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Saturday, March 16, 2019

Matteo Salvini e la scelleratezza in Basilicata




Che pena vedere questa gente, piccola piccola.

Io ci scommetto che Matteo Salvini di ENI, di petrolio, di inquinamento, di malattie, di corruzione, tumori e lacrime in Basilicata non ne sappia niente.

Perche' chiunque abbia letto anche solo un po, e vagamente, della faccenda ENI in Lucania non puo' che venirne fuori con un profondo senso di pieta' umana per una vallata dove un tempo si facevano mele ed uva, e dove ora si fabbrica morte. E per pieta' umana intendo quella rispettosa, che si fa l'analisi di coscienza, che si chiede "cosa posso fare io per migliorare la situazione?", che vuol bene, che e' discreta e gentile.

Matteo Salvini no, invece.  Si mette il cappello giallo dell'ENI e va via fiero, tutto pomposo facendo finta che i miasmi di idrogeno solforato non esistano. E quindi ne deduco che veramente sia ignorante di tutte le statistiche, gli aneddoti, le storie di petrol-vita di questa regione, che non abbia speso nemmmeno 10 minuti a parlare con chi in Val D'Agri ci vive.

Solo che l'ignoranza nel caso di un politico non e' accettabile.

Da come la vedo io, questa mossa e' pura sciacallaggine elettorale.  Salvini viene in Lucania, si veste di ENI e domani se ne andra', e ci scommetto che il giorno dopo le elezioni non sara' cambiato niente qui. Le notizie di fiammate, di inquinamento, di tangenti e di morti continueranno come se niente fosse.

A me dispiace sempre molto per la Basilicata. E' stata la regione sentinella del petrolio, nel senso che per l'ENI e' stato facile insediarsi qui, venti e piu' anni fa, quando a nessuno era venuto il dubbio che chissa, forse erano meglio le mele e l'uva. E cosi tutta l'Italia ha potuto vedere che significa davvero avere il petrolio a casa. Mutatis mutandis, non e' diverso che a Galveston, in Ogoniland, in Ecuador.

E adesso, accanto all'ENI c'e' la Total che mette su il suo nuovo Centro Oli a Tempa Rossa, perche' il petrolio e' come il cancro.  Una volta che arriva e' difficile mandarlo via, e tende a spargersi, lentamente ma inesorabilmente, lasciando solo devastazione dietro di se.

E poi ovviamente ci sono i nostri petrol-amici del Corriere della Sera che non sanno fare altro che parlare di royalties e di soldi che in Basilicata non hanno saputo neanche spendere in modo intelligente perche' la regione e' sempre fra le prime nelle classifiche della poverta'.

Ma non sono le royalties che creano benessere. Il benessere arriva da una societa' sana, priva di corruzione, dove le opportunita' sono sostenibili, vere e con un occhio verso il futuro.  Il petrolio rende ricchi quelli di San Donato Milanese, e le royalties non sono altro che contentini che non possono creare economia o lavoro se il tessuto sociale ed ambientale e' morto. Cosa puo' esserci in Val D'Agri adesso che il petrolio ha reso l'aria irrespirabile? Che economia possiamo pensare per il 21esimo secolo se qui facciamo buchi per terra?

Per i lucani la soluzione e' una sola: Godot non arrivera' mai, e men che meno arrivera' in Matteo Salvini. Occorre che i lucani, vicini e lontani, si arrabbino, protestino in modo intelligente chiunque sieda nei palazzi della regione e che vogliano che la loro regione sia risparmiata da altri buchi. Occorre non fare sconti a nessuno, quale che sia il colore politico di chi viene eletto.
La soluzione e' fra le coscienze popolari, non fra i politici.

Ma a Matteo Salvini, che lo sappia o non lo sappia. questo non interessa. E' venuto qui ad acchiappare voti. E il 25 Marzo ripartira', di nuovo tutto pomposo, verso San Donato Milanese. 











Wednesday, February 13, 2019

A Nicola Campitelli: il mare Adriatico non si tocca, capito?



