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Thursday, July 6, 2017

Zibido, Milano. La Sound Oil fallisce: trivellano, il gas fa schifo, e vanno in Marocco




“Badile remains the largest and most strategic asset in our portfolio with an independently assessed best case estimate of 178 Bscf equivalent. The gas produced from Badile (following a successful exploration well and production concession award) would feed in to the energy hungry domestic market in Italy which has maintained pricing resilience against a backdrop of falling commodity prices.”

James Parsons, CEO Sound Oil 2015 

"The likely sub-commercial volumes at Badile are of course a disappointment”

 James Parsons, CEO Sound Oil 2017



La parola che usano e' "sub-commerciale", cioe' inferiore a quanto necessario per essere commercializzato.

Siamo a Zibido San Giacomo, in Lombardia, alle porte di Milano dove esiste una concessione petrolifera gestita dalla Apennine Energy, filiale italiana della Sound Oil, con sede a Londra. E' una ditta piccola, che viene quotata presso l'AIM, la Alternative Investment Market, il "sub-mercato" inglese per ditte minori, con regolamentazioni piu' leggere e con maggior rischi per gli investitori.

Questa Sound Oil decide di venire in Italia a trivellare nei pressi dei campi di Villafortuna-Trecate, dove l'ENI gia' tira fuori idrocarburi da tempo. Pensano che sia facile fare il salto di qualita' e cosi rilevano dall'ENI il permesso di Badile e di Zibido non lontano da Villafortuna-Trecate.



Andranno ora in Marcocco. Le azioni sono crollate del 26%. Hanno tolto pure la webcam.

C'e' un po di amaro in bocca. Intanto sarebbe stato intelligente se le autorita' italiane, dalla regione Lombardia al governo di Roma, avessero fatto tesoro di tutti i segnali delle alte probabilita' di insuccesso, invece che lasciarli trivellare un area verde, essenzialmente per niente. Chi controllera' che il ripristino sia fatto a regola d'arte?

La cosa piu amara pero' e' che gli attivisti dell'"Associazione Cittadini Zibido San Giacomo", guidata da Matteo Macchiarulo e Vincenzo Lepori, aveva fatto ricordo al TAR contro Moirago 1-dir per tutti i motivi di cui sopra. Ma il tribunale non solo diede ragione ai petrolieri, ma condanno' l'associazione a pagare piu di 7,500 euro in parte alla regione Lombardia e in parte alla Apennine Energy/Sound Oil.

L'associazione secondo il TAR non era legittimata a presentare ricorso perche' non avendo soci iscritti, non era rappresentativa della comunita' locale!

Sara', ma alla fine, fra regione, governo, TAR e petrolieri, e' stata solo l'associazione a vederci giusto.

Spero che questi soldi possano essere loro perdonati.
Sono tanti per una piccola comunita' che aveva ragione.





Tuesday, June 27, 2017

Santa Maria Goretti, Ascoli Piceno: archiviato pozzo esplorativo della Apennine Energy













Ma guarda che nomi devono andare a scovare. Pure i santi.

Ma in questo caso e' stata Santa Maria Goretti che sconfigge, a modo suo, i prepotenti della Apennine Energy. Il Ministero dell'Ambiente infatti ha appena annunciato l'archivio di questa concessione in provincia di Ascoli Piceno perche' la societa' proponente non ha presentato dei documenti aggiuntivi che il ministero dell'ambiente aveva chiesto loro.

Il permesso di ricerca era su un territorio di 100 chilometri quadrati sparso fra i comuni di Ripatransone, Cossignano, Offida, Acquaviva Picena, Monteprandone, Monsampolo del Tronto, Spinetoli, Castorano, Colli del Tronto.

Volevano qui trivellare un pozzo esplorativo di 4 chilometri di profondita' alla ricerca di petrolio e di gas chiamato Cancello 1 nella contrada Canali, frazione di Ripatransone.

Siamo in una zona turistica, dove fanno vino ed olio, non lontano dal Sito di Interesse comunitario "Boschi tra Cupramarittima e Ripatransone" e nel pieno del "Paesaggio Agrario Montefiore dell'Aso Ripatransone"

L'area era stata gia' esplorata e trivellata per quattro volte alla ricerca di gas e di petrolio fra il 1968 e il 2008 da una serie di ditte, fra cui ENI, Montedison, Fina and Snia.

La Sound Energy chiede di trivellare di nuovo nel 2009, e riceve l'OK per sottomettere documenti di valutazione di impatto ambientale sotto Natale, il 23 Dicembre 2013.

