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Thursday, January 4, 2018

Davide Tabarelli, Nomisma, il petrolio e le rinnovabili


Davide Tabarelli sull'Advisory Board dell'ENI, 27 Giugno 2017

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Visto che il Corriere della Sera non sa mettere il contesto 
attorno ai vari personaggi che intervista
cerco di farlo io.


La pagina web di Nomisma Energia qualche anno fa -- trivelle in primo piano


Tabarelli dice che 

"In Europa si usa sempre di più il gas perché il carbone presto andrà eliminato"

 Dal grafico di cui sopra e' evidente che dal 2008 in poi il comsumo di gas in Europa e' calato

In realta' sono aumentate le rinnovabili, caro Tabarelli.
 
Ecco qui il grafico invece della produzione energetica da rinovabili:



I dati di Davide Tabarelli dove sono?




Il core business della Nomisma Energia.
Le prime tre sono

Crude Oil and Oil Products; Natural Gas; Coal

Davide Tabarelli


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Il Corriere della Sera manda una interessante intervista a Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia in cui si da la colpa dei prezzi troppo alti delle bollette alle rinnovabili.

Anzi, lui la chiama "rivoluzione verde".

Il titolo dell'articolo e' infatti: Bollette troppo alte? Paghiamo troppo per la rivoluzione verde

Tabarelli aggiunge che meglio e’ estrarre gas italiano perche’e' piu' pulito.

Se questo blog potesse parlare adesso scoppierebbe in una risata fragorosa.

Il gas italiano e’ piu’ pulito! Certo. Possiamo anche aggiungere: il sottosuolo italiano e’ piu’ resistente alla sismicita’ indotta! I polmoni degli italiani sono piu’ assuefatti agli inquinanti! E pure,  gli italiani sono scemi e credono a tutte le panzane che il governo amico delle fossili gli propina!

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La prima cosa che vorrei dire e' che in Italia non e' in atto nessuna rivoluzione verde, nel senso che tutto quello che di buono abbiamo in questa nazione sul reparto energia verde e' stato *nonostante* gli ostacoli imposti da un governo dopo l'altro, *nonostante* gli intrighi promossi da un petroliere dopo l'altro, *nonostante* i tagli retroattivi imposti alle rinnovabili sotto il governo Renzi, *nonostante* si continuino ad approvare un progetto fossile dopo l'altro.

Una rivoluzione la si vuole, la vive, la si progetta, la si costruisce. Quello che invece abbiamo in Italia e' una serie di eventi a casaccio.

Uno deve solo pensare a Tempa Rossa in Basilicata - una nuova raffineria nel 2018! - la TAP per portare piu' gas in Italia, la SNAM per il trasporto del gas lungo mezza Italia usando la penisola come una sorta di autostrada degli idrocarburi per lo smistamento nel resto d'Europa, e i vari progetti on e offshore che vengono riproposti da Vercelli fino a Pantelleria.

Si chiamano Bomba, Carpignano, Zibido, Ragusa e Ravenna e ce ne sono tanti altri.

Sempre approvati dai ministri dell'ambiente Gianluca Galletti e dei beni culturali, Dario Franceschini, senza che mai Matteo Renzi o Gentiloni abbiano detto "ah", o mosso una qualsiasi obiezione.

Vi pare questa una rivoluzione verde?

O ci vogliamo nascondere dietro i saccehettini della spesa? 

Come possiamo parlare di una rivoluzione verde? E' invece una resistenza delle rinnovabili che, appunto, *malgrado* tutto, riescono ogni tanto a vincere e fanno paura a Tabarelli e compari.

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Ad ogni modo, fatta questa precisazione nel titolo, ci tengo a sottolineare che il Corriere della Sera non spiega bene chi sia questa "Nomisma Energia" di tale Davide Tabarelli.

Io li conosco da abbastanza tempo, nel senso che vanno in giro predicando quanto sia buono e giusto trivellare in Italia, dall'Abruzzo alla Basilicata, dall'Emilia Romagna alla Sicilia da anni ormai.

A volte rasentano il ridicolo. E questo solo per mettere un po di contesto al personaggio.

Qui quando Davide Tabarelli disse che il turismo puo' convivere con il petrolio in Basilicata, visto che Ravenna ha trivelle e mosaici ed e' sito UNESCO.

Qui quando vennero in Abruzzo a convicerci che "l'ostilita' delle popolazioni e' sproporzionata” per il reparto trivelle. Disse pure che lui quando veniva in Abruzzo e passava per Falconara ammirava la raffineria sul mare. La gente rise.

Chi e' allora la Nomisma Energia?

E’ il ramo energetico della Nomisma, fondata da Romano Prodi che fa consulenze economiche. Davide Tabarelli e' il fondatore di Nomisma Energia e appunto fanno ricerca e consulenza economica per imprese, prime fra tutti per i petrolieri.

In cima c’e’ a questo post c'e' la pagina di Nomisma Energia come appariva qualche anno fa con le trivelle in prima veduta. E infatti ancora adesso la Nomisma Energia rivela di avere petrolio, gas, carbone, nucleare, rifiuti fra i suoi principali interessi. A chi e’ interessato al petrolio dicono di offrire:

servizi informativi specialistici, accesso a informazioni privilegiate, surveys periodiche con management di aziende del settore e decisori pubblici, monitoraggio costante delle normative e regolamenti, europei e nazionali.

Mmh.

Accesso ad informazioni privilegiate? Surveys con i decisori pubblici? C’e’ qualche legame? Chi lo sa.

Survey in italiano sarebbe questionario o statistica.

Ma poi hanno anche interessi in "Ambiente e Territorio" sotto la voce “monitorare” i fenomeni NIMBY – cioe non e’ che gli interessi capire e farsi portavoce delle preoccupazioni dei territori (non sia mai) quanto invece vogliono monitorare tutti noi che ci opponiamo a trivelle e affini e che invece vogliamo sole e vento e intelligenza e lungimiranza e dare l’esempio in questa nazione.

Il loro interesse per l'ambiente e per il territorio comprende monitorare quelli che non vogliono buchi per terra rincorrendo miti energetici vecchi di sessanta anni!

Fra i clienti di Nomisma una sfilza di nomi che comprende una serie di compagnie certo famose per il loro amore per l’ambiente e le persone: ENI Servizi, Federchimica, British American Tobacco Italia, Dow Agrosciences, Monsanto Agricoltura Italia, Philip Morris International Management; Philip Morris Italia, British GAS, Italgas, Italsementi, Toto.

E dunque eccolo qui il nostro Davide Tabarelli, di cui il Corriere della Sera ignora il passato e gli interessi.

Siamo nella trasmissione "Petrolio".

Tabarelli dice che e’ un "dovere etico" estrarre il petrolio in Basilicata e che addirittura si potrebbe arrivare a tripilcare il numero di barili.

Ah si?

Un dovere etico?

E il dovere etico di salvaguardare la vita di chi vive in Basilicata? E tutti gli scandali ambientali degli ultimi anni? Quelli non sono mica surveys? Sono fatti sulla pelle della gente, ogni santo giorno.

Si vede che lui vive altrove.

Il dovere etico sta nel lasciare questa terra un po piu' sana di quello che e' adesso, non nel triplicare i barili e la disperazione dei lucani. 

