Queste scosse fanno parte di un database soprannomiato HiQuake che sta per Human-Induced Earthquake Database, il piu' grande finora mai compliato.
Tutto nasce nel 2016, in Olanda. Qui, da decenni opera la NAM (Nederlandse Aardolie Maatschappij), un consorzio Shell-Exxon che ha a lungo trivellato il campo di Groningen causando sismicita' indotta (e danni!). Anzi, in molti ricordano la storia del pagamento di 5 miliardi di euro proprio a causa della sismicita' indotta ai proprietari di case attorno a Groningen.
Questa NAM nel 2016 appunto promosse un incontro per discutere la sismicita' indotta prorio a Groningen. Fra i partecipanti, Miles Wilson, dell'Universita' di Durham, geofisico. Gli venne chiesto appunto di creare questo database con tutti i dati.
Ci sono dentro non solo i terremoti da trivelle, ma anche da altre attivita' come le miniere, le esplosioni di materiale militare e/o nucleare, il pompaggio di acqua. L'intensita' media e' di 3-4Richter, anche se ci sono episodi piu' gravi come il pompaggio di acqua dalla Cina nel 2008.
Secondo Wilson, in questi casi la sismicita' e' stata indotta da stress antropogenico, ma la terra era pronta a rilasciare energia per conto suo. Cioe' la sismicita' e' stata accellerata dall'uomo.
I dati arrivano da pubblicazioni scientifiche che coprono circa un secolo. Secondo gli autori pero' il numero e' sottostimato, perche' per ogni terremoto che finisce in una pubblicazione scientifica, altre vengono ignorate, specie se di intensita' minore. E cosi stimano che circa il 30% degli eventi di magnitudo 4 non viene riportato, percentuale che sale al 60% per le scosse di magnitudo 3 e addirittura del 90% per i terremoti di magnitudo 2.
Secondo HiQuake ci sono stati 271 terremoti dovuti all'attivita' mineraria; 167 terremoti dovuti alla costruzione di dighe e altra infrastruttura per modificare i percorsi d'acqua; 107 dovuti alle trivelle convenzionali; 57 terremoti indotti dal geotermico; 29 terremoti indotti dal fracking in modo diretto; 36 dove invece la sismicita' e' avvenuta in seguito alla reiniezione da fracking e 12 dove invece le scosse sono dovute alla reiniezione generica da trivelle convenzionali.
Ovviamente ci sono casi di clustering, terremoti in aree limitate e in grande quantita', ad esempio in alcune zone dell'Oklahoma, attorno alla citta' di Youngstown.
NAM, cioe' Shell ed Exxon, hanno promesso di continuare a dare fondi per il progetto per altri due anni almeno e di rendere la pagina visibile a tutti.
Come sempre, siamo un paese sismico, con un territorio ballerino e una architettura fragile.
Quelli che la natura ci da, ce li teniamo. L'acqua da bere e' per tutti.
Ma petrolio, pozzi geotermici e reinizione in zone delicate, sono solo per speculatori e per i loro amici, e, io credo, ne possiamo fare a meno.
Foto del WWF Marsica - bellissima Assunta con il cartello del cervello: usatelo!
Per la seconda volta la Commissione VIA d'Abruzzo, presieduta da Antonio Sorgi ha detto no al progetto di morte della Forest Oil Corporation di Denver.
I nostri amici volevano costruire un campo da 5 pozzi di idrocarburi e un desolforatore per trattare gas saturo - saturissimo! - di idrogeno solforato.
Il tutto ai piedi del lago di Bomba, in zona simica, fragile a rischio di subsidenza, frane e cedimenti della diga. Il tutto certificato dagli stessi proponenti che volevano svignarsela con fantasmagorici monitoraggi e centraline.
Della serie: la terra sprofonda e io guardo e misuro i centimetri.
Per la precisione dei fatti, la Commissione VIA oggi 10 luglio ha respinto la richeista avanzata dalla Forest Oil di riesaminare il precedente giudizio, gia' espresso in negativo.
E quindi,il no precedente resta.
Un buco nell'acqua per la Forest Oil!
Speriamo che questo nuova seconda conferma segnali a Giorgio Mazzenga e compari che veramente la sua opera non ce la vogliamo qui e che e' ora che lui ammetta l'amara sconfitta e se ne torni da dove e' venuto.
La Chiesa Cattolica, la Confcommercio, la Provincia di Chieti, gli accademici, il WWF, 19 comuni fra cui la stessa Bomba, le associazioni locali, dal Comitato di Gestione Partecipata del Territorio di Bomba fino a Nuovo Senso Civico di Lanciano, 250 osservazioni mandate, due pareri regionali negativi.
Caro Giorgio: e' ora che te ne vai.
E non ci fai paura mica con la storia dei ricorsi al TAR, i conti sparati in aria sulla tua popolarita' fra i disperati d'Abruzzo o le richieste danni di 142 milioni di euro.