Il vero buon senso e' non trivellare, ne adesso, ne fra 18 mesi, ne fra 180 anni.


Io non so chi lei sia, caro Nicola Campitelli.

Questo e' da ascrivere certo al fatto che non vivo piu' da tanti anni in Abruzzo, e che seguo per la maggior parte le faccende di politica ambientale e non piu' di tanto i deliri dei vari politicanti di turno.  Ma delle faccende ambientali, la rassicuro, non mi sfugge una virgola. 

Il che porta alla semplice conclusione che in dodici anni di petrol-battaglie, dal Centro Oli a Ombrina, passando per Elsa e Turchese, in Abruzzo e decine di altri progetti sparsi per l'Italia, di lei non ho mai sentito un fiato in favore della sua terra o per salvare il mare dei trabocchi d'Abruzzo.

E quindi mi fa strano sentirla dire in una intervista a TGmax queste parole: 

Le trivelle? Per 18 mesi c’è lo stop, poi vedremo

No, lei mi sa che non ha capito. Il mare non s'ha da trivellare ne adesso, ne fra 18 mesi, ne fra 180 anni.

Queste sue parole cosi leggere e quasi annoiate sono uno schiaffo morale alle persone che per *anni* me compresa hanno dato tempo energia ed intelligenza affinche' l'Abruzzo restasse verde, per quel che ne resta. Vederla pronuciare queste parole con cosi tanta nonchalance e' veramente poco rispettoso.

E' grazie a noi, sa, che lei puo' andare al mare e non vedere FPSO ancorate lungo la costa teatina con tanto di fiammate e di fumate. E' grazie a noi che adesso non ci sono raffinerie ad Ortona, e che non e' iniziata la litania triste di perdite, incidenti, sversamenti, puzze, aumento di tumori, falde inquinate, laghi e fiumi al petrolio.

Aprire ogni tanto le pagine dei quotidiani di Basilicata, chissa' potrebbbe un po aprire anche gli occhi.

Mi sento anche ferita da un punto di vista morale, e come se tutte queste battaglie degli scorsi 12 anni non fossero servite a qualcosa di piu' grande, e cioe' inculcare il senso profondo del voler far meglio, del volere guardare al futuro, dell'osare.

Cosa mi sarei aspettata da questo Nicola Campitelli?

Che dicesse: questa regione merita meglio delle trivelle, e faro' di tutto per convincere Marsilio, Salvini e chicchessia che le trivelle non sono la risposta a niente, ne per l'Abruzzo ne per il resto d'Italia.

Che dicesse: questa regione e' stata fra le piu' attive nel combattere ENI e Medoil e Rockhopper e Petroceltic e Canoel, e io voglio adesso rendere piu' leggero il cammino di quei poveri scellerati che hanno dedicato notti insonni affinche' il mare restasse petrolio-free dagli avvoltoi di cui sopra.

Che dicesse: mi faro' portavoce ed interprete non solo delle istanze degli abruzzesi, ma anche del bisogno di andare oltre la barriera delle 12miglia, aprendo dialoghi con le altre regioni e sopratutto con la Croazia per arrivare ad un futoro senza trivelle di qua e di la del mare nostrum.

Perche' vede, caro Nicola Campitelli, 12 o 14 miglia non cambia niente: sempre petrolio e', sempre rischi di perdite ci sono, sempre infrastruttura a terra occorre costruire, sempre a snaturare l'ambiente si finisce.

E sopratutto sempre a contribuire ai cambiamenti climatici porta.

Non possiamo firmare accordi a Parigi e nello stesso tempo continuare a bucare il mare o la terra come tossici del 21esimo secolo.

Non so se lei abbia capito niente di me, o delle cose che scrivo, ma stia tranquillo caro Nicola Campitelli, non vado da nessuna parte e continuero' ad essere la spina nel fianco di lei e di tutti i politici come lei, cosi poco innamorati della propria terra, cosi' pressapochisti quando si tratta di ambiente.

Non vorrei farlo piu', perche' sono stanca e tutto questo e' un lavoro ingrate, ma ci saro' a difendere un mare e una nazione che non sono neanche piu' mie.




