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Wednesday, August 19, 2015

La regione Veneto dice si. Arriva anche la Shell a trivellare con la Sound Oil





VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n. 252 del 3 marzo 2015,
pervenuta il 20 marzo 2015 prot. n. 6154, che fa parte
integrante del presente decreto, con la quale la Regione Veneto ha
espresso giudizio favorevole di compatibilità ambientale
al rilascio della concessione di idrocarburi «CASA TONETTO»;

La regione Veneto che da in pasto il trevigiano alla Sound Oil e alla Shell, 
nonostante i proclami di Luca Zaia


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"I am very pleased to report the signature of the gas sales agreement, 
which increases our exposure to Italian gas market and represents
the first relationship with the Shell group.''



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 The defendants are charged with complicity in human rights abuses against the Ogoni people in Nigeria, including summary execution, crimes against humanity, torture, inhumane treatment, arbitrary arrest, wrongful death, assault and battery, and infliction of emotional distress. The cases were brought under the Alien Tort Claims Act (ATCA) and the Torture Victim Protection Act (TVPA). The case against Royal Dutch/Shell also alleges that the corporation violated the Racketeer Influenced and Corrupt Organizations (RICO) Act.




Prossimamente in Veneto.



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Guarda caso un altro terremoto di 3.7 gradi della scala Richter il giorno 18 Agosto 2015 fra le province di Treviso e di Belluno con epicentro Alano di Piave (Belluno).
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Dimmi con chi vai e ti diro' chi sei.


La Sound Oil/Appennine Energy ditta inglese che trivella in Veneto ha appena annunciato di avere "trovato un accordo" con la Shell per lo sfruttamento della concessione di gas naturale Casa Tonetto, che include o si sovrappone in parte con le concessioni Nervesa e Carita'. La Sound Oil ha gia' trivellato due pozzi qui negli scorsi mesi: il pozzo Sant'Andrea e il pozzo Cascina Daga, quest'ultimo abbandonato perche' non sufficentemente produttivo.

L'assegnazione della concessione di coltivazione Casa Tonetto alla Sound Oil era arrivata il giorno 14 Luglio 2015 direttamente dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Dal documento di approvazione viene fuori che la Regione Veneto ha rilasciato parere favorevole e pure una "intesa" per il conferimento della concessione di idrocarburi. Ma come, non e' questa la regione di Zaia che si opppone franticamente -- ma solo sulla carta! -- alle trivelle in mare? Come sempre, perche' il mare e' piu' importante del Trevigiano? Mistero.

Anche a livello locale il tuttapposto. Il comune di Spresiano, il comune di Nervesa della Battaglia, il comune di Susegana e la provincia di Treviso hanno detto si alle trivelle. Cosi pure la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso e la Soprintendenza Archeologica del Veneto. Al massimo hanno messo postille con "la massima attenzione" sulla possibile sismicita' indotta o il seguire le prescrizioni dettate dal rapporto ICHESE.

Da questa concessione verra' fuori un non meglio specificato "impianto" di trattamento del gas, chiamato "Centrale Casa Tonetto" per appunto trattare il gas che arriva dal pozzo Sant’Andrea. Il gas poi finira' nella "linea di alta pressione" a cento metri da suddetta centrale.

Di quanto gas si parla? Di circa 23 milioni di metri cubi in cinque anni. Cioe' 4.6 milioni l'anno. L'Italia usa 70 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Ergo, fatta la divisione, il gas di Casa Tonetto ci servira' per lo 0.06 % del fabbisogno nazionale. Servira' molto di piu' per le azioni della Sound Oil, ci scommetto.

La cosa triste e' che le Società interessate "potranno richiedere l’attivazione, ove necessario, delle procedure per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, della dichiarazione di pubblica utilità e dell’approvazione di variante urbanistica, in relazione alle esigenze operative del programma di sviluppo e di ricerca del giacimento.

Cioe' con l'esproprio potranno fare quel che vogliono sul territorio di altri.

Ma la cosa che dovrebbe piu' far riflettere e' l'arrivo della Shell. E' questa una ditta con decine e decine di casi di soprusi e di sfruttamento scellerato del territorio e della democrazia in tutto il mondo, dall'inqualificabile trattamento riservato alla gente di Nigeria per 50 anni, alla prepotenza che hanno avuto nel voler trivellare l'Artico, nonostante la fragilita' di quei luoghi. L'ONU in un rapporto del 2011 dice che ci vorranno almeno 30 anni per pulire tutto lo schifo lasciato in Nigeria, se mai ci si decidesse, e un miliardo di dollari solo per iniziare.  Nel 2009 la Shell pago' 15 milioni di dollari per avere collaborato nell'assassinio di Ken Saro Wiwa, l'attivista  e poeta di Nigeria che denuncio' lo scandalo Shell nel suo paese.  La Shell e' la stessa che ha trivellato Groningen in Olanda, assieme alla Exxon,  per piu di 50 anni, causando terremoti su larga scala per sua stessa ammissione e pagando pure multe.

Si potrebbe riempire una lunga lista e basta solo mettere su google "Shell pollution" o "Shell corruption" per rimanere letteralmente allibiti. Ai miei occhi sono l'aziendizzazione del male. 

