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Tuesday, December 1, 2015

Wednesday, April 8, 2015

Invito a Dubai

Dear Colleague,

The purpose of this letter is to solicit your gracious presence as a Speaker at the upcoming Oil and Gas Expo on November 16-18, 2015 which is going to be held in Dubai, UAE.

Oil Gas Expo-2015 would lay a platform for the interaction between experts around the world and aims in accelerating scientific discoveries and latest developments in geopolitical, industrial and technological updates in Oil and Gas. The main theme of the conference is Innovative Technologies Boosting Oil And Gas Industries. Oil Gas Expo-2015 would lay a platform for the interaction between experts around the world and aims in accelerating scientific discoveries and latest developments in geopolitical, industrial and technological updates in Oil and Gas. The main theme of the conference is Innovative Technologies Boosting Oil And Gas Industries.

Exceptional Benefits:
All accepted abstracts will be published in the respective Journals
Each abstract will receive a DOI provided by Cross Ref
Certification by the organizing committee
Global Exposure to your Research
Best Poster Competitions and Young Researcher Competitions
The Career Guidance Workshops to the Graduates Doctorates and Post-Doctoral Fellows
Networking with Experts across the globe

For more details on scientific sessions and abstract submission, please Click Here

In closing, we would be pleased and honored if you would consent to be our speaker at our Conference.

Regards,
Monty Karl
Oil Gas Expo-2015
731 Gull Avenue Foster City,
CA 94404, USA,
Tel: +1-650-618-9889
oilexpo@conferenceseries.net

Thursday, November 13, 2014

Shell e la conferenza sul clima: siete degli irresponsabili

I poster strappalacrime della Shell a Londra


 Il memorial a Ken Saro Wiwa

“I ACCUSE THE OIL COMPANIES OF 
PRACTISING GENOCIDE AGAINST THE OGONI”

La CO2 che la Shell promette di stoccare ogni ora, secondo la Shell in alto

La CO2 che la Shell emettera' ogni ora secondo la Shell in basso!



Bill Mc Kibben al convegno sponsorizzato dalla Shell: siete degli irresponsabili

 Il Campo da Calcio della Shell fra le favelas di Rio De Janeiro.



 Pele' che fa la pubblicita' alla Shell 

inaugurato il primo campo di calcio alimentato dai piedi dei giocatori
"a energia umana"

Il campetto di calcio fra le favelas.

Distruggono l'Artico
Distruggono la Nigeria
e poi regalano un campo di calcio ai brasiliani.



E intanto proprio oggi esce questo:

La Shell sapeva di avere degli oleodotti colabrodo in Nigeria, non hanno fatto niente, e cosi quasi 70,000 persone hanno perso la proria casa quando uno degli oleodotti in questione ha sversato oltre 21 milioni di galloni di petrolio, ottanta milioni di litri fra le case e i mari dei Nigeriani.  Lo riportano si la BBC che the Guardian.

Friday, May 31, 2013

Gli studenti contro Rainone




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FUORI LE MULTINAZIONALI DALL’UNIVERSITÀ
Gli studenti del Coordinamento Universitario No Ombrina Mare 2
contestano l’utilizzo dell’università pubblica per scopi privatistici

Ancora una volta, nella mattinata di ieri, giovedì 30 Maggio, una multinazionale interessata a trarre profitto dal nostro territorio fa ingresso in pompa magna all’università “pubblica” G. d’Annunzio. Come avvenne con l’Eni, interessata alla realizzazione del Centro Oli a Ortona e  la Forest Oil, con progetti petroliferi a Bomba, l’intera istituzione universitaria ed il dipartimento INGEO danno campo libero, senza alcun contraddittorio, agli spot dei manager e dei dipendenti della Mediterranean Oil & Gas, responsabile del progetto Ombrina Mare 2.
Per quale motivo i rappresentanti dell’istituzione universitaria, in primis il Rettore, non hanno ritenuto necessario dare voce a qualcuna tra le 30.000 persone scese in piazza a Pescara il 13 aprile scorso, espressione di varie realtà sociali contrarie al progetto Ombrina (dalle associazioni ambientaliste di caratura nazionale, passando per comitati e movimenti incidenti sul territorio, fino ad arrivare a rappresentanti autorevoli del commercio e della produzione agricola abruzzese)?
Gli studenti e le studentesse di geologia, in particolare quelli/e del corso del prof. Mario Rainone, si sono trovati a dover ascoltare da parte degli stessi petrolieri quella che ci è sembrata una beatificazione del progetto, spacciandola per un seminario didattico. Lo stesso professore, nelle sue dichiarazioni rilasciate alla stampa, non nega di aver intrattenuto rapporti lavorativi con la multinazionale Forest Oil Gas, che poi ha accolto all’università con le stesse modalità di oggi.
Come studenti e studentesse della d’Annunzio, denunciamo l’ennesima strumentalizzazione dell’università pubblica, della nostra formazione e del nostro futuro al pensiero unico e dominante che impone l’ideologia dello sviluppo in termini meramente economici e l’energia fossile come unica e principale risorsa;  agli interessi del capitale e di un sistema economico che spaccia per soluzione ciò che in realtà è già problema.
D’altronde questa strada è già stata tracciata dalla riforma universitaria firmata Gelmini, che avalla formalmente l’ingresso degli interessi privatistici all’interno dei CdA d’ateneo.

Tutto questo equivale ad un palese e grave impoverimento della funzione ideale della formazione universitaria, limitando così fortemente la nostra possibilità di concepire, immaginare e costruire il mondo in maniera critica e alternativa.


PER LA NOSTRA LIBERTÀ
FUORI LE MULTINAZIONALI DALL’UNIVERSITÀ

COORDINAMENTO UNIVERSITARIO NO OMBRINA MARE 2
rivoltauniversita@gmail.com - 3338730156


Saturday, November 3, 2012

Venezia: gli specchietti per le allodole


Marghera, Venezia con le raffinerie dietro la laguna.
La Strategia Energetica Nazionale. 

E cosi decidono di fare una maxi-conferenza a Venezia per parlare del futuro del nostro Adriatico il 9 Novembre.

