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Tuesday, September 25, 2018

L'airgun danneggia o uccide zooplankton, capesante, aragoste; 600 petrolieri vanno in fibrillazione











Della Spectrum Geo abbiamo parlato su questo blog, come di quei gran signori che vogliono fare una campagna mastodontica di ispezioni sismiche in Adriatico, da Ravenna fino a Santa Maria di Leuca.

Anche dello studio del Professor Robert McCauley, della Curtin University in Western Australia,
abbiamo gia' parlato su questo blog. Fu pubblicato circa un anno fa su Nature Ecology. I ricercatori conclusero che l'airgun sperimentato in Tasmania, a sud dell'Australia, causava la morte dello zooplankton, alla base della catena alimentare, fino ad una distanza di 1.2 chilometri.

Lo stesso gruppo poi mostrava che le ispezioni sismiche portavano danni al sistema immunitario delle aragoste; e in altri studi ancora che la mortalita' delle capesante poteva aumentare dopo l'esposizione all'airgun.

Tutti questi studi sono stati pubblicati su riviste prestigiose, su cui e' difficile pubblicare e per i quali c'e' una rigida peer-review, cioe' i tuoi pari ti criticano, e la barra di accettazione e' molto elevata.
Nel primo caso, come detto si tratta di Nature Ecology; negli altri due di Marine Biology Pollution e di PNAS. Il fatto che gli studi siano stati pubblicati su tali riviste -- e per tre volte! -- significa che chi l'ha scritto non e' fesso e che sa quel che sta ricercando.

Ma... come possono i signori del petrolio accettare tutto questo?

Non possono e cosi corrono ad attaccare il Prof. McCauley e la sua squadra.  E non l'hanno fatto in modo delicato: si sono messi assieme quelli della American Petroleum Institute (API) e della International Association of Geophysical Contractors (IAGC), che sono tutte associazioni che fanno gli interessei del petrolio ed hanno ... scritto una lettera ai politici americani per metterli in guardia, non sia mai, da questi cattivissimi studiosi australiani!

Dicono che lo studio degli australiani e' sbagliato, che i pesci erano piccoli che c'e' troppa variabilita' che ci sono troppe conclusioni speculative.

Chi rappresentano quelli della API e della IAGC? Beh, circa 600 petrolgruppi fra BP, Chevron, Exxon and Shell, e altri gruppi che invece fanno di mestiere l'airgun, fra cui la nostra amica Spectrum Geo.

Guarda un po che coincidenza!

Ovviamente Mr. Petrolio, anzi tutti e 600 i Mr. Petroli dicono che l'airgun non porta problemi, cioe' la versione americana del tuttapposto.

Il Professor McCauley dice che sapeva che il suo lavoro sarebbe stato infangato; come puo' essere altrimenti visti gli interessi che ci stanno sotto?

E fanno bene i petrolieri a preoccuparsi.

Alla luce di questi, e di altri studi, alcuni amministratori del North Carolina hanno chiesto alle ditte che hanno proposto di fare airgun e di trivellare i loro mari di mostrare che le loro tecniche non avrebbero messo in pericolo la pesca. E anzi, il dipartimento di qualita' ambientale dello stato disse che le ispezioni sismiche avrebbero potuto portare a impatti negativi sulla pesca commerciale e da sport e a danni ai mammiferi marini.

E cosi, alcune ditte di airgun, fra cui la Spectrum Geo mandano la lettera dell'API e della IAGC, i loro lobbysiti alle autorita' del North Carolina per dire tuttapposto.

Fra l'altro questa Spectrum Geo non felice di rovinarci l'Adriatico ha anche in programma una campagna di acquisto dati proprio in Australia.

La cosa schifosa e' che i petrolieri dalle tasche profonde hanno pure deciso di farsi il loro studio da se: un gruppo di riceratori e' stato pagato dalla Australian Petroleum Production and Exploration Association per replicare i risultati del Professor McCauley. I loro risultati? Che se si cambiavano le localita' da esaminare, le rispettive temperature e le creature marine in analisi la mortalita' veniva ridotta. Ovviamente non poteva che venire un risultato che a loro stava bene!