Io non ce li vorrei a casa mia, caro Luca Zaia.











Junior energy firm Sound Oil announced Thursday that it has agreed a gas sales deal for its Casa Tonetto production concession with Shell Energy Italia. Located in northern Italy, the Casa Tonetto concession includes the Nervesa natural gas field development – which Sound declared in mid-July would produce its first commercial gas later this year following a decision by the Italian Ministry of Economic Development's decision to award the company a production concession for the project. Sound Oil CEO James Parsons commented in a company statement: "I am very pleased to report the signature of the gas sales agreement, which increases our exposure to Italian gas market and represents the first relationship with the Shell group.'' The Nervesa field is a 21-billion cubic foot field discovered by ENI in 1985. Sound has spud two wells on the field since 2013. - See more at: http://www.rigzone.com/news/oil_gas/a/140004/Sound_Oil_Agrees_Italy_Gas_Deal_with_Shell#sthash.JmPx9klj.dpuf

Wednesday, July 22, 2015

Rai Cultura: le alluvioni del Polesine per colpa del gas metano


"Qua ci sono le colonnine del metano che ha causato l'abbassamento"

Saggezza popolare, 1961
al minuto 18.


Ecco qui. Rai Cultura.  La alluvioni del Polesine degli anni 1950 a causa dell' "estrazione indiscriminata di metano che provoco' un abbassamento del suolo da due a quattro metri". Parola di Rai Cultura. 

Purtroppo non si impara mai, vero Zaia?

Dura circa 20 minuti
Dal minuto 15 sul metano





















100.000 ettari persi

180.000 profughi – 80.000 definitivi

Calo medio popolazione 22%

700 case distrutte

6.000 mucche morte

Le fogne rigurgitano

Comunicazioni interrotte

Richieste di aiuto ininterrotte

Manca luce e telefono

Gente sui tetti

Sei metri di acqua

Pozzi di metano dappertutto


"L'insediamento industriale del Polesine ha uno dei livelli piu' bassi d' Italia. Perche' tutto questo? In Polesine i pozzi per l'estrazione delle acque metanifere sono ancora il motivo dominante del paesaggio.

Centinaia, migliaia di pozzi. Pozzi ovunque come tanti resti archeologici.

L'estrazione delle acque metanifere e' cominciata prima della guerra. Una corsa sfrentata al metano in
un clima da Texas, da terra di conquista. Si estraeva metano dappertutto nell'esaltazione di una terra povera che improvvisamente vedeva schiudersi la ricchezza.

Ma 20 anni di estrazioni indiscriminate hanno provocato un generale abbassamento del suolo.
Una intera regione e' sprofondata di due metri, in alcuni punti addirittura di quattro metro
E si sono abbasssati con i terreni anche gli argini del Po

L'acqua del fiume invece, condizionata dal livello del mare e' rimasta sempre alla stessa altezza.

Lo sfruttamento del metano e' stato sospeso per legge nel 1963. Nelle campagne del Polesine sono rimaste soltanto le polle dove l'acqua metanifera sbocca per forza naturale.

I problemi del Po si filettono su chi vive ancora nella zona del Delta. I mutamenti del fiume voluti dall'uomo hanno modificato sostanzialmente la struttura ambientale."

***

La pesca e' cambiata in generale.
L'acqua non e' tanto buona.
A causa dell'abbassamento abbiamo le case piene di umidita'.
Ci tocca scappare tutti.
Eravamo 6500 persone, ora siamo 2000.
Di pescatori eravamo 2000 ora siamo 300.
La gente ha dovuto emigrare.
A causa dell'abbassamento non c'e' piu' il cibo per i pesci.


Lo dicevano nel 1961. 

Tuesday, July 14, 2015

Zaia e le trivelle di Nervesa e d'Adriatico - due pesi, due misure?



Sono stato chiamato a stimare la pericolosità della situazione 
e posso dire che questa è una zona sismica



Vorrei chiedere a Luca Zaia, governatore del Veneto dal 2010: ma lei ci crede davvero o fa finta, in tema trivelle? Dalle sue parole parebbe tutto chiaro.

Il giorno 1 Gennaio 2015 aveva detto che : "La Regione del Veneto anche nei fatti sta cercando di opporsi alla nefanda decisione che mette a rischio quella straordinaria risorsa ambientale ed economica che si chiama mare Adriatico. Parlava di "enormi danni ambientali, per la salute e per l'economia delle popolazioni che vivono sulle sponde del nostro mare. La nostra è una posizione netta di contrarietà a questo atteggiamento folle dei governi italiano e croato. Ci opponiamo alle trivellazioni in prima battuta e con atti formali".

Il giorno 9 Marzo 2015 ribadisce “Noi, come Regione, siamo e restiamo contrari alle trivellazioni in Adriatico. La nostra difesa continua ad essere debole perché il Governo è schierato a favore delle trivellazioni. Mi chiedo come quelle forze politiche che si dichiarano vicine all’ambiente possano stare ancora all’interno di questo Governo".
 
