.

.
Showing posts with label Rainone. Show all posts
Showing posts with label Rainone. Show all posts

Friday, May 31, 2013

Gli studenti contro Rainone




-->
FUORI LE MULTINAZIONALI DALL’UNIVERSITÀ
Gli studenti del Coordinamento Universitario No Ombrina Mare 2
contestano l’utilizzo dell’università pubblica per scopi privatistici

Ancora una volta, nella mattinata di ieri, giovedì 30 Maggio, una multinazionale interessata a trarre profitto dal nostro territorio fa ingresso in pompa magna all’università “pubblica” G. d’Annunzio. Come avvenne con l’Eni, interessata alla realizzazione del Centro Oli a Ortona e  la Forest Oil, con progetti petroliferi a Bomba, l’intera istituzione universitaria ed il dipartimento INGEO danno campo libero, senza alcun contraddittorio, agli spot dei manager e dei dipendenti della Mediterranean Oil & Gas, responsabile del progetto Ombrina Mare 2.
Per quale motivo i rappresentanti dell’istituzione universitaria, in primis il Rettore, non hanno ritenuto necessario dare voce a qualcuna tra le 30.000 persone scese in piazza a Pescara il 13 aprile scorso, espressione di varie realtà sociali contrarie al progetto Ombrina (dalle associazioni ambientaliste di caratura nazionale, passando per comitati e movimenti incidenti sul territorio, fino ad arrivare a rappresentanti autorevoli del commercio e della produzione agricola abruzzese)?
Gli studenti e le studentesse di geologia, in particolare quelli/e del corso del prof. Mario Rainone, si sono trovati a dover ascoltare da parte degli stessi petrolieri quella che ci è sembrata una beatificazione del progetto, spacciandola per un seminario didattico. Lo stesso professore, nelle sue dichiarazioni rilasciate alla stampa, non nega di aver intrattenuto rapporti lavorativi con la multinazionale Forest Oil Gas, che poi ha accolto all’università con le stesse modalità di oggi.
Come studenti e studentesse della d’Annunzio, denunciamo l’ennesima strumentalizzazione dell’università pubblica, della nostra formazione e del nostro futuro al pensiero unico e dominante che impone l’ideologia dello sviluppo in termini meramente economici e l’energia fossile come unica e principale risorsa;  agli interessi del capitale e di un sistema economico che spaccia per soluzione ciò che in realtà è già problema.
D’altronde questa strada è già stata tracciata dalla riforma universitaria firmata Gelmini, che avalla formalmente l’ingresso degli interessi privatistici all’interno dei CdA d’ateneo.

Tutto questo equivale ad un palese e grave impoverimento della funzione ideale della formazione universitaria, limitando così fortemente la nostra possibilità di concepire, immaginare e costruire il mondo in maniera critica e alternativa.


PER LA NOSTRA LIBERTÀ
FUORI LE MULTINAZIONALI DALL’UNIVERSITÀ

COORDINAMENTO UNIVERSITARIO NO OMBRINA MARE 2
rivoltauniversita@gmail.com - 3338730156


Tuesday, May 28, 2013

Rainone: convegni sottobraccio con la MOG



E chi potra' mai dimenticare Mario Rainone? Quello dall'H-index 1 che gia' in passato si e' fatto le conferenze segrete per conto suo per dire che trivellare e' cosa buona e santa e che quando fu scoperto con le mani nella marmellata cerco' di rimediare alla meno peggio facendoci solo una figura barbina.

Beh, si vede che non gli e' bastato.

Eccolo di nuovo con un convegno a favore del petrolio - questa volta non ci sono dubbi: i relatori sono TUTTI della MOG!!!

Se lo fanno il 30 Maggio 2013 a Pescara alle 9 del mattino, secondo me nella speranza che non ci va nessuno e cosi possono dire che in Abruzzo esiste un "si" ad Ombrina!!! Come per dire 40,000 a dire no, e i 4 gatti (tutti della MOG, magari si portano le mogliettine al seguito per fare numero?) a dire si.

I relatori, oltre al grande capo Sergio Morandi, eccoli qui:

Antonello Rubino

Lorenzo Lipparini

Gian Paolo Musu

Si vede intanto che non sono riusciti a trovare nessuno di indipedendente che volesse stare dalla parte di Ombrina, e che hanno dovuto chiedere ai loro stipendiati di propagandare l'utilita' e la "sostenibilita' ambientale" di Ombrina Mare. E poi si vede pure che si illudono che con questo convegno l'opinione pubblica cambi o che veramente pensano che un mostro dal nome FPSO a 9km da riva sia una cosa sostenibile.

Evviva la scienza indipendente di Mario Rainone!!!!

Grazie a chi ha mandato questa comunicazione.








Sunday, December 2, 2012

I convegni di Chiodi: "soggiogate la terra"




E quindi questo e' il governatore della regione verde d'Abruzzo.

Uno che va ai convegni per dove e' scritto grande grande che "Dio" ha ordinato agli uomini di "soggiogare la terra", e di "dominare" sui pesci, sul mare e su ogni essere vivente che striscia sulla terra.

E poi segue: l'Abruzzo: contemplazione o sviluppo?

Interessante che poi lo stesso soggetto si faccia intervistare alla TV di Puglia - mica a quella d'Aburzzo -  per dire che lui ha fatto atti concreti contro il petrolio.

Puo' farlo solo alla TV di Puglia, perche' in Abruzzo lo sappiamo tutti che non e' vero.

La verita' e' che Gianni Chiodi non ha mai avuto il coraggio di fare niente, e se ha agito e' solo perche' costretto dalla rabbia della gente, dalle pressioni del clero, e dalla paura di perdere voti.

E' un governatore molle, inutile, che non sa cosa vuol dire guidare. Sa solo stare li seduto sulla poltrona accontentando lobbisti e speculatori perche' il coraggio non ce l'ha e non se lo sa dare.

Ha mai mandato osservazioni Gianni Chiodi? No.