Avrebbero pagato 520 euro l'anno di canone d'affitto.

Secondo la Sound Energy, la casa madre della Apennine Energy e con sede a Londra, la concessione Santa Maria Goretti valeva 46 milioni di euro e ci avrebbero tirato fuori 900 milioni di metri cubi in totale.

Se ne consumiamo 75 miliardi l'anno di gas, nelle piu rosee delle speranze (e dai numeri dei petrolieri, quindi tutti da verificare!) queste trivelle ci avrebbero dato gas per circa 4 giorni di fabbisogno nazionale, sparsi ovviamente nell'arco dei 30 o 40 anni di vita del giacimento.

Come, sempre solo un altra occasione per speculare da parte di quest'altra microditta britannica.

La gente si e' arrabbiata non poco, hanno mandato osservazioni, ed espresso parere negativo in tanti, fra cui i comuni del comprensorio, la provincia di Ascoli Piceno. A un certo punto anche la regione da parere negativo e chiede integrazioni e ulteriori documenti.

E cosi il ministero dell'ambiente fa richiesta di dati aggiuntivi il 22 Aprile 2015. La Apennine Energy promette che avrebbe mandato tutto il 30 Maggio 2015. Non hanno mandato niente e cosi due anni dopo...il ministero gli dice grazie prego e arrivederci.

Nessuna integrazione e' pergiunta, e cosi, il pozzo e' stato rimandato al mittente.

Come sempre, la cosa triste in queste belle notizie, e' che non c'e' mai un ministero che dice "no, qui non si trivella perche' dobbiamo proteggere residenti, campi, vino, turismo". C'e' invece come sempre la gente che si arrabbia e che protesta, e ci sono cavilli tecnici piu' o meno immediati che fermano i progetti.

Alla fine l'importante e' fermarli, e vanno bene anche i cavilli, ma sarebbe bello, per una volta, sentire Galletti e Franceschini, Renzi e Gentiloni dire: l'Italia non e' da trivellare, ma da custodire.

Almeno ci resta Santa Maria Goretti.

Monday, February 20, 2017

Le nuove trivelle della Apennine Energy e la democrazia violata a Zibido, Milano nel 2017





la Apennine Energy (sussidiaria della Sould Oil di Londra)
trivellera' il pozzo Moirago 1 a Zibido nella concessione Badile 
in partnership con la Schlumberger
che versera' 7.5 milioni di euro per trivellare la Lombardia.

Si stima che il gas vale al massimo 400 miliardi di sterline. 

 4,600 metri di profondita'
le stime sono di circa 5 miliardi
di metri cubi di gas.

Ne consumiamo ogni anno circa 62 miliardi di metri cubi.

Ergo quel gas bastera',
per circa 29 giorni. 

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Moirago 1 si trova nella concessione Badile a Zibido San Giacomo, 
nella parte sud di Milano

 



mentre il resto del mondo parla di rinnovabili, fossil-fuel free,
cambiamenti cliamatici, trasporto elettrico
in Italia facciamo buchi e pozzi.


"Apennine inoltre si occupa di una risorsa per sua natura 
più sostenibile di altre: il gas naturale"


Ha ha ha. 
Il gas sostenbile, ma dove le imparano tali sciocchezze!!

Evviva i politici d'Italia che ci credono pure.   

"As a greenhouse gas, methane is very efficient at trapping 
heat in Earth’s atmosphere, contributing to global warming."



Vuoi mettere, la NASA e la Apennine Energy!!!




Eccoci qui.

Italia, 2017.

Il ricco e civile nord. La citta' piu' importante d'Italia. La sede dell'Expo del cibo, dei palazzoni-giardino, la Milano da bere.

E da oggi la Milano da trivellare.

Com'e' possibile? Com'e' possibile che nel 2017 ci sia stato pochissimo investimento morale, emotivo, attivista da parte degli 1.2 milioni di milanesi che adesso vedranno una torre metanifera nelle campagne della zona sud della loro citta'?

Non me lo spiego questo.

Come ripeto ad nauseam, la democrazia vera puo' solo funzionare se noi tutti ci sentiamo partecipi, investiti del volerlo veramente il bene comune, e di fare le cose per la res-publica, cose che spesso sono scomode e difficili. Mettere i like su Facebook lo possono fare tutti. Pero' non risolve niente.

