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Friday, February 16, 2018

La Chiesa anglicana: rinunciare alla plastica per la Quaresima







Il famoso fioretto della quaresima e' un piccolo grande dilemma che si pone ogni anno a chi vuole rinuciare a qualcosa - dolciumi? caffe? sigarette? 
 
La Chiesa Anglicana propone un nuovo fioretto: rinunciare alla plastica. 

E' una idea bella e progressista. L'idea e' di evitare di usare prodotti con troppi imballaggi e/o inutili in modo da ridurre il consumismo e tutti i problemi ambientali collegati all'uso smisurato di plastica usa e getta. 

L'idea e' di Ruth Knight, l'ufficiale per le politiche ambientali della Chiesa d'Inghilterrra. Lei dice che e' la prima volta che dedicano la Quaresima ai problemi ambientali, ma che la salvaguardia dell'ambiente e' fra le cinque missioni della Chiesa stessa.

Per l'occasione e' stato creato un calendario come quelli dell'avvento, con ogni giorno un qualche cosa che si puo' fare per evitare la plastica e con riflessioni religiose in merito. Esempio? 

Compare vestiti di fibre naturali, riusare le buste di stoffa, comprare prodotti di tutti i giorni non-plastificati, come spazzolini per denti o guanti di plastica. Alcune di queste cose sono piu' difficili da fare, ma e' importante provarci, ed esserne coscienti. 

Sono abbastanza vecchia per ricordarmi i tempi in cui non era difficile comprare 100% cotone e 100% lana. Adesso e' tutto nylon, polyestere, acrilico e altre fibre sintetiche che non sono reciclabili. Quella e' tutta roba che finisce in discarica alla fine e con alta probabilita' di finire negli oceani in un modo o nell'altro.

Questo della Chiesa anglicana e' un altro passo in avanti nel mondo occidentale per cercare di arginare la catastrofe-plastica, sopratutto nell'ottica in cui ci si rende conto che non si puo' continuare in eterno a produrre e a gettare via plastica monouso, multiuso o nei vestiti. 

Siamo in sette miliardi a farlo. 

Come gia' scritto su questo blog sono molte le iniziative europee che iniziano a prendere forma in questo senso:  a dicembre l'unione europea ha annunciato delle misure stringenti per arginare il consumo di plastica e di creazione dell'immondizia, specie adesso che la Cina non vuole piu' prendere i nostri "prodotti reciclabili" che altro non sono che i nostri rifiuti.

Il Regno Unito ha preso altre misure: il divieto di usare microbeads nei cosmetici,  pezzettini piccoli di plastica usati per esfoliare la pelle. Theresa May ha anche creato un piano 25-ennale per l'eliminazione della plastica usa e getta. 

Per esempio saranno vietate cannuccie e cotton-fioc in varie parti del paese, arrivano buste di plastica a pagamento. 

Il programma Blue Planet II e' stato il programma piu' visto sulla televisione inglese del 2017.

Non ha importanza esattamente quale sia il mio rapporto con la Chiesa Cattolica, ma questo voglio dire. In Italia tutti gli indicatori mostrano un allontanamento progressivo dalla Chiesa, da chi frequenta la messa la domenica, fino ai matrimoni religiosi. E secondo me continueranno a perdere fedeli se non si aggiornano alle cose rilevanti alla vita del 21esimo secolo. Ci vogliono meno tabu di sesso, e piu' voglia di affrontare temi difficili, concreti e urgenti.

Perche' queste inziative vengono prese dalla Chiesa d'Inghilterra e non dalle parrocchie italiane? Ci vuole piu' attivismo, piu' attenzione alla vita vera, alle cose importanti. 
In Italia nessuno, o quasi nessuno, della classe politica parla di ambiente in modo continuato, e come priorita' assoluta. Si ogni tanto ci sono dei proclami sulla green economy, ma in realta' non ci sono vere inziative per il futuro, mirate ed costruttive. 
Il papa ha fatto la sua enciclica, ma ci vuole azione piu' concreta, localmente. 
E chi meglio della Chiesa Cattolica, a cercare di fare queste cose?  Perche' la Chiesa non decide attivamente di diventare la protettrice dell'ambiente? E questo non dal Vaticano, ma dalla Chiesa di quartiere.
Tutte le parrocchie dovrebbero essere dei bastioni di attenzione per l'ambiente: dal taglio selvaggio di alberi, alla cementificazione, dall'inquinamento delle fabbriche locali, ai fiumi sporchi. La Chiesa ha potere e questo potere deve essere usato per fare cose positive. Dovrebbero parlarne di piu', mettere pressione ai politici, sensibilizzare chi va in Chiesa, *volere* risultati.

Perche' le prediche sono sempre cosi monotone sull'accettare lo status quo, "pregare" e mai prendere azioni per cambiarlo questo status quo?

