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Monday, March 27, 2017

Sam Moody di Ombrina Mare dice che vuole i soldi indietro


Le perdite della Rockhopper dall'Aprile 2014 al Marzo 2016.
Dal 105.000 a circa 21.250.
Una perdita dell'80%.

 Negli scorsi 12 mesi la Rockhopper ha perso circa il 50% del suo valore


Nello scorso anno,

 il massimo e' stato il 29 Aprile 2016  -- 41.000
il minimo e' stato il 16 Dicembre 2016 -- 18.640
il valore al 28 Marzo 2016 e' stato circa 28.500

Adesso siamo a 21.250

un calo del 48% rispetto al 29 Aprile 2016
un calo del 25% rispetto al 28 Marzo 2016



Whilst we had hoped to avoid arbitration, we are extremely disappointed that it has proved to be necessary in order to protect our investment in the Ombrina Mare project. While it may take some time to produce a result, and there is no certainty of success, Rockhopper is taking all necessary steps to protect its shareholders’ interests at no extra cost to the company.

Sam Moody, CEO Rockhopper Exploration


 
Factors that would cause actual results or events to differ from current expectations, intentions or projections might include, amongst other things ... political risks, changes to regulations affecting the Company's activities, delays in obtaining or failure to obtain any required regulatory approval 

Dai documenti della transazione fra Rockhopper Exploration e Mediterranean Oil and Gas




Che cosa patetica.

Il CEO della Rockhopper Exploration, tale Sam Moody dice di avere inziato niente di meno che un "arbitrato internazionale" contro il governo italiano sulla questione Ombrina Mare.

Nel Febbraio del 2016 Ombrina mori',  come tutti sappiamo, grazie alla nostra eroica resistenza di otto anni, mille peripezie, e pure scartoffie in tribunale.

Oggi Sam Moody dice che il Italia abbiamo infranto il cosiddetto "Energy Charter Treaty" che proteggeva la Rockhopper dal 1998 (ma come, se a quel tempo Ombrina era della Mediterrannean Oil and Gas!) e che le garantiva la stabilita' degli investimenti.

Secondo i suoi legali, la Rockhopper avrebbe buone possibilita' di recuperare il denaro perso.

Quanto? Non si si sa. Ma sulla base dei profitti persi.

Cosa ne penso io?

1. La Rockhopper Exploration ha perso circa il 50% del suo valore negli scorsi 11 mesi e oltre l'80% da tre anni a questa parte.  E' una perdita abissale, ed io credo che non sia un caso che questa richiesta di arbitrato arrivi alla stampa adesso. E' secondo me anche un modo di proiettare confidenza agli investitori che stanno cercando di fare qualcosa per fare cassa e per recupare qualcosa da Ombrina, che, ricordiamo era l'investimento principe per Sergio Morandi, prima della Medoilgas e poi di Rockhoppper, prima che arrivassimo noi a fermarli.

2.  Questa richiesta e' patetica perche' lo sanno tutti, investitori e petrolieri e uomini di business che le regole possono cambiare, e che finche' l'ultimo si non e' stato firmato, le cose possono saltare. Sono le regole del gioco, e' un investimento con rischi, non una certezza matematica. Ed e' ancora piu' patetico aggrapparsi ad un documento del 1998!

3. In verita' Ombrina era stata gia' bocciata nel 2010, e quindi e' evidente che i rischi c'erano ed erano rischi reali e veri. E che quando meno la Mediterranean Oil and Gas lo sapeva. Poi le leggi sono cambiate ed Ombrina e' tornata in vita.  Sono le regole del gioco. E anzi, la Mediterannean Oil and Gas ha approfittato di queste leggi che sono cambiate, quando il cambiamento e' stato il loro favore. E adesso che cambiano il loro sfavore la Rockhopper Exploration vuole l'arbitrato internazionale?

Suvvia, Sam Moody, cresca e diventi adulto e accetti che a volte le cose possano andare male e che quando lei ha comprato Ombrina ha fatto i conti senza l'oste.

4. Come faranno a stabilire gli intrioti persi? Sulla base di quanti barili di produzione? Non hanno mai avuto cifre esatte di quanto petrolio ci fosse, anzi, spesso le riserve da certe sono diventate probabili e i volumi sono cambiati nel corso degli anni. Tantomeno Moody e compari possono proiettare i prezzi sul lungo termine. Come detto, e' tutto incerto.


4. Seppure fosse vero che questo Energy Charter Treaty e' stato applicato ad Ombrina nel 1998, la verita' e' che allora Ombrina e la sua concessione erano della Mediterranean Oil and Gas o chi per lei prima di allora, dal 1998 al 2014. In quel frangente ci fu anche la prima bocciatura di Ombrina, nel 2010.

