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Friday, March 31, 2017

La Po Valley nel Delta del Po: i pozzi Teodorico, Irma e Carola per amore dell'Italia






Secondo la Po Valley e i loro consulenti la subsidenza sara' di 10.5 centimetri in 20 anni.
E' affidabile questa cifra?
E' tanto, e' poco?
E dopo 30 anni?
E dopo 50 anni? 

Ne vale la pena? 


 

Qui chi ha fatto questi studi, gia' in passato con ENI, ENEL, SNAMprogetti 
E' l'amministratore delegato di M3E, Carlo Janna



Qui la regione Veneto che gli dice che i loro risultati sono  
fra gli aspetti "meno trasparenti, rassicuranti e affidabili" 
del problema.


Continuiamo in Italia, il supposto giardino del mondo, a rilasciare concesssioni petrolifere una dopo l'altra e come se fossero noccioline.

Ed eccoci qui: siccome i lidi fra Veneto ed Emilia Romagna non sono gia' stati sufficentemente trivellati con erosione, subsidenza ed inquinamento, ora arriva la concessione "Teodorico", concessione di coltivazione d40 AC PY, come proposta dalla famosa Po Valley Operations d'Australia.

Chi sono questi?

Sono quelli che, interpellati vari anni fa, nella persona di Pierluigi Vecchia, il loro CEO dissero di voler trivellare in Italia per motivi "affettivi".

Quanto affetto, eh?

Le trivelle interesseranno i comuni di Taglio di Po, Comacchio, Codigoro, Porto Tolle, Ariano nel Polesine, Mesola, Goro, Ravenna, Porto Viro -- siamo a 50km da Ravenna.

E poi apro i documenti.

E cosa scopro? Che Teodorico non e' altro che uno stretto parente, se non proprio la stessa persona, di Irma-Carola altra concessione che l'ENI scopri' nel 1986, e che ora e' finita nelle mani della Po Valley. 

Qui e' una telenovela infinita!

Essenzialmente, la Po Valley vuole trivellare due nuovo pozzi accanto ai vecchi pozzi ENI Irma001 e Irma 002.

Come sappiamo, una delle preoccupazioni piu' gravi collegate alle trivelle in alto adriatico e' la possibile subsidenza, l'abbassamento del terreno dopo che viene estratto metano, o altre sostanze, che portano alla decompressione del terreno.

E lo sanno anche quelli della Po Valley che quindi fanno pure il loro bel studio sulla subsidenza. Parlano di "modello fluidodinamico di giacimento", "software Eclipse", "simulazione del comportamento futuro del giacimento", "modello statico",  "grid di calcolo", "scenario forecast di coltivazione", "recovery factor",  "modello FEM idrodinamico", "estensione areale del waterdrive".

Ci sono matrici, formule, livelli, isobare, inglesismi stupidi. 

In una parola, paroloni per confondere la gente.

Alla fine, dopo 41 pagine,  si arriva all'atteso risultato:

La subsidenza massima prevista dopo 20 anni dal first gas è 10.5 cm.

Avrei molto da dire qui.  Ma lo faccio prima dire dalla regione Veneto, cosi non viene fuori che la D'Orsogna e' sempre la solita.

E infatti, la regione Veneto nella forma del suo rappresentante Mauro Giovanni Viti, e' intervenuta in questa diatriba e dice che cio' che viene presentato sulla susbidenza indotta della Po Valley ha una "carenza tecnica importante".

Dice che i modelli della Po Valley sono previsonali e fra gli aspetti "meno trasparenti, rassicuranti e affidabili" del problema.

Mauro Giovanni Viti dice che le assicurazioni date da questi modelli non possono rassicurare le persone che vivono ed operano nel territorio. Dice che la subsidenza e' irreversibile e che una volta innescata non si torna indietro anche se ci ferma con le trivelle. Dice che il monitoraggio non offre sufficenti garanzie, perche' non si puo' con il solo monitoraggio contenere il fenomeno. Come dire: anche se la guardo questa susbidenza, poi cosa faccio per fermarla? Non si puo'.

Meglio essere preventivi.

Sono le cose che predico da quasi dieci anni!

Posso solo aggiungere che faccio modelli matematici di mestiere, e so che in casi cosi complicati, con risvolti veri, non sappiamo mai veramente se il nostro modello matematico possa davvero prevedere tutto, se i parametri sono giusti, se abbiamo scelto i meccanismi giusti, se gli ingredeianti ci sono tutti. E questo vale quando si e' in buona fede.

Immaginiamo dunque un petroliere. Che ingrediente ci mettera' mai nel suo modello matematico? Ce li mettera' tutti, in modo chiaro e limpido? O scegliera' quelli che gli fanno piu comodo, con i parametri che gli fanno piu comodo? E quelli che magari gli vanno contro li togliera'?

Come fa davvero uno a poter prevedere cosa accadra' con cosi tanta precisione fra 20 anni? Sono stati inclusi effetti cumulativi? Qual'e' l'errore? In genere quelle sono stime che uno magari fa e che da una idea di ordine di grandezza. Ma qui le conseguenze sono davvero troppo importanti per accettare questi paroloni e dire "tuttapposto".

Alla fine la costa veneta ed emiliana sprofondano a causa del metano.

E poi loro dicono 10 centimetri.  Veramente?

E poi sono tanti? Sono pochi? E se fossero venti centimentri? E dopo 25 anni? E dopo 30 anni?
E fino a quando questa susbidenza innescata dalle trivelle andra' avanti? Quando finira'?

E che conseguenze hanno quei dieci centiemtri sulla costa, sull'erosione, sulla vita dei pescatori, degli alberganti?

Alla fine ci sono tanti soldi ed interessi in gioco ed e' facile, appunto, giocare con modellini e numeri.
E quindi, si e' vero che il tutto e' poco trasparente.

Il modello matematico non e' vangelo.

Infine, sono andata a vedere chi fa questi modelli matematici.

E' una "spinoff" dell'Universtia' di Padova, fondata da Carlo Janna che si chiama M3E, e sta per Mathematical Methods and Models for Engineering

Questa ditta e Carlo Janna stesso hanno lavorato gia' con ENI, SNAM, ENEL. Anzi, lo stesso Janna e' stato pure visiting professor, specializzato in modellistica di fracking in giacimenti profondi presso il
dipartimento di ingegneria chimica e petrolifera a Calgary, la capitale delle Tar Sands del Canada.