Cosi' questo studio viene mostrato in giro, senza dire che era stato sponsorizzato dai petrolieri e come prova che gli studi del Professor McCauley erano sbagliati.

Nuovo colpo di scena.

Il Professor Anthony Richardson, a capo del lavoro sponsorizzato dai petrolieri, dice che non e' giusto paragonare i loro risultati a quelli trovate in altre aree, e dice che i petrolieri sbagliano a condannare il lavoro del Professor McCauley.

Secondo lui ci vogliono altri studi.

Morale della favola: se i petrolieri mettono in moto tutta questa macchina del fango, scrivono lettere ai politici, sponsorizzano altri studi, e cercano di menarla per le lunghe, crocifiggendo un semplice gruppo di ricercatori indipendenti, un motivo ci sara'.

Hanno paura della verita'.

A noi resta solo essere piu' furbi di loro e non credere ad una sola parola di quello che dicono.

Dove si e' mai visto che uno spara come un forsennato in mare, ogni 10 secondi, da piu' punti, a decibel elevatissimi, e .. tuttapposto?

Da nessuna parte, oltre che nelle tasche dei petrolieri.


Tuesday, July 4, 2017

Trump scellerato riapre l'Atlantico alle trivelle fermate da Obama




Il presidente Trump continua a prendere provvedimenti a casaccio, contro il buonsenso, la natura, il futuro.

Che dire.

L'ultima e' che il giorno 3 Luglio 2017 ha formalmente riaperto le acque dell'Atlantico alla compravendita di lotti per l'estrazione di petrolio e di gas.  Si tratta dei mari della Virginia, North Carolina, South Carolina e Georgia. Erano zone che Obama aveva deciso di vietare alle trivelle, e contro cui si erano espresse una marea di piccole e grandi ditte, citta', enti locali e statali.

L'unica considerazione positiva e' che per fortuna la compravendita non puo' iniziare prima del 2023, e questo perche' la cessione di lotti petroliferi si fa ogni cinque anni. La finestra dal 2017 al 2022 e' stata gia' regolamentata sotto Obama, e quindi le prime date utili per Trump sono fra il 2023 e il 2028, Speriamo bene che ci sia per allora un qualche presidente piu' illuminato, in modo da evitare il peggio.
 
Come detto, queste aree erano state chiuse alle trivelle da Obama, e ad Aprile 2017 Trump aveva ordinato il riesame delle concessioni. In questi giorni arriva il responso, favorevole ai signori di petrolio e gas.

Non solo Trump vuole aprire questi mari alle trivelle, vuole anche rendere i permessi piu "snelli", cioe' piu' veloci e sempre piu' difficili da contestare, studiare, in modo che residenti ed attivisti abbiano vita piu' facile.

Il mantra di Trump e' sempre lo stesso:  l'America viene prima, il petrolio ci serve, con tutto questo ben di dio... e blah blah.

Dalle sue parole:

"America must put the energy needs of American families and businesses first and continue implementing a plan that ensures energy security and economic vitality for decades to come"

Quello che non capisce e che non vuole capire e' che i bisogni delle famiglie americane includono aria e acqua pulite, il lavoro da turismo e di pesca su cui si reggono centinaia di comunita' dalla Virginia alla Florida.

Ma non sara' facile trivellare: ben 120 citta' lungo la costa est hanno gia' detto no grazie, e cosi pure 1200 sindaci, amministratori, e politici statali e federali dell'area, almeno 41,000 business e associazioni di pescatori che rappresentano almeno 500mila persone.

E poi, c'e' da ricordare sempre il detto del diavolo e delle pentole. Chissa', entro il 2023, magari il petrolio sara' cosi obsoleto che nessuno vedra' alcun vantaggio nel trivellare la costa est degli USA, mettersi contro comunita' intere e creare una infrastruttura petrolifera da zero.

