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Saturday, May 27, 2017

Venezuela: scontri, storia e petrolio
















 Qui vari post sul Venezuela: 








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La situazione del Venezuela e' sempre piu drammatica.

Report parlano di almeno 55 morti, con esplosione di proteste e di assalti ai negozi che diventano sempre piu violenti -  estorsione, rapimenti, botte, bombe molotov.

Mille i feriti, 350 i negozi distrutti nelle scorse settimane.  E la violenza genera altra violenza.

Siamo a quasi due mesi di proteste, e ormai la gente scende in strada a centinaia di migliaia a chiedere elezioni nuove e le dimissioni di Nicholas Maduro, l'attuale presidente.

Un tempo il Venezuela era la nazione piu ricca dell'America Latina.

Nel 2016 la sua economia e' crollata del 10%, peggio della Siria.

Il numero di omicidi e' paragonabile ai morti dell'Iraq durante i tempi piu' bui degli anni post-Saddam Hussein. 

Quella che un tempo era democrazia e' essenzialmente diventato uno stato autoritario. 

Perche siamo arrivati fin qui? Dopotutto questo e' uno dei paesi con le piu' grandi riserve di petrolio al mondo, e dunque potenzialmente ricco. 

In realta' tutto parte dal petrolio.

Nel 1958, dopo dieci anni di dittatura, ci furono le elezioni.

Tre partiti fecero un accordo chiamato Puntofijo. Erano Acción Democrática, il COPEI (che sta per Comité de Organización Política Electoral Independiente, ed era una sorta di partito socialdemocratico) e la Unión Republicana Democrática.

Questo Puntofijo era una garanzia che i partiti firmatari avrebbero rispettato le elezioni, prevenuto l'egemonia di un solo partito, e che avrebbero lavorato assieme per evitare di tornare alla dittatura. Per un po funziono, nel senso che e' grazie al Puntofijo che in Venezuela si transiziono' alla democrazia.

I tre partiti decisero pure di spartirsi equamente parte degli introiti del petrolio per finanziare le proprie attivita' politiche.
Il fatto di essere potenti, e di avere accesso a tutto questo petrol-denaro, fece si che fosse quasi impossibile a chiunque altro di entrare nei palazzi decisionali, se si era fuori dal sistema.

I partiti poi passarono a due -- la Union Republicana Democratica scomparve e restarono solo il COPEI e la Accion Democratica.

La corruzione dilago'.

Una prima crisi economica, negli anni ottanta, creo' un profondo senso di ingiustizia nel paese e la percezione che tutto era contro il cittadino comune. 

Nel 1992 arriva il colpo di stato di Hugo Chavez. Fallisce, ma Chavez incarcerato per il tentato golpe, diventa noto ai piu' come il simbolo del cambiamento, dell'anti-corruzione.

Arrivano varie riforme nel paese per salvare lo status quo (occorre che tutto cambi afffinche' nulla cambi, diceva il Gattopardo, no?), Chavez viene rilasciato di prigione per mostrare magnanimita', il sistema si apre a nuovi partiti, si cerca di mostrare al popolo che tutto va bene.

Ma lo status quo non e' salvabile.

Nel 1998 Chavez si presenta come candidato e vince le elezioni.

Arriva una nuova costituzione, la "pulizia" dei lavori governativi, misure anti-corruzione. Queste azoni lo rendono molto popolare ed amato.

Ma Chavez abolisce anche una delle due camere (il Senato, suona familiare?) per evitare ostacoli alla sua autorita'.

Piano piano Chavez cerca di prendere tutto il potere per se stesso, non necessariamente in cattiva fede: pensava davvero di poter migliorare le cose se tutto era accentrato attorno a lui.

Solo che la democrazia non funziona cosi.

E cosi ci sono di mezzo personalismi e petrolio - una ricetta per il disastro.

Nel 2001 Chavez passa una serie di decreti, contro cui i commercianti e altri politici obiettano. Vengono additati come nemici del popolo.

Nel 2002 arriva un'altra crisi economica. Chavez continua a riempire con gente a lui leale tutti i posti di governo, e sopratutto i suoi uomini fidati vengono appuntati a capo della ditta nazionale di petrolio detta Petróleos de Venezuela, o PDVSA, che ne abbiano le competenze o no.

Perche' tutto questo era non sano? Perche' il PDVSA era prima di ogni altra cosa una ditta di business e non di potere politico. Chavez non amava questo PDVSA perche' additata di fare business con gli USA (ma a chi dovevano venderlo il petrolio?). In piu' le alleanze di Chavez con Cuba e con i ribelli colombiani l'avenano inemicato ai militari.

Le proteste galoppano. Un milione di cittadini scende in piazza a protestare contro Chavez e il suo fagocitare le istituzioni. Sono commercianti, giornalisti, organizzazioni religiose e cittadini medi che pensano che Chavez sta diventando anti-democratico.

Il suo livello di popolarita' passa dall'80% al 30%.

Ci furono alla fine 19 morti.

Chavez viene arrestato dai militari "ribelli" e per due giorni viene messo al suo posto un presidente temporaneo, Pedro Carmona. Ci fu il caos per un po. I militari aboliscono la costituzione, esagerando dal lato opposto. Grazie a un gruppo di militari fedeli a Chavez, e grazie soprattutto alle proteste dei ceti piu' poveri che vedevano in lui il salvatore del paese, e che si aggregano in massa a Caracas a chiedere il suo ritorno, Chavez torno' al potere.

Carmona va in esilio. 