Dopotutto la vita, che la Chiesa dice di proteggere, non e' solo l'aborto o l'eutanasia, il divorzio o il sesso. La vita e' l'aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, l'acqua che beviamo, la natura attorno a noi.  Che senso ha proteggere i feti e poi esporre i bimbi ad un mondo malato?
L'ambiente e' fragile ed ha bisogno di una voce che lo difenda. L'ambiente non parla e non strilla, non vota e accetta tutto. Finche' un giorno silenziosamente si ribella restituendoci ogni insulto che le abbiamo dato, e moltiplicato nella forma di malattie, squilibri climatici, infertilita'. 
E al dila' della Chiesa sta a ciascuno di noi difendere l'ambiente ogni santo giorno, con le nostre piccole e grandi azioni quotidiane.









Friday, March 17, 2017

La chiesa si solarizza -- i cambiamenti climatici un attacco alla sacralita' della vita


Il Vaticano




Electrician Matt Fausher of Sullivan Solar Power installs solar panels on the roof of a classroom building at Saint John the Evangelist School in Encinitas on Dec. 1, 2016.
Saint John the Evangelist School, Encinitas, CA 



Townsville, Queensland, Australia
31 scuole cattoliche al sole, risparmio di 250mila dollari l'anno 



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Non sono belle queste foto? 
 Che uno sia credente o no, e' bello vedere persone che fanno cose buone
con il loro tempo, i loro soldi, la loro energia


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If we want to leave our children an inhabitable earth, 
if we have a responsibility to the unborn, 
we have a responsibly to act on climate



We are depleting the resources of the created order at such a rate 
that humanity won’t be able to survive 
unless we change the patterns that we’ve been engaged in

 Robert McElroy, vescovo di San Diego









We’re talking about hundreds of millions going to be impacted, particularly the innocent. 
That’s where it becomes a religious issue.
Veerabhadran Ramanathan, 
Scripps Institute San Diego



Tutti sappiamo, nel bene e nel male, quanto importante sia per la chiesa cattolica opporsi all'aborto e alla pena di morte. E questo perche' secondo il credo cristiano la vita e' sacra, sempre. 

E i cambiamenti climatici? Quelli non sono un attacco alla sacralita' della vita del creato, inteso nel senso piu' ampio della parola - l'uomo, le specie animali e vegetali?

E' una domanda che si sono posti anche i vescovi americani che pian piano, da San Diego ad Atlanta,  iniziano a diffondere il messaggio che i cambiamenti climatici sono un si, un vero e proprio attacco alla sacralita' della vita.  I fedeli vengono chiamati ad abbassare i propri livelli di consumismo,  mangiare meno carne, guidare di meno, installare apparecchi salva-energia, pannelli solari e mettere pressione ai propri leader politici, spinti dall'enciclica Laudato Si di Papa Francesco di un anno fa.

C'e' anche una componente di giustizia sociale: spesso sono i piu' poveri a soffrire di piu' per carestie e alluvioni causate dai cambiamenti climatici, gente che non ha causato i disastri e che meno possono permettersi di resistere, perche' economicamente svantaggiati. 

Sarah Spengeman e' la direttrice di Catholic Climate Covenant, una non-profit creata nel 2006 per sensibilizzare il clero a fare di piu. Lei dice senza indugio che certamente i cambiamenti sono un assalto alla vita e che la gente muore per colpa di siccita' alluvioni, tempeste portate dal clima non-naturale.

Nell'autunno del 2016 la conferenza episcopale dei vescovi cattolici americani e Catholic Climate Covenant hanno formalizzato un programma di mobilitazione per agire dopo l'enciclica del papa.
Negli USA ci sono 195 vescovi e 19000 preti. 

E sono partiti.

Hanno deciso di dare piu' spazio nei bollettini della chiesa a iniziative green e di dover parlare di piu' di cambiamenti climatici e di ambiente durante le prediche, negli incontri dove si parla di bibbia, e in generale in tutti i mezzi di comunicazione della chiesa.

Fra le arcidiocesi piu' attive, quella di Chicago dove le parrocchie cambiano: installano sistemi di risparmio energetico e mettono pannelli solari sui tetti di scuole e chiese.

A San Diego gia' 24 chiese hanno i tetti al sole ed entro pochi anni tutte le 99 chiese della diocesi avranno installato pannelli fotovoltaici.

La parrocchia detta "Our Mother of Confidence" di San Diego, e' passata al solare, usa lampadine LED e hanno pure messo dei speciali filtri ai vetri in modo da ridurre il consumo di aria condizionata. Ogni anno fanno 30,000 dollari di meno di costi per l'elettricita'.

Iniziative simili arrivano da Atlanta, Iowa, New Mexico, e in verita' da tutto il mondo. 

La chiesa cattolica ha il maggior numero di aderenti di qualsiasi altra religione qui negli USA. Il fatto che sia cosi impeganata contro i cambiamenti climatici e' utile perche' da l'esempio agli altri gruppi. E certo aiuta che il Papa abbia una cosi grande visbilita' a livello mondiale e che sia stato cosi chiaro sull'urgenza di agire contro le fonti fossili e in favore dell'ambiente.

Non tutti sono cosi progressisti. Alcuni professori cattolici, come Jay Richards della Catholic University of America a Washington, dice che i cambiamenti climatici non sono necessariamente immorali.