Speriamo che sia cosi, e che non solo sara' obsoleto il petrolio, ma anche tutta la cricca di personaggi piu' o meno assurdi che circondano il presidente arancione e dalle figuracce quotidiane.

Monday, March 20, 2017

Germania: miniera di carbone trasformata in batteria di energia rinnovabile



In Germania arriva un nuovo progetto per migliorare l'uso delle rinnovabili: una miniera di carbone detta Prosper-Haniel nello state del North-Rhine Westphalia, lo stato che comprende anche la Ruhr, sara' trasformata in un centro di stoccaggio per l'energia solare e eolica generata in eccesso e che potrà essere poi usata nei momenti di maggior necessità.

La minera di carbone diventera' cost un reservoir idroelettico da 200 megawatt e dara' energia a 400,000 case, secondo l'annuncio dato dal governatore dello stato, Hannelore Kraft.

La miniera in questione e' stata creata nel 1863 e in realta' e' ancora attiva con 3,000,000 tonnellate prodotte di carbone ogni anno. La data di chiusura prevista e' il 2018 quando scadranno gli incentivi statali.

.. Cosa faranno i minatori nella città di Bottrop, la piu' vicina alla minera e dove vivono tutti i lavoratori?

Semplice, lavoreranno per la conversione della miniera in batteria-idroelettrica e resteranno tutti impiegati. L'idea di stoccare l'energia in eccesso dalle rinnovabili con sistemi idroelettrici non e' nuova, ma questa e' la prima volta che questo accade usando una miniera in via di dismissione.

Funzionera' cosi': nei moment di maggior bisogno, l'acqua del reservoir idroelettrico verra' mandata tramite turbina ad un reservoir meno elevato e cosi' facendo verra' generata elettricita'. L'acqua verra' poi stoccata nel reservoir piu' basso finche' non arrivera' l'anergia in eccesso dalle rinnovabili a rimpomparla in alto, e a costo basso.

Nel caso di Prosper-Haniel plant, il reservoir piu' basso sara' creato partendo dalle miniere profonde anche 1200 metri, creando appunto una stazione da 200 megawatt.

E' questo un altro passo in avanti per la Energiewende tedesca, la transizione energetica che ha per obiettivo l'80% di rinnovabili entro il 2050. Per ora, 2015, siamo al 33% del fabbisogno nazionale.

In realta' in Germania, il problema piu grande adesso non e' tanto aumentare la generazione di energia rinnovabile, quanto ottimizzarne l'uso. Per esempio, nel 2016 ci sono stati dei giorni in cui il sole e il vento hanno generato cosi tanta energia che hanno dovuto pagare gli utenti per usarla. In altre circostanze invece le condizioni meteo non erano favorevoli e cosi non c'e' stata sufficiente disponibilità'.

Le batterie idroelettriche potrebbero essere una soluzione, specie qui, che abbiamo le miniere dismesse che si prestano bene all'uso. Anzi, il governatore Kraft dice che se tutto va bene qui, in North-Rhine Westphalia altre ex miniere di carbone potrebbero essere adattate per uno scopo simile.

A me tutto questo pare bellissimo: vincono tutti. L'ambiente, i lavoratori, la Energiewende, il futuro. Pure la ex miniera trova un modo di essere ancora utile.

Come sempre, l'ingegno umano e' qualcosa di nobile e di grande, e le soluzioni, se le vogliamo, le troviamo sempre, quali che siano gli ostacoli che la storia ci pone davanti. Il mondo va avanti, e indietro non si torna, petrolieri o non petrolieri.

Wednesday, February 15, 2017

Alla Patagonia con amore: Kris regala al Cile 400mila ettari di terra e cinque nuovi parchi nazionali





Oggi 15 Marzo la signora Kris McDivitt ha regalato 
400mila ettari al Cile di Michelle Bachelet.

