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Thursday, January 4, 2018

Davide Tabarelli, Nomisma, il petrolio e le rinnovabili


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Visto che il Corriere della Sera non sa mettere il contesto 
attorno ai vari personaggi che intervista
cerco di farlo io.


La pagina web di Nomisma Energia qualche anno fa -- trivelle in primo piano


Tabarelli dice che 

"In Europa si usa sempre di più il gas perché il carbone presto andrà eliminato"

 Dal grafico di cui sopra e' evidente che dal 2008 in poi il comsumo di gas in Europa e' calato

In realta' sono aumentate le rinnovabili, caro Tabarelli.
 
Ecco qui il grafico invece della produzione energetica da rinovabili:



I dati di Davide Tabarelli dove sono?




Il core business della Nomisma Energia.
Le prime tre sono

Crude Oil and Oil Products; Natural Gas; Coal

Davide Tabarelli


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Il Corriere della Sera manda una interessante intervista a Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia in cui si da la colpa dei prezzi troppo alti delle bollette alle rinnovabili.

Anzi, lui la chiama "rivoluzione verde".

Il titolo dell'articolo e' infatti: Bollette troppo alte? Paghiamo troppo per la rivoluzione verde

Tabarelli aggiunge che meglio e’ estrarre gas italiano perche’e' piu' pulito.

Se questo blog potesse parlare adesso scoppierebbe in una risata fragorosa.

Il gas italiano e’ piu’ pulito! Certo. Possiamo anche aggiungere: il sottosuolo italiano e’ piu’ resistente alla sismicita’ indotta! I polmoni degli italiani sono piu’ assuefatti agli inquinanti! E pure,  gli italiani sono scemi e credono a tutte le panzane che il governo amico delle fossili gli propina!

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La prima cosa che vorrei dire e' che in Italia non e' in atto nessuna rivoluzione verde, nel senso che tutto quello che di buono abbiamo in questa nazione sul reparto energia verde e' stato *nonostante* gli ostacoli imposti da un governo dopo l'altro, *nonostante* gli intrighi promossi da un petroliere dopo l'altro, *nonostante* i tagli retroattivi imposti alle rinnovabili sotto il governo Renzi, *nonostante* si continuino ad approvare un progetto fossile dopo l'altro.

Una rivoluzione la si vuole, la vive, la si progetta, la si costruisce. Quello che invece abbiamo in Italia e' una serie di eventi a casaccio.

Uno deve solo pensare a Tempa Rossa in Basilicata - una nuova raffineria nel 2018! - la TAP per portare piu' gas in Italia, la SNAM per il trasporto del gas lungo mezza Italia usando la penisola come una sorta di autostrada degli idrocarburi per lo smistamento nel resto d'Europa, e i vari progetti on e offshore che vengono riproposti da Vercelli fino a Pantelleria.

Si chiamano Bomba, Carpignano, Zibido, Ragusa e Ravenna e ce ne sono tanti altri.

Sempre approvati dai ministri dell'ambiente Gianluca Galletti e dei beni culturali, Dario Franceschini, senza che mai Matteo Renzi o Gentiloni abbiano detto "ah", o mosso una qualsiasi obiezione.

Vi pare questa una rivoluzione verde?

O ci vogliamo nascondere dietro i saccehettini della spesa? 

Come possiamo parlare di una rivoluzione verde? E' invece una resistenza delle rinnovabili che, appunto, *malgrado* tutto, riescono ogni tanto a vincere e fanno paura a Tabarelli e compari.

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Ad ogni modo, fatta questa precisazione nel titolo, ci tengo a sottolineare che il Corriere della Sera non spiega bene chi sia questa "Nomisma Energia" di tale Davide Tabarelli.

Io li conosco da abbastanza tempo, nel senso che vanno in giro predicando quanto sia buono e giusto trivellare in Italia, dall'Abruzzo alla Basilicata, dall'Emilia Romagna alla Sicilia da anni ormai.

A volte rasentano il ridicolo. E questo solo per mettere un po di contesto al personaggio.

Qui quando Davide Tabarelli disse che il turismo puo' convivere con il petrolio in Basilicata, visto che Ravenna ha trivelle e mosaici ed e' sito UNESCO.

Qui quando vennero in Abruzzo a convicerci che "l'ostilita' delle popolazioni e' sproporzionata” per il reparto trivelle. Disse pure che lui quando veniva in Abruzzo e passava per Falconara ammirava la raffineria sul mare. La gente rise.

Chi e' allora la Nomisma Energia?

E’ il ramo energetico della Nomisma, fondata da Romano Prodi che fa consulenze economiche. Davide Tabarelli e' il fondatore di Nomisma Energia e appunto fanno ricerca e consulenza economica per imprese, prime fra tutti per i petrolieri.