Thursday, January 10, 2019

Scriviamo a Vannia Gava: l'Italia resti libera dalle trivelle una volta per tutte



Non posso approvare una impostazione tutta volta a dire 'No' come quella che sta alla base dell'emendamento dei 5 stelle sul tema delle trivelle. È sbagliato bloccare le autorizzazioni: non possiamo consentire che la paura blocchi lo sviluppo 


Scriviamole:
gava_v@camera.it 

----

Cara Vannia, le trivelle sono il regresso piu' buio del pianeta.
Il progresso si chiama sole, si chiama risparmio energetico,
significa automobili elettriche.

Il petrolio e' fossile, e' morte, e' malattie, e' disoccupazione,
e' subsidenza, e' rischio sismico, e' falde inquinate,
e' speculare sulla pelle dei deboli.

Lo chieda a quelli di Gela, Viggiano, Marghera, Porto Torres, 
Manfredonia, Sarroch, Ravenna, Augusta.

La risposta sara' univoca: le trivelle non portano a niente 
di buono mai a chi ci abita vicino.

Voti l'emendamento M5S.

Le generazioni future, e la maggior parte degli italiani
 le saranno grata.

----

Proviamo cosi, allora.

Io non so e non voglio sapere cosa ciascuno dei miei lettori abbia votato; so pero' che le cose non cambiano e non cambieranno mai in Italia se continuiamo a fare il tifo per il partito del cuore, o a gufare contro i partiti dei nostri nemici. Occorre invece lavorare con quel che si ha, tenendo l'obiettivo a mente, lavorando con tutti, restando indipendenti e svegli. Le elezioni sono solo il punto di partenza, e' il dopo che richiede il nostro impegno costante.

PD, PDL, M5S, Fratelli d'Itali, Verdi, IDV, DC o qualsiasi altro partito: quando si entra li dentro, tutto diventa un calcolo, un compromesso, un prepararsi alle prossime elezioni.

Sta allora a noi mettere pressione affinche' siano prese le decisioni giuste, e questo si fa con l'unica arma che abbiamo: i nostri numeri, la nostra voce, in modo coordinato ed intelligente.  Altrimenti, se aspettiamo i politici vince quello che e' piu' facile fare, che spesso e' l'interesse del piu' forte. Dobbiamo allora fargli vedere e sentire cosa vogliamo, perche' hanno tutti paura di perdere la poltrona, e della rabbia popolare. Incanaliamo la nostra voce per le cose buone.

Volli fortissimamente volli, no?

In questo momento, io credo, fra dritte e storte, il M5S ha giocato una carta che potrebbe essere importante, quella dell'emendamento che bloccherebbe per 3 anni 36 pozzi. Se tutto questo e' realta' o fantasia non lo so;

Pero' dobbiamo far si che passi, e che gli amici della Lega stiano a sentire.

Mi imbatto oggi in un articolo in cui il sottosegretario leghista all'ambiente, Vannia Gava dice:

 "Non posso approvare una impostazione tutta volta a dire 'No' come quella che sta alla base dell'emendamento dei 5 stelle sul tema delle trivelle. È sbagliato bloccare le autorizzazioni: non possiamo consentire che la paura blocchi lo sviluppo".

Che questo sia detto in buona o cattiva fede non lo so.

Ma di certo e' una affermazione che non corrisponde a verita'.

E allora, facciamo l'unica cosa che possiamo fare: scriviamole direttamente. 
Il suo indirizzo e'  gava_v@camera.it

Cara Vannia,

Chi si oppone alle trivelle non ha paura, e' solo informato. La paura presuppone che ci sia una incognita, che non si sa cosa verra' fuori. Ma con il petrolio non c'e' incognita alcuna. E' una certezza che le trivelle non portano niente di buon o a nessuno. Mai e' successo e mai succedera', ne in Italia ne da nessuna altra parte.