Quello che invece ci vuole e' il coraggio di essere attivi, il protestare, lo studiare, l'alzare la voce -- con intelligenza e lungimiranza. Queste cose costano fatica, costano metterci la faccia, costano farsi nemici. Lo so che e' piu' facile fare finta di niente, accontentarsi del proprio orticello, correre in citta' a bersi il primo Starbucks d'Italia e pensare che tanto ci sara' un altro a preoccuparsene.

Occorre invece rendersi conto che quell'altro siamo tutti noi. 

E quindi ecco qui.

A Zibido San Giacomo, nelle campagne sud di Milano, e' stata montata l'infrastruttura per avviare le estrazioni di gas dal pozzo Moirago 1 e che inizieranno a Marzo. Tutto va secondo i ritmi previsti.

A trivellare la ditta Apennine Energy, sussidiaria italiana della Sound Oil con sede a Londra. 

Ovviamente e' sempre tuttapposto: sicurezza dal punto di vista ambientale, tecnologia all' avanguardia. Inquinamento inesistente. Roba da Istituto Luce!

Per il progetto Moirago, si utilizzera' "per la prima volta in Italia" il sistema "sicuro di perforazione"

dove i fluidi di trivellazione saranno immessi e viaggerano in un circolo chiuso, con valvole che saranno monitorate da computer, i quali potranno cambiare le pressioni di tali valvole a piacimento
di modo da non creare rischi di sbalzi di pressione e di scoppi.

Come dire, tuttapposto! C'abbiamo il sistema "sicuro di perforazione!"  

Addirittura Moirago 1 "non ha alcuna emissione atmosferica e ridottissime emissioni acustiche, caratteristiche che gli permettono di minimizzare l’impatto sull’area circostante".







Il pozzo e' magico!

Anzi, manca solo che dicano che e' trasparente!

Io non so che dire, se non che, come detto, nel 2017 stare ancora a fare buchi nelle campagne milanesi, e in quel poco di mondo naturalistico che ci resta e' veramente vergognoso. 

Tutti a parlare di qualita' della vita, di un mondo fossil-fuel-free, di auto elettriche, di 100% rinnovabili.

A Milano si parla di gas a chilometri zero!!!

Cosi dicono quelli della Apennine Energy!!

In realta' c'e' stato un gruppo di eroici cittadini che hanno cercato di fare la loro parte e di protestare contro tale scempio nei campi.


Era l'Associazione Cittadini Zibido San Giacomo, guidata da Vincenzo Lepori, che ha fatto ricorso al TAR contro tale decisione.

Il tribunale non solo ha riconosciuto la legittimita' del pozzo, ma ha pure ... condannato l'Associazione Cittadini Zibido San Giacomo a pagare 6,000 euro piu' oneri equivalenti a 1,560 euro per un totale di 7,560 euro da versare in parte alla regione Lombardia e in parte alla Apennine Energy.


Un gruppi di cittadini si oppone a una decisione pubblica e deve pagare le spese ai petrolieri??!

Roba dell'altro mondo.

A Milano!


Secondo il tribunale, l'associazione di cui sopra non era legittimata a presentare il ricorso: non avendo soci iscritti, non e' rappresentativa della comunita' locale.




Che importa che la gente vive li: puoi rappresentare la comunita' locale sono se sei un socio! La Apennine che arriva da Londra puo' erigere pozzi nelle comunita' locali senza ascoltare il parere dei residenti, ma i residenti stessi non possono dire niente perche' non c'hanno la tessera da soci. 

Per di piu' questa associazione, sempre secondo il TAR e' nata con il solo scopo "pretestuoso" di opporsi alla costruzione del pozzo.

E certo, e chi doveva opporsi a tale pozzo? Obama? Trump? L'ONU? Il papa?

O vogliono sono le associazioni dove si gioca a tre-sette la domenica pomeriggio, o si fa il ricamo dopo il rosario al mese di maggio? 

Sono i cittadini che cercano di proteggere il loro territorio, no? E invece di dare ascolto a gente che, appunto, ci ha messo la faccia, ci ha speso tempo, invece di analizzare cosa volevano, di capire che nessuno si sveglia la mattina e si mette a fare (in Italia, uno dei paesi piu' corrotti al mondo!) la guerra ai signori del petrolio per sport, il TAR quasi li schernisce!


La cosa piu' antidemocratica, secondo me, e' che il  TAR Lombardia non ha neanche preso in considerazione l'essenza del ricorso -- ne le questioni ambientali, ne la supposta mancanza di rispetto del trattato europeo di Aarhus, ne l'attivita' divulgativa e di informazione fatta a Zibido.  Hanno solo studiato i.. versamenti delle quote dei soci, decidendo che siccome tali versamenti non erano in ordine, l'associazione stessa non aveva diritto a dire niente.