Il vescovo di San Diego, Robert McElroy dice che occorre che la chiesa faccia di piu' per dare l'esempio ai fedeli, e che occorrre un dialogo maggiore fra gente di chiesa, di scienza e della vita normale. 

E' quasi ironico che l'arrivo di Trump e il suo negazionismo, la sua contrarieta' agli accordi di Parigi,  abbiano maggiormente galvanizzato le persone, e anzi c'e' una sorta di partnership fra le parrocchie e gli scienziati, con lo scopo comune di proteggere il pianeta,  e questo grazie anche al carisma di papa Francesco.

E non ci sono gli USA: tutte le 31 scuole relogiose di Townsville in Queensland, Australia si sono solarizzate con un risparmio di 250mila dollari. Chiese al sole ci sono anche in Germania, Canada, e credo in mille altri posti. Spesso sono i fedeli che fanno le raccolte fondi per installare il fotovoltaico sui tetti. Speriamo che queste cose arrivino, prima o poi, e mutatis mutandis, anche in Italia.

A dire il vero, da questo punto di vista abbiamo gia' il record di solare del mondo: e' il Vaticano, dove un investimento da $660 millioni di dollari su un impianto fotovoltaico di 100MW ha fatto del Vaticano la prima nazione del mondo per le rinnovabili.

Siamo a 200watt a test. Seconda, per fare un paragone, e' la Germania con 80 watt a testa.  Anche se piccolo, il Vaticano genera sufficente energua elettrica per alimentare le sue 40,000 famiglie.

Un caro saluto a Carmine Miccoli, che so che ha fatto del messaggio di salvaguardare la terra un vero impegno, e anche ai tre vescovi d'Abruzzo che nel 2008 si fecero promotori del no al centro oli di Ortona, Carlo Ghidelli, Bruno Forte e Tommaso Valentinetti.



Saturday, April 4, 2015

Bill e Melinda Gates: divestitono un miliardo di dollari da BP ed Exxon


The Bill and Melinda Gates Foundation
 abbandona la BP ($187 milioni) 

Aveva gia' abbandonato la Exxon ($824 milioni) 
Dal 2014 hanno mollato l'85% dei loro investimenti in oil and gas 

 Il fondo ha 40 miliardi di dollari 

Nel 2014 avevano 1.4 miliardo di dollari in oil and gas. 
Restano ora $200 milioni

Varie organizzazioni chiedono che divestano la restante percentuale
dei loro investimenti in oil and gas perche' e' inconsistente con la loro 
missione di promuovere salute e benessere a livello globale.
Si chiede loro anche di prendere posizioni pubbliche contro 
l'estrazione di petrolio e i cambiamenti climatici


“We are thrilled that the Gates foundation continues to divest from fossil fuel stocks, but it’s time to divest the rest. Investing in oil companies is completely inconsistent with the Gates foundation mission to ensure that everybody has the chance to live a healthy, productive life"

Alec Connon


“They’re moving their financial capital - now it’s time to use their moral capital and publicly commit to divestment. By taking a public stand, Bill and Melinda Gates could help change the debate and speed up the international response to global warming.” 

Mike McGinn, sindaco di Seattle


A causa del crollo dei prezzi del petrolio, 
avrebbero guadagnato 1.9 miliardi di dollari.

 
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Aprile 2015




Per firmare la petizione e' tutto qui



"To Bill and Melinda Gates, founders of the Bill and Melinda Gates Foundation; Jeremy Farrar and Sir William Castell, director and chair of the Wellcome Trust"

Your organisations have made a huge contribution to human progress and equality by supporting scientific research and development projects. Yet your investments in fossil fuels are putting this progress at great risk, by undermining your long term ambitions.

Climate change poses a real threat to all of us, and it is morally and financially misguided to invest in companies dedicated to finding and burning more oil, gas and coal.

Many philanthropic organisations are divesting their endowments from fossil fuels. We ask you to do the same: to commit now to divesting from the top 200 fossil fuel companies within five years and to immediately freeze any new investments in those companies."


















Dodici milioni di dollari gia' investiti in operazioni petrolifere sono stati ritirati.


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La Chiesa scozzese “United Reformed Church of Scotland” è una piccola congregazione con 60,000 membri attivi. Come tutte le associazioni ha un fondo di investimenti, di cui circa il 4% erano in azioni di gas, petrolio e carbone, fra cui quote in Shell e Total.

In questi giorni delle festività pasquali hanno annunciato che smetteranno di investire sulle fonti fossili per un totale di 70,000 sterline. Il reverendo John Humphreys, rappresentante della chiesa di Scozia ha detto che spera che anche altre chiese nel mondo, grandi e piccole facciano la stessa cosa e che possano prendere iniziative etiche man mano che il pericolo dei cambiamenti climatici cresce.

L’esempio della chiesa di Scozia può sembrare poco, ma questa congregazione è solo una delle 220 associazioni che hanno aderito all’idea di ‘divestire’ dalle fonti fossili come promosso da 350.org nel 2010. Ci sono università, fondi pensione e agenzie filantropiche.