In teoria sarebbe anche una cosa buona, ma invece - secondo me - sara' solo una gran presa in giro.

Un po come il questionario farsa circolato in pompa magna per questa nuova SEN: strategia energetica nazionale con le domande dell'azzecca garbugli.

E questo per due motivi:

1. E' una roba di politica, non di cosa e' meglio da un punto di vista scientifico, non di cosa vogliono le persone, non di informazione vera. Clini ha perso ogni credibilita' ai miei occhi, dalla storia infinita dell'Ilva di Taranto allo stoccaggio di Rivara non si e' dimostrato un vero difensore dell'ambiente, della gente, quanto invece una sorta di lacche' dei petrolieri, degli inquinatori, il mastro dei possibilisti, del non si sa, del compromesso, dell'equilibrio.

Cosa puo' argomentare uno cosi in favore del mare?

2. E una roba dove non ci sara' nessuno veramente che sta sul campo a difendere il mare. Ormai sono 5 anni che vado in giro per l'Italia a sentire conferenze, a farne, e piu' o meno gli conosco tutti gli unviersitari attivi, gli attivisti disinteressati e che hanno a cuore il problema. Qui ci sono nomi mai sentiti prima e che di attivismo hanno ben poco.

E chi invitano? I politici.

Ma che deve dire, per esempio, Gianni Chiodi il governatore dell'Abruzzo?

Non ne sa niente di trivelle in mare, non ha mai fatto niente per fermarle lui le trivelle e d'altro canto non aveva argomenti per sostenerle le trivellazioni. E' stato muto per 5 anni. Un Ponzio Pilato dell'ambiente che ora rappresenta l'Abruzzo?

Cosa potra' dire lui di Ombrina? Se l'e' lette le carte? Mah. Non direi, visto che in tutte le occasioni possibili dalla regione Abruzzo non sono mai arrivati pareri di nessun genere.

E non che gli altri siano stati migliori - air gun e monnezza in mare e limiti USA - quelle cose le hanno imparate altrove, e cosi' la sensibilizzazione sul tema, non l'hanno fatta loro, ma noi persone normali, giorno dopo giorno.

E allora mi chiedo perche' invece non hanno dato voce e spazio alle *persone normali* che lottano per queste cose da anni, e conoscono le problematiche molto piu' dei signori politici? Perche' non hanno invitato, quanto meno ad ascoltare, e pagandogli le spese di viaggio, le persone che sono attive sul territorio?

Chi mai di noi potra' prendere il tempo e trovare i soldi per andare a sentire che ne sara' del suo mare
a Venezia?


Domanda: si sara' l'ENI? Ci saranno i petrolieri della Northern Petroleum, della MOG, della Petroceltic? Chissa.


E perche' non hanno annunciato possibili dirette streaming, spazi per le persone per fare domande in diretta, siti facebook dove porre questioni importanti live?

E perche' in preparazione di questo mega maxi convegno non hanno organizzato incontri locali, regione per regione, dove tutti potevano andare e dire a Clini o a chi per lui cosa vuole per il suo mare?

Questa e' le democrazia, in cui ci siamo dentro tutti assieme.

In cui e' il politico a servizio della gente, e non la gente a sottostare ai politici.

Non e' accettabile che arrivano Clini-Passera-Monti a decidere per tutti a porte semichiuse. Le cose all'italiana, in cui la politica arriva sempre per ultima e con prepotenza ed ignoranza.

Qualcuno mi chiede perche' non vado anche io. La risposta e' semplice: perche' nessuno mi ha invitata -
troppo scomoda eh? Troppo intransigente su questo tema, troppo poco aperta ai possibilismi e agli inciuci.

Ma anche se io non ci saro', ci sara' qualcun altro che avra' il coraggio di argomentare per la CHIUSURA totale dell'Adriatico alle trivelle?

CHIUSURA totale, perche' uno scoppio che succeda a Dubrovnik o alle Tremiti e' la stessa cosa, sapete? Perche' l'Adriatico e' gia' inquinato a piu' non posso, perche' il mare Adriatico e' uno solo, piccolo e chiuso.

Qualcuno gli ricordera' che in California il limite delle trivelle e' di 160 km?

Io invece prevedo un gran fanfare per poi arrivare  alla parola piu' odiata: il COMPROMESSO. Della serie: mettiamo "regole", mettiamo "commi", mettiamo "paletti", mettiamo un po di miglia di protezione - che in Italia nessuno rispettera' mai - ed apriamo l'Adriatico alle trivelle del far west.

Sara'.

La mia democrazia e' un altra cosa. La mia SEN e' una sola: un pannello solare su tutti i condomini d'Italia.



Thursday, October 25, 2012

Paolo Primavera e Confindustria: attacco alla Chiesa

Paolo Primavera, pro-trivelle,  anticlericale, antipopolo


Non è più possibile pensare diferire il territorio, 
ma è necessario pensare che questo territorio debba essere custodito


21 Ottobre 2012



E come poteva Paolo Primavera, della Confindustria Abruzzo, accettare che la Chiesa Cattolica alzasse la sua voce in difesa della gente d'Abruzzo e contro le speculazioni dei petrolieri?

Non poteva. E cosi' in questi giorni torna alla carica con il suo solito mantra della difesa dell'indifendibile: il guadagno facile per gli speculatori, la distruzione dell'Abruzzo, della sua storia agricola, vitivinicola, delle sue tradizioni, del suo ambiente, dei suoi marchi.

E lo fa, Paolo Primavera, con il solito cavallo di Troia del "dialogo" con i petrolieri, del "compromesso", della "coesistenza", conditi con altri numeri sparati a casaccio sull'occupazione magica e l'indotto che il petrolio portera' all'Abruzzo. Addirittura 25,000 posti di lavoro!!

Paolo Primavera non sa piu a cosa aggrapparsi e cosi inizia:

"Pregiudizi contro il petrolio"
No mio, caro, e' evidenza scientifica e di altre realta' petrolizzate in tutto il mondo.

Anche gli "allevamenti zootecnici" hanno "effetti letali", e la rete di depurazione dell'Abruzzo e' inefficente.