La Rockhopper e' subetrata nel 2014, ed e' subentrata *ben sapendo* delle nostre lotte, dell'incertezza attorno ad Ombrina, degli enormi ritardi accomulatesi per loro nel corso degli anni. Come detto, hanno comprato Ombrina consci di quello che c'era attorno, da un punto di vista umano e politico. E se non lo sapevano e' loro ignoranza, non certo loro scusante.

E infatti, questo che segue era scritto fra i documenti della compravendita -- che il tutto e' soggetto a rischi, a cambi nelle regolamentazioni che hanno a che fare con Ombrina, e con ritardi o impossibilita' di avere i permessi.

Era chiaro a tutti, ed e' una prassi accettare che ci possano essere imprevisti.
Eccetto ovviamente a Sam Moody.

Scritto dalla Rochopper Exploration in data 23 Maggio 2014 agli investitori:

Certain statements in this document are forward-looking statements which are based on Company's expectations, intentions and projections regarding its future performance, anticipated events or trends and other matters that are not historical facts. These statements are not guarantees of future performance and are subject to known and unknown risks, uncertainties and other factors that could cause actual results to differ materially from those expressed or implied by such forward-looking statements. Factors that would cause actual results or events to differ from current expectations, intentions or projections might include, amongst other things, changes in oil prices, changes inequity markets, failure to establish estimated petroleum reserves, political risks, changes to regulations affecting the Company's activities, delays in obtaining or failure to obtain any required regulatory approval, failure of equipment, uncertainties relating to the availability and costs of financing needed in the future, the uncertainties involved in interpreting drilling results and other geological, geophysical and engineering data, delays in obtaining geological results and other risks associated with offshore exploration, development and production. Given these risks and uncertainties, readers should not place undue reliance on forward-looking statements. Forward-looking statements speak only as of the date of such statements and,except as required by applicable law,the Company undertakes no obligation to update or revise publicly any forward-looking statements, whether as a result of new information, future events or otherwise.

Chiaro?










Saturday, August 10, 2013

La notte verde contro il petrolio


Si sta svolgendo oggi 10 Agosto a Fossacesia la notte verde in Abruzzo, con canti, esibizioni, danze e chitarrate per opporsi ad Ombrina. L'evento e' stato organizzato da Claudio Di Toro, del gruppo Anemame, che ha anche scritto una canzone contro Ombrina Mare che e' qui:





E' una cosa molto bella, e credo che sara' un altro piccolo-grande passettino per ricordare a tutti la bellezza dell'Abruzzo, del nostro mare, del perche' siamo cosi cocciutamente contro le trivelle a casa nostra. Ed e' una cosa bella anche per il progresso della democrazia, per sentire che abbiamo voce in capitolo e che possiamo fare qualcosa tutti a secondo delle nostre capacita', professionalita' e tempo a disposizione.

Sono tutte queste cose, insieme, e ripetutamente che alla fine rimanderanno Sergio Morandi da dove e' venuto: e glielo assicuro che non ci sara' nessuno a comporre canzoni sulla bellezza di una fiamma desolforante a 6 chilometri dalla costa dei trabocchi!

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Buona sera a tutti,

Eccoci qui ad un nuovo appuntamento contro le trivelle e per l'Abruzzo verde e pulito.

E' una serata d'Agosto che sono sicura sara' splendida, con il cielo stellato a festa, la brezza del mare sulla pelle, e la serenita' dello stare insieme, d'estate, lungo questo posto speciale che e' la costa teatina.

Come ciascuno di voi, ho tanti ricordi del mare che vi sta di fronte, e vorrei essere li, sentirne delicatamente il profumo, confondermi fra la folla e pensare alle cose belle dell'Abruzzo, della vita, del futuro.

Vivo lontano, e come tutti gli emigranti, c'e' sempre il desiderio di vedere cio' che si e' lasciato indietro migliore di quando si e' partiti, di essere fedeli alle origini e di non dimenticare da dove si e' venuti.

Credo che sia per questo motivo che non posso accettare che l'ENI o la Medoilgas vengano qui a distruggere un posto a me caro.

E credo che questo sentimento ce l'abbiamo un po tutti: questo e' il nostro mare, che ci viviamo vicini o lontani non fa differenza, e' il mare di quando eravamo bambini, e' il mare che abbiamo visto arrabbiato d'inverno e azzurro d'estate, e' il mare dei primi fidanzamenti d'estate, delle passeggiate sul molo, delle conchiglie, dei tuffi, dei trabocchi, degli ombrelloni colorati.

Che ne sa Sergio Morandi di tutto questo?

