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Tuesday, January 16, 2018

Le azioni della Avanti Energy che vuole trivellare l'Abruzzo calano del 99.75% in tre anni

Update Luglio 2018: Siamo alla frutta: le azioni valgono 5 centesimi canadesi.





--- 16 Gennaio 2018 ---



Avanti Energy: il crollo delle azioni della ditta che vuole trivellare Bomba
Panoramica dal Settembre 2014 al Gennaio 2018

Da 4.40 dollari l'una nel 2014 a 11 centesimi oggi.

E' un crollo del 99.75%




Crollo dal Gennaio 2017 al Gennaio 2018







Da varie settimane e' tornata in Abruzzo l'attenzione sulle trivelle con il progetto per estrarre gas da "Colle Santo -- Monte Pallano" a Bomba nel chietino.

E' un progetto che si trascina da anni, piu' volte bocciato, e che ora resuscita per l'ennesima volta, con una variante. Invece che trattare in loco in gas a Bomba, l'idea e' di portarlo a Paglieta, a venti chilometri di distanza da Bomba,  eliminare qui le impurita' sulfuree e poi commercializzarlo. 

Tornano i progetti, e tornano anche gli stessi progettisti, per molti versi.

Avevamo lasciato i nostri amici della Forest Oil Corportation di Denver, i primi proposti trivellatori di Bomba, a leccarsi le ferite nel 2014. A quel tempo erano piegati dai tanti investimenti poco fruttuosi, dai debiti, da multe ambientali e un po' anche dal popolo d'Abruzzo che gli aveva fatto perdere almeno 35 milioni di dollari con la questione Bomba.

Nel 2014 la Forest Oil chiude e si vende alla Sabine Oil, ditta texana. Ma la compravendita non ha successo. Anche la Sabine Oil finisce in fallimento nel 2015.

Il ramo italiano della Forest Oil, pero', chiamato per intero Forest Oil-Compagnia Mediterranea Idrocarburi (CMI), invece che alla Sabine Oil viene venduto ad una ditta fondata ad Amsterdam, e con sede legale a Dubai, la Dove Oil.

Con la vendita alla Dove Oil (che sta per petrolio colomba!), la Forest Oil-CMI viene nominata semplicemente CMI. Le parole Forest Oil scompaiono.

Alla guida della Dove Oil e' il suo fondatore Mario Panebianco. Per anni si era occupato di assistere petrolieri stranieri a fare affari in Italia. Uno dei suoi vecchi partners e' Derek Musgrove, che poi e' stato Managing Director della Northern Petroleum, ditta che invece ha la Puglia come area di interesse primario per trivellare.  

In questo caso Panebianco, forse fiutando affari, decide di comprare lui stesso quel che restava dei progetti petroliferi per Bomba invece che aiutare terzi.

La Avanti Energy invece viene fondata nel 2011 da un gruppo di affiliati o ex affiliati alla Forest Oil Corporation. Il suo presidente John McIntyre era un ex manager della Forest Oil.  Lo scopo della Avanti Energy e' di sfruttare giacimenti "maturi" negli USA ed altrove, specie in posti del mondo dove le grandi ditte nazionali li hanno da tempo abbandondati.

Il concetto e' perfetto per Bomba, dove l'ENI gia' trivello' e abbandono' il campo negli anni sessanta.

E cosi' nel 2015, la Avanti Energy compra la CMI dalla Dove Oil e promette a Mario Panebianco un ruolo manageriale nella Avanti Energy stessa.

A guidare le operazioni giornaliere della CMI a Bomba e' Mark Frascogna, anche lui ex Forest Oil.

Nel 2015 la Avanti Energy e la sua affiliata nuova di zecca CMI entrano in partnership con la Shell per la commercializzazione a "lungo termine" del gas di Bomba, proprio perche' non hanno l'infrastruttura e le capacita' per farlo da soli.

La Avanti Energy ha sede a Vancouver e viene quotata sulla borsa di Toronto chiamata TSX-V.

Non e' questa la borsa principale del Canada. Quella si chiama solo TSX.
La borsa TSX-V invece e' dedicata a ditte minori, principalmente di oil and gas o di altre industrie di materie prime. E' dunque una borsa fatta per compagnie "emergenti", piu' piccole, dove gli investimenti piu' rischiosi e le ditte hanno meno liquidita'. Infatti la V sta per venture, parola che ha la stessa radice di avventura.