Addirittura nel Maggio 2015 la regione Veneto presenta le sue osservazioni di contrarieta' alle trivelle croate in Adriatico "in cui ci si preoccupa della subsidenza che si estenderà, spingendosi, con ogni probabilità, entro i nostri confini nazionali".

Indimenticabili le sue parole maestose sull l'Italia: "la Repubblica e' una, indivisibile e imperforabile".


Te lo vedi, paladino dei paladini. E poi. E poi vai a leggere i comunicati di investitori dei petrolieri, vai a vedere il territorio, e vai a vedere cosa approva il governo regionale veneto di Luca Zaia e i chiedi: ... ma sa Zaia cosa i suoi stessi uffici regionali approvano e fanno? E poi ti arrabbi.


La Sound Oil, ditta inglese, ha preso di mira il territorio veneto da vari anni tramite la sua sussidiaria italiana Apennine Energy con la concessione "Carita' - Nervesa", nei pressi di Conegliano Veneto e del Montello. Come sempre sono pozzi vecchi trivellati ed abbandonati dall'ENI e dove queste microditte pensano di venire a fare il salto di qualita'.

Il giorno 26 Febbraio 2013 la regione Veneto autorizza la Apennine Energy/Sound Oil a trivellare il pozzo Sant'Andrea 1 dir a Nervesa della Battaglia per la ricerca di idrocarburi. Il CEO James Parsons definisce Nervesa una "flagship opportunity" dal valore di 62 milioni di dollari che fruttera' loro ben 14 milioni di dollari l'anno. I Veneti sanno poco e niente.

Il giorno 27 Novembre 2014 la regione Veneto autorizza la Apennine Energy/Sound Oil a trivellare il secondo pozzo Cascina Daga 1 dir sempre a Nervesa. Arrivano a 1300 metri di profondita'. Gli investitori sanno tutto. La Sound Oil annuncia ai propri azionisti addirittura dove poter scaricare i filmati in rete, in modo da seguire ogni giorno cosa accade in cantiere.

Dopo un paio di mesi da quell'approvazione, Zaia dice che l'Italia e' imperforabile. Come puo' essere? Perche' la regione Veneto ha permesso che si facessero buchi nel 2013 e nel 2015, e dopo un po Zaia fa tutti quei proclami? Non si parlano presidente e regione? O che il trevigiano e' meno importante della Croazia?

E poi, guarda caso, il 12 Maggio 2015 un terremoto di intensita' 3.5 nelle vicinanze del Montello a 2000 metri di profondita'. Un altro ancora, non troppo lontano, il 15 Maggio di magnitudo 3.6, a quindici chilometri da Nervesa. Sono sicuramente delle coincidenze, ma questo fa capire che il territorio trevigiano non e' proprio stabile di per conto suo.

Se Zaia e' preoccupato della subsidenza croata, perche' non e' preoccupato della possibile sismicita' indotta italiana? O crede che per la Croazia sia facile parlare mentre in Veneto si tratterebbe di agire?

E poi ancora, guardi le cartine e vedi che nel trevigiano e' anche presente un impianto di stoccaggio del gas della Edison, detto Collalto che si trova ad otto chilometri dal terremoto del 15 Maggio. Anche qui, potrebbe benissimo essere una coincidenza che ci siano stati terremoti nei pressi della centrale di stoccaggio ma il fatto e' che questi impianti sono pericolosi. Sono semplicemente delle bombe che aspettano di essere innescate perche' gli stravolgimenti sotterranei portati da stoccaggi e da estrazioni certo non migliorano un territorio sismico di per conto suo.

Collalto e' in funzione dal 1994. La Edison il 3 Gennaio 2007 chiede di ampliarlo e di aumentare i volumi stoccati. Si nominano commissioni di esperti e di politica. Vari sismologi indipendenti ne sottolineano la pericolosita' : se stuzzicata, la falda del Montello potrebbe dare origine a terremoti di magnitudo maggiore di 6. Alberto Marcellini, professore di sismologia all'Universita' di Milano, parte della commissione, afferma nel 2007:

"Il rischio sismico elevato è stato evidenziato, a questo punto i responsabili politici possono decidere di assumersi questo rischio perché la contropartita viene giudicata congrua o per altre motivazioni. Per quanto mi riguarda non faccio parte di chi deve decidere, tuttavia poiché da tempo mi occupo di problemi di rischio sismico e ho pure una certa reputazione internazionale da difendere devo dire che non ho ritenuto sufficienti gli argomenti addotti a supporto di un parere favorevole, anzi francamente non solo non sono di parere favorevole all’aumento delle capacità dell’impianto, ma addirittura alla presenza stessa dell’impianto di stoccaggio."