Questi episodi resero Chavez ancora piu' diffidente di tutto cio' che era fuori dal suo controllo: istituzioni indipendenti diventarono ai suoi occhi pericolose. Non dipendendo direttamente da lui, avrebbero potuto tradirlo da un momento all'altro. Capi pure quanto importante fosse il supporto popolare e delle masse piu umili che vedevano in lui una sorta di idolo, adorandolo senza porsi domande;  e capi' quanto importante fosse il petrolio, la fonte del denaro necessario per orchestrare tutto quello che avrebbe desiderato. 

La liberta' di stampa crollo'. I sindacati vennero messi a tacere. Le corti vennero riallineate: vennero appuntati giudici leali a Chavez stesso a tutti i livelli del sistema giudiziario, incluso quelli della Corte Suprema.

E quindi tutto si polarizzo': o con Chavez o contro Chavez.

Solo che Chavez controllava i petro-dollari.

Nel Dicembre del 2002 arriva un altro sciopero presso la ditta petrolifera PDVSA. Adesso gli diventano ancora piu antipatici perche' chiedono che Chavez tenga un referendum sul suo ruolo di presidente, cheidendo le sue dimissioni ed anche nuove elezioni.

Lo sciopero duro' fino al Febbraio del 2003.

La produzione di petrolio cala da 3 milioni di barili al giorno fino a soli 25mila.

Tutto si ferma.
 
Ma Chavez tenne il polso: lo sciopero finisce con il licenziamento di 18mila operai specializzati. Vengono rimpiazzati con 100mila fedeli.

I vari professionisti, licenziati in un epoca di vacche grasse per il petrolio a livello mondiale, cercano opportunita' altrove e lasciano il paese e il petrolio in mano a non-professionisti, a yes-men di Chavez che di business petrolifero sanno ben poco.

Oltre che essere cinque volte tanto quelli di prima!

Ma sono ancora vacche grasse e Chavez inizia ad usare il petrol-denaro per operazioni sempre piu' politiche, per pagare lo stipendio ai suoi fedeli, e per elargire sussidi sul cibo.

Vengono creati i "collectivos" una sorta di banda para-poliziesca agli ordini di Chavez, pagati con fondi statali. Il loro ruolo era di evitare proteste.  Ci furono anche degli scontri fra questi collectivos e la polizia, che erano in competizione con il potere ufficiale.  Il governo chiude un occhio e pure due sulla violenza di questi collectivos, che diventano anche l'occasione per alcuni opportunisti di infiltrarsi e di compiere atti di estorsione, criminalita', omicidi.

Nel 2006 tutte le operazioni petrolifere vengono nazionalizzate, e le 16 ditte ancora indipendenti nel paese diventano di proprieta' del governo. Exxon, Chevron, ConocoPhillips, Total e Repsol devono aderire al modello: il governo di Venezuela deve diventare il primo azionista delle loro operazioni. 

Si inizia a nazionalizzare un po tutto, incluse le aziende agricole, Ma come per il petrolio, chi gestisce non e' professionista, quanto yes-men, e le aziende falliscono una dopo l'altra per cattiva gestione.

Aumenta la percentuale di cibo importato.

Nel 2006 il Venezuela era un esportatore di riso. Nel giro di pochi anni il paese importa la meta' del fabbisogno di riso.

Ma siamo ancora in tempi di vacche grasse ed il paese puo' permetterselo.

Intanto la corruzione torna piu forte di prima: fondi pensione petroliferi finiscono nelle tasche di emissari del governo, la produzione di greggio continua a calare, aumentano incidenti ad operai e all'ambiente. 

Nel 2012 esplode una raffineria. Muoiono in 40. Ci sono 1.7 miliardi di dollari di danni. Viene fuori che c'era stata corruzione anche nei budget per la manutenzione delle raffinerie.

Aumentano i debiti con l'estero.

Il collasso e' sempre piu vicino.

Finiscono i soldi.

Chavez muore nel 2013.

Il prezzo del petrolio crolla nel 2014.

Il Venezuela si ritrova in una situazione paradossale. Un petrol-stato, con petrol-corruzione e petrol-economia senza petrol-dollari.

Che fare?

Arriva Nicolás Maduro.

Decide di farsi piu amico dei militari, e da loro controllo sul mercato di medinali, di cibo e delle miniere. Con il crollo dei prezzi dei petrolio si decide di stampare sempre piu' moneta, sperando di poter piu' facilmente ripagare i debiti.

Ma arriva l'iperinflazione, il crollo del valore del bolivares e l'aumento del costo della merce importata. Arrivano anche razionamenti, prezzi stabiliti dal governo, e sussidi per la merce che c'era.

E siccome la disponibilita' fluttua, arrivano pure file interminabili, la proliferazione di vendita di merce al mercato nero, o nei paesi confinanti. C'e' molta speculazioni: il bolivares non vale quasi piu' niente e vendere merci, benzina o qualsiasi cosa in Colombia e' molto lucrativo. 

L'economia e' finita.

I collectivos prendono il sopravvento in alcune aree di Caracas e della nazione.

Arriva la violenza.

Maduro non ha ne il carisma ne i soldi di Chávez ed e' per questo che la situazione peggiora ogni giorno un po di piu'.

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In Venezuela si vive cosi: 

La discoccupazione cavalca.

La gente passa la maggior parte del proprio tempo in fila a cercare di comprare quello che puo'.

I negozi sono sempre piu' vuoti.

Il cibo e' razionato con speciali carte identificative e lettura di impronte digitali al supermercato.

Fra le cose piu difficili da comprare olio da cucina, farina, latte, sapone.

Si va in giro con sacchi di denaro a causa dell'inflazione galoppante, spesso alla ricerca di cibo sul mercato nero.