Ha fatto qualcosa per il Parco della Costa Teatina, strumento per fermare i petrolieri? No.

Ha mai aiutato istituzionalmente quelli che hanno combattuto contro le trivelle? No.

Ha smosso un dito contro Ombrina? No.

Ha smosso un dito contro la Forest Oil? No.

Ha smosso un dito contro il tubo Snam? No.

Ha smosso un dito contro Cipressi? No.

E' andato alle manifestazioni? No.

Ne ha organizzate lui? No.

O vogliamo parlare del convegno di Cupello in cui scherni' tutti i cittadini che volevano risposte da lui e a cui seppe solo dire "state millantando una situazione falsa" davanti a mappe, dati e numeri ministeriali e tuttaltro che false.

E' solo un governatore che va al traino.

Un governatore del tutto inutile e che non merita di essere rieletto.

Monday, February 28, 2011

Bomba frana - parola di Forest Oil ai suoi investitori

However, that gas/condensate reservoir has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide
risk in the mountainous area.

International Oil Letter, Vol 23 issue 32, 20 August 2007.

E’ la solita tecnica di evocare tragedie per mettere in cattiva luce un’operazione che può o non può essere condivisa, ma solo su basi scientifiche e non emotive.

Uberto Crescenti
Majella Petroleum System

.. Anche la Forest Oil e' emotiva?


Come sempre, in Italia ci vogliono anni per decidere le cose - tavoli, incontri, inciuci. Siamo ancora qui alle prese con la trivellazione del lago di Bomba, nonostante tutta la societa' civile si sia espressa contro le trivelle in Abruzzo e nonostante le profonde tasche dei petrolieri e la connvienza di vari 'professori' e 'geologi'.

In particolare, il geologo Uberto Crescenti di Chieti ha piu' e piu' volte riaffermato che non esiste rischio alcuno di frane e di smottamenti e che e' tutt'apposto.

Ecco qui allora un altro comunicato della Forest Oil, del 2007 che dice il contrario.
La frase in cima infatti si traduce in:

Quella riserva di gas e di condensa non e' stata sviluppata perche' giace sotto il lago di Bomba e c'e' il rischio di frane in quella zona di montagna.

Il testo completo e' qui:

Forest Oil has tested an exploration well in eastern Italy flowing 6.9 MMcf/d. Monte Pallano 1 was tested in the lowest of several pay zones encountered. It was drilled to a total depth of 1,540m in the 36 sq km Monte Pallano Block in the Chieti province of the Abruzzo region. The license includes the Bomba gas/condensate field that was discovered by Agip in 1996. However, that gas/condensate reservoir in an Upper Cretaceous limestone of the Apulian Platform subthrust has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide risk in the mountainous area. Forest was awarded the block in February 2004, and granted a suspension of the license in 2006. That suspension was lifted in early 2007, with the expiration date postponed to 2 May 2010. Forest says it plans to drill a second well in the third quarter of 2007, and begin production to sales in 2008. The company operates with a 90% interest. Intergie Sri holds the remaining 10%.

Monday, February 21, 2011

Video del convegno di Rainone


Credo che la cosa piu' interessante che emerge dal tutto e' che il prof. Rainone, sostenitore delle estrazioni petrolifere, ha curato e sottoscritto le contro-osservazioni per conto della Forest Oil!

Di certo l'ha fatto a titolo gratuito, e di certo e' con spirito indipendente e libero che appoggia le estrazioni petrolifere, proprio come noi altri che invece abbiamo scritto le osservazioni, con amore e dedizione e ci battiamo per un Abruzzo migliore.

Io sono senza parole di fronte a tanta ignoranza e presunzione. Ma che figura meschina che hanno fatto Rainone e compari! Grazie ancora Fabrizia, Massimo, Pasquale e a tutti i presenti.

Qui altri blogger-report della giornata - i giornali d'Abruzzo non hanno brillato per onesta', dal Centro, al Tempo.

Emergenza Ambiente Abruzzo
Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni
Comitato no petrolio

Se ce ne sono altri, segnalatemeli che li linko tutti.

Aggiungo solo che siccome ora non sanno che pesci prendere, cercano di metterla sul personale e di attaccare me. Possono indagare quanto vogliono, non troveranno niente, perche' non ho scheletri nell'armadio. Non ho contratti magici con Confindustria, con la Buonefra, con ditte fotovoltaiche o amori segreti con Al Gore.

La mia vita e' un libro aperto.

Cosi' Paolo Primavera, non sapendo cosa altro dire, dice che

"da abruzzese diventa difficile credere ad una persona che vive lavora e paga le tasse negli stati uniti che negli ultimi anni ha incrementato la produzione di petrolio".

Intanto, le mie tasse non credo siano un punto di discussione. le pago - e le pago tutte - ovunque i miei redditi siano. Spero che altrettanto valga per tutti i membri di Confindustria.

E poi che ragionamento e'? allora uno non deve credere a niente che viene dall'Italia perche' l'ENI e' corrotta ed e' per il 30% di proprieta' statale?
Oppure che i miei dati cambiano perche' sono italo-americana?

Ad ogni modo, se vuole metterla su questo piano caro Primavera, in realta' sono Californiana. Qui abbiamo le leggi piu' severe al mondo contro l'inquinamento, contro le trivelle in mare, in difesa della gente. Mai sentito parlare di Erin Brokovich?

Abbiamo pure una legge, la Prop. 65 che OBBLIGA i petrolieri a dire che la lavorazione petrolifera porta il cancro.

Ne abbiamo un altra, la AB 32 che e' considerata fra le piu' progressiste al mondo contro il riscaldamento globale, quella stessa che il vostro Uberto Crescenti si ostina a negare, sebbene la stragrande maggiornanza degli scienziati mondiali, e pure l'unione dei petrolieri, ammette sia vera e causata da fonti fossili.

Abbiamo pure una fiorente industria di ricerca e di installazione di energia alternativa, di start-up che tirano su automobili elettriche, come la Tesla, ed e' qui che c'e' la maggiore concentrazione di Prius, e di prenotazioni per Leaf e Volt.

