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Saturday, September 29, 2018

Elon Musk lascia la presidenza della Tesla e paga 20M di USD di multa


E' una notizia che mi rattrista ma non mi sorprende.

Elon Musk si e' volontariamento dimesso dalla presidenza della Tesla e ha accettato di pagare $20 milioni di dollari come multa alla Securities and Exchange Commission, l'equivalente della Consob di Wall Street, solo un po piu' severa.

Due giorni fa la SEC aveva inoltrato una denuncia a Musk in merito ai suoi twittii del 7 Agosto 2018.
In questa denuncia Elon Musk era accusato di frode per avere annunciato su Twitter di voler privatizzare la Tesla a 420 dollari per azione e di avere trovato finanziamenti per farlo.  Il titolo era crollato, e non era neanche vero.

Elon Musk non potra' piu' accedere alla presidenza della Tesla per almeno tre anni, potra' pero' restare CEO della ditta; la Tesla ha poi pagato altri $20 milioni di dollari di multa per non avere adeguatamente controllato cosa veniva fuori dalla tastiera dell'ora ex presidente Elon Musk.

Il totale del $40 milioni di dollari verranno usati per ricompensare in parte gli azionisti.

E la Tesla? Per ora ci saranno due direttori indipendenti e ci sara' anche un gruppo che dovra' monitorare le comunicazioni di Elon Musk, che restera' parte dell'esecutivo.

Alcuni commentatori qui negli USA sono sorpresi del fatto che a Musk sia consentito restare CEO, visto che questo ruolo e' di maggior visibilita' della presidenza della Tesla. L'opinione corrente e' che la Tesla e' Elon Musk, e che togliergli il ruolo di CEO danneggerebbe ancora di piu' le azioni e gli azionisti.

Si calcola che del valore attuale della Tesla, $130 sono attribuibili direttamente ad Elon Musk stesso, e della sua personalita'. 

Cosa penso io?

Mi sono sempre chiesta come facesse quest'uomo a fare tutto quello che fa e che ha fatto. Da Pay Pal a Tesla, da Space X per mandare la gente nello spazio, al tunnel sotto Los Angeles per evitare il traffico downtown, da Solar City per le tegole solari, fino al sottomarino per salvare i bimbi della grotta in Thailandia.

Il giorno e' fatto di 24 ore per tutti, anche per lui, ed e' umanamente, secondo me almeno, impossibile fare tutto senza che da qualche parte il corpo o la mente, non abbiano dei cedimenti, sotto la pressione, lo stress, la responsabilita', il vedersi tutti i giorni sulla stampa mondiale.

L'altra settimana qui negli USA l'abbiamo visto fumare la mariuana durante una intervista, ne abbiamo letto un altra in cui diceva di dormire pochissimo, di essere sempre in viaggio, sempre in pensiero per tutte queste sue creature. Faceva tristezza.

Non sono nessuno, ma credo che abbiamo bisogno dell'Elon Musk migliore per incentivare la gente a fare buon uso delle automobili elettriche. La maggior parte delle persone, io inclusa, gli vuole un gran bene, e sa che e' anche grazie a lui se siamo arrivati fin qui. E tutti sappiamo che c'e' ancora tantissima strada da fare. Io spero che questo episodio sia utile a riportare Elon Musk alla normalita', a prendersi del tempo per se stesso, a volersi bene, a sapere dire di no qualche volta, a trovare un nuovo equilibrio che lo renda piu' sereno, e spero, felice.

We wish you all the best Mr. Musk; We need the best you you can be.

Thursday, July 6, 2017

Zibido, Milano. La Sound Oil fallisce: trivellano, il gas fa schifo, e vanno in Marocco




“Badile remains the largest and most strategic asset in our portfolio with an independently assessed best case estimate of 178 Bscf equivalent. The gas produced from Badile (following a successful exploration well and production concession award) would feed in to the energy hungry domestic market in Italy which has maintained pricing resilience against a backdrop of falling commodity prices.”

James Parsons, CEO Sound Oil 2015 

"The likely sub-commercial volumes at Badile are of course a disappointment”

 James Parsons, CEO Sound Oil 2017



La parola che usano e' "sub-commerciale", cioe' inferiore a quanto necessario per essere commercializzato.

Siamo a Zibido San Giacomo, in Lombardia, alle porte di Milano dove esiste una concessione petrolifera gestita dalla Apennine Energy, filiale italiana della Sound Oil, con sede a Londra. E' una ditta piccola, che viene quotata presso l'AIM, la Alternative Investment Market, il "sub-mercato" inglese per ditte minori, con regolamentazioni piu' leggere e con maggior rischi per gli investitori.

Questa Sound Oil decide di venire in Italia a trivellare nei pressi dei campi di Villafortuna-Trecate, dove l'ENI gia' tira fuori idrocarburi da tempo. Pensano che sia facile fare il salto di qualita' e cosi rilevano dall'ENI il permesso di Badile e di Zibido non lontano da Villafortuna-Trecate.



Andranno ora in Marcocco. Le azioni sono crollate del 26%. Hanno tolto pure la webcam.