Molti degli altri impiegati hanno avuto a che fare con oil and gas -- simulazione dei processi di estrazione di idrocarburi,  stoccaggio di gas in giacimento, dinamica di fluidi petroliferi.

E quindi e' chiaro da che parte stanno. 

Tutto cio' punta ad una sola cosa: in buona o in cattiva fede che siano, non c'e' da fidarsi di questi calcoli, di questi modelli, e di questi dieci centimetri.

E' alchimia fatta da gente che vuole trivellare, e secondo me ha ragione Viti quando dice che e' tutto poco trasparente, rassicurante e affidabile.

Queste famose trivelle non sono poi cosi lontane dalle acque croate. E che fine fanno le analisi transfrontaliere? Non vogliamo chiedere alla Croazia cosa ne pensa, visto che noi abbiamo fatto un pandemonio sulle trivelle dei croati?

Ultima cosa: Teodorico dovrebbe sorgere vicino ad Irma Carola.  Quelle trivelle sono state al centro di dieci anni di interventi di magristratura per sospetta subsidenza indotta quando Irma Carola erano dell'ENI.  Ma siccome siamo in Italia tutto e' finito a tarallucci e vino.

E ora arrivano gli australiani e .. tuttodaccapo?

Il mare d'Italia e' degli italiani e non di una microditta australiana la Po Valley che non conosce, ama e rispetta i nostri lidi, i nostri delta del po, e la nostra vita.

Se lo tenessero a Sydney il loro affetto.

Monday, September 7, 2015

La senatrice Laura Puppato, l'air gun e le trivelle







Laura Puppato e' o e' stata Presidente del Forum Ambiente del Partito Democratico

Dopo qualche giorno su Facebook le ho risposto quanto segue.

Questi pensano veramente che far politica sia 
come bere l'aranciata in riva al mare

Non ha mai risposto.

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Cara Laura, vedo il suo messaggio su Twitter. 

Grazie. 

Io pero' non credo che sia sufficente votare si o no, mandare un tweet a me e sentirsi la coscienza a posto. Contano i risultati e non le intenzioni. 

Lei e' del PD. 

Probabilmente conosce Renzi di persona e tanta altra gente li dentro. 

Li ha sensibilizzati? 

E' andata a parlare con Renzi tutti i santi giorni? 

Gleil'ha spiegato? 

Ha cercato di fare fronte comune con le persone di tutti gli altri partiti? 

E' andata in TV a parlare del perche' no alle trivelle? 

In poche parole, si e' esposta, si e' data da fare per creare una coscienza collettiva anche dentro i palazzi di Roma, ma per davvero? 

A lei e' chiesto molto piu' che ai normali cittadini, lo sa? 

Perche' ai nostri occhi lei ha il potere, ed e' parte del gruppo di pochi fortunati che decidono le cose in Italia. Vedo che adesso lei va in Montello, in Veneto, a Treviso. 

Io ci sono stata 1 mese fa. 

Arrivano a trivellare anche li, grazie al governo di cui lei e' parte. 

Cosa dire a queste persone? 

Che adesso Renzi gli porta la Shell in casa? 

Si,proprio la Shell. 

E non sto qui a parlare dello scempio Ombrina. 

Una raffineria nel mare a 9km da riva non ce la mette nessuno nel mondo civile. Ma proprio nessuno. 

Cosa ha fatto lei, da leader, per questo?

Non si puo' essere ambientalisti, come lei scrive sul suo profilo, e restare timidi di fronte agli scempi, non metterci piu' vigore. 

Sono questi tempi difficili, in cui occorre essere decisi, spingere, volerle le cose. 

Spero che possa fare un po di piu' per quella, che alla fine, e' la sua nazione e che non merita di essere trivellata da quasi nessuna parte. 

Buon lavoro. 

MR

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Ad oggi 7 Settembre 2015 attendo ancora risposta. 

Wednesday, August 19, 2015

La regione Veneto dice si. Arriva anche la Shell a trivellare con la Sound Oil





VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n. 252 del 3 marzo 2015,
pervenuta il 20 marzo 2015 prot. n. 6154, che fa parte
integrante del presente decreto, con la quale la Regione Veneto ha
espresso giudizio favorevole di compatibilità ambientale
al rilascio della concessione di idrocarburi «CASA TONETTO»;

La regione Veneto che da in pasto il trevigiano alla Sound Oil e alla Shell, 
nonostante i proclami di Luca Zaia


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"I am very pleased to report the signature of the gas sales agreement, 
which increases our exposure to Italian gas market and represents
the first relationship with the Shell group.''



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 The defendants are charged with complicity in human rights abuses against the Ogoni people in Nigeria, including summary execution, crimes against humanity, torture, inhumane treatment, arbitrary arrest, wrongful death, assault and battery, and infliction of emotional distress. The cases were brought under the Alien Tort Claims Act (ATCA) and the Torture Victim Protection Act (TVPA). The case against Royal Dutch/Shell also alleges that the corporation violated the Racketeer Influenced and Corrupt Organizations (RICO) Act.




Prossimamente in Veneto.



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Guarda caso un altro terremoto di 3.7 gradi della scala Richter il giorno 18 Agosto 2015 fra le province di Treviso e di Belluno con epicentro Alano di Piave (Belluno).
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Dimmi con chi vai e ti diro' chi sei.


La Sound Oil/Appennine Energy ditta inglese che trivella in Veneto ha appena annunciato di avere "trovato un accordo" con la Shell per lo sfruttamento della concessione di gas naturale Casa Tonetto, che include o si sovrappone in parte con le concessioni Nervesa e Carita'. La Sound Oil ha gia' trivellato due pozzi qui negli scorsi mesi: il pozzo Sant'Andrea e il pozzo Cascina Daga, quest'ultimo abbandonato perche' non sufficentemente produttivo.

L'assegnazione della concessione di coltivazione Casa Tonetto alla Sound Oil era arrivata il giorno 14 Luglio 2015 direttamente dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Dal documento di approvazione viene fuori che la Regione Veneto ha rilasciato parere favorevole e pure una "intesa" per il conferimento della concessione di idrocarburi. Ma come, non e' questa la regione di Zaia che si opppone franticamente -- ma solo sulla carta! -- alle trivelle in mare? Come sempre, perche' il mare e' piu' importante del Trevigiano? Mistero.