Ma che c'entra? Parliamo di ceci, non di fave. E comunque, qui non giochiamo a chi distrugge l'ambiente di piu', caro Primavera, qui vogliamo fare le cose IN MEGLIO e non IN PEGGIO, capisce?

Vogliamo fare una cosa? Io mi sono occupata di petrolio, lei si occupi degli allevamenti, e cerchi di spiegare a chi usa causa questi "effetti letali"di utilizzare fertilizzanti meno impattanti e organici.

Che ne dice?

Vuole iniziare lei a fare dei convegni sull'uso di migliori tecniche agricole?
Vuole offrire dei soldi lei per migliorare la rete dei depuratori?

Suvvia, sono sicura che sia la Confidustria che lei personalmente possiate permettervi di prendere uno di quei depuratori inefficenti, e farlo diventare l'avanguardia dell'efficenza.

Ci faccia vedere come si fa.

E ancora spara con il fatto che "la produzione di energia e' necessaria".

Certo, siamo tutti d'accordo, e allora  mettiamo un pannello sopra ogni condominio d'Italia, invece che trivellare la monnezza petrolifera che abbiamo in questo paese.

Anche qui, si faccia portavoce lei del bisogno di incentivare l'energia solare e proponga lei che l'Italia debba superare la Germania, paese che produce il doppio dell'energia fotovoltaica rispetto a noi.

Eh mi sa che questo non le piace tanto eh? Con il petrolio c'e' da speculare, con un pannello per tetto - energia e ricchezza distribuita, un po meno, vero?

E poi spara con: 
norme severe, tra le più rigide del mondo, continui controlli, decine di aziende, tecnologie avanzate, grande rispetto dell'ambiente, salute pubblica, sicurezza, occupazione stabile e di qualità, indotto per 5.000 addetti.

Addirttura promette 15 miliardi di investimenti e 25.000 nuovi posti di lavoro!
Ma chi, gli addetti al reparto oncologia?

E ovviamente non poteva mancare il solito ricatto lavoro/fame:

una risposta concreta alla fame di lavoro che attanaglia il territorio, e ricevendo ritorni economici in grado di alimentare investimenti nel settore turistico o delle infrastrutture o a sostegno delle piccole imprese, per cui oggi non vi sono risorse.
Ah certo, il turismo petrolifero! 
Uno va a Bomba a vedere la raffineria, e a inalare H2S che fa bene ai polmoni? 
Oppure uno va alla costa dei trabocchi per fare il bagno nel petrolio che ti alliscia la pelle? 
Oppure ci beviamo vino agli idrocarburi, per darci piu' energia? 
Ma cosa dice, Paolo Primavera! 
Vada in Basilicata e vedra' smentite tutti suoi castelli a cui credono solo lei e i suoi compari. 
Io ci sono stata in Basilicata e tutto questo "sviluppo" non l'ho visto. 
Ho visto solo pozzi che adesso vengono costruiti dietro gli ospedali e a 200 metri dalle case, ho solo visto vigne spiantate perche' l'uva non viene piu' bene, ho sentito di pecore a cui salta il ciclo riproduttivo, di mucche che non vogliono piu' mangiare l'erba bruciata dalle pioggie acide. Storie di idrogeno solforato, di malattie, di disoccupazione, di tumori alle stelle e di disperazione quotidiana.

Caro Primavera, e' tardi per questi patetici tentativi di lavaggio del cervello e per fortuna nessuno piu' crede alle sue favole campate in aria. 

La lezione di Taranto e' troppo forte. 

A quelle promesse li, la gente ci credeva 50 anni fa. 
Lei e' arrivato tardi e non ci caschiamo mica.

Stia tranquillo, non le lasceremo trivellare un millimetro di questa terra.

Sunday, July 8, 2012

Approvate trivelle esplorative ad Ortona



Elaborazione di Enrico Gagliano



"Preso atto che non è pervenuto il parere della Regione Abruzzo" 

UMMIG - Giugno 2012 


 "Contrasteremo ogni forma di trivellazione" 

 Gianni Chiodi, 2010 


 "Il mare d'Abruzzo dall'alto e' bello, poi quando ci vai resti deluso" 

 Dialogo fra due passeggeri RyanAir 24 giugno 2012 



E cosi' l'UNMIG ha approvato l'esplorazione con airgun e la trivellazione di due pozzi petroliferi esplorativi fra Ortona e San Vito. 

Sono pozzi della Petroceltic, d492 e d493 a circa 14 miglia da riva.
Qui e qui le loro schede.

Dice cosi:

"VISTO il verbale conclusivo della Conferenza di servizi, prot. n. 0009912 del 17 maggio 2012, e considerandosi, quindi, acquisiti i positivi assensi delle Amministrazioni in indirizzo, che non hanno partecipato alla Conferenza medesima, nei limiti di quanto contenuto nei propri provvedimenti amministrativi preventivamente."

E cosa vogliono di piu' quelli della Petroceltic?

C'e' il porto petrolifero a portata di mano, la gente dorme e il governatore non dice niente. Corrado Passera e' con loro e a quasi nessuno dei senatori, sindaci e politici d'Abruzzo o della costa importa veramente. Non vanno neanche alle riunioni a cui sono invitati per dire la loro!

La prova di tutto questo e' che la decisione e' stata presa il 15 giugno 2012, e che l'ha scoperto Enrico Gagliano, cittadino di Teramo un paio di giorni fa. Grazie Enrico.

Gianni Chiodi: si vergogni, e si vergogni profondamente di questa mancanza di rispetto per il suo elettorato, che ha trasformato un non-parere in un assenso. Lo dicono loro, non io. Si vergogni.

Gianni Chiodi passera' alla storia come il governatore resposabile della petrolizzazione dei mari d'Abruzzo.

Ricordo ancora quando a Cupello, nel 2010, disse che fra dieci anni non ce ne sarebbe stato neanche uno di quei pozzi. Beh, ne sono passati due, e tutto lascia prevedere che non ci ha azzeccato nel suo toto-trivelle.

Ma non c'e' solo il molliccio Gianni Chiodi.

Dal 15 Giugno fino ad adesso, sentito una parola da parte di Remo Di Martino, assessore al turismo della provincia di Chieti, o da Enrico di Giuseppantonio presidente della provincia di Chieti, o da parte dei sindaci Rocco Catenaro e del suo braccio destro, Luigi Comini di San Vito?