Ma chi credi di essere? Venire qui a fare il prepotente. Quando uno fa un investimento - o nel tuo caso una proposta speculativa - a volte si vince, a volte si perde.
Tu hai preso.
Ti abbiamo detto di no, ora togli il disturbo e scompari, e per sempre.
Tutto questo deve ancora una volta farci capire quanto importante sia la protesta continua, il vigilare, il voler sconfiggere il mostro, giorno dopo giorno.
Sarebbe stato possibile che Antonio Sorgi dicesse no, per due volte di seguito, senza la pressione popolare, senza il persistere di proteste, osservazioni, interventi da parte di vari spaccati della vita civile?
No.
Costa fatica andare a L'Aquila ogni volta, organizzare autobus, persone, scrivere e leggersi i testi, convincere la gente a scrivere. Ma sono questi i passi necessari alla vittoria. L'impegno quotidiano.
E' la stessa storia del Centro Oli. Quando la protesta diventa diffusa, quando le questioni sono sulla bocca di tutti, quando chi decide si trova a dover fare la parte dell'orco se dice di si, e' allora che vinciamo.
E quindi, questa deve essere la strategia per tutto.
Su ogni progetto: interessarsi, rompere le scatole, leggersi le carte, svergognarli pubblicamente.
Il potere e' nostro - nei nostri numeri, nella nostra voce, nelle nostre schede elettorali. E allora usiamolo come si deve.
Ci aspettano altre battaglie e saranno una piu' impegnativa dell'altra - Ombrina, San Martino sulla Marrucina.
Per adesso grazie ai veri eroi di questa battaglia, Massimo Colonna e l'instancabile, mitica, Fabrizia Arduini.
Grazie anche a Walter Caporale e Maurizio Acerbo, del consiglio regionale d'Abruzzo per avere rotto le scatole nel corso degli anni, a Franco Moroni della provincia di Chieti e a chiunque abbia preso a cuore la questione.
Nonostante la mollezza di Gianni Chiodi, noi non molliamo.
Class Action a New York contro la Forest Oil e la sua sussidiaria Lone Pine per avere dato informazioni false ai suoi investitori su incendi ed oleodotti rotti.
Un altra magnifica quanto folle idea della Forest Oil Corporation di Denver che ha preso di mira Bomba, un paesino d'Abruzzo di 900 anime che vorrebbe trivellare e il cui gas saturo di idrogeno solforato vorrebbe raffinare in loco.
Siccome non ci riescono, ecco allora l'ultima idea per spaventarci : mandare ricorsi al WWF per 142 milioni di euro - cosi' a casaccio!
E evidente che non sanno cosa altro fare e sono disperati.
Questo "ricorso-delirio" arriva dopo che 19 sindaci, la provicia di Chieti, la Commissione Ambientale VIA d'Abruzzo, la Confcomercio, i Vescovi della Chiesa Cattolica d'Abruzzo, docenti universitari, associazioni ambientali, culturali, sportive e dunque tutta la collettivita' si sono compattamente espressi contro il progetto di morte di Giorgio Mazzenga e del suo capo di Denver, Craig Clark.
Adesso c'e' anche la Commissione Europea per il rispetto di Aarhus che sta indagando sul tema, considerate le molte ombre sulla questione.
Cari Craig Clark, Caro Giorgio Mazzenga - no vuol dire no, non avete ancora capito?
Non siete benvenuti, prendete ed andatevene, basta con questi assurdi tentativi di rigirare la frittata.
Come detto mille volte, la diga vostra e' a rischio Vajont - l'avete detto voi e non io - la vostra raffineria manderebbe fumi tossici direttamente nelle case delle persone, il territorio e' sismico, instabile, densamente abitato, e tutte le riserve di Bomba, se tutto va bene, daranno gas all'Italia per una settimana, secondo i vostri calcoli.
E' tutta speculazione - soldi, soldi, soldi - e niente per gli abruzzesi, o per gli italiani se e' per questo - se non il miraggio-ricatto dei posto di lavoro, molti dei quali immaginari.
E infatti, questo tasto del lavoro la Forest Oil Corporation l'aveva gia' sperimentato qualche giorno fa quando, da Milano, o da Denver che potrebbero essere la luna per quanto distaccati siano Clark e Mazzenga dalla realta' abruzzese, i nostri eroi hanno fatto la conta dei si e dei no.
Hanno detto che in modo del tutto "sorprendente" gli sono arrivati
1009 curricula, dei quali 855 provenienti da residenti nella regione Abruzzo
di cui
237 inviati da persone residenti nei 19 Comuni i cui rappresentanti istituzionali hanno espresso la propria contrarietà politica al progetto,
e questo per fare il
capo centrale, al vice-capo centrale fino agli addetti alla segreteria e alla gestione della contabilità
Hanno parlato di
54 aziende e di "un conto totale di 4038" addetti.
