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Tuesday, October 15, 2019

Le foreste-fantasma dei cambiamenti climatici
















Sono scene che si vedono in tante foreste vicino a corpi d'acqua. In questo caso particolare siamo nel Maryland, nel cosidetto Blackwater National Refuge, una foresta dove se pero' cammini un po e ti addentri fra gli alberi ad un certo punto, gli alberi si diradano, sono corti, spogli e morenti.

Nel contempo sale l'acqua.

Non siamo piu in una foresta ma in una palude.  L'acqua e' acqua salina e gli alberi muoiono per gli squilibri chimici in cui sono immerse le loro radici.

Sono queste le foreste fantasma.

Un tempo foreste vere, ma dove gli alberi sono morti o secchi a causa dell'acqua salina che arriva dal sottosuolo. L'acqua e il sale non solo fanno morire gli alberi prima del tempo, ma ovviamente impediscono a qualsiasi altra pianta di crescere lasciando dietro di se aree morte.

Di queste foreste fantasma si parlo' per la prima volta gia' nel 1910 ed e' ora un fenomeno sparso il tutto il nord America.

A me vengono in mente gli alberi di pesca del Professor Mario Zambon che quando arrivarono le trivelle in Emilia Romagna ne osservo' la moria. La causa secondo lui era la subsidenza del terreno, che appunto faceva sommergere le radici dei peschi nell'acqua salina e ne causava la morte.

Ma perche' nel Maryland, e in altre zone del Nord America ci sono le foreste fantasma?

Secondo Matt Kirwan, del Virginia Institute of Marine Science, la colpa e' dei cambiamenti climatici: i livelli del mare si innalzano lungo le coste degli atolli del Pacifico, ma aumenta pure l'intrusione marina, detto anche cuneo salino: il movimento di acqua dal mare verso l'entroterra attraverso il sottosuolo.

Kirwan ha scritto di tutto cio' su un un recente articolo di Nature Climate Change.

Essenzialmente, la separazione sotterranea fra terra e mare diminuisce, il sale penetra e gli alberi salati muoiono e arrivano lentamente le paludi.

Nessuno sa come arrestare il fenomeno, che peggiora quando poi arrivano urgani o altri eventi catastrofici. Ovviamente l'arrivo di paludi dove un tempo c'era foresta non e' una cosa negativa in se, e le paludi portano benefici e sono habitat speciali a se, con biodiversita' e sequestrano anidride carbonica come e forse anche di piu' degli alberi.

E' solo che tutto questo non accade in modo naturale, e sopratutto che il processo non si ferma con la paludi; con il tempo anche le paludi vengono a scomparire e l'oceano, o l'acqua salina si riprende tutto.  E cosi invece della foresta, resta il mare.

E dove non si sono foreste? Cosa succede in zone urbanizzate che sono vittima di questi processi? Beh, l'intrusione salina trasforma aree prima abitate in  zone paludose, semi sommerse, terre un tempo coltivate ora aride senza erba, senza piante, con la gente abbandona le case, o almeno chi puo'.

Intanto i livelli di acqua che penetra nelle case aumenta.

Delle foreste fantasma non si e' mai parlato troppo perche' prima di ora era un fenomeno raro, ma in questi tempi in cui l'uomo trasforma e ferisce tutto cio' che tocca quello che un tempo era praticamente sconoscuito diventa oggetto di interesse e di preoccupazione.

Non si sa per esempio, ne quante ce ne siano nel mondo, ne come evolvano nel tempo, ne perche' in alcuni posti si ed in altri no, perche' alcuni alberi si ed altri no.

E cosi potrebbe succedere, fra qualche anno, che uno passa per il Blackwater National Refuge e nemmeno sapra' che un tempo li c'erano foreste.

Tuesday, January 16, 2018

Le azioni della Avanti Energy che vuole trivellare l'Abruzzo calano del 99.75% in tre anni

Update Luglio 2018.
 Siamo alla frutta: le azioni della Avanti Energy valgono ora 5 centesimi canadesi.





--- 16 Gennaio 2018 ---



Avanti Energy: il crollo delle azioni della ditta che vuole trivellare Bomba
Panoramica dal Settembre 2014 al Gennaio 2018

Da 4.40 dollari l'una nel 2014 a 11 centesimi oggi.

E' un crollo del 99.75%




Crollo dal Gennaio 2017 al Gennaio 2018







Da varie settimane e' tornata in Abruzzo l'attenzione sulle trivelle con il progetto per estrarre gas da "Colle Santo -- Monte Pallano" a Bomba nel chietino.

E' un progetto che si trascina da anni, piu' volte bocciato, e che ora resuscita per l'ennesima volta, con una variante. Invece che trattare in loco in gas a Bomba, l'idea e' di portarlo a Paglieta, a venti chilometri di distanza da Bomba,  eliminare qui le impurita' sulfuree e poi commercializzarlo. 

Tornano i progetti, e tornano anche gli stessi progettisti, per molti versi.

Avevamo lasciato i nostri amici della Forest Oil Corportation di Denver, i primi proposti trivellatori di Bomba, a leccarsi le ferite nel 2014. A quel tempo erano piegati dai tanti investimenti poco fruttuosi, dai debiti, da multe ambientali e un po' anche dal popolo d'Abruzzo che gli aveva fatto perdere almeno 35 milioni di dollari con la questione Bomba.

Nel 2014 la Forest Oil chiude e si vende alla Sabine Oil, ditta texana. Ma la compravendita non ha successo. Anche la Sabine Oil finisce in fallimento nel 2015.

Il ramo italiano della Forest Oil, pero', chiamato per intero Forest Oil-Compagnia Mediterranea Idrocarburi (CMI), invece che alla Sabine Oil viene venduto ad una ditta fondata ad Amsterdam, e con sede legale a Dubai, la Dove Oil.

Con la vendita alla Dove Oil (che sta per petrolio colomba!), la Forest Oil-CMI viene nominata semplicemente CMI. Le parole Forest Oil scompaiono.

Alla guida della Dove Oil e' il suo fondatore Mario Panebianco. Per anni si era occupato di assistere petrolieri stranieri a fare affari in Italia. Uno dei suoi vecchi partners e' Derek Musgrove, che poi e' stato Managing Director della Northern Petroleum, ditta che invece ha la Puglia come area di interesse primario per trivellare.  