Gli scozzesi hanno risposto alla proposta del World Council of Churches, organismo che raccoglie 345 denominazioni di matrice cristiana, in rappresentanza di circa 500 milioni di persone e che già nel 2014 aveva chiesto ai propri membri di non investire più in fonti fossili. La più numerosa Chiesa d’Inghilterra sta valutando la stessa proposta, mentre alcune diocesi, fra cui quelle di Birmingham e di Oxford hanno già ratificato l’abbandono di petrolio e carbone.

Qualche giorno fa è arrivato anche l’impegno della Syracuse University il cui fondo di $1,2 miliardi di dollari sarà interamente fossil-free. Ma il regalo più bello arriva da The Guardian Media Group: anche questo un colosso di 1,2 miliardi di dollari che saranno tutti fuori dal petrolio. Il direttore del giornale, Alan Rusbridger, ha detto: “Quello che è nato come un ruscelletto, è ora un fiume in piena e presto sarà torrenziale.

The Guardian ha fatto di più: ha chiesto a Bill e Melinda Gates, titolari di una delle più grandi associazioni umanitarie della storia per quantità di denaro disponibile, circa 43 miliardi di dollari, di divestire dalle fonti fossili. E’ infatti contradditorio investire in petrolio e gas da un lato e poi promuovere progetti per la salute pubblica o per mitigare i cambiamenti climatici, dall’altro. Bisogna essere coerenti. E quindi, uno dei giornali più progressisti del Regno Unito ufficialmente chiede ai coniugi Gates di fare la cosa giusta.

Hanno già divestito Stanford University, la Città di Oxford, la Contea di San Francisco, e pure la Rockefeller Foundation, creata sul patrimonio di uno dei più grandi petrolieri della storia: John Rockefeller.

Qui la lista di chi ha divestito dal petrolio nel mondo.

Dall’Italia non vedo nessuno. Chi inizierà?

Thursday, October 9, 2014

La bellezza e l'inferno







Questa e' la lettera che Franco Moroni, assessore della provincia di Chieti e delegato speciale per la
difesa della costa e delle problematiche petrolifere, ha scritto a Matteo Renzi in merito allo Sblocca Italia.

La trovo molto bella e la voglio condividere qui.

Grazie Franco, dalla nostra parte, dall'inizio.


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A Matteo Renzi, Presidente del Consiglio d'Italia

La bellezza e l'inferno

E’ vero, l’Italia ha bisogno di risorse energetiche che la svincolino da quei legami equivoci con le grandi potenze che la costringono ad assoggettarsi alla volontà e ai desideri altrui.

Tuttavia, ritengo che non sia questa la strada corretta da intraprendere, Signor Presidente del Consiglio. La natura stessa ce lo dice, gli abruzzesi che ce lo dicono: non intendono più sacrificare neanche un centimetro della propria terra sull’argomento petrolio, una terra vocata per le sue eccellenze, al turismo e all'agricoltura.

La Regione Abruzzo è uno dei tesori segreti dell'Italia.

Non c'è folla, né industria pesante; solo verde, mare, sole, castelli, vigneti, e villaggi in pietra.

Non frantumate questa bellezza, non scaraventateci nell’inferno per fare gli interessi di pochi ignorando completamente quelli di molti, non utilizzate logiche ignoranti e prive di scrupoli decidendo di strumentalizzare il nostro territorio a vantaggio di biechi personalismi.

Esorto anche il Governatore della Regione Luciano D’Alfonso ad attivarsi attraverso i propri canali con il Governo Centrale al fine di scongiurare gli effetti di una strategia energetica che non ha nulla a che vedere con il nostro Abruzzo.

Tengo a rimarcare che centinaia di studi scientifici a livello mondiale dimostrano come l’inquinamento che proviene dalle lavorazioni degli idrocarburi provoca sul territorio aumenti di tumori, malformazioni fetali, malattie cardiorespiratorie e deformazioni genetiche come ben sanno gli abitanti di Falconara, Gela, Viggiano, Priolo, Porto Marghera, Manfredonia, Cremona.

Inoltre, nel compartimento del lavoro, i vari report dell’OPEC evidenziano che il settore è stato notevolmente colpito dal calo della domanda mondiale e che quindi non vi sono prospettive di crescita lavorativa, resistendo in ambito occupazionale nel solo “circolo chiuso” dell’indotto, cioè di quelle poche aziende che operano nel settore.

Il petrolio abruzzese è un petrolio “amaro”, cioè non si ricavano benzine ma solo bitume per asfalti o nel migliore dei casi PVC, come dichiarato anche dall’amministratore delegato della Medoilgas Sergio Morandi, titolare della concessione “Ombrina Mare2”.

Se il 1° settembre 2009 anche la Chiesa Cattolica attraverso il Sinodo dei Vescovi abruzzesi e molisani ha pubblicamente preso una posizione contraria allo sfruttamento petrolifero in Abruzzo.

Se il 30 giugno 2010 “il Sole 24 ore” faceva un excursus sull'impossibile convivenza tra le richieste (e le autorizzazioni) di piattaforme petrolifere offshore e l'economia turistica e l'ambiente.