E ' un po come la Mediterranean Oil and Gas di Londra, la ditta che voleva trivellare Ombrina Mare, e che era quotata sulla borsa "alternativa" di Londra, la AIM.

E, voila'... dal 2014 ad oggi le azioni della Avanti Energy sono crollate da 4.40 dollari canadesi l'una a 11 centesimi circa in questo inizio del 2018.

E' un crollo del... 99.75% del valore inziale!

Qualcosa non va, no?

Dalla loro pagina web appare che abbiano come principale obiettivo, e forse l'unico, quello di trivellare Bomba.  Infatti non c'e' nessun altro progetto in lista.

Come sempre, prendono in giro l'Italia e gli italiani, e in questo caso gli Abruzzesi (visto che ci siamo solo noi!) elencando tutti i motivi per cui e' facile e lucrativo trivellare in Italia.  Lo hanno scritto un po' tutti, lo ripetono anche loro. Regime fiscale favorevole, basse royalties, de-regulation del mercato energetico e addirittura "leggi rivoluzionarie" per l'accellerazione dell'assegnazione dei permessi estrattivi. 

Eccoli:


Country snapshot:
  • High demand for natural gas with favorable market pricing
  • Extensive reliance on natural gas-fired electric generation (50+% of total generation)
  • 2nd largest natural gas importer and consumer in Europe after Germany (2.2 Tcf imported and 2.5 Bcf consumed in 2013; 88+% imported)
  • Italy’s National Energy Strategy indicates strong desire to boost domestic oil & gas production
  • Long history of oil and gas development
  • More than 7,000 oil and gas wells have been drilled
  • 250,000 km of 2D and 35,000 km2 of 3D seismic analysis
  • 2.1 Tcf of natural gas proved reserves (6th largest in Europe) and 560 MMbbl of oil proved reserves (5th largest in Europe) (as of 1/1/14)
  • Well-developed gas infrastructure network
  • Need for more independent E&P companies like Avanti to develop onshore gas fields

Why we like Italy:
  • Excellent infrastructure
  • Fully deregulated gas market
  • Very strong natural gas market
  • Security of gas supply issues from North Africa and Russia, favoring domestic production
  • Opportunities for smaller E&P companies to rehabilitate onshore fields
  • Very reasonable fiscal regime, including low royalty rates
  • Groundbreaking recent legislation enacted to simplify and speed up permitting process
  • AVN management has experience in Italy and has secured specific gas development opportunity

Ci sono tanti motivi per non voler affidare il territorio d'Abruzzo ai trivellatori, e ancora di piu' ad affidare il nostro territorio a questa Avanti Energy.

Che esperienza diretta ha la Avanti Energy, fondata nel 2011, in reparto trivelle? Che liquidita' hanno per veramente assicurarsi che tutto vada come dovrebbe andare nella scellerata ipotesi che riescano a trivellare? Con quali fondi monitoranno l'impianto estrattivo, l'impianto di raffinazione e l'intero tracciato di venti chilometri fra Bomba-Paglieta per i venti o trenta anni dell'attivita' di tale oleodotto?

Sopravviveranno davvero cosi a lungo?

Io non credo. Non era saggio che l'Abruzzo venisse trivellato dalla Forest Oil, attiva dal 1918 al 2014, ancora meno non e' saggio che la nostra regione venga trivellata da una ditta microscopica le cui azioni sono in un declino inarrestabile.

Ogni tanto e' bene guardarsi indietro per vedere quanta strada abbiamo fatto:  abbiamo sconfitto l'ENI con il Centro Oli di Ortona, la Mediterranean Oil and Gas prima e la Rockhopper Exploration dopo con Ombrina Mare e anche la Forest Oil Corporation di Denver a Bomba.

Di queste quattro ditte, due non esistono neanche piu', e in parte grazie anche a noi.

Occorre solo continuare a non volerceli, quale che sia il loro nome, a mettere pressione alla classe politica, a ogni livello, e a non abbassare la guardia mai.
L'Abruzzo vale molto di piu' di undici centesimi per azione.



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