Con questo regalo in Cile saranno creati altri cinque nuovi parchi nazionali
e altri tre gia attivi saranno ampliati.
 
Pumalin, Patagonia, Melimoyu, Cerro Castillo, Alacalufe, Hornopirén, Corcovado e Isla Magdalena andranno ad aggiungersi ai parchi gia' esistenti e formeranno una catena di 17 parchi tutti connessi.

“We are bequeathing to the country the greatest creation of protected areas in our history.”

E poi una parola di amore per il marito morto nel 2015

I wish my husband Doug, whose vision inspired today’s historic pledge, were here on this memorable day. He would speak of national parks being one of the greatest expressions of democracy that a country can realize, preserving the masterpieces of a nation for all of its citizenry.


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Tutte queste foto sono del Parco Pumalin, Patagonia, con terreni acquistati dai
coniugi Kris e Doug McDivitt-Thompson che li hanno ripristinati, ne curano la manutenzione
ed hanno aperto il parco aperto a tutti.

Dal 1993 hanno speso 375 milioni dei loro soldi privati per creare e salvare questa bellezza















“We just rolled up our sleeves and did it. 
There is nothing we wanted to do that we didn’t. 
That’s not to say there’s not more to do.

People need to get out of bed every day and have to do something that is not 
to do with them but to fight for something they love and identify with.
 

We don’t have the luxury of being complacent. 
So, no more getting up in the morning 
and reading the paper and calling it a day. 

You have to act at the end of the day; you have to do something.

Kris Mc-Divitt-Tompkins



Voleva essere la mia storia di San Valentino, ma arrivo con due giorni di ritardo.

Si chiamano Doug e Kris McDivitt-Tompkins.

Kris McDivitt era di famiglia ricca, era una sciatrice professionista durante la gioventu' degli settanta, figlia - ironia della sorte - di un dirigente dell'oil and gas in California. Da adulta divento' uno dei manager piu' importanti di Patagonia, uan ditta che vene attrezzatura per sport e per il contatto con la natura - tende, scarponi da trekking, attrezzatura da campeggio.

Doug Tompkins era un rock-climber, amante della natura, uno sprito libero, che aveva fondato ben due ditte di vestiti: North Face ed Esprit. Da Lake Tahoe, nel nord della California, da giovane, aveva creato una piccola ditta di sci e di zaini con il motto "Never Stop Exploring”. Il suo primo negozietto negli anni sessanta era a North Beach, a San Francisco.

Oggi North Face si vende in tutto il mondo.

Qualche anno dopo Doug creo' la ditta “Plain Jane” che vendeva vestiti causal e sportivi per le donne. Le prima vendite da un camiocino per strada. Plain Jane divenne Esprit, anche lei ora nota in tutto il mondo.

Nel 1993 Doug e Kris si incontrano. Lei ha 43 anni ed e' stanca della vita corporate da dirigente della Patagonia. Anche lui a 50 anni era diventato critico del mondo del business, nonostante il suo successo.

Si sposano e decidono di fare dell'ambientalismo una ragione di vita, vera e cambiano tutto. Dalla California vendettero le loro quote nelle ditte che avevano fondato o in cui lavoravano e si trasferiscono a vivere in Patagonia, fra il Cile e l'Argentina, off-grid. Non c'erano telefonini, non c'era internet.

Cosa avrebbero fatto in Patagonia?

La Patagonia, che Kris aveva sognato da anni per aver lavorato in una ditta da quello stesso nome, avrebbe offerto loro l'opportunita' della vita.

Avrebbero comprato quanta piu' terra possibile, ripristinato quello che era stato degradato e creato un ente non a scopo di lucro per conservare e migliorare quelle terre di Cile e di Argentina. I soldi certo non gli mancavano.

