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Tuesday, December 8, 2015

La Rockhopper inizia a trivellare gas in provincia di Chieti

Se le cifre sono vere, la Rockhopper paghera' esattamento ZERO lire di royalties. Siamo infatti al disotto della franchigia dei 25 milioni di metri cubi l'anno.

Evviva!










In data 13 Novembre 2015 la Rockhopper Exploration annuncia ai suoi investitori di avere iniziato le sue attivita' produttive in Abruzzo.  Non si tratta dell'estrazione di petrolio da Omrbina Mare, di cui la Rockhopper e' similmente titolare, quanto dell'estrazione di gas dal campo Civita, che fa parte della concessione Aglavizza nei pressi di Cupello.

Il campo Civita e' di 100% di proprieta' della Rockhopper: si stima che inizialmente si estrarranno qui 12,500 metri cubi al giorno e che la produzione aumentera' a 25,000 metri cubi al giorno a regime. 

Oltre a Civita, la Rockhopper  e' presente in Italia con il campo offshore Guendalina al largo delle coste emiliane. Nel complesso la ditta prevede di guadagnare 9 milioni di dollari nel 2016.

Il CEO della Rockhopper, Sam Moody, e' entusiasta e ricorda agli investitori che Civita e' il loro primo progetto su terraferma, che e' stato completato per tempo e secondo il budget previsto.  E' per loro un grande successo, tecnico, di management ed economico.
  
La concessione di coltivazione Aglavizza, fu conferita alla ex Mediterranean Oil and Gas il 17 Dicembre 2012, e oggi, a distanza di tre anni, viene sfruttata La concessione restera' valida fino al 2032.

Interessante che nell'estate del 2014 un folto gruppo di parlamentari, per la maggior parte del Movimento 5 Stelle, posero una interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico proprio in merito ad Aglavizza. Si notava che nel decreto di conferimento della concessione del dicembre 2012,  si imponeva alla Mediterranean Oil and Gas di iniziare i lavori entro sei mesi dall'emanazione del decreto stesso,  cioe' nell'estate del 2013 e di iniziare l'estrazione entro l'anno, cioe' nell'estate del 2014. 

Addirittura i senatori osservavano che secondo il decreto di conferimento "la mancata osservanza del primo comma richiamato in premessa e riguardante i tempi di inizio lavori e produzione, oltre che degli articoli 3 e 5, provoca la decadenza della medesima concessione".

Cioe' secondo i parametri imposti dallo stesso Ministero, Aglavizza sarebbe dovuta decadere un anno e mezzo fa, visto che i lavori non sono ne partiti nel 2013 ne tantomeno nel 2014.
Non e' chiaro se e quale risposta sia arrivata.  

La Mediterranean Oil and Gas ha ufficialmente cessato le sue attivita' nell'Agosto del 2014, per cui il fato di Aglavizza avrebbe essere dovuto essere deciso interamente sotto la gestione della stessa: la compravendita alla Rockhopper Exploration cioe' non avrebbe dovuto includere Aglavizza il cui titolo nell'Agosto 2014 avrebbe dovuto essere decaduto.

Come mai la Rockhopper puo' adesso estrarre gas? 

Tutti i siti petroliferi del mondo hanno parlato dell'avvio delle operazioni estrattive di Aglavizza da almeno tre settimane.

Come mai i politici d'Abruzzo non ne sapevano niente? 

Dove sono stati gli uffici regionali ad informare la popolazione? O a chiedere delucidazioni al ministero? Dal giorno in cui si e' insediato, cosa ha fatto Luciano D'Alfonso per fermare le trivelle in regione?  Cosa fara' adesso? 

Chi denuncera' lo scandalo e pretendera' che venga chiarito perche' la Rockhopper possa trivellare una concessione in teoria non piu' attiva? 

Che senso ha lottare fino allo stremo contro Ombrina Mare e poi invece permettere alla Rockhopper di trivellare in terraferma? 

Misteri della politica italiana. 



Friday, October 17, 2014

Umberto Crescenti, i cambiamenti climatici e gli altri due milioni



Nel 2010, il 97% degli scienziati del clima : i cambiamenti climatici sono con grande probabilita' collegati alle attivita' umane.  


W. R. L. Anderegg, “Expert Credibility in Climate Change,” 
Proceedings of the National Academy of Sciences 107 12107-12109 (2010)


In quel 3% di negazionisti c'e' Umberto Crescenti,
dell'Universita' di Chieti, 
 i cui convegni li ricordo bene.


The scientific opinion on climate change is that the Earth's climate system is unequivocally warming, and it is extremely likely (at least 95% probability) that humans are causing most of it through activities that increase concentrations of greenhouse gases in the atmosphere, such as deforestation and burning fossil fuels.


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Il protocollo di Kyoto vuole frenare la crescita economica mondiale
per ridurre le emissioni di anidride carbonica in
atmosfera causate dalle attivita' dell'uomo.


Esso si fonda sull’asserzione che nella comunità scientifica esista
un consenso pressocchè unanime sull’origine
e sui pericoli posti dal cambiamento del clima.
Tale asserzione non corrisponde al vero.

La scienza del clima è ancora nella sua infanzia ed
i fattori che governano il clima globale sono molteplici,
non pienamente conosciuti e principalmente naturali.

La nostra capacità di influenzare tali fattori rimane molto limitata.

La storia del clima sulla Terra è caratterizzata da un susseguirsi
di cambiamenti climatici, avvenuti ben prima che
l’uomo sviluppasse attività industriali.

Il riscaldamento del pianeta, iniziato da alcuni secoli
 ha prodotto numerosi effetti positivi. 

L’umanità può goderne adattandosi ad essi, mentre l’illusione
di fermarli potrebbe travolgere le economie più deboli,
minacciando la sopravvivenza di miliardi di esseri umani.


Umberto Crescenti e Luigi Mariani
"Cambiamenti climatici e conoscenza scientifica"
 in vendita a 10 euro


Umberto Crescenti

Professore ordinario di geologia applicata Università G. d'Annunzio di Chieti
 Rettore della Università G. d'Annunzio dal 1985 al 1997
 Presidente della Società Geologica Italiana da 1999 al 2005
Fondatore e Presidente della Associazione Italiana di Geologia Applicata e
Ambientale dal 1999 al 2005
Fondatore e Presidente nel 2001 della Associazione Italiana Geologia e Turismo
Autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste scientifiche sia italiane sia straniere 


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Ecco invece cosa dicono vari enti, diciamo con un po piu di peso di Umberto Crescenti, alcuni da oltre dieci anni. Notare l'urgenza della necessita' di fermare il tutto.

