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Saturday, April 29, 2017

Trump a trivellare il mare degli americani. La California gli risponde "non se ne parla nemmeno"







“California will fight this every step of the way. 
We do not want oil drilling off our coast. Period.” 

California, 83 anni


“We will fight to the end.
They will not get any new oil on these shores."

 Susan Jordan, California Coastal Protection Network


“Californians will not stand for this. 
We love our coast. It's our playground, the driving force of our economy, 
the place where we find solace, joy and sustenance.”

Jennifer Savage, the Surfrider Foundation

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Instead of taking us backward, the federal government 
should work with us to advance the clean energy economy
 that’s creating jobs, providing energy 
and preserving California’s natural beauty,”

 Xavier Becerra, California General Attorney


“President Trump and his oil industry cronies may want to drill, 
but we’re going to stop that oil and gas development from being feasible"

Hannah-Beth Jackson, Senatrice Santa Barbara


"California’s door is closed to President Trump’s Pacific oil and gas drilling” 

 Gavin Newsom, Chairman Lands Commission



Come sarebbe bello sentire anche in Italia politici
 che dicono queste cose senza mezze parole.



  
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Oggi 28 Aprile 2017, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che, se tutto va come programmato, ha l'obiettivo di aprire il Pacifico, l'Atlantico, e l'Artico alle trivelle.

Si chiama, molto chiaramente, America First Offshore Energy Executive Order.

Ma come, non ci aveva provato Obama a proteggere questi mari? E tutti gli ordini di Obama?  E i limiti prima di Obama? Che fine fanno?

Certo, tardi o presto che sia stato, Obama ha fatto dei passi per frenare le estrazioni petrolifere. Ma come sempre, e' questa una lotta per la vita, nel senso che il petrolio e' sempre li, e basta un cambio di presidente, di idee, di condizioni di mercato, per disfare decisioni e protezioni.

Trump e' appunto un esempio di tutto cio': vuole stoltamente eliminare le protezioni di Obama e di molti dei precedessori di Obama, repubblicani e democratici indistintamente, per trivellare perche' pensa che il futuro siano dei buchi in mare.

Il presidente dai capelli arancioni, l'imbarazzo nazionale per questo paese, non ha mai fatto mistero del suo petrol-amore, e anzi, di tutte le cose di questi 100 giorni della sua presidenza, dove e' stato piu' traumatizzante e' stato l'ambiente.

E' semplicemente un uomo vecchio dentro, di idee, e di prospettive, e pensa che siamo ancora agli anni settanta.

E' per questo che e' una lotta per la vita, perche' quello che non deve cambiare, mai, e' la coscienza popolare, il ricordo delle battaglie vinte e perse, e il voler passare alle generazioni future un ambiente protetto, migliore, con l'antivirus della distruzione ambientale.

Trump dice che le trivelle porteranno "grande ricchezza" e "grandi lavori", ma il panorama politico dello stato e' in subbiglio gia' adesso.  Assieme a loro gruppi ambientali che promettono battaglia.

La cosa buona e' che per cambiare le decisioni di Obama ci vorranno almeno due anni e che gli stessi amministratori del governo Trump si rendono conto che in alcuni stati la resistenza e' e sara' forte, prima fra tutti la California.

Il segretario dell'interno Ryan Zinke, dice che terra' conto delle opinioni dei residenti e ha pure detto che dopo la sua visita a Santa Barbara si e' reso conto che la gente qui non vuole pozzi e trivelle nuove.

Come ripetuto ad infinitum in questo blog, dopo lo scoppio di Santa Barbara di un pozzo di petrolio nel 1969, non ci sono state mai piu' nuove trivelle nei quasi 50 anni dopo quella data. Quello che resta sono 27 piattaforme ancora in azione e che erano li da prima del 1969. Lo scoppio di Santa Barbara e' stato il terso piu' grande della storia d'America, dopo quello del Golfo del Messico nel 2010 e della Exxon Valdez nel 1991.

Ma forse, piu' di tutto, quello che fermera' Trump sara' l'economia: con il petrolio a meno di $50 al barile, semplicemente non conviene trivellare, specialmente in California con tutte le sue tasse e le sue regolamentazioni ambientali.  Uno dei contendenti per la poltrona di governatore nel 2018,  Gavin Newsom, a suo tempo gia' sindaco di San Francisco ed ora presidente della commissione che si occupa della gestione delle terre pubbliche di California, dice che seppure Trump dovesse permettere trivelle nel Pacifico, Sacramento potrebbe non dare i permessi per costruire i necessari oleodotti verso terra, di fatto impendendo ai petrolieri di trasportare il greggio.