In cima c’e’ a questo post c'e' la pagina di Nomisma Energia come appariva qualche anno fa con le trivelle in prima veduta. E infatti ancora adesso la Nomisma Energia rivela di avere petrolio, gas, carbone, nucleare, rifiuti fra i suoi principali interessi. A chi e’ interessato al petrolio dicono di offrire:

servizi informativi specialistici, accesso a informazioni privilegiate, surveys periodiche con management di aziende del settore e decisori pubblici, monitoraggio costante delle normative e regolamenti, europei e nazionali.

Mmh.

Accesso ad informazioni privilegiate? Surveys con i decisori pubblici? C’e’ qualche legame? Chi lo sa.

Survey in italiano sarebbe questionario o statistica.

Ma poi hanno anche interessi in "Ambiente e Territorio" sotto la voce “monitorare” i fenomeni NIMBY – cioe non e’ che gli interessi capire e farsi portavoce delle preoccupazioni dei territori (non sia mai) quanto invece vogliono monitorare tutti noi che ci opponiamo a trivelle e affini e che invece vogliamo sole e vento e intelligenza e lungimiranza e dare l’esempio in questa nazione.

Il loro interesse per l'ambiente e per il territorio comprende monitorare quelli che non vogliono buchi per terra rincorrendo miti energetici vecchi di sessanta anni!

Fra i clienti di Nomisma una sfilza di nomi che comprende una serie di compagnie certo famose per il loro amore per l’ambiente e le persone: ENI Servizi, Federchimica, British American Tobacco Italia, Dow Agrosciences, Monsanto Agricoltura Italia, Philip Morris International Management; Philip Morris Italia, British GAS, Italgas, Italsementi, Toto.

E dunque eccolo qui il nostro Davide Tabarelli, di cui il Corriere della Sera ignora il passato e gli interessi.

Siamo nella trasmissione "Petrolio".

Tabarelli dice che e’ un "dovere etico" estrarre il petrolio in Basilicata e che addirittura si potrebbe arrivare a tripilcare il numero di barili.

Ah si?

Un dovere etico?

E il dovere etico di salvaguardare la vita di chi vive in Basilicata? E tutti gli scandali ambientali degli ultimi anni? Quelli non sono mica surveys? Sono fatti sulla pelle della gente, ogni santo giorno.

Si vede che lui vive altrove.

Il dovere etico sta nel lasciare questa terra un po piu' sana di quello che e' adesso, non nel triplicare i barili e la disperazione dei lucani. 

Ecco qui le sue domande e risposte al Corriere della Sera:

Abbiamo un triste primato, dopo la Danimarca siamo i primi in Europa per costi ricaduti sulle famiglie a causa dell’energia, non c’è da gioire. Solo che noi siamo anche i più virtuosi, i primi rivoluzionari del verde, ma questo ci costa. Nelle energie rinnovabili l’Italia è tra i Paesi più avanzati; spendiamo 16 miliardi l’anno per le politiche ambientali, appena poco meno della Germania, solo che loro producono più energia elettrica e hanno un Pil più alto. Vanno bene le rinnovabili, e la cosiddetta rivoluzione verde è condivisibile, ma va gestita, perché crea un sacco di problemi.

Io non so da dove vengano questi numeri, e ne dubito fortemente. Ma anche se tutto fosse vero, vuol dire che siamo inefficenti e che sprechiamo soldi. Non e' colpa delle rinnovabili se gli investimenti non fruttano tanto quanto in Germania. E' colpa di chi gestisce i soldi e magari ci deve fare il ricamo sopra per mangiarci lui ed i suoi amici se le rinnovabili non fruttano tanto quanto potrebbero.

Non sono sole e vento i cattivi, quanto gli sprechi, e chi e' responsabile di questi sprechi, ammesso che i numeri di Tabarelli, che fornisce consulenze per oil and gas, siano veritieri. Gli viene chiesto se sia contrario alle rinnovabili. Lui dice

vanno gestite bene e considerata tutta una serie di fattori. Mi spiego: a lungo termine avremo degli effetti positivi, forse. Appunto: forse. Invece, dal primo gennaio gli aumenti sono sicuri, perché il fabbisogno di energia elettrica aumenta e quindi il costo sale.

Forse avremo degli effetti positivi?

Forse?

Non e' bello questo modo di sminuire le rinnovabili e creare questo parallelo fra "forse" vantaggi delle rinnovabili e "sicuri" aumenti in bolletta del gas. Non e' giusto, non ci sono dati dietro, non ci sono prove e numeri a spiegare questa supposta correlazione. Per me e' tutto fumo negli occhi.

La verità, almeno secondo me, e' che se veramente puntassimo sulle rinnovabili, le nostre citta' soffocate dallo smog potrebbero forse soffrire un po di meno, e con loro i bambini e le persone piu' fragili costrette a respirare contanta schifezza.