    AAAS emblem

    American Association for the Advancement of Science

    The scientific evidence is clear: global climate change caused by human activities
     is occurring now, and it is a growing threat to society
    (2006)


ACS emblem

American Chemical Society

Comprehensive scientific assessments of our current and potential future climates
clearly indicate that climate change is real,
largely attributable to emissions from human activities,
and potentially a very serious problem (2004)




AGU emblem

American Geophysical Union

Human‐induced climate change requires urgent action.
Humanity is the major influence on the global climate
 change observed over the past 50 years.  (2003)



AMA emblem

American Medical Association

AMA supports the findings of the Intergovernmental Panel on
Climate Change’s fourth assessment report and concurs
with the scientific consensus that the Earth is
undergoing adverse global climate change and that
anthropogenic contributions are significant
(2013)



AMS emblem

American Meteorological Society

It is clear from extensive scientific evidence that the dominant cause of
the rapid change in climate of the past half century
is human-induced increases in the amount of atmospheric
greenhouse gases, including carbon dioxide (CO2),
chlorofluorocarbons, methane, and nitrous oxide. (2012)



APS emblem

American Physical Society

 The evidence is incontrovertible: Global warming is occurring. 
If no mitigating actions are taken, significant disruptions in the Earth’s 
physical and ecological systems, social systems, security and human health are likely to occur. 
We must reduce emissions of greenhouse gases beginning now. (2007)



GSA emblem

The Geological Society of America

The Geological Society of America concurs with assessments
 by the National Academies of Science (2005),
 the National Research Council (2006),
and the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC, 2007)
that global climate has warmed and that human activities
(mainly greenhouse‐gas emissions) account for most
of the warming since the middle 1900s.
(2006)

International academies




"Climate change is real. There will always be uncertainty in understanding a system as complex as the world’s climate. However there is now strong evidence that significant global warming is occurring. The evidence comes from direct measurements of rising surface air temperatures and subsurface ocean temperatures and from phenomena such as increases in average global sea levels, retreating glaciers, and changes to many physical and biological systems. It is likely that most of the warming in recent decades can be attributed to human activities (IPCC 2001)
(2005)

Firmato dai presidenti delle accademie di scienza di

Francia
Italia
UK
Germania
Giappone
USA
Russia
Cina
India
Canada



USNAS emblem

U.S. National Academy of Sciences

The scientific understanding of climate change is now sufficiently clear to justify taking steps to reduce the amount of greenhouse gases in the atmosphere. (2005)



USGCRP emblem

U.S. Global Change Research Program

The global warming of the past 50 years is due primarily to human-induced increases in heat-trapping gases. Human 'fingerprints' also have been identified in many other aspects of the climate system, including changes in ocean heat content, precipitation, atmospheric moisture, and Arctic sea ice

(2009, 13 U.S. government departments and agencies)




IPCC emblem

Intergovernmental Panel on Climate Change
Warming of the climate system is unequivocal, as is now evident from observations of increases in global average air and ocean temperatures, widespread melting of snow and ice, and rising global average sea level.

Most of the observed increase in global average temperatures since the mid-20th century is very likely due to the observed increase in anthropogenic greenhouse gas concentrations

 IPCC defines ‘very likely’ as greater than 90 percent probability of occurrence.


    Statement on climate change from 18 scientific associations (2009)








Puo' bastare?

Thursday, October 9, 2014

La bellezza e l'inferno







Questa e' la lettera che Franco Moroni, assessore della provincia di Chieti e delegato speciale per la
difesa della costa e delle problematiche petrolifere, ha scritto a Matteo Renzi in merito allo Sblocca Italia.

La trovo molto bella e la voglio condividere qui.

Grazie Franco, dalla nostra parte, dall'inizio.


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A Matteo Renzi, Presidente del Consiglio d'Italia

La bellezza e l'inferno

E’ vero, l’Italia ha bisogno di risorse energetiche che la svincolino da quei legami equivoci con le grandi potenze che la costringono ad assoggettarsi alla volontà e ai desideri altrui.

Tuttavia, ritengo che non sia questa la strada corretta da intraprendere, Signor Presidente del Consiglio. La natura stessa ce lo dice, gli abruzzesi che ce lo dicono: non intendono più sacrificare neanche un centimetro della propria terra sull’argomento petrolio, una terra vocata per le sue eccellenze, al turismo e all'agricoltura.

La Regione Abruzzo è uno dei tesori segreti dell'Italia.

Non c'è folla, né industria pesante; solo verde, mare, sole, castelli, vigneti, e villaggi in pietra.

Non frantumate questa bellezza, non scaraventateci nell’inferno per fare gli interessi di pochi ignorando completamente quelli di molti, non utilizzate logiche ignoranti e prive di scrupoli decidendo di strumentalizzare il nostro territorio a vantaggio di biechi personalismi.

Esorto anche il Governatore della Regione Luciano D’Alfonso ad attivarsi attraverso i propri canali con il Governo Centrale al fine di scongiurare gli effetti di una strategia energetica che non ha nulla a che vedere con il nostro Abruzzo.

Tengo a rimarcare che centinaia di studi scientifici a livello mondiale dimostrano come l’inquinamento che proviene dalle lavorazioni degli idrocarburi provoca sul territorio aumenti di tumori, malformazioni fetali, malattie cardiorespiratorie e deformazioni genetiche come ben sanno gli abitanti di Falconara, Gela, Viggiano, Priolo, Porto Marghera, Manfredonia, Cremona.

Inoltre, nel compartimento del lavoro, i vari report dell’OPEC evidenziano che il settore è stato notevolmente colpito dal calo della domanda mondiale e che quindi non vi sono prospettive di crescita lavorativa, resistendo in ambito occupazionale nel solo “circolo chiuso” dell’indotto, cioè di quelle poche aziende che operano nel settore.

Il petrolio abruzzese è un petrolio “amaro”, cioè non si ricavano benzine ma solo bitume per asfalti o nel migliore dei casi PVC, come dichiarato anche dall’amministratore delegato della Medoilgas Sergio Morandi, titolare della concessione “Ombrina Mare2”.

Se il 1° settembre 2009 anche la Chiesa Cattolica attraverso il Sinodo dei Vescovi abruzzesi e molisani ha pubblicamente preso una posizione contraria allo sfruttamento petrolifero in Abruzzo.

Se il 30 giugno 2010 “il Sole 24 ore” faceva un excursus sull'impossibile convivenza tra le richieste (e le autorizzazioni) di piattaforme petrolifere offshore e l'economia turistica e l'ambiente.

Se di conseguenza anche il giornale della Confindustria è stato costretto ad una prudente ritirata di fronte ad iniziative petrolifere che cozzano con il turismo, penso che qualcosa nel sistema OIL&GAS non vada, come penso Signor Presidente del Consiglio, che Lei possa e debba dare un segnale concreto modificando il decreto Sblocca-Italia verso risorse ecosostenibili perché se l’Italia vuole uscire da questo imbarbarimento ambientale e sociale deve ritrovare la forza e la dignità dei propri padri. Forza e dignità che nel dopoguerra hanno permesso di uscire dalla morsa della povertà e del sottosviluppo.

Vogliamo bene a questo mare e a questa provincia, ed e' per questo che faremo di tutto per evitare le estrazioni di idrocarburi .