Ecco qui le sue domande e risposte al Corriere della Sera:

Abbiamo un triste primato, dopo la Danimarca siamo i primi in Europa per costi ricaduti sulle famiglie a causa dell’energia, non c’è da gioire. Solo che noi siamo anche i più virtuosi, i primi rivoluzionari del verde, ma questo ci costa. Nelle energie rinnovabili l’Italia è tra i Paesi più avanzati; spendiamo 16 miliardi l’anno per le politiche ambientali, appena poco meno della Germania, solo che loro producono più energia elettrica e hanno un Pil più alto. Vanno bene le rinnovabili, e la cosiddetta rivoluzione verde è condivisibile, ma va gestita, perché crea un sacco di problemi.

Io non so da dove vengano questi numeri, e ne dubito fortemente. Ma anche se tutto fosse vero, vuol dire che siamo inefficenti e che sprechiamo soldi. Non e' colpa delle rinnovabili se gli investimenti non fruttano tanto quanto in Germania. E' colpa di chi gestisce i soldi e magari ci deve fare il ricamo sopra per mangiarci lui ed i suoi amici se le rinnovabili non fruttano tanto quanto potrebbero.

Non sono sole e vento i cattivi, quanto gli sprechi, e chi e' responsabile di questi sprechi, ammesso che i numeri di Tabarelli, che fornisce consulenze per oil and gas, siano veritieri. Gli viene chiesto se sia contrario alle rinnovabili. Lui dice

vanno gestite bene e considerata tutta una serie di fattori. Mi spiego: a lungo termine avremo degli effetti positivi, forse. Appunto: forse. Invece, dal primo gennaio gli aumenti sono sicuri, perché il fabbisogno di energia elettrica aumenta e quindi il costo sale.

Forse avremo degli effetti positivi?

Forse?

Non e' bello questo modo di sminuire le rinnovabili e creare questo parallelo fra "forse" vantaggi delle rinnovabili e "sicuri" aumenti in bolletta del gas. Non e' giusto, non ci sono dati dietro, non ci sono prove e numeri a spiegare questa supposta correlazione. Per me e' tutto fumo negli occhi.

La verità, almeno secondo me, e' che se veramente puntassimo sulle rinnovabili, le nostre citta' soffocate dallo smog potrebbero forse soffrire un po di meno, e con loro i bambini e le persone piu' fragili costrette a respirare contanta schifezza.

E gli effetti positivi sarebbero per il breve, medio e lungo termine. Perche' non staremmo a sparare in ambiente sostanze tossiche, dal benzene ai composti sulfurei che portano danni -- questi si sicuri! -- a persone e ambiente.
 
Ma poi, Tabarelli ha mai sentito parlare di cambiamenti climatici? Non sa Davide Tabarelli che le fossili, gas incluso, contribuiscono fortemente a tutto i soqquadro climatico in atto in questi anni? E gli accordi di Parigi che li abbiamo firmati a fare?

Ma poi, siamo davvero sicuri che gli aumenti dei costi della bolletta sono a causa delle rinnovabili?

Addirittura per tranquillizzarci, Mr. Tabarelli aggiunge che l'aumento dei prezzi del gas (del 5%) e' una situazione è più tranquilla.

Cosa vuol dire questo? Perche' la situazione e' piu tranquilla? In che modo le rinnovabili ci devono spaventare? Quand'e' che l'aumento dei prezzi del gas diventa invece preoccupante?  Al 10%? Al 20%?

Mistero.

L’aumento è legato a un fattore stagionale: c’è più freddo, aumenta la richiesta e quindi il prezzo. Ma gli stoccaggi ci sono. E io dico sì a tutte quelle opere che portano gas, dal South Stream dalla Russia al Tap in Puglia.

Fa piu freddo e per questo ci sono gli aumenti? Suvvia, dobbiamo credere a questo? Proprio quest'anno aumentano i prezzi perche' c'e' piu' freddo?

E l'anno scorso non faceva freddo?

E come lo sanno per i prossimi mesi che sara' piu' freddo?

Lo sanno, vero che le previsioni meterologiche piu che a una settimana non si possono fare? 

Io credo invece che visto che anche in Italia il consumo di gas cala, devono trovare un modo per tenere i profitti, e quindi aumentano i prezzi. Il 5% e' un aumento consistente, non da niente.

E ovviamente che Tabarelli dice si a piu' gas in Italia! La Nomisma Energia e' fossile anche lei. E chissa che ruolo gioca nella cricca di corporazioni che gestisce l'energia in Italia con tutti gli inciuci fra governi, dirigenti di ditte fossili, affaristi.

Il sole e vento fanno paura perche' sono risorse maggiormente distribuite, perche' non c'e' un monopolio, perche' possiamo gesticerla da soli. 

Il primo cameo finale e' per l'Europa, dove si dice che

In Europa si usa sempre di più il gas perché il carbone presto andrà eliminato e questo è un bene: anche se più economico, è molto più inquinante.  

....

Dobbiamo aumentare la concorrenza producendolo anche noi, e il nostro è anche più pulito.

In realta' non e' proprio cosi: il consumo di gas e' in calo, ed aumenta quello delle rinnovabili, caro Davide Tabarelli. I grafici in alto sono ufficiali da Eurostat. Dove sono i suoi dati in merito al fatto che aumenta il consumo di gas per sostituire il carbone?

E la favola che il nostro gas e' piu' pulito, da dove arriva?

In che senso e' piu' pulito?

Il gas italiano ha una formula chimica diversa?

Quali libri di chimica spiegano questa magia del gas italiano?

Mistero.

Il secondo cameo finale e' per la Cina


Basti pensare che in Cina, dove il carbone rappresenta il 90% delle fonti energetiche, per il troppo inquinamento hanno ridotto la produzione interna. 

Si e' vero. Ma lei dimentica di dire, caro Tabarelli che la Cina ha iniziato una *corsa* verso le rinnovabili. Vogliono essere i leader globali, e siccome gli USA di Trump fanno veramente pena in questo senso, hanno il campo aperto.  Per sostituire il carbone, non puntano mica su gas, puntano su sole e vento!

Citta' intere create ed alimentate dalle rinnovabili, citta' di 10 milioni di abitanti con tutti gli autobus elettrici, programmazione per il 100% di autovetture rinnovabili, sperimentazione di batterie nuove, persino tratti di autostrada elettrica.

Certo, partono da una situazione molto peggiore dell'Europa.  Hanno inquinamento enorme a causa delle scelte del passato. Ma adesso hanno *deciso* di darsi una svolta, e di fare sul serio, con idee, progetti, passi in avanti, legislazione. E vanno avanti. Per davvero.

Questa e' una rivoluzione verde. Non quella che abbiamo in Italia.

Ed e' una rivoluzione perche' la si vuole, non perche' capita a caso.

Infine una parola alla giornalista Claudia Voltattorni: ma intervistare qualcuno che non parli di ambiente dal suo punto di vista di fornitore servizi all'industra del petrolio? 

Potrebbe mai succedere?

Oppure dobbiamo per forza convincere gli italiani che il cerchio e' quadrato?