Anche a livello locale il tuttapposto. Il comune di Spresiano, il comune di Nervesa della Battaglia, il comune di Susegana e la provincia di Treviso hanno detto si alle trivelle. Cosi pure la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso e la Soprintendenza Archeologica del Veneto. Al massimo hanno messo postille con "la massima attenzione" sulla possibile sismicita' indotta o il seguire le prescrizioni dettate dal rapporto ICHESE.

Da questa concessione verra' fuori un non meglio specificato "impianto" di trattamento del gas, chiamato "Centrale Casa Tonetto" per appunto trattare il gas che arriva dal pozzo Sant’Andrea. Il gas poi finira' nella "linea di alta pressione" a cento metri da suddetta centrale.

Di quanto gas si parla? Di circa 23 milioni di metri cubi in cinque anni. Cioe' 4.6 milioni l'anno. L'Italia usa 70 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Ergo, fatta la divisione, il gas di Casa Tonetto ci servira' per lo 0.06 % del fabbisogno nazionale. Servira' molto di piu' per le azioni della Sound Oil, ci scommetto.

La cosa triste e' che le Società interessate "potranno richiedere l’attivazione, ove necessario, delle procedure per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, della dichiarazione di pubblica utilità e dell’approvazione di variante urbanistica, in relazione alle esigenze operative del programma di sviluppo e di ricerca del giacimento.

Cioe' con l'esproprio potranno fare quel che vogliono sul territorio di altri.

Ma la cosa che dovrebbe piu' far riflettere e' l'arrivo della Shell. E' questa una ditta con decine e decine di casi di soprusi e di sfruttamento scellerato del territorio e della democrazia in tutto il mondo, dall'inqualificabile trattamento riservato alla gente di Nigeria per 50 anni, alla prepotenza che hanno avuto nel voler trivellare l'Artico, nonostante la fragilita' di quei luoghi. L'ONU in un rapporto del 2011 dice che ci vorranno almeno 30 anni per pulire tutto lo schifo lasciato in Nigeria, se mai ci si decidesse, e un miliardo di dollari solo per iniziare.  Nel 2009 la Shell pago' 15 milioni di dollari per avere collaborato nell'assassinio di Ken Saro Wiwa, l'attivista  e poeta di Nigeria che denuncio' lo scandalo Shell nel suo paese.  La Shell e' la stessa che ha trivellato Groningen in Olanda, assieme alla Exxon,  per piu di 50 anni, causando terremoti su larga scala per sua stessa ammissione e pagando pure multe.

Si potrebbe riempire una lunga lista e basta solo mettere su google "Shell pollution" o "Shell corruption" per rimanere letteralmente allibiti. Ai miei occhi sono l'aziendizzazione del male. 

Io non ce li vorrei a casa mia, caro Luca Zaia.











Junior energy firm Sound Oil announced Thursday that it has agreed a gas sales deal for its Casa Tonetto production concession with Shell Energy Italia. Located in northern Italy, the Casa Tonetto concession includes the Nervesa natural gas field development – which Sound declared in mid-July would produce its first commercial gas later this year following a decision by the Italian Ministry of Economic Development's decision to award the company a production concession for the project. Sound Oil CEO James Parsons commented in a company statement: "I am very pleased to report the signature of the gas sales agreement, which increases our exposure to Italian gas market and represents the first relationship with the Shell group.'' The Nervesa field is a 21-billion cubic foot field discovered by ENI in 1985. Sound has spud two wells on the field since 2013. - See more at: http://www.rigzone.com/news/oil_gas/a/140004/Sound_Oil_Agrees_Italy_Gas_Deal_with_Shell#sthash.JmPx9klj.dpuf

Tuesday, July 14, 2015

Zaia e le trivelle di Nervesa e d'Adriatico - due pesi, due misure?



Sono stato chiamato a stimare la pericolosità della situazione 
e posso dire che questa è una zona sismica



Vorrei chiedere a Luca Zaia, governatore del Veneto dal 2010: ma lei ci crede davvero o fa finta, in tema trivelle? Dalle sue parole parebbe tutto chiaro.

Il giorno 1 Gennaio 2015 aveva detto che : "La Regione del Veneto anche nei fatti sta cercando di opporsi alla nefanda decisione che mette a rischio quella straordinaria risorsa ambientale ed economica che si chiama mare Adriatico. Parlava di "enormi danni ambientali, per la salute e per l'economia delle popolazioni che vivono sulle sponde del nostro mare. La nostra è una posizione netta di contrarietà a questo atteggiamento folle dei governi italiano e croato. Ci opponiamo alle trivellazioni in prima battuta e con atti formali".

Il giorno 9 Marzo 2015 ribadisce “Noi, come Regione, siamo e restiamo contrari alle trivellazioni in Adriatico. La nostra difesa continua ad essere debole perché il Governo è schierato a favore delle trivellazioni. Mi chiedo come quelle forze politiche che si dichiarano vicine all’ambiente possano stare ancora all’interno di questo Governo".
 
Addirittura nel Maggio 2015 la regione Veneto presenta le sue osservazioni di contrarieta' alle trivelle croate in Adriatico "in cui ci si preoccupa della subsidenza che si estenderà, spingendosi, con ogni probabilità, entro i nostri confini nazionali".

Indimenticabili le sue parole maestose sull l'Italia: "la Repubblica e' una, indivisibile e imperforabile".


Te lo vedi, paladino dei paladini. E poi. E poi vai a leggere i comunicati di investitori dei petrolieri, vai a vedere il territorio, e vai a vedere cosa approva il governo regionale veneto di Luca Zaia e i chiedi: ... ma sa Zaia cosa i suoi stessi uffici regionali approvano e fanno? E poi ti arrabbi.


La Sound Oil, ditta inglese, ha preso di mira il territorio veneto da vari anni tramite la sua sussidiaria italiana Apennine Energy con la concessione "Carita' - Nervesa", nei pressi di Conegliano Veneto e del Montello. Come sempre sono pozzi vecchi trivellati ed abbandonati dall'ENI e dove queste microditte pensano di venire a fare il salto di qualita'.

Il giorno 26 Febbraio 2013 la regione Veneto autorizza la Apennine Energy/Sound Oil a trivellare il pozzo Sant'Andrea 1 dir a Nervesa della Battaglia per la ricerca di idrocarburi. Il CEO James Parsons definisce Nervesa una "flagship opportunity" dal valore di 62 milioni di dollari che fruttera' loro ben 14 milioni di dollari l'anno. I Veneti sanno poco e niente.