In questo caso Panebianco, forse fiutando affari, decide di comprare lui stesso quel che restava dei progetti petroliferi per Bomba invece che aiutare terzi.

La Avanti Energy invece viene fondata nel 2011 da un gruppo di affiliati o ex affiliati alla Forest Oil Corporation. Il suo presidente John McIntyre era un ex manager della Forest Oil.  Lo scopo della Avanti Energy e' di sfruttare giacimenti "maturi" negli USA ed altrove, specie in posti del mondo dove le grandi ditte nazionali li hanno da tempo abbandondati.

Il concetto e' perfetto per Bomba, dove l'ENI gia' trivello' e abbandono' il campo negli anni sessanta.

E cosi' nel 2015, la Avanti Energy compra la CMI dalla Dove Oil e promette a Mario Panebianco un ruolo manageriale nella Avanti Energy stessa.

A guidare le operazioni giornaliere della CMI a Bomba e' Mark Frascogna, anche lui ex Forest Oil.

Nel 2015 la Avanti Energy e la sua affiliata nuova di zecca CMI entrano in partnership con la Shell per la commercializzazione a "lungo termine" del gas di Bomba, proprio perche' non hanno l'infrastruttura e le capacita' per farlo da soli.

La Avanti Energy ha sede a Vancouver e viene quotata sulla borsa di Toronto chiamata TSX-V.

Non e' questa la borsa principale del Canada. Quella si chiama solo TSX.
La borsa TSX-V invece e' dedicata a ditte minori, principalmente di oil and gas o di altre industrie di materie prime. E' dunque una borsa fatta per compagnie "emergenti", piu' piccole, dove gli investimenti piu' rischiosi e le ditte hanno meno liquidita'. Infatti la V sta per venture, parola che ha la stessa radice di avventura.

E ' un po come la Mediterranean Oil and Gas di Londra, la ditta che voleva trivellare Ombrina Mare, e che era quotata sulla borsa "alternativa" di Londra, la AIM.

E, voila'... dal 2014 ad oggi le azioni della Avanti Energy sono crollate da 4.40 dollari canadesi l'una a 11 centesimi circa in questo inizio del 2018.

E' un crollo del... 99.75% del valore inziale!

Qualcosa non va, no?

Dalla loro pagina web appare che abbiano come principale obiettivo, e forse l'unico, quello di trivellare Bomba.  Infatti non c'e' nessun altro progetto in lista.

Come sempre, prendono in giro l'Italia e gli italiani, e in questo caso gli Abruzzesi (visto che ci siamo solo noi!) elencando tutti i motivi per cui e' facile e lucrativo trivellare in Italia.  Lo hanno scritto un po' tutti, lo ripetono anche loro. Regime fiscale favorevole, basse royalties, de-regulation del mercato energetico e addirittura "leggi rivoluzionarie" per l'accellerazione dell'assegnazione dei permessi estrattivi. 

Eccoli:


Country snapshot:
  • High demand for natural gas with favorable market pricing
  • Extensive reliance on natural gas-fired electric generation (50+% of total generation)
  • 2nd largest natural gas importer and consumer in Europe after Germany (2.2 Tcf imported and 2.5 Bcf consumed in 2013; 88+% imported)
  • Italy’s National Energy Strategy indicates strong desire to boost domestic oil & gas production
  • Long history of oil and gas development
  • More than 7,000 oil and gas wells have been drilled
  • 250,000 km of 2D and 35,000 km2 of 3D seismic analysis
  • 2.1 Tcf of natural gas proved reserves (6th largest in Europe) and 560 MMbbl of oil proved reserves (5th largest in Europe) (as of 1/1/14)
  • Well-developed gas infrastructure network
  • Need for more independent E&P companies like Avanti to develop onshore gas fields

Why we like Italy:
  • Excellent infrastructure
  • Fully deregulated gas market
  • Very strong natural gas market
  • Security of gas supply issues from North Africa and Russia, favoring domestic production
  • Opportunities for smaller E&P companies to rehabilitate onshore fields
  • Very reasonable fiscal regime, including low royalty rates
  • Groundbreaking recent legislation enacted to simplify and speed up permitting process
  • AVN management has experience in Italy and has secured specific gas development opportunity

Ci sono tanti motivi per non voler affidare il territorio d'Abruzzo ai trivellatori, e ancora di piu' ad affidare il nostro territorio a questa Avanti Energy.

Che esperienza diretta ha la Avanti Energy, fondata nel 2011, in reparto trivelle? Che liquidita' hanno per veramente assicurarsi che tutto vada come dovrebbe andare nella scellerata ipotesi che riescano a trivellare? Con quali fondi monitoranno l'impianto estrattivo, l'impianto di raffinazione e l'intero tracciato di venti chilometri fra Bomba-Paglieta per i venti o trenta anni dell'attivita' di tale oleodotto?

Sopravviveranno davvero cosi a lungo?

Io non credo. Non era saggio che l'Abruzzo venisse trivellato dalla Forest Oil, attiva dal 1918 al 2014, ancora meno non e' saggio che la nostra regione venga trivellata da una ditta microscopica le cui azioni sono in un declino inarrestabile.

Ogni tanto e' bene guardarsi indietro per vedere quanta strada abbiamo fatto:  abbiamo sconfitto l'ENI con il Centro Oli di Ortona, la Mediterranean Oil and Gas prima e la Rockhopper Exploration dopo con Ombrina Mare e anche la Forest Oil Corporation di Denver a Bomba.

Di queste quattro ditte, due non esistono neanche piu', e in parte grazie anche a noi.

Occorre solo continuare a non volerceli, quale che sia il loro nome, a mettere pressione alla classe politica, a ogni livello, e a non abbassare la guardia mai.
L'Abruzzo vale molto di piu' di undici centesimi per azione.