Abbiamo anche fatto un referendum sotto Prop 23 per vietare alle ditte petrolifere Texane di bloccare la AB 32 perche' per loro e' costoso e dovrebbero pagare multe per l'inquinamento che producono.

Abbiamo anche il documentario Gasland, candidato all'Oscar per avere denunciato l'inquinamento delle falde acquifere per colpa dell'industria del gas.

Potrei andare avanti, ma lo so io, e lo sa Primavera, che non vincera' contro il popolo d'Abruzzo. E' impossibile - guardi solo cosa e' successo nelle ultime settimane in NordAfrica grazie al web, al passaparola, a facebook.

Le cose sono cambiate - nel 2011 e' la gente che ha il potere, quando e' informata e sa, e non le vostre tasche, le vostre bugie, i vostri tentativi di negare cio che e' innegabile.

E per quando riguarda me, si, sono americana, sono abruzzese, sono un fisico, sono un cittadino impegnato, sono una donna, sono intelligente, sono orgogliosa di quello che ho fatto finora e di non avere mai cambiato bandiera, ne per soldi, ne per stanchezza.

Sopra ogni cosa, sono libera.

Saturday, February 19, 2011

Il misero convegno di Rainone


Be as beneficent as the sun or the sea,
but if your rights as a rational being are trenched on,
die on the first inch of your territory

R.W.Emerson

Oggi l'articolo su Il Centro riguardante i deliri dell'industria petrolifera per convincerci a lasciarli trivellare l'Abruzzo. Esordisce cosi': "Si puo' parlare di idrocarburi in maniera logica e non ideologica?"

Come a dire, finora le cose dette sono ideologiche.

Sono ideologici i cancri della Lucania?

Sono ideologiche le dighe di acqua inquinata in Basilicata?

Sono ideologiche le moratorie anti-trivelle negli USA?

Sono ideologici i limiti a 160Km dalla costa della California?

E' ideologico lo scoppio nel golfo del Messico?

Sono ideologici i terremoti di Cleyburne?

E' ideologica la subsidenza nell'Emilia Romagna?

E' ideologica la legge italiana che consente limiti di idrogeno solforato sei mila volte superiore a quanto prescritto dall'organizzazione mondiale della sanita'?

A me pare invece molto piu' ideologico il parere di Mario Rainone, che dice "un geologo non puo' essere contro il petrolio, e' come se un ingegnere demonizzasse il calcestruzzo".

Cioe' secondo lui un geologo deve essere favorevole a prescindere - pure se il petrolio e' monnezza, pure se fosse sotto piazza San Pietro, o chissa, sotto casa sua.

Proprio delle parole logiche, scientifiche e coerenti.

Si e' preso la briga di parlare per tutta la sua categoria!

Beh, questo fisico, con H-index 9 volte superiore al suo e 20 anni di meno, gli dice che invece i fisici hanno l'abitudine PRIMA di studiare il caso, e POI di esprimersi sulla base di dati, numeri fatti e non per partito preso o perche' sono amici di Assomineraria, o dell'ENI.

O pensa che io abbia motivi ideologici? E quali di grazia?

NON E' MAI SUCCESSO PRIMA DA NESSUNA PARTE DEL MONDO CHE LA QUALITA' DELLA VITA SIA MIGLIORATA DOPO IL PETROLIO!

Che lui beve il vino di Viggiano ? Va al mare a Gela? Mangia le cozze di Porto Marghera? Porta i suoi figli a respirare l'idrogeno solforato?

Questo fisico non ha interessi personali in tutta questa faccenda, a differenza degli altri illustri presenzianti alla conferenza. Eccoli qui:

Vittorio Scisicani, che faceva parte del Majella Petroleum System e che invece di parlare alla gente, se n'e' stato zitto zitto a godersi la sua "sponsorizzazione" ENI.

Davide Tabarelli, che fornisce servizi di consulenza ai petrolieri tramite la Nomisma e che dice che in Emilia Romagna turismo e petrolio crescono insieme. Ma quando mai! Ma se le trivelle gli hanno fatto sprofondare tutta la zona attorno a Ravenna e del Delta del Po'! Il mare e' sporco. La stessa ENI dice che il campo di Angela-Angelina e' responsabile del 60% della subsidenza nel suo bacino, e che la subsidenza durera' per 25 anni dopo che il pozzo e' stato dismesso.

Paolo Orsini della Sivam e Sergio Morandi della Mediterranean Oil and Gas che parlano di sicurezza e di turismo - ricordando i Motel Agip!!! - oddio, rido da sola!

LA MOG non ha neanche i soldi per piangere, chissa' come la fanno la sicurezza a una FSPO che vorrebbero construire a Rocca san Giovanni - senza risk assessment, senza dati, senza piani.

E che ce ne dice della sicurezza dei pozzi scoppiati a Policoro, a Trecate, a Paguro? Degli incidenti alle raffinerie di Mantova, di Viggiano, di Busalla, di Gela?

Franco Terlizzese invece parla di burocrazia. Vuole snellirla? Bene, decidiamo una volta per tutte che l'Adriatico e' chiuso alle trivelle. Fanno cosi' negli USA - i cinque grandi laghi sono chiusi alle trivelle, e hanno una estensione territoriale maggiore del mare Adriatico. Idem lungo la costa Atlantica e Pacifica.

Fine della burocrazia.

Paolo Primavera ancora tira fuori numeri magici - 6000 persone che lavorano nell'industria del petrolio. Ah, si! Si vede che gli e' rimasto il miraggio di Chieti come Dubai! Le migliaia di famiglie di contadini non contano, invece.

Ma chi e' questa gente? Se ci fate caso, tutti gli intervenuti sono persone o venute da fuori, o mai sentite prima o che hanno interessi di parte.

Mario Rainone conclude dicendo, tutto contento, che per la prima volta in Italia (modesto il tipo!) si e' riuscito a ragionare pacatamente di petrolio.