C'e' un po di amaro in bocca. Intanto sarebbe stato intelligente se le autorita' italiane, dalla regione Lombardia al governo di Roma, avessero fatto tesoro di tutti i segnali delle alte probabilita' di insuccesso, invece che lasciarli trivellare un area verde, essenzialmente per niente. Chi controllera' che il ripristino sia fatto a regola d'arte?

La cosa piu amara pero' e' che gli attivisti dell'"Associazione Cittadini Zibido San Giacomo", guidata da Matteo Macchiarulo e Vincenzo Lepori, aveva fatto ricordo al TAR contro Moirago 1-dir per tutti i motivi di cui sopra. Ma il tribunale non solo diede ragione ai petrolieri, ma condanno' l'associazione a pagare piu di 7,500 euro in parte alla regione Lombardia e in parte alla Apennine Energy/Sound Oil.

L'associazione secondo il TAR non era legittimata a presentare ricorso perche' non avendo soci iscritti, non era rappresentativa della comunita' locale!

Sara', ma alla fine, fra regione, governo, TAR e petrolieri, e' stata solo l'associazione a vederci giusto.

Spero che questi soldi possano essere loro perdonati.
Sono tanti per una piccola comunita' che aveva ragione.





Sunday, January 3, 2016

Elgin-Franklin, Mari del Nord -- due mesi di gas, multa Total di 1.5 milioni di euro











“Industry must learn from this, it is an important reminder
of the ever-present hazards with oil and gas production
and the need for them to be rigorously managed.
This could have easily led to loss of life.” 




Quante volte abbiamo sentito che e' sempre tutto sicuro con il petrolio? Che gli incidenti non ci sono e che la sicurezza e' la cosa piu' importante? Beh, ecco una storia un po diversa.

Il 22 Dicembre 2015, la Total e' stata multata di 1.125 milioni di sterline, circa un milione e mezzo di euro per un grave incidente del 2012. E' la piu grande multa mai data dal cosiddetto Health and Safety Executive (HSE) britannico che si occupa di sicurezza, anche petrolifera.

La Total si e' dichiarata colpevole ed ha accettato di pagare.

Era il 25 Marzo 2012. Ci furono perdite di gas e fiammate dalla piattaforma Elgin. Le perdite durarono ininterrottamente per 51 giorni. L'incendio per una settimana. Fini' solo perche' le fiamme si spensero da sole. 238 persone furono evacuate. Seimila tonnellate di gas metano furono sprigionate in atmosfera. Nel momento di flusso maggiore, il tasso di emissione era duecentomila metri cubi al giorno. Si formo' una scia di materiale tossico lunga undici chilometri. Pomparono fanghi e cemento nel pozzo per cercare di fermarlo, ma niente da fare.

Visto che si era a 240 chilometri da riva, la Total penso' bene di sminuire l'accaduto e inizialmente non rivelarono che ci fosse stato un incendio. Come sempre, il cuore non duole se l'occhio non vede.

Dissero: "abbiamo cercato di divulgare informazioni pertinenti alla situazione che ci si presentava e il fatto che il fuoco bruciasse non era una delle informazioni piu' pertinenti. La fiammata non e' una delle nostre preoccupazioni piu' immediate. Non era la nostra priorita' numero uno se il fuoco fosse acceso o no."

Come si e' saputo che c'era stato un incendio? Grazie alla domanda diretta del giornalista di The Guardian, non certo dai comunicati della Total.

L'HSE ricorda che l'incidente avrebbe potuto essere ancora piu' grave se non fosse stato per i venti forti che spinsero il gas dalla dalla parte opposta rispetto alle fiamme che divorarono la Elgin. Anzi, a suo tempo si sperava che la piattaforma collassasse su stessa in modo che il gas sotterraneo e sottmarino non si mescolasse alle fiamme in atmosfera. Nessuno sapeva cosa fare, ne come sarebbe andata a finire, e infatti per quasi due mesi stettero a guardare.

Ma poi, perche' ci furono perdite dalla Elgin? Dopotutto era un pozzo nuovo, trivellato nel 2000.

Secondo le successive inchieste era per colpa della corrosione causata da una reazione chimica fra gli oli lubrificanti sulla testa del pozzo e il bromo dei fanghi di perforazione. La reazione porto' a delle crepe nei rivestimenti del pozzo, e voila'. le fughe di gas per due mesi.

Fra le altre statistiche che sono venute fuori dalle indagini della HSE: dal 2000 al 2012 ci sono state circa 4,123 perdite di petrolio e/o di gas nei mari del Nord. Piu di quattromila. Quante multe? Solo sette. Una su 600.

Dopo tre anni questa storia ha avuto un finale di ammissione di colpa. Ma anche se e' una multa storica, e' sempre tutto relativo. La Total fattura un milione di sterline ogni ora e paghera' la multa in un ora e un quarto.

La soluzione, sempre, e' di non farceli venire dal primo giorno.













Sunday, February 1, 2015

Anadarko vs. Bussi

“If you are responsible for 85 years of poisoning the earth,
you are responsible for cleaning it up"

 U.S. Attorney Preet Bharara alla Anadarko Petroleum
per avere inquinato per 85 anni terreni ed acque
e dopo avere assegnato loro una multa da 5.15 miliardi di dollari

Alla Montedison che ha inquinato la Val Pescara 
per 50 anni nessuno mai dira
parole simili perche' non e' colpa di nessuno.