La esorto e Le chiedo di intervenire direttamente nel modificare il decreto Salva-Italia in quelle parti che trasformerebbero una Regione “verde” e vivibile in una Regione “amara”.

Franco Moroni, 29 Settembre 2014

Monday, August 4, 2014

Centinaia di osservazioni mandate contro Ombrina Mare - grazie a tutti!



** 

PS: Notare che Renzi non parla mai di Abruzzo. Perche'? Io credo perche' lo sa pure lui che non ha che da perderci in Abruzzo nel dire si alle trivelle. Siamo tutti contro, e il problema e' piu' sentito rispetto a qualsiasi altra regione italiana. Il merito e' di tutti noi. Io sono stanca morta, ma occorre continuare cosi. Vorrei solo che ci fosse piu' gente a dirmi: vuoi una mano?


Grazie a tutti.

Ad maiora e vediamo che succede adesso.

Legnini e Pezzopane - it's time to wake up.


**

Si e' conclusa la fase di invio di osservazioni di contrarieta' al progetto Ombrina Mare da parte della Medoilgas di Sergio Morandi.

Al Ministero dell'Ambiente sono state inviate numerose centinaia di comunicazioni e da ogni spaccato della societa' civile d'Abruzzo, incluse associazioni di commercianti, di balneatori di enti religiosi, sportivi, turistici, ambientali e culturali nonche' da numerosi accademici e cittadini della regione, tanto da intasare piu' volte i computer del Ministero dell'Ambiente a Roma.

Testi di contrarieta' ad Ombrina sono arrivati da tutta Italia e da associazioni ed amanti dell'Abruzzo residenti in Germania, Irlanda, Inghilterra, Marocco, Olanda, Svizzera, USA, Canada, Slovenia, Spagna, Montecarlo, da ben sessanta associazioni francesi nonche' dal direttore della Croce Rossa Internazionale della sede dello Yemen.

Una lista parziale di testi di contrarieta' e' qui elencata:

http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/Ombrina_d30BCMD_2014/

Nel loro complesso sono state sottolineate numerose criticita' dell'intervento della Medoilgas, fra cui la superficialita' dei nuovi documenti presentati in sede di AIA, la mancata analisi del rischio collegata ad Ombrina Mare - rimandata ad altra sede come se si potesse continuare ad infinitum nell'attesa - la mancanza di risorse per far fronte ad eventuali incidenti considerato l'esiguo capitale sociale che resta alla Medoilgas, dati ed analisi dati poco affidabili e la piu' totale incompatibilita' di una FPSO e di quattro o sei pozzi di petrolio a sei chilometri da riva con l'Abruzzo che vogliamo.

Non sappiamo come finira' la questione Ombrina Mare cosi come non sappiamo cosa si agita dentro i palazzi romani, se sara' la voce del buonsenso a prevalere o se invece i troppo comuni inciuci
italici avranno la meglio.

Di certo, dopo la grande manifestazione del 13 Aprile 2013, l'Abruzzo intero ha dimostrato un grande senso civico e di partecipazione popolare in modo democratico, intelligente e costruttivo. Se Ombrina verra' fermata - e non possiamo saperlo - il merito non sara' di nessun partito, movimento politico o "grande" associazione ambientalista, quanto delle centinaia di persone che dal primo giorno hanno
cercato di informare, di lavorare nel concreto, mettendo pressione ai governi regionali e centrali che si sono susseguiti nel corso di questi sei anni e rendendo Ombrina Mare un caso politico, prima ancora che ambientale.

Grazie dunque a tutti quelli che hanno usato il proprio tempo nell'esprimere il proprio dissenso.

Un ringraziamento particolare va ad Assunta Di Florio, Ilaria Giangrande, Antonio Maria Cristaldi, Iolanda De Simone, Grazia D'Ercole, Francesco Ferella e Fabrizia Arduini che per dieci giorni hanno lavorato con me nell'organizzazione e nell'assistenza di invio di Osservazioni al Ministero e senza i quali non sarebbe stata possibile una cosi grande partecipazione pubblica.

Le osservazioni della sottoscritta - 107 pagine di cui si prega di non abusare - sono qui:

www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/Ombrina_d30BCMD_2014/Ombrina2014_D'Orsogna.pdf

Wednesday, July 16, 2014

Ri-affondiamo Ombrina Mare



Lo so, e' avvilente stare ancora qui dopo sei anni, ma questa e' la nazione che ci e' stata data e non possiamo fare altro che continuare.

Ecco qui i link per mandare osservazioni brevi e quelle ancora piu brevi contro la Medoilgas di Sergio Morandi e di Chicco Testa che vogliono trivellare i mari d'Abruzzo.  I testi si possono mandare da ogni parte d'Italia.

Le istruzioni sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali, se possibile. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Chiamare il file Ombrina2014_COGNOME.doc (con il proprio COGNOME) e se possibile farne copia in .pdf

3. Inviare il .pdf con raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della 
Tutela del Territorio e del Mare
Divisione II e Divisione IV
Attenzione: Concessione d30BC-MD Ombrina Mare Medioilgas
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

4. Invece che la raccomandata, se si ha la PEC (posta elettronica certificata) si puo' mandare il tutto a

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it, 
segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
aia@pec.minambiente.it
ris@pec.minambiente.it

dva@minambiente.it

Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

5. Se non vi e' possibile fare raccomandata e/o PEC, mandate pure a me che cerchero' di farla arrivare a destinazione, ma e' meglio che ciascuno la mandi indipendentemente da me, se si puo'.

6. Quale che sia il metodo di invio, mandare se possibile una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare la prima volta. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio tramite persone che mi aiutano, anche se sarebbe meglio che ciascuno mandasse i suoi testi indipendentemente.

6. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

7. La scadenza e' il 29 Luglio 2014. Abbiamo due settimane di tempo per lavorare.

Abbiamo gia' sconfitto Ombrina Mare, e abbiamo dalla nostra parte la forza dei numeri e dei 40,000 di Pescara. Notare che in tutti i deliri di Renzi e Prodi e della Guidi, l'Abruzzo o non viene citato oppure viene citato solo marginalmente, e questo perche' l'opnione pubblica e' dalla nostra parte e lo sanno anche loro.

Basta solo che continuiamo a far sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa.

Il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Le osservazioni si possono usare poi per eventuali ricorsi come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Monday, December 23, 2013

Il vero Abruzzo, la vera Italia



Dal 1960 una storia fatta di uomini e territorio. 
Abbiamo dalla nostra un territorio amico e una cultura enologica millenaria. Di fronte, solo ambiziose mete.

Cantina Tollo, Abruzzo


Dedicato a Confindustria Abruzzo
Dedicato alla Medoilgas
Dedicato alla Forest Oil
Dedicato alla Petroceltic
Dedicato all'ENI
Dedicato al possibilista Gianni Chiodi
Dedicato ai politici rammolliti d'Abruzzo

Una cultura enologica millenaria non ha bisogno di trivelle

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La Cantina Tollo, in provincia di Chieti, e' un consorzio di piccoli produttori vitivincoli che nel corso degli scorsi cinquanta anni e' diventata un gigante dell'industria del vino. Coprono nel loro complesso un territorio di 3000 ettari di terra, con spettacolari vigneti collinari. In questi giorni hanno annunciato di avere chiuso il proprio bilancio annuale con un fatturato di 46 milioni di euro, facendo registrare il 24% di aumento rispetto al 2012.

