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Friday, March 17, 2017

La chiesa si solarizza -- i cambiamenti climatici un attacco alla sacralita' della vita


Il Vaticano




Electrician Matt Fausher of Sullivan Solar Power installs solar panels on the roof of a classroom building at Saint John the Evangelist School in Encinitas on Dec. 1, 2016.
Saint John the Evangelist School, Encinitas, CA 



Townsville, Queensland, Australia
31 scuole cattoliche al sole, risparmio di 250mila dollari l'anno 



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Non sono belle queste foto? 
 Che uno sia credente o no, e' bello vedere persone che fanno cose buone
con il loro tempo, i loro soldi, la loro energia


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If we want to leave our children an inhabitable earth, 
if we have a responsibility to the unborn, 
we have a responsibly to act on climate



We are depleting the resources of the created order at such a rate 
that humanity won’t be able to survive 
unless we change the patterns that we’ve been engaged in

 Robert McElroy, vescovo di San Diego









We’re talking about hundreds of millions going to be impacted, particularly the innocent. 
That’s where it becomes a religious issue.
Veerabhadran Ramanathan, 
Scripps Institute San Diego



Tutti sappiamo, nel bene e nel male, quanto importante sia per la chiesa cattolica opporsi all'aborto e alla pena di morte. E questo perche' secondo il credo cristiano la vita e' sacra, sempre. 

E i cambiamenti climatici? Quelli non sono un attacco alla sacralita' della vita del creato, inteso nel senso piu' ampio della parola - l'uomo, le specie animali e vegetali?

E' una domanda che si sono posti anche i vescovi americani che pian piano, da San Diego ad Atlanta,  iniziano a diffondere il messaggio che i cambiamenti climatici sono un si, un vero e proprio attacco alla sacralita' della vita.  I fedeli vengono chiamati ad abbassare i propri livelli di consumismo,  mangiare meno carne, guidare di meno, installare apparecchi salva-energia, pannelli solari e mettere pressione ai propri leader politici, spinti dall'enciclica Laudato Si di Papa Francesco di un anno fa.

C'e' anche una componente di giustizia sociale: spesso sono i piu' poveri a soffrire di piu' per carestie e alluvioni causate dai cambiamenti climatici, gente che non ha causato i disastri e che meno possono permettersi di resistere, perche' economicamente svantaggiati. 

Sarah Spengeman e' la direttrice di Catholic Climate Covenant, una non-profit creata nel 2006 per sensibilizzare il clero a fare di piu. Lei dice senza indugio che certamente i cambiamenti sono un assalto alla vita e che la gente muore per colpa di siccita' alluvioni, tempeste portate dal clima non-naturale.

Nell'autunno del 2016 la conferenza episcopale dei vescovi cattolici americani e Catholic Climate Covenant hanno formalizzato un programma di mobilitazione per agire dopo l'enciclica del papa.
Negli USA ci sono 195 vescovi e 19000 preti. 

E sono partiti.

Hanno deciso di dare piu' spazio nei bollettini della chiesa a iniziative green e di dover parlare di piu' di cambiamenti climatici e di ambiente durante le prediche, negli incontri dove si parla di bibbia, e in generale in tutti i mezzi di comunicazione della chiesa.

Fra le arcidiocesi piu' attive, quella di Chicago dove le parrocchie cambiano: installano sistemi di risparmio energetico e mettono pannelli solari sui tetti di scuole e chiese.

A San Diego gia' 24 chiese hanno i tetti al sole ed entro pochi anni tutte le 99 chiese della diocesi avranno installato pannelli fotovoltaici.

La parrocchia detta "Our Mother of Confidence" di San Diego, e' passata al solare, usa lampadine LED e hanno pure messo dei speciali filtri ai vetri in modo da ridurre il consumo di aria condizionata. Ogni anno fanno 30,000 dollari di meno di costi per l'elettricita'.

Iniziative simili arrivano da Atlanta, Iowa, New Mexico, e in verita' da tutto il mondo. 

La chiesa cattolica ha il maggior numero di aderenti di qualsiasi altra religione qui negli USA. Il fatto che sia cosi impeganata contro i cambiamenti climatici e' utile perche' da l'esempio agli altri gruppi. E certo aiuta che il Papa abbia una cosi grande visbilita' a livello mondiale e che sia stato cosi chiaro sull'urgenza di agire contro le fonti fossili e in favore dell'ambiente.

Non tutti sono cosi progressisti. Alcuni professori cattolici, come Jay Richards della Catholic University of America a Washington, dice che i cambiamenti climatici non sono necessariamente immorali.

Il vescovo di San Diego, Robert McElroy dice che occorre che la chiesa faccia di piu' per dare l'esempio ai fedeli, e che occorrre un dialogo maggiore fra gente di chiesa, di scienza e della vita normale. 

E' quasi ironico che l'arrivo di Trump e il suo negazionismo, la sua contrarieta' agli accordi di Parigi,  abbiano maggiormente galvanizzato le persone, e anzi c'e' una sorta di partnership fra le parrocchie e gli scienziati, con lo scopo comune di proteggere il pianeta,  e questo grazie anche al carisma di papa Francesco.

E non ci sono gli USA: tutte le 31 scuole relogiose di Townsville in Queensland, Australia si sono solarizzate con un risparmio di 250mila dollari. Chiese al sole ci sono anche in Germania, Canada, e credo in mille altri posti. Spesso sono i fedeli che fanno le raccolte fondi per installare il fotovoltaico sui tetti. Speriamo che queste cose arrivino, prima o poi, e mutatis mutandis, anche in Italia.

A dire il vero, da questo punto di vista abbiamo gia' il record di solare del mondo: e' il Vaticano, dove un investimento da $660 millioni di dollari su un impianto fotovoltaico di 100MW ha fatto del Vaticano la prima nazione del mondo per le rinnovabili.

Siamo a 200watt a test. Seconda, per fare un paragone, e' la Germania con 80 watt a testa.  Anche se piccolo, il Vaticano genera sufficente energua elettrica per alimentare le sue 40,000 famiglie.