Il giorno 23 Gennaio 2015 e’ stato un giorno storico per chiunque combatta l’inquinamento ambientale.

La ditta Anadarko Petroleum – che fra l’altro possiede anche il 25% della concessione Macondo, nel golfo del Messico -- ha pagato 5.15 miliardi di dollari per il ripristino ambientale di vari siti contaminate negli USA. E’ la piu’ grande cifra mai pagata nella storia.

Inziamo dall’inzio. La Kerr-Mc Gee era una ditta chimica e petrolifera che assieme alleue sussidiarie si occupava di petrolchimici, rifiuti, trivelle, razzi, uranio, e miniere di vario genere. La stampa riporta casi di inquinamento a suo carico gia' dal 1928 che sono aumentati nel corso degli anni..

A un certo punto la ditta decise di impacchettare tutti i casi “problematici” di inquinamento in una sorta di "bad company" senza soldi, chiamata Tronox. Separata dalla Tronox, la "new" Kerr-Mc Gee era una splendente ditta di oil and gas.

Nel 2006, la Kerr-Mc Gee - con tutta la Tronox - viene acquistata dalla Anadarko Petroleum e dopo tre anni, nel 2009 la Tronox dichiara fallimento perche' – squattrinata com’e’ – e’ impossibilitata al costosissimo ripristino ambientale a suo carico. Parte una causa: il governo afferma che la Kerr-McGee ha usato il fallimento come stratagemma per evitare le responsabilita' penali ed economiche delle bonifiche a suo carico, per passarle alle comunita' locali e ai programmi federali per i cosiddetti "Superfund" sites, i siti inquinati di interesse nazionale.

Dopo anni di battaglie, finalmente il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha concluso che la Tronox, di proprieta' della Anadarko Petroleum dal 2006, e' responsabile dell'inquinamento di piu' di 2,700 siti sparsi in 47 stati e che ha causato almeno 8,000 casi di cancro durante 85 anni di inquinamento.

Multa di 5.15 miliardi di dollari.

Non c’e’ stata prescrizione, i giudici non hanno avuto pieta’ per nessuno, e qualsiasi scusante la Anadarko potesse inventarsi – non erano nostre a suo tempo ne la Kerr-Mc Gee, ne la Tronox , non lo sapevamo, e’ passato troppo tempo, avevamo logica di impresa e non di ambiente -- e’ tutto andato in fumo ed alla fine hanno pagato fino all’ultimo centesimo. Lex dura lex, sed lex e non ammette ignoranza.

Perche’ racconto tutto questo ? Perche’ con tutti I distinguo, questa storia mi ha fatto pensare al disastro ambientale della discarica di Bussi, in provincia di Pescara, dove a Dicembre 2014, tutti i vertici della Montedison sono stati assolti dall'accusa di avvelenamento delle acque, mentre per quella di disastro doloso - poi declassato in colposo - si e’ passati alla prescrizione.

Le cose che leggo sono strabilianti: l’avvocato difensore del responsabile della protezione e sicurezza ambientale di Bussi, Riccardo Villata, dice che e’ tutto legittimo perche’ fra il 1963 ed il 1971 non c’erano norme di tutela ambientale. Secondo l’ex ministro Paola Severino, anche lei difensore di altri imputati, il reato contestato ai dirigenti Montedison รจ inesistente perche’ si lavorava in una “logica d'impresa” e quindi gli imputati non sapevano dei pericoli ambientali, sebbene la pubblica accusa aveva argomentato del consapevole avvelenamento dell’acqua per risparmiare. La Severino dice che si poteva dare colpa ai dirigenti Montedison solo se fra gli imputati c’era la strega cattiva a porgere la mela avvelenata a Biancaneve.

E cosi, fra scusanti e prescrizioni e mele di Biancaneve, nessuno paghera’ e tutto passera’ al dimeticatoio. Per anni ed anni 700mila persone nel pescarese hanno bevuto acqua inquinata e le falde sono tuttora contaminate, ma non e’ colpa di nessuno.

Nessuno dira’ alla Montedison “if you are responsible for 50 years of poisoning the earth, you are responsible for cleaning it up”.





Friday, September 5, 2014

Golfo del Messico: pagamenti per un totale di 61 miliardi di dollari

Update: la BP ha annunciato che finora ha pagato oltre 61 milardi di dollari per i danni causati.

Prima del 2010 il valore della BP era di 180 miliardi.
Lo scoppio le ha fatto perdere 1/3 del suo valore.

Secondo Fadel Gheit analista del petrolio
"It’s a miracle that the company is still in business.” 

I pagamenti non faranno mai tornare alla normalita' ma finora sono stati risarciti o pagati almeno
400 cittadine, avvocati, individui, il governo centrale, pescatori di gamberetti, motel e hotel, scuole,
 

















 
  BP has acted with conscious disregard of known risks.
  
Its conduct was reckless.

Decisions made by BP have been primarily driven 
by a desire to save time and money, 
rather than ensuring that the well was secure.


Carl Barbier, US District Court
sul pozzo Macondo della BP


Tutti ricordano lo scoppio del pozzo Macondo della BP, nel golfo del Messico, con 11 morti e quei tre mesi di petrolio quotidiano ad avvelenare il mare e tutto quanto quel mare ospitava.