E' questo che vogliono, esserti amici, farti vedere che si, trivelleranno, ma che vuoi che sia.

Un mucchio di signori bianchi di mezza eta' con i vestiti eleganti, che ti tranquillizzano e che vogliono farti pensare che la tua indignazione sia sbagliata. Come la prima volta che incontrai l'ENI - 10 di loro, a porte chiuse - e credevano di poter fare a tarallucci e vino con me, facendomi sentire che ero io non avevo capito bene, e che sarebbero stati gentili come colombe.

Invece no, ho visto, ho parlato, ho indagato. La conclusione e' sempre la stessa. Sono loro che mentono sapendo di mentire.

La tua indignazione e' sana.

Devi essere arrabbiato, devi non credegli, devi non lasciare a questa gente di abbindolarti.

Vogliono solo distruggere l'Abruzzo per le loro tasche.

La prova e' in questo Majella Petroleum System - lo sapeva mezzo dipartimento di Geologia di Chieti - non lo sapevi tu, cittadino d'Abruzzo.

La prova e' in questo convegno, che si svolge solo dopo 4 anni di lotte e di proteste. Pensate che se non ci fossimo ribellati, avrebbero mai fatto un convegno per parlare alla gente? No, avrebbero trivellato e amen.

Fanno tutto questo per "creare consensi", per mettere un po di zucchero su una pillola che sara' amarissima, come lo zolfo che vogliono tirare fuori da sotto la tua terra.

Chiodi, Di Giuseppantonio, Legnini, e tutti gli altri politici che hanno detto un mezzo no alle trivelle ieri, non l'hanno fatto perche' convinti, ma solo perche' noi cittadini d'Abruzzo gli abbiamo fatto capire che non saremmo scesi a compromessi, e che o stanno dalla parte della gente o senno' non li votiamo piu'.

E dunque, di nuovo: non crediamogli, resistiamo, e difendiamo l'Abruzzo con le unghia e con i denti e con quello che loro non hanno e non avranno mai - il cuore.

Fonti: Il centro

Wednesday, February 9, 2011

Gli "inviti" di Rainone - part 2




** Comunicato Stampa **

Compare oggi sulla stampa una comunicazione da parte di Mario Rainone sulla tavola rotonda organizzata a Chieti in data 18 Febbraio 2011 per riaprire il capitolo petrolio in Abruzzo.

Il professor Rainone afferma di avermi inclusa nella rosa dei partecipanti.

Ci tengo a sottolineare che il programma iniziale, circolato in gran segreto, non prevedeva affatto la mia partecipazione.

Solo quando l'organizzazione del convegno e' stata resa pubblica dal comunicato da me circolato in data 7 Febbraio 2011, il professor Rainone si e' affrettato a modificare il programma includendomi nella rosa degli invitati, dieci giorni prima del convegno.

Come sa la maggior parte degli Abruzzesi, vivo a Los Angeles, a circa 15 ore di volo dall'Italia e ho un calendario fitto di impegni. E' ridicolo pensare che io possa essere a Chieti con dieci giorni di pre-avviso. Allo stesso modo e' ridicolo cambiare le carte in tavola dopo essere stati scoperti a organizzare convegni poco trasparenti,
e dove a relazionare sono persone che hanno legami diretti o indiretti con l'industria del petrolio.

Non mi sono mai sottratta al dibattito con i petrolieri - ho dibattuto i piu' alti vertici ENI all'Universita' di Pescara durante l'estate del 2008. Erano venuti da Milano, Pisa e Londra, e nessuno, nemmeno l'ENI, ha saputo confutare l'enorme abbondanza di dati da tutto il mondo che mostrano gli effetti nefasti delle trivellazioni petrolifere per chi ci vive vicino. A conferma di questo, l'ENI declino' di partecipare a qualsiasi altro dibattito organizzato successivamente in cui ero presente, e questo in Abruzzo, ma anche in Veneto, Lombardia e Basilicata.

Le prove di quanto dico sono tutte qui


Al tempo di internet, la verita' non si puo' nascondere.


MRD

Tuesday, February 8, 2011

Gli "inviti" di Mario Rainone


Ma questo non sa ancora che all'epoca di internet le cose e' meglio farle seriamente? Roba da matti.

Oggi, con mia grande sorpresa, trovo un email di Rainone. Dice che:

ho avuto notizia che sul Suo blog ha manifestato, tra le altre cose, molte perplessità sull'organizzazione della Giornata di Studio che il Ce.R.-GEO ha deciso di organizzare sul Tema "Idrocarburi in Abruzzo".

Spero, pertanto, che Lei accolga questo invito a partecipare alla Tavola Rotonda prevista dopo le relazioni tecniche programmate, in modo da portare il Suo contributo alla discussione.

Le invio, in tal senso, l'ultima bozza del Programma della Giornata, restando a Sua completa disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento in merito.

La cosa interessante e' che - guarda caso - hanno cambiato la locandina del programma per "far vedere" che invitano una pluralita' di persone, inclusa me, la loro spina nel fianco.

Questa la prima versione della giornata, quando pensavano di potersela cantare fra loro.

Questa la versione dopo che ho mandato il comunicato stampa, denunciando gli inganni.
Mmmh!


Tutto questo non e' serio! A parte la locandina, ma che secondo lui io sono superman e magicamente arrivo in Abruzzo con 10 giorni di anticipo - a spese mia natuaralmente! - per partecipare alla sua tavola rotonda a porte chiuse?

Buoni soldi pubblici delle Universita'! Le conferenze SERIE si organizzano con mesi di anticipo. Ho gia' in fila convegni fino a Luglio 2011, programmati fin da Settembre 2010. Budapest, Buenos Aires, Ohio, Santa Barbara, Vancouver e Rio de Janeiro.

E poi, riguardo al petrolio sono abituata a parlare alla gente e con la gente, e non a fare inciuci dietro le quinte, con gente che di Abruzzo non sa niente, se non che sotto la Majella, sotto le nostre vigne, e dentro ai nostri mari c'e' il petrolio.