Il giorno 27 Novembre 2014 la regione Veneto autorizza la Apennine Energy/Sound Oil a trivellare il secondo pozzo Cascina Daga 1 dir sempre a Nervesa. Arrivano a 1300 metri di profondita'. Gli investitori sanno tutto. La Sound Oil annuncia ai propri azionisti addirittura dove poter scaricare i filmati in rete, in modo da seguire ogni giorno cosa accade in cantiere.

Dopo un paio di mesi da quell'approvazione, Zaia dice che l'Italia e' imperforabile. Come puo' essere? Perche' la regione Veneto ha permesso che si facessero buchi nel 2013 e nel 2015, e dopo un po Zaia fa tutti quei proclami? Non si parlano presidente e regione? O che il trevigiano e' meno importante della Croazia?

E poi, guarda caso, il 12 Maggio 2015 un terremoto di intensita' 3.5 nelle vicinanze del Montello a 2000 metri di profondita'. Un altro ancora, non troppo lontano, il 15 Maggio di magnitudo 3.6, a quindici chilometri da Nervesa. Sono sicuramente delle coincidenze, ma questo fa capire che il territorio trevigiano non e' proprio stabile di per conto suo.

Se Zaia e' preoccupato della subsidenza croata, perche' non e' preoccupato della possibile sismicita' indotta italiana? O crede che per la Croazia sia facile parlare mentre in Veneto si tratterebbe di agire?

E poi ancora, guardi le cartine e vedi che nel trevigiano e' anche presente un impianto di stoccaggio del gas della Edison, detto Collalto che si trova ad otto chilometri dal terremoto del 15 Maggio. Anche qui, potrebbe benissimo essere una coincidenza che ci siano stati terremoti nei pressi della centrale di stoccaggio ma il fatto e' che questi impianti sono pericolosi. Sono semplicemente delle bombe che aspettano di essere innescate perche' gli stravolgimenti sotterranei portati da stoccaggi e da estrazioni certo non migliorano un territorio sismico di per conto suo.

Collalto e' in funzione dal 1994. La Edison il 3 Gennaio 2007 chiede di ampliarlo e di aumentare i volumi stoccati. Si nominano commissioni di esperti e di politica. Vari sismologi indipendenti ne sottolineano la pericolosita' : se stuzzicata, la falda del Montello potrebbe dare origine a terremoti di magnitudo maggiore di 6. Alberto Marcellini, professore di sismologia all'Universita' di Milano, parte della commissione, afferma nel 2007:

"Il rischio sismico elevato è stato evidenziato, a questo punto i responsabili politici possono decidere di assumersi questo rischio perché la contropartita viene giudicata congrua o per altre motivazioni. Per quanto mi riguarda non faccio parte di chi deve decidere, tuttavia poiché da tempo mi occupo di problemi di rischio sismico e ho pure una certa reputazione internazionale da difendere devo dire che non ho ritenuto sufficienti gli argomenti addotti a supporto di un parere favorevole, anzi francamente non solo non sono di parere favorevole all’aumento delle capacità dell’impianto, ma addirittura alla presenza stessa dell’impianto di stoccaggio."

Ma si sa, la logica e' spesso un optional quando ci sono gas e petrolio di mezzo e Marcellini si dimette il 28 Gennaio 2008, dicendo:

"Debbo dire che sin dall’inizio dei lavori la mia impressione non è stata quella di trovarmi in un consesso che operasse all’unisono per valutare nel modo migliore la sicurezza del deposito, obiettivo ufficiale della Commissione. Ho avuto piuttosto l’impressione di trovarmi di fronte a due posizioni precostituite: i favorevoli e i contrari all’ampliamento. Insomma più che all’approfondimento delle indagini vi era l’interesse di ricevere supporto alla propria precostituita tesi. Non è l’humus migliore per far lavorare gli esperti"

Nel 2009, il MInistero dello Sviluppo Economico da un po di prescizioni e decide che l'ampliamento dell'impianto puo' essere escluso dai procedimenti di impatto ambientale. Luca Zaia viene eletto nel 2010. Sul suo sito web, la Edison dice che l'impianto e' stato ampliato nel 2011. Seguono ricorsi, interrogazioni, denuce. Seguono anche rumori e notti insonni dei residenti i quali scrivono a Zaia lamentando la scarsa attenzione delle autorita' regionali dal 2009 fino ad adesso.

Ecco, la mia domanda a Luca Zaia, resta: cosa facciamo adesso? Non era l'Italia imperforabile? Vuole dire qualcosa ai veneti, e non sulle trivelle in Croazia, ma sulle trivelle in Veneto, a Collato, a Nervesa, a casa sua?

Qui le immagini di Nervesa e di Collalto

Friday, January 16, 2015

Luca Zaia, governatore del Veneto: la Repubblica e' una, indivisibile e imperforabile



 
 
 
Le parole usate da Luca Zaia sono forti, e sono belle: la Repubblica è una, indivisibile e imperforabile. Le ha pronunciate nell'impuganare lo scellerato Sblocca Italia, che fra le altre cose cancellerebbe quel po di protezione che c'e' in Adriatico contro le trivelle nella Laguna Veneta.
 
Io non so se le abbia dette perche siamo in campagna elettorale e la sua avversaria del PD - Alessandra Moretti - e' appunto del partito che vuole bucare la nazione da cima a fondo. 
 Anzi, se fossi giornalista e ne avessi l'occasione glielo chiederei direttamente: cara Alessandra Moretti, che ne pensi delle trivelle nella laguna veneta? A Venezia? A Chioggia?  A Nervesa?

Ma quale che sia il motivo per cui Luca Zaia abbia detto queste parole, credo che sia importante che siano arrivate, cosi limpide, cosi nette:

“Queste disposizioni nazionali calpestando tutte le competenze regionali in materia di governo del territorio, turismo, protezione civile e salute, produrranno irrilevanti benefici economici e sociali ed elevati pericoli ambientali per il territorio italiano, già caratterizzato da rilevanti rischi geologici e ambientali. Si favorisce così una nuova e irragionevole colonizzazione del territorio e del mare italiano da parte dell’industria petrolifera, mettendo a rischio aree di pregio naturalistico e paesaggistico e fiorenti attività economiche legate al turismo e alla pesca, con lo scopo di estrarre idrocarburi di dubbia qualità, che agli attuali tassi di consumo, valutate le riserve certe a terra e a mare censite dal Ministero dello Sviluppo Economico, potrebbero coprire il fabbisogno nazionale per un periodo non superiore ad un anno”.


L'ENI e le sue amiche da tempo hanno dei permessi per estrarre gas nell'Alto Adriatico, proprio di fronte a Venezia, e a Chioggia, e nel delta del Po'. 
Numerosi studi fatti gia' dal 1975 fino ai giorni nostri che mostrano ripetutamente come l'opera di estrazione, con trivellamenti e petrurbamenti dell'equilibrio sotterraneo hanno fortissime probabilita' di causare la subsidenza. Chi vive in Veneto ed ha una certa eta' lo saper averlo sperimentato nel corso degli anni e tutti abbiamo sentito dire che Venezia sta sprofondando. Cosi' dal 2002 esiste una moratoria contro le trivelle nelle acque del Veneto.

L'ENI pero' ora non perde tempo, e' proprio dal 2002 che si organizza, convince, ammorbidisce, e i politici vacillano. Come al solito si scrivono leggi incomprenisibili, fatte apposta per poter essere raggirate. Quella del 2002 (chissa' perche' non gli piaceva piu'!) viene leggermente modificata: sotto le spinte dell'ENI arriva il decreto Milleproroghe (gia' il nome sa di illegale) Praticamente si dice che il divieto di trivellare e di cercare idrocarburi resta, ma solo se esiste la subsidenza. 
Cioe' e' compito della regione mostrare che esiste questo fenomeno, senno' l'ENI puo' fare quel che vuole. E adesso a piu di dieci anni, il gioco e' arrivato alla fine, e vogliono addirittura cancellare i divieti come dice Zaia  
"senza che sia mai stata accertata l’assenza di rischio di subsidenza. Anzi è accertato il contrario. La Regione Veneto ha stanziato risorse per fronteggiare il fenomeno dell’abbassamento dei terreni in Polesine. Legittimare le trivellazioni nell’Adriatico in zone sensibili come Venezia è pura follia!”.

Friday, April 26, 2013

La Sound Oil a trivellare in Veneto - Nervesa





Adesso e' tuttapposto.

Programmano altri buchi:
 
Laura, Golfo di Taranto
Rapagnano, Marche 
Badile, Lombardia

Evviva.

Approvato ad Ottobre 2014



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We are very much focused on Italy and that will remain the case.
James Parsons, CEO Sound Oil, UK

Nervesa, Veneto

Badile, Lombardia



Secondo gli annunci agli investitori, la Sound Oil, ditta inglese che di occupa di petrolio ha intenzione di trivellare presto in Veneto, secondo la concessione "Carita' - Nervesa".

La concessione si trova nei pressi di Conegliano Veneto.

Nel video sopra su YouTube il CEO James Parsons la definisce una "flagship opportunity" e dice che la concessione nel trevigiano vale $62 milioni di dollari - tanto quanto tutto il loro capitale azionario! - e che gli fruttera' $14 milioni di dollari l'anno, una volta che sara' operativa.

Vogliono iniziare alla fine dell'anno 2013.

Come si puo' capire e' una ditta piccola, che pensa di fare il salto di qualita' con l'Italia.

Il pozzo Nervesa fu gia' trivellato dall'ENI nel 1985. Loro vogliono trivellarne un altro, per ora esplorativo, a circa 1 chillometro di distanza. La zona e' arenaria, vogliono andare a circa 2 chilometri di profondita', in un'area "industriale".

Nel video su YouTube c'e' pure il salvatore della patria, l'italiano Luca Madeddu, che dice che il processo e' iniziato nel 2011 (ma qualcuno ha detto qualcosa ai veneti?) e che se tutto va bene sara' tutto operativo per il 2014.

Dice che hanno mandato la VIA e che aspettano il "si" a Novembre 2013, con l'approvazione finale, come se tutto fosse una formalita', e che il si gli e' dovuto.

E' tutto fatto. Devono poi preparare il sito, con 25 giorni per creare piazzole e adeguare le strade se necessario.

Il pozzo finale arrivera' dall'Olanda, ed e' stato costruito in Germania. A un certo punto compare anche la parola magica "hydraulic rig".

Dicono che siccome l'area e' "industriale" - ma io direi residenziale?? - non possono andare direttamente nel loro giacimento, ma dovranno perforare ad un angolo di circa 45 gradi, per circa 1000 metri.

Il pozzo 41 giorni per trivellare 6 per "pulire" e poi faranno il test per 7-10 giorni. In caso di successo - Luca Madeddu dice che e' tutto molto exciting - decideranno immediatamente come perforare e che entro il 2014 applicheranno per la concessione finale.

Avranno bisogno di un impianto di compressione per massimizzare l'estrazione del gas.

Hanno pero' pochi soldi, e dicono che loro stessi metteranno circa 2.9 milioni dollari e che il resto verra' da una famiglia privata di Milano che guida la ditta CTSI. Questi metteranno l'altra meta' del denaro in cambio dell'8% dei profitti.

E cioe' : la ditta e' inglese, la trivella e' tedesca, il capitale andra' nelle mani di investitori stranieri e di questa misteriosa famiglia di Milano. E ai veneti cosa restera'?

Mistero.

... E cosa c'e' dentro Nervesa? Stimano 21 miliardi di metri cubi di gas. In Italia ne usiamo circa 80 miliardi all'anno - fanno circa 3 mesi di gas per l'Italia, *per tutta la vita del progetto* e non all'anno, ammesso e non concesso che questo gas finira' nelle case degli italiani.

Dicono che non si fermeranno qui, ma che hanno intenzione di trivellare la concessione Badile nei dintorni di Milano, e che hanno degli "hidden gems" in Italia.

Gems? Dal punto di vista di un petroliere, forse. Per ora e' tutto solo molto hidden.

Gli italiani sono sempre gli ultimi a sapere di queste "gems" nelle loro case, nei loro campi, nelle loro "zone industriali".

Saturday, November 3, 2012

Venezia: gli specchietti per le allodole


Marghera, Venezia con le raffinerie dietro la laguna.
La Strategia Energetica Nazionale. 

E cosi decidono di fare una maxi-conferenza a Venezia per parlare del futuro del nostro Adriatico il 9 Novembre.

In teoria sarebbe anche una cosa buona, ma invece - secondo me - sara' solo una gran presa in giro.

Un po come il questionario farsa circolato in pompa magna per questa nuova SEN: strategia energetica nazionale con le domande dell'azzecca garbugli.

