fanno finta di essere pro-ambiente e che poi invece nelle loro stanze segrete tramano su come distruggere questa nazione.

Non lo sopporto.

Mi sento presa in giro da un punto di vista personale. E nessuno deve e puo' pensare di potermi usare per conti politici o per farsi belli.

Ho incontrato Marinella Sclocco a Gennaio, a Pescara - in occasione del premio "Arcolaio d'Argento".

Dopo la cerimonia, abbiamo parlato e mi disse di essere "tanto sensibile" al problema petrolio, che voleva far qualcosa, che dovevamo organizzare una conferenza al piu' presto eccetera eccetera.

Ovviamente non l'avevo mai sentita nominare prima, segno che cosi sensibile non era mica senno no aspettava 5 anni per parlarmi, e senno' avrebbe fatto qualcosa di concreto sul problema trivelle.

Chiesi sia a lei che alla sua collega Alessandra Petri -  anche lei tanto materna - di dire a Chiodi che sarebbe stato opportuno rivisitare la legge 148 del 2010 per aggiungere due parole: In Abruzzo sono vietate le estrazioni di idrocarburi liquidi E GASSOSI.

Tutte carine, premurose, sorridenti.
Ma erano tutte promesse di marinaio.

Ovviamente della conferenza della Sclocco non se n'e' piu' fatto niente.
E la legge e rimasta tal quale.

Parola di politici, eh!
 
E poi, cosa succede? Che la Sclocco, cosi preoccupata per il petrolio decide di votare a favore di uno scellerata "Operazione Cave Selvagge" per continuare a distruggere le montagne d'Abruzzo.

Infatti, prima di questa approvazione c'era una moratoria che imponeva lo stop a nuove autorizzazioni per le cave finche' non fosse stato completato un piano per le attivita' estrattive.

La Regione doveva approvare questo piano cave dal 1983, si da trenta anni!

E cosi' invece di fare il piano cave, fanno le cave selvaggie.

Come dice Maurizio Acerbo:

La maggioranza e settori dell'opposizione dimostrano di essere asserviti a lobbies e incapaci di portare avanti un progetto di futuro per la nostra regione. Tutta Europa coniuga ambiente ed economia. In Abruzzo regna ancora la vecchia logica da far west. Dopo 30 anni in cui in Abruzzo si cava senza piano questi signori festeggiano l'abolizione della moratoria!

Il piano e' stato approvato il 13 novembre. L'ha votata compatta tutta la maggioranza di centrodestra, ma anche lei la Sclocco, del PD, quella che era tanto sensibile al petrolio.

In Abruzzo ci sono gia' ben 500 cave, senza regole e senza controlli.

Molte di queste cave diventano poi discariche abusive a aumentare il numero di siti contaminati in questa regione, che sono ben 2274 in totale.

Al consiglio regionale erano tutti cosi preoccupati delle cave, e nessuno che magari pensava di fare qualcosa sui siti contamianti, a partire da quella bomba ambientale che si chiama Solvay a Bussi e che non e' affare di nessuno, ne della Sclocco, ne degli altri.

Ma perche' me la prendo con la Sclocco, e non gli altri? 

Perche' lei, piu' degli altri, mi si e' proposta come difenditrice dell'ambiente.

Perche' e' lei che ha, nella mia interpretazione dei fatti, abusato della mia buona fede. Come detto a me non mi paga nessuno, a lei si.

Cosa, cara Marinella, le cave non vanno di moda e si possono fare ed il petrolio, che invece e' diventato - grazie alla sottoscritta, non certo grazie a lei o agli altri politici! - il lupus in fabula, no?

Ma se uno ci crede all'ambiente, deve salvare il territorio SEMPRE non solo perche' una cosa va di moda e perche' sarebbe un suicidio politico non farlo.

Capisce cara Sclocco?

Siccome non c'e' nessuno che va in giro per le piazze a cercare di salvare le montagne dalla furia dei cavatori, questo non vuol dire che non vadano protette.

Anzi, se lei e i suoi colleghi avessero un pochettino a cuore questa regione, sareste voi ad andare in giro per le piazze a spiegare perche' cave, trivelle, inceneritori, nucleare, e in generale consumo scellerato di territorio non siano cose intelligenti per l'Abruzzo e perche' invece sarebbe opportuno procedere con il Parco della Costa Teatina, per la difesa del Borsacchio e delle mille altre bellezze ambietali della regione.