Circa il 35% del fatturato consiste in vendite all'estero, inclusi i paesi emergenti, India, Cina e Russia anche qui con un aumento del 15% rispetto all'anno scorso.

Un bel risultato, per un paese in crisi, e che mostra ancora una volta, secondo me, la strada maestra da seguire per il futuro: la nostra storia, il nostro territorio, il nostro capitale umano.

E' interessante che questo risultato venga fuori proprio in concomitanza con la Medoilgas che propaganda, ubriaca, una assurda convivenza fra trivelle e territorio,  e con i sindacati che ciechi, si svegliano solo adesso al tema trivelle e bevono tutto quello che gli dice la Medoilgas come se fosse vino e non veleno, e una classe politica stolta, che, avendo perso la partita dell'opinione pubblica sul petrolio, cerca adesso di far passare il messaggio che gas si, petrolio no.

Non hanno capito niente.

E' qui a Tollo,  l'Abruzzo e l'Italia che vogliamo.

E' questa una nazione che ha la ricetta magica per un futuro prospero e ricco, se solo lo volesse: il recupero di chi siamo, con la nostra arte, il nostro territorio, i nostri parchi, i nostri vigneti, il nostro paesaggio, tutte cose che affondano nei millenni passati, ma che possono essere il traino per il mondo globale se sfruttate bene, con intelligenza e modernita'.

Il mondo vero vuole il nostro vino, le nostre chiese, le nostre colline, il nostro genio, il nostro modo di vivere. Il mondo vero, non vuole le nostre trivelle, anzi il mondo vero neanche lo sa che c'e' melma petrolifera in Italia. Il mondo vero vuole il sogno Italiano: tutto il mondo - e lo dico per esperienza personale - sogna veramente di guidare le nostre macchine, di mangiare il nostro mangiare, di bere i nostri vini e di vestire come noi.

E finche' non capiamo chi siamo, e cosa possiamo offrire di unico e speciale, mai potremo andare avanti.

E voila', uno studio del Fondo Monetario Internazionale che mostra l'andamento del PIL nei paesi piu' industrializzati del mondo.

Hanno rinormalizzato tutto in modo che il PIL pro capita del 2000 fosse settato a 100, e poi studiato l'andamento nel corso degli scorsi 13 anni.

Ecco qui.

Sono tutti cresciuti - la Germania piu' di tutti, seguita da Giappone, UK, USA, Canada e poi Francia, e ultimissima, l'Italia.

L"Italia e' l'unico paese dove il PIL pro capita e' meno di quello dell'anno 2000.

Siamo la linea verde.



Abbiamo perso drammaticamente dal 2008 a questa parte.

Ora, ovviamente si potra' dire PIL si, PIL no, ma il fatto e' che dappertutto e' cresciuto, da noi no. E questo non serve il Fondo Monetario Internazionale a dirlo, lo sappiamo tutti, nelle strade, nelle case, nelle scuole, che in generale, la qualita' della vita in Italia e' in declino.

Io non sono un economista ma non credo che ci vogliano gli MBA da Harvard per capirlo: occorre
puntare sul sogno italiano nel cuore e nella fantasia del mondo, e non sulla monnezza che abbiamo sotto i piedi.







Wednesday, February 27, 2013

Piove sul bagnato - 4 nuovi pozzi a Cupello




La sintesi del progetto si puo' scaricare qui.

Lo sappiamo che a quelli di Cupello nel Vastese gli piacciono le trivelle e cosi, se tutto va per il verso giusto, il governo decidera' di ampliargli la capacita' di stoccaggio del gas.

Vogliono infatti aumentare la pressione di esercizio nei pozzi gia' esistenti del dieci per cento, e cioe' pompare ancora piu' materiale nella pancia della terra di quanto gia' ci sia. Vogliono anche fare altri 4 pozzi di stoccaggio.

Della serie non si accontentano mai!

Le aree interessate sono Cupello, Lentella, Montenero di Bisaccia, fra le province di Chieti e Campobasso.

La ditta proponente e' la Stogit, con sede a Crema.

Useranno le trivelle "Archimede" come annunciato nel link di cui sopra.


E come per tutte le trivelle che si rispettino ci sara' pompaggio fanghi, monnezza prodotta, rischio scoppi. Lo dicono loro, non io.

Ma si sa, in Italia e' tutto sempre sotto controllo.

Dicono che tutto il materiale con i loro progetti e' depositato presso gli uffici della regione Abruzzo.

Gianni Chiodi non lo sa, ci scommetto.

Le carte sono state depositate a meta' Febbraio, per cui se lo avesse saputo, lui e i suoi amici alla regione gia l'avrebbero detto ai cittadini.

Che dire. E' per questo che a governare ci deve andare la gente intelligente, che capisce le conseguenze delle decisoni che si prendono o non si prendono, e non i pappamolli.

Nessuno fara' niente, gia lo so.

Da quelle parti sono troppo impegnati a dare la cittadinanza onoraria a Paolo Scaroni.

Diranno tutti:  ce ne sono gia', che vuoi che sia un 10% in piu', che vuoi che siano quattro pozzi in piu'.

Finche' un giorno....

Evviva l'Italia, Evviva l'Abruzzo.



Tuesday, October 2, 2012

Bomba, l'Adriatico, Pecoraro Scanio e la corerenza



Sono in giro per l'Italia ed il tempo e' sempre tiranno.

Alcune notizie, belle, buone e riflessioni varie:

1. Ieri 1 Ottobre il Ministero dell'Ambiente ha ascoltato la questione Bomba - a porte chiuse - ma la cosa positiva, come riferisce Franco Moroni per la provincia di Chieti e' che per il Ministero resta valido il parere negativo della V.I.A. e tutti gli attori in commissione: la Regione, la Provincia di Chieti, i comuni hanno ribadito il no.

Un altro passo in avanti, in questa saga multi annuale ed infinita, e in un paese in cui non si riesce mai ad arrivare alla parola fine, ma comunque un passo nella direzione giusta.


2. A quanto pare il Partito Democratico chiede una richiesta di moratoria di trivelle per l'Adriatico. E' un po tardi, no?  Considerato che il decreto trivellante di Passera/Clini e' stato votato 2 mesi fa e che nessuno dei senatori/parlamentari/politici ha detto o fatto niente a suo tempo, quando era possibile fare qualcosa.

Fra gli appellanti Pecoraro Scanio.

Ricordo a tutti che il Centro Oli di Ortona, un mostro desolforante fra i campi del Montepulciano d'Abruzzo ed il suo annesso campo petrolifero fu approvato anche dai ministeri romani e aveva le firme di approvazione dello stesso Pecoraro Scanio come Ministro dell'Ambiente, di Di Pietro come ministro delle infrastrutture e di Bersani.

