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Friday, January 16, 2015

Luca Zaia, governatore del Veneto: la Repubblica e' una, indivisibile e imperforabile



 
 
 
Le parole usate da Luca Zaia sono forti, e sono belle: la Repubblica è una, indivisibile e imperforabile. Le ha pronunciate nell'impuganare lo scellerato Sblocca Italia, che fra le altre cose cancellerebbe quel po di protezione che c'e' in Adriatico contro le trivelle nella Laguna Veneta.
 
Io non so se le abbia dette perche siamo in campagna elettorale e la sua avversaria del PD - Alessandra Moretti - e' appunto del partito che vuole bucare la nazione da cima a fondo. 
 Anzi, se fossi giornalista e ne avessi l'occasione glielo chiederei direttamente: cara Alessandra Moretti, che ne pensi delle trivelle nella laguna veneta? A Venezia? A Chioggia?  A Nervesa?

Ma quale che sia il motivo per cui Luca Zaia abbia detto queste parole, credo che sia importante che siano arrivate, cosi limpide, cosi nette:

“Queste disposizioni nazionali calpestando tutte le competenze regionali in materia di governo del territorio, turismo, protezione civile e salute, produrranno irrilevanti benefici economici e sociali ed elevati pericoli ambientali per il territorio italiano, già caratterizzato da rilevanti rischi geologici e ambientali. Si favorisce così una nuova e irragionevole colonizzazione del territorio e del mare italiano da parte dell’industria petrolifera, mettendo a rischio aree di pregio naturalistico e paesaggistico e fiorenti attività economiche legate al turismo e alla pesca, con lo scopo di estrarre idrocarburi di dubbia qualità, che agli attuali tassi di consumo, valutate le riserve certe a terra e a mare censite dal Ministero dello Sviluppo Economico, potrebbero coprire il fabbisogno nazionale per un periodo non superiore ad un anno”.


L'ENI e le sue amiche da tempo hanno dei permessi per estrarre gas nell'Alto Adriatico, proprio di fronte a Venezia, e a Chioggia, e nel delta del Po'. 
Numerosi studi fatti gia' dal 1975 fino ai giorni nostri che mostrano ripetutamente come l'opera di estrazione, con trivellamenti e petrurbamenti dell'equilibrio sotterraneo hanno fortissime probabilita' di causare la subsidenza. Chi vive in Veneto ed ha una certa eta' lo saper averlo sperimentato nel corso degli anni e tutti abbiamo sentito dire che Venezia sta sprofondando. Cosi' dal 2002 esiste una moratoria contro le trivelle nelle acque del Veneto.

L'ENI pero' ora non perde tempo, e' proprio dal 2002 che si organizza, convince, ammorbidisce, e i politici vacillano. Come al solito si scrivono leggi incomprenisibili, fatte apposta per poter essere raggirate. Quella del 2002 (chissa' perche' non gli piaceva piu'!) viene leggermente modificata: sotto le spinte dell'ENI arriva il decreto Milleproroghe (gia' il nome sa di illegale) Praticamente si dice che il divieto di trivellare e di cercare idrocarburi resta, ma solo se esiste la subsidenza. 
Cioe' e' compito della regione mostrare che esiste questo fenomeno, senno' l'ENI puo' fare quel che vuole. E adesso a piu di dieci anni, il gioco e' arrivato alla fine, e vogliono addirittura cancellare i divieti come dice Zaia  
"senza che sia mai stata accertata l’assenza di rischio di subsidenza. Anzi è accertato il contrario. La Regione Veneto ha stanziato risorse per fronteggiare il fenomeno dell’abbassamento dei terreni in Polesine. Legittimare le trivellazioni nell’Adriatico in zone sensibili come Venezia è pura follia!”.

1 comment:

Michela Furin said...

segnalo che la regione veneto ha approvato istanza in provincia di treviso con DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2257 del 27 novembre 2014 pubblicata su Bur n. 118 del 12 dicembre 2014
le attività in progetto sono riconducibili all'approntamento della postazione sonda "Cascina Daga 1 dir" e alla perforazione del pozzo esplorativo omonimo, posto in Comune di Nervesa della Battaglia in via dei Santi in prossimità del confine con il Comune di Spresiano, nell'ambito del Permesso di Ricerca denominato "Carità".
http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=287518