Sareste voi a fare quel che faccio io, invece che star li ad assecondare speculatori di ogni genere.

Assieme alla Sclocco, c'e' anche Berardo Rabuffo, il cui amore per l'ambiente si estende anche alla riserva naturale del Borsacchio che vuole "riperimetrare", cioe' leggi rimpicciolirlo - chissa' per regalarne parte a speculatori e palazzinari? 

Ecco cosa dice Rabuffo:

 ''Con il provvedimento approvato e' stato finalmente sbloccato il settore delle cave, comparto fondamentale per l'economia regionale soprattutto nella fase di grave crisi attuale''. 

''E' un risultato importante raggiunto attraverso la condivisione con i Consiglieri dimaggioranza ed e' frutto di una mediazione, resasi necessaria, per superare lo stallo e la paralisi che la precedente norma aveva determinato. Era una situazione paradossale, dove le responsabilita' della politica, incapace di approvare un piano per quasi trent'anni, venivano scaricate su tutte le imprese operanti nel settore estrattivo. E' grazie alla presenza determinate di Fli in aula, e al nostro voto favorevole, che il provvedimento e' stato approvato''.

Cave aperte in Abruzzo dunque!
 
Di tutti i politici che prendono le decisioni in Abruzzo di questi anni, i veri instancabili operatori per l'ambiente sono stati Maurzio Acerbo e Walter Caporale.

Agli altri no so se gliene importa poi piu di tanto,  la Sclocco, Nasuti, Febbo, la Petri, Rabuffo, non li ho mai veramente sentiti nominare per il progresso sul fronte ambiente - e che sia regolarizzare le cave, la caccia, il parco della costa teatina, non cambia molto..


Adesso ci saranno le elezioni.

Non votatelo l'establishment.

Questi sono per la maggior parte incapaci, miopi, ciechi, si e' visto da ogni decisone che abbiano mai preso, dal primo giorno fino ad adesso.

Il segreto per vincerle secondo me?

Essere sinceri e coerenti, in tutto.

La gente lo sa, se ne accorge, si sente, si vede.



Wednesday, June 13, 2012

Stoccaggio gas a San Martino sulla Marrucina



Dal testo sottoposto dalla Gas Plus alle autorita' competenti:

"In fase di esercizio dello stoccaggio sara' possibile che l'onda di perturbazione possa creare microsismicita'. Si prevede tuttavia che la magnitudo di questi sismi sia molto bassa e non percepibile dall'uomo."



Il terremoto e il successivo sciame sismico che in questi giorni colpiscono l' Emilia Romagna hanno indotto le autorita' ad interrompere il progetto "Rivara" per lo stoccaggio del gas da parte del consorzio Erg-Independent Resources.

Questa decisione riguarda da vicino anche gli abruzzesi, poiche' proprio nelle scorse settimane la Gas Plus di Davide Usberti ha proposto la c ostruzione di un simile impianto di stoccaggio del gas da realizzarsi fra i comuni di Filetto, Casacanditella, San Martino sulla Marrucina, Calcara e Fara Filiorum Petri.

L'impianto e' denominato "Poggio Fiorito Stoccaggio".

Un altro impianto della stessa natura e' previsto a San Benedetto del Tronto, a cavallo fra Marche ed Abruzzo, da parte della stessa ditta e dal nome "San Benedetto Stoccaggio".

Il progetto di Poggio Fiorito a San Martino sulla Marrucina prevede il trivellamento di due nuovi pozzi da cui estrarre gas mediante l'utlizzo di fluidi perforanti e tossici da smaltire, il riadattamento di un pozzo dismesso per lo stoccaggio, e la costruzione di una centrale di trattamento.

Lo stoccaggio del gas e' previsto nei mesi da aprile ad ottobre e l'erogazione da novembre a marzo. Il gas sara' stoccato ad alta pressione creando rischi di esplosione e di incendio, come afferma la stessa ditta proponente.