E l'hanno fatto, un po per volta: comprando quasi un milione di ettari di terra che contenevano di tutto: aree sensibili, lagunose, campi, foreste, coste, ghiacciai, fiordi e pure vulcani. Tutto quello che hanno comprato e sistemato e' poi stato restituito alla comunita' sottoforma di parco.

Finora si stima che abbiano speso 375 milioni di dollari. Quelle terre sono oggi salve dalla deforestazione a larga scala, e in favore di flora e fauna. Fra i parchi creati finora il Pumalín Park di circa 300,000 ettari e che va dall'oceano pacifico alle Ande. Ci vivono, e ci vivranno i puma. E' il piu' grande parco creato da privati nel mondo e poi regalato alla collettivita'.

Altri parchi sono in Patagonia e nella laguna di Iberá nel nord-est dell'Argentina.

Spero che ci si renda conto della bellezza di tutto cio: due ricconi che invece di andare sui loro yacht privati hanno speso il loro denaro per creare foreste e parchi aperti al pubblico in una nazione lontana dalla loro ed investendo anni delle loro vite.

E' bello, no?

Kris dice che tutti abbiamo il dovere di fare qualcosa per le generazioni future, e che i soldi sono uno strumento, ma non l'unico, e che nessuno puo' abdicare alla responsabilita' collettiva di salvare il pianeta.

“It’s not about money. There is just no excuse for doing nothing. Abdication is not a possibility. Whoever you are, wherever your interest lies, whatever you’ve fallen in love with, you get out of bed every morning and you do something. You act, you step into the fray, and you fight for a human society that is in balance with the natural world.


E poi... come tutte le storie belle, tutto ha un fine. Dopo 24 anni di matrimonio, il giorno 8 dicembre 2015, Doug muore a 72 anni. Si fece male in un incidente di kayak, in Cile, nel lago Carrera nelle Ande.

E Kris?

Le restarono montagne e foreste e steppe su cui lavorare ancora ed un cuore spezzato in due. Le restano anche le associazioni non profit create assieme al marito, la Conservacion Patagonica and Conservation Land Trust che gestiscono i parchi.

Fra un anno ci saranno cinque nuovi parchi fra il Cile e l'Argentina, altre tre saranno grandemente allargati.

La cosa bella e' che anche i governi di Cile ed Argentina hanno deciso di collaborare, ed hanno donato 4 milioni di ettari in piu' da essere protetti da deforestazione, ranching, trivelle, infrastruttura invasiva ed industriale di qualsiasi genere.

Come dire, fai una cosa buona e se ci credi e sei persistente, le cose crescono e vanno avanti senza che tu possa anticipare quanto importnate sara' il tuo operato.

Come per tutte le cose non e' stato facile per Kris e Doug. All'inizio c'era tante opposizione verso di loro, i cattivissimi americani - gringo, ebrei! - che avrebbero rubato il Cile ai cileni, che avrebbero portato qui monnezza tossica, che rappresentavano il neocolonialismo americano, che volevano rubare l'acqua e "fermare" il progresso del Cile.

Si diceva che erano agenti della CIA. A un certo punto il governo cileno, quando si rese conto che erano diventati i proprietari terrieri piu' grandi del paese, avevano quasi decisero di espropriarli le terre. Ma ci ripsensarono quando iniziarono a vedere i frutti del lavoro di Kris e Doug, quattro anni dopo essere qui arrivati.

Prendevano terre che altrimenti sarebbero finite allo speculatore di turno e ci facevano parchi. E quando il rischio di ancora maggiore deforestazione - miniere, campi da pascolo per la carne, trivelle e dighe megagalattoche - il governo cileno divenne loro partner.

Da dove venivano le terre che compravano? Da cileni che non le volevano piu - compravano aziende agricole semi-abbandonate. L'intento e' sempra stato di restituire il tutto. Hanno usato la loro professionalita' per gestire il tutto nel corso degli anni.

Kris dice che questo loro lavoro ha permesso a vari angoli della Patagonia di tornare ad uno status naturalistico, di essere ripristinata allo stato originale, salvando le foreste tropicali dall'abbattimento, e dai pascoli.