Un caro saluto a Carmine Miccoli, che so che ha fatto del messaggio di salvaguardare la terra un vero impegno, e anche ai tre vescovi d'Abruzzo che nel 2008 si fecero promotori del no al centro oli di Ortona, Carlo Ghidelli, Bruno Forte e Tommaso Valentinetti.



Thursday, October 9, 2014

La bellezza e l'inferno







Questa e' la lettera che Franco Moroni, assessore della provincia di Chieti e delegato speciale per la
difesa della costa e delle problematiche petrolifere, ha scritto a Matteo Renzi in merito allo Sblocca Italia.

La trovo molto bella e la voglio condividere qui.

Grazie Franco, dalla nostra parte, dall'inizio.


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A Matteo Renzi, Presidente del Consiglio d'Italia

La bellezza e l'inferno

E’ vero, l’Italia ha bisogno di risorse energetiche che la svincolino da quei legami equivoci con le grandi potenze che la costringono ad assoggettarsi alla volontà e ai desideri altrui.

Tuttavia, ritengo che non sia questa la strada corretta da intraprendere, Signor Presidente del Consiglio. La natura stessa ce lo dice, gli abruzzesi che ce lo dicono: non intendono più sacrificare neanche un centimetro della propria terra sull’argomento petrolio, una terra vocata per le sue eccellenze, al turismo e all'agricoltura.

La Regione Abruzzo è uno dei tesori segreti dell'Italia.

Non c'è folla, né industria pesante; solo verde, mare, sole, castelli, vigneti, e villaggi in pietra.

Non frantumate questa bellezza, non scaraventateci nell’inferno per fare gli interessi di pochi ignorando completamente quelli di molti, non utilizzate logiche ignoranti e prive di scrupoli decidendo di strumentalizzare il nostro territorio a vantaggio di biechi personalismi.

Esorto anche il Governatore della Regione Luciano D’Alfonso ad attivarsi attraverso i propri canali con il Governo Centrale al fine di scongiurare gli effetti di una strategia energetica che non ha nulla a che vedere con il nostro Abruzzo.

Tengo a rimarcare che centinaia di studi scientifici a livello mondiale dimostrano come l’inquinamento che proviene dalle lavorazioni degli idrocarburi provoca sul territorio aumenti di tumori, malformazioni fetali, malattie cardiorespiratorie e deformazioni genetiche come ben sanno gli abitanti di Falconara, Gela, Viggiano, Priolo, Porto Marghera, Manfredonia, Cremona.

Inoltre, nel compartimento del lavoro, i vari report dell’OPEC evidenziano che il settore è stato notevolmente colpito dal calo della domanda mondiale e che quindi non vi sono prospettive di crescita lavorativa, resistendo in ambito occupazionale nel solo “circolo chiuso” dell’indotto, cioè di quelle poche aziende che operano nel settore.

Il petrolio abruzzese è un petrolio “amaro”, cioè non si ricavano benzine ma solo bitume per asfalti o nel migliore dei casi PVC, come dichiarato anche dall’amministratore delegato della Medoilgas Sergio Morandi, titolare della concessione “Ombrina Mare2”.

Se il 1° settembre 2009 anche la Chiesa Cattolica attraverso il Sinodo dei Vescovi abruzzesi e molisani ha pubblicamente preso una posizione contraria allo sfruttamento petrolifero in Abruzzo.

Se il 30 giugno 2010 “il Sole 24 ore” faceva un excursus sull'impossibile convivenza tra le richieste (e le autorizzazioni) di piattaforme petrolifere offshore e l'economia turistica e l'ambiente.

Se di conseguenza anche il giornale della Confindustria è stato costretto ad una prudente ritirata di fronte ad iniziative petrolifere che cozzano con il turismo, penso che qualcosa nel sistema OIL&GAS non vada, come penso Signor Presidente del Consiglio, che Lei possa e debba dare un segnale concreto modificando il decreto Sblocca-Italia verso risorse ecosostenibili perché se l’Italia vuole uscire da questo imbarbarimento ambientale e sociale deve ritrovare la forza e la dignità dei propri padri. Forza e dignità che nel dopoguerra hanno permesso di uscire dalla morsa della povertà e del sottosviluppo.

Vogliamo bene a questo mare e a questa provincia, ed e' per questo che faremo di tutto per evitare le estrazioni di idrocarburi .

La esorto e Le chiedo di intervenire direttamente nel modificare il decreto Salva-Italia in quelle parti che trasformerebbero una Regione “verde” e vivibile in una Regione “amara”.

Franco Moroni, 29 Settembre 2014

Saturday, April 19, 2014

Il papa: "La Chiesa ha bisogno del nostro coraggio". Si applica anche al clero lucano?

Il tweet del papa


2008 - Il teologo del papa in guerra con l'ENI.
Riferito alla chiesa d'Abruzzo.


Ecco qui la chiesa d'Abruzzo e di Molise:

Monsignor Bruno Forte contro le trivelle d'Abruzzo

Diocesi di Pescara - contro il centro oli

Diocesi del Molise - contro le trivelle in mare

Vescovo Ghidelli - D'Orsogna 


Ecco qui la lettera ai vescovi di tre anni fa.
Tutto tace.

Lettera ai vescovi lucani

Papa Francesco ha di recente twittato che non si puo’ essere discepoli tiepidi, e che la Chiesa ha bisogno di coraggio per dare testimonianza alla verita’.

Non so esattamente a chi si riferisse, se ai fedeli o al clero, ma il messaggio e’ molto bello e direi che si dovrebbe applicare a tutti i cittadini di una democrazia. La res publica va difesa con coraggio, e da tutti.

Mi domando se i vescovi di Basilicata abbiano letto questo tweet e se abbiano un po riflettuto sul loro ruolo nella tragedia ambientale che si snoda in Basilicata da anni ormai, e nel piu’ assoluto silenzio da parte loro.

Dov’e’ il loro coraggio? Dov’e’ la loro testimonianza alla verita?
Dov’e’ il loro essere discepoli forti?