Per tutti questi anni la BP aveva continuato -- beffardamente -- a sostenere che non era solo colpa sua e che le sue socie, Transocean e Hallburton, dovessero essere ugualmente responsabili, se non di piu'.

La sentenza di Barbier, per la prima volta, riconosce l'esatto contrario. La colpa principale e' della BP. 

Questa sentenza e' grave per la ditta inglese perche' afferma che non si e' trattato di un incidente imprevedibile o del fato, ma di qualcosa di volontario e prevenibile. La sentenza espone ora la BP a circa 18 miliardi di dollari in sanzioni civili, in aggiunta ai 4 gia' pagati nelle precedenti cause penali, e ai 28 pagati ai residenti che hanno avuto perdite finanziarie connesse allo scoppio.

Secondo Barbier, la BP e' responsabile per i due terzi del disastro in quanto proprietaria del pozzo esploso. Il resto della colpa e' della Transocean Ltd, proprietaria della piattaforma che trivellava il golfo, e in piccola parte della ditta che forniva il cemento per la sigillazione, la Halliburton.
 
Barbier e' giunto alla conclusione che la BP abbia anteposto la ricerca di guadagno facile sulla sicurezza, per esempio lasciando che sigillazioni e valvole delicate perdessero lungo le cementificazioni, rinuciando a test fondamentali per capire lo stato del sottosuolo, e portandolo in "condizioni estremamente fragili e vulnerabili a scoppi"  durante gli ultimi 30 metri di trivellazione. 

Il giudice non risparmia parole. Parla di "condotta irresponsabile",  di "disprezzo consapevole di rischi noti", e di "una catena di fallimenti" che hanno portato allo scoppio. La BP ovviamente non ne vuole sapere: dice che l'accusa di "negligenza grave" e' ingiusta e che ricorrera' in appello.

Le parole qui non sono secondarie. Secondo il Clean Water Act, se la negligenza e' semplice, si pagano poco piu' di mille dollari al barile. La negligenza grave invece porta la multa a 4.300 dollari al barile. Barbier non ha ancora determinato l'esatto quantitativo di petrolio fuoriuscito. Il governo federale dice 5 milioni di barili, la BP la meta'.

 
Tutto questo vuol dire che i 3.5 miliardi di dollari che la BP prevedeva di spendere per questa causa non le basteranno. Per niente. 

Gli azionisti non se l'aspettavano. La BP ha perso oggi il 6% del suo valore in borsa, e nell'ultimo anno ha dovuto vendere circa il 10% fra riserve, raffinerie ed oleodotti per far fronte ai pagamenti.

E il golfo? La legge prevede che l' ottanta percento della multa dovra' essere usata per il ripristino ambientale, ma il golfo e' in uno stato ben diverso da prima dello scoppio. Non fanno piu notizia, ma continuano ad essere ritrovati pezzi di petrolio in mare, le cosiddette tar-balls, i dispersanti sono ancora dispersi nell'ambiente, e assieme al petrolio e ai dispersanti, nel mare ci sono alte concentrazioni di batteri pericolosi per l'uomo, fra cui il Vibrio Vulnificus, che puo' causare setticemia e necrosi dei tessuti.

A Matteo Renzi che pianfica di vendere concessioni petrolifere in tutta Italia, dalla Sardegna all'Abruzzo, dalla Calabria all'Emilia Romagna, dalla Sicilia alla Basilicata a ditte che spesso hanno capitali sociali irrisori. Spero che lei sappia quel che sta facendo e che se ne assuma tutte le resposabilita'. 







 
  

Wednesday, February 13, 2013

Multe Chevron

Sversamento Chevron, al largo di Rio De Janeiro, Brasile 2011
17 milioni di dollari

 Incendio Chevron, Richmond, CA 2012
 1 milione di dollari

E cosi, la Chevron e' stata multata di 1 milione di dollari per l'incendio provocato il 6 Agosto 2012 presso la citta' di Richmond, nella California del Nord.

La multa e' il massimo che si potesse dare secondo le leggi Californiane. La Chevron e' risultata colpevole di ben 25 violazioni al California Division of Occupational Safety.

Anche in Brasile, la Chevron e' stata multata di 17 milioni di dollari per i riversamenti in mare di petrolio dalle piattaforme al largo di Rio De Janeiro, nel campo Frade, di proprieta' della Chevron ma operato dalla Transocean, la stessa del Golfo del Messico. 

Erano 3600 barili di petrolio rilasciati nel Novembre del 2011. Anche qui 24 infrazioni alle leggi di protezione dell'ambiente e dei lavoratori. Gia' nel 2012 l'istituto per la protezione dell'ambiente Ibama aveva multato la Chevron per 33 milioni di dollari per danni all'ambiente e per non avere in atto un piano di emergenza concreto e attuabile. Sono ancora in corso cause civili dove invece si chiedono 20 miliardi di dollari per gli sversamenti, e cause penali contro i dirigenti Chevron e Transocean con richieste di condanne per 31 anni, le quali ovviamente dicono che le richieste sono sproporzionate rispetto ai danni richiesti.