L'inflazione per il 2016 e' stata del 720%.

Nel 2015  "solo" del 275%.

Il valore del dollaro americano sul mercato nero e' 150 volte in piu' quello del prezzo ufficiale, circa 1000 bolivares. Un anno fa era a 200 bolivares.

La carta igienica e' un bene di lusso.

I pezzi di ricambio delle macchine sono impossibili da trovare.

Gli antibiotici sono una rarita'.

L'elettricita' va e viene.

La gente ha perso in media otto chilogrammi di peso a testa, per la scarsita' di cibo.

Mc Donald's non ha piu' patate da friggere.

L'acqua e' poca e costosa. Si cerca di raccoglierla come si puo', anche dalla pioggia o dai ruscelli mezzi secchi.

I campi da zucchero marciscono, le fabbriche chuidono, in ospedale c'e' carenza di siringhe e di medicine.

Le liste di attesa sono lunghissime.

Il porto principale del paese, Puerto Cabello, e' deserto. Un tempo erano qui ancorate dozzine di navi con merce in arrivo ed in partenza. Oggi ce ne sono quattro.

Il governo ha da poco annunciato l'emergenza economica.

Il tasso di poverta' e' salito al 76%.

E cosa puo' succedere in una nazione quando c'e' gente che trascorre tutta la propria giornata fuori dai supermercati ad aspettare di poter portare a casa beni di prima necessita'? 


Una delle industrie piu' redditizie e' quella dei rapimenti.

Un'altra industria fiorente e' quella del contrabbando di benzina. Soldati, insegnanti, ingegneri, dottori dentisti, contadini: fanno il pieno di taniche e le portano in Colombia, Brasile, Guyana, dove rendono molto di piu'.

Si calcola che il contrabbando di benzina valga 2 miliardi di dollari l'anno.

Il governo raccomanda alla gente di coltivarsi il cibo da soli. Ma non e' che si sfama un paese di 30 milioni di persone con gli orti urbani da un giorno all'altro.

Il Venezuela non ha piu' rapporti con il Fondo Monetario Internazionale, non ha garanzie sufficenti da trovare prestiti da privati e non ha piu' riserve da nessuna parte.

Il suo debito con la Cina, l'ultimo paese a prestarle denaro, e' di $50 miliardi.

Anche i cinesi premono per la restituzione del prestito.

Standards and Poor valuta il debito del Venezuela "junk".

Questo scenario apocalittico e' stato il costo che il Venezuela ha pagato a causa del crollo dei prezzi di petrolio, visto che tutta la sua economia, o quasi, e' una petrol-economia.

Crollato il prezzo di greggio, e' crollato tutto il resto. Il 95% delle esportazioni del paese e' rappresentato da petrolio e affini. Gli idrocarburi forniscono al Venezuela il 40% dei suoi introiti.

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Di chi e' la colpa? Di Hugo Chavez? Di Maduro?

O e' colpa della dipendenza assoluta del paese dal petrolio che non ha saputo sviluppare nessun tipo di vera economia sana e sostenibile?

Non si sa come andra' a finire.

Saturday, April 29, 2017

Trump a trivellare il mare degli americani. La California gli risponde "non se ne parla nemmeno"







“California will fight this every step of the way. 
We do not want oil drilling off our coast. Period.” 

California, 83 anni


“We will fight to the end.
They will not get any new oil on these shores."

 Susan Jordan, California Coastal Protection Network


“Californians will not stand for this. 
We love our coast. It's our playground, the driving force of our economy, 
the place where we find solace, joy and sustenance.”

Jennifer Savage, the Surfrider Foundation

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Instead of taking us backward, the federal government 
should work with us to advance the clean energy economy
 that’s creating jobs, providing energy 
and preserving California’s natural beauty,”

 Xavier Becerra, California General Attorney


“President Trump and his oil industry cronies may want to drill, 
but we’re going to stop that oil and gas development from being feasible"

Hannah-Beth Jackson, Senatrice Santa Barbara


"California’s door is closed to President Trump’s Pacific oil and gas drilling” 

 Gavin Newsom, Chairman Lands Commission



Come sarebbe bello sentire anche in Italia politici
 che dicono queste cose senza mezze parole.



  
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Oggi 28 Aprile 2017, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che, se tutto va come programmato, ha l'obiettivo di aprire il Pacifico, l'Atlantico, e l'Artico alle trivelle.

Si chiama, molto chiaramente, America First Offshore Energy Executive Order.

Ma come, non ci aveva provato Obama a proteggere questi mari? E tutti gli ordini di Obama?  E i limiti prima di Obama? Che fine fanno?

Certo, tardi o presto che sia stato, Obama ha fatto dei passi per frenare le estrazioni petrolifere. Ma come sempre, e' questa una lotta per la vita, nel senso che il petrolio e' sempre li, e basta un cambio di presidente, di idee, di condizioni di mercato, per disfare decisioni e protezioni.

Trump e' appunto un esempio di tutto cio': vuole stoltamente eliminare le protezioni di Obama e di molti dei precedessori di Obama, repubblicani e democratici indistintamente, per trivellare perche' pensa che il futuro siano dei buchi in mare.

Il presidente dai capelli arancioni, l'imbarazzo nazionale per questo paese, non ha mai fatto mistero del suo petrol-amore, e anzi, di tutte le cose di questi 100 giorni della sua presidenza, dove e' stato piu' traumatizzante e' stato l'ambiente.

E' semplicemente un uomo vecchio dentro, di idee, e di prospettive, e pensa che siamo ancora agli anni settanta.