Il petrolio non e' sviluppo - il petrolio e' il medioevo dello sviluppo, e' l'essere ancorati al passato, al voler perpetuare la lunga lista di malattie, incidenti, fiammate, agricoltura morta, spopolamento, subisdenza, rischio sismico, spiaggiamenti, e aria malata che abbiamo gia' documentato in ogni angolo del pianeta.

Ci sono passati gia' in tanti, dalla Nigeria alla Louisiana, dal Venezuela alla Basilicata, dall'Ecuador all'Albania, dal Texas all'Alberta. Tutti riportano la stessa storia: il petrolio e' stata una maledizione per chi di deve vivere vicino. Occorre allora prendere esempio, ed imparare dagli altri affinche' il loro dolore sia un monito per noi che possiamo ancora scegliere.

Se l'hanno messa all'Ambiente, voglio sperare che lei ci tenga all'Ambiente. Legga, si documenti, ma da fonti vere, non dalle pappardelle che spara l'ENI. Si chieda perche' ci sono movimenti di resistenza popolare in tutto il mondo contro il petrolio e i petrolieri, perche' in California non abbiamo piantato un solo pozzo nei nostri mari dal 1969 ad oggi, perche' la stragrande maggioranza degli italiani svincolati dall'ENI e' contraria ad altri buchi nei nostri paesi, nei nostri campi, nei nostri mari.

L'Italia ha votato gli accordi di Parigi del 2015, tutti sappiamo che il nostro clima cambia, e che la colpa di tutto e' del petrolio. Che li abbiamo firmati a fare quegli accordi? Non e' folle continuare su questa strada? Perche' insistere, e diaboliocamente persistere?

Voti l'emendamento, e' un regalo che lei fara' a tutti quei cittadini che non ci hanno dormito la notte per salvare le loro cittadine da Mr. Petrolio. E' un chiedere scusa a tutti quelli che invece le trivelle e le raffinerie ce le hanno da anni dietro casa.

Voti l'emendamento. Ci guadagna il mare, ci guadagna il paese, ci guadagna la nostra immagine all'estero: l'Italia sara' vista come una nazione all'avanguardia. Ci guadagnera' lei personalmente in affetto popolare.  

Sopratutto ci guadagneranno le generazioni future a cui lei avra' regalato un futuro migliore.

Grazie
MR









Tuesday, January 8, 2019

Le coste salentine e ioniche aperte alle "crociere sismiche" della Global Med, per 10,000 euro l'anno


Il nuovo airgun della Global Med del Colorado
come reso noto dal BUIG 

la d90 FR GM e' quella in rosso in basso a destra.
la d87 FR GP e' quella in viola scuro in basso a sinistra.
la d89 FR GM e' quella in arancio a destra


I comuni interessati sono Tricase, Gagliano del Capo, Ugento, Racale, Alessano, Castrignano del Capo, Taviano, Andrano, Diso, Otranto, Morciano di Leuca, Patu', Tiggiano, Gallipoli, Alliste, Salve, Santa Cesarea Terme, Castro, Corsano, Strongoli, Cropani, Montepaone, Soverato, Borgia, Staletti', Ciro' Marina, Sellia Marina, Melissa, Crucoli, Catanzaro, Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello, Cutro, Simeri Crichi, Ciro', Montauro, Squillace, Belcastro


Si e' tanto parlato in questi giorni della Global Med,  a cui il nostro beneamato governo M5S-Lega ha concesso di eseguire airgun in tre concessioni in un area di oltre 2200 chilometri quadrati di mar Ionio.

Del nostro mar Ionio, del mare degli italiani e della natura. Del mare che dovrebbe portarci vita, e bellezza, e turismo, e voglia di fare le cose buone nei pomeriggi spensierati d'estate.  E che invece ora ci porta trivelle.

Erano le ex concessioni 87 FR GM, 89 FR GM e 90 FR GM, ora ribattezzate FR 43 GM, FR 44 GM e FR 45 GM.

Di questo, dei miei sentimenti, della mia delusione, ne parleremo nel prossimo post. Ho tante cose da dire, e poco tempo in questi primi giorni del 2019.

Per ora voglio focalizzarmi sul cosa abbiamo approvato - 2200 kmq di airgun nei mari del Salento e delle coste ioniche in favore della Global Med.