E questo per due motivi:

1. E' una roba di politica, non di cosa e' meglio da un punto di vista scientifico, non di cosa vogliono le persone, non di informazione vera. Clini ha perso ogni credibilita' ai miei occhi, dalla storia infinita dell'Ilva di Taranto allo stoccaggio di Rivara non si e' dimostrato un vero difensore dell'ambiente, della gente, quanto invece una sorta di lacche' dei petrolieri, degli inquinatori, il mastro dei possibilisti, del non si sa, del compromesso, dell'equilibrio.

Cosa puo' argomentare uno cosi in favore del mare?

2. E una roba dove non ci sara' nessuno veramente che sta sul campo a difendere il mare. Ormai sono 5 anni che vado in giro per l'Italia a sentire conferenze, a farne, e piu' o meno gli conosco tutti gli unviersitari attivi, gli attivisti disinteressati e che hanno a cuore il problema. Qui ci sono nomi mai sentiti prima e che di attivismo hanno ben poco.

E chi invitano? I politici.

Ma che deve dire, per esempio, Gianni Chiodi il governatore dell'Abruzzo?

Non ne sa niente di trivelle in mare, non ha mai fatto niente per fermarle lui le trivelle e d'altro canto non aveva argomenti per sostenerle le trivellazioni. E' stato muto per 5 anni. Un Ponzio Pilato dell'ambiente che ora rappresenta l'Abruzzo?

Cosa potra' dire lui di Ombrina? Se l'e' lette le carte? Mah. Non direi, visto che in tutte le occasioni possibili dalla regione Abruzzo non sono mai arrivati pareri di nessun genere.

E non che gli altri siano stati migliori - air gun e monnezza in mare e limiti USA - quelle cose le hanno imparate altrove, e cosi' la sensibilizzazione sul tema, non l'hanno fatta loro, ma noi persone normali, giorno dopo giorno.

E allora mi chiedo perche' invece non hanno dato voce e spazio alle *persone normali* che lottano per queste cose da anni, e conoscono le problematiche molto piu' dei signori politici? Perche' non hanno invitato, quanto meno ad ascoltare, e pagandogli le spese di viaggio, le persone che sono attive sul territorio?

Chi mai di noi potra' prendere il tempo e trovare i soldi per andare a sentire che ne sara' del suo mare
a Venezia?


Domanda: si sara' l'ENI? Ci saranno i petrolieri della Northern Petroleum, della MOG, della Petroceltic? Chissa.


E perche' non hanno annunciato possibili dirette streaming, spazi per le persone per fare domande in diretta, siti facebook dove porre questioni importanti live?

E perche' in preparazione di questo mega maxi convegno non hanno organizzato incontri locali, regione per regione, dove tutti potevano andare e dire a Clini o a chi per lui cosa vuole per il suo mare?

Questa e' le democrazia, in cui ci siamo dentro tutti assieme.

In cui e' il politico a servizio della gente, e non la gente a sottostare ai politici.

Non e' accettabile che arrivano Clini-Passera-Monti a decidere per tutti a porte semichiuse. Le cose all'italiana, in cui la politica arriva sempre per ultima e con prepotenza ed ignoranza.

Qualcuno mi chiede perche' non vado anche io. La risposta e' semplice: perche' nessuno mi ha invitata -
troppo scomoda eh? Troppo intransigente su questo tema, troppo poco aperta ai possibilismi e agli inciuci.

Ma anche se io non ci saro', ci sara' qualcun altro che avra' il coraggio di argomentare per la CHIUSURA totale dell'Adriatico alle trivelle?

CHIUSURA totale, perche' uno scoppio che succeda a Dubrovnik o alle Tremiti e' la stessa cosa, sapete? Perche' l'Adriatico e' gia' inquinato a piu' non posso, perche' il mare Adriatico e' uno solo, piccolo e chiuso.

Qualcuno gli ricordera' che in California il limite delle trivelle e' di 160 km?

Io invece prevedo un gran fanfare per poi arrivare  alla parola piu' odiata: il COMPROMESSO. Della serie: mettiamo "regole", mettiamo "commi", mettiamo "paletti", mettiamo un po di miglia di protezione - che in Italia nessuno rispettera' mai - ed apriamo l'Adriatico alle trivelle del far west.

Sara'.

La mia democrazia e' un altra cosa. La mia SEN e' una sola: un pannello solare su tutti i condomini d'Italia.



Saturday, May 26, 2012

La Aleanna dice di essere pronta a trivellare

Come sempre, se uno vuol sapere cosa accade sul suolo italiano, si devono leggere i comunicati stampa agli investitori stranieri per capire. Non c'e' verso di sapere granche' dal nostro governo - che sia Roma, che sia l'ultimo dei paeselli di montagna di Basilicata.

E questo e' gravissimo alla luce del fatto che il territorio emiliano continua a traballare e che tutta la zona della Pianura Padana e' pericolosa, sismica, prona a subsidenza.

Caro Monti, Caro Clini, Caro Passera, Caro Scaroni, ma non sarebbe il caso di fermare tutto e di *capire prima* e poi continuare con le trivelle selvagge? L'ho capito che stiamo qui a rastrellare l'ultimo centesimo, e che pure le briciole dei petrolieri fanno gola, ma distruggere cosi' un territorio, senza neanche spiegare niente alla gente e' veramente criminale. Com'e' possibile che queste cose uno debba apprenderle dai comunicati stampa agli investitori?

Ed ecco allora le ultime sul destino della Bassa Padana, direttamente da Dallas, Texas.

Il 16 Maggio 2012 infatti, la BRS Resources, una sorta di scatola magica che detiene il 17% della Aleanna Resources, dice che ha accellerato le sue attivita' burocratiche e che prevede di incrementare in modo 'sostanziale' le sue attivita' trivellanti. i

La Aleanna ha già eseguito campagne di acquisizione dati sismici nel delta del Po, fra cui Ponte dei Grilli, ma adesso occorre passare dalla sismica alle trivelle vere, dice Steven Moore il capo della BRS resources. 

...we have identified a myriad of drillable prospects. We want to help Italy boost its domestic production of natural gas, and we can only do that by drilling. During the next few months AleAnna plans to submit drilling applications for wells in a minimum of three permit areas. 

..we want to diversify our options and be in a position to move quickly when the opportunities arise.

Cioe' vogliono trivellare una miriade di potenziali localita' per diversificare e per "aiutare l'Italia" ad incrementare la sua produzione di gas naturale. E lo possono fare solo trivellando. Evviva.