Tutto bene? Beh, non proprio, visto che questi soldi sono bazzeccole per loro.

Per il quarto semestre del 2012 la Chevron ha registrato un incremento del 41% del loro business, equivalente a ben 7.2 miliardi di dollari di ricavato.

Cioe' in tre mesi 7200 milioni di dollari! E quindi, che vuoi che sia un milioncino di qua o di la?

Questi 7.2 miliardi sono stati il piu' grande profitto nella storia della Chevron. Il piu' grande profitto!

Fanno 80 milioni di dollari al giorno!

E che ci faranno con questi soldi?

Andranno tutti in tasca agli investitori, e un po ai lobbysti per cercare di guadagnare ancora piu soldi.

Esempio? Esiste una legge che si chiama California Low Carbon Fuel Standard, dove l'industria del petrolio e' obbligata a ridurre le emissioni di anidride carbonica dai loro prodotti venduti in California.

Occore quindi che l'equivalente di grammi di CO2 prodotti da ogni unita' di prodotti petroliferi per il trasporto - benzina, gasolio per navi etc - sia ridootto del 10%. L'idea di base e' di guardare a tutto il ciclo petrolifero e di ridurre la dipendenza dello stato della California dal petrolio, nonche' di incentivare le tecnologie alternative.

In poche parole - rendiamo la benzina sempre meno inquinante, e piu' costosa da raffinare in modo da inquinare meno e magari dare impulso a energia diversa dal petrolio.

La legge fu passata sotto Schwarzenegger nel 2007, e l'industria del petrolio ha tempo fino al 2020 per adeguarsi.

Ovviamente, la Chevron e le sue amiche sono fermamente opposte a questo progetto perche' dicono che ci saranno costi troppo elevati. 

Deny, Delay, Disrupt - il loro piano.

Hanno gia' dato quasi 300,000 dollari in opera di lobby presso il governatore Jerry Brown. 

E' solo l'inzio.




Wednesday, November 28, 2012

Il governo USA alla BP: niente nuovi contratti governativi


“Gross negligence” 

“Willful misconduct” 

“A culture of corporate recklessness.”

“The behavior, words and actions of these BP executives would not be tolerated in a middling size company manufacturing dry goods for sale in a suburban mall. Yet they were condoned in a corporation engaged in an activity that no less a witness than BP CEO Tony Hayward himself described as comparable to exploring outer space.”

US Attorney General Eric Holder
Dipartimento della Giustizia



A causa della sua "mancanza di integrita' negli affari" alla BP sara' vietato di avere nuovi contratti governativi con gli USA.

La decisione e' stata presa oggi, 28 novembre 2012, dopo che il 15 Novembre la BP aveva dichiarato la propria colpevolezza in accuse criminali fra cui la morte colposa di 11 persone, menzogne al Congresso USA e violazioni ambientali, tutte ovviamente collegate allo scoppio nel golfo del Messico e alla catastrofe ambientale che ne e' seguita.

L'ente che ha preso questa decisione si chiama EPA - l'Enviromental Protection Agency - ed e' una sorta di Ministero dell'Ambiente USA. La BP non potra' piu' avere contratti finche' non dimostra di avere cambiato il suo modus operandi. I contratti firmati in passato invece restano validi.

Finora: la BP ha pagato o paghera':

1. 4 miliardi di dollari in multe criminali - la piu' grande multa criminale nella storia federale

2. 525 milioni di dollari per frode con la SEC - la Security and Exchange Commission - una specie di Consob USA.

3.  20 miliardi di dollari per il ripristino ambientale nel golfo

Ci sara' un nuovo processo di natura piu' ambientale a Febbraio 2013 per l'inquinamento del mare causato dallo scoppio.

Monday, February 14, 2011

San Valentino per l'Ecuador


A great step that we have made
toward the crystalization of justice


Pablo Fajardo, avvocato e
contadino ecuadoriano


Un regalo bellissimo.


Oggi, la Chevron e' stata condannata da un tribunale dell'Ecuador a pagare 8 billioni di dollari - 8 mila milioni di dollari - agli indigeni di Lago Agrio, inquinata da anni di soprusi da parte della Chevron e della Texaco.

La Texaco e' stata proprietaria del campo di petrolio di Lago Agrio dagli anni '60 fino al 2001, quando e' stata poi comprata dalla Chevron. Per decenni la Texaco e la Chevron hanno inquinato giungla, acqua, e salute delle persone i cui tassi di tumori sono saliti alle stelle. Per decenni hanno iniettato circa 18 milioni di galloni di acqua tossica nel sottosuolo della giungla. Oltre sessanta milioni di litri di robaccia.

Pablo Fajardo, l'avvocato-contadino che rappresenta gli indigeni aveva inzialmente chiesto 27 billioni di dollari. Dicono oggi che non sono soddisfatti dell'ammonto economico e che vogliono di piu'. Buon per loro!

La parabola di Fajardo e' bellissima - era un contadino semi-analfabeta che decise di studiare legge solo per combattere la Texaco-Chevron ed oggi e' il portavoce principale della sua gente.