Eppure dovrebbero essere loro a vigilare, a fare i nostri interessi. Questi dormono tutti sogni beati.

Ad Ortona c'e' un nuovo sindaco, Vincenzo D'Ottavio dopo gli anni disastrosi di Mr. Nicola Fratino, il piu' fervido sostenitore delle trivelle. Speriamo che voglia fare o dire qualcosa.

Ora. Il problema, secondo me, non e' tanto il pozzo esplorativo in se, ma tutto cio' che il pozzo esplorativo comporta, la premessa che il pozzo esplorativo rappresenta per il futuro.

L'abbiamo gia' vista questa storia con Ombrina Mare.

Quelli della Petroceltic verranno con tutti i loro alambricchi e il loro metallo luccicante con questa enorme piattaforma galeggiante, staranno li per 3 mesi a fare le "prove",  inquineranno il mare, come e' normale che sia in questo tipo di operazione, visto che trivellano monnezza e come gia' successo con Ombrina.

E poi, se tutto gli va bene, troverano petrolio a basso indice API, come e' stato con Ombrina, com'e' stato con Ortona, e gli servira' un desolforatore.

E cosi proporanno, visto che non hanno piu' il centro oli di Miglianico, di piazzarci una bella nave desolforatore a pochi chilometri dalla costa, con la bella fiammella, e in bella vista.

Stesso film di Ombrina, niente di piu, niente di meno.

Solo che ora si chiamano Petroceltic e prima si chiamavano Mediterranean Oil and Gas.

E come sempre, una volta arrivato un pozzo, ne arriveranno altri, e' inevitabile e le cartine parlano chiaro.

E la colpa e' certo di Corrado Passera, a cui importa solo far cassa, non importa sulla pelle di chi.

La colpa e' di Corrado Clini che fa il ministro dell'ambiente a tempo perso e senza veramente avere a cuore l'ambiente.

Ma non si puo'dimenticare che questo e' stato possibile grazie al silenzio assenso delle autorita' locali. Gianni Chiodi, Di Giuseppantonio, dovete essere Uomini e dire qualcosa.

Ma non a me, ma a chi vi ha votato, a quelli di Roma, alla Petroceltic, alla stampa inglese, a chi decide queste cose.

Potete essere dei leader veri, o almeno provarci, e non essere l'armata brancaleone?

La Catalogna d'Italia. Contrasteremo ogni forma di trivellazione. 
Ma quando mai. Erano solo balle.

Non che nessuno ci avesse mai creduto.

E i nostri senatori?

Fabrizio Di Stefano dov'e'?
Giovanni Legnini dov'e'?

Cosa fanno questi per l'Abruzzo?
Perche' in Sicilia hanno avuto il senatore D'Ali', che ha fatto ferro e fuoco contro le trivelle in mare e i nostri dormono?

E il popolo? Io, Fabrizia e tutti gli altri piu' di questo non possiamo fare.

Alla fine, le cose si fanno anche perche' il popolo non partecipa, non sente l'impellenza di agire e non sa che e' nel suo potere di fermare le cose.

Le osservazioni sono state mandate, era il 2009/2010. Sono sicura che si potrebbe opporsi ancora, in base alle leggi italiane, ed europee. Sono sicura che la mobilitazione e la pressione popolare portano a dei risultati. Basta solo guardare al Centro Oli e il suo diventare un tema politico al quale nessun candidato ha potuto sottrarsi.

Ma forse vedere le trivelle esplorative al largo di Ortona fara' bene agli abruzzesi, che si renderanno conto che la battaglia non e' finita, e non finira' mai e che l'ambiente e' solo un corollario della partecipazione democratica.

Trivellano - e fanno ogni altri tipo di oltraggio in questa nazione - perche' tu glielo permetti, con il tuo silenzio, con la tua apatia, con il tuo disinteresse quotidiano alla cosa pubblica.


I testi sono scaricabii qui e qui.

Thursday, June 21, 2012

La Conferenza Episcopale d'Abruzzo: non trivellate Bomba!

Il giorno 23 Giugno 2012 - conferenza sul petrolio e sul territorio a Carpignano Sesia (Novara). 
Ne stiamo programmando altre per il Nord Italia a Settembre/Ottobre. Chi fosse interessato, mi contatti.


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Esce in questi giorni un nuovo comunicato da parte della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana, scritto da don Carmine Miccoli, rappresentante della Pastorale Sociale della Chiesa d'Abruzzo.

Inanto grazie mille e con affetto alla CEAM, ai suoi vescovi e a don Miccoli per la sensibilita e la vicinanza a noi, persone normali. E' questo il cristianesimo di cui abbiamo oggi bisogno nel mondo.
Questo e' un comunicato eccellente, perche' non lascia spazio ad ambiguita', e' chiaro, e' trasparente, e'
un dare pane al pane e vino al vino.

Well done.

Tre i temi trattati dalla CEAM, che non e' nuova ai problemi petroliferi e che a suo tempo si e' espressa anche contro il Centro Oli di Ortona:


1. Il lago di Bomba e le trivelle proposte dalla Forest Oil Corporation. La Conferenza Episcopale della regione Abruzzo e del Molise esprime soddisfazione per la bocciatura da parte della commissione VIA
delle trivelle e della raffineria proposta da Mr. Giorgio Mazzenga, e si augura che questa decisione venga difesa, mantenuta e rispettata, nonostante le inevetabili pressioni da parte dei petrolieri fra cui il ricorso al TAR. Si riportano anche le parole del papa, e il supporto al "no", e' forte e chiaro.

Bisogna avere il coraggio di dire "no" a chi considera il profitto più importante della persona: è lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti.

Grazie. Sono commossa di questa solida presa di posizione. Spero che il tutto arrivi anche a Mr. Mazzenga e a Mr. Clark, a Denver.

Giorgio Mazzenga ci senti?

La Chiesa d'Abruzzo ti sta dicendo che forse e' meglio se abbandoni i tuoi progetti trivellanti per Bomba e che lasci perdere con il ricorso al TAR contro il WWF e contro la Commissione VIA.