Rainone - con me lei casca male.

Monday, February 7, 2011

Tutti a Chieti il 18 Febbraio 2011


In data 18 Febbraio 2010, il professor Mario Rainone dell'Universita' degli studi d'Annunzio ha organizzato l'ennesimo ingannevole tentativo di creare consenso attorno al tema della petrolizzazione d'Abruzzo con la tavola rotonda dal titolo "Gli idrocarburi in Abruzzo - conoscenza, territorio, impresa e lavoro".

La conferenza si svolgera' presso il Centro Ricerche e Studi Sperimentali per le geotecnologie di Chieti dell'universita' e spicca per l'enorme sbilanciamento di partecipanti a favore di Confindustria o con interessi diretti nell'industria del
petrolio. La cittadinanza non e' stata invitata a partecipare.

Gli unici tre relatori ad invito sono:

Vittorio Scisciani, dell'Universita' di Chieti, che si occupa della creazione di profili sismici per l'esplorazione petrolifera per conto di ENI-Agip. Fa parte del gruppo TaskForceMajella, creato dal'ENI nel 1998 al solo scopo dichiarato di trivellare il Parco Nazionale della Majella, assieme alla Exxon, la British Gas, e la norvegese Norsko Hydrom, nel silenzio generale.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, una ditta privata con sede a Bologna che si occupa di strategie di mercato per conto terzi, inclusa l'industria del petrolio.

Nel 2008 dichiaro': "Sono necessari grandi investimenti per sviluppare piu' capacita' produttiva e tirare fuori il petrolio che c'e'". Fra i suoi clienti anche la A2A che indirettamente la centrale a turbogas di Gissi.

Franco Terlizzese, Direttore per le risorse minerarie ed enegetiche dello sviluppo economico che in un convegno di Assomineraria ha affermato che lo scopo del gruppo che dirige e' quello di "snellire le procedure burocratiche per lo sfruttamento degli idrocarburi", rendendo dunque la vita facile ai petrolieri e lasciando i cittadini sempre piu' soli.

L'organizzatore e' il professor Rainone, direttore del Ce.R.S.-GEO- Universita' G. D'Annunzio, sebbene il suo H-index, che misura il successo professionale in ambito
accademico, sia bassissimo, solo uno secondo il sito americano Isiknowledge. Per fare un confronto, altri geologi dell'Universita' di Chieti, non invitati al convegno, hanno invece un H-index di 15.

Riteniamo molto sgradevole e profondamente offensivo il fatto che si voglia discutere del nostro futuro senza includere i cittadini e che ad essere invitati a relazionare siano personaggi che non conoscono minimamente, ne tantomeno amano, la realta'
abruzzese.

Riteniamo altresi' gravissimo tentare di strumentalizzare l'attuale crisi economica, facendo pressione su sindacati, con la falsa promessa di posti di lavoro che mai si realizzeranno.

Come sempre, e' tutto gia' scritto e basta andare in Basilicata a vederlo.

Il petrolio non porta lavoro ma malattie. Il petrolio non porta soldi se non agli speculatori di turno.

Invitiamo Gianni Chiodi a denunciare con piu' coraggio questi continui tentativi di falsa propaganda in favore del gas e del petrolio - ugualmente dannosi e spesso
l'uno un cavallo di Troia per l'altro - e di farsi interprete con maggiore incisivita' della volonta' popolare, irreversibilmente cementificatasi contro lo sfruttamento minerario dell'Abruzzo, grazie a 4 anni di informazione, vera, indipendente e capillare.

Alla Confindustria, a Rainone e a Primavera, rivolgiamo invece l'invito di fare un passo verso la modernita' - gli anni sessanta sono passati da un pezzo.

Soprattutto invitiamo il popolo abruzzese ad organizzarsi via Facebook, blog e predendo contatti con le associziazioni sul territorio per protestare a Chieti in data 18 Febbraio 2011.

Siamo uniti, compatti e numerosi e non lasceremo il nostro territorio indifeso davanti a vili interessi speculativi da parte di petrolieri e di industriali senza scrupoli.


Maria Rita D'Orsogna, PhD
Assistant Professor
Department of Mathematics
Institute for Sustainability
California State University at Northridge
Los Angeles, CA 91330
dorsogna@csun.edu
1 818 677 2703

assieme a tutte le associazioni che lottano eroicamente contro l'Abruzzo petrolifero

Nuovo Senso Civico - presidente Alessandro Lanci
Comitato No Petrolio - presidente Gabriele di Clerico
Comitato Abruzzese del Paesaggio
Abruzzo in Movimento
Le Colonne d'Ercole
Emergenza Petrolio Abruzzo

Wednesday, February 2, 2011

Mario Rainone, isiknowledge e la monnezza


Sono quasi sicura che le affermazioni di Paolo Primavera di questi giorni non cadono nel vuoto, ma che c'e' dell'altro e che presto verra' fuori qualcosa di nuovo da parte di questa gente.

Magari con a supporto le tesi degli illustri professori delle universita' locali che in tutte le loro carriere non hanno mai fatto niente di buono e di utile per il popolo.

Proporranno di trivellare Bomba?

Di riaprire la discussione sul centro oli?

Di trivellare il mare?

Non lo so, ma ci scommetto che bolle dell'altro. E allora mandiamo un bel profilo di cosiddetti professori universitari che appoggiano il petrolio.

Mario Rainone e' un "professore" dell'Universita' di Chieti che va propagandando la bonta' delle estrazioni petrolifere. E' pure il capo del dipartmento di geologia dell'universita' di Chieti.

Isiknowledge invece e' il sito universitario interdisciplinare americano che consente di valutare i docenti, sulla base delle proprie pubblicazioni. Non puoi scappare da loro. C'e' dentro tutto quello che viene considerato una pubblicazione autorevole e ufficiale.

Stando ad Isiknowledge, Mario Rainone in tutta la sua carriera ha un solo articolo che e' stato pubblicato e citato. Ci sono 17 autori, di cui lui e' il numero 12. Un po' poco, no?