Il quantitativo previsto di stoccaggio e' di circa 150 milioni di metri cubi
di gas. In Italia il consumo giornaliero e' di circa 260 milioni di
metri cubi. L'operazione della Gas Plus incidera' dunque sullo stoccaggio di gas necessario all'Italia per un pomeriggio.

Parte dell'area scelta dalla Gas Plus e' coperta da vincolo idrogeologico ed e' classificata zona sismica uno e di rischio idrogeologico P3, entrambi i livelli di pericolosita' piu' elevati.

A pochi chilometri sorgono ben due siti di interesse comunitario e il parco Nazionale della Majella.

San Martino in particolare è una zona in frana. In passato
la popolazione ha ritenuto che l'estrazione di idrocarburi dall'area avesse contribuito al grave dissesto che interessa il paese e per cui sono stati spesi gia' milioni di euro.

San Martino e' anche fortmente sismica ed ha subito ingenti danni nel terremoto del 1706 (VII-IX Mercalli) e 1933 (VIII Mercalli).


Dovranno esprimersi su questo progetto il Corpo Forestale, la Sopraintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo, la Comissione VIA di Antonio Sorgi e l'Autorita' dei Bacini di Rilievo Regionale dell'Abruzzo e del Bacino Interregionale del fiume Sangro.

Ci auguriamo ancora una volta che il buonsenso abbia la meglio
e che la autorita' competenti vogliano bocciare il progetto, a causa della forte sismicita' dell'area e invocando il principio di precauzione, che come mostra il terremoto dell'Emilia non e' mai troppa.


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Nota: Secondo il Piano di Stralcio di Bacino per l'assetto idrogeologico della regione Abruzzo, che dovra' pronunciarsi sul progetto della Gas Plus, Casacanditella, Fara Filiorum Petri, San Martino sulla Marrucina, Filetto e Calcara, hanno tutte porzioni del loro territorio ad alto rischio - P3.



Art. 14 - Disciplina delle aree a pericolosità molto elevata (P3)

Fermo restando quanto disposto agli art. 9 e 10 del precedente Capo I delle presenti Norme, nelle aree a pericolosità molto elevata sono consentiti esclusivamente:

-opere ed interventi finalizzati alla mitigazione del rischio e della pericolosità gravitativa ed erosiva;


-opere urgenti realizzate dalle autorità di Protezione Civile o dalle autorità competenti, per la tutela di persone, beni ed attività in condizioni di rischio immanente;


-attività di manutenzione delle opere di consolidamento e di risanamento idrogeologico esistenti;


-le opere strettamente necessarie alle attività di sfruttamento minerario ed idrogeologico di corpi rocciosi nel rispetto della normativa vigente e purché nell’ambito dello Studio di compatibilità idrogeologica, di cui all’Allegato E alle presenti norme, si dimostri che l’attività di estrazione, produzione ed esercizio non alteri o incrementi le condizioni di instabilità in un intorno significativo dell’intervento e non contribuisca ad innescare fenomeni di subsidenza incompatibili con le finalità di tutela del presente Piano.

Nelle aree a pericolosità molto elevata è quindi vietato:

a) realizzare nuove infrastrutture di trasporto e di servizi (strade, ferrovie, acquedotti, elettrodotti, metanodotti, oleodotti, cavi elettrici di telefonia, ecc.), fatti salvi i casi previsti nel successivo articolo 16,


b) realizzare opere pubbliche o di interesse pubblico, quali ospedali, scuole, edifici religiosi, ed altre opere di urbanizzazione secondaria, di edilizia residenziale pubblica, insediamenti produttivi, nonché le opere a rete a servizio di nuovi insediamenti previsti dai piani di insediamenti produttivi e dai piani di edilizia economica e popolare;


c) impiantare nuove attività di escavazione e/o prelievo, in qualunque forma equantità, di materiale sciolto o litoide, fatta eccezione per le attività relative allaricerca archeologica e per gli interventi finalizzati alla eliminazione della pericolosità idrogeologica;


d) impiantare qualunque deposito e/o discarica di materiali, rifiuti o simili;


e) realizzare opere private di canalizzazione di acque reflue;


f) qualsiasi tipo di intervento agroforestale non compatibile con la fenomenologia del dissesto in atto;


g) in genere qualunque trasformazione dello stato dei luoghi, sotto l’aspettomorfologico, infrastrutturale ed edilizio, che non rientri tra gli interventi espressamente consentiti di cui ai successivi Art.15 e 1.