E' per questo che e' una lotta per la vita, perche' quello che non deve cambiare, mai, e' la coscienza popolare, il ricordo delle battaglie vinte e perse, e il voler passare alle generazioni future un ambiente protetto, migliore, con l'antivirus della distruzione ambientale.

Trump dice che le trivelle porteranno "grande ricchezza" e "grandi lavori", ma il panorama politico dello stato e' in subbiglio gia' adesso.  Assieme a loro gruppi ambientali che promettono battaglia.

La cosa buona e' che per cambiare le decisioni di Obama ci vorranno almeno due anni e che gli stessi amministratori del governo Trump si rendono conto che in alcuni stati la resistenza e' e sara' forte, prima fra tutti la California.

Il segretario dell'interno Ryan Zinke, dice che terra' conto delle opinioni dei residenti e ha pure detto che dopo la sua visita a Santa Barbara si e' reso conto che la gente qui non vuole pozzi e trivelle nuove.

Come ripetuto ad infinitum in questo blog, dopo lo scoppio di Santa Barbara di un pozzo di petrolio nel 1969, non ci sono state mai piu' nuove trivelle nei quasi 50 anni dopo quella data. Quello che resta sono 27 piattaforme ancora in azione e che erano li da prima del 1969. Lo scoppio di Santa Barbara e' stato il terso piu' grande della storia d'America, dopo quello del Golfo del Messico nel 2010 e della Exxon Valdez nel 1991.

Ma forse, piu' di tutto, quello che fermera' Trump sara' l'economia: con il petrolio a meno di $50 al barile, semplicemente non conviene trivellare, specialmente in California con tutte le sue tasse e le sue regolamentazioni ambientali.  Uno dei contendenti per la poltrona di governatore nel 2018,  Gavin Newsom, a suo tempo gia' sindaco di San Francisco ed ora presidente della commissione che si occupa della gestione delle terre pubbliche di California, dice che seppure Trump dovesse permettere trivelle nel Pacifico, Sacramento potrebbe non dare i permessi per costruire i necessari oleodotti verso terra, di fatto impendendo ai petrolieri di trasportare il greggio.

Il governatore della California, Jerry Brown invece manda un comunicato stampa assieme con i governatori di Oregon e Washington dicendo che nessuno dei tre stati vuole tornare indietro, ai tempi delle trivelle in bella vista lungo le coste dei nostri mari.

E poi la domanda da Rischiatutto: perche' non puntare sulle rinnovabili invece? 

Ma Trump non ci sente. Va avanti per la sua strada, cieco all'evidenza. Se solo scegliesse di puntare su sole e vento, guadagneremmo tutti, persone, lavoro, salute,  e pure la sua immagine di presidente.

La presunzione, eh? 

Trump ha anche ordinato una "review" di tutti i monumenti naturali della nazione, e cioe' aree protette, per vedere se c'e' potenziale energetico (leggi petrolio e gas) e aprire la strada alla revoca di tali aree protette. Come dire: da oggi non esiste piu' Yellowstone! Nessuno mai in tutta la storia americana ha mai fatto una cosa del genere, e infatti non c'e' nessun protocollo che si possa seguire.

Ma la cosa che a me fa pensare, e il contreasto che vedo con l'Italia e' che qui si e' levata una fitta voce di persone autorevoli che hanno detto a Trump chairo e tondo che qui di trivelle non ne vogliamo sapere niente. E in Italia? Ai tempi del referendum del 2016 dove erano tutto i cuor di leone politici italiani?

Chi lo sa.









Tuesday, January 3, 2017

Le attivita' petrolifere d'Italia - presente e passato




Questa mappa contiene tutte le concessioni passate e presenti in Italia. E' stata fatta dal mio amico Saverio Girolami, expat marchigiano che vive in Islanda.

Per aggiornamenti e approfondimenti basta andare sul sito governativo italiano che contiene la memoria storica delle trivelle d'Italia.

Se si vuole vedere la mappa (consiglio vivamente) di cliccare in alto a destra l'icona per avere il grande schermo invece che il quadrato di questa pagina blog.

Qui invece un po di filmati storici dell'istituto Luce sul petrolio - sono bellissimi



Pozzi di petrolio in fiamme a Santa Fé 11/1928 - A0207

Pozzi di petrolio incendiati in California 07/1929 - A0384

Pozzo petrolifero a Los Angeles 11/1929 - A0472

I pozzi di petrolio di Fontevivo presso Parma 03/1931 - A0747

Paraguay, America del Sud. Il petrolio nel Gran Chaco 05/1932 - A0957

California. Il pauroso spettacolo dei pozzi di petrolio incendiati. 06/1933 - B0286

Houston (S.U.A.). L'impressionante incendio di un pozzo di petrolio. 10/1933 - B0351

Tiverton (Rhode Island) L'esplosione di un serbatoio di petrolio

11/1933 - B0374

Texas (S.U.A.) L'esplosione di un pozzo di petrolio 12/1933 - B0386

Celle - Hannover (Germania) Un pozzo di petrolio della profondità di mille metri1934 - B0453

Stati Uniti Tulsa Oklahoma. Incendi nei pozzi petroliferi: un nuovo metodo per arginare le perdite 06/1934 - B0484

Stati Uniti. Huntington Beach-California. Pozzi di petrolio che bruciano. 06/1934 - B0494

Stati Uniti. Los Angeles. "Inondazione di melma oleosa da vecchi pozzi petroliferi" 08/1934 - B0519

Germania.Nienhagen. Hannover. "Un pozzo di petrolio in fiamme" 09/1934 - B0560

Argentina. Campana. Depositi di petrolio attaccati dal fuoco bruciano violentemente. 09/1934 - B0562