Hanno contato fino all'ultimo uomo! Ricordo che per il centro oli di Ortona si parlavano cdi 30 unita' lavorative.
Ovviamente questa "notizia" della conta della Forest Oil cosi' come e' arrivata, cosi' se n'e' andata.
La provincia di Chieti ha oltre 100,000 abitati, e la regione Abruzzo un milione. Per cui questi numeri sparati a casaccio secondo me da Mazzenga e Clark fanno solo ridere i polli.
La gente ha di meglio da fare che leggere questi piagnistei di chi non ci vuole stare al gioco della democrazia. Avete perso, avete perso. Amen.
Ma siccome non sono contenti, i signori della Forest Oil hanno deciso di tornare all'attacco mandando il ricorso al WWF.
E perche' mai al WWF?
Perche' il WWF ha mandato comunicati stampa? Perche' il WWF ha scritto osservazioni? Per mettergli paura? Perche' sarebbe stato ridicolo prendersela con le associazioni locali, o con me, o con il vescovo? Perche' sarebbe stato ridicolo prendersela con il presidente della provincia di Chieti o con Ronald Brown, impiegato della Forest Oil, che e' quello che ha parlato per primo del rischio Vajont?
Perche', cari Mazzenga e caro Clark, non parlate invece della gente del fatto che, ad esempio, a fine Maggio 2012 e' arrivata una bella class action nello stato di New York contro la Forest Oil Corporation e la sua sussidiaria Lone Pine, con sede in Calgary, Alberta, per "untrue statements" e cioe' "affermazioni non veritiere" fatte agli investitori in borsa su incendi e rotture di oleodotti in Alberta nell'Aprile del 2011?
La risposta e' semplice: perche' e' piu' facile prendersela con il WWF - una associazione senza scopo di lucro che intende difendere il pianeta e suoi abitanti - piuttosto che con la Corte Suprema di New York.
Ci vorrebbe una maschera e non anti gas, ma per la vergogna.
Grazie a Paul Giangiordano e a Randi Cecchine per la segnalazione New Yorkese e a Augusto De Sanctis per la condivisione abruzzese del fattaccio
La Forest Oil ha dimostrato un totale disrispetto per la vita umana, per la salute degli animali e dell'ambiente
Da una causa contro la Forest Oil Corporation Hidalgo County, Texas, 2006
Devono essere proprio disperati quelli della Forest Oil Corporation se il loro capo viene a scrivere su questo blog. E deve essere proprio appetibile il bottino economico - per loro, mica per noi - che aspettano di tirare fuori da Bomba se continuano a perservare diabolicamente contro una regione intera che non ce li vuole sul proprio territorio.
Giorgio Mazzenga: ci lasci in pace! Vada a trivellare casa sua!
Allora, da dove iniziamo?
Dal fatto, ripetuto piu' e piu' volte che e' la stessa Forest oil Corporation a dire che il lago di Bomba e' a rischio Vajont e che e' per questo che l'ENI non lo trivello'?
O vogliamo parlare di un popolo intero che ha smascherato tutte le balle degli "esperti americani" venuti a convincerci che trivellare e' cosa buona e santa?
O vogliamo parlare del fatto che la stessa Forest Oil ha detto che non le era mai capitato prima, nei suoi 95 anni di storia, che ci fosse cosi' tanta compattezza e decisione contro un suo progetto?
O vogliamo parlare del modo in cui la Forest Oil ha trattato i suoi dipendenti negli USA, regalando al signor James Mc Allen materiale radioattivo, come dimostra la causa fatta alla Forest Oil in cima a questo blog?
O vogliamo parlare del fatto che la Forest Oil, nel suo studio di impatto ambientale stessa diceva che avrebbero sfondato i limiti legali di inquinanti a Bomba e che questi finiranno direttamente nelle case della gente?
O vogliamo parlare del fatto che mentre siete qui a sbandierare soldi, cifre e numeri, non vogliate dirci invece quanti soldi verranno in tasca a voialtri?
Non ce ne facciamo niente dei vostri quattrini. Teneteveli e sparite.
JOHN KLEIN GIORGIO MAZZENGA AND ALL YOUR CRONIES:
PACK UP AND LEAVE YOU ARE NOT WELCOME HERE. WE DON'T WANT YOU.
Il giorno 20 ottobre 2011 si riunira' a Bomba la quarta comissione del consiglio regionale per l'industria, il commercio ed il turismo, presieduta da Nicola Argiro' per discutere di "aspetti e problematiche" legate alla coltivazione di idrocarburi secondo il progetto Monte Pallano dell'americana Forest Oil Corporation.
Bomba sorge su un terreno idrogeologicamente fragile, soggetto a frane, smottamenti, e subsidenza naturale e ospita gia' una delicata diga costruita in terrabattuta invece che in cemento a causa della sua estrema vulnerabilita'. Il progetto della Forest Oil prevede la creazione di almeno cinque pozzi di idrocarburi e la costruzione di una raffineria-desolforatore, del tutto simile al centro oli di Ortona.
