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Tuesday, June 14, 2011

Nemici dell'Abruzzo




Dopo tante chiacchere e tante finte, Gianni Chiodi e la sua giunta decidono di non presentare ricorso al TAR contro le trivelle in Adriatico.

L'ha fatto la regione Puglia, l'hanno fatto comuni e associazioni - Vasto, Manfredonia, Vieste, Rodi Garganico, Vico del Garganico, Peschici, Termoli, Legambiente, WWF e Italia Nostra. Non l'ha potuto fare l'Abruzzo.

E va bene, non che ci aspettassimo nulla di diverso da Gianni Chiodi e dalla sua giunta.
Hanno votato contro anche il gentiluomo Mauro Febbo e l'elegante Emilio Nasuti.

Fra qualche mese, o fra qualche anno usciranno sentenze del TAR, nel bene e nel male. E qualsiasi sia l'esito di questi ricorsi, Gianni Chiodi e la sua cricca non potranno dire o fare niente se non vergognarsi.

Se i ricorsi vengono persi, sara' anche per colpa loro se la Petroceltic trivella a Vasto.

Se i ricorsi vengono vinti, non ci si azzardasse neppure a dire "siamo soddisfatti" come hanno fatto per Ombrina, perche' il modo di comportarsi di Gianni Chiodi e della sua giunta e' vergognoso.

Con lui, ecco quelli che hanno deciso che trivellare al largo di Vasto e di Pescara non e' affar loro. Di questi nomi ccorre ricordarsene alle prossime elezioni, e non e' colpa mia se sono tutti di centro destra.

Arriveranno le elezioni, arriveranno.


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Hanno votato contro il ricorso al TAR, lasciando campo aperto alla Petroceltic per trivellarci:

Nicola Argirò, dirigente

Alfredo Castiglione, tributarista

Federica Chiavaroli, imprenditrice

Riccardo Chiavaroli, esperto in comunicazioni

Gianni Chiodi, commercialista

Luigi De Fanis, medico

Giorgio De Matteis, medico

Walter Di Bastiano, medico

Emiliano Di Matteo, avvocato

Angelo Di Paolo, sociologo

Mauro Febbo, ragioniere

Paolo Gatti, avvocato

Emilio Iampieri, politico

Giandonato Morra, avvocato

Emilio Nasuti, ISEF

Alessandra Petri, insegnante

Antonio Prospero, imprenditore

Luca Ricciuti, bancario

Lorenzo Sospiri, impiegato

Lanfranco Venturoni, medico

Nicoletta Verì, coordinatrice sanitaria

Saturday, November 13, 2010

Luca Ricciuti



In Italia non c'e' mai da fidarsi di alcun politico e occorre sempre vigilare che le cose siano fatte bene e senza inganno. Anche per quelli "bravi".

Questo vale sempre e in qualsiasi parte del mondo, perche' chi governa ha una grande responsabilita' e deve sempre sentire la pressione di fare le cose per la collettivita' e non per se stesso. In Italia ne vediamo di tutti i colori, anche cose che altrove non sarebbero mai tollerate, e in teoria dovremmo essere ancora piu' esigenti dalla classe politica perche' come categoria partono con la coscienza sporca.

La legge di Chiodi contro il petrolio, che secondo le analisi di Legambiente e del WWF lascia scoperte molte zone ai petrolieri, e' stata ieri presentata da tale Luca Ricciuti alla provincia di Chieti e ad una ristretta cerchia di persone.

Non e' venuto Chiodi di persona - che statista! - ma ha mandato un suo delegato. Proprio un azione coraggiosa.

Gia' qui mi chiedo se non fosse stato il caso di creare una opportunita' vera di dialogo con tutti quelli a cui il tema sarebbe interessato, ma non l'hanno fatto prima, figuriamoci se lo fanno adesso.

Molte persone non ne sapevano niente. Anche a me e' arrivato il tutto solo a cose fatte. Chissa', adesso che si intravede lo spettro delle elezioni, il PdL Abruzzese vuole poter dire di avere fermato i petrolieri!

Ad ogni modo, la cosa grave di questa legge, a parte cio' che mostra LegaAmbiente e WWF, e' che ci sono un sacco di parole ma solo per gli "idrocarburi liquidi".

E perche' mai questo?

Nella mia interpretazione, perche' invece vogliono lasciarsi liberi una porticina e lo fanno con la parolina "liquidi".

Questo vuol dire che per gli "idrocarburi gassosi" si puo' fare quel che si vuole.

Questo vuol dire che per esempio, questa supposta legge non copre il lago di Bomba, dove la Forest Oil vuole estrarre gas.

A quanto pare, Ricciuti ha seguito la seguente logica:

Siccome non si sa cosa si trova sottoterra, e potrebbe sempre esserci petrolio in mezzo al gas, la legge di fatto blocca tutto.

La mia domanda e': ma allora perche' non dirlo dapprincipio? Perche' non lasciare la dicitura "idrocarburi" che rende il tutto generico e davvero copre tutto? Perche' per forza specificare "liquidi"?

Questo rende le cose contorte, aperte all'interpretazione, ai possibilismi, alle eccezioni. E poi, andiamo, ma non sarebbe piu' onesto anche per i petrolieri dirglielo dall'inizio, qui non vi ci vogliamo, gas o petrolio che sia?

Per me e' strabiliante la futilita' della classe politica italiana, che mentre il paese va a picco, si perde in gimkane contorte, possibilismi e un equilibrismo che farebbero invidia a Nando Orfei.

Chiodi e Ricciuti e la loro cricca credono di essere furbi. La cosa interessante e' che proprio in questi giorni la Northern Petroleum ha ripresentato istanze per trivellare il mare della Puglia. La prima cosa che ha fatto Nichi Vendola e' stata di dire alla stampa "No qui non ci venite".

Chiaro e secco.

Voi l'avete mai sentito in TV Chiodi o anche Di Giuseppantonio dire a chiare parole "Qui il petrolio non ci viene?"

Ancora, l'altra sera mi pare di capire che ci sia stata una penosa trasmissione di Rete8 in cui i petrolieri asserivano le proprie ragioni. E chi ci hanno messo come unico rappresentante degli interessi del popolo? Un cittadino normale, animato solo da buoni sentimenti, ma con nessun potere vero.

Perche' non hanno chiamato Chiodi? Perche' non c'e' andato Enrico di Giuseppantonio in televisione? Questo avrebbe dato il segnale ai petrolieri che non e' un semplice contadino ad opporsi al petrolio, o una tipa da oltreoceano, ma e' una regione intera
rappresentata dai suoi vertici.

Paura di mettersi contro i poteri forti, eh? Questa e' l'Italia.

Intanto il resto del mondo ci e' scappato avanti.
Non vedo speranze per questa nazione.

Tuesday, March 31, 2009

La fuga dei codardi



Mi sono arrivati vari email in questi giorni segnalandomi un po di novita' sulla questione Abruzzo petrolizzato.

Il Vescovo di Lanciano-Ortona, Carlo Ghidellli dice di essere ancora fortemente preoccupato della questione petrolifera.

Negli scorsi giorni un gruppo di valenti tecnici non affiliati alla politica, si era attivato per dichiarare la decadenza del permesso di ricerca "Bucchianico", situato fra il chietino ed il pescarese. I Verdi avevano abbracciato questa iniziativa.

In origine, il permesso di ricerca di idrocarburi "Bucchianico" conteneva al suo interno anche i pozzi di Miglianico, quelli che l'ENI vorrebbe trivellare su scala industriale e il cui petrolio dovrebbe andare a finire nel centro petrolifero di Ortona. Successiviamente si decise di scorporare l'area di Miglianico da quella di Bucchianico, cosi' da ottenere due zone distinte. Quella di Bucchianico (senza Miglianico) rimase zona di esplorazione petrolifera, mentre quella di Miglianico divento' zona di coltivazione, cioe' di vera e propria estrazione.

L'area di Bucchianico si estende per quasi 200 chilometri quadrati secondo il Ministero dello Sviluppo economico.

Ora, i permessi di ricerca petrolfiera non sono eterni, e ad un certo punto scadono, come quello di Bucchianico. E' tutto molto semplice. I permessi a Bucchianico vennero rilasciati nel 1996 e sono scaduti nel luglio del 2008. E' scritto qui, a pagina 49.

