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Monday, December 5, 2016

I veterani di guerra chiedono scusa ai Sioux; i Sioux chiedono scusa ai veterani. Il mondo si commuove














Many of us, me particularly, are from the units that have hurt you over the many years. We came. We fought you. We took your land. We signed treaties that we broke. We stole minerals from your sacred hills. We blasted the faces of our presidents onto your sacred mountain. When we took still more land and then we took your children and then we tried to make your language and we tried to eliminate your language that God gave you, and the Creator gave you. We didn’t respect you, we polluted your Earth, we’ve hurt you in so many ways but we’ve come to say that we are sorry. We are at your service and we beg for your forgiveness.

Wes Clark Junior 



Credo che non sia possibile restare indifferenti a queste immagini.

Duemila veterani di guerra americani si sono accampati nelle praterie del North Dakota per dare il loro appoggio ai Sioux che resistevano il passaggio dell'oleodotto North Dakota Access Pipeline.

Cosi, solo per amore, sono andati li e hanno offerto di essere a fianco delle tribu indigene le cui acque e i cui siti sacri erano minaccciati da questo oleodotto.

Lo US Army Corps decide in extermis di bloccare l'oleodotto e di considerare un percorso alternativo, dopo mesi di resistenza, di violenza, di freddo, di paura.

E alla fine, succede qualcosa di inaspettato, e di quanto piu' nobile l'umanita' possa offrire.

A un certo punto del tutto inaspettatamente, i veterani si sono inginocchiati ed hanno chieso scusa ai Sioux per il genocidio ed i crimini di guerra commessi dall'esercito americano contro i popoli indigeni nel corso dei secoli.

Quelle in alto sono le parole pronunciate dal rappresentante dei veterani, Wes Clark Junior. Suo padre fu supremo comandante della NATO, Wesley Clark.

Il capo Sioux, Leksi Leonard Crow Dog, per conto di tutte le tribu Sioux accetta le scuse e a sua volta chiede scusa ai militari per il dolore causato il giorno 25 Giugno 1876 quando i Sioux sconfissero la 7a cavelleria dell'esercito americano.

Il capo tribu dice "vi perdoniamo e chiediamo pace al mondo".

Tutti avevano gli occhi inumiditi.

E anche chi scrive.




Wednesday, November 16, 2016

Obama cancella altre 15 concessioni petrolifere del Montana in terre sacre agli indiani




“This is the right action to take on behalf of current and future generations


Mentre nel vicino North Dakota continuano le proteste contro l'oleodotto della nostra discordia, nei pressi della riserva della tribu Standing Rock Sioux, il Dipartimento dell'interno americano ha annunciato la cancellazione di quindici concessioni petrolifere su terre federali in Montana, in aree considerate sacre agli indiani della tribu Blackfeet Tribe.

Il segretario dell'interno, Sally Jewel, dice che e' la cosa giusta da fare data la ricchezza culturale e naturale dell'area e visto che i danni irreparabili che oil and gas provocherebbero sono ben noti e ed innegabili.

Anzi, la Jewell dice che le concessioni non sarebbero mai dovute essere concesse e che spera che il suo gesto, la cancellazione di questi permessi possa essere di esempio per cessioni di terre pubbliche in futuro. 

"It should not have been leased to begin with," Jewell said during an announcement at her agency's headquarters in Washington, D.C. "This sets the right tone for how business should be done in the future."

Le concessioni cancellate in Montana riguardano zone della cosiddetta Badger-Two Medicine area nel Lewis and Clark National Forest, circa 50mila ettari non lontani dal Glacier National Park e dalla riserva dei Blackfeet. Sono posti unici per la loro bellezza, perche' sono state poco disturbate dall'uomo e perche ci sono sono qui orsi, lupi e alci, che formano un ecosistema delicato e completo. Oltre loro, gli indiani, il cuo portavoce Harry Barnes dice che questa vittoria e' per tutti gli americani
perche' madre natura e' per il godimento e il beneficio di tutti. 

A voler trivellare, la Devon Energy dell'Oklahoma che voleva qui fare pozzi di petrolio e di gas.