Inghilterra. Fawley. Esplosione di un serbatorio 03/04/1935 - B0655

Veleia. I lavori di trivellazione del sottosuolo. 21/08/1935 - B0736

Italia. La resistenza dell'Italia alle inique sanzioni. 19/12/1935 - B0802

Stati Uniti. Pittsburgh (Pa.). Le conseguenze delle inondazioni nei 12 Stati della Confederazione. 08/04/1936 - B0864

Stati Uniti. Talco. Texas. La scoperta di un giacimento petrolifero in un piccolo paese del Texas 22/04/1936 - B0870
Stati Uniti. Oklahoma City. La scoperta del petrolio ad Oklahoma City 22/04/1936 - B0872

Stati Uniti. Colorado. I sistemi per combattere le locuste. 08/07/1936 - B0915

Austria. Zistersdorf. (Vienna). Il funzionamento dei pozzi di petrolio. 08/07/1936 - B0917

Ungheria. Budapest. Un violento incendio ad una delle grandi raffinerie di petrolio 05/08/1936 - B0930

Napoli. La costruzione del nuovo impianto di raffineria del petrolio a Napoli. 12/1936 - B1004

Stati Uniti Philadelphia e Washington. Danni del fuoco 28/04/1937 - B1083

Salsomaggiore. Regio istituto chimico 18/08/1937 - B1149

Albania. La vita della popolazione 18/11/1937 - B1200

Stati Uniti. Linden. L'incendio di 20 serbatoi di gas e petrolio in una raffineria. 26/10/1938 - B1399

Livorno. Benni inaugura i nuovi impianti per la distillazione della benzina dai residui di petrolio. 23/11/1938 - B1414

Genova. Il funzionamento dell'oleodotto nel bacino "28 ottobre" a Genova 30/11/1938 - B1417

"Dall'Irak. Alcuni aspetti del giovane stato arabo" 08/05/1941 - C0142

"Oceano Pacifico. Alcune tappe della vittoriosa marcia nipponica" 16/03/1942 - C0231

Ispezioni del Duce. "Il Duce ispeziona un cantiere per l'estrazione di petrolio nella provincia di Frosinone." 13/04/1942 - C0238

Dal Pacifico. "La vittoriosa offensiva del Giappone in Birmania." 28/05/1943 - C0352

War News from Italy. Notizie di guerra dall'Italia 1944 - RW074

Dall'America: il disastro di Texas City. 23/04/1947 - 00055

Solidarietà americana arriva la 400^ nave AUSA 12/03/1948 - 00130

Petrolio in Italia: si scava a Cortemaggiore. 18/11/1948 - 00213

Basiasco (Lodi): gigantesco soffione metanifero. Gli abitanti di Bisiasco hanno dovuto abbandonare 07/04/1949 - 00273

L'oro nero in Italia. Il pozzo di Cortemaggiore. Petrolio estratto a Cortemaggiore 22/06/1949 - 00305

Aiuti americani Duemillesima nave ERP 09/03/1950 - 00413

Metano nel Nord Visita agli impianti 09/03/1950 - 00413

Esploso un pozzo di petrolio a Cortemaggiore. 13/10/1950 - 00502

Commissione del petrolio a Teheran 21/06/1951 - 00610

La guerra fredda del petrolio 04/07/1951 - 00615

14 Cisterne in fiamme a Bristol. 12/09/1951 - 00643

Notizie da tutto il mondo. New York. Roma. Pietrasanta. Monte Bianco. 12/10/1951 - 00656

Che cos'è la radioestesia? 14/02/1952 - 00723

ITALIA 1952 24/12/1952 - 00884

La petroliera "Miriella" a Venezia. 18/02/1953 - 00906

Raid Artico Lualdi /dai nostri inviati 27/05/1953 - 00948

Ricerche petrolifere in Sicilia. Restivo all'inaugurazione dei lavori per la ricerca di petrolio nei [...] 29/05/1953 - 00950

L'oro nero a Ragusa 06/11/1953 - 01013

Colpi d'obiettivo. Nuovo Messico. Roma. Wallingford 12/03/1954 - 01069

Secolo in progresso 01/10/1954 - 01152

Colpi di obiettivo. Fermo. Londra. Seoul. Roma. Stoccolma. Tupini inaugura a fermo una serie di nuove [...] 19/01/1955 - 01198

Colpi d'obiettivo. Miami. Roma. Milano. Miami: negli Stati Uniti per ragioni di salute 26/01/1955 - 01201

Colpi d'obiettivo. Roma. Inghilterra. Alanno. New York. Aeroporto di Ciampino: la Boothe Luce 10/02/1955 - 01208

Sul porto di Genova è passato l'uragano. Un uragano causa ingenti danni 25/02/1955 - 01215

Il petrolio in Italia. Alanno, nei pressi della Maiella 03/03/1955 - 01217

Sicilia in cammino. Lo sviluppo industriale e le nuovo infrastrutture in Sicilia 06/04/1955 - 01231

Il Ministro Taviani in Sicilia. Taviani, ministro della Difesa 13/04/1955 - 01234

Inchiesta cinegiornalistica sulla industrializzazione della Sicilia  22/04/1955 - 01239

Il congresso del petrolio 09/06/1955 - 01259

Colpi d'obiettivo. Il ministro Rossi incontra i professori che hanno visitato il Mezzogiorno. incendio [...] 09/09/1955 - 01295

Il petrolio negli Abruzzi. "Il si di Vallecupa" 21/09/1955 - 01299

Tecnici del petrolio a Ragusa. "Il miracolo di Ragusa" 30/09/1955 - 01304

L'impresa di Kinley a Ragusa. "Il rogo di Ragusa. La salamandra umana ha vinto ancora una volta" 18/11/1955 - 01325

