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Thursday, July 13, 2017

South Miami: la prima citta' della Florida con obbligo di fotovoltaico sui tetti










“We are running out of time. 
It benefits everybody except auto companies and the utilities.”

Il sindaco di South Miami, Philip Stoddard 
 

La citta' di South Miami ha appena approvato una legge che obblighera' i proprietari di case nuove e quelli che le ingrandiscono di installare pannelli solari sui tetti.

E cosi, dopo Lancaster, San Sebastopol e San Francisco in California, arriva un comune della Florida in questa lista delle citta' USA con l'obbligo del sole sui tetti.

L'idea e' del sindaco di South Miami, Philip Stoddard, professore universitario di biologia e da sempre preoccupato per i cambiamenti climatici e sensibili a temi di efficenza energetica. 

Da come la vede lui, questa decisione aiutera' a diminuire le emissioni di CO2 e a contenere gli aumenti di temperatura. Sopratutto servira' a garantire che Miami esista ancora fra qualche generazione, visto che gli effetti dei cambiamenti climatici, nella forma di livello del mare che si innalza, e di allagamenti, sono sotto gli occhi di tutti qui.

C'e' pero' sempre l'avvocato del diavolo, con il solito mantra che questo provvedimento sara' nefasto per i cittadini, specie i piu' poveri. Altre giustificazioni per non volere i tetti al sole: per prendere il sole sui pannelli occorrera' in molti casi tagliare alberi che fanno ombra. Altri invece dicono che la citta' dovrebbe preoccuparsi di piu' della criminalita'. E se arriva l'uragano a portarsi via il pannello?

Altri ancora con il concetto della liberta' personale, e che dovrebbe esssere una "scelta".
Siamo o non siamo "the land of the free?"

Ma ... chi sono questi che non vogliono il sole sui tetti?

Vai a vedere sono tutti pagati dal gestore tradizionale dell'energia elettrica, la FP & L, la Florida Power and Light. Una specie di ENEL locale.

E' evidente che con i sole sui tetti si usera' meno energia, o comunque meno energia centralizzata, e il loro business sparira'. E quindi quelli della FP & L hanno cercato un po' di nascondersi dietro questa cosa dei costi, facendo finta di preoccuparsi dei meno abbienti, e cercando di seminare dubbi e preoccupazioni fuori luogo.

Tutte queste discussioni inutili solo per tenersi quanto piu' profitto possibile per se, e per quanto piu a lungo possibile, insomma.

E infatti alla fine, il sindaco e la giunta ha votato ed ha approvato la legge dei pannelli con 4 voti a favore e uno contrario.

Il sindaco ha ricordato che in altre citta' della Florida del sud ci sono altri obblighi -- di piantare alberi, di avere tetti con determinate caratteristiche architettoniche --  il tutto a spese dei proprietari delle case, e nessuno di quelli della FP & L si e' mai lamentato o ha cercato di proteggere i piu' poveri da questi costi.

Perche' lo fanno solo ora con i pannelli solari?

E evidente no?

E cosi, chiaro chiaro, il sindaco Stoddard ha detto: qui gli unici che ci perdono sono i petrolieri e quelli della FP & L.

"The only ones who are not being helped by this are FP &; L and Exxon" -- parole testuali.

Facciamo un passo indietro. Qui negli USA la disuguaglianza e' evidente. Come dice mia mamma, in alcuni posti o hai la Porche o non hai niente. Miami e' un po cosi, e lo sono pure molte altre grandi citta', Los Angeles compresa. Un po' per come e' strutturata l'economia, un po' per il grande potere delle lobby e dei ricchi, e un po' perche' continua ad arrivare capitare straniero che tende a distorcere tutti i delicati equilibri sociali. Primo fra tutti quello del mercato immobiliare.

Cioe': arrivano cinesi e sud-americani, nigeriani e russi, iraniani e sauditi con soldi qualche volta di dubbia provenienza, tutti cash, comprano e portano il mercato ad esplodere. E cosi le persone normali non possono competere, e la gentrificazione galoppa.

Non so se sia cosi anche in Italia.
Ma qui spesso questi ricconi comprano casette piccole, le demoliscono e ci fanno le loro Mac-Mansions, orribili mega ville case in stile "italiano" che fanno pieta'.

Ecco, questa legge dei tetti al sole per chi ingrandisce piu' del 75% rispetto all'originale e' dedicata in primo luogo a loro.

A chi demolisce casette per farci ville mastodontiche e per i quali i soldi non sono certo un problema. 
Almeno che ci mettessero i pannelli solari.

Il sindaco ha anche ricordato che il sole sui tetti abbassa i costi della bolletta e da' valore aggiunto alle case. Sensa dimenticare che il costo del fotovoltaico continua a calare. Il consigliere Gabriel Edmund ha ricordato che quelle di cui sopra erano esagerazioni, e che le nuove regole saranno applicate quasi sicuramente solo verso le case piu' di lusso. 

Le uniche o quasi che si costruiscono in questo momento a Miami.
Miami New York Los Angeles South Miami becomes first city in Florida to mandate solar panels on new homes Despite opposition from residents, owners of new homes and those increasing square footage by 75% must spend $25k on solar panels By Francisco Alvarado | July 13, 2017 02:45PM Solar panels. (Credit: Getty Images) South Miami is now the first city in Florida to require owners of new homes to spend $25,000 on solar panels, joining San Francisco and two small cities in California as the only local jurisdictions in the United States with similar renewable energy building regulations. Late Wednesday evening, the city commission approved the legislation 4-1, despite vocal opposition from developer representatives, consumer protection groups and some South Miami property owners. The new law also applies to existing properties whose owners increase the square footage of a home by 75 percent or more. South Miami Mayor Philip K. Stoddard, who has long advocated for renewable energy solutions to combat sea level rise and global warming, said making property owners install solar panels would help reduce carbon emissions and rising temperatures. “This is about my children and my grandchildren and your children and grandchildren,” Stoddard said. “We are running out of time. It benefits everybody except auto companies and the utilities.” However, a steady number of opponents claimed forcing homeowners to install solar panels would result in an unnecessary financial burden. South Miami Commissioner Josh Liebman said the new law would especially hurt development of affordable homes and low-income neighborhoods in the city. “All over South Miami, houses are being torn down,” he said. “This is government bureaucracy on the most micro-level. We must protect freedom of choice.” Liebman noted that if he decided to make a major addition to his home, he would be forced to cut down oaks on his property in order for newly installed solar panels to get direct sunlight. “I would make my house warmer to make it greener,” he said. “That is counterintuitive.” South Miami resident Michael Jones said the city should focus more on lowering crime and making residents in the low income neighborhoods feel safe. “People need security in their lives,” he said. “They don’t need solar panels. There are a lot of expenses for people who put solar panels on their roofs.” Sandra Dinari, a homeowner whose addition to her house will make it 50 percent bigger, said increasing the threshold to 75 percent or more wasn’t going to change her mind. “I still think it should be up to the homeowner to put up solar panels,” Dinari said. “I respectfully request not making it mandatory.” Truly Burton, executive vice-president for the Builders Association of South Florida, asked the city commission to delay voting on the solar panel legislation and submit a proposal to the Florida Building Commission stating the unique conditions in South Miami that would warrant a mandatory requirement for solar panels on new homes. “I urge you not to adopt this,” Burton said. Prior to the meeting, the Miami chapter of the Florida Businesses for Affordable Energy issued a statement saying the solar panel law would further escalate an affordable housing crisis in South Miami, making the city even more unaffordable and unattainable. “It is imperative for the South Miami Commission to weigh the legitimate economic concerns of South Miami residents before hastily imposing a poorly thought out mandate,” the statement said. However, South Miami Commissioner Gabriel Edmund said the concerns were being blown out of proportion. “The only ones being required to add solar panels is a person who completely destroys a house and rebuilds it,” Edmund said. “This ordinance is only going to impact a very small part of the marketplace and that tends to be more high end.” Tags: Residential Real Estate, solar panels, south miami Short URL Print Popular Commercial investors, developers scour Little Havana for hot deals 13th Floor, partner to bring 500 single-family homes to Riviera Beach Edgewater development site hits market, could fetch more than $10M, broker says Tavistock buys the Sails land and marina, scores $50M loan for Pier 66 site in Fort Lauderdale Lennar buys 77 acres in Homestead for $10.75M More Stories Sites South Florida New York Los Angeles Other Links Events Shop Subscribe to Magazine Careers About Us Staff Directory Contact Us Privacy Policy STAY CONNECTED Join over 200,000 real estate professionals who receive our daily newsletter All rights reserved © 2017 The Real Deal is a registered Trademark of Korangy Publishing Inc. 6318 Biscayne Boulevard, Suite 200, Miami, FL 33138 Phone: 305-740-1211

Wednesday, June 14, 2017

La Cina apre il piu' grande impianto solare galleggiante del mondo su ex miniera di carbone

Jerry Brown, governatore di California all'incontro di partnership per l'energia verde fra Pechino e Sacramento.


Longyangxia Dam Solar Park, Tibet

La Cina corre forte.

Ed ora hanno aperto anche il piu grande impianto solare galleggiante del mondo, in barba a Trump.

Anche se ci possono essere vari metri di paragone, la Cina puo' veramente essere considerata fra i paesi all'avanguardia in campo di innovazione green. Lo so che sono ancora un paese in via di sviluppo, ma il punto e' che guardano avanti.

Tutti i maggiori investimenti che fanno qui, per quanto riguarda l'energia, sono in campo rinnovabile, non piu' in carbone e fossili.

Un solo solo esempio: l'impianto solare della foto in alto, 40 mega-watt, 160mila pannelli, e che dara' energia a 15mila case nei pressi della citta' di Huainan, provincia di Anhui, e' stato costruito sui resti di una miniera di carbone collassata ed allagata. L'acqua del lago artificiale collegata alla miniera collassata, mista all'acqua piovana, era satura di rifiuti minerari, ed era tossica e inutile.  

Adesso c'e' un campo solare sopra. Pragmatici, no?

In Cina c'e' il 67% di tutti i pannelli solari del mondo. Dal 2012 ad oggi, la Cina e' stato il paese con i maggiori investimenti green. Nel solo 2016 hanno speso 88 miliardi in sole e vento, raddoppiando la generazione di energia pulita.

Vogliono arrivare al 20% entro il 2030. Adesso siamo all'11%.

Hanno firmato accordi con Jerry Brown, il governatore di California, per collaborare sui cambiamenti climatici, e non gliene importa niente di Donald Trump e della sua fossilita'.

Non vedono l'ora di mostrare la loro leadership al mondo.










Wednesday, April 5, 2017

Cile: l'Arabia Saudita del sole







"On an even playing field, renewables can compete with anything.”

Ivan Araneda, CEO del consorzio che 


Deserto dell'Atacama, Cile.

I raggi del sole sono cosi forti che ai lavoratori occorre protezione speciale per proteggere la pelle e gli occhi. L'aira e secca, la vegetazione e' scarsa. Un paesaggio lunare.

E' questo il posto migliore del mondo per produrre energia solare: la radiazione del sole e' la piu' potente del mondo. Anzi, quando nel 2016 il governo cileno apri' la gara d'appalto per fornire al governo energia elettrica, i gestori dei pannelli solari del deserto offrirono energia a *meta'* prezzo rispetto ai gestori degli impianti a carbone del paese.

No, non e' stato a causa dei sussidi. E' stato a causa degli investimenti veri, del crollo dei prezzi del fotovoltaico, dell'aumento della resa che ha reso l'energia dal sole competitiva sotto ogni profilo.

E dunque in Cile produrre elettricita' dal sole costa la meta' che dal carbone.

E secondo il ministro dell'ambiente cileno, Minister Andrés Rebolledo, tutto questo e' solo l'inizio.
Il sole, per quanto riguarda la nostra civita', e' essenzialmente una fonte infinita di energia.

E il Cile che si e' sempre considerato povero di carbone e di petrolio, si scopre ora particolarmente ricco di sole e di potenziale. 

E questo non vale solo per il Cile: nonostante le promesse roboanti di Trump di tornare al carbone, il mondo parla un altra lingua: la costruzione di impianti a carbone declina. In Cina per esempio, il numero di nuovi impianti a carbone e' calato dell'85% in un anno.  D'altro canto sempre piu' energia viene generata da fonti pulite che da fonti tradizionali. 

E in tutto questo c'e' anche il fattore umano. In Cile, in Cina, negli USA e dappertutto nel mondo, costruire centrali a carbone o a petrolio portano a enormi ostacoli pratici di programmazione e di opera di convicimento dei residenti. E invece nel deserto, o in posti dove non ci sono grandi produzioni agricole o terreni difficilmente abitabili, e' piu' semplice costruire impianti energetici.
E il sole c'e' tutti i giorni.

E questo il Cile l'ha capito. Fino a pochi anni fa qui l'energia veniva importata. Adesso sognano di diventare una nuova Arabia Saudita del sole, grazie anche ai prezzi del fotovoltaico che sono calati dell'80% rispetto al 2008.

La produzione di energia solare e' aumentata di sei volte nel giro di tre anni. Il piccolo Cile ha generato piu energia dal sole di tutti nel mondo, ad eccetto che la Cina. Il Cile ha una estensione di
750mila kmq. La Cina di 9 milioni e mezzo.

Il Cile ha l'obiettivo di arrivare al 60% di energia pulita entro il 2035. 
Nessun altra possibile fonte energetica e' cosi competitiva come il deserto dell'Atacama.

Ma perche' questo posto e' cosi perfetto? Perche' il clima e' cosi secco che non c'e' la diffusione dei raggi del sole dovuta alle molecole di acqua nell'atmosfera, fenomeno che invece c'e' in posti piu' umidi, come in Germania o in Giappone.  E' lo stesso motivo che hanno portato gli astronomi a costruire qui telescopi per osservare il cielo
Qui nell'Atacama non piove mai, i fotoni arrivano indisturbati sui pannelli e voila'...

Un esempio di come il sole ha cambiato il Cile e' la citta' di Maria Elena. Qui sorge l'impianto solare di Finis Terrae con 500,000 pannelli che generano 160-megawatt, capace di dare energia a 200,000 case.

I livelli di radiazione sono qui "estremi". Su una scala da uno a dieci, il sole spesso picchia qui undici.
Ovviamente non e' tutto senza problemi: non si sa quanto tempo cavi e pannelli resisteranno in queste condizioni estreme. Il tutto e' progettato per durare 25 anni, ma e' un po una incognita. Ci sono stati casi di raggi che hanno letteralmente fritto i cablaggi. Un altro problema e' la sabbia che spesso finisce con il depositarsi sui pannelli e per cui ci vogliono speciali trattori con braccia che si appungano per strofinare e pulire i pannelli.

Ma ... sorpresa delle sorprese.

Chi e' il padrone di Finis Terrae?

L'ENEL!

La sfida adesso e' di poter stoccare e distruibuire tutta questa energia nel paese, in modo da aumentare ancora di piu' l'utilita' di questi impianti.  E infatti adesso, nei giorni "estremi" la capacita' di stoccaggio e di distribuzione e' inferiore rispetto a quello che viene prodotto, di modo che in certi giorni l'elettricita' viene distribuita gratis.

Ma anche qui si lavora. Presto la rete del nord del paese sara' collegata con quella del centro della nazione di modo che ci sia un maggior numero di consumatori. L'idea e' allora di usare il sole durante il giorno e poi alla sera di usare l'idroelettrico, o se serve il carbone.

Intanto costruiscono un primo impianto di solare termico: qui invece di pannelli solari ci saranno 10mila pannelli rotanti concentrici attorno ad una base. Questi pannelli manderanno l'energia ad una torre centrale riempita di speciali fluidi che si riscalderanno fino a temperature di mille grandi. Alla sera, il fluido verra' lasciato raffredderare. I vapori andranno a generare varie turbine alla base dell'impianto. La torre funzionera' da batteria, essenzialmente.

Costo? 1.4 miliardi di dollari per un completamento nel 2019.
 
Il sole anche di notte. 

Wednesday, March 29, 2017

India: apre l'impianto solare piu' grande del mondo -- elettricita' per 300,000 persone


 Tamil Nadu

 Kerala










Il sole spunta in India in ogni forma e in ogni dove.

Siamo nella citta' di Kamuthi, nel distretto di Ramanathapuram e nello stato meridionale di Tamil Nadu.

Qui, a Settembre 2016 e' stato aperto il piu grande impianto solare del mondo su 10 chilometri quadrati e che dara' energia a 300,000 case. Il tutto e' costato circa 680 milioni di dollari, per costruirlo ci cono voluti 2.5 milioni di moduli solari, e ci sono stati ingegneri e macchinari da tutto il mondo.  L'impianto e' pulito ogni giorno da un sistema robotizzato, alimentato dal sole, in modo che la polvere non si accumuli.

Quello che e' impressionante e' che ci sono voluti solo 8 mesi di tempo per completarlo, nonostante monsoni e allagamenti in Tamil Nadu.

Il proprietario dell'impianto, Gautam Adani del gruppo omonimo, Adani Green Energy, ha dedicato la struttura al suo paese.

L'India infatti ha come obiettivi quello di diventare uno dei principali produttori di energia verde del mondo. E questo obiettivo l'ha fissato il primo ministro Narendra Modi che nel 2014 annuncio' anche di voler aumentare la capacita' di energia solare nel paese fino a 100 GW. Obiettivo parallelo e' quello di alimentare almeno 60 milioni di case dal sole entro il 2022 e di arrivare al 40% dell'energia elettrica da fonti non fossili entro il 2030. In questo modo il paese diminuira' le proprie emissioni di CO2 del 33-35%.  L'obiettivo a lungo termine e' di dare energia rinnovabile a tutto il paese.

Tutto questo e' meraviglioso. Forse non ci riusciranno, e chissa' quanti ostacoli da qui al 2022, al 2030. Ma la cosa bella e' che esistono gli obiettivi, una meta, un qualcosa da raggiungere in modo che non si vada a casaccio.

E ad avere questi obiettivi non sono solo i pragmatici tedeschi o gli svedesi. E ' l'India con tutti i suoi problemi.

Passiamo al Kerala, stato sempre a sud dell'India ma ad occidente. 

Qui nella citta' di Kayamkulam e' stato appeNarendra, Modi, energia, robotizzato, no utili per evitare l'eccessivo consumo di suolo, abbisognano di meno tempo per essere installati e aiutano anche a limitare l'evaporazione dell'acqua.

Il Kerala e' noto per i suoi meravigliosi corsi d'acqua, le sue mangrovie. E cosi a Gennaio 2017 hanno pure lanciato il primo servizio di trasporto pubblico su nave solare, fra le citta di Vaikom and Thavanakkadavu con 75 posti a sedere. Il trasporto su nave solare e' meno costoso che su nave alimentata da diesel, e meno inquinante.

Un anno fa fu l'aereoporto di Cochin, sempre in Kerala, a diventare 100% rinnovabile, 

Ma non ci sono solo mega progetti: e' in tutto il paese che il sole sorge dappertutto.

Di quei nuovi 100 GW, 40 saranno creati dai tetti e cosi pian piano si iniziano a fotovoltaicizzare (si puo' dire?) i tetti di ospedali, stazioni metro, di aereoporti e dei treni. E questo a Delhi, a Bombay, nel Kashmir.

Il tutto e' ovviamente non perfetto e ci sono ostacoli, specie nelle zone rurali. I tetti al sole si rompono, ci possono essere furti, a volte ci sono imbrogli.  E questo perche' allo stesso modo in cui e' facile installare tetti al sole e' anche facile ingannare le persone, o che le strutture non siano funzionali.

Eppur si muove, si programma, si vuole andare avanti.

Friday, March 17, 2017

La chiesa si solarizza -- i cambiamenti climatici un attacco alla sacralita' della vita


Il Vaticano




Electrician Matt Fausher of Sullivan Solar Power installs solar panels on the roof of a classroom building at Saint John the Evangelist School in Encinitas on Dec. 1, 2016.
Saint John the Evangelist School, Encinitas, CA 



Townsville, Queensland, Australia
31 scuole cattoliche al sole, risparmio di 250mila dollari l'anno 



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Non sono belle queste foto? 
 Che uno sia credente o no, e' bello vedere persone che fanno cose buone
con il loro tempo, i loro soldi, la loro energia


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If we want to leave our children an inhabitable earth, 
if we have a responsibility to the unborn, 
we have a responsibly to act on climate



We are depleting the resources of the created order at such a rate 
that humanity won’t be able to survive 
unless we change the patterns that we’ve been engaged in

 Robert McElroy, vescovo di San Diego









We’re talking about hundreds of millions going to be impacted, particularly the innocent. 
That’s where it becomes a religious issue.
Veerabhadran Ramanathan, 
Scripps Institute San Diego



Tutti sappiamo, nel bene e nel male, quanto importante sia per la chiesa cattolica opporsi all'aborto e alla pena di morte. E questo perche' secondo il credo cristiano la vita e' sacra, sempre. 

E i cambiamenti climatici? Quelli non sono un attacco alla sacralita' della vita del creato, inteso nel senso piu' ampio della parola - l'uomo, le specie animali e vegetali?

E' una domanda che si sono posti anche i vescovi americani che pian piano, da San Diego ad Atlanta,  iniziano a diffondere il messaggio che i cambiamenti climatici sono un si, un vero e proprio attacco alla sacralita' della vita.  I fedeli vengono chiamati ad abbassare i propri livelli di consumismo,  mangiare meno carne, guidare di meno, installare apparecchi salva-energia, pannelli solari e mettere pressione ai propri leader politici, spinti dall'enciclica Laudato Si di Papa Francesco di un anno fa.

C'e' anche una componente di giustizia sociale: spesso sono i piu' poveri a soffrire di piu' per carestie e alluvioni causate dai cambiamenti climatici, gente che non ha causato i disastri e che meno possono permettersi di resistere, perche' economicamente svantaggiati. 

Sarah Spengeman e' la direttrice di Catholic Climate Covenant, una non-profit creata nel 2006 per sensibilizzare il clero a fare di piu. Lei dice senza indugio che certamente i cambiamenti sono un assalto alla vita e che la gente muore per colpa di siccita' alluvioni, tempeste portate dal clima non-naturale.

Nell'autunno del 2016 la conferenza episcopale dei vescovi cattolici americani e Catholic Climate Covenant hanno formalizzato un programma di mobilitazione per agire dopo l'enciclica del papa.
Negli USA ci sono 195 vescovi e 19000 preti. 

E sono partiti.

Hanno deciso di dare piu' spazio nei bollettini della chiesa a iniziative green e di dover parlare di piu' di cambiamenti climatici e di ambiente durante le prediche, negli incontri dove si parla di bibbia, e in generale in tutti i mezzi di comunicazione della chiesa.

Fra le arcidiocesi piu' attive, quella di Chicago dove le parrocchie cambiano: installano sistemi di risparmio energetico e mettono pannelli solari sui tetti di scuole e chiese.

A San Diego gia' 24 chiese hanno i tetti al sole ed entro pochi anni tutte le 99 chiese della diocesi avranno installato pannelli fotovoltaici.

La parrocchia detta "Our Mother of Confidence" di San Diego, e' passata al solare, usa lampadine LED e hanno pure messo dei speciali filtri ai vetri in modo da ridurre il consumo di aria condizionata. Ogni anno fanno 30,000 dollari di meno di costi per l'elettricita'.

Iniziative simili arrivano da Atlanta, Iowa, New Mexico, e in verita' da tutto il mondo. 

La chiesa cattolica ha il maggior numero di aderenti di qualsiasi altra religione qui negli USA. Il fatto che sia cosi impeganata contro i cambiamenti climatici e' utile perche' da l'esempio agli altri gruppi. E certo aiuta che il Papa abbia una cosi grande visbilita' a livello mondiale e che sia stato cosi chiaro sull'urgenza di agire contro le fonti fossili e in favore dell'ambiente.

Non tutti sono cosi progressisti. Alcuni professori cattolici, come Jay Richards della Catholic University of America a Washington, dice che i cambiamenti climatici non sono necessariamente immorali.

Il vescovo di San Diego, Robert McElroy dice che occorre che la chiesa faccia di piu' per dare l'esempio ai fedeli, e che occorrre un dialogo maggiore fra gente di chiesa, di scienza e della vita normale. 

E' quasi ironico che l'arrivo di Trump e il suo negazionismo, la sua contrarieta' agli accordi di Parigi,  abbiano maggiormente galvanizzato le persone, e anzi c'e' una sorta di partnership fra le parrocchie e gli scienziati, con lo scopo comune di proteggere il pianeta,  e questo grazie anche al carisma di papa Francesco.

E non ci sono gli USA: tutte le 31 scuole relogiose di Townsville in Queensland, Australia si sono solarizzate con un risparmio di 250mila dollari. Chiese al sole ci sono anche in Germania, Canada, e credo in mille altri posti. Spesso sono i fedeli che fanno le raccolte fondi per installare il fotovoltaico sui tetti. Speriamo che queste cose arrivino, prima o poi, e mutatis mutandis, anche in Italia.

A dire il vero, da questo punto di vista abbiamo gia' il record di solare del mondo: e' il Vaticano, dove un investimento da $660 millioni di dollari su un impianto fotovoltaico di 100MW ha fatto del Vaticano la prima nazione del mondo per le rinnovabili.

Siamo a 200watt a test. Seconda, per fare un paragone, e' la Germania con 80 watt a testa.  Anche se piccolo, il Vaticano genera sufficente energua elettrica per alimentare le sue 40,000 famiglie.

Un caro saluto a Carmine Miccoli, che so che ha fatto del messaggio di salvaguardare la terra un vero impegno, e anche ai tre vescovi d'Abruzzo che nel 2008 si fecero promotori del no al centro oli di Ortona, Carlo Ghidelli, Bruno Forte e Tommaso Valentinetti.