Wednesday, May 21, 2014

I deliri di Prodi: trivelliamo l'Adriatico

Il limite alle trivelle in Florida: in alcuni punti si arriva a 375 km da riva. 
Perche' dagli americani copiamo solo le cose stupide?
Li sotto c'e' piu' petrolio che in tutta l'Italia.







E per finire:





Perche' non possiamo mai copiare le cose buone degli USA?

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It is therefore concluded that the seismic process that began before May 20th 2012 and continued with the sequence of earthquakes in May-June 2012 is statistically correlated with increases in production and injection in the Cavone oil field.

Dal rapporto della Commissione Ichese, pagina 176


A 2006 federal moratorium keeps drilling 125 miles 
from the Panhandle and 235 miles from Florida's west coast.

Il limite alle trivelle in Florida e’ di almeno 200 km dalla riva, per la protezione dell’ambiente, turismo e pesca.  In alcuni punti questo limite giunge a 375 chilometri.


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Romano Prodi esce dal suo lungo letargo mediatico con il titolo "Quel mare di petrolio che giace
 sotto l’Italia: possiamo raddoppiare la produzione di idrocarburi".

Gli fa eco il ministro  Federica Guidi secondo la quale non possiamo perdere questa opportunita’.

La premessa e' che Romani Prodi e' stato il fondatore di Nomisma. Prodi, professore di economia industriale, ne e' stato a lungo il presidente del comitato scientifico. Il ramo Nomisma Energia, presieduto oggi da Davide Tabarelli si occupa prevalentemente di fornire consulenze su energia da fonti fossili.

Secondo Prodi abbiamo risorse petrolifere non sfruttate che potrebbero favorire investimenti e creare lavoro. Visto che abbiamo rifiutato il nucleare e strumentalizzando gli eventi di Libia e di Ucraina, il professore dice che occorre aumentare la produzione interna, l’arrivo di gasdotti, oleodotti e la costruzione di impianti di gassificazione. Mmh. Ma parla dell’Italia o dell’Arabia Saudita? Le rinnovabili? Stiamo buttando via soldi, secondo Prodi. Aggiunge pero’ che "sicurezza" e "protezione dell'ambiente" sono una priorita' e che il principio di precauzione deve avere la precedenza su tutto anche se non e' accettabile che il principio di precauzione venga usato per porre veti su qualsiasi uso del sottosuolo. Ma che logica e’ questa?

Purtroppo per Prodi, il principio di precauzione e' chiaro: nel dubbio, meglio non farle certe cose ovunque questi dubbi possano sorgere. Ora, non e' colpa di nessuno se l'Italia non e' un deserto e se e' invece una nazione fragile, sismica, bella, densamente abitata da cima a fondo. Non e' colpa di nessuno se non esistono condizioni giuste per trivellarla da nessuna parte. O che il principio di precauzione lo applichiamo in alcuni luoghi si e in altri no?

Il rapporto ICHESE - sebbene firmato da illustri geologi ed esperti con chiari legami con l 'industria del petrolio e del gas - parla chiaramente di correlazione statistica certa fra attivita' sismica e lo sfruttamento del Campo Cavone in Emilia Romagna. Lo dicono a pagina 176. I progetti di trivellazione dei nostri mari includono trivelle per i mari antistanti la laguna di Chioggia e di Venezia, davanti alle isole Tremiti e del Salento, del Canale di Sicilia, della Sardegna, dell'Abruzzo, della Riviera Ionica. Persino nei vulcani sommersi del Tirreno. Tutte zone dove esiste gia’ un atlro tipo di economia e dove le trivelle non ci azzeccano. La laguna di Ravenna sprofonda a causa delle estrazioni metanifere a mare, e lo dice l'ENI stessa. O ci siamo dimenticati le alluvioni del polesine, fermate solo grazie alla cessazione di attivita' estrattiva di gas?

Secondo Prodi un buon posto per fare petrolio e’ la Basilicata. Lo trovo veramente irrispettoso e maleducato nei confronti dei lucani continuare con il mantra che occorre aumentare la produzione di petrolio dalla Basilicata. E chi sono i lucani, caro Prodi? L'agnello sacrificale di questa nazione? Chi ha deciso che devono avere laghi e sorgenti inquinati e aria avvelenata e petrolio nel miele e trivelle dietro gli ospedali perche' non voi non sapete governare questa nazione? Io vorrei solo che tutti lorisignori petrolieri trascorressero una settimana a vivere a cinquecento metri dal centro oli di Viggiano, e poi vorrei sentire cosa hanno da dire. Proprio l’altro ieri un altra "anomalia di funzionamento" con le fiammate che divampano in cielo, e con l'ENI che gli dice che e' tutto normale, prendendoli pure in giro.

Prodi dice che gli "esperti" sono sicuri che non ci saranno rischi. E quali sono questi esperti, quelli di Nomisma Energia? Secondo lui perche' lungo le coste califoriane i limiti sono 160 chilometri da riva? E cosa vuol dire che non ci saranno rischi? Qualcuno, Prodi incluso, ha la sfera di cristallo? O e' d'accordo con Sergio Morandi della Medoilgas secondo il quale, in riferimento ad incidenti ed inquinamento,”il progetto esclude tali eventualità”.Nessuno puo’ mai predire il futuro, ne Prodi, ne la Guidi, ne io. Il principio di precauzione e’ scomodo lo so, ma impone di fare delle scelte, cosi come si devono fare scelte su che tipo di Italia vogliamo. Vogliamo una enorme Gela o una enorme Taormina? Perche’ non si possono fare tutte e due le cose assieme. Punto.

Il mare Adriatico va chiuso alle trivelle dialogando con la Croazia e non facendo la gara a chi trivella per prima - perche' e' piccolo, perche' e' dai fondali bassi, perche' basta un solo scoppio a distruggere tutto, perche' e' gia' inquinato e perche' uno va al mare a vedere il mare che e' mare, e non le piattaforme e i porti petroliferi e gli scarti a mare e gli oleodotti. E come detto mille volte, il nostro petrolio e’ poco, e’ di bassa qualita’ e non risolvera’ niente energticamente parlando. Io non sono un politico, ma ho sempre creduto che la politica dovesse trovare delle soluzioni, avere coraggio, essere intelligente, essere ambiziosa, lungimirante, ottimista. E non trovare delle toppe improvvisate ai problemi. Perche' trivellare l'Italia e' come voler rattopparne i problemi, non risolverli. Ed un vero statista l'avrebbe capito, ed avrebbe teso la mano ai croati per dire loro: troviamo una strada comune per fare del mare nostrum un mare pulito, in difesa di turismo e pesca e bellezza per tutti, di modo che quando il petrolio finira’ non ci ritroveremo punto e daccapo e con una enorme mole di problemi ambientali in eredita’.

Vuole una ricetta piu' sana caro Prodi? Promuovete il risparmio energetico, mettete pannelli solari su tutti i condomini d’Italia. Non sono soldi sprecati, glielo assicuro. Decidete di abbattere corruzione e camorra, puntieli in modo esemplare tutti quelli che maltrattano la res publica, rendete la burocrazia e la giustizia piu’ snelle, con intelligenza educate la gente alla ricettivita' turisitica, curate le mille Pompei d’Italia. Vivo negli USA dove il sogno italiano non e’ mai morto, nonostante tutto. Con un turismo mirato e variegato, con un sistema che funziona, potremmo non raffioppiare, ma decuplicare la ricchezza del paese. Scrivo da Verona dove non c’e’ neanche il wifi in stazione. Ma dove pensiamo di andare? Perche’ degli USA vogliamo solo copiare le cose stupide e mai quelle intelligenti?