Io non riesco a vederlo.

E no, non e’ possibile schierarsi dietro ponzio-pilatecschi: "non lo sappiamo", "non ce ne intendiamo", "non ci occupiamo di politica", "non ci sono dati".

No, l’evidenza e’ sotto gli occhi di tutti e qui occore che i vescovi di Basilicata, Agostino Superbo, Vincenzo Orofino, Giovanni Ricchiuti, Gianfranco Todisco, Salvatore Ligorio, aprano gli occhi e vivano il vangelo come il vangelo va vissuto.

L’avro’ detto mille volte: la chiesa dice di difendere la vita e per questo e' contro aborto, euthanasia, contraccettivi. E va bene. Hanno diritto di pensare cosi. Ma la vita non e’ solo nascere, morire e sesso, la vita e' molto di piu' ed e’ da ipocriti fare finta che tutto il resto non esista.

La vita e’ anche l’aria che si respira, e’ anche l’acqua che si beve, e’ anche la speranza di un futuro sereno, felice e in cui le proprie potenzialita’ possano essere realizzate.

In Basilicata tutto questo pare essere di secondaria importanza. AI politici e ai petrolieri non interessa. E neppure alla chiesa.

Perche’ I vescovi lucani non parlano? Non denunciano? Non esigono condizioni migliori per la loro regione? Perche’ non vogliono usare l’enorme potere che hanno per le cose utili?

Mistero.

Buona Pasqua signori vescovi di Basilicata.


La chiesa ha bisogno del vostro coraggio per dare testimonanzia alla verita’.



Friday, February 22, 2013

Di nuovo la Chiesa contro Ombrina

Grazie Don Carmine, il portavoce della Conferenza Episcopale D'Abruzzo e del Molise contro Ombrina Mare e tutti gli scellerati progetti di devastazione ambientale d'Abruzzo.

Chiodi ci senti?

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In questi giorni e' diventata nota l'approvazione da parte del Ministero dell'Ambiente del progetto petrolifero denominato Ombrina Mare 2.

Dopo le paure scatenatasi nelle scorse settimane, dopo le notizie che per qualche giorno sono state diffuse su uno sversamento al largo di Rospo Mare, ancora una volta sento alzarsi con forza
sentimenti di tristezza e timore da tantissimi abruzzesi.

L'Ufficio di Pastorale Sociale, per conto della CEAM, si e' gia'  espresso varie volte negli anni, inviando anche proprie osservazioni al progetto petrolifero in oggetto.

Gli stessi arcivescovi e vescovi della CEAM hanno presentato in due occasioni analoghi comunicati per esortare tutti alla custodia del Creato e ad uno sviluppo sostenibile, partecipato democraticamente e nell'interesse del bene comune e non solo di una parte del Paese.

Auspico ancora che la politica tutta, dai futuri parlamentari fino ai Consigli Comunali, e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa meravigliosa terra che e' la Costa
Teatina con tutti gli uomini e le donne che vi abitano.

Fermate Ombrina Mare, fermate ogni progetto petrolifero e di sfruttamento selvaggio dell'ambiente naturale; difendete il Creato, ponete la sua salvaguardia al centro di una politica che sia perseguimento del bene comune, rifuggite da interessi particolari ed egoistici, che possono
compromettere il benessere di tutti e la capacita' di futuro delle giovani generazioni.

Ai credenti, in particolare, si impone il dovere di tutelare ad ogni costo il valore della vita, la dignita' della persona in tutte le sue dimensioni, la promozione della giustizia e della pace, in nome del Vangelo e per il bene del mondo intero.

don Carmine Miccoli
Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

Thursday, October 25, 2012

Paolo Primavera e Confindustria: attacco alla Chiesa

Paolo Primavera, pro-trivelle,  anticlericale, antipopolo


Non è più possibile pensare diferire il territorio, 
ma è necessario pensare che questo territorio debba essere custodito


21 Ottobre 2012



E come poteva Paolo Primavera, della Confindustria Abruzzo, accettare che la Chiesa Cattolica alzasse la sua voce in difesa della gente d'Abruzzo e contro le speculazioni dei petrolieri?

Non poteva. E cosi' in questi giorni torna alla carica con il suo solito mantra della difesa dell'indifendibile: il guadagno facile per gli speculatori, la distruzione dell'Abruzzo, della sua storia agricola, vitivinicola, delle sue tradizioni, del suo ambiente, dei suoi marchi.

E lo fa, Paolo Primavera, con il solito cavallo di Troia del "dialogo" con i petrolieri, del "compromesso", della "coesistenza", conditi con altri numeri sparati a casaccio sull'occupazione magica e l'indotto che il petrolio portera' all'Abruzzo. Addirittura 25,000 posti di lavoro!!

Paolo Primavera non sa piu a cosa aggrapparsi e cosi inizia:

"Pregiudizi contro il petrolio"
No mio, caro, e' evidenza scientifica e di altre realta' petrolizzate in tutto il mondo.

Anche gli "allevamenti zootecnici" hanno "effetti letali", e la rete di depurazione dell'Abruzzo e' inefficente.

Ma che c'entra? Parliamo di ceci, non di fave. E comunque, qui non giochiamo a chi distrugge l'ambiente di piu', caro Primavera, qui vogliamo fare le cose IN MEGLIO e non IN PEGGIO, capisce?

Vogliamo fare una cosa? Io mi sono occupata di petrolio, lei si occupi degli allevamenti, e cerchi di spiegare a chi usa causa questi "effetti letali"di utilizzare fertilizzanti meno impattanti e organici.

Che ne dice?

Vuole iniziare lei a fare dei convegni sull'uso di migliori tecniche agricole?
Vuole offrire dei soldi lei per migliorare la rete dei depuratori?

Suvvia, sono sicura che sia la Confidustria che lei personalmente possiate permettervi di prendere uno di quei depuratori inefficenti, e farlo diventare l'avanguardia dell'efficenza.

Ci faccia vedere come si fa.

E ancora spara con il fatto che "la produzione di energia e' necessaria".