Della storia avevamo parlato qui e poi qui. Ovviamente l'ENI non sta certo a guardare e ha i suoi bei scheletri nell'armadio in Ecuador pure lei.
La Chevron oggi dice che e' tutto illeggittimo e che faranno appello - cosa vuoi che dicano? La battaglia e' durata 18 anni, e non credo che finisca qui.

Spero che a Chieti il 18 si possa essere cosi' determinati e cosi' forti contro Rainone, Primavera e gli speculatori di turno.

Fonti: The Huffington Post, San Francisco Chronicle, Vanity Fair, MSNBC

Wednesday, September 29, 2010

La BP in Texas e in Sicilia



I personally believe that BP,

with its corporate culture of greed over profits,
murdered my parents.

Eva Rowe, i cui genitori sono morti
nell'esplosione di una raffineria
BP in Texas nel 2005


Il 23 marzo 2005 una raffineria di petrolio esplose in Texas - 15 morti. 170 feriti.

Fu il piu' grande incidente sul lavoro negli USA dal 1990. Subito ci fu una investigazione della US Chemical Safety Board che giunse alla conclusione che la colpa era della BP che per ottimizzare i guadagni stava stracciando tutte le misure di sicurezza, producendo di piu' di quanto la raffineria potesse sostenere e tagliando sulle operazioni di formazione del personale.

Le accuse furono di violazioni criminali della sicurezza e dell'ambiente, e ci furono diversi procedimenti legali da parte delle famiglie delle vittime.

Vennero identificati problemi alle strutture, al modo di valutare i rischi, al modo in cui la raffiniera era gestita, alla cultura lavorativa promossa dalla BP, alla manutenzione, alle ispezioni, alla salute dei lavoratori e agli aggiornamenti sulla sicurezza. Praticamente non funzionava bene niente - infatti trovarono 700 infrazioni!

Nel report la ditta esterna incaricata di valutare la raffineria scrisse queste testuali parole:

We have never seen a site where the notion 'I could die today' was so real.

Non abbiamo mai ispezionato un sito dove il concetto di "Potrei morire oggi" e' cosi' reale.

Successivamente la stessa commissione decise di investigare tutte le altre operazioni BP negli Stati Uniti.

La BP e' una ditta inglese, nata prima come Anglo-Persian Oil Company, dopo la prima guerra mondiale quando le tocco' il petrolio dell'Iran, poi diventata British Petroleum, e ora solo BP (forse si vergognano della parola petrolio?).

Nel corso degli anni ha acquistato varie ditte americane - la Amoco e la Arco - e cosi adesso gestisce diverse raffinerie qui negli Stati Uniti.

La commissione trovo' che in tutte le cinque raffinerie BP degli Stati Uniti ci fossero violazioni gravi sulle norme di sicurezza - intanto ci furono altri incidenti, dopo lo scoppio del 23 Marzo, fughe di idrogeno solforato, un morto e vari feriti nella stessa raffineria.

Finalmente, cinque anni dopo e vari tentativi da parte della BP di trovare scuse e scorciatoie, una prima sentenza. In data 12 Agosto 2010, la BP e' stata condannata a pagare almeno 50 milioni di dollari per le infrazioni sulla sicurezza nel suo impianto di Texas City.

L'ente americano per la sicurezza OSHA (Occupational Safety and Health Administration) afferma che la condanna e la cifra "riflettono giustamente il poco rispetto che la BP ha mostrato verso la sicurezza sul lavoro".

L'OSHA aveva chiesto 80 milioni di dollari, da pagare al governo federale, la piu' grande multa mai chiesta da questo ente. La BP si rifiuta di pagare i restanti 30 milioni di dollari, e probabilmente ci saranno altri sviluppi su questa cifra - il solito gioco del speriamo che ci si stanchi. Speriamo che l'OSHA tenga duro.

La BP e' stata anche obbligata a spendere 500 milioni di dollari per ulteriori aggiornamenti sulle misure di sicurezza, dopo che gia' ne aveva spesi 1 miliardo negli anni scorsi dopo l'incendio. Loro stessi affermano di avere pagato 1.6 miliardi di dollari per ricompensare le famiglie per la morte dei loro familiari.

Tutti questi soldi paiono tanti, ma nel 2005 gli utili della BP per la raffiniera di Texas City sono stati di un miliardo di dollari.

Solo per l'anno 2005 e solo per quella raffineria.

E' evidente che gli fa un baffo 50 milioni di dollari al governo federale. Per di piu' ci e' dovuto scappare il morto, anzi 15 per avere migliorie sulle misure di sicurezza.

La BP e' la responsabile del disastro nel golfo del Messico. 11 morti e tre mesi di fuoriuscite incontrollate di petrolio - il piu' grande disastro ambientale della storia americana.

La BP ha in programma di trivellare a 100 km da Lampedusa. Pochissimi lo sanno, e ancor di meno ne sono preoccupati.

Io non gli darei nemmeno da tagliare l'erba del mio prato a questi. Ma poi, non e' solo la BP - io sono convinta che tutte queste ditte petrolifere, chi piu, chi meno, cercano di tagliare e di spremere tutto lo spremibile dalla gente. I Moratti sono tanto piu' attenti? L'ENI e' tanto piu' attenta? La Forest Oil, la Aleanna Resources, la Petroceltic, la MOG saranno tanto piu' attente?

Ho i miei dubbi.