Nessuno di loro ha mai chiesto scusa.

Adesso vengono fuori con queste moratorie dell'ultimo minuto che sanno di propaganda prendi-voti.

Cari politici, qui ci vuole la coerenza e le cose occorre ricordarsele per tempo, e non essere canne al vento e cercare di sfruttare le proteste popolari.


3. Sabato 6 Ottobre c'e' la manifestazione contro le trivelle alle Tremiti, presso la citta' di Manfredonia. Chissa' forse e' questo il motivo per cui si e' svegliato pure il PD e pure Pecoraro Scanio.


Tuesday, August 21, 2012

Affondiamo la Medoilgas - Scerni


 Ecco i link per le osservazioni brevi e per quelle brevissime da mandare agli uffici regionali della regione Abruzzo. Scegliere una delle due.

La Medoilgas di Londra ci riprova a trivellare l'Abruzzo, e noi siamo ancora qui. 

Siamo stati un po bravi finora in Abruzzo - nel quasi totale silenzio della stampa nazionale - ad evitare un centro oli ad Ortona, una raffineria a Bomba, un pozzo a mare al largo di San Vito Marina, e svariate concessioni di terra nel teramano e nel pescarese - finora almeno.

Parte del tutto e' stato grazie alle proteste e all'invio di queste benedette osservazioni che ci hanno consentito di ricordare alla Commissione VIA d'Abruzzo, colei che decide delle nostre sorti nella persona di Antonio Sorgi, che la volonta' popolare va rispettata e che: "ecco qui i testi ufficiali della nostra partecipazione" come garantito dai nostri diritti civili.


Ne abbiamo fatte anche per varie concessioni in Puglia, Sicilia e Sardegna, da ogni parte d'Italia. 

A Scerni - un piccolo paese agricolo in Abruzzo - la Mediterranean Oil and Gas arriva con altre promesse di morte. La Medoilgas e' infatti la stessa che voleva darci Ombrina Mare, un pozzo con nave desolforatore a 5 km da riva.

A Scerni vogliono fare: pozzo esplorativo, disboscamenti, vasche per contenimento di monnezza da quasi 400 mila litri, pozzi in zona agricola con colture di cereali, vigneti e uliveti. La citta' e' sede di una multipremiata scuola agraria fra le dieci eccellenze italiane, il Ridolfi ed ha aspirazioni turistiche, non petrolifere. 

La scadenza per dire il proprio no alla regione e' il 6 Settembre.

Le istruzioni per inviare i testi sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al mio testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare alla regione testi tutti uguali anche se loro sono tenuti ad accettare tutto quello che arriva e a tenerne conto. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Inviare con la posta elettronica certificata a

via@pec.regione.abruzzo.it
antonio.sorgi@regione.abruzzo.it
dorsogna@csun.edu

Se non si ha la posta elettronica certificata, mandare a me che ci pensiamo noi a mandare alla regione.

4. Se si preferisce usare la carta, si puo' inviare tutto anche a

 Regione Abruzzo








Direzione Affari della Presidenza
Politiche Legislative e Comunitarie,
Programmazione, Parchi, Territorio,
Valorizzazione del paesaggio, Valutazioni Ambientali
UFFICIO Valutazione Impatto Ambientale
Via Leonardo da Vinci

Palazzo Silone








67100 L’Aquila (AQ)

e a


Assessorato Politiche Agricole e di Sviluppo Rurale, 
Forestale, Caccia e Pesca
Via Catullo 17, 65100  Pescara

I loro fax sono

REGIONE ABRUZZO UFFICIO VIA 0862.363486
REGIONE ASSESSORATO POLITICHE AGRICOLE 085.7672939

5. L'invio a me e' solo per mettere tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future e per rompere le scatole ai politici. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare qualche tempo fa.

Il raccoglitore comune per Scerni e' qui 

6. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

Ormai sono diversi mesi che mandiamo osservazioni su vari testi di petrolieri, e la metodologia e' abbastanza collaudata.

Per chi volesse leggersi i testi sono qui: la versione lunga e la sintesi non tecnica, come preparate dalla Medoilgas.

Basta solo che ora facciamo sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa.

La legge obbliga gli enti regionali a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali.

Grazie anche alle osservazioni siamo riusciti a fermare le trivelle al largo di Pantelleria, e il pozzo Ombrina Mare, in Abruzzo. E' in atto il ricorso alle Tremiti, dove hanno usato i testi delle mie osservazioni come base scientifica per dire no. Le hanno anche usate con successo ad Arborea. Quindi sono utili ed e' un modo civile di dissentire.

E' un modo per noi cittadini di riprenderci la nostra democrazia e di non delagare a nessuno il nostro futuro.

E' un diritto che e' sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Non esistono limiti di residenza, per cui tutti possono fare sentire la propria voce. E' un bel modo di dimostrare solidarieta' fra noi. 

Ecco. In questi giorni preparero' il mio testo, ma intanto tutti possono iniziare a spedire questa seguendo questa possibile traccia.



Saturday, April 14, 2012

Bomba, su Google News


Ecco qui vari siti in inglese che hanno riportato la storia di Bomba e della Forest Oil:

888 Press Release

Virtual Strategy

Vero Beach Tattoo

Silo Breaker

Il testo in inglese e' qui - grazie a Sammy, Paul e Randi per averlo diffuso su Google News.

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The people of Abruzzo, Italy have once again scored a giant victory in their David versus Goliath fight against Denver-based oil giant Forest Oil Corporation, in their quest to protect one of Europe's most biodiverse regions.

On April 10th, 2012, the Commission for Environmental Impact Evaluation in Abruzzo, headed by Mr. Antonio Sorgi, unanimously rejected gas drilling and refining plans as proposed by the Forest Oil Corporation, headed by CEO Craig Clark, after a prolonged awareness campaign involving residents and activists.
According to public documents, the American oil giant had begun considering drilling a first cluster of five gas wells, a refinery, and multiple waste pits back in 2008. The company had anticipated extracting a total of at least 50 billion cubic feet of natural gas containing high levels of hydrogen sulfide to be refined 200 meters from the nearest residence in Bomba, Abruzzo, population 900.

Bomba sits along the banks of a popular recreational lake by the Parco Nazionale della Majella, a scenic national park that draws local and international visitors due its pristine environment and breathtaking views. Its economy is largely driven by agriculture and tourism.

Residents reacted strongly to drilling plans and uncovered Forest Oil Corporation's reports, according to which drilling could pose severe hydro-geological risks to a highly unstable, seismic area prone to subsidence and landslides. The project also called for the emission of pollutants from the refinery exceeding Italian legal limits, which would permeate the town center.
Official statements in opposition to drilling by the Forest Oil Corporation were filed by nineteen municipalities in the area, the Province of Chieti, the Catholic Church, the World Wildlife Federation, the Union of Merchants and Tourist Operators, and dozens of local organizations as well as the heirs of American author John Fante.