E quindi cio' che l'assocazione avesse da dire, qualsiasi cosa fosse,  non era importante.

La democrazia che va a farsi friggere per una tessera da socio, eh?

Da come la vedo io la questione e' ancora piu' triste, perche' appunto siamo a Milano!! Dove sono stati i milanesi cittadini e importanti in tutto cio'? Lo sapevano? Si sono preoccupati? Gliene e' importato qualcosa? Non hanno sentntuto un po di responsabilita' nell'aiutare le comunita' piu' agricole nel loro territorio?

A volte vorrei clonarmi ed essere una per tutti i pozzi d'Italia. Queste battaglie si possono vincere, lo so, perche' nella mia esperienza e' stato cosi, pero' ci vuole dedizione, ci vuole coraggio, ci vuole lavoro di gruppo, ci vuole l'ingoiare tanti rospi e l'essere costruttivi.

Non ci riesco a capire come mai in tutta Milano non ci sia potuto essere un movimento piu' forte, qualcuno con esperienza scientifica o ingengeristica, qualche persona famosa a fare di Zibido un altro case-study italiano di lotta alle trivelle che bucano l'Italia in favore di micro-ditte straniere.

Ci sara' qualcuno che vorra' almeno contribuire alle spese di queste persone? Il tribunale dipinge questa associazione di cittadini Zibido San Giacomo come dei sovversivi. E invece era solo gente normale che cercava di fare del loro meglio.

Di Zibido avevamo parlato gia da questo blog: la cosa sconcertante e' che, secondo la casa madre, la Sound Energy, le probabilita' di sucesso a Zibido sono una su cinque!

Di contro, il comune di Zibido incassera' 800 mila euro per adesso, gas o non gas.

Pecunia non olet, nemmeno della Milano da trivellare.  












Saturday, June 11, 2016

Canada: la Shell regala 8600kmq di concessioni petrolifere offshore al parco marino






“Shell has presented the Nature Conservancy of Canada with more than 860,000 hectares of offshore exploratory permits in the waters of Baffin Bay, near Lancaster Sound. This represents an area larger than Banff National Park"

Shell’s donation comes two months after Greenpeace Canada circulated documents to the media alleging that those oil permits, owned by Shell since 1971, may have expired decades ago.


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La discesa agli inferi dei petrolieri, continua, questa volta in Artico.

La Shell infatti si e' appena arresa agli ambientalisti e gli ha regalato un pezzetto di mare artico che avrebbe voluto trivellare.

I petrolieri d'Olanda infatti hanno volontariamente ceduto i propri diritti trivellanti e le proprie concessioni marine offshore presso la localita' Nunavut in Canada al Nature Conservancy of Canada. Si tratta di 8600 chilometri quadrati di mare,

Hanno deciso che invece che trivellare sorgera' qui un parco marino nazionale e di conservazione.

Perche'?

Perche' i cattivissimi ambientalisti del WWF Canada si erano opposti alle trivelle in questa zona di grande biodiversita' e anzi, da anni si attivavano per la realizzazione del Lancaster Sound National Marine Conservation Area. L'unico ostacolo a questo parco erano le trivelle, che ovviamente non c'entrano niente.

Finalmente la  Shell si arrende alle proteste e regala il suo mare agli ambientalisti. Chissa'. Magari non era piu conveniente, magari l'Artico e' troppo difficile da raggiungere e i costi sono elevati. Magari avevano paura delle proteste. Ad ogni caso, con questa rinuncia ci fanno pure bella figura.

L'area di conservazione marina e' ancora in via di istituzione. Da 40 anni.

La proposta iniziale era di proteggere 45,000 kmq di mare in favore di balene e foche. Adesso il "regalo" e la resa della Shell renderanno il parco piu' grande. Oltre al WWF, si erano mobilitati gli indigeni dell'Artico Canadese, gli Inuit che volevano proteggere la propria terra e i propri mari.

Lancaster Sound e' un area remota, che porta fra gli arcipelaghi del Canada del nord. E' un area di importanza critica per i mammiferi marini: foche, balene ma anche orsi polari, trichechi, narwhal, e vaste colonie di uccelli migratori. Anche se e' Artico c'e' vita e biodiversita' e ricchezza naturale.