Fonti: Wikipedia, BBC, CBS

Monday, March 29, 2010

ENI: multa da 210 milioni di USD in Kazakhistan


E cosi, mentre l'ENI cerca di farsi bella con mostre su se stessa - vanitosi eh? - ci pensa il Kazakhistan a riportarli sul pianeta terra.

Il 26 Febbraio 2010 infatti una corte kazaka ha multato l'ENI di ben 210 milioni di dollari per danni ambientali, assieme a British Petroleum.

I motivi sono molto semplici - l'ENi ha violato le norme di salvaguardia ambientale nella gestione dei rifiuti durante l'opera di sfruttamento di un giacimento di gas e petrolio - gia' dal 2008. I Kazaki hanno stimato il danno attorno ai 210 milioni di dollari e mandato il conto a Mr. Scaroni e compagni. Semplice.

Gia' la SEC americana qualche setimana fa aveva mollato all'ENI una multa di 254 milioni di dollari per corruzione, in un gioco di tangenti con il governo Nigeriano.

Alcuni dicono che queste multe sono strategemmi dal governo kazako per riprendersi alcune concessioni petrolifere date all'ENI, e per svilupparle da se. Non so cosa pensare del governo kazako, ma di certo, dopo avere visto e sentito come opera l'ENI in casa propra - la Basilicata e l'Abruzzo - non mi stupisce che il governo kazako li abbia accusati e condannati per inquinamento.

Ci saranno mai processi per inquinamento e multe salate all'ENI in Basilicata?

Se il Kazakhistan e' meno tenerario dell'Italia nei confronti del cane a sei zampe, vuol dire che siamo messi bene in questo paese.

Fonti: STV news

Thursday, August 20, 2009

Altre multe. Questa volta vere.


Dalla Repubblica di oggi un articolo che tutti ci aspettavamo: le multe per non avere rispettato i trattati di Kyoto. Ne abbiamo parlato tante volte, con la Prestigiacomo che andava a piangere all'UE che i tempi erano troppo stretti, o che il nostro paese e' un paese manifatturiero, o che c'รจ la crisi. Tutte scuse.

Abbiamo avuto quasi dieci anni per far qualcosa. Non abbiamo fatto nulla, ora si paga.

E chi paga? Il contribuente italiano. Ben 555 milioni di euro. Siamo circa 55 milioni di persone.
Fate voi il conto quanto costerร  alla collettivitร  questo mancato impegno: 10 euro a persona entro la fine del 2009.

DIECI EURO A TESTA.

Nel 2007 l'UE ci ha autorizzati ad emettere circa 200 milioni di tonnellate di CO2. Queste quote sono state ripartite fra vari settori - cementifici e acciaierie. Queste ditte hanno detto che questa quota era troppo bassa, e che, per costruire nuove centrali piรน moderne e meno inquinanti, era necessario avere tetti di CO2 piรน alti.

Cosi' il governo nel 2008, sotto la guida del direttore generale del ministero dell'ambiente, Corrrado Clini, diede il via libera ad emettere di piรน CO2.

Che importa che l'UE non ce lo consentiva. Facciamo un po come ci pare, e ci penseranno gli altri dopo alle conseguenze. Alla cieca.

Ora che arriva il salato conto, il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia dice che e' tutto inevitabile e che e' colpa dello scorso governo (e' la moda nazionale dare la colpa sempre a qualcun altro!) .

Intanto ecco le mie domande:

1) Se acciaierie e cementificatori hanno chiesto di inquinare di piรน per poter costruire "centrali piรน efficienti", dove sono queste centrali?

2) I cementifici emettono una miriade di inquinanti e si stima emettano il 5% di tutto il CO2 nel mondo. Per ogni tonnellata di cemento prodotto ci sono oltre 200 chilogrammi di CO2. Come si e' potuto dare via libera ai cementificatori, invece di mettergli un freno? L'Italia e' giร  abbastanza cementificata, grazie.

Mentre succedeva tutto questo, in Abruzzo il signor Marrollo, cementificatore di mezza Italia, dal suo palco accanto allo Zio Remo Gaspari, era tutto felice di sentire Gianni Chiodi dire che ci servono nuove infrastrutture (di cemento, ovviamente).

3) Con un po di lungimiranza si potevano spendere quei 555 milioni di euro per mille altre cose: esempio? Creare una classe di piccola e media imprenditoria dedita all'energia verde, all'installazione e alla manutenzione di pannelli solari. E' la migliore fonte di energia rinnovabile, distribuita, poco impattante, dove viene tutto dal sole.

Ma si sa, ci piace essere amici dell'ENI, della Libia, e dei petrolieri. Ci piace continuare ad inquinare, a contare le morti per tumori che scoppiano. Un paese alla rovescia.

Intanto sul National Geographic di Settembre un articolo bellissimo sull'energia solare. La mappa sopra indica che in Italia abbiamo creato solo 35 giga-watt-ore di energia grazie al fotovoltaico.

E' tanto? E' poco? In Germania basta solo pensare che son arrivati a 2,220. Settanta volte di piu di noi. E' veramente rimarchevole quello che ha fatto la Germania, piรน e meglio di tutti, compresi gli USA. C'รจ solo da prendere esempio.