In a last-ditch effort to gather public support, executives from the Forest Oil Corporation visited Bomba in August 2011. They were confronted with incensed residents, who asked cogent questions that the Forest Oil executives were incapable of addressing. Later, the company stated that it was the first time in their 95-year history that they had received such informed and firm opposition from a local population.

The campaign to save Bomba is part of an ongoing effort to save Abruzzo, Europe's green heart, from turning into a giant oil field. The campaign has been largely coordinated by Professor Maria R. D'Orsogna, a California resident with origins in Abruzzo. In the past five years, this international activism has led to the rejection of another oil field and refinery in Ortona, sponsored by Italian oil giant ENI, and of the Ombrina Mare oil rig proposed by Mediterranean Oil and Gas of London.

In a brazen act of defiance against Italian officials and the unanimous will of local population, the Forest Oil Corporation of Denver plans to appeal.

Monday, October 31, 2011

Giorgio Mazzenga della Forest Oil Corporation: leave Bomba alone!


Forest Oil has exhibited a total disregard
for human life, the well-being of animals
and the overall environment.

La Forest Oil ha dimostrato un totale disrispetto
per la vita umana,
per la salute degli animali
e dell'ambiente


Da una causa contro la Forest Oil Corporation
Hidalgo County, Texas, 2006

Devono essere proprio disperati quelli della Forest Oil Corporation se il loro capo viene a scrivere su questo blog. E deve essere proprio appetibile il bottino economico - per loro, mica per noi - che aspettano di tirare fuori da Bomba se continuano a perservare diabolicamente contro una regione intera che non ce li vuole sul proprio territorio.


Giorgio Mazzenga: ci lasci in pace!
Vada a trivellare casa sua!


Allora, da dove iniziamo?

Dal fatto, ripetuto piu' e piu' volte che e' la stessa Forest oil Corporation a dire che il lago di Bomba e' a rischio Vajont e che e' per questo che l'ENI non lo trivello'?

Direttamente da International Oil Letter, 2007:

The license includes the Bomba gas/condensate field that was discovered by Agip in 1996. However, that gas/condensate reservoir has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide risk in the mountainous area.

Direttamente dalla bocca di Ronald Brown, della Forest Oil International, 2008:

At the time, a tragedy occurred in Northern Italy when a slide block fell into the Vajont reservoir. A pulse wave overflowed the dam and destroyed Longarone, a village of 2000 people. The gas field is partly located beneath a Lake held by a 57.50 meter earthen dam. AGIP elected not to produce the field in 1966 due to the Bomba dam proximity.

O vogliamo parlare di un popolo intero che ha smascherato tutte le balle degli "esperti americani" venuti a convincerci che trivellare e' cosa buona e santa?



O vogliamo parlare del fatto che la stessa Forest Oil ha detto che non le era mai capitato prima, nei suoi 95 anni di storia, che ci fosse cosi' tanta compattezza e decisione contro un suo progetto?

O vogliamo parlare del fatto che l'intera provincia di Chieti e' contraria, come anche tutti i sindaci della zona, con il proprio parere espresso in mille modi, secondo canali ufficiali?

O vogliamo parlare del modo in cui la Forest Oil ha trattato i suoi dipendenti negli USA, regalando al signor James Mc Allen materiale radioattivo, come dimostra la causa fatta alla Forest Oil in cima a questo blog?

O vogliamo parlare del fatto che secondo le stime della stessa Forest Oil al massimo tireranno fuori gas che bastera', se tutto va bene, 5 giorni al fabbisogno nazionale italiano?

O vogliamo parlare del fatto che la Forest Oil, nel suo studio di impatto ambientale stessa diceva che avrebbero sfondato i limiti legali di inquinanti a Bomba e che questi finiranno direttamente nelle case della gente?

O vogliamo parlare del fatto che mentre siete qui a sbandierare soldi, cifre e numeri, non vogliate dirci invece quanti soldi verranno in tasca a voialtri?

Non ce ne facciamo niente dei vostri quattrini. Teneteveli e sparite.

JOHN KLEIN
GIORGIO MAZZENGA
AND ALL YOUR CRONIES:

PACK UP AND LEAVE
YOU ARE NOT WELCOME HERE.
WE DON'T WANT YOU.

DO YOU UNDERSTAND?

Tuesday, October 11, 2011

Accademici per il Parco


Don't try to be different.
Just be good.
To be good is different enough.


A. Freed

Sono stanca perche' sono tante le cose che bollono in pentola. Ma un po' felice che siamo riusciti a mettere assieme 75 accademici d'Abruzzo e da fuori regione a favore di un parco intelligente, dalla perimetrazione complete e non del parco a macchia di leopardo come proposto da Mauro Febbo.

Spero vivamente che il Commissario faccia la cosa giusta.

Il testo della petizione e' di Francesco Stoppa, io l'ho aiutato a raccogliere firme. Grazie anche a Fabrizia per avere orchestrato la conferenza stampa e a tutti i presenti.

Grazie a tutti i 75 accademici che hanno voluto firmare e spero che si possa fare lo stesso per altre iniziative ambientali a venire.

Spero anche che le altre categorie - i pescatori, le scuole del teatino, i gruppi sportivi, le cantine, possano fare altrettanto a favore del Parco e dell'ambiente.

Ad majora.

Monday, May 23, 2011

Bocciata Elsa 2 a Vasto!





2008: Il pozzo premilinare Elsa2 a Vasto davanti a Punta Aderci che abbiamo sconfitto


Comunicato Stampa:

In data 23 Maggio 2011, il Ministero del'Ambiente e della Tutela del Mare ha espresso parere negativo alla perforazione del pozzo di ricerca Elsa 2 - BR 268 RG come richiesto dalla societa' Petroceltic Italia.

Il pozzo sarebbe dovuto sorgere a pochi chilometri dalla riviera vastese e da Punta Aderci. Fra le motivazioni che hanno portato alla bocciatura di Elsa 2 anche l'invio di numerose osservazioni di cittadini, enti pubblici e locali, tutte coordinate via Internet e Facebook nel Settembre del 2009.

Come gia' rimarcato dai cittadini e poi confermato dal ministero, la Petroceltic aveva omesso di presentare una analisi approfondita della possibile sedimentazione di materiale tossico e di conseguente inquinamento, della possibilita' di rumori molesti, di possibili danni alle specie ittiche per l'uso di air gun, e della possibile subsidenza indotta.

Come cittadini siamo felici di questo risultato che, dopo l'accantonamento del Centro Oli di Ortona e la bocciatura del pozzo Ombrina Mare a Rocca San Giovanni, mostra ancora una volta quanto importante sia la partecipazione civica, l'attivismo intelligente dal basso e una opinione pubblica bene informata.

Ringraziamo di cuore quanti si sono adoperati per l'invio di osservazioni, incluse le amministrazioni locali e la provincia di Chieti. E' una vittoria dell'Abruzzo e della sua gente e di nessun partito politico in particolare.