Dicono che c'e' gia' infrastruttura presente, dicono che hanno nel complesso 3,250 chilometri quadrati di terreno, dicono che la Pianura Padana e' il secondo campo di gas piu' grande d'Europa e che ci sono circa 27 trillioni di metri cubi di gas.

Dimenticano di dire che la zona e' sismica, che ci sono gia' stati casi di subsidenza indotta, che la zona e' densamente abitata.  Chissa' se queste cose gliele ricordi qualcuno dei nostri eccellenti politici.

Io non so se le trivelle eistsenti siano collegate agli sciami sismici dell'Emilia di questi giorni, ma so che, come detto mille volte, meglio pensarci prima e non fare cose rischiose, piuttosto che sfidare la sorte. L'Emilia, l'Italia tutta, e' fragile, e li ci sono le case, i campi, le chiese, la vita delle persone. Non ci si guadagna niente con il trivellarla, nonostante le balle della Aleanna.

Se Mr. Moore vuole aiutare l'Italia, semplicemente se ne vada.



Tuesday, May 1, 2012

Gasland d'Italia: Policoro (Matera) e Porto Viro (Rovigo)

2 Novembre 1991, Policoro, Basilicata, Italia
Pozzo di gas ENI esploso.

In Italia non succede.








In questi giorni assistiamo ad un delirio dopo l'altro in termini di petrolio e di gas italico.

Stefano Saglia, Corrado Passera, Claudio Descalzi, Assomineraria, continuano ad insistere che dobbiamo fare dell'Italia un "hub energetico", che dobbiamo trivellare, che questo portera' a ben 25,000 o 30,000 posti di lavoro, che questo ci portera' a risolvere tutti i problemi d'Italia.

Il petrolio portera' soldi, lavoro e felicita' a tutti.

E allora ecco come si trivella in Italia.

Qui un piccolissimo articolo su un pozzo di metano che continua a regurgitare gas a Porto Viro, in provincia di Rovigo dopo una esplosione, nel 2010.



Si' e da un anno e tre mesi! e dallo scoppio del dicembre 2010 che il pozzo continua a rilasciare metano. Nessuno vede, dice fa. Tuttapposto.

Un anno e tre mesi!

Le piante vicino al pozzo sono morte, la gente e' preoccupata dell'aria che respira, il comune ha solo potuto mettere una scritta in cui si dice di non avvicinarsi perche' c'e' pericolo d'incendio.

Questa e' l'Italia delle trivelle.

Ma a guardare bene, non e' questo l'unico caso di pozzo metanifero esploso in Italia.

Nel 1991, a Policoro, ci fu un altro pozzo di gas esploso, ma nessuno ne parlo' e non ne esiste quasi traccia ne sul web, ne sulla stampa. Le foto che vedete me le ha mandate Felice Santarcangelo qualche tempo fa.

E' l'Italia dei pozzi di metano dell'ENI.



Vogliamo parlare dell'oleodotto esploso a Viggiano?

Vogliamo parlare delle galline morte a causa delle esalazioni di idrogeno solforato in Basilicata? 


Vogliamo ricordare lo scoppio di Trecate, in provincia di Novara?


Vogliamo ricordare lo scoppio della piattaforma Paguro?

Sono troppi gli scandali, i problemi, i rischi alle persone e alla natura. Ma a Passera interesssa solo il PIL.

Mi dica, Passera, che ce ne facciamo di un PIL perfetto dopo averla distrutta l'Italia?

Thursday, September 29, 2011

Susan Elaine Sinnott: ritornatene in Texas!



SUSAN SINNOTT GO HOME
LEAVE ITALY ALONE
GO DRILL TEXAS INSTEAD


BRS Resources is participating in one
of the most exciting
oil and gas plays in the world – Italy’s Po Valley.
That’s right – the Po Valley, between Venice, Florence, and Milan.

Aleanna Resources/BRS/Bonanza

Che bello trivellare vicino a Venezia, eh?
Siamo noi degli idioti a permetterglielo.

Chi vuole lasciargli commenti diretti su Facebook puo' farlo qui


Ecco cosa succede quando arrivano in Italia persone che dell'Italia non sanno niente e per i quali siamo solo territori di conquista. Gente che pensa di poter venire qui, raccontarci un po di balle e portarsi in Texas il bottino petrolifero per i loro investitori e soprattutto prendendoci in giro ben bene.

In questo articolo c'e' di tutto, farebbe ridere se non che fa piangere: i petrolieri che parlano di "interventi di miglioramento ambientale", la subsidenza che e' una "mera modifica permanente" del territorio e le trivelle che portano benessere con il buono sconto della benzina!

Vergogna! E da chi vengono queste belle sparate?

Da Ms. Susan Sinnott il direttore della BRS Resources Ltd, una ditta Canadese, con sede a Vancouver, in precendenza nota come Bonanza Resources, e che aveva sede in Texas. Questa BRS controlla il 7% della Aleanna Resources.

Il 27 Settembre 2011 la Aleanna/BRS/Bonanza dichiara di avere concluso la fase di ispezioni sismiche in un area di 136 chilometri quadrati della concessione Ponte del Diavolo, nel delta del Po fra l'Emilia Romagna e la bassa padana del Veneto. Vogliono ora acquisire altri dati presso la concessione Ponte del Grille e trivellare il pozzo Gallare presso la concessione Corte dei Signori.

Dicono che devono finire di mettersi d'accordo coi proprietari terrieri della zona e appena sara' tutto pronto, faranno il buco. Dicono di essere "eccitati" e che prevedono di iniziare i lavori entro la fine dell'anno.

Evviva.

Intanto la gente del posto e' arrabbiata. Come riporta il Corriere del Veneto, l'assessore regionale Maurizio Conte aveva detto che la regione riservera' alla Aleanna/BRS/Bonanza la "massima opposizione", preoccupati soprattutto della subsidenza, che da decenni affligge il delta del Po, un terreno fragile gia' di per conto suo e che di tutto ha bisogno fuorche' di trivelle.

Per chi lo ricorda, negli anni 50 e 60 le estrazioni di metano avevano causato spaventosi abbassamenti di terreno, con alluvioni gravi che avevano portato alla dismissione di tutti i pozzi di metano della zona.

Ora la Aleanna/BRS/Bonanza ci riprova.

Ecco allora che arriva Susan dal Texas a tranquillizzare tutti.

SuperSusan dice, predendo in giro l'intelligenza degli Italiani che:

1. Non c'e' nessun rischio e che la subsidenza e'

una mera modifica permanente del territorio

e che basta guardare l'Olanda, dove il 24% del terreno e' sotto il livello del mare.