Friday, May 31, 2013

Gli studenti contro Rainone




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FUORI LE MULTINAZIONALI DALL’UNIVERSITÀ
Gli studenti del Coordinamento Universitario No Ombrina Mare 2
contestano l’utilizzo dell’università pubblica per scopi privatistici

Ancora una volta, nella mattinata di ieri, giovedì 30 Maggio, una multinazionale interessata a trarre profitto dal nostro territorio fa ingresso in pompa magna all’università “pubblica” G. d’Annunzio. Come avvenne con l’Eni, interessata alla realizzazione del Centro Oli a Ortona e  la Forest Oil, con progetti petroliferi a Bomba, l’intera istituzione universitaria ed il dipartimento INGEO danno campo libero, senza alcun contraddittorio, agli spot dei manager e dei dipendenti della Mediterranean Oil & Gas, responsabile del progetto Ombrina Mare 2.
Per quale motivo i rappresentanti dell’istituzione universitaria, in primis il Rettore, non hanno ritenuto necessario dare voce a qualcuna tra le 30.000 persone scese in piazza a Pescara il 13 aprile scorso, espressione di varie realtà sociali contrarie al progetto Ombrina (dalle associazioni ambientaliste di caratura nazionale, passando per comitati e movimenti incidenti sul territorio, fino ad arrivare a rappresentanti autorevoli del commercio e della produzione agricola abruzzese)?
Gli studenti e le studentesse di geologia, in particolare quelli/e del corso del prof. Mario Rainone, si sono trovati a dover ascoltare da parte degli stessi petrolieri quella che ci è sembrata una beatificazione del progetto, spacciandola per un seminario didattico. Lo stesso professore, nelle sue dichiarazioni rilasciate alla stampa, non nega di aver intrattenuto rapporti lavorativi con la multinazionale Forest Oil Gas, che poi ha accolto all’università con le stesse modalità di oggi.
Come studenti e studentesse della d’Annunzio, denunciamo l’ennesima strumentalizzazione dell’università pubblica, della nostra formazione e del nostro futuro al pensiero unico e dominante che impone l’ideologia dello sviluppo in termini meramente economici e l’energia fossile come unica e principale risorsa;  agli interessi del capitale e di un sistema economico che spaccia per soluzione ciò che in realtà è già problema.
D’altronde questa strada è già stata tracciata dalla riforma universitaria firmata Gelmini, che avalla formalmente l’ingresso degli interessi privatistici all’interno dei CdA d’ateneo.

Tutto questo equivale ad un palese e grave impoverimento della funzione ideale della formazione universitaria, limitando così fortemente la nostra possibilità di concepire, immaginare e costruire il mondo in maniera critica e alternativa.


PER LA NOSTRA LIBERTÀ
FUORI LE MULTINAZIONALI DALL’UNIVERSITÀ

COORDINAMENTO UNIVERSITARIO NO OMBRINA MARE 2
rivoltauniversita@gmail.com - 3338730156


Saturday, September 1, 2012

Quelle morti impunite alla raffineria di Falconara





"Raffineria, non si respira più"

Esalazioni pestilenziali, incidente "minore", emissioni di benzene
e idrocarburi totali. 

Il benzene e' un cancerogeno accertato.


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 "La raffineria e' un impianto oggettivamente pericoloso"
Vito D'Ambrosio, presidente regione Marche, 1999


 Questa storia e' illustrata in dettaglio dal sito dei Comitati Cittadini di Falconara curata da Loris Calcina, il suo presidente che saluto e ringrazio. 
In questa fine estate 2012 si e' molto parlato dell'Ilva, per cui la famiglia di Emilio Riva ha incassato soldi a non finire, sulle spalle e sulla salute degli abitanti del quartiere Tamburi di Taranto - agnelli abbattuti per troppa diossina, piombo nelle urine, allattamento sconsigliato alle mamme, cielo e polmoni plumbei. 

Ma in Italia ci sono mille altre piccole e grandi Ilva, e con loro mille piccole e grandi storie di persone a cui e' stato negato il diritto alla salute, ad una vita serena e produttiva, ad una vita felice. E si, abbiamo diritto pure a quella.

Fra le tante storie, quella di Falconara e della sua raffineria API, di cui abbiamo parlato piu' e piu' volte su questo blog e che lascia capire quanto difficile sia in Italia per il cittadino normale, onesto, lavoratore di ottenere giustizia e cambiamenti in positivo.


Ad esempio qui la lista di tutti gli incidenti piu' o meno gravi di Falconara negli ultimi anni






A Falconara ci sono cause contro la raffineria lasciate morire per non pensarci piu' cosi nessuno deve essere responsabile di niente - ne politici, ne gestori della raffineria.

E pace all'anima di chi e' morto per davvero.

Di queste cose abbiamo parlato

qui - Le indagini epidemiologiche di Falconara

qui - I tumori di Falconara 

qui - Falconara: uno dei siti piu' inquinati d'Italia

qui - Falconara e gli scarichi a mare dell'API

qui - Scoppi e incendi normali a Falconara






L'incendio duro' per ore, avvolgendo la vicina ferrovia, con centinaia e centinaia di persone in fuga dall'inferno per sfuggire ad una pioggia incessante di idrocarburi, da una fiamma di oltre 50 metri, da una nube tossica e da temperature insopportabili. 

1 milione e 800 mila litri di petrolio bruciati nel giro di tre ore. 


I due operai hanno riportato ustioni su tutto il corpo e trasportati ad Ancona, Cesena e Roma non ce l'hanno fatta. 

La magistratura apri' un inchiesta. 

Si costituirono parte civile alcuni di cittadini interessati ed il comune di Falconara Marittima. 

Una delle domande piu' pressanti riguardava lo stato di una valvola che doveva essere chiusa nei periodi di inattivita', secondo i codici di sicurezza, ma che era in realta' lasciata sempre aperta, come da prassi. Molti riconoscono che la chiusura di quella valvola avrebbe potuto salvare la vita dei due operai.  

Si parlava anche di scarsa manutenzione e mancanza di corretta applicazione delle norme di sicurezza.  Infatti, non fu tempestivamente attivato il piano di emergenza esterno e operai e cittadini dovettero scappare dalle case fra esalazioni ed una pioggia di materiale solido e liquido che venne rigettato fino a 1.5km dalla raffineria.

In particolare la ditta incaricata della manutenzione segnalo' per due anni di fila che quella maledetta valvola doveva essere chiusa per fare nuove verifiche e prove, ma visto che quella valvola non si ebbe da chiudere, non si ebbero da fare neppure le verifiche, finche' non verifiche o non verifiche, ci furono lo scoppio e due morti. 