Uno direbbe, ma perche' gli hanno dato le concessioni all'inzio? 

Intanto le concessioni fuorono vendute dal governo centrale nel 1982 a un dollaro per acro -- cioe' 2 dollari e mezzo l'ettaro!  -- e le tribu indigene non vennero quasi mai coinvolte in questi negoziati.

Alla Devon andranno un po piu di duecento mila dollari per le perdite subite: quei soldi arriveranno dalle royalties che gli altri trivellanti pagano nel resto degli USA per meta', e per l'altra meta' dalle royalties petrolifere specifiche dallo stato del Montana.

Gia' a Marzo 2016 un altra concessione petrolifera di quasi 3000 ettari fu cancellata nella stessa zona, e di proprieta' della Solenex di Louisiana che pero' ha fatto appello al governo centrale.

Restano nell'area altre due concessioni.

Non si sa di chi siano.

Morale della favola: occorre non stanarsi mai di resistere. Gli indiani Blackfeet hanno lottato per 30 anni, e questo loro esempio deve essere di esempio e di monito.

La democrazia per funzionare abbisogna del nostro impegno quotidiano. Gli Obama e i Trump e le Clinton passano, le decisioni restano e sta a noi ogni giorno lottare affinche' siano quelle giuste.



Monday, June 18, 2012

La Forest Oil chiede 142 mila euro al WWF. A New York invece le presentano una Class Action per menzogne.



Class Action a New York contro la Forest Oil e la sua sussidiaria Lone Pine per avere dato informazioni false ai suoi investitori su incendi ed oleodotti rotti.


Un altra magnifica quanto folle idea della Forest Oil Corporation di Denver che ha preso di mira Bomba, un paesino d'Abruzzo di 900 anime che vorrebbe trivellare e il cui gas saturo di idrogeno solforato vorrebbe raffinare in loco.

Siccome non ci riescono, ecco allora l'ultima idea per spaventarci : mandare ricorsi al WWF per 142 milioni di euro - cosi' a casaccio!

E evidente che non sanno cosa altro fare e sono disperati.

Questo "ricorso-delirio" arriva dopo che 19 sindaci, la provicia di Chieti, la Commissione Ambientale VIA d'Abruzzo, la Confcomercio, i Vescovi della Chiesa Cattolica d'Abruzzo, docenti universitari, associazioni ambientali, culturali, sportive e dunque tutta la collettivita' si sono compattamente espressi contro il progetto di morte di Giorgio Mazzenga e del suo capo di Denver, Craig Clark.

Adesso c'e' anche la Commissione Europea per il rispetto di Aarhus che sta indagando sul tema, considerate le molte ombre sulla questione.

Cari Craig Clark, Caro Giorgio Mazzenga - no vuol dire no, non avete ancora capito?

Non siete benvenuti, prendete ed andatevene, basta con questi assurdi tentativi di rigirare la frittata.

Come detto mille volte, la diga vostra e' a rischio Vajont  - l'avete detto voi e non io - la vostra raffineria manderebbe fumi tossici direttamente nelle case delle persone, il territorio e' sismico, instabile, densamente abitato, e tutte le riserve di Bomba, se tutto va bene, daranno gas all'Italia per una settimana, secondo i vostri calcoli.

E' tutta speculazione - soldi, soldi, soldi - e niente per gli abruzzesi, o per gli italiani se e' per questo - se non il miraggio-ricatto dei posto di lavoro, molti dei quali immaginari.

E infatti, questo tasto del lavoro la Forest Oil Corporation l'aveva gia' sperimentato qualche giorno fa quando, da Milano, o da Denver che potrebbero essere la luna per quanto distaccati siano Clark e Mazzenga dalla realta' abruzzese, i nostri eroi hanno fatto la conta dei si e dei no.

Hanno detto che in modo del tutto "sorprendente" gli sono arrivati


1009 curricula, dei quali 855 provenienti da residenti nella regione Abruzzo

di cui

237 inviati da persone residenti nei 19 Comuni i cui rappresentanti istituzionali hanno espresso la propria contrarietà politica al progetto, 

e questo per fare il  

capo centrale, al vice-capo centrale fino agli addetti alla segreteria e alla gestione della contabilità

Hanno parlato di 

54 aziende e di "un conto totale di 4038" addetti.