Pare allora opportuno ricordare a Nicola Argiro' e all'intera commissione quanto affermato dagli stessi petrolieri nella rivista "International Oil Letter", volume 23, 20 Agosto 2007:
"That gas/condensate reservoir has not been developed because it lies under Bomba lake and there is a landslide risk in the mountainous area."
"Quella riserva di gas/condensato non e' stata sfruttata perche' giace sotto il lago di Bomba e sussiste un rischio di smottamenti in quella zona montagnosa".
Lo stesso concetto e' stato ribadito piu' e piu' volte, da geologi abruzzesi non al soldo della Forest Oil e finanche da Ronald Brown, un esponente della Forest Oil International: Bomba e' a rischio Vajont ed e' pericoloso trivellarla, quali che siano gli strumenti di prevenzione.
E' importante anche ricordare che contro questo nefasto progetto si e' espressa l'intera provincia di Chieti, centinaia di associazioni sportive, religiose, culturali, la Confcommercio, il WWF, i comuni di Fara Filiorum Petri, Fossacesia, Francavilla, Miglianico, Collemezzo, Roccascalegna, Tornareccio, Altino, Torricella Peligna, Pennadomo, Bomba, oltre a centinaia di cittadini che hanno mandato osservazioni all'ufficio VIA di Antonio Sorgi dal valore legale, organizzato incontri informativi e protestato, civili ma decisi, contro la petrolizzazione della nostra regione. Anche gli eredi di John Fante dalla California si sono espressi contro la trasformazione di Bomba in un campo di gas.
Il comitato di cittadini "Gestione partecipata del Territorio" guidato da Massimo Colonna ha messo in luce tutte le pericolosita' del progetto della Forest Oil: oltre alla subsidenza, il superamento di limiti legali per le emissioni, la vicinanza della raffineria al centro cittadino, i danni che portera' all'economia agricolo-turistico della zona.
Ricordiamo a Nicola Argiro' e all'intera Quarta Commissione che il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia, afferma che la volonta' popolare e' vincolante. Chiediamo allora che il nostro desiderio di non essere petrolizzati - manifestato all'unanimita' in mille modi nel corso degli scorsi anni - sia rispettato. E' la democrazia.
La scienza, il senso comune, l'intelligenza puntano in una sola direzione: vietare trivelle e raffinerie in vicinanza del lago, senza se e senza ma.
Non lasceremo alla Forest Oil distruggere Bomba, il suo lago e la sua storia ed esigiamo che per una volta la politica sia decisa e faccia gli interessi veri della gente e non degli speculatori.
In campagna elettorale Gianni Chiodi disse di essere contrario al centro oli di Ortona. Anche se non siamo in campagna elettorale, i cittadini di Bomba meritano esattamente lo stesso rispetto.
Bravi tutti, bravissimi Massimo Colonna, tutto il comitato Gestione Partecipata del Territorio, la signora del "we hope". Vinciamo pure qua. Dobbiamo solo essere uniti e fargli vedere che non ce ne andiamo, non dimentichiamo e che al nostro territorio ci teniamo.
Man mano che arrivano altri video, e altri articoli di giornale, li carico.
Qualcuno ha avuto il coraggio di chiederlo a Enrico di Giuseppantonio con una interrogazione al consiglio provinciale. L'interrogazione arriva da Palmerino Fagnili dell'IDV. Grazie Fagnilli.
Vediamo ora cosa ha danno da dire i nostri eroi. Non ne possiamo piu' di bugie e di inganni:
Interrogazione con risposta in aula
Al Presidente
della Provincia di Chieti
Al Presidente
del Consiglio della Provincia di Chieti
Oggetto: Interrogazione con risposta scritta in aula: “Viaggio al’estero di una delegazione con spese a carico della Forest Oil”.