E' importante ora continuare a lavorare per fermare altri pozzi di petrolio e strutture minerarie, nel basso Vastese, a Montesilvano e ai piedi del lago di Bomba. Sopratutto e' importante giungere ad una definitiva perimetrazione del parco della costa teatina, uno strumento che ci aiutera' a proteggere la costa per le generazioni
future, non solo dagli speculatori del petrolio, ma anche da quelli, non meno insidiosi, dell'edilizia selvaggia.

MRD

PS: Come sempre un grazie sincero agli amici della OLA e alla Basilicata tutta. Grazie ad Antonio Bavusi per l'opera continua di monitoraggio. La notizia ce làhanno data gli amici della OLA.

PPS: Elsa e' stato il primo pozzo per cui abbiamo fatto le osservazioni. Non avevo la piu' pallida idea di come sarebbe tutto finito e un po ho agito a naso chiedendo a tutti di scrivere. In qualche modo ce l'abbiamo fatta. Sono contenta.

Wednesday, March 9, 2011

Altri pozzi a Vasto-San Salvo?



** Aggiornamento: Secondo la carta del ministero la concessione e' interamente in Molise ma secondo il comunicato della Sound Oil e' in provincia di Chieti e Campobasso. Se e' il comunicato ad essere sbagliato, i nostri petrolieri dimostrano ancora una volta di non avere la minima conoscenza del territorio dove vanno ad operare. **


Purtroppo sono in partenza e non ho tanto tempo per indgare di piu. Si tratta di una ditta sconosciuta, la Sound Oil, che vuole trivellare nel Vastese e in Molise, localita' Colle Ginestra.

Il testo e' qui: e me l'ha mandato stamattina un lettore di questo blog, che ringrazio della cortesia e che si firma Persefone. Spero che qualcuno voglia indagare meglio di che si tratta.

Penso che siano andati a chiedere i permessi in Molise, visto che qui siamo tutti all'erta. Non e' la prima volta che vanno da loro.

Parlano di estrazioni di gas e di petrolio, tutti contenti.

La domanda vera pero' e': dov'e' la provincia di Chieti in tutto questo? Dov'e' Gianni Chiodi? Perche' non si lamentano con Roma che le concessioni che riguardano l'Abruzzo e il suo mare DEVONO essere note anche da noi?

Dove sono gli assessori al turismo, Remo di Martino e quello all'ambiente, Eugenio Caporrella? Che ne pensano di queste trivelle? Dov'e' il sindaco di Vasto? Dov'e' quello di San Salvo?

Possibile che debba essere Persefone ad accorgersene e io da oltre oceeano a diffondere queste notizie?

Di nuovo, non e' il mio mare che trivellano, e' il vostro.

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Sound Oil PLC

("Sound Oil" or "the Company")

Award of New Exploration Licence in Italy

Sound Oil plc(AIM: SOU), the upstream oil and gas company with assets in
Indonesia and Italy, is pleased to announce that it has been awarded a new
exploration licence in Italy, bringing the total number of its active permits
in the country to 8. In addition, the Company holds 1 concession, 7 preliminary
awards and one exclusive application. Of this total Sound operates 14 of the
projects.

The new award was announced by the Ministry for Economic Development in Rome
and made jointly to Sound's subsidiary Apennine Energy Srl (50%) and its
partner Compania Generali Idrocarburi (50%, operator). The permit is awarded
for a five year period with an effective start date of 16 December 2010. There
is no immediate capital expenditure planned on the licence.

The Colle Ginestre licence is located in Campobasso (Molise) and Chieti
(Abruzzo) on the Adriatic coast of central Italy. The new permit lies in the
Southern Apennines fairway for shallower gas and deeper oil and adjacent to the
Cupello-San Salvo field which has produced over 330 Bscf from the Pliocene
play. A number of wells have been drilled on the permit previously, including
Colle Turchese-1dir (by ENI in 1988) which encountered gas shows on the flank
of a structure characterised by an encouraging flat spot on seismic data, which
may indicate a gas accumulation.

Separately, the Company has noted the recent rise in its share price and knows
of no particular reason for this. The Company is on track with its planned
work programme in Italy announced in December 2010 and to this end the Company
has selected a preferred bidder from the tender process and is currently
negotiating a rig contract for a work-over well on the Company's Marciano
concession in Italy. Application will be made to the ministry for the work
permit and a further announcement will be made in due course.

Gerry Orbell, Chairman and Chief Executive of Sound Oil plc, commented:


"Sound Oil is very pleased to have been awarded the new licence onshore Italy,
one of our core areas in which we have built an extensive portfolio, experience
and knowledge. The new licence contains some attractive new prospects and leads
in close proximity to existing discoveries in a very prolific gas province.

For further information please contact:



Sound Oil

Gerald Orbell, Chief Executive

Tony Heath, Finance Director

Tuesday, February 15, 2011

Uberto Crescenti e il Majella Petroleum System




Domani Venerdi' 18 Febbraio, via del Vestini 31, Chieti Scalo ore 14:15.
Dipartimento di Geologia.
Cantiamogliene quattro a Rainone, Crescenti, Primavera e tutti gli speculatori dell'ultima ora.
Spero che possiate essere numerosi, e' la nostra unica arma.


Eni promotes transparency of the information
addressed to local communities

Dal codice etico dell'American-Agip, una compagnia ENI

Meglio riderci su.

Nel 1998 l'ENI decise di sponsorizzare un progetto per lo studio della trivellazione della Majella, assieme ad altre ditte petrolifere, fra cui la Norsk-Hydro Norvegese. In precendenza c'erano gia' state la Exxon-Mobil americana e la British Gas.

Il tutto nel silenzio generale, e all'oscuro della popolazione. Menomale che dicono di promuovere la trasparenza per le comunita' locali. Il progetto si chiamava Task Force Majella e duro' fino al 2005.

Lo scopo dichiarato di questo studio era di creare strumenti per l'esplorazione e la produzione delle riserve di idrocarburi, in particolare dalla parte nord della montagna, secondo quello che loro chiamavano "Majella Petroleum System".

Prese parte al progetto - sponsorizzato interamente da ditte petrolifere - anche l'Universita' G. D'Annunzio di Chieti, primo nella lista Uberto Crescenti, allora rettore dell'Universita'.

D'altro canto, proprio secondo il suo stesso curriculum, Uberto Crescenti ha lavorato come geologo per la ricerca di idrocarburi per conto della Montecatini, per circa 10 anni, dal 1958 al 1968. La Montecatini poi divento' Montedison.

Secondo il sito americano Isiknowledge, l' H-index di Crescenti e' uno, lo stesso di Mario Rainone. Lo stesso sito riporta per Uberto Crescenti un totale di 16 pubblicazioni scientifiche in tutta la sua carriera, un numero piu' adatto ad un ricercatore all'inizio della sua carriera che non per uno scienziato che ha iniziato piu' di 40 anni fa.

Crescenti oggi afferma che trivellare il lago di Bomba non porta rischi.

