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Tuesday, October 27, 2015

L'uomo piu' vecchio d'Australia, il petrolio e i maglioncini dei pinguini











Si chiama Alfred Date, e' l'uomo piu' anziano d'Australia con i suoi 109 anni. Gli piace lavorare a maglia.


Nel 2001, ci fu una perdita di petrolio nei pressi di Phillip Island.  Circa 450 pinguini furono sommersi dal petrolio. Che fare?  La Phillip Island’s Penguin Foundation chiese a chi potesse essere interessato di realizzare maglioncini speciali da fare indossare ai pinguini recuperati.

Un sacco di gente rispose all'appello e si mise all'opera.

I maglioncini venivano messi ai pinguini in maniera temporanea: servono perche' il petrolio rende le loro piume appiccicose e fa si che l'acqua ed il freddo penetrino verso gli strati interni dei loro corpi, rendendo difficile la sopravvivenza. Grazie ai maglionicini i pinguini non si leccano le piume cercando di pulirle e quindi non ingeriscono materiale tossico.

Se non curati e lasciati allo stato selvaggio, bastano anche poche goccie di petrolio per uccidere un pinguino, a causa del freddo e dell'incapacita' di procurarsi il cibo. Invece, se catturati, grazie ai maglioncini, c'e' il tempo per pulirli e per curarli, senza ulteriori danni. 

E infatti dei 450 pinguini ricoperti dal petorlio del 2001, la stragrande maggioranza si salvo'. Vennero poi rilasciati nei loro habitat, ripuliti e sani.  

Da allora le operazioni di recupero pinguini ed altre specie animali sono cresciute, a Phillip Island e sorge qui adesso la Penguin Foundation. I pinguini si possono simbolicamente adottare, e ogni volta che ci sono problemi, viene ancora chiesto alle persone di reglare maglioncini.  Quando ne hanno troppi, o se sono di dimensioni sbagliate, i maglioncini vengono messi a dei peluche e venduti per sostenere la fondazione, oppure vengono mandati ad altri centri in altre parti del mondo, o anche usati a scopo istruttivo nelle scuole.

Nel 2013, dopo un altro riversamento di petrolio in mare, e dopo un nuovo appello, arriva sulla scena il signor Alfred che voleva collaborare anche lui.  Alfred si ricorda l'affondamento del Titanic nel 1912 e pure l'inizio della prima guerra mondiale. Fa la maglia da 80 anni a questa parte. La Phillip Island Penguin Foundation gli disse si, ma non sapeva che avesse 109 anni!

Sppena hanno scoperto la sua identita' gli hanno dato il titolo di 'most senior little penguin jumper knitter'. Dicono di essere onorati di avere Alfie fra i loro volontari. Dal canto suo Alfie dice che tutti possono fare qualcosa di utile nella vita, anche a questa eta'.

A 109 anni!



Thursday, April 16, 2015

Marea nera anche alle Canarie









E cosi dopo solo pochi mesi dalle proposte trivellanti al largo delle isole Canarie, ecco qui: scia petrolifera di sei chilometri e mezzo in mezzo al mare.  

Arrivano da una nave russa, la Oleg Naydenov, con 1400 tonnellate di carburante che ha preso fuoco a Las Palmas, domenica scorsa. Non e' ben chiaro perche' la nave sia stata portata al largo dopo l'incendio, fatto sta che arrivata in mare aperto, a circa 24 chilometri a sud dell'area turistica detta
Maspalomas, si e' inabissata con tutto il suo carico di carburante e .. voila'. Sono comparse le macchie di petrolio in superficie.

Anche qui vogliono mandare un robot a vedere cosa succede, a 2.4 km sotto il livello del mare, dove vivon delfini e tartarughe.

Si teme che la nave si spezzi e che ancora piu' carburante possa arrivare in superficie.

A tutti sono tornate in mente le immagini della Prestige, inabissatasasi in Galizia nel 2002 e da cui, dopo essersi spezzata, sono fuoriuscite 23,000 tonnelate di petrolio amaro, inquinando Spagna, Francia e Portogallo.

Ovviamente tutti si chiedono chi ha avuto la brillante idea di mandare al largo una nave che si stava incendiando.

Friday, February 6, 2015

North Dakota, 2015. Tre milioni di barili di monnezza da fracking nei campi.













Ecco qui le foto aeree.
Credo che non ci sia niente da commentare.

3,000,000 di barili sono 500,000,000 di litri.

Tutta monnezza tossica.


Tuesday, January 20, 2015

Montana: scoppio di oleodotto nel Yellowstone River










Un altro oleodotto che esplode nella neve e che non si sa come contenere. Stato di allarme, non si puo bere l'acqua del rubinetto e non si riesce a trovare la fonte dell'inquinamento perche' c'e' il ghiaccio a coprire tutto.

Siamo nella citta' di Glendive dove una perdita da oleodotto ha riversato circa 50,000 galloni di petrolio lungo lo Yellowtone River, circa 190,000 litri.

Parte del petrolio e' entrato nelle riserve idriche della citta', inquinandole e creando preoccupazioni per la salute pubblica.  E quindi sono dovuti arrivare "per precauzione" le taniche dell'acqua per rimpiazzare l'acqua del rubinetto che puzza di olio diesel.