Mi sono sempre chiesta perche’ questi politici benpensanti si ostinino con le fonti fossili. Pure Prodi che va a messa tutte le domeniche. Non leggono dei cambiamenti climatici? Che futuro vogliono dare ai loro figli, ai loro nipoti? E’ cristiano voler continuare ad aumentare l’inquinamento, le malattie la disperazione delle comunita’ che vivono vicino alle trivelle? La risposta che mi sono data e’ che questi signnori, critstiani o non cristiani sono pro-petrolio perche’ niente viene vissuto sulle loro pelli. Non sono i loro risparmi, non e' il loro mare, non e' la loro vita, non sono i loro figli ad essere impattati. Per loro e' tutto un business, un calcolo, un bilancio.

Sono sempre le vite degli altri, e non e’ giusto.

Monday, January 14, 2013

Paure da petrolieri

Anche se a ciascuno di noi puo' sembrare una lotta impari combattere noi cittadini normali contro l'ENI o la Shell o la MOG, in realta' queste battaglie si susseguono in tutti gli angoli del pianeta, e grazie ad internet e a tutti i dispositivi tecnologici dei nostri tempi, e' facile fare informazione, sentirsi meno soli,  scambiarsi tattiche e strumenti di resistenza e resistere a tutti quelli del partito del "tuttapposto".

Basta per esempio fare google su fracking, o su trivelle offshore, o su Paguro, o su Nomisma, ed esce fuori tutto lo scibile umano in termini di storia, scienza, effetti, danni, intenti e sponsor.

Ed e' cosi' che l'industria del petrolio inizia ad avere paura di quello che ora viene definito un  "movimento globale" contro le trivelle in cui gli attivisti continuano a vincere. 

E questo lo dice un gruppo di consulenza internazionale dal nome "Control Risks" con sede a Londra e che su richiesta - e su soldi - dell'industria del petrolio e del gas, ha appena stilato un report in cui si dice che i petrolieri hanno sottostimato la "sofisticazione, la capillarita' e l'influenza" del movimento globale contro le trivelle.

Il report si initola “The Global Anti-Fracking Movement: What it wants, how it operates, and what’s next”.  Notare che per i "senior executive" dell'industria del petrolio c'e' una sezione speciale per paralre a tu per tu con chi il rapporto l'ha stilato.

Nonostante i ridicoli tentativi fatta da certa stampa italiana e da Davide Tabarelli di Nomisma, questa opposizione non e' piu' descritta come un fenomeno sporadico, un atteggiamento not-in-my-backyard
che finge di essere ambientalista solo per non avere impianti impattanti nelle proprie comunita', ma piuttosto un movimento con vari portatori di interesse, motivato, bene organizzato, e troppo intelligente da credere alle campagne pubblicitarie e ai tentativi di tuttappostismo dell'industria del petrolio.

Diciamo che tutte queste cose chi e' in trincea da anni - come la sottoscritta - gia' lo sa, per esperienza e per buon senso. A me non interessa che non trivellino Ortona o Pantelleria o Carpignano Sesia perche' sono o non sono i miei backyard. A me interessa che non lo facciano perche' non e' giusto per l'Italia, per il pianeta, per le generazioni future.

Secondo il rapporto della "Control Risks" cio' che i  petrolieri devono piu' temere ovviamente sono i divieti e le moratorie, come quella che vige in Francia dal 2011 dopo molteplici proteste di massa e poi riconfermato a Settembre 2012. E anche se all'inizio il fracking si e' diffuso qui negli USA piu' o meno' in modo incontrollato, ci sono ora 308 citta' che l'hanno vietato e cosi' pure lo stato del Vermont.


Altro elemento di cui i petrolieri devono preoccuparsi sono gli interventi radicali degli attivisti che hanno bloccato pacaficamente alcuni siti da trivelle negli USA, in Australia, in Canada ed in Polonia.

Questa "Control Risks" e' una ditta nata per fornire servizi a ditte ed industrie di grande scala e per aiutarli ad insediarsi in "ambienti ostili", insegnandogli come comportarsi in situazioni nazionali o internazionali di corruzione, pirateria, sequestri di persona, e appunto ... movimenti ambientalisti.

In passato la Control Risks ha lavorato con l'industria del petrolio per varie questioni piu' o meno diplomatiche e piu' o meno di affari, in Algeria, Angola, Congo, Nigeria, Russia, Indonesia, Pakistan, Colombia, Ecuador, Venezuela, Dubai, Sudan and Yemen.

E ora passano agli attivisti! Siamo piu' pericolosi dei pirati della Somalia e dei terroristi del Pakistan!

Le loro raccomandazioni ai petrolieri? Di cambiare il loro modo di fare. Di smetterla di dire che sono dei santi e di smetterla di puntare il dito agli attivisti accusandoli di  instigare paure e isteria. Invece quello che dovrebbero fare e' di accettare che trivellare ha impatti negativi, ammetterlo, rilasciare le composizioni chimiche di cio' che iniettano sottoterra ed essere piu' attenti nella difesa dell'ambiente.

Dicono anche che continuare a ripetere il mantra che la benzina costera' meno trivellando localmente e che diminuira' la dipendenza energetica dall'estero, e' controproducente. I petrolieri dovrebbero invece aiutare le comunita' in cui si insediano con assunzioni e spese locali e dovrebbero investire localmente su progetti di beneficio per le comunita' a lungo termine, anche dopo che le trivelle finiranno.

Quindi i rappresentanti dell'industria del petrolio ha pagato un report per sentirsi dire quello che non voleva sentirsi dire. Che il loro modello e' sbagliato e che i soldi possono comprare molte cose, ma non menti libere.

Ovviamente io non condivido quasi niente di cui sopra, e cioe' che occorre fare tutte queste carinerie con i residenti per poter trivellare meglio. Quello che e' necessario non sono foglie di fico, ma invece soluzioni vere a lungo termine sul come liberarsi una volta per tutte dalla dipendenza dalle fonti fossili.

Con tutti i soldi che hanno portato a casa finora, dovrebbero essere proprio loro, i signori del petrolio, a mostrarci la strada maestra. E se non riescono a capirlo da un punto di vista morale, almeno che capissero che se non lo fanno, il loro business prima o poi morira'.


Thursday, January 10, 2013

Le balle de La Stampa di Torino

Notare: hanno inserito il nome dell'autore Luigi Grassia
*dopo* la pubblicazione di questo post.
Alla Stampa che viene a leggere questo blog:
compratevi una copia del NY Times ed imparate come si fa il giornalismo.

Un piccolo sceiccato italiano del petrolio 
è (o potrebbe essere) la Basilicata. 
Questa regione nel 2012 ha estratto 5 degli 11 milioni di barili italiani 

La Stampa, 3 Gennaio 2013

In Italia si usano 1.5 milioni di petrolio al giorno.
Se fosse vero quel che dice la Stampa, 
abbiamo distrutto la Basilicata per quattro giorni
dei sette di fabbisogno nazionale prodotti in Italia.