Beh, uno che ha collaborato con ENI ed altre ditte petrolifere per almeno otto anni, per un progetto petrolifero cosi' ambizioso e su cosi larga scala non credo che sia attendibile.

Il conflitto di interessi e' ovvio!

Assieme a lui presero parte al progetto - senza che nessun cittadino ne sapesse niente - e per conto dell'Universita' di Chieti:

Prof. Uberto Crescenti,
Prof. Fernando Calamita,
Dott. Alberto Pizzi,
Dott. Giovanni Rusciadelli,
Dott.ssa Maria Luisa Milia,
Dott.ssa Camilla De Girolamo,
Dott. Raffaele Montefalcone,
Dott. Gabriele Pugliese,
Dott.ssa Loretta Finocchio,
Dott. Giuseppe Palmitesta,
Dott. Michele Morsilli,
Dott.ssa Giada Vighi,
Dott. Vittorio Scisciani,
Dott. Pino Catavitelli,
Dott. Fiorenzo Fumanti,
Prof. Sergio Rusi,
Prof. Enrico Miccadei,
Dott.ssa Chiavaroli.

Di questi, Vittorio Scisciani andra' a parlare al convegno di Rainone per dire che trivellare l'Abruzzo e presumo Bomba e la Majella va bene.



A nessuno di questi illustri scienziati e' mai venuto il dubbio che magari i cittadini d'Abruzzo avrebbero voluto sapere che la loro amata bianca montagna, dove vanno a passeggiare d'estate, dove vanno a sciare d'inverno, che amano guardare dalle loro colline stava per diventare un campo di petrolio.

Infatti in questi quattro anni di battaglie contro il petrolio non ho mai sentito nessuno di loro dire neppure una parola in difesa dell'Abruzzo verde e contro l'Abruzzo petrolifero.

Pecunia non olet?

Ma la cosa ancora piu' sconcertante e' che di questo progetto era a conoscenza, secondo la pagina Wikipedia almeno, sia la Regione Abruzzo, che le tre provincie di Chieti, Pescara, Teramo, il Corpo Forestale della Majella, e l'Ente Parco Nazionale della Majella.

Come dire, abbiamo un ente parchi per aiutare l'Agip a trivellare la Majella?

E cosi' che oggi ci sono delle mappe petrolifere disegnate apposta per la Majella!

Ci sono anche dei riferimenti ad un desolforatore che doveva essere costruito nel 2007 proprio vicino la Majella "ad emissioni zero" da una certa Siirtec Nigi con sede a Milano ed il cui compito e' quello di rimuovere acidi e gas sulfurei da estrazioni di gas e di petrolio. Dicono che era a "emissioni zero" proprio per la vicinanza della raffinieria alla Majella. Che carini.

Altri clienti di questa Siirtec? Le raffinerie di Mantova, di Taranto, di Sannazzaro, che ovviamente hanno molto in comune con la bianca Majella.

A nessuno e' venuto in mente di dire una parola alla gente.

Altri illustri scienziati da mezzo mondo che hanno "studiato" la nostra montagna per conto dell'ENI-Agip sono:


Universita' di Torino

Prof. Livio Vezzani,
Dott. Andrea Festa,
Dott.ssa Anna D’Atri,
Dott. Daniele Giordan,
Dott.ssa Maria Estefania Sanchez Palomo,
Dott. Giuseppe Mancari,
Dott. Ivan Vanzo,
Dott. Mojca Battistini,
Dott.ssa Stefania Lucchesi


Universita' Roma 1 La Sapienza

Prof. Ernesto Centamore,
Dott.ssa Sabina Bigi,
Dott. David Rossi,
Dott.ssa Patrizia Costa Pisani,
Dott.ssa Rinalda Di Stefano,
Dott. Mario Del Castello,
Dott. Joannes Pignatti,
Dott. Raffaele Di Bella


Universita' Roma 3

Prof. Renato Fiuniciello,
Prof. Maurizio Parotto,
Prof. Domenico Cosentino,
Dott.ssa Paola Cipollari,
Dott.ssa Sveva Corrado,
Dott. Giorgio Pipponzo,
Dott. Vincenzo Pasquali,
Dott. C. Fattori,
Dott. T. Piacentini,
Dott. S. Gambini,
Dott. C. Berti,
Dott. P. Pitzianti,
Dott. E. Gliozzi,
Dott. L. Di Bella

Universita' di Pisa

Prof. Etta Patacca,
Prof. Paolo Scandone,
Dott. Donato Merola,
Dott. Antonio Cascella,
Dott. Ermanno Danese

Universita' di Camerino

Prof. Giuseppe Cello,
Dott. Emanuele Tondi,
Dott.ssa Maria Chiara Invernizzi,
Dott. Luca Micarelli,
Dott. Alessandro Zanni,
Dott. Bruno Prugni,
Dott. Leonardo Marchigiani,
Dott.ssa Giordana Bellezza

Universita' di Perugia

Prof. Pialli,
Prof. Giorgio Minelli,
Dott. Mauro Foglietta,
Dott. Cristina Pauselli,
Dott. Federico Costanzo,
Dott.ssa P.T. Brunozzi,
Dott. J. Braun,
Dott. A. Frigeri)

CNR Roma

Dott. Gian Paolo Cavinato,
Dott.ssa Francesca Giardina,
Dott. Emiliano Di Luzio,
Dott. Mario Tozzi,
Dott. Alberto Di Ludovico,
Dott. Davide Scrocca

CNR Milano

Dott. Corrado Magistroni


ETH Zurich

Dr. Daniel Bernoulli


Free University of Amsterdam

Prof. Dr. Sierd Cloetingh
Prof. Dr. Dick Nieuwland


Stanford University

Prof. Dr. Atilla Aydin,
Dr. Brita Graham,
Dr. Marco Antonellini,
Dr. Fabrizio Agosta

Montpellier University

Prof. Jean-Pierre Petit,
Dott. Pascal Cortes,
Dott. Loïc Bazalgette

Universita' di Dublno

Prof. Dr. John Walsh
Dr. Chris Bonson

Hanno "studiato" Madonna della Mazza, valle Romana, LettoManoppello, valle Santo Spirito, Fara San Martino.

Secondo Wikipedia, il rapporto finale non e' mai stato diffuso pubblicamente.

I motivi per cui le estrazioni petrolifere sotto la Majella sono appetibili, secondo il consorzio, erano la facile accessibilita' della Majella alle infrastrutture stradali, le dimenzioni ottimali per l'attivita' estrattiva, l'esistenza di studi gia' esistenti eseguiti per la maggior parte dall'ENI-Agip nel corso degli anni.

Anche se avevo un po capito che qualcosa bolliva in pentola, io l'ho scoperto solo ora, sebbene siano quasi quattro anni che indago.

Hanno tenuto bene il segreto - lo sapevano fino in Francia, negli USA, a Dublino. Agli abruzzesi non e' stato dato l'onore di sapere niente.

Evviva Crescenzi, scienziato d'Abruzzo.
Evviva la scienza indipendente.