Tutte cose normali nelle raffinerie d'Italia. 

Inizia l'inchiesta. 

Passano 2,4,7,13 anni. 

E cosi, lentamente ma inesorabilmente si arriva alla fine. 

Amara. 

Il processo e' ufficialmente caduto il 28 Agosto 2012 per prescrizione dei termini. 

In tutti questi anni c'e' stato un solo grado di giudizio, nel 2005. Si trovo' colpevole un altro operaio, Gaetano Bonfissuto, che aveva lasciato aperto una valvola, non quella che costo' la vita a Gandolfi e a Giuliani, ma un altra, piu' lontana che secondo i testimoni e gli altri lavoratori non avrebbe potuto causare la morte di nessuno.

I vertici dell'azienda invece sono stati tutti assolti. 

Non si e' mai saputo niente sulle responsabilita' di quella valvola incriminata. I vertici dell'API non hanno pagato niente, non hanno risarcito la comunita' o i lavoratori morti. Non hanno chiesto scusa. 

Come se la raffineria non fosse cosa loro, come se uno e' il capo solo quando si tratta di portare soldi a casa e non quando c'e' da assumersene le resposabilita'. Piu facile dare la colpa a un altro lavoratore, eh? 

Il comune di Falconara Marittima nella persona del suo sindaco Goffredo Brandoni abdico' al ruolo di difensore della sua gente nel 2008, ritirando la sua partecipazione al processo. 

L'API in cambio gli diede dei soldi per il bilancio comunale, tappandogli cosi la bocca. 

Tuttapposto - la colpa e' dell'operaio, il sindaco ha preso dei soldi per il bilanci comunale, l'API non c'entra niente e i treni che passano in mezzo alle fiamme e la morte per raffineria e' normale. 

Restera' un altro mistero di Fatima all'Italiana. 

E le indagini epidemiologiche? 


L'API non rilascia dati ulteriori per "privacy". 

Tutto normale. 

Non c'e' lo scandalo nazionale. 

I politici marchigiani non fiatano: e' meglio non dire niente. 

Il TG3 delle Marche ignora del tutto la questione, non e' affar loro. 

Tutto normale. 

Se posso azzardare il perche' - secondo me - di tutte queste ingiustizie e del silenzio: perche' dire qualsiasi cosa da parte di chi comanda significa dover agire per sistemare il problema, significa dare risposte, dover fare cose difficili, significa mettere i signori API alle strette e finalmente dare una voce a morti e a malati. 

Ma in Italia, dove piu' che altrove e' tutto mescolato fra interessi, politici, soldi, carriere, paura e poltrone, questo coraggio e' raro. 

Meglio non pensarci. 

Thursday, July 19, 2012

Fracking: The sky is pink by Josh Fox


Questo e' un nuovo breve film di Josh Fox, che si chiama "The sky is pink" e dura circa 18 minuti.

Josh Fox e' il regista di Gasland, il film che ha letteramente portato il fracking nelle case degli americani e direi del resto del mondo - quello del film con i rubinetti in fiamme. E' un documentario che parla chiaro.

"The sky is pink" e' dedicato al governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo che deve decidere cosa fare sulla questione fracking nel suo stato. Andrew Cuomo ha aspirazioni nazionali, una volta terminato il mandato di Obama, ed e' il figlio del governatore Mario Cuomo.

Prima di Andrew Cuomo ci fu il governatore David Patterson che firmo' una moratoria temporanea sul fracking nel 2008, per fare studi e per capire meglio la questione.

Sono passati 4 anni, e ci sono stati studi e reportage giornalistici in tutto il mondo sulla pericolosita' del fracking, casi di acqua inquinata, terremoti, perdite dai pozzi, materiale tossico trovato nelle falde acquifere, nei pozzi artesiani e nelle vite delle persone.

In teoria ancora adesso c'e' una commissione New Yorkese che indaga, ma qualche settimana fa, il New York Times e' riuscito a scorpire - con il giornalismo investigativo, quello sconosciuto alla stampa italiana - che il governatore Cuomo vuole per adesso permettere il fracking in "solo" cinque contee di New York, le piu' lontano dai fiumi e dalle riserve acquifere dello stato.

Guarda caso sono anche le contee piu' povere di New York State - Broome, Chemung, Chenago, Steuben e Tioga sono i loro nomi.

Si dice che il fracking verra' permesso solo nelle citta' che sono d'accordo e che sara' vietato vicino agli
acquiferi, nei distretti storici e nel Catskill park -parco non lontano dalla grande mela dove i newyorkesi vanno a fare le gite durante i weekend.

L'idea geniale di questo Cuomo, e' di trovare un "compromesso", la tipica mossa politica, accontentando tutti.

La verita' come ricorda Josh Fox- e vale per New York, ma mutatis mutandis vale per l'Abruzzo, vale per Carpignano Sesia, vale per Venezia, vale per Oristano e per la Val D'Enza - e' che non ci possono essere compromessi che tengano con questioni cosi delicate.

L'inquinamento e' l'inquinamento.

L'acqua che non si puo' bere e' acqua che non si puo' bere.

Le emissioni tossiche sono tossiche.

Non si scappa.

A Cuomo viene criticato di volere accontentare tutti e di volere stare con le scarpe in due - o dieci! - staffe allo stesso tempo.

Perche' permettere il fracking solo nelle contee piu' povere?

Pensa che li saranno piu' supini?

Perche' ha accettato che nella sua commissione ci fosse l'ombra di manipolazioni da parte dell'indutria del gas?

Perche' Cuomo non ha a cuore la sua gente quando sono innumerevoli i casi di malattie, traumi fisici ed emotivi dal vivere vicino al fracking?

Qui il reportage del Rolling Stone Journal. 

Il giornalista gli ricorda che il film di Josh Fox sara' visto da tante persone, da tanti *elettori* e che questi elettori se ne ricorderanno al momento di dare il loro voto, in uno dei prossimi Novembri, il tipico mese delle elezioni negli USA.

Nel film ci sono cose drammatiche, come in Gasland, come nei report del New York Times.