Le operazioni di ripristino sono difficilissime per colpa del freddo e del ghiaccio. Non sanno dova sia la falla dell'oleodotto che ha avuto la perdita, non sanno dove sia andato a finire il petrolio perche' non si vede - coperto dal ghiaccio - e non se ne sente l'odore. Tutto cio' che possono farlo e' cercarlo alla cieca, perforando dei buchi nel ghiaccio con la speranza di poter trovare il petrolio e poi aspirarlo

“These are horrible working conditions to try to recover oil. Normally you at least see it, but you can’t see it, you can’t smell it. … We’re going to have to hunt and peck through ice to get it out,”

L'oleodotto si chiama Poplar Pipeline e scende giu' dal Canada fino alla citta' di Baker in Montana. Attraversa il Bakken oil field fra Montana e North Dakota.

Il padrone dell'oleodotto ha chiesto scusa. 

Amen.








Friday, September 5, 2014

Golfo del Messico: pagamenti per un totale di 61 miliardi di dollari

Update: la BP ha annunciato che finora ha pagato oltre 61 milardi di dollari per i danni causati.

Prima del 2010 il valore della BP era di 180 miliardi.
Lo scoppio le ha fatto perdere 1/3 del suo valore.

Secondo Fadel Gheit analista del petrolio
"It’s a miracle that the company is still in business.” 

I pagamenti non faranno mai tornare alla normalita' ma finora sono stati risarciti o pagati almeno
400 cittadine, avvocati, individui, il governo centrale, pescatori di gamberetti, motel e hotel, scuole,
 

















 
  BP has acted with conscious disregard of known risks.
  
Its conduct was reckless.

Decisions made by BP have been primarily driven 
by a desire to save time and money, 
rather than ensuring that the well was secure.


Carl Barbier, US District Court
sul pozzo Macondo della BP


Tutti ricordano lo scoppio del pozzo Macondo della BP, nel golfo del Messico, con 11 morti e quei tre mesi di petrolio quotidiano ad avvelenare il mare e tutto quanto quel mare ospitava.




Per tutti questi anni la BP aveva continuato -- beffardamente -- a sostenere che non era solo colpa sua e che le sue socie, Transocean e Hallburton, dovessero essere ugualmente responsabili, se non di piu'.

La sentenza di Barbier, per la prima volta, riconosce l'esatto contrario. La colpa principale e' della BP. 

Questa sentenza e' grave per la ditta inglese perche' afferma che non si e' trattato di un incidente imprevedibile o del fato, ma di qualcosa di volontario e prevenibile. La sentenza espone ora la BP a circa 18 miliardi di dollari in sanzioni civili, in aggiunta ai 4 gia' pagati nelle precedenti cause penali, e ai 28 pagati ai residenti che hanno avuto perdite finanziarie connesse allo scoppio.

Secondo Barbier, la BP e' responsabile per i due terzi del disastro in quanto proprietaria del pozzo esploso. Il resto della colpa e' della Transocean Ltd, proprietaria della piattaforma che trivellava il golfo, e in piccola parte della ditta che forniva il cemento per la sigillazione, la Halliburton.
 
Barbier e' giunto alla conclusione che la BP abbia anteposto la ricerca di guadagno facile sulla sicurezza, per esempio lasciando che sigillazioni e valvole delicate perdessero lungo le cementificazioni, rinuciando a test fondamentali per capire lo stato del sottosuolo, e portandolo in "condizioni estremamente fragili e vulnerabili a scoppi"  durante gli ultimi 30 metri di trivellazione. 

Il giudice non risparmia parole. Parla di "condotta irresponsabile",  di "disprezzo consapevole di rischi noti", e di "una catena di fallimenti" che hanno portato allo scoppio. La BP ovviamente non ne vuole sapere: dice che l'accusa di "negligenza grave" e' ingiusta e che ricorrera' in appello.

Le parole qui non sono secondarie. Secondo il Clean Water Act, se la negligenza e' semplice, si pagano poco piu' di mille dollari al barile. La negligenza grave invece porta la multa a 4.300 dollari al barile. Barbier non ha ancora determinato l'esatto quantitativo di petrolio fuoriuscito. Il governo federale dice 5 milioni di barili, la BP la meta'.

 
Tutto questo vuol dire che i 3.5 miliardi di dollari che la BP prevedeva di spendere per questa causa non le basteranno. Per niente. 

Gli azionisti non se l'aspettavano. La BP ha perso oggi il 6% del suo valore in borsa, e nell'ultimo anno ha dovuto vendere circa il 10% fra riserve, raffinerie ed oleodotti per far fronte ai pagamenti.

E il golfo? La legge prevede che l' ottanta percento della multa dovra' essere usata per il ripristino ambientale, ma il golfo e' in uno stato ben diverso da prima dello scoppio. Non fanno piu notizia, ma continuano ad essere ritrovati pezzi di petrolio in mare, le cosiddette tar-balls, i dispersanti sono ancora dispersi nell'ambiente, e assieme al petrolio e ai dispersanti, nel mare ci sono alte concentrazioni di batteri pericolosi per l'uomo, fra cui il Vibrio Vulnificus, che puo' causare setticemia e necrosi dei tessuti.

A Matteo Renzi che pianfica di vendere concessioni petrolifere in tutta Italia, dalla Sardegna all'Abruzzo, dalla Calabria all'Emilia Romagna, dalla Sicilia alla Basilicata a ditte che spesso hanno capitali sociali irrisori. Spero che lei sappia quel che sta facendo e che se ne assuma tutte le resposabilita'.