I dieci anni della Repubblica italiana 09/06/1956 - 01414

Lavoro italiano in Egitto 02/08/1956 - 01437

Lavoro italiano nel mondo - operai italiani dell'ENI 03/08/1956 - 01438

La ricchezza sgorga dalla terra. "Nella pianura padana da un nuovo pozzo 25 tonnellate di petrolio 01/11/1956- 01476

Il problema del giorno. Benzina col contagocce 06/12/1956 - 01488 

Oro nero in Algeria. "Ricchezza dal deserto" 19/12/1956 - 01491

Le grandi inchieste della Incom Inchiesta N°1 Stato e petrolio30/01/1957 - 01503

Tappe dell''oro nero'. "Il petrolio siciliano. Inaugurato l'oleodotto Ragusa-Augusta, lungo 75 chilometri" 13/02/1957 - 01509 

Notizie di cronaca 12/09/1957 - 01576

Notizie di cronaca. Viterbo: il 32° anniversario della fondazione del Partito Popolare 23/01/1958 - 01616

Notizie di cronaca. Inghilterra: esperimenti per la produzione di energia alternativa 30/01/1958 - 01618

Cronaca con l'obbiettivo. Ancona: il varo della Turbocisterna AGIP Ravenna 14/03/1958 - 01630

Sicilia '58 / a cura di R. Sileoni. 17/05/1958 - 01654

Cinetelegrammi. Londra: accolta con tutti gli onori la principessa Margaret 22/05/1958 - 01656

Cinetelegrammi. California: incendio di una raffineria di petrolio a Long Beach 13/06/1958 - 01664

Cronaca con l'obbiettivo 18/09/1958 - 01692

Cronaca con l'obbiettivo. Spaventosa tromba d'aria semina morte e distruzione a Saint Louis 19/02/1959 - 01739

Sulle vie dell'oro nero. Numero speciale. 06/04/1959 - 01770

Oro nero. "Kuwait - La guerra del petrolio non si farà" 13/07/1961 - 02100

Un mare di petrolio. Olanda - Scoperto un giacimento petrolifero nel Mare del Nord 13/10/1961 - 02132

Caldo nel Sahara 25/11/1961 - 02151

La città del petrolio 23/12/1961 - 02162

La Sardegna è al lavoro 12/01/1962 - 02171

Quattroruote. In viaggio da Roma all'Aquila 30/03/1962 - 02204

Alla scuola del lavoro. La prima pietra del complesso petrolchimico dell'Anic-Gela 20/06/1962 - 02239

La costruzione. Al largo di Marina di Ravenna una boa servirà per l'attracco delle petroliere 22/06/1962 - 02241

Numero unico dedicato a Ravenna e all'attività del porto. La raffineria di Sarom. 18/10/1962 - 02280

Non è intuibile. 19/10/1962 - 02281

L'Algeria domani. "Da un anno gli algerini sono indipendenti 19/07/1963 - 02387

Un oleodotto di 900 chilometri. La grande petroliera, l'Agip -Gela, scarica a Genova il grezzo 02/08/1963 - 02390

Da qui al Nobel. Assegnato il premio Nobel per la chimica al professor Giulio Natta 15/11/1963 - 02423

Petrolio per la Tunisia. Si inaugura a Biserta una nuova raffineria di petrolio 20/12/1963 - 02434

Un colosso per il petrolio. Varata nei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone la petroliera "Carlo" 10/01/1964 - 02440

Un mostro su due ruote. 03/04/1964 - 02464

Notizie dal Mondo Libero: Torricola - Mar Caspio - Pietrasanta - Baviera 05/04/1952 - M020

Ritagli stampa Venezia Schahoern Roma 20/02/1953 - M080

La grande parata del lavoro 17/04/1953 - M088

Obbiettivo sul mondo Ragusa Roma Wiesbaden 05/02/1954 - M130

Petrolio in Abruzzo 04/02/1955 - M182

Sgorga il petrolio dalla terra d'Abbruzzo 07/10/1955 - M217

Oleodotto in Sicilia. I lavori sull'oleodotto siciliano. 28/12/1956 - M281

La fiera degli Oh Bei! Oh Bei! Tradizionale fiera nel giorno di Sant'Ambrogio a Milano 28/12/1956 - M281

Panorama politico. Brevi dal mondo. 29/03/1957 - M294

L'isola di acciaio. La lavorazione del petrolio nella cosiddetta isola d'acciaio di Ravenna. 16/08/1957 - M314

Notizie brevi da Portsmouth, Nord Horn, Svizzera, Napoli 13/09/1957 - M318

Obiettivo sul mondo: Montevecchio, Philippeville, Hong-Kong, Liverpool, Colonia 24/01/1958 - M337

Il tradizionale "cottio" 30/12/1958 - M386

Notizie in breve da ... Sahara 25/10/1956 - E1028

Germania - un'isola d'acciaio per la ricerca del petrolio 17/10/1957 - E1079

L'obbiettivo sulla cronaca. Africa: Scoperti giacimenti di petrolio sulla costa atlantica 02/01/1958 - E1090

Industrie in Sicilia s.d. - CM199

Petrolio in fumo. Sahara - Brucia ormai da mesi il pozzo petrolifero numero due s.d. - CM317

Italia - Al professore Giulio Natta il premio Nobel per la chimica 1963 15/11/1963 - CM406

Il petrolio nel pozzo. Ad Amer, villaggio spagnolo in provincia di Gerona, scoperto del petrolio 09/1957 - OC065