Tradotto in quello che si chiama H-index, il suo indice e' 1.

Maggiore e' l'H-index, piu' sei autorevole.

Il suo e' 1. Il mio e' 9.

Ho circa 20 anni di meno di lui.

Dico tutto questo, non perche' voglia dire quanto io sia brava, ma per dire che tutta la mia carriera e' stata costriuita sull'onesta', sul duro lavoro, sulla sincerita'. Negli USA non potrebbe essere altrimenti. Nessuno qui sarebbe capo di un dipartimento con una lista di pubblicazioni cosi' misera come Rainone.

E allora proprio come mi chiedo come abbia fatto Rainone ad arrivare a fare il capo del dipartimento, mi chiedo dove era Rainone negli ultimi 4 anni ? Possibile che non si sia accorto negli anni precedenti che si parlava di petrolio ? Possibile che solo ora abbia trovato la forza di andare a giornali e TV a raccontare la sua storia con Confindustria ? Cosa e' cambiato ? Cosa c'e' sotto?

Diffido da coloro che rimangono in silenzio per anni e poi decidono,tutto di un colpo, di iniziare ad esternare le loro opinioni: qualcosa non funziona, qualcosa non torna.

A me la vita non cambia se trivellano Ortona, o l'Abruzzo o l'Italia. Agli Ortonesi si, agli Abruzzesi si, agli Italiani si.

Non sono qui a fare la battaglia del petrolio perche' mi porta pane a casa. E come sempre resto esterreffatta che sono sempre piu combattiva di altri enti, di altre persone, dei politici che non hanno voglia e che svolazzano come svolazza il vento.

Ho dato tutto quello che avevo - tempo, soldi, veleni ingoiati, rughe, slides, nottate, blog.

Veramente, non avrei potuto dare niente di piu'. Sono quattro anni - sono passate associazioni, attivisti, presidenti di regione, vescovi. Sono ancora qui. C'e chi ha scritto libri, chi ha chiesto soldi, chi ci si e' creato una carriera con tutto questo. Io no. Non ho tempo. L'unico motivo che mi spinge a fare tutto cio' e' la certezza matematica che l'Abruzzo peggiorera' se ci trasformiamo in zona mineraria.

E' il tempo che ciascuno decida cosa e' importante e cosa non lo e', e vada a fare sentire la propria voce a questi qui che vogliono farci il lavaggio del cervello. E' solo nei numeri che vinciamo e lo sanno anche loro.

Scrivete alla stampa locale, siate piu' attivi, arrabbiatevi, inondate Rainone e Primavera o il Centro d'Abruzzo con lettere di indignazione. Siate vivi. Con Internet e' tutto facile, possibile. Basta solo la volonta' di lavorare e di crederci.

Solo cosi' puo' funzionare la democrazia.

-------------
PS: Oltre al petrolio, ecco un altro progetto di Rainone - H-index 1 :


Seppellire per sempre sotto i calanchi 1200 tonnellate di immondizia di due disacriche attorno a Guardiagrele. La monnezza ha hanno inquinato in profondità e quasi irremediabilmente il Fosso Laio dove prima si faceva la pesca all’anguilla ma che ora e' chiamato il fiume di plastica.

Il fosso e' inquinato da ferro, arsenico e solfati ormai incorporatisi nel terreno, e dal piombo entrato nella falda acquifera. Le concentrazioni sono fino a sette volte il valore massimo prescritto dalla legge.

Rainone vuole semplicemente prendere la monnezza, seppellire il tutto tal quale e crearci un cimitero, senza bonifiche di piombo, arsenico e fosfati che continuano a avvelenare la zona. Stile Gomorra insomma.

Pensate che le sue idee riguardo il petrolio saranno migliori? Mmh. Gia' ce li vedo i rifiuti petroliferi scomparire nei nostri parchi....

The time is now.

Tuesday, November 30, 2010

Il Fracking - moratoria a New York




Ci vorrebbe la rivoluzione

Per me, la rivoluzione
inizia con queste parole:
I care.

Il fracking e' una tecnica relativamente nuova per estrarre gas da roccia porosa, che con i metodi tradizionali non e' possibile sfruttare. In poche parole, mandi sottoterra una miscela di circa 600 composti chimici - inquinanti, cancerogeni e tossici - e poi scateni un microterremoto che frattura la roccia solida che cosi' rilascia il gas.

Il nome piu' scientifico e' hydraulic fracturing of shale gas.

Il problema di questo fracking e' che quando fratturi la roccia, pezzettini di roccia e altri scarti di quella miscela perforante, possono migrare nelle falde acquifere. E' proprio questo quello che e' successo in varie parti degli USA, grazie alla Halliburton che ha inventato questa tecnica.

Sotto l'amministrazione Bush-Cheney, a partire dal 2005, il fracking e' stato usato in varie parti d'America, specie in zone rurali. Il duetto Bush-Cheney ha anche decretato che il fracking poteva non sottostare a molte leggi di protezione dell'ambiente, fra cui il Safe Drinking Water Act e il Clean Water del 1970 passato sotto Nixon e che garantisce acqua pulita e sicura agli americani.

Per ogni fracked-pozzoci vogliono 40 mila chilogrammi di materiale tossico e oltre 2 milioni di litri di acqua. Il 70% dei liquidi usati per il fracking non sono biodegradabili e restano nel sottosuolo.

Bush-Cheney non sapevano, o non volevano sapere quanto inquinante e impattante fosse questo fracking. Piu' probabile la seconda ipotesi, visto che entrambi sono stati a loro tempo petrolieri. Che vuoi che gli importasse loro dei rancheri del Wyoming o dei contadini della Pennsylvania?

Chi sa bene i disastri del fracking sono i cittadini comuni che vivono vicino a tanta devastazione e che vedono l'acqua marroncino dai loro rubinetti. Come sempre, l'ignoranza e' la radice di tutti i mali. Ma da quando e' iniziato a circolare il video Gasland di Josh Fox, l'America piano piano si ribella al fracking.