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La parola subsidenza non compare mai in tutto il rapporto della Gas Plus.

Thursday, May 10, 2012

La banda dei 26 e la riserva del Borsacchio

** La vergogna piu' grande da parte mia ad Alessandra Petri che quasi maternamente a Gennaio tanti complimenti mi fece per il mio lavoro sul petrolio. Le chiesi di darsi maggiormente da fare per la difesa dell'ambiente.  Una persona, due facce. Disgusting. **

Ecco qui i nomi dei consiglieri regionali che invece di preoccuparsi di bonifica di Bussi, trivellazioni a mare, trivellazioni a terra, inceneritori,inquinamento dei fiumi d'Abruzzo, se le prendono con una piccola riserva naturale in provincia di Teramo.

Questi non sono di nessun partito, se non del partito dei soldi. Capofila, Gianni Chiodi, il governatore piu' inutile d'Italia. Uno schifo. 

La banda dei 26 che distruggono la riserva del Borsacchio:

Gianni Chiodi 
Alfredo Castiglione
Luigi De Fanis
Angelo Di Paolo
Mauro Febbo
Paolo Gatti
Gianfranco Giuliante
Giandonato Morra
Nazario Pagano
Federica Chiavaroli
Ricardo Chiavaroli
Walter Di Bastiano
Emiliano Di Matteo
Emilio Iampieri
Alessandra Petri
Luca Ricciuti
Lorenzo Sospiri
Giuseppe Tagaliente
Lanfranco Venturoni
Nicoletta Verì
Emilio Nasuti 
Antonio Prospero 
Berardo Rabuffo 
Claudio Ruffini 
Luciano Terra

Hanno votato no alla riperimetrazione:

Maurizio Acerbo
Franco Caramanico 
Camillo D’Alessandro 
Cesare D’Alessandro 
Giovanni D’Amico 
Giuseppe Di Luca 
Lucrezio Paolini
Antonio Saia
Camillo Sulpizio

Assenti, invece, Daniela Stati (Fli), Marinella Sclocco (Pd), Paolo Palomba (Idv), Luigi Milano (Api), Antonio Menna (Udc), Giuseppe Di Pangrazio (Pd), Giorgio De Matteis (Mpa), Carlo Costantini (Idv), Walter Caporale (Verdi) e Nicola Argirò (Pdl).

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Se uno fa google con le parole "erosione costa Abruzzo" esce di tutto.

"Emergenza erosione costa - presto l'unita' di crisi"

"Scogliera contro erosione costa - un problema che con il passare degli anni e' diventaro serio"

"L'Adriatico continua a mangiarsi fette intere del nostro litorale"

"Prepararsi alle mareggiate" 

"Tra qualche anno ci troveremo di fronte all'impossibilita' di recuperare decine di metri di litorale"

E ovviamente se ci sono emergenze ci sono soldi pubblici - miei, tuoi, di tutti  - a coprire queste spese. E allora vai con i ripascimenti, trasportando sabbia di qua e di la, "unita' di crisi" (e di soldi!), con le scogliere e con tutto quello che si puo' pensare per non regalare la costa al mare.

Come ricorda Fabrizia, abbiamo un progetto finanziato dall'UE che si chiama "SICORA" e che e' gia' costato 100 milioni di euro fra consulenti vari.

Quasi tutti i tentativi falliscono.

Ma perche' c'e' l'erosione delle coste? Semplicemente perche' per un motivo o per l'altro la sabbia e i sedimenti non arrivano piu' alla riva dai fiumi oppure il terreno si abbassa e alla fine, il mare vince.

La subsidenza, piu' o meno accentuata dall'uomo e' dunque una causa della scomparsa della riva ed e' questo quello che e' successo ad esempio lungo la riviera romagnola. In Emilia Romagna, uno dei motivi della subsidenza e' stata proprio l'estrazione di idrocarburi.

La costruzione di opere a mare che possono impedire il deposito di sabbia a riva e' un altra causa dell'erosione delle coste. Uno dei tanti casi e' quello di Ragusa dove la costruzione di un molo per la pesca ha fatto scomparire un intero sito archeologico lungo la costa.