Quelli della Shell sono stati carini, almeno in apparenza. Hanno detto che volevano anche loro aiutare a proteggere questo "ecosistema vitale", promuovere la sostenibilita' delle comunita' Inuit e proteggere il mare e l'Artico per le future generazioni canadesi.

Aggiungono che nel trasferire le concessioni al Nature Conservancy of Canada, si sono piegati alle conclusioni di scienziati e associazioni non governative che hanno lavorato per decenni per studiare la vulnerabilita' dell'area e per proteggerla.

Ma siccome non era sufficente essere eleganti, ricordano pure che hanno regalato alla stessa associazione circa $6.5 milioni di dollari, sia in contanti che in diritti minierari, lungo l'arco di 30 anni.  Tutto ha un prezzo, eh?

Dovevano proprio quantificare che si trattava di X milioni di dollari?

Ad ogni modo e il WWF Canada e' soddisfatto. Dicono che visto che la piu grande minaccia all'area protetta non c'e' piu' -- il pericolo di sversamenti e di incidenti dalle vicine concessioni Shell -- occorre lavorare per finalmente istituzionalizzare questo parco marino il piu' presto possibile.

Con Sergio Morandi della Mediterranean Oil and Gas ho ancora qualche sassolino nelle scarpe da togliermi. Ma, e se regalasse pure lui tutto quello che gli resta di Ombrina alla collettivita' per farci un parco marino?



Monday, July 20, 2015

Sound OIl a Nervesa: dopo le stimolazioni, abbandonano il secondo pozzo



Prima del fallimento del secondo pozzo Nervesa

Dopo il fallimento del secondo pozzo Nervesa


“Sono da prevedere stimolazioni in profondita’ con fluidi 
opportunamente scelti e non si escludono acidificazioni con fratturazione idraulica”  

Agip ENI, 1994


Despite the confirmed presence of gas and the 
completion of re-perforation and stimulation operations  
in the lower section of the well's target reservoir, 
the company had been unable to secure a stabilized flow rate. 

Sound Oil, 2015



Ed eccoci qui. Dopo le webcam in modo che dall'Inghilterra si potesse vedere in diretta la perforazione dei pozzi, dopo tanto parlare, dopo tanto entusiamo, e ovviamente dopo che hanno cercato di pompare su assieme al gas anche le azioni, tutto si sgonfia.


Perche'?

Dicono che nonostante la riperforazione e le operazoni di stimolazione, il flusso di idrocarburi non era sufficente da giustificare la continuazione delle operazioni. E quindi chiudono.

Notare che tutto questo gia' l'aveva detto l'ENI nel 1994 quando avevano gia' acidificato con HCl al 28% senza successo. E cioe' che se si voleva rendere produttivo il pozzo, sarebbero state utili ulteriori stimolazioni e attivita' invasive. Evidentemente qui, non e' stato suffincente neanche quello.

Resta la domanda: che stimolazioni hanno usato? Acidi? Fracking? Cosa hanno fatto al sottosuolo? Quando l'hanno fatto? Per quanto tempo? Lo sa Zaia? Lo sa la giunta regionale veneta?

Se ne preoccupano? Vorranno dire qualcosa ai veneti, oppure lo devono sapere solo gli investitori di quello che accade a Nervesa?

E' passato un mese. E allora?


Il CEO James Parsons dice che e' molto "disappointed" ma che la compagnia e' in buone mani perche' hanno un vario assortimento di progetti in Italia e in Marocco e ottimo flusso di denaro.
Dice che questo risultato e' frustrante ma solo un piccolo passo indietro. 

Wednesday, July 8, 2015

Exxon Valdez: dopo 25 anni tutti i lavoratori delle operazioni di pulizia sono morti o malati

 Alaska, operazioni di pulizia Exxon Valdez, 1989

Sono passati cinque anni dallo scoppio nel golfo del Messico. Mi ricordo dove ero quel 20 Aprile - era mattina ed ero a casa e mi chiamo' il mio amico Tom Chou, lo stesso con cui scrissi l'articolo dell'idrogeno solforato, per dirmi di questo disastro in Louisiana.

In questi cinque anni, articoli di stampa, articoli scientifici, leggi, decisioni di corti di vario livello, miliardi di dollari pagati e richiesti - con l'ultimo pagamento di 18.7 miliardi che la BP dovra' versare al governo federale per i danni causati e che vanno ad aggiungersi agli altri 30 gia' pagati.

Dopo cinque anni delle tante cose che si possono dire, quella piu' vera e' che siamo solo all'inizio e che ci vorranno anni ed anni per arrivare ad una qualche semblanza di normalita' per chi ha perso salute, sitle di vita e a volte anche lavoro.