E' un articolo rigorosamente anonimo - come dire, chi l'ha scritto ha paura che il suo nome venga associato alle balle che scrive. 

Parte con il dire "L'Italia non e' l'Arabia Saudita ma ha il suo tesoretto di petrolio", che non si deve  dire "no grazie", che bisogna darsi la "pena" di sfruttarli questi giacimenti di monnezza petrolifera e che non si deve essere "nimby".

Peccato che l'anonimo giornalista dimentichi di dire che abbiamo melma petrolifera sottoterra e che tirandolo fuori non risolvera' di una iota il bilancio energetico nazionale - e lo sanno pure loro!.

Peccato che l'anonimo giornalista dimentichi di dire che la parola nimby e' stata inventata da affaristi di vario genere, inclusi i petrolieri, per schernire le popolazioni che si oppongono a interventi deliranti sui propri territori.

Chi altro deve difenderlo il territorio?

L'ONU? La Croce Rossa? Obama? I residenti, ma certo, e cosi' e' piu' facile schernirli e ridicolizzarli inventandosi un insulto, mentre invece l'essere nimby per i backyard propri e degli altri dovrebbe essere una cosa di cui andare fieri.

Bene, caro anonimo giornalista.

Ci dica il suo nome, dove vive, e iniziamo da casa sua. Credo che nessuno si lamentera' se lei ci offrisse il suo backyard per le trivellazioni.

Che ne dice?

Lei parla di questa "Strategia Energetica Nazionale" e del petrolio che sara' estratto con "il rispetto dei più elevati standard internazionali in termini di sicurezza e tutela ambientale".

Ma mi faccia il piacere.

In Italia non sapete nemmeno adattarvi agli standard internazionali per i limiti emissivi che sono migliaia di volte superiore che altrove, o per le distanze di sicurezza che sono ridicole in confronto a quelle di altri, e non sapete nemmeno fare le multe a chi sgarra.

Avete presente i processi BP? Bene, quando saprete fare le multe di miliardi di dollari all'ILVA, ne riparliamo, quando saprete mettere zone di divieto di 160 km da riva sulle trivelle, ne riparliamo. Quando chi inquina finisce in galera, allora ne riparliamo.

Con tutto il marciume che c'e' in Italia, dove mai li tirerete fuori questi "piu' elevati standard di rispetto per l'ambiente"?

Non ci crede nessuno! Sono tutte balle di Monti, di Passera, di Clini che sono vecchi di mentalita', di sensibilita', di speranze.

Sono paralizzati nella melassa dei loro inciuci, dei loro calcoli politici, del cerchiobottismo e non sanno prendere le decisioni giuste ma difficili. Proprio non lo sanno fare. Sono troppo invischiati, piccoli, sporchi in affari ed accordi con i potenti per avere veramente a cuore il bene della nazione.

E come mostra questo articolo, anche la Stampa lo e'.

Come sempre, l'Ilva parla per tutti. Non ci sono limiti adeguati, non ci sono multe ed e' tutto gia' passato dalle preoccupazioni dei politici.

E' con questa premessa che trivelliamo lo stivale?

E poi l'anonimo - quanto ignorante - giornalista tira fuori il caso di Trecate "uno dei principali centri storici" del petrolio italiano e della vicina Carpignano Sesia, un paesino con poche migliaia di persone che ha in blocco votato contro un pozzo ENI.

Il giornalista dimentica che uno dei pozzi di Trecate e' scoppiato nel 1994 - questo ovviamente non si puo' dire, vero? - e ci sono voluti piu' di 10 anni per la bonifica.

Bel giornalismo!

Infine si intervista Davide Tabarelli - quello di Nomisma che fa consulenze e inciuci con i petrolieri - come guru della faccenda che si lamenta del fatto che in tutta Italia "appena si vede in giro un geologo che saggia il terreno fioriscono i comitati del no".

E certo, mica la gente e' scema come lei vorrebbe farci credere, caro Tabarelli. O mica sono tutti come lei che hanno da lucrarci con il petrolio.

Dice Tabarelli:

In Italia c’è una dorsale del petrolio e del gas che parte da Novara e poi si distende lungo l’Appennino fino in fondo alla Calabria e prosegue in Sicilia. Nel Mare Adriatico c’è una dorsale parallela offshore, da Chioggia al Gargano. In un secolo e mezzo in Italia sono stati perforati 7 mila pozzi, di cui 800 ancora attivi. Persino alle isole Tremiti, dove ci sono resistenze a trivellare, c’è già un pozzo, attivo dal 1962 senza danni per l’ambiente. La produzione italiana potrebbe facilmente raddoppiare, proprio come prevede la Strategia energetica nazionale, semplicemente perforando dove già si sa che il petrolio c’è. Invece è tutto bloccato».

E famno bene!

Lì gli ambientalisti non vogliono i pozzi perché dicono che c’è il rischio della subsidenza, cioè che il terreno sprofondi. Ma basta entrare nella basilica di San Vitale a Ravenna per accorgersi che nei secoli c’è stata una subsidenza di un metro. In quella zona è un fenomeno naturale, l’estrazione del petrolio non c’entra. Tutti gli studi geologici dicono di no. Poi qualche singolo geologo disposto a dire che c’è pericolo lo si trova sempre.
 
Ma cosa dice, ma che ne sa lui, ma dov'e' la sua obiettivita'?

Ci sono fior fiori di riviste a parlare della subsidenza indotta di Ravenna dai pozzi di metano e di acqua, e addirittura e' L'ENI stessa a dirlo in uno studio commissionato nel 1999!

E poi ovviamente non poteva mancare il capro espiatorio della faccenda, il rifugium peccatorium, la Basilicata, descritta come "un piccolo sceiccato italiano del petrolio" che nel

2012 ha estratto 5 degli 11 milioni di barili italiani ma ha risorse non sfruttate per altri 400 milioni di barili accertati e i tecnici valutano un potenziale di un miliardo di barili.
 
Ancora con la Basilicata! Ma cosa volete di piu' dai lucani? Il sangue? Diteci.

Ma lo sa il "giornalista" che  l'Italia ne consuma 1.5 milioni di barili al giorno?

Per cui se le sue balle sono corrette, questo vuol dire che la Basilicata nel 2012 ci ha dato - sentite bene -  4 dei 7 giorni di fabbisogno nazionale prodotti in Italia!!!

Ridicoli proprio - o non sanno di cosa parlano, o non ci azzeccano con i numeri. In ogni caso e' un giornalismo che fa pena.

La fine dell'articolo e' data a Tabarelli che dice

Io mi auguro che nel prossimo Parlamento qualcuno si prenda la responsabilità di fare una legge che dica che una volta rilasciata dal ministero la Valutazione di impatto ambientale, che in Italia è severissima, poi gli enti locali non possano sollevare altri ostacoli, e se lo fanno che vengano penalizzati.

Severissima i miei stivali.  Ne ho letti a dozzine e sparano a vanvera fatti che non stanno da nessuna parte.

Io invece, caro Nomisma mi auguro che nel prossimo parlamento non ce ne sia nemmeno uno dei politici attuali, a dare corda ad uno come lei e che questo "giornalista anonimo" torni a scuola di giornalismo.

Proprio un articolo obiettivo ed informativo questo della Stampa.
Il New York Times non e' niente a confronto.



Saturday, November 17, 2012

Il ruolo del geologo: Primo non prendere soldi dai petrolieri




"L’obiettivo primario è quello di focalizzare
l’attenzione sul ruolo che il geologo ha assunto
in relazione allo sfruttamento compatibile e
sostenibile
delle fonti fossili naturali."

 
Ai lucani: non credeteci.
Lo sviluppo sostenibile delle fonti fossili non esiste.
I geologi al soldo dell'ENI servono solo
a certificare il tuttapposto.
Vogliono solo arricchirsi sulla vostra salute.


Si svolgera' a Potenza e a Marsico Nuovo una conferenza di "tre giorni intensi" fatta dai petrolieri, per i petrolieri, a favore dei petrolieri e per dire che trivellare va bene.

E' il primo "congresso dei geologi di Basilicata" e si intitola "Ricerca, sviluppo ed utilizzo delle fonti fossili". 

Sara' una cosa cotta e mangiata fra di loro, per andare sulla stampa a dire "tuttapposto". Sara' una cosa di immagine, per far vedere, e per far sentire importanti gli scellerati politici e trivellanti di Lucania che loro sono "il progresso" e "lo sviluppo" e che "guardate qui c'abbiamo pure una conferenza per certificarlo".

Non ci sara' il Prof. Ortolani, non ci sara' il Prof. Stoppa, non ci sara' la Prof. Colella, geologi pure loro, ma non invitati perche' personaggi scomodi che nel corso degli anni hanno osato chiedere, mostrare dati di inquinamento, instabilita' e di dire alla gente che: no, guardate, non e' vero che e' tuttapposto.

Anzi, non e' tuttapposto niente.

Infatti, e' una conferenza sponsorizzata da Assomineraria, Confindustria, dalla regione Basilicata e da tutto il governo nazionale.






E certo, i soldi vanno a loro, mica a noialtri!

E cosi invitano solo i loro amici.

E' una conferenza fatta per "tecnici di tutti gli Ordini e Collegi, Operatori del settore Oil& Gas, Top Manager, Amministratori, Dirigenti e Funzionari della Pubblica Amministrazione, Studenti."

Notare gli studenti, cosi gli si puo' fare meglio il lavaggio del cervello.

Notare che e' per tutti meno che appunto i geologi che dicono la verita' - Colella, Ortolani, Stoppa.

Ci sono tutti ma non i residenti di contrada le Vigne, quelli che l'idrogeno solforato devono resipirarlo tutti i santi giorni.

Ci sono tutti ma non quelli che si sono ammalati di tumore, i contadini che non possono piu' coltivare i campi, gli allevatori le cui mucche non vogliono piu' mangiare l'erba inacidita.

Ci sono tutti ma non quelli che devono emigrare perche' non c'e' piu' lavoro, quelli che hanno visto sorgenti d'acqua chiudersi o laghi martoriati dalla monnezza dei petrolieri.

Ci sono tutti meno che le carpe morte dalla monnezza petrolifera, messa li nel Pertusillo a loro insaputa.

Dicono che

"L’obiettivo primario è quello di focalizzare l’attenzione sul ruolo che il geologo ha assunto in relazione allo sfruttamento compatibile e sostenibile delle fonti fossili naturali. La tematica verrà affrontata grazie all’intervento di relatori di altissimo livello tecnico ed istituzionale, con interessanti dibattiti ed una tavola rotonda sulla gestione ambientale e formazione professionale."

Interessanti dibattiti?

Ma se sono tutti d'accordo sul dire "si alle trivelle!"

.. Eh, la malafede.

Se uno volesse dare una risposta seria a quella domanda, non ci sarebbe mica bisogno di una conferenza.

Basterebbe il buon senso.

La risposta sul ruolo dei geologi e' semplicissima: il suo ruolo e' NON PRENDERE SOLDI DAI PETROLIERI E DI DIRE LA VERITA'.

Proteggere, difendere, denunciare, conservare per le generazioni future e magari ripristinare lo schifo fatto finora.

E invece sono qui che continuano con la storia delle "fonti fossili sostenibili"!!

Ma con che vino si sono ubriacati?

Notare che pero' lo sanno anche loro che stanno difendendo l'indifendibile, perche' anche se usano parole come "possibile", "sostenibile", "lezioni",  sono tutti zuccherini per mascherare altre parole come "impatti sull'ambiente", "scoppio", "inquinamento".

Scorrendo la lista, rabbrividisco, perche' ci sono nomi noti che si sa, solo li sono per propaganda e a cui, alla fine, importa solo il portafoglio.

Davide Tabarelli di Nomisma Energia per dire che il petrolio porta lavoro e benessere.
Ma.. se la Basilicata e' la regione piu' povera d'Italia!

Cristiano Re per parlare dell'indotto in Val D'Agri. Ma..  se il centro di incubazione che sorge attorno al centro oli e' tutto arruginito e con le ragnatele?  Questo era quello che voleva fare il turismo petrolifero in Val D'Agri!!!!

Sergio Morandi  per parlare del rischio geologico. Ma... se quello - ex dipendente ENI -  con la Mediterranean Oil and Gas voleva mollarci una nave-centro oli a 9 chilometri da riva lungo la costa dei trabocchi con tutti i suoi rischi di scoppi! L'abbiamo cacciato dall'Abruzzo, non gli sono ancora bastate le umiliazioni?

Paolo Macini per parlare dello scoppio BP. Dal suo CV: "Dal 1992 ad oggi è membro del Consiglio Direttivo Nazionale della Sezione Italiana della Society of Petroleum Engineers". Sara' un difensore d'ufficio per dire non che lo scoppio BP e' stato il piu' grande disastro della storia ambientale USA ma per dire che "abbiamo imparato le lezioni" ed ora trivelleremo meglio? Fra l'altro e' lo stesso che parla di stoccare la CO2 nei pozzi di petrolio in mare. Evviva.

Fabrizio Agosta per parlare degli affioranti in superficie. E' uno sponsorizzato da Shell e Total per studiare, innocentemente, sicuramente, le riserve petrolifere di Appennino e di Puglia.

Marco Mucciarelli per parlare della sismicita' indotta.  Quello che aveva detto che in Italia non c'e fracking. Mai sentito parlare di Ribolla? Sulcis? Evidentemente no.

“Non ci sono attività di fracking in Emilia Romagna, non ci sono in Italia, non ci sono in Europa.” 

Ipse dixit.

Andrea Borgia il quale a suo tempo mi chiese materiale sull'idrogeno solforato e Kilburn etc etc contro le trivelle sul Monte Amiata. E pure se gli risolvevo una equazione matematica. Ma a che gioco gioca? Che schifo.

Hanno pure chiamato uno dell'America, che guarda caso e' uno che dice che il fracking non fa venire i terremoti!

Tale Haydar Al-Shukri.  Nonostante anche Fox news - notoriamente di destra, conservatrice, alla Romney - affermasse che i terremoti attorno a Little Rock potessero essere attributi al fracking, il prof. Al-Shukri insisteva che siccome solo 280 su 10000 terremoti si erano scatenati vicini al pozzo,
allora il "fracking non c'entra."

E si, se li scelgono bene i relatori!

E come non riconoscere:

Giuseppe Tannoia per parlare della prevenzione ambientale. Oddio. Quello li e' venuto a Pescara nel 2008 con il suo bel vestito di lino color senape a difendere il Centro Oli. Fece una figura barbina perche' di idrogeno solforato e di emissioni e di conseguenze sulla salute ne sapeva piu' la casalinga di Ortona che lui. E infatti dopo il convegno per cercare di farmi il lavaggio del cervello, venne a dirmi che lui... era un ambientalista!!!!!

Oltre a Tannoia, per parlare di "prevenzione ambientale" c'e' tutta la cricca dei politici, primo fra tutti

Vito de Filippo. Ma... Vito de Filippo non aveva presentato una moratoria contro le trivelle in Basilicata?  E perche' adesso va al convegno dei petrolieri?

Ah si, certo: era solo propaganda!!!
Infatti era per finta la moratoria!


e poi lui, il ministro dell'Ambiente a cui non importa niente dell'Ambiente:  

CORRADO CLINI


Ci sono tanti altri nomi nell'opuscolo della conferenza e non ho il tempo per indagare su ciascuno.

Ma come vorrei sapere quanta di quella gente e' pagata dall'ENI, Assomineraria, MOG, Total, Shell. Come vorrei sapere quanta di quella gente sa cosa significa veramente vivere vicino ad un centro oli.  Come vorrei sapere quanta di quella gente manderebbe i suoi figli a bere l'acqua del Pertusillo.

Vorrei sapere come fanno a dormire tranquilli la notte.

Invece secondo la locandina avranno cene sociali, cabaret, timbri d'argento, buffet.  Chissa' magari si presenta pure Rocco Papaleo a fare l'intrattentore al piano bar.

Hanno pure le gite alla "sorgente naturale" di petrolio!
Sara' felice Cristiano Re!

E chi paga tutto cio?

Il contribuente italiano? La regione Basilicata? L'ENI? Le royalties? Mistero.

Mentre la gente respira H2S.

Mi chiedo perche' non gli danno invece "Carpe del Pertusillo" o "Acqua di Calvello" o "Fagioli della Val D'Agri" - con condimento da idrocarburi cucinati al vapore di H2S e con deliziosi metalli pesanti per contorno? 

Mi sento sporca solo a leggerle queste cose.

Uno schifo che piu' schifo non si puo'.
Anzi si.

Qual'e' lo schifo maggiore?

Che tutta questa gentaglia che vive in posti remoti - Milano, California, Londra, Roma e Little Rock -
puo' andare in Basilicata a dire che e' tuttapposto.

E poi ripartire, felici, rimborsati, sorridenti. Con la pancia e il portafoglio pieni.

E invece gli abitanti della Basilicata, non solo non sono invitati, ma non possono neanche manifestare il loro dissenso. La questura ha infatti negato al tenente di Bello di organzziare una manifestazione in cui esprimere la propria contrarieta' alla Basilicata petrolizzata. La Cina e' piu' democratica.

Agli abitanti di Basilicata, e d'Italia.  Non credeteci, e' tutto sporco, brutto, disonesto, ingannevole, falso.

Il petrolio gli ha annerito anche le coscienze.





Monday, April 4, 2011

Assomineraria e Nomisma, gli avvoltoi




Davide Tabarelli, Nomisma


** Nota comica: Davide Tabarelli e' lo stesso che al misero convegno di Rainone ha espresso la sua gioia quando passa a Falconara e vede la meravigliosa raffineria. Il pubblico ha riso. **


Lo sapevo che avrebbero usato la scusa della Libia per "rilanciare" la questione petrolio in Abruzzo. Dobbiamo abituarci, nel senso che finche' ci sara' petrolio sotto i nostri campi, ci saranno avvoltoi, strumentalizzatori e gente senza scrupoli - in questo caso Confindustria e Assomineraria - che vorranno tirarlo fuori.

La soluzione e' una sola: la lotta per difendere la tua salute e quella dei tuoi figli non deve finire mai. La tua vigilanza non deve finire mai.

Davide Tabarelli, di Nomisma e' uno che fa consulenze per i petrolieri da Bologna.

Dice che la crisi libica avra' effetti sui nostri portafogli e sulle nostre bollette per cui occorre trivellare anche lo schifo piu' schifo che c'e' in Abruzzo.

Ma cosa dice! L'Abruzzo che soppianta il petrolio della Libia? E come mettere a confronto una goccia con il mare! E poi cosa, oggi c'e' la crisi libica e domani estraiamo petrolio in Abruzzo? Ma come gli viene in mente?

Il petrolio abruzzese non avra' effetto alcuno sulle tue bollette.

Abbiamo troppo poco petrolio e fa troppo schifo rispetto a quello che c'e' in Libia.

Ti pare che da quando si estrae petrolio in Basilicata le bollette degli italiani sono piu' basse?

La Basilicata, con il giacimento piu' grande d'Italia e d'Europa e' la regione piu' povera d'Italia.

La piu' povera, gli trivellano fin dentro le budella e i petrolieri e Assomineraria non si fermano mai, vanno avanti come un cancro, senza rispetto per nessuno. Gli interessa solo il fatturato.

Il petrolio non porta niente di buono a te cittadino, ma solo affari alle tasche di Assomineraria, ENI e Confinidustria - e Nomisma.

Il Tabarelli, che fa le consulenze per i petrolieri, dice che e' assurdo non riuscire a produrre idrocarburi in casa nostra, cosi ci tocca importarli da altrove. E poi tira fuori numeri, dicendo che siccome alcuni pozzi non sono piu' produttivi - tutte le fonti non rinnovabili finiscono, pure il petrolio - occorre cercarne altri in giro per l'Italia.

Questo sta fuori. Anzi, andrebbe tutto bene se l'Italia fosse un deserto. Ma purtoppo per lui, non lo e'. Questa era una nazione che voleva fare del turismo il suo petrolio, e invece siamo qui, impantanati a cercare melma nel sottosuolo.

Caro Nomisma, tutto il resto dove lo mettiamo? Lei parla come se l'Abruzzo fosse la sua riserva personale di petrolio. E quando il petrolio finira' in Abruzzo, cosa facciamo? Che fine fanno i nostri campi, il nostro vino, il nostro mare?

Lei dice che "l'ostilita'" delle popolazioni e' sproporizionata.

Ah si? E vorrei vedere lei se le volessero sradicare campi e vita per trivelle di altri. Signor Tabarelli, qui non ce le vuole nessuno il petrolio perhce' non porta niente a noi. Il petrolio porta solo speculazioni economiche ad altri, fra cui, forse anche la sua Nomisma.

Lei NON SA NIENTE DELL'ABRUZZO. Chi e' lei? Da dove viene? Gli abruzzesi siamo noi e le sue idee non sono benvenute qui. Per cui se ne torni da dove e' venuto. Siccome la terra e' nostra, ce lo decidiamo da soli dove vogliamo andare, non ci servono le sue lezioncine da Bologna.