Materiale radioattivo di scarto mandato direttamente nei fiumi, i tentativi di manipolare l'informazione da parte dell'industria del petrolio, i rubinetti in fiamme, la scienza e pagamento che dice quello che vuoi tu, la potente associazione Oil and Gas americana, Pittsburg che e' riuscita ad avere un ban sul fracking, gli scienziati veri che dicono le cose in chiaro, i segreti dell'industria del petrolio, il cemento nei pozzi di gas che cede e lascia la monnezza migrare nel terreno.

Dura solo 20 minuti e vale la pena di essere visto.






Wednesday, December 14, 2011

L'Aleanna e le trivelle nel delta del Po


Ci risiamo: la Aleanna ci riprova e questa volta ottiene quello che vuole, in gran parte, secondo me, a causa del torpore delle popolazioni locali.

Ne abbiamo parlato tante volte su questo blog e qualche tempo fa, il 5 Dicembre 2011 per la precisione, i nostri amici della Aleanna, che non si sa da dove vengano, dicono di avere ricevuto il permesso per trivellare il pozzo "Gallare 6d" all'interno della loro concessione "Corte dei Signori" da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Non ho visto nessun comunicato in Italiano.

La cosa piu' triste e' che il comunicato stampa in inglese in cui la Aleanna annuncia tutto questo afferma che la Aleanna ha "finalizzato" un'accordo con i proprietari terrieri per la perforazione del pozzo.

Pecunia non olet, evidentemente, ma l'idrogeno solforato e la melma petrolifera, si, ve lo assicuro!

Dicono che inizieranno a trivellare il pozzo fra qualche giorno e che le operazioni saranno completate fra circa 60/90 giorni.

La Aleanna dice di avere altri otto permessi esplorativi e tre applicazioni pendenti, per un totale di oltre 3200 chilometri quadrati, tutti nella pianura padana e che vuole procedere il piu' in fretta possibile con la loro trivellazione.

Perche' la Aleanna ci e' riuscita? Perche' nessuno se l'e' presa a cuore, ma per davvero, nel delta del Po. Perche' nessuno ha detto a quei proprietari terrieri che forse sarebbe stato piu' etico non scendere a patti con la Aleanna e non dargli il terreno da stuprare. Perche' nessuno ha deciso di mettere da parte per un po la propria piccola vita per qualcosa di piu' grande che il proprio tran tran quotidiano. Perche' la politica ha dormito, e la gente non li ha svegliati.

Era tutto scritto: Ortona, la Valle del Curone, Spinazzola, Bomba sono state tutte comunita' piu' o meno grandi che hanno fatto rumore, che hanno rotto le scatole ai politici e alla fine i petrolieri hanno trovato pane per i loro denti e se ne sono dovuti andare via.

Ma se tutti tacciono e pensano solo ai fattacci propri, agli sghei, a come riempire il proprio fine settimana con la meno noia possibile, non si va lontano.

E va bene, vediamo dove vogliono arrivare. A nessuno e' importato fare molto. Mi dispiace solo per il professor Mario Zambon che ha speso la vita a spiegare alla gente del posto che le trivelle avrebbero portato alla subsidenza del delta del Po.

Evviva l'Italia, evviva il ricco Nord, evviva la Lega, evviva la Aleanna.

Sunday, May 8, 2011

Confindustria: petrolio compatibile con la natura



Per non perdere tempo, Mercoledi' mattina quei gran signori della Confindustria hanno deciso di incontrarsi con i candidati sindaci di Lanciano, alle ore 11 a Mozzagrogna, nei pressi del Mario Negri Sud, per parlare di petrolio, e per dire che e' cosa buona e giusta.

L'indirizzo esatto e' Localita' Castello di Septe, SP Pedemontana, Mozzagrogna. Il tutto e' coordinato da tale Marilena Mariani, di Confindustria.

Nel loro manifesto non lo dicono, ma che fare il lavaggio del cervello sul tema del petrolio sia lo scopo dell'incontro e' un fatto passatomi da qualcuno dentro Confindustria, di cui mi fido e che ha a cuore l'Abruzzo verde.

Soprattutto, perche' mai Confindustria vorra' parlare con i candidati sindaci se non per favorire i propri interessi - di cui il petrolio e' parte fondamentale?

Spero che qualcuno ci possa andare, fare domande intelligenti, rompergli le scatole - e poi raccontare e/o filmare.

Soprattutto voglio vedere e sentire i candidati sindaci di Lanciano cosa hanno da dire, per poi decidere a chi dare la mia preferenza.

Intanto ecco qui in cima, due pagine tratte Abruzzo Economia di Aprile/Maggio 2011 con Teodoro Calabrese - Confindustria - che vuole solo speculare sui vostri polmoni e poi me.

Friday, April 1, 2011

Il prosciutto davanti agli occhi


Sulla gazzetta del Mezzogiorno di qualche giorno fa e' comparso questo articolo, di fronte al quale non so se ridere o piangere.

Il dato di partenza e' che l'acqua della sorgente "Acqua dell'Abete", nel comune di Calvello, in Basilicata non si puo' piu' bere e che la sorgente e' chiusa da oltre due anni.

Altri fatti noti sono che:

1. La Basilicata e' il centro estrattivo piu' grande d'Europa. Fornisce l'80% del petrolio estratto in tutta Italia ma solo il 6% del fabbisogno nazionale.

2. Le trivelle sorgono selvaggie nei parchi, vicino alle sorgenti idriche, vicino alle dighe, case e campi. La Total ha gia' seppellito per anni monnezza petrolifera sotto i campi a Corleto Perticara.

3. L'industria del gas e del petrolio tende ad inquinare le localita' da cui il petrolio viene estratto, specie le falde idriche, questo succede in tutto il mondo.

4. L'acqua dell'abete, sorgente millenaria nel comune di Calvello (Potenza) e' inquinata da manganese, cromo e bario.

5. Il maganese, cromo e il bario sono sostanze note come additivi dei fanghi e fluidi e perforanti usati dall'industria del petrolio.

6. Vicino alla sorgente c'e' il pozzo petrolifero dell'ENI Cerro Falcone 2.

Come detto, l'acqua non si puo' piu bere. C'e' schiuma, roba tossica a la sorgente e' stata sequestrata ben due volte: nel novembre del 2008 e poi nel gennaio del 2009 dal Corpo Forestale dello Stato. Dopo un po, sempre nel 2009, il sindaco di Calvello, Mario Domenico Gallicchio, ha stabilito il fermo dell'erogazione dell'acqua dalla sorgente che andava direttamente alle fontanelle dell'area pic-nic vicino alla sorgente.