Ma si sa, la logica e' spesso un optional quando ci sono gas e petrolio di mezzo e Marcellini si dimette il 28 Gennaio 2008, dicendo:

"Debbo dire che sin dall’inizio dei lavori la mia impressione non è stata quella di trovarmi in un consesso che operasse all’unisono per valutare nel modo migliore la sicurezza del deposito, obiettivo ufficiale della Commissione. Ho avuto piuttosto l’impressione di trovarmi di fronte a due posizioni precostituite: i favorevoli e i contrari all’ampliamento. Insomma più che all’approfondimento delle indagini vi era l’interesse di ricevere supporto alla propria precostituita tesi. Non è l’humus migliore per far lavorare gli esperti"

Nel 2009, il MInistero dello Sviluppo Economico da un po di prescizioni e decide che l'ampliamento dell'impianto puo' essere escluso dai procedimenti di impatto ambientale. Luca Zaia viene eletto nel 2010. Sul suo sito web, la Edison dice che l'impianto e' stato ampliato nel 2011. Seguono ricorsi, interrogazioni, denuce. Seguono anche rumori e notti insonni dei residenti i quali scrivono a Zaia lamentando la scarsa attenzione delle autorita' regionali dal 2009 fino ad adesso.

Ecco, la mia domanda a Luca Zaia, resta: cosa facciamo adesso? Non era l'Italia imperforabile? Vuole dire qualcosa ai veneti, e non sulle trivelle in Croazia, ma sulle trivelle in Veneto, a Collato, a Nervesa, a casa sua?

Qui le immagini di Nervesa e di Collalto

Monday, May 11, 2015

Nervesa, Veneto. La Sound Oil trivella il secondo pozzo. Zaia o non Zaia.





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E voila' - e' sicuramente una coincidenza - ma il giorno 10 Maggio 2015 la Sound Oil annuncia di aver trivellato il secondo pozzo nei pressi del Montello a 1300 metri di profondita'.  Proprio oggi, 12 Maggio 2015 un terremoto di intensita' 3.5 proprio nelle vicinanze del Montello a 2000 metri di profondita'.




.. oppure no? 

Terremoto in provincia di Treviso


Pozzi Sound Oil


Nervesa,  24 Febbraio 2015

Nervesa, 10 Maggio 2015



Italia, giardino del mondo.

Oppure c'e' questo mostro qui!
Il campo di stoccaggio gas di Collalto
a poca distanza dai terremoti

17 pozzi di stoccaggio 
uno di estrazione



Pozzi di stoccaggio (17)
 
1. CONEGLIANO 001
2. CONEGLIANO 002

3. CONEGLIANO 003
4. CONEGLIANO 004
5. CONEGLIANO 007
6. CONEGLIANO 008
7. CONEGLIANO 009
8. CONEGLIANO 011
9. CONEGLIANO 012
10. CONEGLIANO 013
11. CONEGLIANO 014
12. CONEGLIANO 015
13. CONEGLIANO 016
14. CONEGLIANO 019
15. CONEGLIANO 020
16. CONEGLIANO 021
17. CONEGLIANO 022

Pozzi in produzione (1)

 
1. CONEGLIANO 005



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Scritto il giorno 11 Maggio 2015:

Beh, non si puo' dire che la Sound Oil non segua il suo programma di marcia. Il giorno 10 Maggio 2015 hanno annunciato ai propri investitori che il loro secondo pozzo e' stato trivellato. Hanno iniziato il 13 Aprile e tutto e' andato secondo i loro programmi. Siamo nella concessione Nervesa presso Conglomerati del Montello e Marne di San Donà, in provincia di Treviso.

Sono arrivati a quasi 1300 metri sotto la crosta terrestre e stanno adesso installando le cementificazioni.  Sono a 200 metri sopra il giacimento. Tutto pronto, tutto liscio come l'olio.

E siccome sono fieri di questo successo hanno pure messo la webcam per seguire il buco in diretta ed invitano gli shareholders - mica i veneti! - a seguire la trivellazione.

Per vedere tutti i bei video, da Febbraio finora qui. 

Loro dicono che hanno tutti i permessi, e che la regione Veneto gli ha dato l'OK finale il giorno 14 Dicembre 2014.

Ma... non aveva forse detto Luca Zaia che l'Italia e' imperforabile?

E perche' permette che facciano buchi nella sua regione?

Diceva per dire? Diceva per propaganda elettorale? Lo sa che la Sound Oil trivella a casa sua? Sa chi e' la Sound Oil? Lo sa che la sua regione ha approvato Nervesa? Se si, si vergogna un pochino?

Mi sa di no.



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Qui Il Gazzettino di poche ore fa, 12 Maggio 2015 - Singolare coincidenza, no?

TREVISO - Una scossa di terremoto è stata avvertita distintamente nel Trevigiano alle ore 4.02. L'epicentro - secondo i primi dati - sarebbe a 5 km a nordest di Trevignano. Profondità 2 km. La magnitudo è stata calcolata in 3.5.

Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) l'epicentro è stato in prossimità dei comuni di Cornuda, Crocetta, Farra, Follina, Miane, Montebelluna, Moriago, Pederobba, Sernaglia, Valdobbiadene e Vidor.

Tantissime le persone che si sono svegliate, molti sono usciti in strada. La scossa è stata sentita anche nelle province vicine. Al momento non si conoscono danni. 

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Qui La Tribuna di Treviso poche ore fa, il 15 Maggio 2015 - altra singolare coincidenza, no?


TREVISO. Nuova scossa di terremoto nella Marca: erano le 7,35, magnitudo 3,6, epicentro a Vidor, nella Pedemontana. La scossa è stata avvertita anche nel capoluogo.