Una delle lezioni piu interessanti arrivano dall'incidente della Exxon Valdez, nel 1989. Dopo neanche 30 anni, quasi tutti coloro che hanno lavorato alle operazioni di pulizia sono tutti morti o malati.

La vita media per chi ha lavorato in Alaska dopo lo scoppio e' stata di 51 anni.

I pochi rimasti in vita soffrono di tossi persistenti, lacrimazione agli occhi, nausea, vomito e dolori in tutto il corpo. La persona tipica che si rese disponibile ad aiutare nelle operazioni di pulizia in Alaska era economicamente in difficolta' (e chi senno' andrebbe di sua spontanea volonta' in mezzo al petrolio?) che per sei settimane ha spruzzato acqua bollente in mare e lungo la sabbia con evaporazione di petrolio in atmosfera. Che ha ovviamente inalato.

Al tempo dello scoppio, la ditta e i lavoratori la chiamavano "Exxon crud". Era una specie di tosse petrolifera, visto che era diffusissima fra gli addetti. E siccome era consierata una specie di influenza, nessuno ci penso' troppo. La Exxon ha eseguito nel corso degli anni ogni tipo di studio su ogni tipo di animali ed esseri viventi entrati a contatto con il petrolio: granchi, cozze, pesci, papere, aquile e pure cervi ed orsi, ma mai persone.

Fra chi e' rimasto in vita Roy Dalthorp, a suo tempo disoccupato e che dopo le sue seti settimane ha sviluppato problemi di respiro e di lacrimazione che durano tuttoggi. Nessuno della Exxon l'ha mai esaminato, ne durante ne dopo le operazioni di pulizia. Lui dice di essere stato lentamente avvelenato.  "I had no choices, because I was behind on my house payments, and no health insurance".

Entra in scena Dennis Mestas, avvocato che inizia a indagare le cartelle cliniche dei lavoratori della Exxon a Houston. Su 11,000 lavoratori della Exxon con sede in Alaska, 6,722 si sono ammalati. Decide che uno dei casi piu' lampanti era quello di Gary Stubblefield, con la stessa storia di Roy Dalthorp: problemi di respiro e di generale cedimento fisico. La Exxon lo paga 2 milioni di dollari, pur di non andare a processo.  Pochi altri ex lavoratori hanno avuto la stessa "fortuna" di essere risarciti.

D'altro canto, la Exxon ribadisce che non puo' commentare o confermare le cifre dei lavoratori ammalati perche' questi erano temporanei e non si sa che malattie avessero sviluppato prima o dopo. E aggiungono che nessuno si e' lamentato con loro.  E quindi... tuttapposto.
 
E per le operazioni di pulizia della BP? I lavoratori della BP hanno respirato metano, benzene, idrogeno solforato e il dispersante Corexit e secondo il tossicologo Ricki Ott, fra i lavoratori della Louisiana ci sono stati gli stessi esatti sintomi che in Alaska nel 1989. Ci si lamenta di mal di testa, fatica, problemi intestinali e di concentrazione e memoria, irritazione alla gola e agli occhi, mancanza di respiro, tosse e nausea. Esiste pure una nuova malattia: TILT, toxicant-induced loss of tolerance., per descrivere i malati delle operazioni di pulizia petrolifera.

Fra i lavoratori della BP almeno in 160 si sono ammalati e in venti sono finiti all'ospedale. 

Ma la BP specifica: "per poco tempo".

Non abbiamo imparato niente. Evviva.




Monday, May 11, 2015

Nervesa, Veneto. La Sound Oil trivella il secondo pozzo. Zaia o non Zaia.





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E voila' - e' sicuramente una coincidenza - ma il giorno 10 Maggio 2015 la Sound Oil annuncia di aver trivellato il secondo pozzo nei pressi del Montello a 1300 metri di profondita'.  Proprio oggi, 12 Maggio 2015 un terremoto di intensita' 3.5 proprio nelle vicinanze del Montello a 2000 metri di profondita'.




.. oppure no? 

Terremoto in provincia di Treviso


Pozzi Sound Oil


Nervesa,  24 Febbraio 2015

Nervesa, 10 Maggio 2015



Italia, giardino del mondo.