Loro non ce l'hanno il sole ma il cervello si.

Loro le multe da 555 milioni di euro, dieci euro a testa, non le pagano.

Thursday, September 18, 2008

Italia peggior inquinatore d'Europa


Questo almeno secondo la commissione europea per l'ambiente, presieduta dal greco Stavors Dimas e secondo un report pubblicato dall' Independent, un quotidiano inglese. Nel 2006 ci sono state 80 infrazioni ambientali accertate contro i 59 della Spagna, e i 37 della Francia e della Gran Bretagna.

Secondo il su citato commissario l'Italia spesso non rispetta le norme europee e nemmeno collabora quando le vengono poste richieste di informazioni. Vi ricordate Kyoto? Tutti a dargli all'untore a Clinton che non firmo' di accordi di Kyoto del 1997, e ora dopo vari anni qual'e' il risultato?

L'Italia assieme al Giappone deve pagare una multa di circa 13 miliardi di dollari. Lo ripeto, 13 mila milioni di dollari. L'Inghilterra e la Germania hanno rispettato gli accordi, mentre l'Italia che aveva promesso di ridurre le emissioni di CO2 del 6% si ritrova oggi con una percentuale di emissioni del 12% maggiore. Chi paghera'? Ma certo,
i cittadini! Cosi' come pagano o pagheranno per Rete4, per l'Alitalia e per chissa' quante altre scelte sbagliate o non scelte dei governanti che si sono susseguiti nel corso degli anni.

Grazie al taglio dell'ICI, i fondi stanziati dal governo per adeguarsi ai canoni di Kyoto sono: zero. Anche gli interventi sulla linea ferroviaria Pescara-Roma, che doveva essere migliorata e resa piu' veloce (perche' fa abbastanza ridere cosi' com'e' oggi) sono stati cancellati. Nulla. Intanto abbiamo il doppio dei tumori infantili del resto d'Europa. Che gioia.

Abbiamo proprio bisogno della raffineria di Ortona? Abbiamo proprio bisogno della petrolizzazione dell'Abruzzo? Non sarebbe piu' intelligente puntare energie-tecnologie-risorse umane per ricerca e installazione di impianti di energia alternativa? Non sarebbe stato piu' intelligente usare i soldi del porto di Ortona per migliorare, per esempio, il collegamento in treno da Roma a Pescara, risparmiando petrolio, emissioni di CO2 e soldi delle multe di Kyoto?

Fonti:Bloomberg News
La repubblica

Saturday, March 8, 2008

L'ENI e la gomma sintetica

Un'altra multa per la nostra simpatica multinazionale.

Nel dicembre del 2006 la commissione europea, la sede europea dell'antitrust, ha imposto all'ENI una multa di 130 milioni di euro per avere partecipato a un "cartello" cioe' ad una serie di accordi con altre ditte chimiche e petrolifere per spartirsi il mercato della gomma sintetica in maniera sleale e fuori dalla concorrenza, dal 1993 al 2002.

La tedesca Bayer ha denunciato il cartello, e di tutte le aziende coinvolte, l'ENI ha avuto la multa piu' alta di tutti, superiore alle altre del sessanta per cento, perche' e'la TERZA volta che i nostri beneamati commettono crimini di questo genere in due anni. Sono gli unici ad aver fatto tris. Ecco le multe:

Tosoh, Giappone 4,800 Euro
Du Pont, USA 60,000 Euro
Denka, Giappone 47,000 Euro
Dow, USA 49,000 Euro
ENI 132,000 Euro

Vogliamo ancora trattare con questa gente? Vogliamo credere che verranno in Abruzzo e saranno santi? Non ci credo neanche se lo vedo. Sono disonesti e recidivi. Non c'e' da credere ad una sola parola di quello che dicono. Il passato e' il miglior indicatore del futuro.

Monday, March 3, 2008

ENI via dall'Abruzzo!

Questo e' un volantino che mi hanno inviato gli amici della Onlus Fare Verde. Grazie!
Domani so che saremo in tanti, e veramente vorrei esserci per vedere con i miei occhi il cuore e l'anima dell'Abruzzo che riprende la sua dignita'. Non dobbiamo pero' accontentarci di un anno di attesa. Alle estrazioni di petrolio dobbiamo dire no, fra un'anno, fra dieci, fra mille, ad Ortona, a Sulmona, a Teramo - in tutto l'Abruzzo. Noi siamo la regione verde, non nera d'Europa.

E' notizia di pochi giorni fa (15 Febbraio 2008) che l'ENI e' stata condannata ad una multa di sette milioni e mezzo di dollari per inquinamento ambientale in Kazakhstan, dove si estrae petrolio ricco di idrogeno solforato. Sette milioni e mezzo di dollari di multa!

Mi sa che i loro esperti ambientali di Pisa non c'hanno tanto azzeccato a farsi "li cund", che dite? Le motivazioni della multa sono per avere prodotto emissioni incontrollate di sostanze inquinanti nell'atmosfera dovute al bruciamento di gas tossici. Mmmmh, chissa' perche' suona tutto cosi' familiare...

Forza tutta domani, e niente compromessi. ENI e compari tornatevene da dove siete venuti.

Fonti: Thomson Financial News