L'eliminazione della vegetazione spontanea e delle dune costiere a favore di palazzi e altro cemento direttamente a mare completa il quadro erosivo. Le piante e dune rappresentano una delle difese piu' importanti della costa, difendendole dal vento, e alimentando il trasporto e il trattenimento di materiale sabbioso dall'entroterra.

In Abruzzo allora, dove i problemi sono gia' gravi, ci dovrebbe essere una speciale attenzione per difendere la costa e cercare non tanto di intervenire DOPO, quanto di evitare PRIMA che accadano i disastri.

E' un po quello che predico sempre, ci vuole un po di pragmatismo, di logica, di lungimiranza. Se faccio X, la natura mi ritorna Y. Dunque, meglio non farlo X.

E invece no, io voglio fare X lo stesso, come un bimbo capriccioso.

Perche' allora scandalizzarsi quando accade Y, dove Y sta per : tumori quando fumi, inondazioni quando costruisci lungo il fiume, crolli quando costruisci senza cemento?

Ed eccoci allora arrivati alla riserva naturale del Borsacchio.  L'Abruzzo ha cosi tanti guai, ed e' veramente grottesco che tutti lorsignori pagati cosi lautamente dal cittadino medio siano tutti compatti a voler decretare la morte della riserva del Borsacchio, una riserva a mare, che serve per proteggere la costa e per dare un qualcosa in piu' agli operatori turistici gia' esistenti.

Vuoi mettere andare in vacanza a Francavilla - cemento su cemento - o andare in un posto dove invece c'e' verde lungo il mare a due passi?

Ma questo lorsignori - la banda dei 26 -  non lo capiscono.

Vedi Carlo Masci - due anni fa parlo' di ripascimenti, di piani, di investimenti per salvare le coste dall'erosione - 1.5 milioni di euro. E qui invece c'era una cosa che poteva fare di buono, gratis!, e non l'ha fatta.

Fanno veramente schifo.

E come non ne capiscono di turismo, cosi non ne capsicono di difesa del mare, di cosa sia etico, di buon senso. Capiscono solo il portafoglio, la speculazione, i soldi.

Ovviamente i loro portafogli, e di quei begli amici avvoltoi che hanno gia' pronti come falchi a costruire villette e alberghi in uno degli ultimi tratti di costa d'Abruzzo non cementificata.

A noi, non restera' niente, se non, fra qualche anno le bollette dell'erosione della costa nell'ex riserva del Borsacchio.


Ribellatevi.


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Questo il comunicato stampa, fortissimo, di varie associazioni ambientaliste:

Dopo averla di fatto congelata per sette anni, i “nuovi barbari” hanno sottratto alla Riserva naturale del Borsacchio delle aree di pregio per servirle su un piatto d’argento ad un manipolo di speculatori.
Definire “nuovi barbari” i 26 Consiglieri Regionali che l’8 maggio hanno votato a favore del taglio della Riserva suona quasi come un complimento; i Barbari veri, almeno, nutrivano un profondo rispetto per la natura. Questi invece hanno dimostrato di disprezzarla.
La “banda dei 26” è stata perseverante. Malgrado gli innumerevoli problemi di cui soffre l’Abruzzo, è riuscita a dedicare quasi una decina di sedute del Consiglio Regionale a quello che deve essere parso a molti osservatori il vero problema della nostra regione: la riperimetrazione di una piccola riserva regionale estesa appena 1.100 HA.
E così, per editto, si ritrovano fuori dalla Riserva un lungo e bellissimo tratto di spiaggia che dalla Pineta Mazzarosa si spinge fino al Quartiere Annunziata di Giulianova e la Contrada Giammartino.
Per effetto della riperimetrazione il nostro territorio si trova ad essere più esposto al pericolo della cementificazione e della petrolizzazione; Giulianova, in particolare, risulta totalmente esclusa dalla Riserva e rinuncia così non solo ad un’importante occasione di riqualificazione socio-economica dell’intera area dell'Annunziata - che, ribadiamo, non avrebbe perso i benefici del “contratto di quartiere” - ma anche alle proprie origini visto che i resti del ponte di epoca romana erano all’interno della Riserva.
Tristi primati per una città a vocazione turistica.
I Consiglieri detrattori della Riserva hanno incassato l’appoggio pieno ed incondizionato dei Comuni di Roseto e Giulianova - il primo a guida centrodestra, il secondo centrosinistra - ma responsabili entrambi, quanto la Provincia di Teramo, di non aver dotato la Riserva né degli Organi di Gestione né di un Piano di Assetto Naturalistico.
Le tre amministrazioni hanno tenacemente perseguito la volontà di non far mai decollare la riserva, nonostante abbiano avuto a disposizione e speso 250.000 euro per la predisposizione del Piano di Assetto Naturalistico dell’area! Soldi che sono stati spesi per studi e progetti su un perimetro che ora è stato modificato.
Alle argomentazioni di giuristi e naturalisti di fama nazionale che hanno evidenziato la valenza dell’area e l’inopportunità di modificare il suo perimetro si sono contrapposte argomentazione da bar. Quanto sono lontani questi politici dai bisogni concreti delle persone!
Come associazioni vogliamo ringraziare pubblicamente quei consiglieri regionali che, con tutte le loro forze, hanno cercato di fermare il taglio della riserva. A loro va il merito di aver tentato fino all’ultimo di impedire che si compisse uno scempio vergognoso.
La ferita inferta alla Riserva è viva e profonda, come vivo e profondo resterà per lungo tempo il ricordo di questo amaro 8 maggio.
La risposta di tutte le associazioni ambientaliste sarà durissima: valuteremo tutte le strade possibili per fermare la legge approvate ieri in consiglio regionale e combatteremo quanti hanno compiuto tale scelta, in particolare chi tenta continuamente di issare la bandiera di un becero e falso ambientalismo di maniera.
La guerra non è ancora finita. Anzi, deve avere ancora inizio.


WWF
Italia Nostra
Comitato abruzzese Beni Comuni
Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio
Legambiente
Archeoclub Giulianova
Slow Food condotta di Giulianova e Val Vibrata







Thursday, November 3, 2011

L'ENI controlla la mossa Roberto Petri in Abruzzo


Ridicoli! Sono appena venuti sul mio blog dall'ENI di Milano per vedere che frutti aveva dato la loro nuova mossa: mettere Roberto Petri, pescarese, a sparare balle sul petrolio in Abruzzo!

Rido. Sono veramente piccoli, o forse siamo noi troppo piu' avanti.

All'ENI: non vi preoccupate, Petri o non Petri, non vi crede e non vi vuole nessuno qui.

Monday, October 31, 2011

Roberto Petri - l'uomo ENI venuto dal nulla



Come ci ricorda il blog di Emergenza Ambiente Abruzzo, l'altro giorno arriva in TV tale Roberto Petri dell'ENI a insinuare che trivellare e' cosa buona e santa e che l'ENI vuole tornare per "mantenere gli impegni presi" con la popolazione.

E di grazia con chi? Con la Buonefra di Nicola Fratino e di Calogero Marrollo a cui l'ENI ha dato almeno 1 milione e centomila euro, in una sorta di do ut des - tu mi dai i permessi, io ti do gli appalti - e secondo tabelle della stessa ENI?

Le notizie sono vaghe e non dicono cosa vogliono trivellare, cosa vogliono fare - e come potrebbe essere altrimenti: la gente se li mangerebbe se solo osassero pronunciare le parole "Centro Oli"? E altrettettanto vaghi sono i misteriosi enti che secondo loro vorrebbero il petrolio.

A parte quel galantuomo di Paolo Primavera della Confindustria-Assomineraria che hanno ovviamente interessi di ogni tipo, io non ne vedo. Ricordiamo invece a Petri - che non ne sa niente di petrolio, di Abruzzo e di vino, che nel corso degli anni si sono espressi contro le trivelle:

1. Gianni Chiodi, presidente della regione Abruzzo
2. L'intera conferenza episcopale d'Abruzzo e di Molise
3. Le cantine del vino
4. Le province di Chieti, Pescara e Teramo
5. Almeno 40 comuni della costa Abruzzese
6. La Confcommercio
7. Assoturismo
8. La cosa piu' importante di tutte: i cittadini da ogni parte d'Abruzzo, con associazioni, comitati, manifestazioni, mostre d'arte, scolaresche, tutti, tutti. Ipochi che hanno detto no avevano interessi personali o parenti in ENI.