Operazione "salvataggio cigni". Un'intera famiglia di cigni salvata nel porto di Stoccolma 15/01/1958 - OC082

Lo Scià a San Donato Milanese. Rheza Phalevi ha visitato in forma privata gli impianti di Metanopoli 09/12/1958 - OC129

Italia: la tradizionale sagra del carciofo a Ladispoli; Polonia: in fiamme 04/1959 - OC147

Italia: Esce il petrolio dal mare di Gela - Il "Ponte dell'amicizia" 06/1959 - OC155

Roma: il sindaco Urbano Cioccetti ha illustrato in una conferenza stampa 01/1960 - OC185

Cronaca con l'obiettivo. Usa: Cerimonia celebrativa dei cento anni dell'unità d'Italia 1961 - OC248

Cronaca con l'obiettivo. Italia: a Genova Pegli posa dei primi cento metri dell'oleodotto dell'Europa 06/1961 - OC262

Cronaca con l'obiettivo. Italia: Segni si reca in visita ufficiale da Paolo VI 07/1963 - OC371

Obiettivo sul mondo. Italia: il presidente Segni ha inaugurato a Milano la 42esima edizione della Fiera 04/1964 - OC408

Obiettivo sul mondo. Milano - 42° fiera campionaria 04/1964 - OC410

Obiettivo sul mondo. Spagna: Intensi lavori di perforazione per estrarre petrolio nella zona di Burgos 06/1964 - OC419

Obiettivo sul mondo. Presentati all'università di Roma i primi tre volumi dell'Enciclopedia del petrolio 11/1964 - OC435

Attualità EGITTO: Cairo - l'accordo politico tra Egitto e Siria. 02/1958 - SC476

Attualità. Italia - la fiera di Trieste 25/06/1959 - SC549

Dalla Sicilia. 2^ Convegno di studi: "Petrolio di Sicilia" 01/1959 - C1146

Attualità. Milano - inaugurazione del salone del bambino 29/09/1960 - C1251

AMERICA: nuova pompa per il petrolio 11/1960 - C1265

Obbiettivo sulla cronaca. Kuwait: Paese di miliardari 13/07/1961 - C1332

Obbiettivo sulla cronaca. Nord Africa: Brucia un pozzo di petrolio 07/12/1961 - C1375

Obbiettivo sulla cronaca. Milano - seminario di aggiornamento nella facoltà di chimica 03/1962 - C1400

Obbiettivo sulla cronaca. Milano - bilancio alla vigilia della fiera 12/04/1962 - C1410

Obbiettivo sulla cronaca. Milano: Inaugurazione della Fiera 16/04/1964 - C1617

Obbiettivo sulla cronaca. Milano - L'industria petrolchimica prepara la mostra dei suoi prodotti 25/12/1965 - C1732

Italia allo specchio. Trentino Alto Adige 19/12/1967 - C1851

Obbiettivo sulla cronaca. Milano: Lotta all'inflazione 03/09/1974 - C2169

Obbiettivo sulla cronaca. Milano: Ricordiamo un grande scienziato 10/03/1979 - C2381

Cronaca. [Ostia. Unità della Marina e dei Vigili del Fuoco combattono contro le chiazze di petrolio 1966 - Z0372

"Le coste laziali liberate dalla nafta sono pronte per la stagione estiva" 07/09/1966 - R0047

"Italia - E' giunto a Genova il primo carico di petrolio greggio estratto dal deserto di El Borma" 27/07/1966 - R0058

"Congo - Inaugurata una grande raffineria a Moanda" 13/12/1967 - R0166

"Zambia. Inaugurato l'oleodotto che collega la Tanzania alla Zambia" 11/09/1968 - R0225

Ungheria - L'apocalittico incendio di un pozzo petrolifero 12/02/1969 - R0258

Romania - Incendio di un pozzo di petrolio in Europa 16/01/1974 - R0627

Irak - A Babilonia la vita di un popolo fra tradizioni antiche e la vita moderna 1977 - R0838

Egitto - In attesa di firmare il trattato di pace con Israele, l'Egitto vuole pensare alla propria ripresa 1979 - R0918

Irak - A Babilonia la vita di un popolo fra tradizioni antiche e la vita moderna 1979 - R0937

Italia - Una campagna pubblicitaria per il risparmio di energia elettrica 1982 - R0982

Italia - Campagna informativa contro gli sprechi di acqua e di energia elettrica 1982 - R0998

Servizio speciale. Roma. Celebrato il 75esimo anniversario della Esso Standard Italiana. Primo piano [...] 1966 - pc056

nel mondo. L'inquinamento delle acque in Olanda. 1971 - pc279

Numero unico. Impianti EGAM pr la produzione di acciai speciali. SIAS - Società Italiana Acciai Speciali [...] 1975 - pc514

economia. La crisi petrolifera. 04/12/1976 - pc559

scienza. L'utilizzo dell'energia solare quale fonte alternativa a quella del petrolio. 1977 - pc567

Nel mondo. Olanda. Un inverno molto rigido 1978 - pc626

Numero speciale Le nostre inchieste. Italia. Campagna di informazione sull'utilizzo di acqua e energia [...] 1980 - pc664

Cronaca. L'Automobil club olandese effettua test e corsi per migliorare la guida con strade sdrucciolevoli. 1983 - pc700

L'inquinamento delle acque del Tevere. 1971 - S0225

Il re del petrolio 06/1973 - S0354

La crisi energetica 11/01/1974 - S0373

Numero speciale: Documenti di vita italiana. Italia: Lo sviluppo economico italiano 1967 - CN003

Modelli in miniatura. Presentazione di modelli in scala tridimensionali di raffinerie di petrolio. 1966 - CN012