Certo, siamo tutti d'accordo, e allora  mettiamo un pannello sopra ogni condominio d'Italia, invece che trivellare la monnezza petrolifera che abbiamo in questo paese.

Anche qui, si faccia portavoce lei del bisogno di incentivare l'energia solare e proponga lei che l'Italia debba superare la Germania, paese che produce il doppio dell'energia fotovoltaica rispetto a noi.

Eh mi sa che questo non le piace tanto eh? Con il petrolio c'e' da speculare, con un pannello per tetto - energia e ricchezza distribuita, un po meno, vero?

E poi spara con: 
norme severe, tra le più rigide del mondo, continui controlli, decine di aziende, tecnologie avanzate, grande rispetto dell'ambiente, salute pubblica, sicurezza, occupazione stabile e di qualità, indotto per 5.000 addetti.

Addirttura promette 15 miliardi di investimenti e 25.000 nuovi posti di lavoro!
Ma chi, gli addetti al reparto oncologia?

E ovviamente non poteva mancare il solito ricatto lavoro/fame:

una risposta concreta alla fame di lavoro che attanaglia il territorio, e ricevendo ritorni economici in grado di alimentare investimenti nel settore turistico o delle infrastrutture o a sostegno delle piccole imprese, per cui oggi non vi sono risorse.
Ah certo, il turismo petrolifero! 
Uno va a Bomba a vedere la raffineria, e a inalare H2S che fa bene ai polmoni? 
Oppure uno va alla costa dei trabocchi per fare il bagno nel petrolio che ti alliscia la pelle? 
Oppure ci beviamo vino agli idrocarburi, per darci piu' energia? 
Ma cosa dice, Paolo Primavera! 
Vada in Basilicata e vedra' smentite tutti suoi castelli a cui credono solo lei e i suoi compari. 
Io ci sono stata in Basilicata e tutto questo "sviluppo" non l'ho visto. 
Ho visto solo pozzi che adesso vengono costruiti dietro gli ospedali e a 200 metri dalle case, ho solo visto vigne spiantate perche' l'uva non viene piu' bene, ho sentito di pecore a cui salta il ciclo riproduttivo, di mucche che non vogliono piu' mangiare l'erba bruciata dalle pioggie acide. Storie di idrogeno solforato, di malattie, di disoccupazione, di tumori alle stelle e di disperazione quotidiana.

Caro Primavera, e' tardi per questi patetici tentativi di lavaggio del cervello e per fortuna nessuno piu' crede alle sue favole campate in aria. 

La lezione di Taranto e' troppo forte. 

A quelle promesse li, la gente ci credeva 50 anni fa. 
Lei e' arrivato tardi e non ci caschiamo mica.

Stia tranquillo, non le lasceremo trivellare un millimetro di questa terra.

Saturday, October 20, 2012

Una Chiesa vera contro la prepotenza dei petrolieri



"Con l'eventuale realizzazione dei progetti di sfruttamento energetico non si sanerebbe la ferita della disoccupazione e della recessione, si accrescerebbe il senso di abbandono e di sopraffazione che le nostre genti percepiscono di fronte a chi esercita poteri decisionali, si avanzerebbe nella spogliazione del nostro ambiente naturale e della nostra economia agricola e turistica, 
in maniera irreversibile e irresponsabile".


Ci sono cosi tante cose che mi sono successe in queste tre settimane di incontri in tutta Italia, ed il tempo e' sempre troppo poco, per assaporare davvero tutto.

Ma ecco una cosa veramente bella che accade in Abruzzo, oggi, grazie a Carmine Miccoli e all'intera conferenza episcopale d'Abruzzo e del Molise.

Infatti, di fronte all'ennesimo tentativo da parte della Forest Oil di venire a trivellare una vallata incontaminata in Abruzzo, a Bomba, la Conferenza Episcopale d'Abruzzo e Molise fa circolare una nuova nota a favore del territorio e contro gli speculatori.

Sono chiari, come lo sono stati in passato: queste trivellazioni distruggeranno il territorio in modo irreversibile e irresponsabile.

E' una nota che spero legga anche il presidente della Forest Oil, tale John Langus, che arriva dalla Pennsylvania a dire a noi cittadini d'Abruzzo che vuole "riaprire il dialogo" assieme al suo compare Giorgio Mazzenga.

Caro John, eccoti il nostro dialogo: non ti ci vogliamo qui, capisci? 

Non abbiamo niente da dialogare, come non ce l'avresti tu se qui non ci fosse occasione di lucro per te.

E se non ti bastano gli innumerevoli no piombati da tutto l'Abruzzo e pronunciati da 19 comuni, dalla provincia di Chieti, dalle popolazioni, dagli accademici, dalla Chiesa, dalla Confcommercio, dalla Commisisone VIA, da Roma e da chiunque abbia un po di buonsenso, rileggetevi la frase: Trivellare l'Abruzzo e' cosa irresponsabile.

Capisci?

E poi, e' veramente patetico che cambiate le carte in tavola, mentendo allegramente. Sui vostri comunicati agli investitori si parla di 1 miliardo di metri cubi IN TOTALE in tutto il giacimento. L'Italia ne consuma 80 miliardi l'anno. Per cui le stime sono di si e no cinque giorni di gas, altro che sei mesi di fabbisogno nazionale!!!

Ma che credete che abbiamo l'anello al naso? Che il fabbisogno italiano di sei mesi e' contenuto in cinque pozzi di gas? Ma come ci pensate?

E poi chiamano tali Allen Marr e Michele Jamilokowski, i gran esperti della Torre di Pisa, per dire che la diga non crolla. Ma fate ridere! Ma questi tipi non sanno niente dell'Abruzzo, del suo territorio, e della sua gente. E questa frase qui, dell'International Oil and Gas dove la mettiamo?

"However, that gas/condensate reservoir (...) has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide risk in the mountainous area. "

E quest'altra del dipendente della stessa Forest Oil, Ronald Brown?