Volevano anche dare una prospettiva ai residenti: il parco offre qualcosa a chi vive li, in termini di lavoro nel mantere le terre, nel curarli e nel creare turismo, passeggiate, trekking, ed economia sana.  In questo momento gli enti di conservazione del parco danno lavoro a varie centinaia di persone.

In tutto questo hanno anche riportato animali un tempo essenzialmente estinti in queste zone, grandi predatori come cervi della pampa, formichieri, pecari dal collare bianco. Il tutto va fatto con critierio, perche' questo porta a problemi con i contadini preoccupati delle loro colture, ed e' per questo che vanno lentamente con quello che si chiama "re-wilding", e cioe' il ri-selvaggizzare.

Kris dice che restera' in Patagonia fino alla fine dei suoi giorni, a continuare il lavoro inziato con tanto amore da lei e da suo marito. Dice che Doug le  manca ogni santo giorno, ma che andare avanti con la Patagonia, le da sollievo.


"People need to get out of bed every day and have to do something that is not to do with them but to fight for something they love and identify with.

“We don’t have the luxury of being complacent. So, no more getting up in the morning and reading the paper and calling it a day. You have to act at the end of the day; you have to do something.”

“It’s not about money. There is just no excuse for doing nothing. Abdication is not a possibility. Whoever you are, wherever your interest lies, whatever you’ve fallen in love with, you get out of bed every morning and you do something. You act, you step into the fray, and you fight for a human society that is in balance with the natural world.

“We have no choice. Otherwise we might as well kiss our beautiful planet goodbye. 

I will be there in Patagonia till the day I die. That’s the idea.”

Monday, December 5, 2016

I veterani di guerra chiedono scusa ai Sioux; i Sioux chiedono scusa ai veterani. Il mondo si commuove














Many of us, me particularly, are from the units that have hurt you over the many years. We came. We fought you. We took your land. We signed treaties that we broke. We stole minerals from your sacred hills. We blasted the faces of our presidents onto your sacred mountain. When we took still more land and then we took your children and then we tried to make your language and we tried to eliminate your language that God gave you, and the Creator gave you. We didn’t respect you, we polluted your Earth, we’ve hurt you in so many ways but we’ve come to say that we are sorry. We are at your service and we beg for your forgiveness.

Wes Clark Junior 



Credo che non sia possibile restare indifferenti a queste immagini.

Duemila veterani di guerra americani si sono accampati nelle praterie del North Dakota per dare il loro appoggio ai Sioux che resistevano il passaggio dell'oleodotto North Dakota Access Pipeline.

Cosi, solo per amore, sono andati li e hanno offerto di essere a fianco delle tribu indigene le cui acque e i cui siti sacri erano minaccciati da questo oleodotto.

Lo US Army Corps decide in extermis di bloccare l'oleodotto e di considerare un percorso alternativo, dopo mesi di resistenza, di violenza, di freddo, di paura.

E alla fine, succede qualcosa di inaspettato, e di quanto piu' nobile l'umanita' possa offrire.

A un certo punto del tutto inaspettatamente, i veterani si sono inginocchiati ed hanno chieso scusa ai Sioux per il genocidio ed i crimini di guerra commessi dall'esercito americano contro i popoli indigeni nel corso dei secoli.

Quelle in alto sono le parole pronunciate dal rappresentante dei veterani, Wes Clark Junior. Suo padre fu supremo comandante della NATO, Wesley Clark.

Il capo Sioux, Leksi Leonard Crow Dog, per conto di tutte le tribu Sioux accetta le scuse e a sua volta chiede scusa ai militari per il dolore causato il giorno 25 Giugno 1876 quando i Sioux sconfissero la 7a cavelleria dell'esercito americano.

Il capo tribu dice "vi perdoniamo e chiediamo pace al mondo".