Il governatore della California, Jerry Brown invece manda un comunicato stampa assieme con i governatori di Oregon e Washington dicendo che nessuno dei tre stati vuole tornare indietro, ai tempi delle trivelle in bella vista lungo le coste dei nostri mari.

E poi la domanda da Rischiatutto: perche' non puntare sulle rinnovabili invece? 

Ma Trump non ci sente. Va avanti per la sua strada, cieco all'evidenza. Se solo scegliesse di puntare su sole e vento, guadagneremmo tutti, persone, lavoro, salute,  e pure la sua immagine di presidente.

La presunzione, eh? 

Trump ha anche ordinato una "review" di tutti i monumenti naturali della nazione, e cioe' aree protette, per vedere se c'e' potenziale energetico (leggi petrolio e gas) e aprire la strada alla revoca di tali aree protette. Come dire: da oggi non esiste piu' Yellowstone! Nessuno mai in tutta la storia americana ha mai fatto una cosa del genere, e infatti non c'e' nessun protocollo che si possa seguire.

Ma la cosa che a me fa pensare, e il contreasto che vedo con l'Italia e' che qui si e' levata una fitta voce di persone autorevoli che hanno detto a Trump chairo e tondo che qui di trivelle non ne vogliamo sapere niente. E in Italia? Ai tempi del referendum del 2016 dove erano tutto i cuor di leone politici italiani?

Chi lo sa.









Saturday, January 21, 2017

Il 2016 e' l'anno piu' caldo della storia - dopo il record di 2015 e 2014











Ce lo aspettavamo: il 2016 e' stato l'anno piu' caldo da che teniamo le temperature sul pianeta, cioe' dal 1880. Gli anni 2014 e 2015 erano i record precedenti.

Questo secondo la NASA e il National Oceanic and Atmospheric Administration che hanno usato dati indipendenti. Ad esempio la NASA stima le temperature da 6300 stazioni di misurazione sulla terra, in oceano, e ai poli terrestri. Si considerano algoritmi che tengono in considerazione le distanze fra le varie centraline, ed effetti spuri che potrebbero introdurre errori. Il NOAA fa lo stesso con algortimi e dati diversi.

Da entrambe le fonti emerge che durante l'anno che e' appena trascorso la temperatura media sul pianeta e' stata di quasi un grado Celsius superiore rispetto alla media di tutto il ventesimo secolo.

Per di piu' otto dei dodici mesi del 2016 sono stati i piu' caldi della storia: da Gennaio a Settembre, con l'eccezione di Giugno. I mesi da Ottobre a Dicembre invece sono stati i secondi piu' caldi della storia, battuti dai rispettivi mesi del 2015.

Cioe' questo vuol dire che da Ottobre 2015 fino a Maggio 2016 ci sono stati record di temperatura di fila. Otto mesi. E se si considera che i mesi prima di Ottobre 2015 erano loro da temperatura record, allora arriviamo a SEDICI MESI di temperature record.

La maggior parte del riscadamento del pianeta, cioe' la maggior parte delle annate record, e' stata negli scorsi 35 anni. Dei diciassette anni piu' caldi della storia, sedici sono sono stati registrati dal 2001 ad oggi.

Certo si possono invocare effetti temporanei ed eccezionali -- la perturbazione di El Niño o de La Niña, per esempio che influenzano le correnti dall'Oceano Pacifico. Si stima che El Niño abbia contribuito all'"anomalia" del 2016 di 0.12 gradi Celsius.

Ma la questione e' che non possono esserci eventi eccezionali a spiegare tre anni consecutivi di temperature, e sedici anni su diciassette!

Particolarmente critica la situazione in Artico, che ha vissuto il suo anno piu caldo, con bassi livelli di ghiacci e situazioni drammatiche in Alaska e negli habitat degli orsi.

Speriamo che qualcuno lo dica a Trump! Dopotutto anche lui tiene figli piccoli e nipoti.

Alla fine, non e' che tutti questi scienziati hanno qualcosa da guadagnarci con il ricordare quanto grave sia cio' che stiamo facendo al pianeta. E' a questo che serve la scienza, a studiare la natura con occhi critici e lasciare che ci guidi nel prendere le decisioni in modo libero da pregiudizi.

E da amici e segretari di stato petrolieri.