Cara Susan, si rende conto delle sciocchezze che dice o parla giusto per far prendere aria ai denti? Il danno e' nel tempo dello sprofondare, mia cara, che durera' anni e che sara' attivo per tutta la durata delle trivelle. E' nell'andare dal livello che c'e' oggi al livello -1 metro, -2 metri, - 3 metri che ci saranno disastri come ce ne sono stati 50 anni fa.

E che succede intanto che la sua "mera modifica" diventa permanente? Che succede alle fondamenta delle case che gia' si sono? Ai fiumi, agli argini, ai litorali?
Ma se vuole proprio farle, queste "mere modifiche" vada a farle in Texas che in Veneto abbiamo gia' abbondantemente dato.

Le sue parole sono un insulto a tutti quelli che hanno sofferto, sono morti e hanno dovuto lasciare le loro case per colpa delle alluvioni del Polesine. Si vergogni.

2. Poi tira fuori ancora le balle delle royalties. Con lo sconto-benzina e il 10% di royalties - come se avessimo l'anello al naso, e ci possiamo accontentare delle briciole.

E poi ci raccomanda di guardare a quello che succede in Basilicata dove hanno incassato ben 200 milioni di euro!

Si, guardate la Basilicata, la regione piu' povera d'Italia, con campi inquinati ovunque ti giri e da cui la gente scappa, stanca di puzze, malattie, futuro distrutto e paesaggi distrutti.

Susan, mi sa che hai sbagliato paragone. Lo sa tutta l'Italia che la Basilciata e' stata distrutta dai petrolieri!

3. Ancora la Susan tira fuori il fatto che le torri saranno erette per pochi anni - 20? 30? e che "solo se ci sara' successo" tireranno fuori il gas.

Della serie, scusi ma quel terreno non e' suo, e' nostro, e' degli italiani! E lei non puo' pensare di venire qui, bucare alla meno peggio a destra e a manca e poi scegliere quello che le piace e trivellare nel "rispetto dell'ambiente". Non e' possibile, non e' vero, sono balle!

MS SINNOTT: WHO THE HELL DO YOU THINK YOU ARE?

4. Infine la tattica della paura: se non trivelliamo, ce ne andiamo e voi restate senza soldi e addirittura senza interventi di miglioramento ambientale!!!

No comment. da quando in qua i petrolieri portano a interventi di miglioramento ambientale? MAI NELLA STORIA DEL PIANETA!


MS SINNOTT: SHAME ON YOU
ITALY DOES NOT WANT NOR NEED YOUR OIL RIGS
CAPISC?


Qui tutti gli interessi della Aleanna in Veneto e in Emilia Romagna - basta cliccare sopra per vedere meglio











E qui in Basilciata:






Ecco qui chi e' Susan Sinnott - petroliera texana da 35 anni.

Ms. Sinnott has over 35 years of international oil and gas experience and was instrumental in securing the membership interest in AleAnna Energy LLC, placing BRS Resources in the land position onshore Italy. Ms. Sinnott's area of experience is project management. Prior to joining BRS she was the president of Heartland Rig International (HRI) Inc., a global manufacturer of drilling rigs and equipment. She also held positions at Arco Oil and Gas, Exxon Neftegaz Limited, Nimir Petroleum and Petrosakh USA. She attended Southern Methodist University in Dallas, Texas.

Saturday, August 6, 2011

Ms. Anca Landwer: what part of we don't want you here don't you understand?


Ms. Anca Landwer: leave Italy alone!
Go drill Texas!

Aleanna Resources is a mysteriously owned company that wants to drill Italy - in Basilicata and in Veneto - bullying around and without seeking any imput from local residents.

They think they can come in from Texas or Delaware or Canada - no one really knows exactly where they are based - and do as they please destroying our country.

Quite ironically one of their Italian leases is called Bugie, "lies".

They want to drill about 1500 square kilometers between Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Padova, Forli', Cesena, Bologna and further south in Matera - historical, agricultural or touristic locations that have nothing to do with oil.

And, pray who are these people from Aleanna Resources, that don't have a face, a voice?

According to the Italian Ministry of Economic Activity, Aleanna Resources is headquartered in Italy in the legal offices of Mr. Emanuele Turco, in Viale G. Rossini, 9 00198 Rome. A lawyer.

They also have legal offices in Delaware and Matera, Italy.

From their own website, where they present idillic pictures of the Italian countryside marred with their polluting oil rigs, they say that they are headquartered in San Antonio, Texas.

Other websites say that Saxon Energy owns them from Canada.

In any event, from their own website, they say that value their local relationships.

How funny, because locals hate Aleanna, both in Veneto and in Basilicata. I know because I have given talks there, and Aleanna is one of the most hated enemies right now for a lot of people.

Aleanna says that they are dedicated to the safe and efficient discovery and production of oil and gas with "respect" for the environment, the law and safety of its workers and the people.

Everyone knows that is impossible. No community exists in the entire planet that is happy to live next to an oil or gas facility, that I know of at least, and I have visited quite a few of them.

From their own website, what one can learn about Aleanna Resources is that they are a "privately owned" company - by whom? - and that they claim they are uniquely positioned to take advatage of the "opportunities Italy offers" - how?

Well, we know for sure they have been intimidating small town mayors and trying to force their oil and gas propaganda to citizens, through menacing letters their lawyers have been sending to people around the country, bad mouthing journalists, and threatening local mayors.

What a nice way to show respect for locals!

And who is responsible for all this?

I'd say the CEO, right? Ultimately, it is the boss's responsability.

So, here is the head of Aleanna resources: Ms. Anca Landwer who her entire life has worked for the oil and gas industry, one of the most destructive types of industry on the planet. She worked for: Conoco, Santa Fe Snyder, Devon Energy, Landex Consulting, Kerns Petroleum and now Aleanna Resources.

She helped provide technical support and advice for drilling in Europe, West Africa, Nigeria, Congo, Ghana, Portugal, Rumania, and the Gulf of Mexico, certainly "improving" the lives of people in those places.

We have news for you Ms. Landwer: WE DON'T WANT YOU HERE. We are smarter than you think and we will not allow you to set foot in this country.

We know the way oil people operate. You will try to use all your corporate niceties and smooth talk, to try to brain wash us. We simply will not believe you and just as we have sent away ENI, and Mediterranean Oil and Gas and Po Valley, we will send you back where you belong.

Leave Italy alone. Capisc?