E' facile predicare da lassu' per una terra lontana e non sua. Qui c'e' la nostra vita e non abbiamo alcuna intenzione di diventare come Sarroch, come Viggiano o come Mantova.

Se lo estragga nella sua casa di Bologna il suo petrolio, a noi non ci interessa. L'Abruzzo non e' in svendita. Non siamo il deserto del Kuwait o della Libia.

La resistenza e' per la vita.

Saturday, February 19, 2011

Il misero convegno di Rainone


Be as beneficent as the sun or the sea,
but if your rights as a rational being are trenched on,
die on the first inch of your territory

R.W.Emerson

Oggi l'articolo su Il Centro riguardante i deliri dell'industria petrolifera per convincerci a lasciarli trivellare l'Abruzzo. Esordisce cosi': "Si puo' parlare di idrocarburi in maniera logica e non ideologica?"

Come a dire, finora le cose dette sono ideologiche.

Sono ideologici i cancri della Lucania?

Sono ideologiche le dighe di acqua inquinata in Basilicata?

Sono ideologiche le moratorie anti-trivelle negli USA?

Sono ideologici i limiti a 160Km dalla costa della California?

E' ideologico lo scoppio nel golfo del Messico?

Sono ideologici i terremoti di Cleyburne?

E' ideologica la subsidenza nell'Emilia Romagna?

E' ideologica la legge italiana che consente limiti di idrogeno solforato sei mila volte superiore a quanto prescritto dall'organizzazione mondiale della sanita'?

A me pare invece molto piu' ideologico il parere di Mario Rainone, che dice "un geologo non puo' essere contro il petrolio, e' come se un ingegnere demonizzasse il calcestruzzo".

Cioe' secondo lui un geologo deve essere favorevole a prescindere - pure se il petrolio e' monnezza, pure se fosse sotto piazza San Pietro, o chissa, sotto casa sua.

Proprio delle parole logiche, scientifiche e coerenti.

Si e' preso la briga di parlare per tutta la sua categoria!

Beh, questo fisico, con H-index 9 volte superiore al suo e 20 anni di meno, gli dice che invece i fisici hanno l'abitudine PRIMA di studiare il caso, e POI di esprimersi sulla base di dati, numeri fatti e non per partito preso o perche' sono amici di Assomineraria, o dell'ENI.

O pensa che io abbia motivi ideologici? E quali di grazia?

NON E' MAI SUCCESSO PRIMA DA NESSUNA PARTE DEL MONDO CHE LA QUALITA' DELLA VITA SIA MIGLIORATA DOPO IL PETROLIO!

Che lui beve il vino di Viggiano ? Va al mare a Gela? Mangia le cozze di Porto Marghera? Porta i suoi figli a respirare l'idrogeno solforato?

Questo fisico non ha interessi personali in tutta questa faccenda, a differenza degli altri illustri presenzianti alla conferenza. Eccoli qui:

Vittorio Scisicani, che faceva parte del Majella Petroleum System e che invece di parlare alla gente, se n'e' stato zitto zitto a godersi la sua "sponsorizzazione" ENI.

Davide Tabarelli, che fornisce servizi di consulenza ai petrolieri tramite la Nomisma e che dice che in Emilia Romagna turismo e petrolio crescono insieme. Ma quando mai! Ma se le trivelle gli hanno fatto sprofondare tutta la zona attorno a Ravenna e del Delta del Po'! Il mare e' sporco. La stessa ENI dice che il campo di Angela-Angelina e' responsabile del 60% della subsidenza nel suo bacino, e che la subsidenza durera' per 25 anni dopo che il pozzo e' stato dismesso.

Paolo Orsini della Sivam e Sergio Morandi della Mediterranean Oil and Gas che parlano di sicurezza e di turismo - ricordando i Motel Agip!!! - oddio, rido da sola!

LA MOG non ha neanche i soldi per piangere, chissa' come la fanno la sicurezza a una FSPO che vorrebbero construire a Rocca san Giovanni - senza risk assessment, senza dati, senza piani.

E che ce ne dice della sicurezza dei pozzi scoppiati a Policoro, a Trecate, a Paguro? Degli incidenti alle raffinerie di Mantova, di Viggiano, di Busalla, di Gela?

Franco Terlizzese invece parla di burocrazia. Vuole snellirla? Bene, decidiamo una volta per tutte che l'Adriatico e' chiuso alle trivelle. Fanno cosi' negli USA - i cinque grandi laghi sono chiusi alle trivelle, e hanno una estensione territoriale maggiore del mare Adriatico. Idem lungo la costa Atlantica e Pacifica.

Fine della burocrazia.

Paolo Primavera ancora tira fuori numeri magici - 6000 persone che lavorano nell'industria del petrolio. Ah, si! Si vede che gli e' rimasto il miraggio di Chieti come Dubai! Le migliaia di famiglie di contadini non contano, invece.

Ma chi e' questa gente? Se ci fate caso, tutti gli intervenuti sono persone o venute da fuori, o mai sentite prima o che hanno interessi di parte.

Mario Rainone conclude dicendo, tutto contento, che per la prima volta in Italia (modesto il tipo!) si e' riuscito a ragionare pacatamente di petrolio.

E' questo che vogliono, esserti amici, farti vedere che si, trivelleranno, ma che vuoi che sia.

Un mucchio di signori bianchi di mezza eta' con i vestiti eleganti, che ti tranquillizzano e che vogliono farti pensare che la tua indignazione sia sbagliata. Come la prima volta che incontrai l'ENI - 10 di loro, a porte chiuse - e credevano di poter fare a tarallucci e vino con me, facendomi sentire che ero io non avevo capito bene, e che sarebbero stati gentili come colombe.

Invece no, ho visto, ho parlato, ho indagato. La conclusione e' sempre la stessa. Sono loro che mentono sapendo di mentire.

La tua indignazione e' sana.

Devi essere arrabbiato, devi non credegli, devi non lasciare a questa gente di abbindolarti.

Vogliono solo distruggere l'Abruzzo per le loro tasche.

La prova e' in questo Majella Petroleum System - lo sapeva mezzo dipartimento di Geologia di Chieti - non lo sapevi tu, cittadino d'Abruzzo.

La prova e' in questo convegno, che si svolge solo dopo 4 anni di lotte e di proteste. Pensate che se non ci fossimo ribellati, avrebbero mai fatto un convegno per parlare alla gente? No, avrebbero trivellato e amen.

Fanno tutto questo per "creare consensi", per mettere un po di zucchero su una pillola che sara' amarissima, come lo zolfo che vogliono tirare fuori da sotto la tua terra.

Chiodi, Di Giuseppantonio, Legnini, e tutti gli altri politici che hanno detto un mezzo no alle trivelle ieri, non l'hanno fatto perche' convinti, ma solo perche' noi cittadini d'Abruzzo gli abbiamo fatto capire che non saremmo scesi a compromessi, e che o stanno dalla parte della gente o senno' non li votiamo piu'.

E dunque, di nuovo: non crediamogli, resistiamo, e difendiamo l'Abruzzo con le unghia e con i denti e con quello che loro non hanno e non avranno mai - il cuore.

Fonti: Il centro