E gli effetti positivi sarebbero per il breve, medio e lungo termine. Perche' non staremmo a sparare in ambiente sostanze tossiche, dal benzene ai composti sulfurei che portano danni -- questi si sicuri! -- a persone e ambiente.
 
Ma poi, Tabarelli ha mai sentito parlare di cambiamenti climatici? Non sa Davide Tabarelli che le fossili, gas incluso, contribuiscono fortemente a tutto i soqquadro climatico in atto in questi anni? E gli accordi di Parigi che li abbiamo firmati a fare?

Ma poi, siamo davvero sicuri che gli aumenti dei costi della bolletta sono a causa delle rinnovabili?

Addirittura per tranquillizzarci, Mr. Tabarelli aggiunge che l'aumento dei prezzi del gas (del 5%) e' una situazione è più tranquilla.

Cosa vuol dire questo? Perche' la situazione e' piu tranquilla? In che modo le rinnovabili ci devono spaventare? Quand'e' che l'aumento dei prezzi del gas diventa invece preoccupante?  Al 10%? Al 20%?

Mistero.

L’aumento è legato a un fattore stagionale: c’è più freddo, aumenta la richiesta e quindi il prezzo. Ma gli stoccaggi ci sono. E io dico sì a tutte quelle opere che portano gas, dal South Stream dalla Russia al Tap in Puglia.

Fa piu freddo e per questo ci sono gli aumenti? Suvvia, dobbiamo credere a questo? Proprio quest'anno aumentano i prezzi perche' c'e' piu' freddo?

E l'anno scorso non faceva freddo?

E come lo sanno per i prossimi mesi che sara' piu' freddo?

Lo sanno, vero che le previsioni meterologiche piu che a una settimana non si possono fare? 

Io credo invece che visto che anche in Italia il consumo di gas cala, devono trovare un modo per tenere i profitti, e quindi aumentano i prezzi. Il 5% e' un aumento consistente, non da niente.

E ovviamente che Tabarelli dice si a piu' gas in Italia! La Nomisma Energia e' fossile anche lei. E chissa che ruolo gioca nella cricca di corporazioni che gestisce l'energia in Italia con tutti gli inciuci fra governi, dirigenti di ditte fossili, affaristi.

Il sole e vento fanno paura perche' sono risorse maggiormente distribuite, perche' non c'e' un monopolio, perche' possiamo gesticerla da soli. 

Il primo cameo finale e' per l'Europa, dove si dice che

In Europa si usa sempre di più il gas perché il carbone presto andrà eliminato e questo è un bene: anche se più economico, è molto più inquinante.  

....

Dobbiamo aumentare la concorrenza producendolo anche noi, e il nostro è anche più pulito.

In realta' non e' proprio cosi: il consumo di gas e' in calo, ed aumenta quello delle rinnovabili, caro Davide Tabarelli. I grafici in alto sono ufficiali da Eurostat. Dove sono i suoi dati in merito al fatto che aumenta il consumo di gas per sostituire il carbone?

E la favola che il nostro gas e' piu' pulito, da dove arriva?

In che senso e' piu' pulito?

Il gas italiano ha una formula chimica diversa?

Quali libri di chimica spiegano questa magia del gas italiano?

Mistero.

Il secondo cameo finale e' per la Cina


Basti pensare che in Cina, dove il carbone rappresenta il 90% delle fonti energetiche, per il troppo inquinamento hanno ridotto la produzione interna. 

Si e' vero. Ma lei dimentica di dire, caro Tabarelli che la Cina ha iniziato una *corsa* verso le rinnovabili. Vogliono essere i leader globali, e siccome gli USA di Trump fanno veramente pena in questo senso, hanno il campo aperto.  Per sostituire il carbone, non puntano mica su gas, puntano su sole e vento!

Citta' intere create ed alimentate dalle rinnovabili, citta' di 10 milioni di abitanti con tutti gli autobus elettrici, programmazione per il 100% di autovetture rinnovabili, sperimentazione di batterie nuove, persino tratti di autostrada elettrica.

Certo, partono da una situazione molto peggiore dell'Europa.  Hanno inquinamento enorme a causa delle scelte del passato. Ma adesso hanno *deciso* di darsi una svolta, e di fare sul serio, con idee, progetti, passi in avanti, legislazione. E vanno avanti. Per davvero.

Questa e' una rivoluzione verde. Non quella che abbiamo in Italia.

Ed e' una rivoluzione perche' la si vuole, non perche' capita a caso.

Infine una parola alla giornalista Claudia Voltattorni: ma intervistare qualcuno che non parli di ambiente dal suo punto di vista di fornitore servizi all'industra del petrolio? 

Potrebbe mai succedere?

Oppure dobbiamo per forza convincere gli italiani che il cerchio e' quadrato?


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