Hanno contato fino all'ultimo uomo! Ricordo che per il centro oli di Ortona si parlavano cdi 30 unita' lavorative.

Ovviamente questa "notizia" della conta della Forest Oil cosi' come e' arrivata, cosi' se n'e' andata.

La provincia di Chieti ha oltre 100,000 abitati, e la regione Abruzzo un milione. Per cui questi numeri sparati a casaccio secondo me da Mazzenga e Clark fanno solo ridere i polli.

La gente ha di meglio da fare che leggere questi piagnistei di chi non ci vuole stare al gioco della democrazia. Avete perso, avete perso. Amen. 

Ma siccome non sono contenti, i signori della Forest Oil hanno deciso di tornare all'attacco mandando il ricorso al WWF.

E perche' mai al WWF? 

Perche' il WWF ha mandato comunicati stampa? Perche' il WWF ha scritto osservazioni? Per mettergli paura? Perche' sarebbe stato ridicolo prendersela con le associazioni locali, o con me, o con il vescovo? Perche' sarebbe stato ridicolo prendersela con il presidente della provincia di Chieti o con Ronald Brown, impiegato della Forest Oil, che e' quello che ha parlato per primo del rischio Vajont? 

Perche', cari Mazzenga e caro Clark, non parlate invece della gente del fatto che, ad esempio, a fine Maggio 2012 e' arrivata una bella class action nello stato di New York contro la Forest Oil Corporation e la sua sussidiaria Lone Pine, con sede in Calgary, Alberta, per "untrue statements" e cioe' "affermazioni non veritiere" fatte agli investitori in borsa su incendi e rotture di oleodotti in Alberta nell'Aprile del 2011? 

La risposta e' semplice: perche' e' piu' facile prendersela con il WWF - una associazione senza scopo di lucro che intende difendere il pianeta e suoi abitanti - piuttosto che con la Corte Suprema di New York.

Ci vorrebbe una maschera e non anti gas, ma per la vergogna.

Grazie a Paul Giangiordano e a Randi Cecchine per la segnalazione New Yorkese e a Augusto De Sanctis per la condivisione abruzzese del fattaccio

Franco Caramanico ha qualcosa da dire? 

Wednesday, August 18, 2010

Petrolieri in mutande


Italy is so beautiful.
Why Italians trash it like that is beyond my comprehension.
I don't think they realize the gem they have.

Il mio vicino di volo,
al ritorno da 10 giorni a Roma
sull'incuria della citta'

Sono tante le cose di cui parlare al ritorno a casa.

Il convegno di Pineto e l'interessante "mediare, mediare, mediare" del ministro Gianfranco Rotondi di fronte al mio "no ai compromessi", il decreto della Prestigiacomo che viene in vigore il 26 Agosto per vietare trivellazioni a nove chilometri dalla riva, le posizioni del Presidente del parco marino della Torre del Cerrano, Benigno d'Orazio, sul petrolio in Abruzzo, la pagina dei petrolieri su Il Centro, per convincerci della necessita' di "dialogo", le vicende di Daniela Stati, il bellissimo libro di Antonia Juhaz, The tyranny of oil sulla storia dei petrolieri che fa accapponare la pelle, la necessita' di darci ancora di piu' da fare, il libro di Carlo Vulpio su Taranto e la diossina, La Citta' delle Nuvole che ho letto tutto di un fiato sull'aereo.

Ci sara' tempo per mettere a fuoco tutte queste faccende.

Intanto le notizie piu' interessanti arrivano direttamente dai petrolieri.

Mediterranean Oil and Gas - Ombrina Mare, Rocca San Giovanni

LA MOG vuole chiedere CHIARIFICAZIONI sul decreto Prestigiacomo che dovrebbe entrare in vigore il 26 Agosto e che renderebbe fuorilegge Ombrina Mare con la sua nave desolforante, la FPSO, il Centro Oil a mare. Dicono che vogliono portare in causa il governo Italiano.