La precedente scossa si era avuta martedì alle 4 della notte, stessa zona, più o meno stessa intensità. a cui avevano fatto da corollario altre sei piccole scosse, appena percettibili. Ora un nuovo evento
Lo sciame sismico prosegue e inizia a destare particolare preoccupazione tra i cittadini. Tantissime chiamate al centralino dell 115. Soprattutto da parte delle scuole di vario ordine e grado che hanno chiesto informazioni su come comportarsi e se effettuare o meno la procedura di evacuazione che in vari istituti è stata messa in pratica.
 
Gli studenti tenuti fuori dalle aule a Cornuda e Segusino per precauzione poi tutto è tornato alla normalità. Non si segnalano per adesso danni a case o altri edifici.


Tuesday, March 3, 2015

Luca Zaia, Alessandra Moretti, la Northsun Italia e la Risorta




We believe in the importance of a clear, open and continuous relationship with the local communities


E si certo, a colpi di tribunale!



La Northsun Italia e' una sussidiaria della Po Valley Energy, ditta petrolifera australiana che assieme all'altra conosociata Po Valley Operations,  vuole trivellare, come e' ovvio dai nomi che si sono scelti, la pianura padana.

Nel 2009, il loro program manager Northsun Italia, Pierluigi Vecchia, diceva di voler trivellare l'Italia per motivi "di tipo geologico, economico ed affettivo".

A questo giro, l'affetto si era sentito per un area di a cavallo fra Veneto ed Emilia Romagna: e' la concessione metanifera "La risorta" di circa 300 chilometri quadrati nel delta del Po, zona fragile, con gia' tanti problemi suoi. In Veneto era coinvolta la provincia di Rovigo con i comuni di Adria, Gavello, Taglio di Po, Villanova Marchesana, Corbola, Papozze, Ariano nel Polesine. In  Emilia Romagna era interessata la provincia di Ferrara, con i comuni di Berra, Mesola, Jolanda di Savoia, Codigoro.

Parte la fase di Valutazione di Impatto Ambientale per la prima fase dell'attivita' petrolifera, l'ispezione sismica a terra, con camionette vibranti che avrebbero causato movimenti del sottosuolo da cui determinare le caratteristiche del giacimento. Una specie di airgun a terra.

La Northsun cerca di fare tutto in sordina, ma si mobilitano comuni e persone, con incontri informativi e attivismo. Soprattutto esprimono la loro contrarieta' il comune di Adria, la Provincia di Rovigo,  l'Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, l'Agenzia Interregionale del fiume Po.

Si vede che loro l'affetto della Northsun non lo volevano.

E infatti la regione Veneto esprime il suo no ufficiale sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto in data 31 gennaio 2014. Dicono semplicemente dice che esprimono giudizio non favorevole.


Fine della storia? Magari.  C'erano anche i vicini dell'Emilia Romagna, che avevano diritto anche loro ad esprimere pareri, visto che "La Risorta" e' inter-regionale.

E voila', nonostante la possibile sismicita' indotta, i terremoti, la subisdenza, l'inquinamento, e a differenza del Veneto, gli emiliani decidono di prendersi affetto, trivelle e resurrezioni all'indomani degli eventi del Maggio 2012.

In data 10 Settembre 2013, la regione Emilia Romagna, decide che il loro parere e'  "favorevole con prescrizioni". Si aggiunge pero' che le loro "conclusioni relative alla compatibilità ambientale delle attività prevista dal permesso e le relative prescrizioni acquisiranno efficacia qualora venga sancita l'intesa con la Regione Veneto".

Cioe' e' tutto valido se anche il Veneto dice si. 

Ma dopo qualche mese il Veneto dice no. 

E quindi, bocciatura?

Non proprio. La Northsun Italia ovviamente fa ricorso al TAR, alla faccia del dialogo con i cittadini e con gli enti regionali, ed alla faccia del loro affetto. 

Il giudice, proprio in questi giorni decide che le attivita' della Northsun sono lecite perche' "non prevedono perforazioni" ma sono solo indagini preliminari.

Mi cadono le braccia.  Ma.. sono una ditta petrolifera! Cosa, fanno queste indagini per beneficenza della geologia italiana? E' chiaro che il loro scopo finale e' fare buchi. Fare trivelle. Fare impianti.  L'ho detto milioni di volte, e' la solita tecnica del carciofo, un po alla volta, un po alla volta e alla fine fanno tutto quello che vogliono. Adesso argomentano che sono "solo" indagini sismiche, poi diranno beh, ma abbiamo un giacimento e abbiamo fatto degli investimenti, come possiamo rinunciare? e poi ci ritroveremo con un bel pozzo del mezzo del Parco del Delta del Po.

Ah. Notare che nel Parco del Delta del Po' "è vietata la realizzazione di pozzi e impianti per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nel sottosuolo”. Come si concilia tutto questo con l'attivita' della Northsun?  Mistero della fede. Ma intanto, loro vanno avanti. Cercano il gas e vedrai che fra qualche anno anche qui troveranno una qualche scusa per proseguire, parco o non parco, subsidenza o non subsidenza.