Se di conseguenza anche il giornale della Confindustria è stato costretto ad una prudente ritirata di fronte ad iniziative petrolifere che cozzano con il turismo, penso che qualcosa nel sistema OIL&GAS non vada, come penso Signor Presidente del Consiglio, che Lei possa e debba dare un segnale concreto modificando il decreto Sblocca-Italia verso risorse ecosostenibili perché se l’Italia vuole uscire da questo imbarbarimento ambientale e sociale deve ritrovare la forza e la dignità dei propri padri. Forza e dignità che nel dopoguerra hanno permesso di uscire dalla morsa della povertà e del sottosviluppo.

Vogliamo bene a questo mare e a questa provincia, ed e' per questo che faremo di tutto per evitare le estrazioni di idrocarburi .

La esorto e Le chiedo di intervenire direttamente nel modificare il decreto Salva-Italia in quelle parti che trasformerebbero una Regione “verde” e vivibile in una Regione “amara”.

Franco Moroni, 29 Settembre 2014

Monday, September 1, 2014

Vaticano: divestite dalle fonti fossili!


Per puro caso, l'ENI in piazza San Pietro





Il gruppo 350.org, guidato da Bill McKibben, e' uno dei principali movimenti del mondo contro i cambiamenti climatici. Nel corso degli anni hanno lanciato varie iniziative, fra cui sit in alla Casa Bianca contro l'oleodotto Keystone XL dal Canada, o "Hands on the Sand", catene umane lungo la spiaggia contro le trivellazioni, evento ripreso anche in Italia.

Qualche anno fa hanno iniziato una campagna per chiedere ad universita' ed enti di pubblici di divestire dalle fonti fossili. In questi giorni hanno lanciato un nuovo appello: chiedere anche al Vaticano di divestire da petrolio e gas.

Il gruppo di Bill Kibben si ispira alla imminente enciclica di Papa Francesco sul ruolo dell'umanita' nella cura della Terra, e ricorda che se e' eticamente sbagliato distruggere il pianeta, allora e' anche eticamente sbagliato trarne profitti. E questo e' qualcosa su cui tutti possono essere d'accordo - cristiani ed atei.

Negli ultimi due anni, centinaia di universita', citta' e comunita' di fede in tutto il mondo hanno aderito all'iniziativa di divestire dalle fonti fossili.  Nel mese di giugno 2014, l'Universita' di Dayton in Ohio e' diventata la prima universita' cattolica ad impegnarsi nel divestimento. Ora e' il momento del Vaticano: papa Francesco ha l'opportunita' di aggiungere la sua voce -- e quella di 1.2 miliardi di cattolici -- alla richiesta di divestimento dalle fonti fossili.

Il Vaticano e' stato il primo stato del mondo ad emissioni zero di CO2, e questo e' un buon inizio.  Ma non basta: adesso viene chiesto al papa di usare il suo potere affinche' la Banca del Vaticano, con il suo bottino di 8 miliardi di dollari, cessi ogni investimento nell'industria fossile, perche' e' questa la principale responsabile dei cambinamenti climatici.

Il papa ne ha parlato in varie occasioni, ed e' evidente che sussiste un imperativo morale ad agire: se non facciamo nulla le conseguenze saranno disastrose, specie per i piu' vulnerabili.

La campagna per il divestimento dalle fonti fossili e' stata finora di gran successo: a Luglio il World Council of Churches, che rappresenta circa 500 milioni di persone ha votato per il divestimento. La Chiesa Cattolica non fa parte di questo gruppo.  Ad Aprile del 2014 vari gruppi religiosi dall'Australia e dal Nord America hanno scritto al Papa Francesco, illustrando perche' il divestimeno fosse un imperativo morale per la Chiesa Cattolica.

E' evidente che se la banca del Vaticano decidesse di seguire una strada simile, sarebbe un segnale forte anche per il nostro scellerato governo che pare ancorato in tutto e per tutto alle trivellazoni in ogni parte d'Italia.






Saturday, April 19, 2014

Il papa: "La Chiesa ha bisogno del nostro coraggio". Si applica anche al clero lucano?

Il tweet del papa


2008 - Il teologo del papa in guerra con l'ENI.
Riferito alla chiesa d'Abruzzo.


Ecco qui la chiesa d'Abruzzo e di Molise:

Monsignor Bruno Forte contro le trivelle d'Abruzzo

Diocesi di Pescara - contro il centro oli

Diocesi del Molise - contro le trivelle in mare

Vescovo Ghidelli - D'Orsogna 


Ecco qui la lettera ai vescovi di tre anni fa.
Tutto tace.

Lettera ai vescovi lucani

Papa Francesco ha di recente twittato che non si puo’ essere discepoli tiepidi, e che la Chiesa ha bisogno di coraggio per dare testimonianza alla verita’.

Non so esattamente a chi si riferisse, se ai fedeli o al clero, ma il messaggio e’ molto bello e direi che si dovrebbe applicare a tutti i cittadini di una democrazia. La res publica va difesa con coraggio, e da tutti.