Ricordiamo anche a Petri - a Chiodi - che esiste una legge che vieta le trivelle sul suolo Abruzzese. A suo tempo fu fortemente criticata per le sue enormi lacune. Siamo cosi alla prova del nove: vediamo ora se Chiodi ci azzecca a scrivere le leggi o no.

ROBERTO PETRI: NON VI CI VOGLIAMO QUI!
SE NE VADA!

AVETE GIA' DISTRUTTO MEZZA ITALIA
NON VI LASCEREMO DISTRUGGERE L'ABRUZZO



La cosa piu' buffa e' quando dice al telegiornale che si mettera' d'accordo con la gente per convincerci che trivellare va bene. Ma chi? Ma dove? Ma ci ha preso per gente che crede alle frottole dell'ENI?

Ma poi chi e' costui? Chi l'ha mai sentito prima? Si e' mai distinto per qualcosa di buono nella vita?

Dalle pagine ENI: e' consigliere ENI dal 2011 ed e' capo della segreteria del Ministero della difesa. Ha lavorato per anni alla Banca Nazionale del Lavoro.
E' nato a Pescara, e forse l'ENI pensa che mettendoci uno di Pescara gli sara' piu' facile trivellare.

Petri: tranquillo, manderemo all'aceto pure i suoi tentativi, come abbiamo mandato all'aceto quelli di tutti gli sciacalli venuti prima di lei. L'Abruzzo non si tocca e non ce ne andiamo da qui.

Ai politici di Ortona, avete qualcosa da dire?

Tuesday, June 14, 2011

Nemici dell'Abruzzo




Dopo tante chiacchere e tante finte, Gianni Chiodi e la sua giunta decidono di non presentare ricorso al TAR contro le trivelle in Adriatico.

L'ha fatto la regione Puglia, l'hanno fatto comuni e associazioni - Vasto, Manfredonia, Vieste, Rodi Garganico, Vico del Garganico, Peschici, Termoli, Legambiente, WWF e Italia Nostra. Non l'ha potuto fare l'Abruzzo.

E va bene, non che ci aspettassimo nulla di diverso da Gianni Chiodi e dalla sua giunta.
Hanno votato contro anche il gentiluomo Mauro Febbo e l'elegante Emilio Nasuti.

Fra qualche mese, o fra qualche anno usciranno sentenze del TAR, nel bene e nel male. E qualsiasi sia l'esito di questi ricorsi, Gianni Chiodi e la sua cricca non potranno dire o fare niente se non vergognarsi.

Se i ricorsi vengono persi, sara' anche per colpa loro se la Petroceltic trivella a Vasto.

Se i ricorsi vengono vinti, non ci si azzardasse neppure a dire "siamo soddisfatti" come hanno fatto per Ombrina, perche' il modo di comportarsi di Gianni Chiodi e della sua giunta e' vergognoso.

Con lui, ecco quelli che hanno deciso che trivellare al largo di Vasto e di Pescara non e' affar loro. Di questi nomi ccorre ricordarsene alle prossime elezioni, e non e' colpa mia se sono tutti di centro destra.

Arriveranno le elezioni, arriveranno.


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Hanno votato contro il ricorso al TAR, lasciando campo aperto alla Petroceltic per trivellarci:

Nicola Argirò, dirigente

Alfredo Castiglione, tributarista

Federica Chiavaroli, imprenditrice

Riccardo Chiavaroli, esperto in comunicazioni

Gianni Chiodi, commercialista

Luigi De Fanis, medico

Giorgio De Matteis, medico

Walter Di Bastiano, medico

Emiliano Di Matteo, avvocato

Angelo Di Paolo, sociologo

Mauro Febbo, ragioniere

Paolo Gatti, avvocato

Emilio Iampieri, politico

Giandonato Morra, avvocato

Emilio Nasuti, ISEF

Alessandra Petri, insegnante

Antonio Prospero, imprenditore

Luca Ricciuti, bancario

Lorenzo Sospiri, impiegato

Lanfranco Venturoni, medico

Nicoletta Verì, coordinatrice sanitaria