Per chiedere ad Obama di non fare fracking negli USA, alcuni gruppi ambientalisti e progressisti qui negli USA hanno messo su questa campagna di invio lettere al presidente per mandare direttamente una lettera alla Casa Bianca:
1. Cliccare sul sito della Casa Bianca
2.Riempire le caselle con la stella rossa - Nome, Cognome, Email, Zip = CAP (va bene quello italiano oppure usare 10458), Subject = Environment. Infine nel Message fare copia e incolla del seguente messaggio:
3. Copia:
-------
Dear President Obama,
We cringed when you claimed in your State of the Union speech that fracked shale gas is clean, is abundant in supply for 100 years, and will bring about 600,000 jobs.
These are oil and gas industry talking points and not based on science and facts. A peer-reviewed, not industry funded, independent scientific study published by professors Howarth, Ingraffea and Santoro of Cornell University proved that shale gas (methane) extraction contributes more to climate change than coal. This evidence is also corroborated by Dr. James Hansen of NASA. At the January 9, 2012 Physicians Scientists and Engineers for Healthy Energy national conference held in Washington, D.C., a group of doctors, public health researchers and scientists presented reports on the public health threats posed by hydraulic fracturing (fracking) shale gas extraction and called for a moratorium on fracking until safety to public health can be demonstrated. Moreover, your own Energy Information Agency announced on Monday January 23, 2012 that it is cutting its estimate for natural gas reserves in the Marcellus shale formation by 66 percent from previous estimate of 410 trillion cubic feet of gas down to about 141 trillion. The Agency also lowered its estimates for shale basins across the United States by 42 percent from 827 trillion down to 482 trillion. Your Agency estimated Marcellus reserves would meet U.S. gas demand for about 6 years down from 17 years in the previous outlook.
President Obama, why would you want to jeopardize the health and living condition of our children and their children for a short term energy fix? Please study the facts and science. Natural gas is a fossil fuel which is finite, dirty and comes from a dying industry of the past century. It is imperative that we move the United States to an energy future that is both sustainable and compatible with human health.
We are asking you to please listen to your grassroots supporters who are deeply opposed to fracking. Fracking’s disastrous health and environmental consequences are too great. You must keep your promise to stand with the American people and not the big oil and gas industry. The only sensible solution is to invest in renewable energy now which will create lasting jobs for Americans without devastating our health and our country’s resources.
Thank you.
-----
4. Se si vuole cliccare sul "Contact me" per avere una risposta.
Durante il suo discorso allo Stato dell'Unione, martedi' 25 Gennaio 2012, Obama ha detto che vuole privilegiare il fracking per sfrutare il gas made in the USA. Vuole tirare fuori il gas dalla Pennsylvania mettendo a rischio tutto il sistema acquifero dello stato di New York. La gente e' arrabiata, ma e' anno di elezioni, ed Obama, nonostante tutto, e' un politico pure lui. Il fracking e' solo una nuova variante delle estrazioni petrolifere, dannosa ed inquinante.
Non portera' niente di buono a nessuno, ne negli USA, ne in Emilia Romagna, ne in Polonia, come non l'ha portato il petrolio in Nigeria, in Basilicata, in Ecuador.
Il petrolio porta solo soldi a chi ci specula, a chi lo vende, a chi lo estrae.
Sta a noi cittadini, da qualsiasi parte del pianeta, di rompere le scatole dove e come possiamo e non darla vinta a questi prepotenti.
Ci vogliono 3 minuti per fare tutto.
Showing posts with label Emilia Romagna. Show all posts
Showing posts with label Emilia Romagna. Show all posts
Monday, February 13, 2012
Scrivere ad Obama sul fracking
Saturday, April 16, 2011
Convegni Nimby per prenderci in giro
Stefania Prestigiacomo non ha detto una parola agli Abruzzesi, ai Molisani, ai Siciliani, ai Pugliesi dei piani petroliferi per i nostri mari, delle sue approvazioni alle trivelle selvaggie in giro per l'Italia. Niente di niente finche' non ce ne siamo accorti noi cittadini normali.
Niente.
Bel dialogo, bella sostenibilita', bell'ottica.