At the time, a tragedy occurred in Northern Italy when a slide block fell into the Vajont reservoir. A pulse wave overflowed the dam and destroyed Longarone, a village of 2000 people. The gas field is partly located beneath a Lake held by a 57.50 meter earthen dam. AGIP elected not to produce the field in 1966 due to the Bomba dam proximity.

E poi ancora con le balle che non e' una raffineria, ma un centro di desolforazione con dei magici batteri che mangeranno lo zolfo. E che batteri sono? I batteri di Mazinga zeta?

E la VIA dove dicevate voi stessi che ci sarebbero state emissioni di idrogeno solforato direttamente nelle case delle persone, a 200 metri dai vostri batteri spaziali? Ve ne siete scordati?

I soldi accecano le persone, lo so. Ma qui siete veramente patetici.

Drilling Abruzzo is irresponsible, just as the entire Union of Bishops said today. 

Dear John, Dear Allen, Dear Michele: save yourselves from this international embarassment. Please go back home to Pennsylvania, to Boston and leave us in peace.

Put your heart at rest: you will not, I guarantee you, you will not, drill this place.
We won't let you.

 

"Leviamo la voce per denunciare le "ferite" delle nostre terre minacciate da progetti di "sviluppo" che sono invero segnati da gravi rischi ambientali"

“Noi, Vescovi delle Chiese che sono in Abruzzo e Molise, ancora una volta leviamo alta la voce per denunciare le "ferite" delle nostre terre, minacciate da progetti di "sviluppo" che sono invero segnati da gravi rischi ambientali, socio-economici e umani, in cui viene meno la tutela della vita e la custodia del creato, dono di Dio e impegno morale di tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Lo afferma in una nota la Conferenza episcopale abruzzese-molisana (Ceam), in una nota.
   "Ci riferiamo, in particolar modo, ai progetti di sfruttamento energetico, in particolar modo petrolifero, su cui ci siamo già pronunciati come Conferenza episcopale regionale nel 2008 e, mediante l'intervento di alcuni di noi o tramite gli uffici da noi delegati, in varie occasioni nel corso di questi ultimi anni. In luogo di una vera 'conversione' a progetti di crescita sostenibile, in ascolto della voce dei territori e delle popolazioni di cui abbiamo la cura pastorale - rileva la Ceam - si confermano e si aggravano le scelte più rischiose per la salute e il benessere di tutti. La stessa promessa di uno sviluppo economico viene a cadere di fronte alla grave situazione economica e sociale, ancora nel pieno della crisi che investe il nostro Paese e, in particolar modo, la nostra Regione: con l'eventuale realizzazione dei progetti di sfruttamento energetico non si sanerebbe la ferita della disoccupazione e della recessione, si accrescerebbe il senso di abbandono e di sopraffazione che le nostre genti percepiscono di fronte a chi esercita poteri decisionali, si avanzerebbe nella spogliazione del nostro ambiente naturale e della nostra economia agricola e turistica, in maniera irreversibile e irresponsabile".
 "Come afferma il recente documento della CEI in occasione della 7a giornata nazionale per la salvaguardia del Creato ("Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra") - prosegue la nota - noi non possiamo "dimenticare le ferite di cui soffre la nostra terra, che possono essere guarite solo da coscienze animate dalla giustizia e da mani solidali. Guarire e' voce del verbo amare, e chi desidera guarire sente che quel gesto ha in sé una valenza che lo vorrebbe perenne, come perenne e fedele e' l'Amore che sgorga dal cuore di Dio e si manifesta nella bellezza del creato, a noi affidato come dono e responsabilità. Con esso, proprio perché gratuitamente donato, e' necessario anche riconciliarsi quando ci accorgiamo di averlo violato" (n. 1). Questo compito comune veda coinvolti tutti, in particolar modo coloro che, a livello locale, regionale e nazionale, hanno ricevuto il mandato di governare lo sviluppo del territorio, perché agiscano in nome del bene comune e non di una singola parte, prestando ascolto al grido della nostra terra, del nostro mare, del nostro cielo: in essi riconosciamo la presenza di Dio, come ci ricorda il "Cantico delle creature" del santo patrono d'Italia Francesco d'Assisi. Allora il nostro grido comune si muterà in canto di lode e di grazie, perché consapevoli di aver realizzato un passo in avanti nella concordia tra noi e quella parte della creazione che ci e' stata affidata, per cui essere degni della nostra chiamata più grande: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9).

Sunday, March 18, 2012

L'arcivescovo dell'Alberta contro i petrolieri



I pubblicani e le prostitute vi passeranno avanti nel Regno di DioMt 21, 28-32


As the Bishop of the Diocese of St. Paul in north-eastern Alberta, it is my responsibility to provide moral advice and leadership on questions that affect the faithful who live in my diocese. It is therefore impossible for me to ignore the moral problem created by the proposed one hundred and fifty billion dollars oil sands developmentsThe critical points made in this letter are not directed to the working people of Fort Mc Murray, but to the the oil company executives in Calgary and Houston

A global Catholic moral consensus now exists:
the environmental crisis is real and it requires a religious and moral response.

I wish to thank the efforts of ecologists working for the oil industry as well as the ongoing work of environmentalists. The people of the Diocese of St. Paul are deeply indebted for their dedication.

Lettera pastorale contro i petrolieri dell'arcivescovo
di Saint Paul, Alberta, Luc Bouchard, 2009

Gentili arcivescovi di Basilicata,

Agostino Superbo,
Vincenzo Orofino,
Giovanni Ricchiuti,
Gianfranco Todisco,
Salvatore Ligorio


durante il periodo di Pasqua del 2011 scrissi una lunga lettera a ciascuno di voi con varie informazioni collegate alle estrazioni petrolifere in Basilicata, le cui problematiche e conseguenze drammatiche per i lucani sono impossibili da nascondere e che certo conoscete.

Vi ho mandato testi scientifici, traduzioni e dati a testimoniare in modo inequivocabile che le estrazioni di petrolio hanno inquinato campi, falde acquifere, riserve di acqua potabile, sorgenti, aria, frutti, miele.

L'ENI e la Total hanno distrutto tutto quello che hanno toccato in questi anni in Basilicata, hanno tolto speranza ai giovani che emigrano in massa, hanno portato ad aumenti di malattie, puzza, corruzione e rassegnazione.

L'ISTAT ha stabilito che la Basilciata e' la regione piu' povera d'Italia, nonostante quasi 20 anni di petrolio.

Vi chiedevo di dire qualcosa, di agire per fermare quella follia che sara' il raddoppio delle estrazioni di petrolio dalla Basilicata. Vi chiedevo di usare il vostro immenso potere per essere utili alla collettivita', in maniera sincera, cristiana - ma per davvero - e senza paura.

Sono passati nove, dieci mesi. Non ho avuto risposte ad eccezione che da uno di voi che mi ha ringraziato e farfugliato qualcosa sul nucleare, senza poi fare granche'.

Questo silenzio, non alle mie lettere, ma di fronte alla realta' lucana che vi circonda, e' qualcosa di inaccettabile, perche' sa molto di Ponziopilatesco e non ha assolutamente niente di cristiano.

E' triste vedere che non ve n'e' importato niente della vostra stessa gente e che il messaggio piu' autentico di Gesu Cristo sia passato in secondo piano di fronte alle paure, alla voglia di mantere lo status quo e al quieto vivere di memoria Don-Abbondiesca.

Cosa, avete paura dell'ENI?

Di Vito De Filippo?

Di Paolo Scaroni?

E non avete paura della vostra coscienza?

Lo so che e' scomodo prendere posizioni di fronte a poteri forti, ma VOI SIETE un potere forte e dovreste usarlo per la difesa dei deboli, del creato. Per la giustizia. E senza delegare a nessuno.

Ecco invece l'arcivescovo di Saint Paul, Luc Bouchard, a darvi una lezione civica, morale, cristiana con parole semplici ma efficaci contro la follia petrolifera.

L'arcivescovo Bouchard vive nello stato dell'Alberta, un petrol-stato, dove estraggono petrolio dal bitume delle tar-sands, con tecniche altamente distruttive, e dove, proprio come in Basilicata, i petrolieri hanno inquinato aria, acqua e polmoni delle persone. La zona maggiormente affetta e' l'area dell'Athabasca, ricca di fiumi e dove si distruggono intere foreste boreali per tirare fuori asfalto.

Questo arcivescovo, a differenza vostra, prende e scrive una lettera pastorale di una decina di pagine, indirizzata ai suoi fedeli, ma anche a tutti i capoccioni petroliferi a Calgary, e ai governanti di Edmonton, la capitale dell'Alberta, e di Ottawa, la capitale del Canada.

Dice che lui e' dalla parte della gente e degli ambientalisti, che e' concorde con le argomentazioni prodotte da questi ultimi e anzi, li ringrazia per quanto fatto.

Con cosi tanta semplicita' e gentilezza, dice che lui, vescovo, e' debitore verso gli ambientalisti per la loro dedizione.

Nel suo testo, "L'integrita' del creato e le tar sands dell'Athabasca", l'arcivescovo e' schietto, e non ha paura di prendere posizioni, di dare pane al pano e vino al vino, senza paura. Dice che:

"even great financial gain does not justify serious harm to the environment,”

neanche enormi ritorni finanziari possono giustificare seri danni all'ambiente

“the present pace and scale of development in the Athabasca oil sands cannot be morally justified"

il tasso attuale e l'enromita' dello sfruttamento delle sabbie bituminiche dell'Athabasca non possono essere moralmente giustificate

"environmentalists and members of First Nations and Meltis communities who are challenging government and industry to adequately safeguard the air, water, and boreal forest eco-systems present a very strong moral argument, which I support"

"gli ambientalisti e i membri delle comunita' indigene che stanno facendo pressione sul governo e sull'industria petrolifera per salvaguardare aria, acqua e foresta boreale, presentano delle argomentazioni solide e morali, con cui sono d'accordo."

Capite? Questo arcivescovo dice che lui sente la responsabilita' - parola cosi bella e cosi difficile - di essere una guida morale ai suoi fedeli, dice che non e' etico continuare a pompare bitume in Alberta, e che non dovrebbe essere estratto neanche un solo barile in piu' finche' non si riesce a garantire la sicurezza assoluta dell'ambiente. Non un solo barile in piu'. Dice che lui concorda con gli ambientalisti e che le loro argomentazioni sono giuste e morali.

Nel primo capitolo della sua lettera, l'arcivescovo presenta i motivi che secondo lui impongono la difesa dell'ambiente come un obbligo religioso. Dice che dal 1965 ad oggi ci sono state circa 40 lettere pastorali scritte da vescovi da ogni parte del mondo a favore dell'ambiente.

Nel secondo capitolo poi l'arcivescovo fa una lista, dettagliata, accurata, scientifica, dei problemi che i petrolieri hanno portato all'Athabasca:

1. distruzione dell'ecosistema e della foresta boreale
2. danni al sistema acquifero dell'Athabasca, il terzo piu' grande del mondo
3. le emissioni di gas serra
4. l'uso di gas naturale per estrarre il bitume
5. la creazione di pozzetti a cielo aperto di rifiuti tossici

E poi aggiunge:

Any one of the above destructive effects provokes moral concern, but it is when the damaging effects are all added together that the moral legitimacy of oil sands production is challenged.
Ciascuno di questi effetti distruttivi provoca preoccupazioni morali, ma quando tutto questi effetti sono messi assieme, emerge la questione della legittimita' morale dell'intera opera di sfruttamento petrolifero.

I am forced to conclude that the integrity of creation in the Athabasca Oil Sands is clearly being sacrificed for economic gain.

Sono costretto a concludere che l'integrita' della creazione nelle sabbie bituminiche dell'Athabasca e' stata sacrificata in nome dei tornaconti economici.

Nel terzo capitolo invece si parla di cosa fare, e qui l'arcivescovo dice che la produzione attuale deve essere rallentata, e che occorre diminuire le emissioni di anidride carbonica, che devono esserci minori emissioni di roba tossica, che i diritti degli indigeni devono essere rispettati, che non si deve piu' abbattere foresta e che i lavoratori siano adeguatamente protetti.

Musica per le mie orecchie.

Infine, l'arcivescovo condanna i nostri usi eccessivi, gli sprechi, ringrazia di nuovo gli ambientalisti e invita tutti i suoi fedeli a contattare i rappresentanti politici per fare pressione sulle loro decisioni.

Cioe' dice alla gente di rompere le scatole!

Nel testo dell'arcivescovo Bouchard la parola "morale" compare almeno 20 volte.

E voi cari vescovi di Basilicata? Dove siete voi a parlare con la vostra gente? A scrivere lettere a quelli dell'ENI e della Total? A scrivere a Vito de Filippo? A Monti? A dare supporto e a ringraziare gli ambientalisti, cosi derisi? A ricordare che la difesa dell'ambiente e' prima dei profitti? A dire alla gente di rompere le scatole, e a offfire il vostro contributo?

A usare le parole "morale", "responsabilita'", "dovere"?

Dove siete? O queste parole si applicano solo per la gente "normale" e non per voi?

A chi fu dato molto, molto sarà chiesto. Lc 12, 39-48

A voi, in Italia, e' stato dato un potere immenso.

Friday, March 9, 2012

Lettera ai vescovi di Basilicata - parte prima


Cronistoria: il primo invio di lettere in forma cartacea da parte mia verso i 5 vescovi di Basilicata - Agostino Superbo, Vincenzo Orofino, Giovanni Ricchiuti, Gianfranco Todisco, Salvatore Ligorio- e' stato verso la meta' di Aprile del 2011.



Non ho ricevuto risposta alcuna.

In seguito ho mandato ai vescovi di Basilicata questo email che ora rendo pubblico, in Giugno 2011. Mi rispose solo uno di loro.

La prossima puntata sara' la lettera finale, di questi giorni.

Come gia' detto, non sono nessuno ma non posso accettare che la chiesa stia zitta di fronte a questo scellerato raddoppio lucano e alla devastazione ENI, Total e ora anche Shell.

Questo e' il mio tentativo di ricordare loro che hanno delle responsabilita' morali e che il silenzio non e' accettabile.

Il cristianesimo - quello che hanno insegnato a me almeno - e' per i deboli, e' per la vita, e' per la giustizia. Non e' per i prepotenti, per la paura e per il silenzio.

E no, non sono anticlericale. Sono solo una che vuole che la parole vadano di pari passo con i fatti. Altrimenti il vangelo e' solo una favola.

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Los Angeles, 7 Giugno 2011

Gentile Vescovo,

Mi chiamo Maria Rita D'Orsogna, sono un fisico, ho 38 anni e sono professore associato in matematica applicata in una Universita' Californiana. Da vari anni mi adopero per evitare che l'Abruzzo e per quanto mi e' possibile altre regioni d'Italia si trasformino in un enorme campo di petrolio, come purtroppo gia' accaduto in Basilicata.

Le ho scritto circa un mese fa via posta cartacea per chiederle un intervento della chiesa di Basilicata sul tema delle estrazioni petrolifere nella sua regione.

Saro' molto schietta. Io trovo che sia semplicemente inaccettabile che la Chiesa di Basilicata non abbia nulla da dire riguardo alla questione petrolio, quando ogni santo giorno ci sono notizie di incidenti, sversamenti, proposte di raddoppiare le estrazioni, campi inquinati, persone che si sentono male, aumenti di malattie, laghi inquinati, pesci morti e sorgenti chiuse.

Da cattolica praticante sono letteralmente scandalizzata e mi vergogno profondamente di questo silenzio assordante che nulla ha a che fare con lo spirito piu' autentico del Vangelo, che e' fatto di impegno, di voglia di difendere gli indifesi, di mercanti scacciati dal tempio, di posizioni prese anche quando sono scomode.

Qui non si tratta di ambientalismo fine a se stesso, di posizioni ideologiche, di destra o di sinistra.

Qui si tratta della vita delle persone, quella stessa vita di cui la chiesa, a parole, dice di essere difenditrice. Ma la vita non e' solo la lotta all'aborto o all'eutanasia o alla pillola anticoncezionale.

La vita e' anche tutto quello che c'e' in mezzo il nascere e il morire. La vita e' fatta di aria che si respira, di cibo che si mangia, di acqua che si beve, di speranze per un futuro migliore, di giustizia sociale per tutti.

In Basilicata, in Val d'Agri, l'ENI ha distrutto tutte queste cose e non ci sono mezze parole per dirlo.

La chiesa d'Abruzzo ha avuto il coraggio di pronunciarsi contro le estrazioni petrolifere, per via dell'intera Conferenza Episcopale d'Abruzzo e di Molise, ed e' stata da sempre al fianco dei cittadini nella lotta al petrolio e alla costruzione di un Centro Oli del tutto simile a quello di Viggiano. Anche la diocesi di Termoli e di Larino si e' espressa contro le trivellazioni nel mare Adriatico.

Perche' invece la chiesa lucana tace da 15 anni a questa parte?

Di cosa si ha paura? Sono i petrolieri, gli affaristi e i politici collusi che dovrebbero avere paura, e non la chiesa.

La gente ha fame di una chiesa attiva, che si sporchi le mani con i loro problemi reali, calati nel concreto, proprio come Gesu, che prima di predicare dava da mangiare alla gente e li curava dalle malattie.

Ecco, mi auguro che la chiesa di Basilicata possa finalmente prendere posizioni nette e schierarsi contro l'ulteriore distruzione della regione perche' sono in arrivo altri pozzi, altri centri oli, altri parchi violati nell'assenso apatico della quasi totalita' della classe politica di Lucania.

Mi auguro che la Chiesa di Basilicata possa lavorare in difesa della vita vera e al fianco di tutti quelli che da anni si adoperano per una Basilicata migliore, finora lasciati troppo soli.

Ecco qui la chiesa d'Abruzzo e di Molise:

Qui

Qui

Qui

Qui

MRD

Thursday, June 25, 2009

Impressioni


Come potete notare la frequenza di scrittura di questo blog nelle scorse settimane e' un po diminuita. Ho veramente tantissime cose da fare, email da scrivere, posti da visitare, persone da convincere e un pochino la mia famiglia che mi reclama. Ringrazio pubblicamente Fabrizia che tanto si sta spendendo per coordinare i vari incontri e tutte le persone che finora sono state d'aiuto per i spostamenti e per l'organizzazione nei vari comuni. Grazie - senza di voi tutto sarebbe impossibile.

Intanto, qui sotto, l'elenco completo delle manifestazioni per ora. Questa sera sono a Casoli, alle 9 di sera, come da invito degli amministratori della citta'. Di tutti gli eventi, quello che piu' mi sta a cuore e' la manifestazione in spiaggia che tentativamente e' fissata per il 18 luglio a Pescara. Spero che davvero ci sia tanta gente e che sia una forte manifestazione di amore per la nostra terra e per il nostro mare.

L'impressione principale che porto via da questi primi giorni di Abruzzo e' che non si sente ancora l'urgenza dei tempi. Il primo gennaio 2010 e' dietro le porte e da allora non avremo piu' alcuno strumento utile che potra' difenderci. In questi giorni ho incontrato sia il senatore Legnini, esponente del PD che il presidente della provincia di Chieti, Di Giuseppantonio di centro-destra.

Sono stati entrambi gentili e disponibili con me, ma poi nei fatti, l'onere di portare avanti la battaglia l'hanno lasciato a me. Mi e' sembrato come se il petrolio in Abruzzo fosse un problema mio - una volontaria - e non loro - pagati profutamente per trovare le soluzioni. Come se fosse una cosa fra le tante a cui devono pensare, magari nei ritagli di tempo.

Legnini mi ha detto di pensare a cosa voglio e poi di scrivergli. Di Giuseppantonio ha promesso che sarebbe venuto a Chieti ieri e poi non si e' fatto vivo. Cosa devo pensare? Non sono mica Mandrake! Perche' chi e' preposto a trovare soluzioni sembra essere cosi' lontano dall'averne una volonta' vera? Per me la vita e' semplice: c'e' un obiettivo, si lavora per raggiungerlo.

Cosa voglio io? Che i petrolieri non vengano in Abruzzo. Semplice. Non credo di dover essere io a trovare lo strumento legislativo giusto, non sono un politico, ne' un avvocato o cose di questo genere. Non lo so come si fa, ma qualcosa deve essere fatto, nero su bianco. Qualcosa mi inventero'. Sopratutto non demordero' - sono cosi convinta della giustezza delle mie argomentazioni che continuero' a rompere le scatole a tutti. Che altro posso fare?

Intanto, da Gianni Chiodi e Daniela Stati ancora il mutismo piu' totale sul tema petrolio in Abruzzo. Che governanti inutili.

Una cosa positiva pero' ci e' stata detta dal senatore Legnini: che i motivi secondo i quali l'ENI ha deciso (temporaneamente) di non portare avanti il progetto della raffineria di Ortona sono tre: il prezzo del petrolio, le proteste del popolo e l'opposizione dei vescovi. Anche se non sappiamo la proporzione di questi tre elementi, due su tre sono dovuti al nostro impegno di cittadini. Sono sicurissima che senza tutto l'operato di noi persone e dei vari comitati locali, la raffineria sarebbe gia li a sputare veleni. Dunque occorre continuare, a lottare, a firmare, ad arrabbiarsi.

E poi, in questi giorni di pioggia intrammisto a sereno l'Abruzzo diventa piu bello. La luce e' diversa, il verde e' piu fresco, piu intenso. L'aria e' rarefatta, si vede la montagna ed il mare sembra piu' blu. In un qualsiasi altro posto del mondo questo immenso giardino in cui viviamo sarebbe protetto, amato, pubblicizzato, valorizzato, esteso.

Invece qui duole vedere le troppe schifezze dell'operato umano. Dall'immondizia gettata a casaccio ai bordi della strada, o che affiora in riva al mare, fino alla costa teatina che inizia a riempirsi di pozzi di petrolio nel mare, di cartelli "vendesi appartamenti con vista mare" o a quello scempio del porto di Ortona che mostruosamente invade il mare in un tentacolo di morte. Per non parlare di costruzioni inutilizzate e lasciate languire senza scopo, come il relitto ENI di Ortona fra le colline. Perche' nessuno pensa che lo sviluppo possa consisitere nel trasformare il costruito esistente in qualcosa di utile, di buono o magari di abbattere lo schifo inutilizzato?

Pare tutto fatto a casaccio, senza un piano, senza una linea di sviluppo, senza un progetto grande, duraturo nel tempo e fatto per il bene della gente e non di petrolieri, cementificatori, o corruttori di vario genere. Soprattutto fatto per amore, del popolo, della terra, del futuro.

E' un po cosi' in tutte le cose italiche di questi tempi, ed e' triste vedere le potenzialita' di questa nazione, di questa regione buttate al vento cosi'.


25 Giugno - Casoli ore 21 nella sede del Comune

26 Roccamontepiano - cena Emergenza Abruzzo per l'Aquila

28 Lettomanoppello ore 18.30 presso gli impianti sportivi comunali
"I Campetti" Via Collerotondo (PE)

1- 4 Luglio Sardegna Iglesias - Campagna Riforma Banca Mondiale

5 Luglio Torino di Sangro Sala Priori, ore 19-20

6 Luglio Fossacesia presso la sede del comune

8 Luglio Bucchianico conferenza 18.30 chiesetta di Sant'Antonio nel centro
storico di Bucchianico (dietro la chiesa grande di S.Urbano)

11 Luglio Basilicata

14 Luglio Mosciano, organizzata dal comune

15 Luglio Vasto

16 Luglio Fara Filiorum Petri ore 21, organizzata dal comune

18 Luglio Manifestazione in spiaggia a Pescara