Data tutta la lista di indizi sarebbe stato quantomeno importante indagare a fondo da dove venisse tutto quel materiale tossico in una zona trivellata a piu' non posso.

Invece, dopo oltre due anni di indagini, ecco le conclusioni dei "tecnici" della procura di Potenza:

"Non vi e' alcuna contaminazione del suolo o di acque superficiali e non sono stati riscontrati rifiuti di alcuna natura."

Dicono che c'e' solo terreno ferroso - la ruggine - e che per il manganese, cromo e bario, tutto e' a norma di legge.

Ma ... dove stava negli scorsi millenni il terreno ferroso? E da dove vengono il cromo, il manganese, il bario? Come ci sono finiti li, a norma di legge, mentre prima non c'erano? Chi ce li ha messi?

Chiederselo e' troppo. Dicono che e' impossibile saperlo, e che non lo sapremo mai.

E dunque andiamo avanti cosi. Un parco dove trivellano prima e dove, dopo un po, compaiono sostanze inquinanti usate dall'industria del petrolio.

Chissa' come mai.

Sara' stato un alchimista venuto dal cielo, come sono state le troppe aragoste a far morire gli operai ENI di Manfredonia, i pastori ad impedire le opere di ripristino ambientale e i contadini ad inquinare i terreni con rifiuti speciali pericolosi.

Farebbe ridere, se non che fa piangere, se uno ci pensa davvero.

Monday, February 28, 2011

Bomba frana - parola di Forest Oil ai suoi investitori

However, that gas/condensate reservoir has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide
risk in the mountainous area.

International Oil Letter, Vol 23 issue 32, 20 August 2007.

E’ la solita tecnica di evocare tragedie per mettere in cattiva luce un’operazione che può o non può essere condivisa, ma solo su basi scientifiche e non emotive.

Uberto Crescenti
Majella Petroleum System

.. Anche la Forest Oil e' emotiva?


Come sempre, in Italia ci vogliono anni per decidere le cose - tavoli, incontri, inciuci. Siamo ancora qui alle prese con la trivellazione del lago di Bomba, nonostante tutta la societa' civile si sia espressa contro le trivelle in Abruzzo e nonostante le profonde tasche dei petrolieri e la connvienza di vari 'professori' e 'geologi'.

In particolare, il geologo Uberto Crescenti di Chieti ha piu' e piu' volte riaffermato che non esiste rischio alcuno di frane e di smottamenti e che e' tutt'apposto.

Ecco qui allora un altro comunicato della Forest Oil, del 2007 che dice il contrario.
La frase in cima infatti si traduce in:

Quella riserva di gas e di condensa non e' stata sviluppata perche' giace sotto il lago di Bomba e c'e' il rischio di frane in quella zona di montagna.

Il testo completo e' qui:

Forest Oil has tested an exploration well in eastern Italy flowing 6.9 MMcf/d. Monte Pallano 1 was tested in the lowest of several pay zones encountered. It was drilled to a total depth of 1,540m in the 36 sq km Monte Pallano Block in the Chieti province of the Abruzzo region. The license includes the Bomba gas/condensate field that was discovered by Agip in 1996. However, that gas/condensate reservoir in an Upper Cretaceous limestone of the Apulian Platform subthrust has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide risk in the mountainous area. Forest was awarded the block in February 2004, and granted a suspension of the license in 2006. That suspension was lifted in early 2007, with the expiration date postponed to 2 May 2010. Forest says it plans to drill a second well in the third quarter of 2007, and begin production to sales in 2008. The company operates with a 90% interest. Intergie Sri holds the remaining 10%.

Monday, February 21, 2011

Video del convegno di Rainone


Credo che la cosa piu' interessante che emerge dal tutto e' che il prof. Rainone, sostenitore delle estrazioni petrolifere, ha curato e sottoscritto le contro-osservazioni per conto della Forest Oil!

Di certo l'ha fatto a titolo gratuito, e di certo e' con spirito indipendente e libero che appoggia le estrazioni petrolifere, proprio come noi altri che invece abbiamo scritto le osservazioni, con amore e dedizione e ci battiamo per un Abruzzo migliore.

Io sono senza parole di fronte a tanta ignoranza e presunzione. Ma che figura meschina che hanno fatto Rainone e compari! Grazie ancora Fabrizia, Massimo, Pasquale e a tutti i presenti.

Qui altri blogger-report della giornata - i giornali d'Abruzzo non hanno brillato per onesta', dal Centro, al Tempo.

Emergenza Ambiente Abruzzo
Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni
Comitato no petrolio

Se ce ne sono altri, segnalatemeli che li linko tutti.

Aggiungo solo che siccome ora non sanno che pesci prendere, cercano di metterla sul personale e di attaccare me. Possono indagare quanto vogliono, non troveranno niente, perche' non ho scheletri nell'armadio. Non ho contratti magici con Confindustria, con la Buonefra, con ditte fotovoltaiche o amori segreti con Al Gore.

La mia vita e' un libro aperto.

Cosi' Paolo Primavera, non sapendo cosa altro dire, dice che

"da abruzzese diventa difficile credere ad una persona che vive lavora e paga le tasse negli stati uniti che negli ultimi anni ha incrementato la produzione di petrolio".

Intanto, le mie tasse non credo siano un punto di discussione. le pago - e le pago tutte - ovunque i miei redditi siano. Spero che altrettanto valga per tutti i membri di Confindustria.

E poi che ragionamento e'? allora uno non deve credere a niente che viene dall'Italia perche' l'ENI e' corrotta ed e' per il 30% di proprieta' statale?
Oppure che i miei dati cambiano perche' sono italo-americana?

Ad ogni modo, se vuole metterla su questo piano caro Primavera, in realta' sono Californiana. Qui abbiamo le leggi piu' severe al mondo contro l'inquinamento, contro le trivelle in mare, in difesa della gente. Mai sentito parlare di Erin Brokovich?

Abbiamo pure una legge, la Prop. 65 che OBBLIGA i petrolieri a dire che la lavorazione petrolifera porta il cancro.