La nostra Stefania non parla a noi cittadini, se non dopo avere approvato le trivelle, ha pero' trovato il tempo per sedere a una riunione per denunciare il "Nimby" in Italia, alla presenza di Assomineraria.
Con tanti problemi che abbiamo in questa nazione sull'ambiente, Stefania Prestigiacomo va a un convegno per parlare delle "grandi opere" in Italia: energia, ambiente e infrastrutture.
Dicono che riguardo il Nimby - not in my backyard - c'e'
il crescere e il consolidarsi di questo fenomeno in Italia, che nel tempo ha acquisito nuove caratteristiche. La protesta si è fatta più estesa e incondizionata, si rivolge a ogni tipologia di impianto, persino a fonti rinnovabili; essa attraversa tutta l’Italia, coinvolgendo non solo i cittadini ma anche le Istituzioni nazionali e locali. Persiste l’assenza di un’informazione chiara e dettagliata, la mancanza di un senso comune di responsabilità.
Cara Stefania, ma se mi approvi airgun e trivelle a 5 chilometri da riva, nei campi, nei parchi, nei mari, nella vita della gente, cosa ti aspetti? Che siamo qui con un senso di responsabilita' verso i tuoi progetti di morte?
Dicono pure che il tutto serve a modernizzare il paese. Ma se avete pure tolto i fondi alle fonti rinnovabili, di che modernita' parliamo? Delle moderne trivelle, o del moderno nucleare?
Erano presenti a questo meeting un sacco di persone e presidenti dai nomi altisonanti che di ambiente calato nella vita delle persone, nelle nostre vite, non sanno niente:
Pietro Cavanna, Presidente del Settore Idrocarburi e Geotermia Assomineraria
Guido Bortoni, Presidente dell'autorita' per l'energia elettrica e per il gas
Gianni Alemanno, Sindaco di Roma
Vittorio Colgiati Dezza, Presidente di Legambiente
Antonio D'Ali' Presidente della Comissione Territorio per i beni ambientali al Senato
Roberto della Seta, Membro Commissione Territorio per i beni ambientali al Senato
Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all'energia
Qualcuno li ha mai visti nelle proprie citta'? Qualcuno ha mai sentito uno solo di questi fare qualcosa in difesa della gente, ma per davvero? Ora vanno li a parlare di Nimby? E chi sono loro per decidere delle nostre comunita'?
Assomineraria deve dire a noi che siamo irresponsabili? Ma chi credono di essere?
Notare che il meeting e' stato organizzato da Allea comunicazione e relazioni istituzionali, che fra i suoi clienti ha: Assomineraria, Impregilo, Assogas e Ionio gas e da I-COM istituto per la competitivita' che invece ha come "soci sostenitori" ENI, Edison, E-on Italia, quelli dei riversamento di pertrolio in Sardegna.
Proprio un convegno equilibrato, indipendente e aperto.
Di questo meeting, che e' parente del Copam di Matera e di quello di Rainone di Chieti, secondo me, non esistono resoconti, non esistono rapporti sulla stampa, non esistono filmati. Esiste una mappa - secondo loro tutta l'Italia e' Nimby!
Il Nimby e' stato un concetto sfruttato ad arte da petrolieri e affaristi per schernire le popolazioni locali quando si oppongono a progetti di morte sotto le loro case. Come se la difesa del proprio territorio fosse qualcosa di cui vergognarsi. Invece no, non c'e' niente da vergognarsi, perche' a difendere il tuo territorio devi essere tu, non ci sono alternative, soprattutto in un paese come l'Italia, il far west della democrazia.
Al Ministro, a tutti quei presidenti, a tutti quei politici, non gliene importa niente del tuo ambiente.
Infatti ci mettono a parlare uno di Assomineraria e il convegno lo organizza gente "sostenuta" dall'ENI!
C'era qualche delegato del popolo a questo convegno? C'era qualcuno che facesse i nostri interessi? Non mi risulta.
Interessante anche l'accoppiamento Saglia-Prestigiacomo.
Queste cose non compaiono sulla stampa italiana perche' 'e' meglio tacerle, ma fra gli investitori e i siti petroliferi inglesi qualche tempo fa ci fu un po di agitazione perche' Saglia a un certo punto disse che la legge Prestigiacomo, quella delle 5 miglia, sarebe stata presto ritirata. La Prestigiacomo il giorno dopo lo smenti.