Scientific American ne parlo' gia' nel 2008 con un articolo (dedicato al negazionista Mario Rainone ai suoi amici di Assomineriaria) dall'eloquente titolo:

Drill for Natural Gas, Pollute Water

Trivella alla ricerca di gas, inquina l'acqua.

Le indagini mostrano che l'industria del gas ha inquinato un numero di pozzi artesiani, che la gente si ammala, che il bestiame soffre, che trovano metano nell'acqua che diventa incendiaria e rubinetti che scoppiano nelle case.

Di Sublette County devastata dalle trivelle del fracking ne abbiamo gia' parlato qui.

Qualche giorno fa, il documentario Gasland e' stato messo in lista per gli Oscar.

Anche CBS, la TV americana ha parlato di questo fracking, in un servizio alla televisione domenica scorsa.

La citta' di Pittsburg l'ha bannato all'unanimita'.

Iniziano le cause civili e penali contro le ditte che hanno inquinato il sottosuolo. Dal segretario del Dipartimento della Protezione Ambientale della Pennsylvania, contro la ditta Cabot Oil and Gas:

Cabot is responsible for the gas migration that has caused families to be without a permanent water supply for nearly 2 years and the Commonwealth of Pennsylvania will seek court orders to make Cabot pay for all costs. The Commonwealth of Pennsylvania will then aggressively seek to recover the cost of the project from Cabot. Cabot will be the one paying the final bill. Perhaps next time Cabot will do the job right the first time and avoid expensive repairs.

La Halliburton e' stata condannata a rendere pubbliche le schifezze che inietta nel sottosuolo per questo fracking.

Oggi, 30 Novembre 2010, lo Stato di New York ha approvato una moratoria temporale - il primo divieto del New York State Assembly e' arrivato ad Agosto, quello del Senato dello stato di New York e' arrivato oggi. Ovviamente la moratoria non risolvera i problemi, perche' e' solo fino al 15 Maggio 2011, ma lancia un segnale e potrebbe essere la porta verso divieti maggiori e piu' a lungo termine.

Quello che e' importante, e' che evitiamo queste cose nelle altre parti del mondo, e che l'esperienza americana non si ripeti altrove. Lo sappiamo che il fracking non porta niente di buono, e come al solito occorre essere preventivi, sapere, essere informati.

Qui in America, sono sicura che le ditte petrolifere verranno severamente punite, e che prima o poi questo fracking verra' bannato dal suolo americano, come lo sono il gas flaring, l'idrogeno solforato a tutto spiano, o l'MTBE nella benzina. Ma altrove?

L'ENI vuole fare il fracking in Polonia, la Northern Petroleum in Olanda, sono sicura che prima o poi arrivera' anche in Italia dove i governanti non sanno nemmeno cosa sia il fracking.



Purtroppo vige il mito che gas = meno pericoloso del petrolio e questo non e' assolutamente vero! Sopratutto in Italia, una volta che i disastri si fanno, nessuno paga, nessuno e' colpevole, nessuno va in carcere e gli ecomostri e le ecomostruosita' restano per anni.

Iniziamo con la rivoluzione del sapere, dell'essere interessati, dello scandalizzarci anche al dila' del nostro orticello. Io sono stanca - veramente - ma mi arrabbio ancora davanti a queste ingiustizie, che siano nel Wyoming o in Basilicata o in Nigeria o in Veneto. Non lo posso accettare che ENI, Assomineraria, Halliburton, Sergio Morandi o Dick Cheney possano cosi' rovinare la vita della gente. Non lo posso accettare.

Credo davvero che la rivoluzione di Monicelli debba partire da ogni piccolo nostro gesto, e con l'avere davvero a cuore il benessere gli uni degli altri su questo pianeta.

Tuesday, October 5, 2010

Mario Rainone? Non Crediamogli!




Compare sul Centro di ieri un articolo di tale Mario Rainone, professore all'universtia' d'Annunzio di Chieti e di Pescara, che in sostanza dice che i pozzi di petrolio vanno bene, sia in terra che in mare.

Dice in che l'Abruzzo e' gia' inquinato dai contadini, per cui continuiamo ad ammazzarlo. Dice che non meglio specificati "ambientalisti" stanno facendo terrorismo psicologico e che da noi in Abruzzo e in Italia niente di male potra' mai succedere.

E che c'ha la sfera di cristallo lui?

Intanto questo Rainone non lo aveva mai sentito nominare nessuno fino a ieri, e la prima domanda che mi pongo e': come mai proprio adesso se ne esce con questo articolo fuoriviante e pieno di inesattezze? C'e' lo zampino di Assomineraria? Della Forest Oil? Della Halliburton? O che forse ci si sta preparando per altre concessioni o per approvare Ombrina Mare? O c'e' odore di consulenze e denaro?

Dice che "le estrazioni petrolifere non sono un rischio per il nostro mare perche’ i giacimenti la nell'Adriatico non hanno pressioni tali da poter creare incidenti."

Pero’ aggiunge che le perforazioni “in caso di incidenti possono essere facilmente raggiunte dai tecnici”.

Allora sono pericolose o no? Incidenti si o no?

La verita’ e’ che nessuno puo’ assicurare con matematica certezza la sicurezza dei pozzi.

Nessuno.

Anche la BP fino al giorno prima dello scoppio garantiva che non sarebbe successo nulla alle loro infrastrutture!

Il Professor Rainone dimentica che proprio in seguito al disastro della Louisiana il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo ha imposto un divieto trivelle a 9km da riva, per precauzione.

Se davvero fosse tutto cosi’ sicuro come afferma il professor Rainone, perche’ il nostro ministero avrebbe approvato questa legge - per me assolutamente insufficiente, ma meglio di niente?