Mi domando se i vescovi di Basilicata abbiano letto questo tweet e se abbiano un po riflettuto sul loro ruolo nella tragedia ambientale che si snoda in Basilicata da anni ormai, e nel piu’ assoluto silenzio da parte loro.

Dov’e’ il loro coraggio? Dov’e’ la loro testimonianza alla verita?
Dov’e’ il loro essere discepoli forti?

Io non riesco a vederlo.

E no, non e’ possibile schierarsi dietro ponzio-pilatecschi: "non lo sappiamo", "non ce ne intendiamo", "non ci occupiamo di politica", "non ci sono dati".

No, l’evidenza e’ sotto gli occhi di tutti e qui occore che i vescovi di Basilicata, Agostino Superbo, Vincenzo Orofino, Giovanni Ricchiuti, Gianfranco Todisco, Salvatore Ligorio, aprano gli occhi e vivano il vangelo come il vangelo va vissuto.

L’avro’ detto mille volte: la chiesa dice di difendere la vita e per questo e' contro aborto, euthanasia, contraccettivi. E va bene. Hanno diritto di pensare cosi. Ma la vita non e’ solo nascere, morire e sesso, la vita e' molto di piu' ed e’ da ipocriti fare finta che tutto il resto non esista.

La vita e’ anche l’aria che si respira, e’ anche l’acqua che si beve, e’ anche la speranza di un futuro sereno, felice e in cui le proprie potenzialita’ possano essere realizzate.

In Basilicata tutto questo pare essere di secondaria importanza. AI politici e ai petrolieri non interessa. E neppure alla chiesa.

Perche’ I vescovi lucani non parlano? Non denunciano? Non esigono condizioni migliori per la loro regione? Perche’ non vogliono usare l’enorme potere che hanno per le cose utili?

Mistero.

Buona Pasqua signori vescovi di Basilicata.


La chiesa ha bisogno del vostro coraggio per dare testimonanzia alla verita’.



Friday, February 22, 2013

Di nuovo la Chiesa contro Ombrina

Grazie Don Carmine, il portavoce della Conferenza Episcopale D'Abruzzo e del Molise contro Ombrina Mare e tutti gli scellerati progetti di devastazione ambientale d'Abruzzo.

Chiodi ci senti?

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In questi giorni e' diventata nota l'approvazione da parte del Ministero dell'Ambiente del progetto petrolifero denominato Ombrina Mare 2.

Dopo le paure scatenatasi nelle scorse settimane, dopo le notizie che per qualche giorno sono state diffuse su uno sversamento al largo di Rospo Mare, ancora una volta sento alzarsi con forza
sentimenti di tristezza e timore da tantissimi abruzzesi.

L'Ufficio di Pastorale Sociale, per conto della CEAM, si e' gia'  espresso varie volte negli anni, inviando anche proprie osservazioni al progetto petrolifero in oggetto.

Gli stessi arcivescovi e vescovi della CEAM hanno presentato in due occasioni analoghi comunicati per esortare tutti alla custodia del Creato e ad uno sviluppo sostenibile, partecipato democraticamente e nell'interesse del bene comune e non solo di una parte del Paese.

Auspico ancora che la politica tutta, dai futuri parlamentari fino ai Consigli Comunali, e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa meravigliosa terra che e' la Costa
Teatina con tutti gli uomini e le donne che vi abitano.

Fermate Ombrina Mare, fermate ogni progetto petrolifero e di sfruttamento selvaggio dell'ambiente naturale; difendete il Creato, ponete la sua salvaguardia al centro di una politica che sia perseguimento del bene comune, rifuggite da interessi particolari ed egoistici, che possono
compromettere il benessere di tutti e la capacita' di futuro delle giovani generazioni.

Ai credenti, in particolare, si impone il dovere di tutelare ad ogni costo il valore della vita, la dignita' della persona in tutte le sue dimensioni, la promozione della giustizia e della pace, in nome del Vangelo e per il bene del mondo intero.

don Carmine Miccoli
Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

Monday, July 2, 2012

Trivellare i cimiteri







"They have cemeteries signed on.
It's disgusting, is what it is. It's very sacrilegious"

Elizabeth Schnieder, Pittsburg

Non ci si ferma davanti a niente.

Il cimitero di Lowellville si trova nell'Ohio, ed ha 122 anni.

E' un tipico cimitero anglosassone con le croci e i cippi funerari che sorgono fra prati e boschetti e dove, quando ci vai, e' una sorta di fuga dalla frenesia della vita quotidiana.

Sotto al cimitero, neanche a pensarci, riserve di shale gas.

Come ci abbiano pensato a cercare gas in un cimitero, non lo so, ma trovato il gas, ecco qui immancabile una ditta, la Campbell Development del Texas, che vuole trivellarlo.

E cosi, come se si trattasse di una landa desolata, hanno proposto di fare fracking nel cimitero in cambio di 140,000 dollari ed il 16% di qualsiasi profitto da versare direttamente alla citta' di Lowellville.