Ecco cosa dice Saglia in data 8 Marzo 2011:
Italy is about to remove the ban on offshore oil drilling which had been introduced after the Gulf of Mexico oil spill, MF said citing the Italian junior industry minister Stefano Saglia.
L'Italia sta per rimuovere il diveito di trivellare petrolio lungo le coste, che era stato introdotto dopo il disastro del golfo del Messico, ha affermato il MF (Ministro delle Finanze? non so chi sia MF), riferndosi al sotto-ministro dell'industria Stefano Saglia.
Il giorno dopo gli risponde la Stefania:
Italy does not plan to lift its offshore drilling ban.
L'Italia non ha in programma di eliminare il suo divieto alle trivelle.
E cosi' in un paese in cui la destra non sa cosa fa la sinistra, nel frattempo ce la prendiamo con i cittadini normali.
Mettetevelo chiaro in testa: non vi lasceremo trasformare questa nazione in un campo di petrolio. Capito?
Labels:
Allea,
Assomineraria,
assomineraria prestigiacomo,
cavanna,
copam,
Emilia Romagna,
forum,
I-Com,
nimby,
pietro,
roberto,
saglia,
seta,
Stefania,
Stefano
Saturday, February 19, 2011
Il misero convegno di Rainone

Be as beneficent as the sun or the sea,
but if your rights as a rational being are trenched on,
die on the first inch of your territory
R.W.Emerson
but if your rights as a rational being are trenched on,
die on the first inch of your territory
R.W.Emerson
Oggi l'articolo su Il Centro riguardante i deliri dell'industria petrolifera per convincerci a lasciarli trivellare l'Abruzzo. Esordisce cosi': "Si puo' parlare di idrocarburi in maniera logica e non ideologica?"
Come a dire, finora le cose dette sono ideologiche.
Sono ideologici i cancri della Lucania?
Sono ideologiche le dighe di acqua inquinata in Basilicata?
Sono ideologiche le moratorie anti-trivelle negli USA?
Sono ideologici i limiti a 160Km dalla costa della California?
E' ideologico lo scoppio nel golfo del Messico?
Sono ideologici i terremoti di Cleyburne?
E' ideologica la subsidenza nell'Emilia Romagna?
E' ideologica la legge italiana che consente limiti di idrogeno solforato sei mila volte superiore a quanto prescritto dall'organizzazione mondiale della sanita'?
A me pare invece molto piu' ideologico il parere di Mario Rainone, che dice "un geologo non puo' essere contro il petrolio, e' come se un ingegnere demonizzasse il calcestruzzo".
Cioe' secondo lui un geologo deve essere favorevole a prescindere - pure se il petrolio e' monnezza, pure se fosse sotto piazza San Pietro, o chissa, sotto casa sua.
Proprio delle parole logiche, scientifiche e coerenti.
Si e' preso la briga di parlare per tutta la sua categoria!
Beh, questo fisico, con H-index 9 volte superiore al suo e 20 anni di meno, gli dice che invece i fisici hanno l'abitudine PRIMA di studiare il caso, e POI di esprimersi sulla base di dati, numeri fatti e non per partito preso o perche' sono amici di Assomineraria, o dell'ENI.
O pensa che io abbia motivi ideologici? E quali di grazia?
NON E' MAI SUCCESSO PRIMA DA NESSUNA PARTE DEL MONDO CHE LA QUALITA' DELLA VITA SIA MIGLIORATA DOPO IL PETROLIO!
Che lui beve il vino di Viggiano ? Va al mare a Gela? Mangia le cozze di Porto Marghera? Porta i suoi figli a respirare l'idrogeno solforato?
Questo fisico non ha interessi personali in tutta questa faccenda, a differenza degli altri illustri presenzianti alla conferenza. Eccoli qui:
Vittorio Scisicani, che faceva parte del Majella Petroleum System e che invece di parlare alla gente, se n'e' stato zitto zitto a godersi la sua "sponsorizzazione" ENI.
Davide Tabarelli, che fornisce servizi di consulenza ai petrolieri tramite la Nomisma e che dice che in Emilia Romagna turismo e petrolio crescono insieme. Ma quando mai! Ma se le trivelle gli hanno fatto sprofondare tutta la zona attorno a Ravenna e del Delta del Po'! Il mare e' sporco. La stessa ENI dice che il campo di Angela-Angelina e' responsabile del 60% della subsidenza nel suo bacino, e che la subsidenza durera' per 25 anni dopo che il pozzo e' stato dismesso.
Paolo Orsini della Sivam e Sergio Morandi della Mediterranean Oil and Gas che parlano di sicurezza e di turismo - ricordando i Motel Agip!!! - oddio, rido da sola!
LA MOG non ha neanche i soldi per piangere, chissa' come la fanno la sicurezza a una FSPO che vorrebbero construire a Rocca san Giovanni - senza risk assessment, senza dati, senza piani.
E che ce ne dice della sicurezza dei pozzi scoppiati a Policoro, a Trecate, a Paguro? Degli incidenti alle raffinerie di Mantova, di Viggiano, di Busalla, di Gela?
Franco Terlizzese invece parla di burocrazia. Vuole snellirla? Bene, decidiamo una volta per tutte che l'Adriatico e' chiuso alle trivelle. Fanno cosi' negli USA - i cinque grandi laghi sono chiusi alle trivelle, e hanno una estensione territoriale maggiore del mare Adriatico. Idem lungo la costa Atlantica e Pacifica.
Fine della burocrazia.
Paolo Primavera ancora tira fuori numeri magici - 6000 persone che lavorano nell'industria del petrolio. Ah, si! Si vede che gli e' rimasto il miraggio di Chieti come Dubai! Le migliaia di famiglie di contadini non contano, invece.
Ma chi e' questa gente? Se ci fate caso, tutti gli intervenuti sono persone o venute da fuori, o mai sentite prima o che hanno interessi di parte.
Mario Rainone conclude dicendo, tutto contento, che per la prima volta in Italia (modesto il tipo!) si e' riuscito a ragionare pacatamente di petrolio.
E' questo che vogliono, esserti amici, farti vedere che si, trivelleranno, ma che vuoi che sia.
Un mucchio di signori bianchi di mezza eta' con i vestiti eleganti, che ti tranquillizzano e che vogliono farti pensare che la tua indignazione sia sbagliata. Come la prima volta che incontrai l'ENI - 10 di loro, a porte chiuse - e credevano di poter fare a tarallucci e vino con me, facendomi sentire che ero io non avevo capito bene, e che sarebbero stati gentili come colombe.
Invece no, ho visto, ho parlato, ho indagato. La conclusione e' sempre la stessa. Sono loro che mentono sapendo di mentire.
La tua indignazione e' sana.
Devi essere arrabbiato, devi non credegli, devi non lasciare a questa gente di abbindolarti.
Vogliono solo distruggere l'Abruzzo per le loro tasche.
La prova e' in questo Majella Petroleum System - lo sapeva mezzo dipartimento di Geologia di Chieti - non lo sapevi tu, cittadino d'Abruzzo.
La prova e' in questo convegno, che si svolge solo dopo 4 anni di lotte e di proteste. Pensate che se non ci fossimo ribellati, avrebbero mai fatto un convegno per parlare alla gente? No, avrebbero trivellato e amen.
Fanno tutto questo per "creare consensi", per mettere un po di zucchero su una pillola che sara' amarissima, come lo zolfo che vogliono tirare fuori da sotto la tua terra.
Chiodi, Di Giuseppantonio, Legnini, e tutti gli altri politici che hanno detto un mezzo no alle trivelle ieri, non l'hanno fatto perche' convinti, ma solo perche' noi cittadini d'Abruzzo gli abbiamo fatto capire che non saremmo scesi a compromessi, e che o stanno dalla parte della gente o senno' non li votiamo piu'.
E dunque, di nuovo: non crediamogli, resistiamo, e difendiamo l'Abruzzo con le unghia e con i denti e con quello che loro non hanno e non avranno mai - il cuore.
Fonti: Il centro
Labels:
abruzzo,
Agip,
angela,
angelina,
balle,
convegno,
Emilia Romagna,
ENI,
ENI petrolio,
idrocarburi,
inquinamento,
Mario,
nomisma,
Petrolio,
Primavera,
Rainone
Tuesday, December 21, 2010
Interviste

Oggi sono ospite della classe 2A e della professoressa Vincenzina Pace dell'Istituto di Scuola media Galilei di San Giovanni Teatino. A suo tempo hanno scritto pure le osservazioni contro Ombrina. Spero di fare bene. E' sempre bello stare coi giovani. Sono onorata. Se il tempo e' buono piantiamo un albero. La rivoluzione parte da qui
----
Intanto, ecco qui una intervista su Sottobosco.info di Davide Capalbo, in merito alle trivelle in Emilia Romagna. Grazie a Davide, per l'attenzione al tema.
Ecco qui la versione ufficiale che e' stata tagliata per motivi di spazio:
Cosa sono e come si ottengono le linee sismiche ad alta definizione?
Per capire quanto grandi siano i giacimenti di idrocarburi, si mandano delle onde sismiche nel sottosuolo e a seconda del tipo e del tempo di risposta, si riesce ad avere una stima delle caratteristiche del supposto giacimento. A seconda delle circostanze si puo' usare come sorgente sismica un vibratore, dinamite, una pistola ad aria compressa (airgun) oppure una mistura esplosiva detta Tovex. Quest'ultima e' usata da circa l'80% delle ditte petrolifere.
Il pericolo maggiore e' quando l'airgun viene usato in mare, a causa dei forti disturbi che i segnali di alta intensita' (attorno ai 200 decibel) e bassa frequenza possono causare all'habitat marino. Possono esserci conseguenze negative sul sistema riproduttivo, alimentare, e di orientamento di cetacei, che possono perdere l'orientamento e spiaggiarsi. Qualche volta l'airgun ha anche causato morie di delfini e balene.
Sulla terraferma i danni sono limitati a danni alla vegetazione, e a possibili disorientamenti delle specie animali.
Questi potrebbero sembrare effetti lievi, ma la questione e' un altra. Perche' la Aleanna vuole fare le ispezioni sismiche? Non certo per amore della conoscenza, ma perche' ha in progetto di trivellare la zona se i giacimenti sono promettenti. E' in questa ottica che occorre porsi: come collettivita' siamo disposti a diventare un distretto minerario con tutto quello che comporta non solo l'attivita' di esplorazione sismica, ma le trivelle nei nostri campi per i prossimi 20, 30 anni?
Occorre una visione globale e a lungo termine su cosa si vuole per il territorio.
L'esplorazione sismica e' seguita dal pozzo esplorativo, dal pozzo finale, dalla pompatura di sostanze chimiche per estrarre il petrolio, dal trasporto di idrocarburi e dalla loro possibile lavorazione. L'agricoltura ne soffrira'. Il turismo, la qualita' della vita ne soffiranno. I soldi per la collettivita' saranno pochi.
E' verso questo scenario che occorre guardare, e chiedersi se e' questo che vogliamo. Se la risposta e' si, allora ben venga anche l'ispezione sismica. Se la risposta e' no, allora occorre non iniziare nemmeno il processo di presa dati dell'area, perche' il tipo di sviluppo che si e' scelto - a monte - e' diverso.
Occorre che come cittadini siamo informati e non lasciare alle ditte petrolifere di fare un pezzettino alla volta, minimizzando e cercando di arrivare alla meta in modo graduale. L'ispezione sismica e' solo l'inzio della petrolizzazione di un territorio.
I pozzi sono "solo buchi"?
Fiscamente sono buchi, ma buchi che vanno a 3,4 chilometri sotto la crosta terrestre e dai quali escono sostanze che madre natura ha messo sottoterra millenni fa. Estrarre petrolio da questi 'buchi" e' un'attivita' intrisecamente distruttiva: per arrivare agli idrocarburi cosi' in profondita' occorre usare delle miscele dette fanghi e fluidi perforanti, sature di sostanze tossiche, qualche volta anche radioattive e metalli pesanti. Fra questi mercurio, arsenico, cadmio, piombo, bario. Ci sono poi le acque di produzione, cariche di residui petroliferi, che sono tossiche e che occorre smaltire. Infine, anche se varia da localita' a localita', in generale il petrolio italiano e' di qualita' scadente - pesante ed amaro. Amaro vuol dire che e' ad alto tenore di zolfo, componente
indesiderata degli idrocarburi perche' lo rende denso, maleodorante ed altamente corrosivo,
pesante vuole dire che e' dalla composizione chimica non ottimale per ottenere benzina e altri prodotti di qualita'.