Io invece non penso cosi. Penso che uno debba valutare queste operazioni nel loro complesso: cosa c'e' li? La gente lo vuole? Qual'e' lo scopo finale? Chi ci guadagna? Cosa accadra' all'ambiente circostante? Vogliamo proprio impianti industriali nel Parco del Delta del Po'? E visto che la risposta a tutte queste domande non e' affatto favorevole all'affetto della Northsun, e' evidente che occorre fermare tutto *prima* che sia troppo tardi.

Se hai un polipo lo togli subito, anche se non e' ancora cancro, perche' sai dove va a finire.  E questo dovrebbe valere anche per i tentacoli dei petrolieri, specie in un paese come l'Italia in cui la corruzione regna sovrana.

Adesso ci sono le elezioni in Veneto.

Caro Luca Zaia, cara Alessandra Moretti, avete una bella gatta da pelare. Spero che questa faccenda delle trivelle diventi un tema importante durante la campagna elettorale veneta e che, come fatto in altre parti d'Europa, i veneti usino questo tempo per esigere che il proprio territorio venga protetto.

Luca Zaia dice che l'Italia e' imperforabile. Ci crede veramente? O era tutta propaganda? Non so lo, ma se ci faceva per davvero, adesso e' il tempo di tirare fuori le unghia e di usare tutti gli strumenti possibili per fermarli. Dopo e' tardi.

Alessandra Moretti, del PD dello Sblocca Italia, non dice niente. E come potrebbe proferir parola?








Friday, February 13, 2015

L'Adriatico petrolizzato - le trivelle di Croazia








Manca poco alla fine del periodo di 30 giorni per mandare osservazioni al governo croato in merito alle trivelle in Adriatico: l’ultimo giorno valido e’ il 16 Febbraio.

Il documento proposto dal governo di Zagabria ci tocca da vicino perche’ l’Adriatico e’ nostro tanto quanto loro, e veramente intendono lottizzare tutto quello che possono. Parliamo del 90% dell’Adriatico croato trasformato in un gigantesco campo di petrolio. Eppure, lo Strategic Environmental Assessment (SEA) di Croazia, di circa 400 pagine dedica solo poche righe all’Italia che si concludono con il solito “tuttapposto”. E cioe’ non ci saranno effetti sui paesi confinanti.

Ma magari anche si.

E infatti dicono che “non si prevedono impatti transfrontalieri per quanto riguarda le aree Natura 2000 in Italia, escluso in caso di incidenti.”

Escluso in caso di incidenti. Che significa?

In quelle poche righe si cita solo la zona Natura 330009 Trezze San Pietro Bordelli, del Fruili Venezia Giulia, un sito marino di interesse europeo, con biodiversita’ di flora e fauna acquatica e con speciali formazioni geomorfologiche, nei pressi di Gorizia, vicina al lotto 1 dei croati. Qui si dice che se trivellano come prevedono “non si puo' escludere l'impatto transfrontaliero”. Fine.

E di grazia, quale sara’? Inquinamento a mare? Danni alla pesca? Hanno interpellato l’Italia? L’Italia ha qualcosa da dire? Debora Serracchiani lo sa? Ha una idea? O pensa come tutto il PD che dopo lo sblocca Italia ci voglia anche lo sblocca Croazia? E Matteo Renzi, ha una qualche idea?

Tutto tace.

In realta’ la direttiva europea prevede che gli stati confinanti, in questo l’Italia, possano richiedere alla Croazia la possibilita’ di studiare meglio il progetto, visto che ci sono potenziali effetti negativi anche per noi. Sarebbe opportuno, io credo, che tutto venga tradotto in italiano, che ci siano studi adeguati sugli effetti sulle nostre coste e in cui anche la cittadinanza italiana possa dire la sua.

E questo perche’ dalla Croazia vengono fuori affermazioni poco tranquilizzanti: l’Agenzia per gli Idrocarburi croata, afferma di non possedere sufficenti risorse per le operazioni di riprisitino ambientale in caso di incidente. Dicono semplicemente che “hanno cinque anni di tempo” per capire come trivellare rispettando l’ambiente al meglio. E cioe’ rimandano al futuro. Un po improvvisato no?

Non saremmo dovuti arrivare fin qui. L’Adriatico e’ un mare chiuso, piccolo, poco profondo, gia’ inquinato. Di petrolio si parla gia’ da tanto tempo e sarebbe stato utile avere un solo politico che veramente ci avesse creduto e che fosse stato un po piu’ coraggioso e magnanime. Che avesse lavorato giorno dopo giorno, in silenzio e creandosi rete sulle due rive, per fare della difesa del mare e dell’interdizione alle trivelle in tutto l’Adriatico il suo regalo a noi cittadini.

Luca Zaia, Luciano D’Alfonso, Gian Mario Spacca, Nichi Vendola sono i presidenti delle regioni adriatiche Veneto, Abruzzo, Marche e Puglia che hanno fatto ricorso contro le nuove regolamentazioni petrolifere dello Sblocca Italia. Visto che il nostro governo e’ sordo ed insensibile, io spero che possiate voi prendere la situazione nelle vostre mani, senza che vi rincorrano appresso i cittadini. Spero che troviate il modo per istaurare un dialogo con la Croazia, chiedendo anche noi di partecipare secondo i canali ufficiali, perche’ il petrolio e’ di chi se lo piglia, ma l’inquinamento e’ di tutti.