Ai parenti dei morti nessun diritto, visto che il posto al cimitero si intende per acquisto di terra in superficie e non in profondita' e in cambio della promessa del mantenimento estetico della tomba e del sito.

Lowellville si trova nell'area di Youngstown, area gia' colpita all'inizio del 2012 da uno sciame sismico collegato al fracking e alla re-iniezione di liquidi di scarto nel sottosuolo.

John Stephenson, presidente dell'associazione Texas Cemeteries Association - esiste anche questo! - ha detto che andava tutto bene, e che essendo cosi' in profondita' l'azione delle trivelle i morti non sarebbero stati disturbati.

Infatti, in Texas, lo stesso Stephenson ha autorizzato attivita' minerarie dentro due cimiteri, in cambio di una cifra non resa pubblica che aiuta con il mantenimento delle tombe - circa 75,000 in totale.

Dice:

"A lot of it just has to do with the way that it's presented. You're hundreds of feet below the ground and it's not disturbing any graves. It's possible to reach oil and gas deposits now from drilling rigs placed sometimes miles away because advances in what's called horizontal drilling. The technology has made vast new shale energy deposits available under the Northeast, Texas and elsewhere"


"Molto ha a che fare con il modo in cui il tutto viene presentato. Ti trovi a centinaia di piedi sotto la superficie e non stai disturbando nessuna tomba. E' possibile raggiungere depositi di petrolio e di gas adesso da trivelle che si trovano a volte molte miglia lontano dai siti estrattivi, grazie a cio' che viene chiamata trivellazione orizzontale.  La tecnologia ha reso disponibile vasti depositi di gas di scisti in zone del Nordest e del Texas."


Quindi tuttapposto, mettiamo la trivella sul confine del cimitero e possiamo anche trivellare i morti.

A Lowellville gli hanno detto alla Campbell Development di andarsene da dove erano venuti, ma i problemi restano.


E non c'e' solo Lowellville, Ohio.

Anche in Pennsylvania, nel 2008 la "Catholic Cemeteries Association" di Pittsburgh firmo' un contratto  con la ditta huntley & Huntley per fracking in ben 15 cimiteri della zona che comprende i comuni di Lawrenceville, Hazelwood, Braddock Hills, Ross, Moon, Penn Hills, Monroeville, Shaler, Robinson, Richland, Pine, Peters.

Finora il fracking non c'e' stato, anche a causa della rabbia dei residenti che hanno saputo il tutto a cose fatte, nel 2010. Tutto sottobanco.

La presidente della Catholic Cemeteries Association, Annabelle McGannon ha detto che ha firmato perche' il denaro sarebbe stato utile e che crede che non possano fare fracking direttamente sui siti cimiteriali perche' non sarebbero rispettate le distanze minime. Al massimo faranno la trivellazione orizzontale.

Dello stesso parere il presidente della Huntley & Huntley Keith Mangini che ha detto che non disturberanno le tombe.

Riassunto: finora a causa delle proteste dei cittadini, i cimiteri americani non sono ancora stati trivellati, ne in Pennsylvania ne in Ohio, ma l'interesse c'e', e i petrolieri sono pronti.

Questo mostra una sola cosa: niente e' sacro per i petrolieri, per gli speculatori: cimiteri, parchi, campi, scuole, osepdali, che vuoi che siano di fronte al dio denaro.

La buona notizia e' che il governatore della Carolina del Nord, Bev Perdue, ha messo il veto su una proposta di legge che avrebbe permesso il fracking nel suo stato.

















Thursday, June 21, 2012

La Conferenza Episcopale d'Abruzzo: non trivellate Bomba!

Il giorno 23 Giugno 2012 - conferenza sul petrolio e sul territorio a Carpignano Sesia (Novara). 
Ne stiamo programmando altre per il Nord Italia a Settembre/Ottobre. Chi fosse interessato, mi contatti.


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Esce in questi giorni un nuovo comunicato da parte della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana, scritto da don Carmine Miccoli, rappresentante della Pastorale Sociale della Chiesa d'Abruzzo.

Inanto grazie mille e con affetto alla CEAM, ai suoi vescovi e a don Miccoli per la sensibilita e la vicinanza a noi, persone normali. E' questo il cristianesimo di cui abbiamo oggi bisogno nel mondo.
Questo e' un comunicato eccellente, perche' non lascia spazio ad ambiguita', e' chiaro, e' trasparente, e'
un dare pane al pane e vino al vino.

Well done.

Tre i temi trattati dalla CEAM, che non e' nuova ai problemi petroliferi e che a suo tempo si e' espressa anche contro il Centro Oli di Ortona:


1. Il lago di Bomba e le trivelle proposte dalla Forest Oil Corporation. La Conferenza Episcopale della regione Abruzzo e del Molise esprime soddisfazione per la bocciatura da parte della commissione VIA
delle trivelle e della raffineria proposta da Mr. Giorgio Mazzenga, e si augura che questa decisione venga difesa, mantenuta e rispettata, nonostante le inevetabili pressioni da parte dei petrolieri fra cui il ricorso al TAR. Si riportano anche le parole del papa, e il supporto al "no", e' forte e chiaro.