Il petrolio migliore del mondo e' tutto il contrario di quello che c'e' in Italia, e' dolce e leggero.
Ovviamente avere petrolio amaro e pesante significa che l'impatto ambientale e' maggiore,
che c'e' bisogno di maggiore lavorazione e industria pesante per ottenere alla fine petrolio che possa essere commercializzato.
Conosciamo bene il grosso rischio di subsidenza del Delta del Po. Meno bene, invece, gli altri rischi per l'ambiente e la salute derivanti dalle operazioni di esplorazione ed estrazione: a cosa andiamo incontro?
Gli effetti delle trivellazioni su larga scala sono ben evidenti in Basilicata, terra martoriata dalle ditte petrolifere - ENI in primis - da 15 anni a questa parte. Intanto, la mole di rifiuti petroliferi e' enorme ed e' costoso smaltirli. Ci sono molti esempi di scarti di lavorazione petrolifera seppelliti alla meno peggio nei campi o nei parchi.
Quindi, la prima domanda da farsi e': dove finiscono i rifiuti speciali e pericolosi delle trivellazioni? Ci sara' qualcuno che monitorera' per davvero? Una volta estratto questo petrolio poi, ci sara' bisgono di infrastruttura, trasporto su camion, oleodotti, e se il petrolio e' amaro, ci sara' bisogno di mini-raffinerie in loco. Uno dei motivi per cui lo zolfo e' indesiderato e' che questo rende gli idrocarburi cosi corrosivi che occorre trattarli in loco, perche' il trasporto a lunga distanza e' impossibile.
In Basilicata hanno gia' costruito il "desolforatore" nella citta' di Viggiano - con il romantico quanto ingannevole nome come di "centro oli" - e ne progettano un altro a 20km di distanza. L'area che in teoria era stata designata come parco nazionale della Val D'agri e' ora un crocevia di tubature, pozzi, e sovrastata dalla raffineria. Nella zona della Val D'Agri trovano petrolio nel miele, i vigneti, meleti, campi di faglioli e di ortaggi sono tutti malaticci a causa delle esalazioni tossiche della raffineria, l'aria puzza e sa di uova marcie, qualche volta i campi sono stati abbandondati.
Le case piu' vicine al centro oli sono state abbandonate, le proprieta' immobiliari hanno perso valore, i giovani emigrano, i posti di lavoro promessi dall'ENI non sono arrivati. In Basilicata alcune sorgenti idriche sono state inquinate dagli scarti del petrolio, e nell'estate del 2010 sono stati ritrovate sostanze tossiche in una diga di acqua potabile che hanno la stessa composizione chimica dei fanghi perforanti. Infine, il tasso di tumori nella zona della Val D'Agri aumenta vertiginosamente. L'ENI aveva promesso alla fine degli anni '90 che avrebbero monitorato emisssioni e condizioni di salute delle persone. Le centraline sono state installate solo di recente, e non sempre funzionano. Lo studio epidemiologico e' iniziato solo nel 2010, dodici anni dopo quanto stipulato.
Comunque la si voglia guardare, l'ingresso dei petrolieri in Basilicata e' stata una catrastrofe.
Tutto questo nel giro di soli 15 anni di trivellazione certificata dall'ENI. Dalla Basilicata
si estrae solo il 6% del fabbisogno italiano di petrolio. Il restante 94% lo importaimo.
Le royalities - i soldi che le ditte petrolifere pagano in cambio di risorse - sono in Italia del 10% su terraferma e del 4% in mare. In Norvegia il tasso e' dell'80%. Una regione intera e' stata distrutta in cambio di poche briciole. Non e' giusto.
Le ditte petrolifere straniere che vogliono venire a trivellare l'Italia lo sanno bene che siamo in un paese dove le norme ambientali sono blande, e dove i costi da pagare sono bassi, per cui annunciano sempre con entusiasmo il loro ingresso in Italia, La si percepisce come un paese che offre loro poca resistenza.
Sta a noi cambiare questa percezione.
Esistono studi scientifici che provano la relazione tra trivellazioni e disastri ambientali?
Sono moltissimi, e basta un po di pazienza e buona volonta' per trovarne evidenza in tutto il mondo, in contesti diversissimi fra loro. Un articolo di Scientific American parlava di pozzi artesiani inquinati dall'industria del gas, ci sono studi in inghilterra sugli aumenti di mortalita' infantile nei pressi di raffinerie. In generale e' risaputo che vivere vicino raffinerie, oleodotti e pozzi di petrolio e' detrimentale per la salute umana, per l'agricoltura e per la natura. Lo dicono gli studi di scienza - quelli non finanziati dall'ENI - lo dicono i contadini e le persone che vivono a contatto con le infrastrutture petrolifere. Lo dicono i petrolieri stessi, a porte chiuse, o com'e' capitato a me quando vanno in pensione o lasciano l'ENI per un motivo o per l'altro. I grazie piu sentiti per la mia attivita' anti-trivellazione in Abruzzo mi sono arrivati da ex-dipendenti dell'ENI che conoscono bene il modus operandi dell'industria petrolifera.
Infine lo dicono la Shell, la Exxon Mobil, la Chevron e la BP che ogni tre mesi sono obbligati dalla legislazione californiana a dichiarare sulla stampa che le attività petrolifere di qualsiasi genere sono collegate alla comparsa di tumori, malformazioni e altri danni riproduttivi.
La legge che obbiga petrolieri a dichiarare questo si chiama Proposition 65 ed e' intesa come un modo trasparente di informare i cittadini della qualita' della loro aria, acqua e della loro vita.
---
In Abruzzo i programmi dell'ENI erano di trivellare e costruire una prima raffineria di petrolio nel 2007. La popolazione e' stata compatta e unita, e tutti, dalla conferenza episcopale d'Abruzzo e Molise, fino alla Confcommercio hanno detto il proprio no all'ENI. Le carte erano tutte pronte, i progetti e gli investimenti dell'ENI pure. Il sindaco di Ortona, Nicola Fratino, l'allora presidente di regione, Ottavaino del Turco erano favorevoli alla costruzione di pozzi e raffinerie fra i campi del Montepulciano.
Non abbiamo mollato per mesi e mesi, e siamo ancora qui. Finora, neanche uno di tutti i pozzi programmati per l'Abruzzo e' stato costruito. Non so se la nostra sia una vittoria, perche' i petrolieri sono li che aspettano che ci stanchiamo, ma se e' una vittoria, posso dire che vincere contro i petrolieri non e' impossibile, ci vuole solo buona volonta, testardaggine e la convinzione della proprie idee. Non si deve mollare mai e ogni giorno osare un po di piu'. L'Italia e' nostra
e non dei petrolieri venuti chissa da dove.
Mi auguro che lo stesso spirito di combattivita' che ha pervaso la societa' civile abruzzese possa sorgere anche in ER.
Labels:
airgun,
balene,
capalbo,
decibel,
delfini,
Emilia,
Emilia Romagna,
ENI,
inquinamento,
media,
Petrolio,
scuola,
sottobosco,
torvex,
vegetazione
Tuesday, December 1, 2009
Cauti

Mi sono arrivati vari messaggi in queste ultime ore di entusiastica gioia per la "fine" della questione petrolio. Anche io sono contenta, ma cauta, molto cauta perche' non credo che sia veramente la fine.
Prego tutti di non abbassare la guardia, perche' la proposta legge, almeno ad una prima analisi, ha molte pecche e possibilita' di essere raggirata. Il mare non e' assolutamente protetto, e cosi pure le zone sismiche 3 - inclusa tutta la costa.
E' vero che alcune zone saranno protette, ma non tutto l'Abruzzo. Se andiamo a proteggere un parco o una vigna, ma poi facciamo il pozzo o la raffineria a cento metri, non cambia nulla!
Si parla di olio combustibile, ma non di gas. Forse che un pozzo di gas e' meglio di uno di petrolio? Sono dannosi uguale, basta solo chiedere al Polesine, a Ravenna, all'Emilia Romagna.