Cronaca. Italia. per la sicurezza stradale la prudenza non è mai troppa con la nebbia 1971 - cn169

Iniziativa. Presentazione di tre volumi dell'EGAM sull'Africa. 1974 - CN270

Cronaca. Inquinamento delle acque: tra le vittime del petrolio anche i cigni. 1976 - CN305

Cronaca. Italia. L'inquinamento delle nostre coste. In attesa di una soluzione del problema, un concorso [...] 1978 - CN334

Moanda: inaugurata un'importante raffineria realizzata con il contributo dell'Eni. 1967 - T1019

Volpiano: Un nuovo stabilimento dell'Industria Boatti 01/06/1972 - T1247

Economia. L'importanza degli scambi commerciali tra est ed ovest europeo.Stipulato un accordo ventennale 01/1970 - N0145

Fiera di Milano - Un'incontro commerciale fra Italia e Ecuador apre delle prospettive per le industrie [...] 06/1972 - N0263

La visita di due ministri arabi a Roma per discutere della crisi petrolifera. 1974 - N0342

In progetto la costruzione a Roma di una mecca; l'apertura al mondo arabo in relazione alla necessità [...] 1974 - N0378

"Occupazione italiana in Albania" s.d. - D039603

La maggiore industria petrolifera italiana in Fiume d'Italia. La R.O.M.S.A. Raffineria di olio minerale [...] [1926-1939] - M011205

L'inaugurazione di una raffineria napoletana [1937] - M017305

Albania 1937 - D025401

Tecnica 1940 - D064104

Le ricerche del metano e del petrolio 1951 - D064003

Le vie del metano 1952 - D010603

Terra di Gela 1959 - D018903

Caldo e freddo. Dilatazione e propagazione del calore (Osservazioni ed elementi) 1966 - D036901

Donna e bambino. 1968 - D045702

Cantiere petrolifero dell'A.G.I.P. a Fontevivo (Parma) 01.01.1931 - 31.12.1931 - M012603

Ferrovie dello stato italiane: igiene ferroviaria (parte prima). grande cinematografia della costruzione [...] [1924-31] - M011902

Piloti e fanti nel deserto Sirtico [1941] - D028203

I padiglioni dell'Esposizione Campionaria di Torino 1928 - M000305

La crociera aerea Italia - Brasile. La più grande impresa aeronautica del mond 1930 - M014104

Come si illumina la basilica vaticana. Illuminazione della basilica di San Pietro (Roma) 1930 - D038204

Per la grande Asia Orientale [doppio]. "Sintesi dei primi mesi della guerra combattuta dal Nippon [1942] - D032002

Italia allo specchio: Trentino Alto Adige 1968 - D050405

Rassegna del documentario italiano Libero Bizzarri S. Benedetto del Tronto s.d.

I prigionieri del sottosuolo 1956 - D022004

L'autonomia e la Sicilia. L'autonomia e la Sicilia. 1959 - D021005

Museo Nazionale dell'automobile Biscaretti 1961 - D023104

Italia in cammino 1958 - D023802

Archeologia + petrolio = Sicilia '58 1958 - D023402

Oggi in Sicilia 1953 - D019303

Itinerari industriali dell'Ucraina - D033501

Notizie dalla Sicilia s.d. - D049704

Il gassogeno Imbert. Il suo impiego e la sua fabbricazione s.d. - D063208

Petrolio fonte di energia 1955 - D016803

Il petrolio è degli uomini 1955 - D017103

Petrolio a sud 1955 - D012903

Sicilia uno e due 1955 - D012901

Le conquiste della Sicilia 15 maggio post febbraio 1955 24 - 25 - 26 gennaio 1958 1959 [?] - D044602

Pozzo 18 profondità 1650 1955 - D017401

Nastri d'asfalto 1955 - D017604

L'atomo al servizio della pace. Parte 3ø. Agricoltura, Industria ed Energia s.d. - D018101

I due Kennedy s.d. - D064501

Il petrolio 1959 - D045605

Imagen de Mexico. Immagini del Messico s.d. - D019202

Abissinia cinematografica russa. Abissinia - edizione in lingua russa [1934 - 1936] - D000303

Guerra sul Pacifico [1937 - 1945] - D064801

Avviamento al lavoro [1944] - D039503

Assemblea della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio maggio 1954

Cortemaggiore: esplosione di un pozzo metano dicembre 1950

Esploso un pozzo di petrolio a Cortemaggiore ottobre 1950 - RI0004206

Avonmouth Bristol: vigili del fuoco e uomini della Marina militare impegnati nello spegnimento Ottobre 1951

Pozzi di petrolio in provincia di Ragusa 6 novembre 1953 - RI0009806

Il Gran Premio ippico di Merano e la lotteria abbinata ottobre 1950

Inaugurazione degli impianti livornesi della Stanic. Presenti Mattei e Togni. 04.1954 - RI0010408

La Settimana Incom in Lapponia per il raid artico di Lualdi maggio 1953

Il padiglione della Romania a una fiera industriale; la visita di Vittorio Emanuele III [1940] - RV004505

Il padiglione della Romania in una fiera industriale: visita di Vittorio Emanuele III [1940] - RV015401

[Incendio di pozzi di petrolio?] 08.08.1929

Miniere di petrolio a Siracusa. Miniere e lavori in Sicilia 07.10.1931

4° Congresso mondiale sul Petrolio 06.06.1955

4° congresso mondiale del petrolio 07.06.1955
Riproduzioni fotografiche per il giornale Il Borghese 01.01.1964

Rina Morelli ritratta in scena 28.02.1941