Bisogna avere il coraggio di dire "no" a chi considera il profitto più importante della persona: è lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti.

Grazie. Sono commossa di questa solida presa di posizione. Spero che il tutto arrivi anche a Mr. Mazzenga e a Mr. Clark, a Denver.

Giorgio Mazzenga ci senti?

La Chiesa d'Abruzzo ti sta dicendo che forse e' meglio se abbandoni i tuoi progetti trivellanti per Bomba e che lasci perdere con il ricorso al TAR contro il WWF e contro la Commissione VIA.


2. Il Parco della Costa Teatina, e l'accelerazione della sua istituzione. Cosi' dice il comunicato della CEAM:


Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti. 


Ci sentite cari politici?

Da Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, fino al sindaco di San Vito, Rocco Catenaro: senza accomodamenti interessati e ipocriti.

Senza accomodamenti interessati e ipocriti.


3. La responsabilita' individuale di ciascuno

Rimane dovere di tutti i cittadini, e in particolar modo dei credenti, sostenere la difesa del Creato dalle terribili minacce che vi incombono, come gli impianti petroliferi.


E' qui il nocciolo di tutto: occore che tutti si sentano protagonisti in prima persona per quel che possono, per quel sanno fare, per il tempo che hanno, della democrazia. La res publica e' publica, di tutti, e tutti devono interessarsene.


Ecco qui il testo completo - grazie ancora a don Miccoli, e a tutta la Confernnza Episcopale d'Abruzzo e di Molise per l'ottimo lavoro.




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Ad un anno dal mio precedente intervento ("Parco Nazionale della Costa Teatina: un luogo per custodire in Abruzzo il futuro della creazione"), intendo ancora raccogliere sollecitazioni e riflessioni di tante persone, uomini e donne, che hanno a cuore la salvaguardia del Creato e cercano di prendersi cura della terra nella quale viviamo.

Più di un anno fa, il 7 maggio 2011, migliaia di persone si sono ritrovate a Termoli insieme al compianto Lucio Dalla, che come tanti ha prestato la sua voce e la sua persona con generosità e impegno, per difendere le coste abruzzesi e molisane dalla minaccia delle trivelle petrolifere. Da allora, varie sono state le occasioni e le speranze che, anche di recente, sono cresciute e che sembrano andare nella giusta direzione: uno sviluppo sostenibile che custodisca e valorizzi le nostre terre, i nostri mari, la nostra gente.

Pochi mesi fa, in Abruzzo, la Commissione Regionale sulla Valutazione d'Impatto Ambientale ha bocciato un impianto di estrazione della multinazionale Forest Oil sul lago di Bomba: una bocciatura che ha reso giustizia e ha coronato la mobilitazione, fatta in questi ultimi anni, di migliaia di cittadini, associazioni, movimenti e istituzioni, volta a salvare questo posto dalla distruzione. Auspico che la politica e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa importante vittoria della società civile e che in nessun modo possa essere sovvertita in alcuna sede la decisione delle istituzioni e il comune sentire della popolazione (come tenta di fare il recente ricorso amministrativo della stessa azienda). In un momento come questo, di gravissima crisi economica e sociale, non è più accettabile proseguire secondo un modello economico devastante a livello ambientale e sociale. Bisogna avere il coraggio di dire "no" a chi considera il profitto più importante della persona: è lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti: "L’esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà. Lo sviluppo economico che auspicava Paolo VI doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile" (cf. Benedetto XVI, "Caritas in veritate", n. 21).

In un modello economico basato su equità e rispetto si inserisce la promozione di Parchi Naturali e Aree Protette: il turismo naturalistico, l'agricoltura biologica e sostenibile, i percorsi di valorizzazione di paesi e tradizioni locali, offrono tantissime possibilità per un'economia sana e capace di futuro. I Parchi sono anche l'alternativa più radicale e definitiva a quella che è stata definita la "deriva petrolifera" locale: lo dimostra, in Abruzzo, il fortissimo anelito della società civile e degli amministratori più lungimiranti e attenti verso l'istituzione, scandalosamente attesa da troppi anni e frenata dalla volontà di amministratori e politici centrati sugli interessi più egoistici e particolari, del Parco Nazionale della Costa Teatina. Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti.

Rimane dovere di tutti i cittadini, e in particolar modo dei credenti, sostenere la difesa del Creato dalle terribili minacce che vi incombono, come gli impianti petroliferi e, in generale, i vari progetti per l'estrazione, la lavorazione e lo stoccaggio di idrocarburi (l'ultimo allarme, al quale mi associo, della professoressa Maria Rita D'Orsogna è solo di qualche giorno fa...) che da anni hanno preso di mira le nostre Regioni. Per quanto mi compete, l'Ufficio Regionale di Pastorale Sociale si impegna a sostenere ogni azione della società civile volta a difendere e valorizzare realmente il nostro territorio, bene comune e condiviso, dono di Dio per l'umanità tutta e per le generazioni future.

d. Carmine Miccoli
Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM