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Tuesday, December 29, 2015

ENI: la Basilicata e' il Texas d'Italia



The road towards serious and sustainable growth passes through here.

Marco Bardazzi, ENI, Agosto 2015


Nel corso degli ultimi due anni si √® registrato un significativo numero 
di episodi di visibilit√† della fiaccola che genera
diffusa preoccupazione nelle comunità residenti

Aldo Berlinguer, assessore all'ambiente Basilicata, Dicembre 2015  

Sono varie settimane che la stampa di Basilicata riporta una serie di articoli di fiammate, di puzze e di boati dal Centro Oli di Viggiano. Non sono fenomeni una tantum ma si ripetono frequentemente -- errori umani, macchinari, corto circuiti, imprevisti nella produzione. C'e' sempre una scusa. Ma checche' ne dica l'ENI queste cose sono normali quando si ha a che fare con impianti petrolchimici. Ci sono stati in passato, ci sono adesso, e ce ne saranno ancora.

Vado a vedere allora cosa dice l'ENI in proposito e mi imbatto in un bellissimo articolo pubblicato
il giorno 24 Agosto 2015 per il suo pubblico anglosassone. E infatti l'articolo e' rigorosamente in inglese, e compare sul sito web aziendale con il titolo: Inside the Texas of Italy, in riferimento alla Basilicata. L'autore e' Marco Bardazzi - il communications director dell'ENI.

E' nella sezione "education".

La Basilicata il Texas d'Italia. 

Lo leggo. Altro che education. L'articolo e' uno di quelli che prenderebbe dieci nella sezione "propaganda".  E se ci dovesse essere un sottotitlo sarebbe "propaganda contadina".

Infatti, si apre tutto con immagini bucoliche, e con domande del tipo "vedete voi qui i pozzi di petrolio?" E infatti non si vedono. 

Dicono che i pozzi sono difficili da distinguere perche' nonostante questo sia il piu' grande campo petrolifero dell'Europa continentale, l'ENI ha messo cosi "tanta cura" nel metterli in produzione, che il territorio e' pienamente rispettato, e l'impatto ambientale limitato. E quindi i 27 pozzi e i 100 km di oleodotti sotterranei non sono assolutamente un problema. Per di piu hanno anche 8 centraline di monitoraggio ogni chilometro quadrato che "sniffano" l'aria del Centro Oli, e che controllano  rumori, qualita' dell'aria, sismicita' del territorio. Hanno pure oltre 400 siti di monitoraggio per la flora e per la fauna in cento chilometri quadrati attorno al Centro Oli.

Insomma, il paradiso terrestre.  Anzi, non mancano riferimenti alla Scandinavia e dicono di essere meglio di Norvegia, Gran Bretagna e Olanda!

In Olanda, secondo loro, c'e' meno monitoriaggio sismico che in Basilicata, il centro trattamento d'Irlanda e' meno meticoloso e da nessuna parte c'e' il silenzio che c'e' in Basilicata, fra Viggiano e Grumento Nova. In Basilicata si vedono ampi spazi, i ritmi sono quelli dell'agricoltura centenaria, si sentono le cicale, i cani abbaiare, e si sentono i profumi della campagna. Mettono in mezzo pure i peperoncini "cruschi" della lucania e la cucina tradizionale. Manca solo che suggeriscano ricette al  petrolio.

Dicono pure di far ricerca per capire quali siano i "migliori colori" per camuffare i pozzi, e quindi le tonalita' scelte sui loro bei tralicci sono ottimali. Solo la cima degli impianti, purtroppo, e' rossa per la sicurezza dei voli aerei. Tutto il resto e' dipinto dalle sfumature naturali della Val D'Agri. Quando tutto finira' i pozzi invisibili verranno smantellati e vedremi dei bellissimi campi di calcio. Da questo:


a questo: 

 Non era meglio la campagna che il cemento semiabbandonato?


The noise impact on the environment is equally contained. Let’s try to get inside the drilling tower, the noisiest part (even if from the outside the sound is very muffled). Have you ever seen a well while it drills the ground? As in this short video:













A look inside the drilling tower

And when the drilling is finished, and the well goes into full production? Let’s go back to the previous well, the one in the middle of the “soccer field”: in this video, there’s all the noise you will hear, that is, none. The only thing that disturbs silence of the Val d’Agri in this case is the sound of the gravel beneath my feet.













The power of silence

Mount Enoch 5 is a point in the network that Eni has built over the years in Val d’Agri, which belongs to the Southern District (DIME), located in a former convent in Viggiano. The overall network is illustrated in this diagram:













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A strategic network



E poi, accanto a questi paesaggi bucolici le produzioni strabilianti: nel 2014 l'Eni ha impiegato ben 3500 persone, con un incremento del 23% rispetto al 2013, e del 45% rispetto al 2012. Veramente dal 2012 hanno impiegato 1500 persone di piu'? Qualcosa in me non ci crede. E che lavoro fanno questi 1500 addetti in piu'?  Ma ecco qui il barbatrucco, solo 400 sono permanenti. Gli altri non si sa.

Arriva poi Enrico Trovato, un "giovane manager" che si e' fatto il giro del mondo al petrolio prima di arrivare in Basilicata. Dice che nel mezzo di tutte le difficolta' economiche del sud, "la crescita di ENI Basilicata, che continua da anni, fa bene sia per l'economia che per la qualita' del lavoro." C'e' una costante crescita di personale specializzato, che fa da trampolino di lancio per il futuro.

Si vaglielo a dire a tutti quelli che abbandonano la Basilicata perche' e' *sempre* fra le top three delle piu' povere d'Italia secondo l'ISTAT nonostante vent'anni o quasi di petrolio. 
Ma l'ENI non desiste. Nel prosieguo della loro propaganada, il petrolio, in Basilicata e' "parte della storia e dell'abbondanza naturale", come il grano, le olive o l'eccellente vino dell'Aglianico del Vutlure. Anzi, gia' ai tempi dell'arrivo dei monaci benedettini nel medioevo si sapeva che il petrolio sgorgava naturale dal fiume Tramutola.  Nessuno sapeva che fare di questa enorme ricchezza, finche' non e' arrivata l'ENI che dopo varie peripezie e' riuscita a sfruttarla. E infatti dal 1988 al 2014, l' ENI ha pagato alla Basilicata ben 1.6 miliardi di royalties con cui hanno finanziato scuole, universita', centri storici, protezione civile. Oltre che portare lavoro.

Che eroi! Che magnanimi!

Ma... e le fiammate del Centro Oli? Quando arrivano a parlare di quelle? Non vogliono dirci che sono delicati fuochi di artificio per il beneficio dei residenti? E le "anomalie di funzionamento"? E i boati? E le puzze? E l'immondizia petrolifera seppellita sottoterra a Corleto Perticara? Come si dice anomalie di funzionamento in inglese? Ma, no, perche' turbarsi. Nessun problema perche' qui di anomalie, di fiammate, di veleni non se ne parla. C'e' spazio solo di pozzi dipinti di verde e di canti di cicale.

Non poteva mancare il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, che fa consulenze petrolifere da anni e che quindi mi pare ben situato per continuare nell'opera di propaganda.

Tabarelli, esperto adesso anche di turismo, dice che -- ovviamente! -- l'industria non e' in conflitto con il turismo e la cultura e che anzi, sono complementari. Tira fuori il caso Ravenna che ha otto siti UNESCO, e che nello stesso tempo da lavoro a 5000 persone con stabilimenti a 500 metri dal mare.
Anzi, turismo, agricoltura e pesca usano pure le stesse strade e gli stessi hotel. 

Dove iniziare? Tabarelli dimentica di dire che Ravenna sprofonda a causa della subsidenza indotta dalle estrazioni metanifere e che quegli 8 siti UNESCO ce li avrebbe anche senza le trivelle. Non mi risulta che i turisti vadano a vedere i mostri di raffinazione, ma che invece gli interessino Gallia Placidia e il mausoleo di Teodoro. Che esisterebbero pure senza l'ENI. Sulle strade penso che si commenti da solo.

Tornando alla Basilicata allora occorre fare "sharing, integration, coexistence". Concetti che ben si adattano alla Val D'Agri, pure da un punto di vista... religioso!

Non ci lasciano niente, eh? E infatti c'e' la Madonna Nera di Viggiano che guarda benevola le attivita' di Viggiano. Una Madonna che e' sopravvisuta a persecuzioni, ai Saraceni, alle invasioni degli Arabi e che venne seppellita per secoli in un fosso per evitare che fosse distrutta. Venne poi ritrovata
grazie a dei fuochi attorno a Viggiano. E' poi diventata la protettrice e regina di Lucania grazie a Papa Paolo VI. Pure il papa scomodano.

E' veramente un insulto all'intelligenza di chi legge.

La vera Viggiano targata ENI e' una serie infinita di fiammata dopo fiammata,
di puzze, di inquinamento, di pesci morti, di disoccupazione, di poverta'.










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