Che dire della California dove vige il divieto di trivellare a 160 chilometri dalla riva? O della Florida, dove il limite e’ di 200 chilometri dalla costa? O dei grandi laghi americani, dove e’ totalmente vietato trivellare, anche se l’intera superficie e’ una volta e mezza superiore a quella di tutto l’Adriatico? O della Norvegia dove i pozzi di petorlio sorgono almeno a 50 chilometri da riva? Il professor Rainone pensa che questi limiti siano messi per sport?

Il "professore" ha dimenticato l’incidente della piattaforma Paguro, nel Ravennate, che esplose nel 1960 a meno di tre chilometri da riva causando la morte di tre persone e rilasciando metano ed acqua per tre mesi, incontrollatamente, creando una colonna di decine di metri di altezza.

Il "professore" non sa che il piu’ grande disastro petrolifero in termini di vite umane e’ stata l’esplosione della piattaforma Piper Alpha, che nel 1988 costo’ la vita di 167 persone nel Regno Unito e che era posto in acque considerate basse, o del caso Ixtoc che scoppio’ in Messico rilasciando petrolio per 9 mesi nel 1979, anche questa in acque poco profonde.

Allo stesso modo il "professore" non conosce lo scoppio di una piattaforma a Santa Barbara, anche questa in acque basse, che nel 1969 causo’ l’inquinamento di tutta la costa e dopo il quale nessuna piattaforma e’ stata costruita lungo la costa pacifica americana.

Soprattutto al "professore" manca una visione d'insieme e non dice che secondo i piani petroliferi META' del la nostra regione e' da diventare un distretto minerario.

Non staimo parlando di un pozzo - qui si vuole trivellare lungo in lungo e in largo lungo tutta la costa! Si vuole installare un cosiddetto centri oli a mare, una nave gigante per la raffinazione a 9km da Rocca San Giovanni in bella vista sul litorale teatino, con inceneritore incorporato ed attivo 24 ore su 24. Mica queste sono bazzeccole!

Gli FSPO non sorgono cosi vicino alla costa in nessuna parte del mondo occidentale! Anche qui, il "professore" non sa della Maersk Ngujima-Yin danese che sottoposto a tutte le perizie per accertarne la sicurezza scoppio’ esattamente un anno dopo!

Il "professore" dimentica che a regime le piattaforme rilasciano tonnellate di inquinanti nel mare che hanno ripercussioni sulla salute dei fondali, dei pesci, delle persone che mangiano quei pesci e che nuotano in quei mari.

Lo afferma il governo Norvegese sulla sua pagina ufficiale dedicata al tema dell’ambiente e non "gli ambientalisti" che fanno terrorismo psicologico.

Rainone passa poi alle trivellazioni su terraferma e afferma

che arrivare ad evocare scenari come il Vajont è puro terrorismo psicologico. Le norme di sicurezza adottate nel nostro Paese sono molto severe. Non è un caso se, da quando l'estrazione di idrocarburi è attiva nelle nostre aree, non si siano mai verificati incidenti.


Questo e’ falso. Il pozzo di petrolio di Trecate, in provincia di Novara, e’ scoppiato per ben due volte. La prima esplosione, la piu grave nel 1994. Piovve petrolio per tre giorni, i campi e le risaie furono impraticabili per oltre un decennio, e vennero intaccati oltre 100 chilometri quadrati di territorio con conseguenze econmiche devastanti per gli agricoltori della zona. Una seconda esplosione, meno grave, nel 2006.

Come per gli esempi in mare, le esplosioni sono rare ma che ne basta UNA SOLA, per distruggere tutto. E come gia’ detto non ci sono solo gli scoppi, ma tutti gli altri effetti nefasti che l’ENI e le ditte petrolifere portano alle comunita’ in cui si insediano. Basta guardare il caso Basilicata, dove 15 anni di trivellazioni hanno portato a sorgenti idriche inqunate, dighe di acqua potabile inquinate da scarti petroliferi, petrolio nel miele, campi decimati, tumori in forte aumenti.

E’ questo il vero scenario delle trivellazioni e non solo il rischio di scoppio. Lo scoppio si vede e fa rumore, la morte progressiva e lenta no.

Per quanto riguarda “lo scenario Vajont” e’ stata la Forest Oil – ditta americana che vorrebbe trivellare ai piedi del lago di Bomba – a parlare per prima di questi rischi in un comunicato del suo dirigente per gli affari esteri, Ronald Brown che esplicitamente citava questa possibilita’. E’ stato lo steso brown a ricordare che la stessa ENI ha deciso di non trivellare ai piedi del lago di Bomba, oltre 40 anni fa per I gradni rischi di frane e smottamenti. In questo caso dunque, il terrorismo psicologico l’ha fatto la Forest Oil e non certo le persone che si ergonno in difesa dell’ambiente per il beneficio di tutti, anche del Prof. Rainone.

Infine, il professor Rainone conclude con un affondo sui contadini – classe cosi spesso trascurata e poco rispettata in Abruzzo accusandoli di

un uso sconsiderato di concimi e diserbanti in decenni di attività agricole.


Caro Rainone, qui non stiamo giocando a chi distrugge l’ambente di piu’. Se lei avesse davvero a cuore l’Abruzzo, si farebbe portatore di una campagna per sensibilizzare i contadini ad un uso piu rispettoso del territorio, e non certo usare l’uso di concimi come paravento per invocare una devsatazione ambientale ancora maggiore. Mi aspetterei da un accademico di voler migliorare la societa’ in cui vive, e non di avvallarne la distruzione.

Il "professore" conclude con un invito ad un incontro scientifico. Bene, ci sto. Se vuole un dialogo vero e non semplice propaganda, concordi con me luogo e ora, e sono sicura di smontare tutte le sue tesi.

In questi tre anni in cui leggo, viaggio, parlo, studio il tema del petrolio non ho ancora trovato una sola comunita’ che sia felice di ospitare l’industria petrolchimica nei suoi mari, nelle sue terre. Una sola non l’ho trovata.

Agli Abruzzesi onesti e intelligenti invece posso solo ribadire quello che ho scritto nella pagina informativa comparsa sul Centro in data 28 Agosto 2010: Non crediamogli.