-Considerato che si è appreso che una delegazione, sembrerebbe composta da: un funzionario della Regione Abruzzo dr. Scoccia, responsabile del procedimento presso la Commissione Via del progetto per la “coltivazione degli ibrocarburi sul lago di Bomba” della Forest Oil; dall’Assessore Provinciale all’Ambiente dr. Caporrella; dal Sindaco e da un Assessore del Comune di Bomba;
-Considerato che si è appreso che questo viaggio si sarebbe tenuto nelle scorse settimane, dopo la decisione di sospendere il giudizio della Commissione V.I.A. sul progetto della Forest Oil per l’estrazione del gas sotto il lago di Bomba, e in attesa che la società americana rispondesse a più di trenta rilievi mossi dalla Commissione al progetto, in seguito alle 300 e più osservazioni presentate da parte del Comitato gestione partecipata di Bomba, di alcuni partiti politici, associazioni, parlamentari e cittadini;
-Considerato che si è appreso che tale viaggio si sarebbe tenuto in Olanda presso un impianto della Forest Oil al fine di mostrarne alla delegazione il funzionamento;
-Considerato non è stato rivelato il tipo di impianto che è stato visitato;
-Considerato che sembrerebbe che tutte le spese dei “componenti pubblici sia politici che dipendenti della pubblica amministrazione” della delegazione siano state sostenute dalla Società Forest Oil; e che la Regione Abruzzo abbia autorizzato la partecipazione dei suoi dipendenti alla missione organizzata dalla Forest Oil con spese a carico della ditta americana;
-Considerato che Provincia di Chieti aveva in seguito ad un o.d.g da me presentato nel febbraio 2010, votata una deliberazione che esprimeva parere contrario alla realizzazione dell’impianto e che il Presidente avrebbe dovuto testimoniarla nelle forme e nei tempi dovuti al Comitato Regionale V.i.a.;
-Considerato che il Comitato gestione partecipata del territorio di Bomba e della Val di Sangro aveva richiesto nel mese di maggio 2011 un incontro al Presidente della Provincia di Chieti in merito al tema Forest Oil;
-Considerato che su tutta la vicenda del “Viaggio all’estero della delegazione” è stato mantenuto un estremo riserbo al punto, sembrerebbe, da indire al ritorno un incontro tra i “viaggiatori” con gli amministratori del territorio presso il Comune di Bomba a “porte chiuse”;
per tanto
il gruppo Consiliare IdV
interroga
il Sig. Presidente della Provincia
circa la fondatezza di tutte queste notizie.
-Nello specifico se il viaggio si è tenuto, e se sì: dove, come, quando e perché?
-Chi erano i componenti “pubblici: dipendenti o politici”della delegazione?
-Le spese sostenute della delegazione da chi sono state sostenute?
-Chi ha pensato, progettato, voluto il Viaggio? E PERCHE’?
-Se tutto ciò è vero quale è il Suo giudizio e quali iniziative intende assumere di fronte a tali gravi, gravi fatti, quanto meno sotto il profilo delle inopportunità etiche, morali e politiche?!
In data 5 Giugno 2011 la Forest Oil incontrera' la cittadinanza di Bomba nella sala Pluriuso del Comune per illustrare il suo controverso progetto di estrazione e raffinazione di idrocarburi ai piedi dell'omonimo lago.
Nel comunicato si afferma - in barba alle piu' elementari leggi della fisica, della chimica e della logica - che l'impianto di desolforazione previsto avra' impatti pressoche' nulli sul territorio e che portera' solo benefici alla citta' e alla regione.
Noi, cittadini indipendenti e non pagati da nessuno, non ci crediamo e ricordiamo che il desolforatore della Forest Oil e' semplicemente una variante del Centro Oli di Ortona. Non crediamo alla propaganda della Forest Oil per questi motivi:
1. Il direttore della Forest Oil International Ronald Brown nel 2008 aveva affermato ai suoi investitori americani che la zona presenta molte similitudini con il Vajont e che proprio per questo l'ENI aveva rinuciato a trivellare il lago, una zona idrogeologicamente fragilissima e gia' sottoposta a fenomeni di frane e di smottamenti.
2. Nel suo rapporto di VIA analizzato in dettaglio, la Forest Oil aveva affermato candidamente che le emissioni sarebbero state superiori a quanto previsto dalle gia' larga legislazione italiana.
3. La provincia di Chieti, attraverso le dichiarazioni del suo presidente di provincia, Enrico di Giuseppantonio, ha gia' manifestato di essere contro ogni tipo di trivellazione selvaggia sul territorio d'Abruzzo perche' incompatibili con le aspirazioni dei suoi residenti.
4. Centinaia di lettere di opposizione sono state mandate agli uffici di VIA della regione Abruzzo di Antonio Sorgi da parte di comitati, scienziati liberi, tecnici, commercianti, esponenti della chiesa, secondo quanto previsto dal trattato di Aarhus che afferma che la volonta' popolare e' vincolante. Le lettere hanno messo in evidenza le ripercussioni negative dell'impianto della Forest Oil a Bomba per tutti i portatori di interesse.
E' la storia che si ripete - tal quale - del Centro Oli di Ortona, in cui la ditta proponente cerca di far passare per utile alla collettivita' un progetto che serve solo alle loro speculazioni di industriali stranieri che non conoscono nulla dell'Abruzzo.
Esortiamo l'assessore all'ambiente Eugenio Caporrella, il presidente della provincia di Chieti Enrico di Giuseppantonio, il sindaco di Bomba Donato Di Santo e il reposabile VIA Antonio Sorgi a farsi interpreti seri e onesti della volonta' popolare perche'l'Italia e' una democrazia e non un campo di gas aperto a speculatori senza scrupoli venuti chissa' da dove.