Ha ha ha.

Ma quali chiarificazioni? Che non sanno leggere e scrivere? Il decreto dice 9km. Loro sono a 5 piu' o meno. La matematica non e' un opinione e farebbero piu' bella figura a star zitti e a fare le valigie.

La MOG ha perso il 25% del suo valore dal momento in cui la Prestigiacomo ha annunciato il suo proposito, il primo luglio 2010.

L'amministratore Sergio Morandi sara' disperato!


Petroceltic - Elsa 2, Vasto

Anche l'amministratore delegato della Petroceltic Brian O Cathain non dorme sonni tranquilli. Infatti anche il suo scellerato progetto e' nei limiti del decreto Prestigiacomo.

La Petroceltic ha allora annunciato che hanno chiesto la sospensione - il congelamento temporaneo - dei loro permessi. La cosa buffa e' che hanno annunciato ad investitori e ad amici che tutto sarebbe stato attivo a partire dal 31 Ottobre 2010 (beata stoltezza!). Dicono che la richiesta di sospensione e' stata inoltrata il 16 Aprile 2010, prima dello scoppio del pozzo petrolifero in Louisiana.

Chissa' perche'.

La verita' e' che SONO STATI INONDATI DI OSSERVAZIONI E DI PARERI NEGATIVI anche prima del disastro BP e lo sanno anche loro che non sarebbero mai riusciti a trivellare prima del 31 ottobre. Ma si mettano il cuore in pace, che non ci riusciranno mai.


Forest Oil - Colle Santo, Bomba

Neanche l'amministratore delegato della Forest Oil Corporation, Craig Clark, vive un momento felice. Cliccando sul sito relativo alle concessioni di Bomba viene fuori che:

Presa nota BUIG 24/02/2009
Interlocutoria 12/10/2009 Da Reg. Abruzzo - sospensione esame intesa in attesa nuova normativa
Ulteriori richieste 09/03/2010 richiesta informazioni da provato cittadino
Interlocutoria 01/04/2010 risposta privato cittadino
Ricezione parere 03/05/2010 da Com. Colledimezzo-parere negativo
Ricezione parere 04/05/2010 da Com. Roccascalegna-parere negativo
Interlocutoria 06/05/2010 da privato cittadino-parere negativo
Interlocutoria 07/05/2010 parere parere da privato cittadino e consigliere com.
Interlocutoria 08/05/2010 da privato cittadino-parere negativo
Interlocutoria 09/05/2010 da Coop. Socialtur-parere negativo
Interlocutoria 10/05/2010 da privato cittadino-parere negativo
Interlocutoria 11/05/2010 da privato cittadino-parere negativo
Ricezione parere 12/05/2010 da Com. Tornareccio-parere negativo
Interlocutoria 12/05/2010 da privato cittadino- parere negativo
Ricezione parere 13/05/2010 da Com. Altino-parere negativo
Interlocutoria 13/05/2010 da privato cittadino-parere negativo
Interlocutoria 14/05/2010 da privato cittadino-parere negativo
Interlocutoria 15/05/2010 da Consorzio VPY- parere negativo
Interlocutoria 16/05/2010 da Centro turistico Isola Verde-parere negativo
Interlocutoria 18/05/2010 n. 22 pareri negativi
Interlocutoria 19/05/2010 n. 29 pareri negativi
Interlocutoria 31/05/2010 n. 4 pareri negativi
Interlocutoria 01/06/2010 n. 2 pareri negativi
Interlocutoria 16/06/2010 da Comune di Torricella Picena: parere negativo
Interlocutoria 20/07/2010 da Reg. Abruzzo: progetto in fase di stasi

Tutto questo da un progetto per un paesino di 900 persone, che la Forest Oil descrive
come in una zona abbandondata, di scarso valore naturalistico.

Dalla regione Abruzzo 'fase di stasi'!!! Sono troppo impegnati a preoccuparsi della famiglia Stati!

Tornatevene a Denver!