Oppure c'e' questo mostro qui!
Il campo di stoccaggio gas di Collalto
a poca distanza dai terremoti

17 pozzi di stoccaggio 
uno di estrazione



Pozzi di stoccaggio (17)
 
1. CONEGLIANO 001
2. CONEGLIANO 002

3. CONEGLIANO 003
4. CONEGLIANO 004
5. CONEGLIANO 007
6. CONEGLIANO 008
7. CONEGLIANO 009
8. CONEGLIANO 011
9. CONEGLIANO 012
10. CONEGLIANO 013
11. CONEGLIANO 014
12. CONEGLIANO 015
13. CONEGLIANO 016
14. CONEGLIANO 019
15. CONEGLIANO 020
16. CONEGLIANO 021
17. CONEGLIANO 022

Pozzi in produzione (1)

 
1. CONEGLIANO 005



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Scritto il giorno 11 Maggio 2015:

Beh, non si puo' dire che la Sound Oil non segua il suo programma di marcia. Il giorno 10 Maggio 2015 hanno annunciato ai propri investitori che il loro secondo pozzo e' stato trivellato. Hanno iniziato il 13 Aprile e tutto e' andato secondo i loro programmi. Siamo nella concessione Nervesa presso Conglomerati del Montello e Marne di San DonĆ , in provincia di Treviso.

Sono arrivati a quasi 1300 metri sotto la crosta terrestre e stanno adesso installando le cementificazioni.  Sono a 200 metri sopra il giacimento. Tutto pronto, tutto liscio come l'olio.

E siccome sono fieri di questo successo hanno pure messo la webcam per seguire il buco in diretta ed invitano gli shareholders - mica i veneti! - a seguire la trivellazione.

Per vedere tutti i bei video, da Febbraio finora qui. 

Loro dicono che hanno tutti i permessi, e che la regione Veneto gli ha dato l'OK finale il giorno 14 Dicembre 2014.

Ma... non aveva forse detto Luca Zaia che l'Italia e' imperforabile?

E perche' permette che facciano buchi nella sua regione?

Diceva per dire? Diceva per propaganda elettorale? Lo sa che la Sound Oil trivella a casa sua? Sa chi e' la Sound Oil? Lo sa che la sua regione ha approvato Nervesa? Se si, si vergogna un pochino?

Mi sa di no.



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Qui Il Gazzettino di poche ore fa, 12 Maggio 2015 - Singolare coincidenza, no?

TREVISO - Una scossa di terremoto ĆØ stata avvertita distintamente nel Trevigiano alle ore 4.02. L'epicentro - secondo i primi dati - sarebbe a 5 km a nordest di Trevignano. ProfonditĆ  2 km. La magnitudo ĆØ stata calcolata in 3.5.

Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) l'epicentro ĆØ stato in prossimitĆ  dei comuni di Cornuda, Crocetta, Farra, Follina, Miane, Montebelluna, Moriago, Pederobba, Sernaglia, Valdobbiadene e Vidor.

Tantissime le persone che si sono svegliate, molti sono usciti in strada. La scossa ĆØ stata sentita anche nelle province vicine. Al momento non si conoscono danni. 

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Qui La Tribuna di Treviso poche ore fa, il 15 Maggio 2015 - altra singolare coincidenza, no?


TREVISO. Nuova scossa di terremoto nella Marca: erano le 7,35, magnitudo 3,6, epicentro a Vidor, nella Pedemontana. La scossa ĆØ stata avvertita anche nel capoluogo.

La precedente scossa si era avuta martedì alle 4 della notte, stessa zona, più o meno stessa intensità. a cui avevano fatto da corollario altre sei piccole scosse, appena percettibili. Ora un nuovo evento
Lo sciame sismico prosegue e inizia a destare particolare preoccupazione tra i cittadini. Tantissime chiamate al centralino dell 115. Soprattutto da parte delle scuole di vario ordine e grado che hanno chiesto informazioni su come comportarsi e se effettuare o meno la procedura di evacuazione che in vari istituti ĆØ stata messa in pratica.
 
Gli studenti tenuti fuori dalle aule a Cornuda e Segusino per precauzione poi tutto ĆØ tornato alla normalitĆ . Non si segnalano per adesso danni a case o altri edifici.


Tuesday, March 24, 2015

Arriva il pozzo Moirago a Zibido, Milano con il 22% di possibilita' di successo

17 Febbraio 2017 


Zibido, Febbraio 2017
Ecco il pozzo eretto.

Nel resto del mondo si parla
di fossil-fuel free energy
di strade elettriche
di 100% rinnovabili
di treni a sole e a vento

Nelle campagne milanesi trivelliamo. 

Evviva l'Italia

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 La Apennine Energy Srl ha sede a San Donato Milanese ed e' una sussidiaria della Sound Oil 
con sede a Londra


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In Italia ci piace scommettere sul futuro in modo coraggioso. Ma mica con le rinnovabili, o con l'innovazione, o con il sapere, o con l'high tech. No, con le trivelle.

E infatti in questi giorni, tutta entusiasta la ditta Sound Oil con sede a Londra ha annuciato di avere avuto l'approvazione di trivellare in Lombardia da parte del governo regionale e che adesso ci si aspetta di avere il permesso finale dal Ministero dello Sviluppo Economico di Roma.  Il pozzo e' esplorativo e si chiamera' Moirago 1dir.

Si preparano dunque. Affilano le trivelle, comprano lotti industriali e iniziano il trasporto di materiale. Il capo della ditta in questione, James Parsons ricorda ai suoi investitori

"Badile remains the largest and most strategic asset in our portfolio with an independently assessed best case estimate of 178 Bscf equivalent. The gas produced from Badile (following a successful exploration well and production concession award) would feed in to the energy hungry domestic market in Italy which has maintained pricing resilience against a backdrop of falling commodity prices."

Niente di nuovo sotto il sole dunque, e' mera speculazione per vedere gas ad una Italia affamata di energia, almeno secondo loro.

Ma.. quant'e' 178 Bscf? 178 billions of standard cubic feet. Beh, fanno circa 5 miliardi di metri cubi. Ovviamente la parola miliardi ci fa andare in fibrillazione, ma occorre mettere sempre tutto in prospettiva: di gas in Italia ne consumiamo circa 80 miliardi all'anno quindi questi 5 miliardi non rappresentano che bazzeccole -- circa 20 giorni di fabbisogno nazionale, ovviamente spalmati su periodi pluriannuali.

E cosa faranno per arrivare a questo gas? Beh, trivelleranno a circa 4.2km sotto la crosta terrestre e poi vireranno in orizzontale per circa 41 gradi e andranno dritti per circa 600 metri fino ad arrivare al giacimento. Neanche io oso pensare cosa ci sia in superficie lungo quei 600 metri in orizzontale, ma dal loro progetto ecco qui: c'e' un area protetta. Anzi il pozzo stesso e' circondato dal parco agricolo Sud Milano. Hanno scelto una piazzola dismessa per trivellare un pozzo in mezzo ad un parco.  A soli 5 chilometri di distanza c'e' anche il sito protetto SIC 20500100 detto Oasi di Lacchiarella.

Ma nessun problema - saranno usati fanghi che non comprometteranno le falde acquifere, il Naviglio e l'autostrada faranno da barriera alla fauna, e sopratutto c'e' solo fieno, per cui che vuoi che sia. L'unica vegetazione di "interesse" e' rappresentata da alcuni filari, sebbene nei dintorni ci siano colture di riso, cerali e foraggio e di una fitta rete irrigua.
L'attivita' esplorativa durera' quattro mesi, ma ovviamente se il pozzo e' produttivo, si passera' alla fase di sfruttamento. Come coesisteranno parco e piazzola trivellante e' un mero dettaglio.

Interessante che nello studio di impatto ambientale non venga ricordato cio' che invece viene detto ai loro investitori. Infatti, nei siti aziendali della Sound Oil si ricorda che una societa' indipendente, chiamata ERC Equipoise Limited, ha studiato le possibilita' di successo del progetto con la conclusione che:


The study has also confirmed a 22% geological chance of success for the prospect.

Lo studio ha confermato che le possibilita' geologiche di successo sono del 22%.

Cioe' e' molto piu' probabile che falliscano.

Questa frase non sono riuscita a trovarla negli studi di impatto ambientale. Perche' non l'hanno detto anche al governo lombardo? Ai residenti di Zibido San Giacomo che saranno i piu' vicini al pozzo? Potrebbe essere che se sapevano di queste scarse possibilita' di successo, il giudizio degli enti lombardi sarebbe stato diverso? Forse la regione avrebbe deciso che non ne sarebbe valsa la pena di mettere a rischio case, parco, aria e polmoni per delle possibilita' cosi basse di tirare fuori cosi poco gas?

Non lo sapremo mai.

Ma questi sono solo freddi numeri e statistiche pessimistiche. Siamo dei temerari in Italia e andiamo avanti con coraggio verso la deriva.

Qui le immagini relative alla concessione Badile, dove dovrebbe sorgere il pozzo Moriago 1 dir, alle porte di Milano.