2. Il Parco della Costa Teatina, e l'accelerazione della sua istituzione. Cosi' dice il comunicato della CEAM:


Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti. 


Ci sentite cari politici?

Da Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, fino al sindaco di San Vito, Rocco Catenaro: senza accomodamenti interessati e ipocriti.

Senza accomodamenti interessati e ipocriti.


3. La responsabilita' individuale di ciascuno

Rimane dovere di tutti i cittadini, e in particolar modo dei credenti, sostenere la difesa del Creato dalle terribili minacce che vi incombono, come gli impianti petroliferi.


E' qui il nocciolo di tutto: occore che tutti si sentano protagonisti in prima persona per quel che possono, per quel sanno fare, per il tempo che hanno, della democrazia. La res publica e' publica, di tutti, e tutti devono interessarsene.


Ecco qui il testo completo - grazie ancora a don Miccoli, e a tutta la Confernnza Episcopale d'Abruzzo e di Molise per l'ottimo lavoro.




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Ad un anno dal mio precedente intervento ("Parco Nazionale della Costa Teatina: un luogo per custodire in Abruzzo il futuro della creazione"), intendo ancora raccogliere sollecitazioni e riflessioni di tante persone, uomini e donne, che hanno a cuore la salvaguardia del Creato e cercano di prendersi cura della terra nella quale viviamo.

Più di un anno fa, il 7 maggio 2011, migliaia di persone si sono ritrovate a Termoli insieme al compianto Lucio Dalla, che come tanti ha prestato la sua voce e la sua persona con generosità e impegno, per difendere le coste abruzzesi e molisane dalla minaccia delle trivelle petrolifere. Da allora, varie sono state le occasioni e le speranze che, anche di recente, sono cresciute e che sembrano andare nella giusta direzione: uno sviluppo sostenibile che custodisca e valorizzi le nostre terre, i nostri mari, la nostra gente.

Pochi mesi fa, in Abruzzo, la Commissione Regionale sulla Valutazione d'Impatto Ambientale ha bocciato un impianto di estrazione della multinazionale Forest Oil sul lago di Bomba: una bocciatura che ha reso giustizia e ha coronato la mobilitazione, fatta in questi ultimi anni, di migliaia di cittadini, associazioni, movimenti e istituzioni, volta a salvare questo posto dalla distruzione. Auspico che la politica e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa importante vittoria della società civile e che in nessun modo possa essere sovvertita in alcuna sede la decisione delle istituzioni e il comune sentire della popolazione (come tenta di fare il recente ricorso amministrativo della stessa azienda). In un momento come questo, di gravissima crisi economica e sociale, non è più accettabile proseguire secondo un modello economico devastante a livello ambientale e sociale. Bisogna avere il coraggio di dire "no" a chi considera il profitto più importante della persona: è lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti: "L’esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà. Lo sviluppo economico che auspicava Paolo VI doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile" (cf. Benedetto XVI, "Caritas in veritate", n. 21).

In un modello economico basato su equità e rispetto si inserisce la promozione di Parchi Naturali e Aree Protette: il turismo naturalistico, l'agricoltura biologica e sostenibile, i percorsi di valorizzazione di paesi e tradizioni locali, offrono tantissime possibilità per un'economia sana e capace di futuro. I Parchi sono anche l'alternativa più radicale e definitiva a quella che è stata definita la "deriva petrolifera" locale: lo dimostra, in Abruzzo, il fortissimo anelito della società civile e degli amministratori più lungimiranti e attenti verso l'istituzione, scandalosamente attesa da troppi anni e frenata dalla volontà di amministratori e politici centrati sugli interessi più egoistici e particolari, del Parco Nazionale della Costa Teatina. Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti.

Rimane dovere di tutti i cittadini, e in particolar modo dei credenti, sostenere la difesa del Creato dalle terribili minacce che vi incombono, come gli impianti petroliferi e, in generale, i vari progetti per l'estrazione, la lavorazione e lo stoccaggio di idrocarburi (l'ultimo allarme, al quale mi associo, della professoressa Maria Rita D'Orsogna è solo di qualche giorno fa...) che da anni hanno preso di mira le nostre Regioni. Per quanto mi compete, l'Ufficio Regionale di Pastorale Sociale si impegna a sostenere ogni azione della società civile volta a difendere e valorizzare realmente il nostro territorio, bene comune e condiviso, dono di Dio per l'umanità tutta e per le generazioni future.

d. Carmine Miccoli
Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

Thursday, November 3, 2011

Il petrolio d'Abruzzo in Cina



Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli.
Vittorio Alfieri.


E cosi' il 6 e il 7 Novembre vado a raccontare la nostra storia del petrolio in Cina. Il primo talk in una libreria dove vengono invitati gli "intellettuali" a tenere presentazioni, chiamata Utopia e di cui parla anche l'Economist e l'altro presso l'Universita' di Pechino, la piu' importante della Cina.

Il volantino in alto e' stato preparato dagli studenti universitari di Pechino ed e' un collage di tutte le iniziative che abbiamo portato avanti in questi anni, per salvare l'Abruzzo dal petrolio. Tutte le locandine italiane dentro il poster cinese sono di Santa Fabrizia Arduini.

Il tutto e' stato organizzato dal Prof. Louis Tao, newyorkese trasferitosi a Pechino, e da sua moglie Prof. Wang Zhaohui, di Pechino. Quando hanno saputo che andavo per lavoro nella loro citta', sono stati entusiasti di sentire la nostra storia di come una comunita' riesca a lottare, tutti assieme, contro una multinazionale, e cosi' hanno organizzato questi due eventi.

L'annuncio, in cinese, e' qui.

Di solito non pubblicizzo queste cose per pudore, ma negli scorsi mesi sono stata invitata a parlarne anche a San Francisco, presso il Museo Italo-Americano, a Santa Monica College, alla mia Universita' e anche presso il Comune di Santa Monica. Ci sono anche altri inviti organizzandi a New York e pure ad Occupy LA. Non so se si concretizzeranno. Ma questa della Cina mi pareva davvero una cosa speciale, che deve renderci tutti orgogliosi, perche' l'abbiamo fatto tutti assieme.