Tutti avevano gli occhi inumiditi.

E anche chi scrive.




Tuesday, March 15, 2016

Obama: divieto alle trivelle, all'airgun in Atlantico

Obama annuncia il no alle trivelle in Atlantico.
L'oceano e' tornato protetto da una fascia di rispetto di 160 km.
La larghezza dell'Adriatico.



Tutte le citta' della East Coast che hanno detto no alle trivelle e all'airgun.
Turismo e petorlio non si puo'.
Piu' di cento citta'.


Qui la mappa dei 160 km di barriera protettiva negli USA
Vietato trivellare: rosso
Permesso: verde


Tutto il petrolio che ci lasciamo sottoterra (arancio):
Trivelliamo solo il verde


Si trivellano solo i mari di Texas e Lousiana.



Ecco qui il risultato:
3000 pozzi, lo scoppio del golfo del Messico
e una accozzaglia di oleodotti marini
che e' impossibile monitorare


Il 17 Aprile vuoi essere Gela o vuoi essere Taormina? 


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** Update: 15 Marzo 2016, Obama annuncia che non ci saranno airgun 
e/o trivelle lungo la East Coast **

Salvi 800 mila chilometri quadrati di mare
in Virginia, South Carolina, North Carolina, Georgia

Come? 
La gente si e' ribellata, e con loro politici, stampa, attivita' commerciali.

Il parere unanime e' che 
turismo e petrolio non si puo'.

Vota SI il 17 Aprile 2016


Il regalo e' qui: il giorno 15 Marzo 2016 il governo USA ha deciso di ritirare il suo piano di aprire l'Oceano Atlantico ai sondaggi sismici con la tecnica dell'airgun prima e alle trivelle poi nei mari atlantici di di quattro stati: Virginia, North Carolina, South Carolina e Georgia.

Fanno 800 mila chilometri quadrati di mare salvo.

Spero che sara' un regalo e un esempio anche all'Italia che si appresta a votare, e spero a votare SI al mare pulito e libero dalle trivelle il giorno 17 Aprile 2016.

Perche' Obama ha deciso questo? Il segretario dell'interno Sally Jewell ha spiegato che ad essere contrari erano nientemeno che il Pentagono e dozzine e dozzine, se non centinaia di comunita' costiere, sindaci e rappresentanti governativi di ogni colore politico. Si doveva iniziare a lottizzare il mare nel 2017,  e invece se ne riparlera', forse, nel 2022.

Sono arrivate al governo la bellezza di un milione di osservazioni e hanno deciso che non era proprio il caso. Per la precisione, oltre a centinaia e centinaia di "no" dai residenti, ci sono state 104 citta', 100 rappresentanti del Congresso, 660 politici locali, 750 attivita' commerciali, dozzine e dozzine di editoriali dalla stampa, che si sono dichiarati contrare al petrolio in Atlantico. Temono tutti le conseguenze delle trivelle sulla vita marina, sul turismo, sulla salute e sulla qualita' di vita dei residenti.

Ci sono qui 1.4 milioni di posti di lavoro e quasi 100 miliardi di fatturato nell'industria della pesca e del turismo.  E non c'e' spazio per le trivelle.

Sally Jewell dichiara:

When you factor in conflicts with national defense, economic activities such as fishing and tourism, and opposition from many local communities, it simply doesn’t make sense to move forward with any lease sales in the coming five years.

In ballo c'erano 4 miliardi di barili di petrolio, e 850 miliardi di metri cubi di gas. Finanche il Pentagono si e' dichiarato contro perche' le attivita' petrolifere avrebbero potuto interferire con le esercitazioni navali della marina americana.

Ovviamente, i petrolieri hanno gridato alla catastrofe: "e' una decisione da estremisti", "soffira' l'industria del petrolio e del gas", "aumentera' il costo dell'energia", "dimunuiranno i posti di lavoro e gli investimenti", "diminuiranno gli introiti governativi", "dimuinuira' la sicurezza energetica". Tutte parole di Jack Gerard, il presidente dell'American Petroleum Institute che vede solo una gran tragedia.