Ne abbiamo un altra, la AB 32 che e' considerata fra le piu' progressiste al mondo contro il riscaldamento globale, quella stessa che il vostro Uberto Crescenti si ostina a negare, sebbene la stragrande maggiornanza degli scienziati mondiali, e pure l'unione dei petrolieri, ammette sia vera e causata da fonti fossili.

Abbiamo pure una fiorente industria di ricerca e di installazione di energia alternativa, di start-up che tirano su automobili elettriche, come la Tesla, ed e' qui che c'e' la maggiore concentrazione di Prius, e di prenotazioni per Leaf e Volt.

Abbiamo anche fatto un referendum sotto Prop 23 per vietare alle ditte petrolifere Texane di bloccare la AB 32 perche' per loro e' costoso e dovrebbero pagare multe per l'inquinamento che producono.

Abbiamo anche il documentario Gasland, candidato all'Oscar per avere denunciato l'inquinamento delle falde acquifere per colpa dell'industria del gas.

Potrei andare avanti, ma lo so io, e lo sa Primavera, che non vincera' contro il popolo d'Abruzzo. E' impossibile - guardi solo cosa e' successo nelle ultime settimane in NordAfrica grazie al web, al passaparola, a facebook.

Le cose sono cambiate - nel 2011 e' la gente che ha il potere, quando e' informata e sa, e non le vostre tasche, le vostre bugie, i vostri tentativi di negare cio che e' innegabile.

E per quando riguarda me, si, sono americana, sono abruzzese, sono un fisico, sono un cittadino impegnato, sono una donna, sono intelligente, sono orgogliosa di quello che ho fatto finora e di non avere mai cambiato bandiera, ne per soldi, ne per stanchezza.

Sopra ogni cosa, sono libera.

Saturday, February 19, 2011

Il misero convegno di Rainone


Be as beneficent as the sun or the sea,
but if your rights as a rational being are trenched on,
die on the first inch of your territory

R.W.Emerson

Oggi l'articolo su Il Centro riguardante i deliri dell'industria petrolifera per convincerci a lasciarli trivellare l'Abruzzo. Esordisce cosi': "Si puo' parlare di idrocarburi in maniera logica e non ideologica?"

Come a dire, finora le cose dette sono ideologiche.

Sono ideologici i cancri della Lucania?

Sono ideologiche le dighe di acqua inquinata in Basilicata?

Sono ideologiche le moratorie anti-trivelle negli USA?

Sono ideologici i limiti a 160Km dalla costa della California?

E' ideologico lo scoppio nel golfo del Messico?

Sono ideologici i terremoti di Cleyburne?

E' ideologica la subsidenza nell'Emilia Romagna?

E' ideologica la legge italiana che consente limiti di idrogeno solforato sei mila volte superiore a quanto prescritto dall'organizzazione mondiale della sanita'?

A me pare invece molto piu' ideologico il parere di Mario Rainone, che dice "un geologo non puo' essere contro il petrolio, e' come se un ingegnere demonizzasse il calcestruzzo".

Cioe' secondo lui un geologo deve essere favorevole a prescindere - pure se il petrolio e' monnezza, pure se fosse sotto piazza San Pietro, o chissa, sotto casa sua.

Proprio delle parole logiche, scientifiche e coerenti.

Si e' preso la briga di parlare per tutta la sua categoria!

Beh, questo fisico, con H-index 9 volte superiore al suo e 20 anni di meno, gli dice che invece i fisici hanno l'abitudine PRIMA di studiare il caso, e POI di esprimersi sulla base di dati, numeri fatti e non per partito preso o perche' sono amici di Assomineraria, o dell'ENI.

O pensa che io abbia motivi ideologici? E quali di grazia?

NON E' MAI SUCCESSO PRIMA DA NESSUNA PARTE DEL MONDO CHE LA QUALITA' DELLA VITA SIA MIGLIORATA DOPO IL PETROLIO!

Che lui beve il vino di Viggiano ? Va al mare a Gela? Mangia le cozze di Porto Marghera? Porta i suoi figli a respirare l'idrogeno solforato?

Questo fisico non ha interessi personali in tutta questa faccenda, a differenza degli altri illustri presenzianti alla conferenza. Eccoli qui:

Vittorio Scisicani, che faceva parte del Majella Petroleum System e che invece di parlare alla gente, se n'e' stato zitto zitto a godersi la sua "sponsorizzazione" ENI.

Davide Tabarelli, che fornisce servizi di consulenza ai petrolieri tramite la Nomisma e che dice che in Emilia Romagna turismo e petrolio crescono insieme. Ma quando mai! Ma se le trivelle gli hanno fatto sprofondare tutta la zona attorno a Ravenna e del Delta del Po'! Il mare e' sporco. La stessa ENI dice che il campo di Angela-Angelina e' responsabile del 60% della subsidenza nel suo bacino, e che la subsidenza durera' per 25 anni dopo che il pozzo e' stato dismesso.

Paolo Orsini della Sivam e Sergio Morandi della Mediterranean Oil and Gas che parlano di sicurezza e di turismo - ricordando i Motel Agip!!! - oddio, rido da sola!

LA MOG non ha neanche i soldi per piangere, chissa' come la fanno la sicurezza a una FSPO che vorrebbero construire a Rocca san Giovanni - senza risk assessment, senza dati, senza piani.

E che ce ne dice della sicurezza dei pozzi scoppiati a Policoro, a Trecate, a Paguro? Degli incidenti alle raffinerie di Mantova, di Viggiano, di Busalla, di Gela?

Franco Terlizzese invece parla di burocrazia. Vuole snellirla? Bene, decidiamo una volta per tutte che l'Adriatico e' chiuso alle trivelle. Fanno cosi' negli USA - i cinque grandi laghi sono chiusi alle trivelle, e hanno una estensione territoriale maggiore del mare Adriatico. Idem lungo la costa Atlantica e Pacifica.

Fine della burocrazia.

Paolo Primavera ancora tira fuori numeri magici - 6000 persone che lavorano nell'industria del petrolio. Ah, si! Si vede che gli e' rimasto il miraggio di Chieti come Dubai! Le migliaia di famiglie di contadini non contano, invece.

Ma chi e' questa gente? Se ci fate caso, tutti gli intervenuti sono persone o venute da fuori, o mai sentite prima o che hanno interessi di parte.