Infine, invitiamo tutti ad attivarsi perche' non possono esistere cittadini di serie A e di serie B. Se il centro Oli non era giusto per Ortona non puo' nemmeno esserlo per Bomba, e per nessuna altra localita' d'Abruzzo.
** A Bomba in data 5 giugno si protesta contro la Forest Oil e il suo Centro Oli sul lago nella sala polivalente del Comune **
Enrico di Giuseppantonio, che delusione quest'uomo.
So che e' un politico e tutti me ne hanno parlato come un gran oratore che poi alla fine si fa i fatti suoi. Non me lo sarei immaginato che avesse due faccie e ne sono veramente delusa.
Partecipa alle manifestazioni del petrolio, si vanta dei risultati raggiunti contro le piattaforme in mare, scrive pure i testi contro la raffineria di Bomba... e il suo assessore all'ambiente, Eugenio Caporrella, si presenta come un segugio in Olanda, per conto della Forest Oil a dire che "forse lui e' favorevole" a una raffineria che e' una copia quasi esatta del Centro Oli di Ortona.
Il tutto senza dire niente a nessuno. Ma andiamo con calma.
Eugenio Caporrella e' un geometra che fa l'assessore all'ambiente sia al comune di Lanciano che alla provincia di Chieti. Quando lo conobbi, circa 2 anni fa mi disse che lui non poteva esprimersi sul centro oli perche' si stava ancora "leggendo tutte le carte". Da allora non ha detto una parola che sia una sul petrolio in Abruzzo. Stara' ancora leggendo le carte?
Non si sa. I suoi gesti pero' parlano molto chiaro.
Invece di stare con la gente, lui sta con la Forest Oil, semplicemente, e se fossimo a 4 anni fa sono sicura che lui starebbe con l'ENI perche' non cambia niente fra il progetto Forest e il Centro Oli. Assolutamente niente.
Come detto piu' volte, a Bomba c'e' un intero paese in rivolta. Un paese che non vuole ne la raffineria di petrolio, ne i pozzi estrattivi sul proprio territorio. Punto e basta.
A loro il lago piace come e' adesso, non lo vogliono con vista sulla raffineria, cosi' come non vogliono le emissioni di idrogeno solforato nella loro aria, nei loro polmoni e sui loro campi.
Ma alla Forest Oil e a Eugenio Caporrella questo non importa.
Loro invece, vogliono la raffineria con vista su lago, una raffineria "chic" , con vista su una delle più belle vallate d'Abruzzo.
Ma per costruire il loro mostro servono un po' di firme su dei documenti, e cosi' per convincere le persone giuste la Forest Oil le prende e le porta in vacanza in Olanda.
A chi ha sponsorizzato il viaggio la Forest Oil?
Ai seguenti personaggi:
Donato Di Santo - Sindaco di Bomba Eugenio Caporrella - Assessore all'ambiente e energia della provincia di Chieti Domenico Scoccia - Responsabile procedimento VIA della Regione Abruzzo
Questi signori sono andati in Olanda a vedere un impianto della Shell che secondo la Forest Oil e' simile a quello che nascera a Bomba.
Quali sono le competenze di questa gente? Che laurea, che esperienza, ha Caporrella per capire cosa e' verita' e cosa e' propaganda?
Ma chi ce l'ha messo uno cosi alla regione?
Strano pero', la Forest Oil dice che l'impianto olandese e' simile a quello di Bomba ma dalle immagini mostrate da Telemax non vedo nessuna vallata e nessun lago in Olanda.
Il servizio di Telemax ha i soliti toni rassicuranti: le raffinerie non causano problemi.
E cosa vuoi che ti dica la Forest Oil?
E infatti Giorgio Mazzenga, direttore della Forest Italia la spara subito grossa riguardo al micidiale idrogeno solforato:
"e' stato dimostrato che non ci saranno emissioni..."
... e che sono il mago Zurli' loro? Ma non lo sanno che per tutti questi processi e' IMPOSSIBILE non avere emissioni? Sono le leggi della chimica che lo dicono!
Poi pero' non finisce neanche la frase e aggiusta il tiro, capendo forse che si e' allargato un po' troppo:
"...o almeno emissioni che saranno bassissime di acido solfidrico nell'atmosfera".
Ecco, siamo ai soliti giochi di parole.
Ora si deve solo quantificare quel "bassissime", un dettaglio da niente in un paese come l'Italia dove i limiti di legge per l'emissione di H2S sono fra i piu' alti al mondo, fatti ad arte per la felicita' dei petrolieri.
Bassissime forse vuol dire attorno ai limiti legali italiani, fissati ad arte a circa 30 ppm, un fattore seimila in piu di quanto deciso dall'OMS che invece fissa il limite di idrogeno solforato a 0.005 ppm?
Tutto il servizio si basa sul fatto che il processo di raffinazione viene prodotto con un metodo naturale, come se questo rendesse l'H2S meno pericoloso.
Ma cosa vuol dire metodo naturale? Non c'e' niente di naturale in una raffineria che sputa veleni!