La presentazione e' cosi' articolata:

1. 10-15 minuti sull'Abruzzo - gli faccio vedere i trabocchi, il parco nazionale della costa teatina, i vigneti, punta aderci, il mare, gli uliveti, la pasta de Cecco.

2. 5-10 minuti sull'ENI e l'Italia - i soldi che hanno, l'Italia che secondo le classifiche di transparency international e' corrotta 67, gli USA 22 e la Cina 33, per far capire quant'e' difficile spuntarla in un paese cosi, dove la stampa non e' veramente libera e dove gli inciuci e i conflitti di interessi sono strabilianti.

3. La nostra battaglia. Ci siamo dentro un po tutti - i vescovi, Armando Orsini, le manifestazioni, l'incontro ENI a Pescara, la MOG che va quasi in fallimento, la mollezza di Gianni Chiodi, Nicola Fratino, Remo di Martino, gli appalti Buonefra-ENI, la raffineria spacciata per frantoio, Ottaviano del Turco finito in carcere con il bottino nei sacchi di mele (ridono tutti), la pagina pubblicitaria sul Centro d'Abruzzo, il coinvolgimento delle scuole, gli inganni di Mario Rainone, le locandine ad imbroglio, la Forest Oil a Bomba, le proteste contro Mazzenga e Klein, le barzellette del parco ad isole di Mauro Febbo, le osservazioni, il ministero che ci da ragione su Ombrina Mare, il WWF, i filmati di Cupello, del ritorno di Attila, le lenzuola di Bomba contro la Forest Oil, Elsa2, Berlusconi che arriva in piazza a Pescara sulla scala a dire che l'Abruzzo e' piu' bello del Maine e che il centro oli non si costruira' (anche qui ridono tutti.)

E alla fine cerco anche di parlare un po' di altre realta' italiane - della Basilicata martoriata, di Venezia, della Sicilia. Restano tutti stupiti di fronte alla follia di trivellare Venezia. Non ci possono credere.

Quando la racconto la storia mi pare sempre un po' magico che siamo arrivati a fare cosi tanto, considerato da dove siamo partiti. Sopratutto e' magico poter dire che dopo 4-5 anni la MOG, la Petroceltic, l'ENI, la Forest Oil non siano riusciti ancora a trivellare da nessuna parte, nonostante tutti i loro quattrini.

E come ci siamo riusciti? Perche' non ci siamo arresi mai, e perche' la nostra tenacia e' stata piu' forte degli inganni di tutti gli speculatori venuti da Milano, dall'Irlanda, dall'UK o dagli USA. L'abbiamo voluto noi, piu' di loro e questo deve darci la voglia di continuare. L'ho gia' detto, questa battaglia e' per la vita, e avra' bisogno di tutti a vigilare a oltranza finche' resta petrolio sottoterra.

Permettetemi anche di dire che non c'e' niente di piu' soddisfacente per me dirlo a tutto il mondo della coppia Fratino-DiMartino e ricordare che all'inizio mi davano dell'antidemocratica perche' loro sono stati eletti e io no. Di Martino a un centro punto disse che sarebbe venuto negli USA a dire ai miei studenti che io ero un cattivo esempio di democrazia. Quando lo racconto, tutti ridono.

Infine, i ringraziamenti ai miei compagni di viaggio in questi anni: Fabrizia, Giosue', Marco, Assunta, Guido, Davide, Giusto, Alessandro, Ilaria, Sam, Mauro, Pasquale, Ludovica, Hermes, Gabriele, e tutti quelli che ho potuto ricordare. Ovviamente Danilo, Loretta e Filippo. E la mamma che non puo' mancare mai.

Ecco. La storia riguarda tutti noi, e spero che questa attenzione porti da un lato a che la gente conosca l'Abruzzo, lo visiti, se ne innamori, si dia da fare per salvarlo anche da lontano, e dall'altro che porti gli Abruzzesi ad essere ancora piu' combattivi, contro il petrolio e tutte le altre porcherie che ci vogliono affibbiare.

Di solito gli americani sono affascinati, e fra le cose che mi chiedono sempre c'e' la domanda: cosa posso fare per aiutare? chi finanzia tutto questo? Gente pratica, eh?

Vediamo che dicono in Cina. Per ora siamo quelli che hanno combattuto e vinto (si spera!) contro una multinazionale del petrolio.

Ai vari Mazzenga, Petri, Primavera, Klein, e a tutti gli altri avvoltoi dell'ultim'ora: vedete che via dovete fare perche' non avete ancora visto niente di cosa siamo capaci.

Non ci riuscirete a trivellarci, mettetevi il cuore in pace.

Wednesday, June 22, 2011

La Chiesa per il Parco, contro gli speculatori

Il Parco della Costa Teatina,
al contrario di quanto viene
strumentalmente affermato
da diversi soggetti propugnatori
di una visione distorta della realtà (...)
significherà un'importantissima
occasione di rilancio
dell'agricoltura e del tessuto
economico locale


Padre Carmine Miccoli
Conferenza Episcopale d'Abruzzo e di Molise
22 Giugno 2011


La Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana e' sempre stata vicino ai cittadini nella difesa del territorio contro le speculazioni dei petrolieri. Oggi, il clero regionale ci fa sentire di nuovo la sua vicinanza grazie alle parole del Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale, padre Carmine Miccoli.

Ecco le sue parole:

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Quest'intervento nasce dalla riflessione personale, mia e di tanti/e uomini e donne abruzzesi con cui mi sono confrontato, dal Magistero sociale della Chiesa e dalla Parola di Dio, riguardo un tema da diversi mesi al centro del dibattito locale: l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina.