Saturday, September 12, 2009

Esempi virtuosi



*** Domenica si parla di petrolio a Torano Nuovo, nel teramano, assieme agli amici del Comitato abruzzese per la difesa dei beni comuni ***

Abbiamo gia' parlato del fatto che i tedeschi non scherzano per quanto riguarda il desiderio forte di andare verso le energie alternative. Producono settanta volte di piu' energia fotovoltaica di noi Italiani - 2,200 gigawatt ore contro le nostre 35 - e quattro volte di piu' che gli USA, che hanno una estensione territoriale molto maggiore della Germania.

Questo risulatato non nasce a caso, e' stato frutto di poltiche continuate nel tempo, di investimenti, di scelte coerenti che nel corso degli anni hanno fatto della Germania il leader dell'energia fotovoltaica.

Ora arriva da Monaco di Baviera, un altra proposta, quella di usare SOLO energia eolica, solare ed idroelettrica per alimentare i bisogni energetici della citta'. Il piano e' di fornire energia 'verde' a tutti i cittadini dal 2015 e poi anche alle industrie a partire dal 2025.

Questo in una citta' con un milione di abitanti, con poco sole, e con una grande presenza di industrie. La ditta che fornisce l'energia alla citta' e' la Stadtwerken Munchen, e sono il quinto produttore di energia di tutta la Germania. Fra un po' gli spengono la centrale nucleare e hanno deciso di puntare tutto sul rinnovabile. La centrale nucleare sara' dismessa. La stessa ditta sta costruendo un enorme centrale fotovoltaica in Spagna e un parco eolico nel mare del nord.

Ciascuna di queste strutture, penso, verra' con i suoi pro e i suoi contro, ma la cosa importante e' che sicuramente questi impianti saranno a molto molto minor impatto ambientale che nuove centrali a carbone (!). Monaco decide, la notizie approda sui giornali e la Germania ne guadagna in immagine.

Qui in California la legge impone ai produttori di energia che entro il 2010, almeno il 20% dell'energia che viene fornita ai Californiani provenga da energia alternativa. Una nuova legge, approvata ieri, impone che questa quota dovra' arrivare al 33% entro il 2020. Si calcola che questo causera' un aumento medio delle bollette del 7%.

Anche la citta' di San Francisco ha deciso di darsi da fare. Sotto la guida del sindaco Gavin Newsom, hanno approvato la costruzione di una centrale fotovoltaica di 5 megawatt che alimentera' scuole e uffici pubblici. A San Francisco reciclano il 70% della loro immondizia, ed il sindaco vuole arrivare al 75%. Una citta' di 4 milioni di abitanti con esattamente zero inceneritori.

Intanto il Los Angeles Times riporta che a causa delle preoccupazioni fra le generazioni giovani del cambio del clima c'e' un forte aumento di studenti che si iscrivono alle facolta di scienze e di ingegneria. Il loro scopo di formarsi professionalmente per lavorare nel campo dell' "energia pulita". Questo sia perche' vedono potenziale impiego, sia perche' c'e' piu' sensibilita' verso il tema della dipendenza dal petrolio e della sostenibilita' ambientale. Obama in primavera ha stanziato 20 mila milioni di dollari per la ricerca di base, con speciale enfasi sulle energie rinnovabili.

Spero che gli amministratori italiani leggano queste cose e che ne traggano lezioni utili, a partire dalla provincia di Chieti fino a tutto il resto dall'Italia. Vorrei tanto leggere di piani intelligenti e a lunga portata per questo paese, di iniziative coraggiose fatte per le generazioni future. Avete mai sentito un politico italiano svelare piani per i prossimi 20 anni? A me pare sempre che le deicsioni si prendino sul momento e che non si guardi mai troppo in la' dell'immediato futuro, o delle prossime elezioni.

E' facile: decidiamo di eccellere per le energia alternative, e con coraggio. Decidiamo di diventare la regione italiana con piu' produzione di energia solare, regaliamo i tetti delle case al sole. Sensibilizziamo i cittadini, usiamo questa storia del petrolio per abbracciare veramente lo sviluppo del nuovo millennio. Diamo ai giovani una opportunita' diversa, nuova, senza temere le antipatie di cementificatori, petrolieri, inceneritorifici, e fabbricanti di morte di vario genere.

Tutto questo ci da pubblicita' positiva, ci fa risparmiare sulla bolletta, ci rende meno schiavi dei petrolieri, ci mette al riparo da altri scempi sul territorio, crea lavoro, puo' essere una opportunita' per creare una nuova classe di professionisti.

Ne guadagnamo tutti.