Spero anche che Debora Serracchiani si svegli dal suo torpore.

Proteggere il nostro orticello va bene, ma occorre avere l’audacia e la volonta’ delle cose grandi. Sono quelle che ci rendono memorabili.

Qui i link con le mappe delle concessioni petrolifere di Croazia, le petizioni popolari ed il testo della SEA riferito all’Italia.



Saturday, January 31, 2015

Affondiamo le trivelle in Croazia







Per chi volesse mandare testi propri, l'indirizzo e' 



Dipartimento delle Miniere del Ministero dell'Economia,
Vukovar Via 78,
Zagabria, Croazia

rudarstvo@mingo.hr


Ecco cosa dicono dell'Italia nel loro documento di valutazione ambientale:


8.3.2.12.2 Repubblica d'Italia

"Il bordo esterno dei campi di ricerca numero 1, 2, 3, 5, 7, 9, 12, 15, 18, 24, 25, 26 i 29 si trova al confine con la zona epicontinentale dell'Italia (immagini 8.9. e 8.10). Ai limiti della parte nord del campo di ricerca no 1 si trova la zona Natura 2000 IT 330009 Trezze San Pietro Bordelli (SCI), dove non si puo' escludere l'impatto transfrontaliero se le attivita' si svolgeranno nel campo 1. Di seguito, prima di iniziare le attivita' di ricerca e produzione idrocarburi nel campo 1 bisogna provvedere alle consulatazioni con la Repubblica d'Italia. Come alternativa si propone la riduzione dell'area del campo di ricerca no 1 nella sua parte settentrionale. I bordi esterni dei campi di ricerca no 18 i 24 sono distanti circa 22 km dall'area Natura 2000 IT 911001 Isole Tremiti (SCI) e IT 9110040 Isole Tremiti (SPA) – immagine 8.10. Data la distanza dai campi di ricerca non si prevedono impatti transfrontalieri per quanto riguarda le aree Natura 2000 in Italia, escluso in caso di incidenti.

Le aree protette marine in Italia si trovano a distanza di 20 km dai campi di ricerca (immagine 8.11) e non si prevedono impatti su di loro"



La Slovenia chiede la Valutazione di Impatto Ambientale Transfrontaliera, ma la Croazia gli dice no.


Debora Serracchiani, Fruili Venezia Giulia
Luca Zaia, Veneto
Luciano D'Alfonso, Abruzzo
Gian Maria Spacca, Marche
Nichi Vendola, Puglia

ecco la vostra occasione d'oro per far qualcosa di buono

Chiedete alla Croazia una valutazione di impatto ambientale che includa
anche l'Italia. 

Il petrolio e' di chi se lo piglia, ma l'inquinamento e' di tutti.



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Sono diventata amica virtuale con vari attivisti di Croazia con cui nel corso dei mesi abbiamo cercato di coordinare lettere, dati, e amicizia.

La situazione croata non e' commentabile : la foto sopra parla da se.  Alcune cose fanno sorridere, perche' veramente alcuni politici di Croazia pensano che le trivelle porteranno loro soldi e fortuna e benessere e che tutto potra' coesistere con mare ed aria pulita.

Ad esempio, Barbara Doric della "Croatian Hydrocarbon Agency" dice che la nazione ha “tecnologie avanzate per mantenere i piu' alti standard ecologici". Ah si, e quali sarebbero? E come mai non ce li ha nessun altro al mondo, visto che perdite e scoppi e incidenti sono all'ordine del giorno?

Un altra chicca e' che durante lo spettacolo ‘Otvoreno’ il Prof. Igor Dekanic quando gli veniva chiesto come avrebbero fatto a mantenere questi "piu elevati standard ecologici" ha risposto che non lo sapeva ma che "Abbiamo cinque anni per pensarci".

Cioe' anche loro vanno a casaccio!

Un po e' colpa nostra, nel senso che avrebbe dovuto essere l'Italia la porta bandiera della difesa del mare Adriatico, perche' siamo -- in teoria -- piu' avanzati della Croazia, facciamo turismo da piu' tempo di loro, perche' abbiamo piu' estensione costiera di loro e perche' i problemi trivelle--inquinamento--erosione--subsidenza li abbiamo gia' sperimentati a Ravenna, a Venezia, nel delta del Po.

Un sacco di gente pensa cose stupide come "ecco, trivellano loro, se non ci sbrighiamo a trivellare pure noi, si acapparreranno tutto il petrolio italiano". Questo e' folle, intanto perche' la trivellazione in orizzontale non concede certo di svuotare i giacimenti a decine e decine di chilometri di distanza, ma sopratutto perche' siamo stati noi italiani a trivellare per primi - in Veneto per esempio.  La Croazia ha semplicemente fatto quello che abbiamo fatto noi negli anni '60, lottizzato il mare.  E comunque non e' che uno si lancia dal balcone e noi dobbiamo per forza seguirli.

Ripeto, avremmo dovuto essere noi a tendere loro la mano e a dire loro "non trivelliamo nessuno dei due".  Ma cosi' non e' stato, e adesso siamo qui a discutere sul se e come trivellare la nostra pozzangheretta.