Mario Rainone conclude dicendo, tutto contento, che per la prima volta in Italia (modesto il tipo!) si e' riuscito a ragionare pacatamente di petrolio.

E' questo che vogliono, esserti amici, farti vedere che si, trivelleranno, ma che vuoi che sia.

Un mucchio di signori bianchi di mezza eta' con i vestiti eleganti, che ti tranquillizzano e che vogliono farti pensare che la tua indignazione sia sbagliata. Come la prima volta che incontrai l'ENI - 10 di loro, a porte chiuse - e credevano di poter fare a tarallucci e vino con me, facendomi sentire che ero io non avevo capito bene, e che sarebbero stati gentili come colombe.

Invece no, ho visto, ho parlato, ho indagato. La conclusione e' sempre la stessa. Sono loro che mentono sapendo di mentire.

La tua indignazione e' sana.

Devi essere arrabbiato, devi non credegli, devi non lasciare a questa gente di abbindolarti.

Vogliono solo distruggere l'Abruzzo per le loro tasche.

La prova e' in questo Majella Petroleum System - lo sapeva mezzo dipartimento di Geologia di Chieti - non lo sapevi tu, cittadino d'Abruzzo.

La prova e' in questo convegno, che si svolge solo dopo 4 anni di lotte e di proteste. Pensate che se non ci fossimo ribellati, avrebbero mai fatto un convegno per parlare alla gente? No, avrebbero trivellato e amen.

Fanno tutto questo per "creare consensi", per mettere un po di zucchero su una pillola che sara' amarissima, come lo zolfo che vogliono tirare fuori da sotto la tua terra.

Chiodi, Di Giuseppantonio, Legnini, e tutti gli altri politici che hanno detto un mezzo no alle trivelle ieri, non l'hanno fatto perche' convinti, ma solo perche' noi cittadini d'Abruzzo gli abbiamo fatto capire che non saremmo scesi a compromessi, e che o stanno dalla parte della gente o senno' non li votiamo piu'.

E dunque, di nuovo: non crediamogli, resistiamo, e difendiamo l'Abruzzo con le unghia e con i denti e con quello che loro non hanno e non avranno mai - il cuore.

Fonti: Il centro

Wednesday, February 9, 2011

Gli "inviti" di Rainone - part 2




** Comunicato Stampa **

Compare oggi sulla stampa una comunicazione da parte di Mario Rainone sulla tavola rotonda organizzata a Chieti in data 18 Febbraio 2011 per riaprire il capitolo petrolio in Abruzzo.

Il professor Rainone afferma di avermi inclusa nella rosa dei partecipanti.

Ci tengo a sottolineare che il programma iniziale, circolato in gran segreto, non prevedeva affatto la mia partecipazione.

Solo quando l'organizzazione del convegno e' stata resa pubblica dal comunicato da me circolato in data 7 Febbraio 2011, il professor Rainone si e' affrettato a modificare il programma includendomi nella rosa degli invitati, dieci giorni prima del convegno.

Come sa la maggior parte degli Abruzzesi, vivo a Los Angeles, a circa 15 ore di volo dall'Italia e ho un calendario fitto di impegni. E' ridicolo pensare che io possa essere a Chieti con dieci giorni di pre-avviso. Allo stesso modo e' ridicolo cambiare le carte in tavola dopo essere stati scoperti a organizzare convegni poco trasparenti,
e dove a relazionare sono persone che hanno legami diretti o indiretti con l'industria del petrolio.

Non mi sono mai sottratta al dibattito con i petrolieri - ho dibattuto i piu' alti vertici ENI all'Universita' di Pescara durante l'estate del 2008. Erano venuti da Milano, Pisa e Londra, e nessuno, nemmeno l'ENI, ha saputo confutare l'enorme abbondanza di dati da tutto il mondo che mostrano gli effetti nefasti delle trivellazioni petrolifere per chi ci vive vicino. A conferma di questo, l'ENI declino' di partecipare a qualsiasi altro dibattito organizzato successivamente in cui ero presente, e questo in Abruzzo, ma anche in Veneto, Lombardia e Basilicata.

Le prove di quanto dico sono tutte qui


Al tempo di internet, la verita' non si puo' nascondere.


MRD

Tuesday, February 8, 2011

Gli "inviti" di Mario Rainone


Ma questo non sa ancora che all'epoca di internet le cose e' meglio farle seriamente? Roba da matti.

Oggi, con mia grande sorpresa, trovo un email di Rainone. Dice che:

ho avuto notizia che sul Suo blog ha manifestato, tra le altre cose, molte perplessità sull'organizzazione della Giornata di Studio che il Ce.R.-GEO ha deciso di organizzare sul Tema "Idrocarburi in Abruzzo".

Spero, pertanto, che Lei accolga questo invito a partecipare alla Tavola Rotonda prevista dopo le relazioni tecniche programmate, in modo da portare il Suo contributo alla discussione.

Le invio, in tal senso, l'ultima bozza del Programma della Giornata, restando a Sua completa disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento in merito.

La cosa interessante e' che - guarda caso - hanno cambiato la locandina del programma per "far vedere" che invitano una pluralita' di persone, inclusa me, la loro spina nel fianco.

Questa la prima versione della giornata, quando pensavano di potersela cantare fra loro.

Questa la versione dopo che ho mandato il comunicato stampa, denunciando gli inganni.
Mmmh!


Tutto questo non e' serio! A parte la locandina, ma che secondo lui io sono superman e magicamente arrivo in Abruzzo con 10 giorni di anticipo - a spese mia natuaralmente! - per partecipare alla sua tavola rotonda a porte chiuse?

Buoni soldi pubblici delle Universita'! Le conferenze SERIE si organizzano con mesi di anticipo. Ho gia' in fila convegni fino a Luglio 2011, programmati fin da Settembre 2010. Budapest, Buenos Aires, Ohio, Santa Barbara, Vancouver e Rio de Janeiro.

E poi, riguardo al petrolio sono abituata a parlare alla gente e con la gente, e non a fare inciuci dietro le quinte, con gente che di Abruzzo non sa niente, se non che sotto la Majella, sotto le nostre vigne, e dentro ai nostri mari c'e' il petrolio.

Rainone - con me lei casca male.