Partiamo con questo articolo di Stefano Agnoli che scrive per il Corriere della Sera, che dice che  della Global Med si sa poco o che noi italiani siamo scemi a non volere le trivelle.

Intanto, si sa tanto se uno ha voglia di fare il giornalista serio, e non di sparare a casaccio in difesa dei buchi nel mare.

La sede legale della Global Med e' in Colorado presso il numero 6901 South Pierce Street, Suite 390, Littleton. Il suo domicilio e' presso lo Studio Legale Turco, Viale Gioacchino Rossini 9, Roma 00198.
 
Da Bloomberg viene fuori  che la Global Med e' una ditta privata e che agisce come parte della Global Resource Holdings una LLLP che sta per Limited Liability Limited Partnership.

Tutte queste L significano essenzialmente che la Global Med non si assume alcuna responsabilita' se le cose dovessero andare storte, cioe'  questa Global Med/Global Resource Holding e' una micro micro micro ditta che viene qui solo per sfruttare lo sfruttabile e senza vergogna alcuna.

Bastano un altro po' di click per vedere chi e' il capo di questa Global Med.

Si tratta di tale Randall C. Thompson che ha investito a suo dire circa 1.5 milioni di dollari per le trivelle "profonde" nel golfo di Taranto e nello Ionio. Dal suo sito diretto agli investitori dice che ha fatto richiesta di sei concessioni offshore e fatto cinque richieste di valutazione ambientale.

Ricorda ai suoi potenziali investori che lui e' specializzato in progetti petroliferi internazionali allo stadio iniziale e che ha avuto gia' successo in Marocco, Nuova Zelanda, Cina e Belize.

Prima era un manager della Exxon e della Amoco.

Il suo scopo e' di fare il lavoro iniziale di accertarsi che il petrolio c'e' ed e' giusto e poi di vendersi a ditte maggiori.

Essenzialmente quelli della Global Med sono dei mercenari!
Ed e' a loro che diamo il nostro mare.  

E quindi caro Stefano Agnoli, spero che lei possa concordare che e' pura follia regalare lo Ionio e il Salento a un *singolo* individuo in Colorado che viene qui solo a scopo di sfuttamento con una ditta che non ha nessuna esperienza nel settore sicurezza o infrastruttura, e del cui capitale sociale si sa (questo si) poco. Nel testo del provvedimento dello sviluppo economico c'e' scritto che fra due anni andranno a verificare la "capacità tecnica ed economica" della società richiedente. Solo questo fa capire di che ditta abbiamo davanti - microscopica, con potenzialita' di danni enormi e di cui non sappiamo neanche se potra' pagare!

Mai sentito parlare di Temsah? Di Montara? Del pozzo Taylor? Mmh. Non credo.

Le concessioni che l'amico Randall Thompson ha ora ottenuto sono antiche.

Vennero gia' sottoposte al governo italiano nel 2013 tre concessioni per eseguire airgun in 2D nello Ionio, la 87 F.R. GM, 89 F.R. GM e 90 F.R. GM.

Ci sono state varie peripezie, cambi di governo, cambi di perimetrazione e pure la legge finanziaria del 2016 che ha tolto dei pezzettini alla d 87 FR GM perche' entrava nel limite delle 12 miglia.

Nel 2017 il duo Franceschini e Galletti diedero il loro si - a suo tempo il Ministero dell'Ambiente parlava di crociere sismiche!

E in data 7 dicembre 2018, zitti zitti mentre che ci si preparava al Natale, le concessioni sono state finalizzate sotto il governo del M5S, con Ministro dello Sviluppo economico, Luigi di Maio.

Ed ecco qui le FR 43 GM, FR  44GM e FR 45GM, nuove di zecca.

Chi avrebbe potuto mai immaginare che i decreti finali arrivassero dal governo Lega-M5S!

Ma scappo troppo in avanti. Come detto sopra,  dei pasticci del M5S al prossimo post.

Per ora voglio invece finire di commentare sul testo di questo Stefano Agnoli.