La realtà e' diversa da quella che propaganda la Forest Oil perché l'idrogeno solforato, a prescindere dal processo che lo crea e' sempre lo stesso e la sua formula chimica non cambia.
Va da se che anche i danni alla salute sono gli stessi, esattamente gli stessi di quelli del Centro Oli di Ortona.
Il sindaco Di Santo dice che adesso "ha acquisito le nozioni" e puo' lanciare "un messaggio rassicurante". Caporrella dice che la tecnologia ha fatto "grossi passaggi" e che lui potrebbe essere favorevole.
Peccato che non abbiano invitato Massimo Colonna o nessuno altro del comitato di Bomba.
Ma convincere un ingegnere chimico che si e' studiato le carte e ha scritto le osservazioni sarebbe stato troppo difficile e avrebbero rischiato una figuraccia.
E poi il comitato di Bomba non deve firmare le carte, perche' discutere con loro ?
Una domanda sorge spontanea: prima di andare in Olanda, i signori Scoccia e Caporrella hanno speso almeno un giorno intero a Bomba per sentire le ragioni dei manifestanti ?
Ed Enrico Di Giuseppantonio che dice ?
Manda il suo assessore in Olanda, ci dica ora cosa pensa del progetto della Forest. Come al solito lui gira come gira il vento, l'importante e' che non si esponga troppo ne con uno ne con l'altro. Un perfetto stile uomo politico inutile per il cittadino ma utilissimo a se stesso e alla sua rielezione.
Quelli della Forest pero' si sono dimenticati di parlare della subsidenza.
Questo e' quello che disse a suo tempo, Ronald Brown, dirigente delle operazioni all'estero della Forest Oil:
At the time, a tragedy occurred in Northern Italy when a slide block fell into the Vajont reservoir. A pulse wave overflowed the dam and destroyed Longarone, a village of 2000 people. The gas field is partly located beneath a Lake held by a 57.50 meter earthen dam. AGIP elected not to produce the field in 1966 due to the Bomba dam proximity.
Qui non ne parlano per niente. Tutt'apposto.
Ma in effetti, la raffineria in Olanda non era ai piedi di una diga quindi era impossibile parlarne. Per gli effetti della subsidenza attendiamo allora con ansia il prossimo viaggio organizzato dalla Forest, quello in Vajont.
Nel prossimo viaggio potranno spiegare come una diga abbia spazzato via una intera vallata e causato migliaia di morti, potranno spiegare come i loro rilevamenti satellitari saranno in grado di tracciare gli spostamenti del terreno e della diga. Potranno anche spiegarci come faranno a mantenere una diga dopo che inizia a muoversi.
Attendo con ansia.
Che dire del sindaco di Bomba Donato di Santo? A suo tempo pure firmo' la pagina pubblicitaria contro i petrololeri in Abruzzo, ora cambia idea. Un sindaco proprio informato e coerente.
L’altra volta, nel numero di Natale, dicevamo che non c’era da star tranquilli, che la calma era apparente, che bisognava mantenere l’attenzione perché gli affaristi petrolieri non avrebbero lasciata “la preda” facilmente, infatti sono tornati alla carica, tentando di manipolare l’opinione pubblica con articoli di giornali e lettere aperte di sedicenti lavoratori dell’ENI, per spianare la strada ai politici che avrebbero potuto dare senza difficoltà il proprio assenso alla perforazione di pozzi.
In un primo momento il Presidente della Regione Chiodi ha enfatizzato la notizia che non avrebbe dato l’assenso alla perforazione petrolifera ma solo a quella di gas (ed a noi del Sangro Aventino ci si è gelato il sangue), poi i professori universitari hanno organizzato il convegno di Chieti per dimostrare che non c’è nessun problema né di salute, né ambientale. Il geologo Crescenti è arrivato a dire che perforare sotto il lago di Bomba non provocherebbe problemi di subsidenza e crolli della diga, al contrario di quanto hai fatto notare tu sul tuo blog in cui la Forest nel 2007 disse ai suoi investitori che questi problemi esistevano.
Stiamo quindi nuovamente all’erta. Ho letto giorni fa da un tuo post che il Presidente della nostra Provincia Enrico Di Giuseppantonio, vorrebbe indire un tavolo di tecnici per avere una opinione”democratica” e quindi sapere se i favorevoli sono superiori ai contrari, ma che tu non sei d’accordo perché non ti fidi della onestà intellettuale di certa gente
Allora vorremmo sapere: A che punto siamo? Bisogna organizzare una nuova primavera di lotta contro la raffineria di Bomba?
Risposta: E' importante che gli abruzzesi capiscano che non si tratta di sporadiche primavere di lotta ma di vigilanza perpetua. Dobbiamo metterci in testa che la difesa del territorio non finisce mai. Finché il petrolio resta sottoterra, ci saranno sempre persone che vorranno tirarlo fuori, nel 2010, nel 2020, nel 2050.