Mi auguro che tutti possano partecipare e che soprattutto si facciano vivi amministratori di Puglia, Abruzzo e Veneto.

Il petrolio e' di chi se lo piglia, ma il mare inquinato e' di tutti.

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Qui il testo tradotto in Italiano.


Gentili membri del governo Croato,

L'intero processo di estrazione del petrolio a mare crea inquinamento dannoso agli umani ed alla vita marina per tutto l'arco della durata del progetto. Le piattaforme a mare rilasciano fluidi di perforazione e scarti metallici, che includono sostanze tossiche, fra cui cromo, mercurio e benzene, direttamente a mare.

Una piattaforma rilascia circa 90,000 tonnellate di materiale di scaro durante l'arco della sua vita temporale, danneggiando la vita marina e la qualita' dell'aria. Oltre alle piattaforme, le petroliere potrebbero causare ulteriore inquinamento, visto che ogni anno circa 635,000 tonnellate di greggio sono rilasciate dalle navi nel Mediterraneo.

Tutto questo nel giro di pochi chilometri di distanza da aree marine e un migliaio di isole ed isolotti croati. Il piu grande tesoro nazionale, l'Adriatico, deve essere protetto. E' del tutto chiaro che questo progetto e' incompatibile con la protezione del mare Adriatico di Croazia e che deve essere fermato.

Grazie.

Friday, January 16, 2015

Luca Zaia, governatore del Veneto: la Repubblica e' una, indivisibile e imperforabile



 
 
 
Le parole usate da Luca Zaia sono forti, e sono belle: la Repubblica è una, indivisibile e imperforabile. Le ha pronunciate nell'impuganare lo scellerato Sblocca Italia, che fra le altre cose cancellerebbe quel po di protezione che c'e' in Adriatico contro le trivelle nella Laguna Veneta.
 
Io non so se le abbia dette perche siamo in campagna elettorale e la sua avversaria del PD - Alessandra Moretti - e' appunto del partito che vuole bucare la nazione da cima a fondo. 
 Anzi, se fossi giornalista e ne avessi l'occasione glielo chiederei direttamente: cara Alessandra Moretti, che ne pensi delle trivelle nella laguna veneta? A Venezia? A Chioggia?  A Nervesa?

Ma quale che sia il motivo per cui Luca Zaia abbia detto queste parole, credo che sia importante che siano arrivate, cosi limpide, cosi nette:

“Queste disposizioni nazionali calpestando tutte le competenze regionali in materia di governo del territorio, turismo, protezione civile e salute, produrranno irrilevanti benefici economici e sociali ed elevati pericoli ambientali per il territorio italiano, già caratterizzato da rilevanti rischi geologici e ambientali. Si favorisce così una nuova e irragionevole colonizzazione del territorio e del mare italiano da parte dell’industria petrolifera, mettendo a rischio aree di pregio naturalistico e paesaggistico e fiorenti attività economiche legate al turismo e alla pesca, con lo scopo di estrarre idrocarburi di dubbia qualità, che agli attuali tassi di consumo, valutate le riserve certe a terra e a mare censite dal Ministero dello Sviluppo Economico, potrebbero coprire il fabbisogno nazionale per un periodo non superiore ad un anno”.


L'ENI e le sue amiche da tempo hanno dei permessi per estrarre gas nell'Alto Adriatico, proprio di fronte a Venezia, e a Chioggia, e nel delta del Po'. 
Numerosi studi fatti gia' dal 1975 fino ai giorni nostri che mostrano ripetutamente come l'opera di estrazione, con trivellamenti e petrurbamenti dell'equilibrio sotterraneo hanno fortissime probabilita' di causare la subsidenza. Chi vive in Veneto ed ha una certa eta' lo saper averlo sperimentato nel corso degli anni e tutti abbiamo sentito dire che Venezia sta sprofondando. Cosi' dal 2002 esiste una moratoria contro le trivelle nelle acque del Veneto.

L'ENI pero' ora non perde tempo, e' proprio dal 2002 che si organizza, convince, ammorbidisce, e i politici vacillano. Come al solito si scrivono leggi incomprenisibili, fatte apposta per poter essere raggirate. Quella del 2002 (chissa' perche' non gli piaceva piu'!) viene leggermente modificata: sotto le spinte dell'ENI arriva il decreto Milleproroghe (gia' il nome sa di illegale) Praticamente si dice che il divieto di trivellare e di cercare idrocarburi resta, ma solo se esiste la subsidenza. 
Cioe' e' compito della regione mostrare che esiste questo fenomeno, senno' l'ENI puo' fare quel che vuole. E adesso a piu di dieci anni, il gioco e' arrivato alla fine, e vogliono addirittura cancellare i divieti come dice Zaia  
"senza che sia mai stata accertata l’assenza di rischio di subsidenza. Anzi è accertato il contrario. La Regione Veneto ha stanziato risorse per fronteggiare il fenomeno dell’abbassamento dei terreni in Polesine. Legittimare le trivellazioni nell’Adriatico in zone sensibili come Venezia è pura follia!”.