Stefano Agnoli dice che l'Adriatico si divide in due - l'Italia da un lato, dall'altro Croazia, Montenegro e Albania, e Grecia. E anzi, piu' in la ci sono pure Cipro, Egitto, Israele e Libano e dai, mettiamoci pure la Turchia.

E mentre tutti questi intelligentissimi paesi dall'altro lato dell'Adriatico hanno deciso di trivellare - accogliendo o invitando ENI, Total, BP, Rosneft e pure la Exxon, noi italiani scemi scemi ci accaniamo contro le trivelle nei nostri mari.

Si vede che vorrebbe l'Italia cone l'Albania! E anzi, sa lei che l'Albania chiede il 70% del ricavato ai suoi trivellatori?

E perche' caro Stefano non ricorda che al di qua dell'Adriatico abbiamo il Portogallo che ha detto no all'ENI che voleva trivellare il mare dell'Algarve, o della Francia che ha vietato il fracking e che non rilascera' piu' *alcun* permesso trivellante nuovo nel suo paese. O di tutti i paesi di cui sopra in cui la gente protesta contro le trivelle?

A pensare come pensa lei vuol dire allora che quando la Schlumberger voleva trivellare in Sardegna andava bene? O lo stesso per le trivelle in Sicilia o in Puglia. A Venezia?

Nel suo mare di preferenza?

Stefano poi parla del fatto che le richieste della Global Med partirono gia' dal 2010, e che quindi non c'entra solo il PD, che e' sbagliato farne una questione politica, e che addirituttura ci sono "verifche approfondite sul tanto contestato uso degli airgun, i cannoni ad aria per le ricerche."

Non sono cannoni, caro Angelo, ma come lei non ha voglia di andarsi a studiare chi e' la Global Med, cosi io non ho voglia di spiegare, per l'ennesima volta che si tratta di spari ad aria compressa.  Ma poi, quelli del precedente governo le chiamavano ... "crociere sismiche", per cui mi sa che qui e' una gara a chi usa le parole piu' comiche.

Ma piu' comico ancora e' che lei le chiama "verifiche approfondite" - ma quando mai! 

Non ho *mai* in 11 anni di lavoro, mai, mai, mai, mai letto un permesso trivellante in cui la letteratura scientifica fosse citata in modo appropriato, in cui si dicesse qualsiasi altra cosa che trivellare, o fare airgun porta ad impatti lievi-trascurabili-nulli. Solo in Italia le trivelle e l'airgun fanno bene al mare, alle persone, all'ambiente.

E infine la cigliegina di Stefano e' che che se "non avesse concluso il processo accordando il permesso", e "viste le diffide legali arrivate al ministero, il dirigente preposto dello Sviluppo economico si sarebbe esposto al rischio di pagare i danni di tasca sua".

Ci lasci capire, allora siccome X passaggi legali erano stati approvati, allora per forza dovevano essere approvati tutti gli altri Y passaggi successivi?  E allora che ce li abbiamo a fare tutti questi stadi di approvazione? Basta solo decidere che invece di avere X+Y approvazioni ne bastano solo X
se uno ha paura delle diffide che arrivano a meta' strada!

Se i passaggi Y invece sussistono, anche se e' solo una firma, vuol dire che finche' tutto l'iter non e' finito, le trivelle, l'air gun o i cannoni come li chiama lei, non sono stati approvati.

E quindi Mr. Thompson, o chi per lui nulla puo' fare, perche' nessun decreto finale e' stato rilasciato!
E dunque quelle diffide legali sono solo carta straccia, secondo me. Al massimo chi richiede di trivellare puo' esigere una rispostain  tempi brevi, ma non necessariamente un si.

E questo anche se Galletti e Franceschini avevano firmato la compatibilita' ambientale.

Non va bene fare il lavaggio alle persone che non-si-poteva-fare-altrimenti.  O che-senno-pagavamo-la-multa. Non e' vero. Finche' non arriva l'ultima firma chi ha richiesto non puo' che accettare che non-si-sa-ancora.

Nella vita c'e' sempre l'alternativa. E' il coraggio, la forza morale, l'animo nobile, il mettersi in situazioni scomode ma giuste, l'intelligenza, il volerlo che manca.

Ma queste parole sono per Sergio Costa, a cui scrivero' domani. 

Ma che delusione questo M5S; cosi diversi, cosi uguali a quelli di prima.



Friday, November 16, 2018

Spagna: 100% rinnovabile nel 2050, zero sussidi alle fossili, zero nuovi permessi petroliferi



 
Spain shows that the battle against climate change is deadly serious.
 Intanto, in Italia il M5S fa convegni al senato con i negazionisti!


Mentre che in Italia approviamo leggi spandi veleni nei terreni in nome dell'emergenza, e si invitano personaggi di dubbio valore a negare i cambiamenti climatici in Senato, ecco cosa succede in Spagna, non lontano da noi, e dai nostri politici dalla stella ambientale decadente.

La Spagna ha infatti lanciato un ambizioso programma per diventare 100% rinnovabile, e per decarbonizzarsi.

Hanno pensato a tutto, con ambizione, coraggio, lungimiranza, intelligenza.

Un esempio per tutti.

Gli ultimi dati (2014) gia' parlano di una Spagna che va al 42.8% di energia elettrica rinnovabile.
Adesso si vuole appunto arrivare al 100% su un periodo di 30 anni. I livelli di emissioni di CO2 sono programmati per calare del 90% rispetto al 1990, e nei prossimi 10 anni verranno generati 3 GW nuovi di energia elettrica solare ed eolica.

Saranno vietate tutte le nuove licenze petrolifere, di sfruttamento e di ricerca di idrocarburi con o senza fracking; e il 20% del budget nazionale sara' usato per misure che siano utili a constrastare i cambiamenti climatici. Il denaro destinato a tale scopo aumentera' a partire del 2025. Le automobili a benzina saranno vietate dal 2040.



Il programma spagnolo e' stato ampiamente lodato in tutto il mondo: Christiana Figueres del panel delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici dice che l'esempio spagnolo e' un eccellente esempio di una nazione che ha aderito e si e' impegnata nel concreto dopo gli accordi di Parigi del 2015.

Laurence Tubiana che ha aiutato a scrivere i testi di Parigi, dice che e' un programma ispirazionale e rivoluzionario.

E' un programma con obiettivi a medio e lungo termine, ci sono incentivi, e si prevede transizione anche per il personale tecnico e per i lavoratori.

Per esempio ci sara' un pacchetto da circa 300 milioni di euro per la chiusura di tutte le miniere di carbone nel paese, per incentivi, pre-pensionamenti, riqualificazione del personale e per la riqualifica ambientale.

E' stata tolta la cosiddetta tassa sul sole che aveva frenato la crescita delle rinnovabili, e anzi il mandato e' che ora si arrivi al 35% dell'energia elettrica entro il 2030; e cosi pure l'efficenza energetica che dovra' migliorare del 35% pure lei entro il 2030.

Cioe' piu' energia green e piu' energia intelligente.

Ci riusciranno, non ci riusciranno? Non lo sappiamo. Ma il punto e' che osano, che ambiscono, che non si nascondono dietro foglie di fico, che ci provano. Non si fanno mettere in paralisi da quelli della Repsol o da altre petrolditte.

Io posso solo dire che dopo quasi sei mesi di governo, i ministri e i senatori italiani in tema di ambiente hanno veramente fatto cadere le braccia, e ancor di piu' visto tutto il bel parlare degli anni passati.

Perche' quelli del M5S non sono stati capaci di convincere, parlare, spiegare, coinvolgere la gente e gli altri politici della Lega su quanto importante sia proteggere l'ambiente?  Dove e' stato lo sforzo *vero* di tutti quelli che si sono riempiti la bocca su ILVA, TAP, petrolio, natura? Perche' sono capitolati senza neanche davvero provarci?

Davvero la poltrona era gia' cosi comoda, subito subito?

Personalmente sono del parere che tutto si puo' se lo si vuole, e sui temi di cui sopra non lo si e' voluto abbastanza.

Caro Sergio Costa, dove sei?

Invece di fare convegni con i negazionisti del clima, perche' non fare le leggi per eliminare il piu' possibile le fonti fossili dalla nostra nazione?  Non si sa. 

Ah, il nobile coraggio della coerenza e della convizione;
questa sconosciuta.





Friday, January 16, 2015

Luca Zaia, governatore del Veneto: la Repubblica e' una, indivisibile e imperforabile



 
 
 
Le parole usate da Luca Zaia sono forti, e sono belle: la Repubblica è una, indivisibile e imperforabile. Le ha pronunciate nell'impuganare lo scellerato Sblocca Italia, che fra le altre cose cancellerebbe quel po di protezione che c'e' in Adriatico contro le trivelle nella Laguna Veneta.
 
Io non so se le abbia dette perche siamo in campagna elettorale e la sua avversaria del PD - Alessandra Moretti - e' appunto del partito che vuole bucare la nazione da cima a fondo. 
 Anzi, se fossi giornalista e ne avessi l'occasione glielo chiederei direttamente: cara Alessandra Moretti, che ne pensi delle trivelle nella laguna veneta? A Venezia? A Chioggia?  A Nervesa?

Ma quale che sia il motivo per cui Luca Zaia abbia detto queste parole, credo che sia importante che siano arrivate, cosi limpide, cosi nette:

“Queste disposizioni nazionali calpestando tutte le competenze regionali in materia di governo del territorio, turismo, protezione civile e salute, produrranno irrilevanti benefici economici e sociali ed elevati pericoli ambientali per il territorio italiano, già caratterizzato da rilevanti rischi geologici e ambientali. Si favorisce così una nuova e irragionevole colonizzazione del territorio e del mare italiano da parte dell’industria petrolifera, mettendo a rischio aree di pregio naturalistico e paesaggistico e fiorenti attività economiche legate al turismo e alla pesca, con lo scopo di estrarre idrocarburi di dubbia qualità, che agli attuali tassi di consumo, valutate le riserve certe a terra e a mare censite dal Ministero dello Sviluppo Economico, potrebbero coprire il fabbisogno nazionale per un periodo non superiore ad un anno”.


L'ENI e le sue amiche da tempo hanno dei permessi per estrarre gas nell'Alto Adriatico, proprio di fronte a Venezia, e a Chioggia, e nel delta del Po'. 
Numerosi studi fatti gia' dal 1975 fino ai giorni nostri che mostrano ripetutamente come l'opera di estrazione, con trivellamenti e petrurbamenti dell'equilibrio sotterraneo hanno fortissime probabilita' di causare la subsidenza. Chi vive in Veneto ed ha una certa eta' lo saper averlo sperimentato nel corso degli anni e tutti abbiamo sentito dire che Venezia sta sprofondando. Cosi' dal 2002 esiste una moratoria contro le trivelle nelle acque del Veneto.

L'ENI pero' ora non perde tempo, e' proprio dal 2002 che si organizza, convince, ammorbidisce, e i politici vacillano. Come al solito si scrivono leggi incomprenisibili, fatte apposta per poter essere raggirate. Quella del 2002 (chissa' perche' non gli piaceva piu'!) viene leggermente modificata: sotto le spinte dell'ENI arriva il decreto Milleproroghe (gia' il nome sa di illegale) Praticamente si dice che il divieto di trivellare e di cercare idrocarburi resta, ma solo se esiste la subsidenza. 
Cioe' e' compito della regione mostrare che esiste questo fenomeno, senno' l'ENI puo' fare quel che vuole. E adesso a piu di dieci anni, il gioco e' arrivato alla fine, e vogliono addirittura cancellare i divieti come dice Zaia  
"senza che sia mai stata accertata l’assenza di rischio di subsidenza. Anzi è accertato il contrario. La Regione Veneto ha stanziato risorse per fronteggiare il fenomeno dell’abbassamento dei terreni in Polesine. Legittimare le trivellazioni nell’Adriatico in zone sensibili come Venezia è pura follia!”.