L'Abruzzo sta vivendo da anni situazioni politiche ed economiche minacciose e terribili che hanno profondamente ferito una terra e un popolo "forte e gentile". Le preoccupazioni che già i Vescovi della CEAM (Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana) espressero nel 2008 nel loro Messaggio per la Giornata per la Salvaguardia del Creato, "Una nuova sobrietà per abitare la Terra", sono più che attuali. In quella lettera, la prima preoccupazione era rivolta alla costruzione del cosiddetto "Centro Oli" ENI ad Ortona e dei pericoli che avrebbe comportato: "È a rischio una delle zone più belle della nostra costa, dove la produzione enogastronomica è a livelli di eccellenza. Si tratta per di più di tecnologie considerate da tanti studiosi ormai obsolete e che diversi paesi hanno già abbandonato". Oggi quel rischio è ancora più grave e riguarda l'intera regione: oltre il 50% dell'intero territorio abruzzese è interessato da richieste di concessioni e progetti di trivellazione e trasformazione di idrocarburi. Diventa sempre più necessario e urgente che chiunque abbia a cuore il bene comune intervenga e faccia sentire forte il proprio grido contro questa minaccia.

Purtroppo, questa realtà non è la sola a mettere a rischio l'ambiente naturale e sociale della nostra terra. Risuona ancora l'eco delle parole pronunciate da Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e teologo di prestigio internazionale, contro la cementificazione selvaggia e la distruzione di un patrimonio naturale di bellezza inestimabile. L'uomo sta distruggendo, giorno dopo giorno, la creazione di Dio di cui è stato fatto custode: ciò è inaccettabile, ancor di più per chi si definisce credente.



In questo momento ha ripreso vigore l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, un progetto arenatosi da tanti, troppi anni. L'istituzione del Parco è uno dei pochissimi argini verso le situazioni gravissime di devastazione ambientale come quelle appena descritte.

Il Parco della Costa Teatina, al contrario di quanto viene strumentalmente affermato da diversi soggetti propugnatori di una visione distorta della realtà, lontana dall'attenzione al bene comune di cui pur si dicono difensori, non rappresenterà minimamente la morte dell'agricoltura e delle attività produttive del nostro territorio. Al contrario, esso significherà un'importantissima occasione di rilancio dell'agricoltura e del tessuto economico locale, messo a dura prova da una gravissima crisi economica che rischia di distruggere (come in parte è già avvenuto) migliaia di posti di lavoro.

Siamo davanti a un bivio riguardo il futuro della nostra costa e dell'intero Abruzzo: l'avvelenamento del nostro territorio (aria, suolo, acqua); la minaccia gravissima alla nostra salute delle trivelle petrolifere; la speculazione economica e la malapolitica, che continuano a favorire la cementificazione irresponsabile, causa della distruzione di un'immenso e inestimabile patrimonio di vita, da un lato; la tutela e la valorizzazione sociale ed economica della nostra costa, della biodiversità marina e terrestre, dello sviluppo sostenibile e partecipato, dall'altro, con l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina.



Auspico fortemente che gli amministratori locali e regionali e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del bene comune e del futuro della nostra terra, scelgano ciò che è moralmente doveroso e responsabile, rompendo presto ogni indugio: si completi il prima possibile l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, si scaccino definitivamente interessi egoistici e falsamente rappresentativi, si abbia il coraggio di scelte forti e lungimiranti per la vita piena del nostro Abruzzo migliore.



d. Carmine Miccoli

Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

Thursday, August 12, 2010

Monsignore, Fossacesia e MR


Ad Ortona - la tana del lupo - in data 10 Agosto 2010 la rivista D'Abruzzo mi ha dato un premio
per la difesa dell'ambiente e piu' precisamente

per il suo impegno scientifico vissuto non come momento di separazione, ma come stimolo alla condivisione dei saperi. Contro la deriva petrolifera in Abruzzo e in Italia si è spesa con grande energia e passione

Assieme a me, anche l'arcivescovo Monsignor Ghidelli premiato per il suo impegno nella
salvaguardia del creato, della casa a noi affidata da Dio.

Non me lo sarei mai aspettato, e men che meno di sentire il vescovo parlare cosi' vicino a noi persone normali durante il suo discorso di accettazione e senza peli sulla lingua. Ha ricordato che durante l'estate del 2008 l'ENI lo ha supplicato di approvare il centro oli, ricordandogli che "abbiamo gia' speso tanti soldi nell'investimento". Invece Monsignor Ghidelli gli ha detto non solo che era piu importante difendere la vita, ma che non era affar suo se l'ENI aveva fatto un investimento sbagliato!

Anche qui, i signori dell'ENI ne sono andati via con la coda fra le gambe, inciampando per la strada con tutte le loro sei zampe!

Grazie allora all'arcivescovo Ghidelli, e a tutta la Conferenza Episcopale d'Abruzzo e di Molise per essersi espressa, non solo contro la petrolizzazione, ma a favore di altri temi sociali di cui io non posso occuparmi, ma che sono ugualmente importanti, l'acqua pubblica, e una sanita' giusta e funzionale.

E' stato un bel pomeriggio e sono stata anche contenta di avere sentito persone intelligenti dire cose interessanti ed utili. Con me c'erano anche il Prof. Francesco Stoppa, geologo dell'Univerista' di Chieti e il Prof. Franco Farinelli, geografo dell'Universita' di Bologna a raccontare perche' l'ambiente va difeso e protetto.

Non posso fare a meno di ringraziare anche la citta' di Fossacesia, il sindaco Stante e l'assessore Natale per avermi dato il premio Citta' di Fossacesia la sera dell'8 agosto presso la Cantina Sangro, durante la degustazione di vini ed un concerto di musica Jazz.

Ovviamente il grazie piu grande di tutti va a Fabrizia, mia amica.

In Italia la parola ambientalismo e' quasi un peccato. Invece dovremmo tutti essere ambientalisti, nel modo piu' autentico di questa parola. Curare l'ambiente per curare l'uomo, perche' se l'ambiente e' malato sei malato pure tu.

Oggi a San Vito, costa dei trabocchi, bandiera blu. Me ne sono tornata a casa con una busta piena di monnezza gettata in riva - bottiglie d'acqua, polistirolo, cartaccie, cicche di sigarette, cannuccie.

E' cosi difficile non buttare in giro monnezza? E' cosi difficile raccogliere qualche cosa che non ci fa troppo schifo e metterla nei cassonetti, per dare l'esempio? E' cosi' difficile cercare di usare meno buste di plastica, o chiudere l'acqua mentre ci laviamo i denti? E da qui mille altre cose.

Ora esco per andare al TG3. ore 7:30, in diretta con Roberta Mancinelli... queste cose ancora adesso mi mettono il terrore.

Tuesday, November 17, 2009

L'ENI e i modelli matematici

Volevo parlare del problema della subsidenza da quando sono andata a visitare Chioggia.

Li vogliono estrarre gas e petrolio a cinque chilometri dalla riva, con la scusa che i "calcoli matematici" hanno detto che queste estrazioni non porteranno a nessun problema, ne a Chioggia, ne a Venezia e questo anche se Ravenna e' gia' sprofondata di un metro e mezzo ed il Polesine di tre negli scorsi cinquanta anni.

La subsidenza e' un fenomeno semplice. Petrolio e gas sono intrappolati in roccia porosa nel sottosuolo, se lo estrai ci sono fenomeni di compressione della superficie terrestre per colpa della perdita di pressione. E poi - voila', il territorio sprofonda. Se questo accade vicino alle faglie sismiche, questi squilibri possono anche innescare micro-terremoti, e se vicino al mare perdite di lagune e paludi che fungono da barriera contro l'acqua alta e anche inondazioni.

Abbiamo gia' parlato del fatto che in Louisiana l'industria petrolifera e di gas e' stata responsabile dell'affondamento della zona attorno a New Orleans, e che se la laguna della Lousiana fosse rimasta intatta i danni di Katrina sarebbero stati minori. Ci sono tuttora delle class action in corso in quella zona, ma i danni, e i morti, sono gia' accaduti e la gente ha gia' pagato per l'ingordigia dei petrolieri.

E in Italia? La cosa piu' triste per me quando ho visitato Chioggia e' che l'ENI e compari andavano propagandando alla popolazione che i loro "modelli matematici" avrebbero garantito che nulla del genere sarebbe successo a Chioggia. Io sentire quelle cose rabbrividisco perche' i modelli matematici li faccio sdi mestiere e so che non sono ne vangelo ne oro colato. Come si fa a fare un modello *perfetto* di un sistema cosi complesso? Non e' possible essere precisi al 100%, ci sono sempre imprecisioni nelle stime dei parametri che usi, nell'inclusione di fenomeni che non ti aseptti ma che potrebbero alterare completamente le tue stime.

I modelli matematici servono come aiuto, guida, come strumento. Non ci si affida a loro ciecamente quando in ballo c'e' la salvezza di Venezia. Alla fine dei conti, anche se qualche volta sono stati utili, ci sono sempre dei casi in cui sono falliti. L'influenza aviaria? Year 2K? Sono tutte cose che non si sono mai avverate. Allo stesso modo, nessuno ha potuto prevedere la velocita' e la portata del crollo di Wall Street. Ansi, si dice pure che la colpa di Wall Street e' stata proprio dei modelli matematici che hanno infuso troppo ottimismo nei soldi facili.

E quindi, il risultato e': i modelli matematici possono essere utili, possono dare delle stime, ma devono essere eseguiti da persone indipendenti e non dai petrolieri e sopratutto non sono il vangelo.

Sbagliano anche i matematici.




Sunday, July 13, 2008

Orsogna, 13 Luglio


Il lungo tour estivo e' iniziato, alcune cose mi hanno fatto felice, altre mi fanno rendere conto che c'e' ancora molto da fare, da divulgare. Sembra incredibile, ma c'e' ancora della gente che non sa quasi niente del centro oli.

Venerdi' e Sabato sono stata ospite del programma itinerante "Percorsi" a Lanciano, gruppi di persone che andavano e venivano hanno avuto l'occasione anche di guardare il video del ritorno di Attila e di partecipare a sessioni di domande e risposta con me, il regista del video e alcuni membri del comitato natura verde.

Sono stata contenta dell'avvicinamento di nuove persone al problema, ma troppo spesso la prima reazione e' "ci pensera' qualcuno", opppure "in Italia funziona cosi", mentre invece occorre rendersi conto che data la latitanza dei politici, occorre veramente il coinvolgimento attivo del popolo. L'ho gia detto in mille modi - la legge del 4 Marzo e' stata approvata solo ed esclusivamente perche' sotto i balconi della giunta regionale all'Aquila c'erano 6000 persone ad attenderla.

Domenica sera tappa ad Orsogna. Durante la proiezione del video c'era un tizio che si agitava e che PARLAVA apertamente al telefono, era seduto in prima fila, due sedie dopo di me. Ho cercato di guardarlo male e di fargli capire che non era il caso di parlare al telefono, se non altro per rispetto verso il resto della platea, ma non sono riuscita a catturare la sua attenzione.

Poi dibattito... ed il tizio con il cellulare e' salito sul palco per fare il suo intervento. Ha parlato quasi piu' a lungo di me: era il consigliere regionale D'Alessandro. Ha detto che occorre stare tranquilli perche' gli effetti della legge del 4 Marzo resteranno anche dopo il 31 dicembre e che i terreni agricoli non potranno essere toccati dalle industrie insalubri di primo grado quali il centro oli.

A D'Alessandro il mio plauso per essersi presentato, per avere accettato di parlare, per essersi fatto coautore della legge del 4 Marzo che, con tutti i suoi limiti, ci sta dando lo spazio di continuare la lotta. Pero' che malcostume. Avrei voluto fargli tante domande, del tipo: cosa significa che dobbiamo star tranquilli anche dopo il 31 Dicembre? Come fa lei ad essere cosi sicuro che veramente i terreni agricoli non saranno piu' toccati dopo quella data? E invece, subito dopo aver parlato D'Alessandro e' andato via.

Vengo da un altro tipo di societa' e questo modo di fare che forse puo' sembrare normale qui, a me e' parso un po' mancante di rispetto. Anche io avevo visto il video (circa 10 volte negli ultimi tre giorni!), anche io avevo voglia di andare a casa dopo aver parlato, ma invece sono stata li seduta e zitta per rispetto verso la gente che era venuta per sentirci.

Stasera a Tollo alle 9 nell'auditorium della citta'. Del Turco e' finito in manette. Che posso dire? Spero che in prigione gli portino gli arrosticini da qualche sagra di paese. Sei milioni di euro di tangenti. E la gente che non arriva a fine mese. Una vergogna.