L'idea portata avanti da questi tecnici ed abbracciata dai Verdi era che siccome il permesso era scaduto sarebbe stato necessario da parte della giunta regionale verificare e magari darsi da fare in maniera ufficiale per dire all'ENI: cari amici miei, avete avuto 12 anni di tempo per stravolgere le vigne d'Abruzzo. Non lo avete fatto, per calcoli cattivi, per le condizioni del mercato petrolifero, perche' gli Abruzzesi non vi hanno voluto.

Qualsiasi sia il motivo, IL TEMPO E' FINITO E ORA VE NE DOVETE ANDARE.

Invece come riporta Prima da Noi, l'intero centro destra decide DI USCIRE DALL'AULA AL MOMENTO DEL VOTO. Codardi!

I disertori nemici dell'Abruzzo nella giunta regionale sono: Giovanni Chiodi, Nicola Argiro', Alfredo Castiglione, Federica Chiavaroli, Ricardo Chiavaroli, Luigi de Fanis, Antonio del Corvo, Mauro Di Dalmazio, Angelo Di Paolo, Walter di Bastiano, Giuseppe Tagliente, Luciano Terra, Emiliano di Matteo, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Carlo Masci, Giandonato Morra, Lorenzo Sospiri, Nicoletta Veri, Emilio Nasuti, Berardo Rabuffo, Luca Ricciuti, Daniela Stati, Lanfranco Venturoni, Giandonato Morra, Gianfranco Giuliante.

Questi devono solo vergognarsi di mangiare pane a tradimento.

Addirittura Mauro Febbo dice che e' meglio non parlare di petrolio in Abruzzo perche' non va bene per il turismo!! Della serie, facciamo finta di niente, cosi la gente se ne scorda. Ma crede che siamo scemi?

Me lo vedo a dire queste cose il suo tono saccente e pieno della spavalderia degli ignoranti e dei presuntuosi. Se non fosse che ricopre un ruolo importante e che il futuro dell'Abruzzo dipende anche da lui, ci sarebbe solo da ridere davanti a tanta stoltezza. Invece, incredibile ma vero, e' un uomo cosi' che ci governa, e che prende in giro l'intelligenza degli Abruzzesi.

La cosa buffa e' che invece proprio oggi in prima pagina sulla pagina web della regione Abruzzo c'e' Febbo che si dichiara molto soddisfato dei riconoscimenti dell'Abruzzo al Vinitaly. Febbo sottolinea:

"l'eccellenza oramai raggiunta dai nostri vini che, in particolare quest'anno hanno ottenuto risultati ancor più prestigiosi. I vini abruzzesi sono sempre più apprezzati e lanciati sul mercato".

Certo che ci vuole proprio una bella faccia a dire queste cose, mentre di nascosto si trama per distruggere agricoltura , vino, turismo e quanto di sano abbiamo in quetsa regione!

Al Vinitaly l'Abruzzo e' arrivata quarta, dopo Veneto, Emilia Romagna e Sicilia. Ultima la Basilicata - chissa' perche'. Le estrazioni petrolifere a larga scala sul 70% del territorio evidentemente cosi bene non gli hanno fatto alle vigne dei lucani.

Daniele Stati e' ancora muta. Chissa se dira' mai anche una parola sulla questione petrolio. Muta nelle parole, ma non nei fatti. Infatti nemmeno lei era presente in aula al momento del voto. Mi fa una gran pena questa donna perche' deve stare zitta e invece di comportarsi da persona libera, deve segure gli ordini dei "grandi".

Gli unici a restare in aula del parito di Chiodi sono stati Nazario Pagano, che era il presidente del consiglio regionale, ed Alessandra Petri che da veri Ponzio Pilato si sono astenuti, come se la questione non li riguardasse.

Riassunto: Chiodi promette a parole. Toto vuole dichiarare la moratoria anticostituzionale. Febbo fa la legge insulto. Chiodi non fa ricorso contro la proposta di salvare l'Abruzzo. L'intero PDL esce dall'aula al momento del voto, in quello che avrebbe dovuto essere un passo piccolo ma concreto per salvare l'Abruzzo.

A questo punto e' chiarissimo, nella mia mente, che il nostro governatore Chiodi e tutta la giunta del PdL, VUOLE LE PETROLIZZAZIONE DELL"ABRUZZO. Le parole se le porta il vento, i fatti restano.

Vergogna.