E' per questo che occorre educare i giovani al rispetto per l'ambiente e che gli adulti devono fare uno sforzo simile. Conservare e migliorare il patrimonio naturale attorno a noi deve essere un valore perenne, un istinto non negoziabile, non qualcosa da tirare fuori quando si decide di trivellare a 500 metri dal proprio paese, che sia Bomba o Ortona.
Con il passare del tempo il petrolio abruzzese diventerà sempre più appetibile per gli speculatori, vista la crescente domanda da parte di paesi in via di sviluppo e vista l'agitazione nei paesi del medio-oriente.
Il nostro petrolio è poco e scadente, ma fà e farà gola a molti, e a lungo. Purtroppo la nostra classe politica non brilla per coraggio o per ideali e non possiamo aspettarci quasi niente da loro. Operano solo perché spinti dalle pressioni popolari. E allora occorre rimboccarci le maniche e usare i nostri numeri in questa direzione, per far si che Presidenti di Regione e di Province facciano le cose giuste, se non per idealismo, almeno che lo facciano per paura di perdere le elezioni.
Occorre allora che la vita di ciascuno sia una 'lotta' nel senso buono, con l'informazione, l'esporsi, l'esigere dalla classe politica che le nostre terre meritino rispetto, senza compromessi. Nessuno ci salva se non noi stessi.
Io sono convinta che il silenzio in questi casi non sia una virtù. La vita 'facile' e spensierata non porta da nessuna parte. Anzi, in Italia e' proprio la mancanza di una coscienza civile che ci ha portato fin qui, e questo vale per il petrolio, ma anche per la mafia, il lavoro nero, i morti sul cantieri, il crollo morale della nazione.
Nessuno si scandalizza, dopo un pò si torna alla vita normale, nulla si risolve o migliora mai, e "povero a chi capita". Così la prossima volta sarà tutto normale e si può far di peggio. Che esempio diamo ai giovani? Questo egoismo sociale non e' giusto. La soluzione - per il petrolio e per la vita civica italiana - e' una sola: vigilare incessantemente, essere gentili con tutti ma tirare fuori la grinta quando e' necessario, anche se questo e' difficile o scomodo. Per il petrolio, occorre farlo adesso o mai più.
Le ultime notizie sulla petrolizzazione dell’Abruzzo e su Bomba potete approfondirle leggendo il blog di Maria Rita “ Nò all’Italia petrolizzata”
In particolare potete leggere come il geologo Uberto Crescenti di Chieti ha più volte riaffermato che non esiste rischio alcuno di frane e di smottamenti e che e' tutt'apposto.
Ecco qui allora un comunicato della Forest Oil ai suoi investitori, del 2007 che dice fra l’altro : Quella riserva di gas e di condensa non e' stata sviluppata perché giace sotto il lago di Bomba e c'e' il rischio di frane in quella zona di montagna.
E’ la solita tecnica di evocare tragedie per mettere in cattiva luce un’operazione che può o non può essere condivisa, ma solo su basi scientifiche e non emotive.
Come sempre, in Italia ci vogliono anni per decidere le cose - tavoli, incontri, inciuci. Siamo ancora qui alle prese con la trivellazione del lago di Bomba, nonostante tutta la societa' civile si sia espressa contro le trivelle in Abruzzo e nonostante le profonde tasche dei petrolieri e la connvienza di vari 'professori' e 'geologi'.
In particolare, il geologo Uberto Crescenti di Chieti ha piu' e piu' volte riaffermato che non esiste rischio alcuno di frane e di smottamenti e che e' tutt'apposto.
Ecco qui allora un altro comunicato della Forest Oil, del 2007 che dice il contrario. La frase in cima infatti si traduce in:
Quella riserva di gas e di condensa non e' stata sviluppata perche' giace sotto il lago di Bomba e c'e' il rischio di frane in quella zona di montagna.
Il testo completo e' qui:
Forest Oil has tested an exploration well in eastern Italy flowing 6.9 MMcf/d. Monte Pallano 1 was tested in the lowest of several pay zones encountered. It was drilled to a total depth of 1,540m in the 36 sq km Monte Pallano Block in the Chieti province of the Abruzzo region. The license includes the Bomba gas/condensate field that was discovered by Agip in 1996. However, that gas/condensate reservoir in an Upper Cretaceous limestone of the Apulian Platform subthrust has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide risk in the mountainous area. Forest was awarded the block in February 2004, and granted a suspension of the license in 2006. That suspension was lifted in early 2007, with the expiration date postponed to 2 May 2010. Forest says it plans to drill a second well in the third quarter of 2007, and begin production to sales in 2008. The company operates with a 90% interest. Intergie Sri holds the remaining 10%.
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Questo blog rappresenta mie opinioni personali. Viene scritto negli USA, dove il primo emendamento alla costituzione recita:
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