Ancora piu' pattriottica Karen Harbert, presidente dell'Istituto per l'energia del 21esimo secolo che dice che nel chuidere l'Atlantico alle trivelle “e' stato un regalo agli estremisti dell'elettorato a spese della sicurezza energetica e dell'economia americana".

Sono le stesse cose che dicono i fossilzzatori italici -- uguale uguale.

Ma chiunque non abbia interessi personali (e cioe' chiunque non sia affiliato all'industria del petrolio) non puo' che applaudire la decisione di Obama. E infatti arrivano plausi e ringraziamenti da tutta la costa atlantica per questa decisione: cittadini, sindaci, associazioni ambientaliste.

Ma come si era anche arrivati all'idea di trivellare l'Atlantico? Beh, occorre fare un po di passi indietro.  E' da piu' di 30 anni, cioe' dal 1981, che esiste il divieto di trivellare la costa pacifica ed atlantica, una decisione che nacque dallo scoppio di Santa Barbara nel 1969 che cambio' il paradigma petrolio-benessere in petrolio-maledizione. Dopo che la California cambio' le sue leggi, piano piano si arrivo' alla moratoria federale del 1981 con una fascia di 160 chilometri di rispetto perche' turismo e trivelle non possono coesistere. I petrolieri hanno sempre cercato di mettere pressione per addolcire questa moratoria, ma non ci sono mai riusciti.


Non e' mai stato chiaro perche'. Forse perche' c'erano le elezioni di medio-termine e voleva aiutare i democratici in corsa in stati dove l'elettorato repubblicano e' forte, ed in generale favorevole alle trivelle? Forse perche' gia' allora pensava di bocciare il mega-oleodotto della discordia, Keystone XL, che avrebbe portato il petrol-bitume dal Canada fino ad Houston e non voleva apparire troppo "estremista"? Non si sa. Fatto che sta che a Novembre 2015 Keystone venne bocciato, e fatto sta che forse nemmeno Obama poteva aspettarsi l'enorme scroscio di "no grazie" che gli arrivo' in merito alle trivelle in Adriatico, repubblicani e democratici. 

Cosa impariamo da questo?

Beh, intanto che qui si parlava di fare airgun e trivelle a 80 chilometri da riva, e che con queste decisione si tornera' ad una barriera protettiva di 160 chilometri. Credo di averlo detto mille volte: visto che in Europa ci piace sempre copiare le cose sciocche degli americani, caro Matteo Renzi, perche' non copiamo queste cose qui? Decidiamo anche noi italiani di mettere una fascia di rispetto di 160 chilometri, e mettiamola noi e i croati. Il risultato sarebbe l'Adriatico totalmente chiuso alle trivelle, perche' l'Adriatico e' largo proprio 160 chilometri.

E poi questa decisione significa che veramente i petrolieri sono arrivati alla fine: se pure stati repubblicani e conservatori sono contro le trivelle, e si sono resi conto che turismo e trivelle non possono coesistere anche in Virginia, allora e' proprio il momento di cambiare registro.

I petrolieri, negli USA e in Italia, continueranno a presentarci scenari apocalittici, a dire che non si puo'. Continueranno ad esssere quelli di ieri, e non quelli di domani. E' normale. Hanno paura, hanno qualcosa da perdere: soldi. Ma non e' vero che senza petrolio l'umanita' non potra' andare avanti. L'uomo ha sempre affrontato ogni sfida con intelligenza e ci siamo riusciti a superarle tutte, dall'uomo sulla luna, alla levitazione magnetica. Certo che si puo' arrivare ad un futuro senza petrolio, senza trivelle. Lo si deve solo volere.  L'essere umano e' piu' intelligente dei buchi.

Vota, e vota SI, il giorno 17 Aprile 2016. 

Qui le immagini