Prego tutti di non mollare con la mobilitazione e di seguire meglio gli sviluppi dei prossimi giorni. Continuiamo tutte le attivita' e pressiamo affinche' TUTTA la regione venga protetta.
Intanto la Petroceltic ha deciso di trivellare non solo Ortona, ma anche Vasto, a 5km dalla riserva naturale di Punta Aderci. Tutto il nostro mare e la nostra costa sono a rischio. Continuiamo e non molliamo adesso.
Labels:
Emilia Romagna,
Ortona,
Petroceltic,
Polesine,
Punta Aderci,
Ravenna
Monday, July 13, 2009
Siamo sulla BBC !


La scorsa settimana mi ha intervistato Punto Radio da Bologna (FM 87.70 - 87.90), sul tema dell'Abruzzo petrolizzato. Metto qui il
link per ascoltare la puntata del programma tramsesso da Antonio Amorosi su "Il punto di Antonio Amorosi". La puntata e' stata trasmessa Venerdi' scorso, 10 Luglio alle 16:30.
Grazie di cuore ad Antonio per l'interesse e agli altri ospiti dell'Emilia Romagna e della Lombardia per avere testimoniato degli stessi problemi nelle loro realta'. Sono contenta che pian piano anche il resto d'Italia sappia della devastazione che petrolieri e politici senza spina dorsale stanno portando a questa terra d'Abruzzo.
Non era mia intenzione farlo, ma visto che c'e' tutto questo immobilismo politico, e che fanno tutti finta di non sentire, io non ho altro strumento che svergognarli tutti al meglio che posso.
E poi, ho sempre pensato di voler fare arrivare la nostra storia petrolifera lontano, sulla stampa nazionale e straniera, per farlo sapere a tutto il mondo che noi qui i pozzi del petrolio non ce li vogliamo per nessun motivo. Ho sempre sognato che fossero loro a trovare noi. Finalmente questo sogno e' diventato realta' grazie al filmato di Elga sul petrolio ad Ortona, mandato in onda da Current TV che una giornalista della BBC ha scovato e da cui e' nato il suo interesse sul tema.
La BBC ci ha dunque contattato e domani, 14 Luglio alle ore 8:30 del mattino andra' in onda in tutto il mondo il servizio sull'Abruzzo petrolizzato. Su questo link e' possibile ascoltare la storia e scaricarlo via podcast in inglese. Fra qualche giorno uscira' pure la versione cartacea, che non manchero' di pubblicare.
Gianni Chiodi e Daniela Stati dovranno vergognarsi davanti a tutto il mondo per avere rifiutato di prendere una posizione in merito alle estrazioni petrolifere e di starsi comportando da Ponzio Pilato. Anzi peggio: Ponzio Pilato diceva ni, questo duetto inutile non dice nulla.
Tutto il mondo sapra' che Nicola Fratino e gli altri suoi compari della Buonefra hanno intascato ben 1,100,000 euro in cambio della svendita delle colline del Montepulciano, trasformate da siti agricoli in siti industriali, nel giro di una sola settimana.
Tutto questo varra' da monito anche al nuovo presidente della provincia di Chieti, Di Giuseppantonio, che ha messo nella sua rosa di politici anche il famoso Remo di Martino, un forte sostenitore del progetto petrolifero per Ortona (e dunque penso anche per il resto della regione), quello stesso che pensava che io fossi una creatura del web e che doveva venire a Los Angeles a mostrare a tutti i miei alunni che io fossi antidemocratica (!).
Come dico sempre, quando uno viene eletto il suo primo dovere e' di garantire sicurezza, salute e benessere ai suoi concittadini e non di chiudersi orecchie, occhi e naso di fronte ai problemi, ed il petrolio e' uno dei piu' gravi e che riguarda tutta la regione. Ma evidentemente la spina dorsale della nostra classe politica non e' cosi rigida da fare il nostro interesse. Meglio far finta di niente, abbassare la testa e lasciare a petrolieri ed affaristi di fare cio' che vogliono.
Manifestazione 18 Luglio, ore 10:30 davanti alla nave di Cascella, continuiamo a fare informazione ed ad essere in tanti.
Subscribe to:
Posts (Atom)