Lui vede la costa dei trabocchi semplicemente come un business e tutta la propaganda che cerca di mollarci e' dettata dall'affarismo, non certo perche' a lui interessi qualcosa dell'Abruzzo o di noi.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che Ombrina risolvera' i problemi energetici d'Italia: tireremo
fuori pochissimo petrolio e di qualita' scadente.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che Ombrina non inquinera': tutti i pozzi in terra ed in mare emettono sostanze di scarto in acqua ed in aria. E con Ombrina non ci saranno solo sei pozzi di petrolio a 6km da riva, ma anche una mini raffineria in mare, un vero obbrobrio che non costruiscono in nessuna parte del mondo cosi vicino alla costa per i troppi rischi che ci sono.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che Ombrina sara' a prova di incidente, perche' nessuno ha la sfera di cristallo e i rischi esistono sempre. Questa sola estate 2013 ne ha visti a dozzine di incidenti in ogni angolo del pianeta e Sergio Morandi non ha un patto con il diavolo per scongiurarne in Abruzzo.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che lo zolfo prodotto da Ombrina verra' usato per fare medicine e fertilizzanti perche' ce n'e' una sovrapproduzione a livello mondiale e non si sa cosa farne, anzi, dovremo pensare a come smaltire non solo i rifiuti di trivellazione ma anche i 500 chili al giorno di zolfo prodotto da Ombrina e che non si sa dove mettere.

La lista del perche' no ad Ombrina e' molto lunga, ne abbiamo parlato tante volte e credo che tutti noi sappiamo ormai bene che questo progetto non portera' niente di buono all'Abruzzo.

Resta pero' la domanda: cosa fare?

Io credo che siamo stati bravissimi in questi sei anni di proteste e presa di coscienza collettiva
nel fermare prima il centro oli di Ortona e a dare adesso filo da torcere a quelli della Forest Oil a Bomba, e alla Medoilgas di Ombrina.

La ricetta quindi ce lo insegna il nostro passato: continuare a rompere le scatole, ai politici e ai petrolieri, senza paura.


Siamo tanti, e occorre mostrarlo il nostro dissenso e il nostro essere cittadini informati ed esigenti.


Occorre fare le domande difficili, essere antipatici se serve, avere voglia di osare, perche' se nessuno lo difende quel mare coi i denti e con le mani e con i piedi, non lo fara' nessun altro.

Il mare non parla, il mare non vota, il mare non puo' difendersi da solo. Sta a noi farlo se ci teniamo.

Visto che la nostra classe politica e' quello che e', non ci sono altre soluzioni, altre scorciatoie, ed
e' questo il prezzo da pagare tutti i santi giorri per vivere in democrazia: l'impegno quotidiano affinche' i prepotenti non la spuntino.

Non bisogna dire: "speriamo che non lo facciano", bisogna dire invece: "cosa posso fare io perche' non lo facciano?".

E non deve farci paura l'avere di fronte un colosso - ma Sergio Morandi se lo sogna di essere un colosso! - perche' se tutti facciamo qualcosa, in maniera continuata, senza farsi prendere
dall'angoscia, ma usando l'intelligenza e il buon senso, e se tutti usiamo le nostre professionalita'
e i nostri talenti, e il poco o tanto tempo che abbiamo, allora si possono fare cose grandiose.

Mostre, spettacoli, canti, conferenze, scuole, leggersi le carte, fare le domande difficili ai politici specie in tempo di elezioni, scrivere lettere alla stampa - vinciamo. 


Nessuno puo' spuntarla contro un popolo unito e compatto, neanche Sergio Morandi.

Io sono sempre stanca e questa faccenda del petrolio ha portato via tante cose che prima facevo e per cui non ho piu' tempo, eppure mi sento sempre onorata e grata di poter usare il mio tempo per una causa ai miei occhi importante e vi assicuro che alla fine della giornata ci si sente appagati di essersi spesi per qualcosa di piu grande del nostro piccolo mondo quotidiano.

In Abruzzo c'e' tanto bisogno di attivismo sincero e disinteressato. 


I nostri fiumi sono tutti inquinati, vogliono rimpiccioliri i parchi, costruire l'ecomostro Pagliaroli a San Vito Marina, gli inceneritori, cementificare un po dappertutto e chi ne piu ne ha piu ne metta. 

Spero che tutti almeno prendano in considerazione l'idea di impegnarsi in una causa - ambientale, sociale, culturale che sia. La vita ha un sapore diverso cosi', un sapore migliore.

L'ultimo pensiero ai bimbi.

Il petrolio restera' nelle nostre vite a lungo, perche' che ci piaccia o no, ci sara' sempre qualcuno che vorra' venire qui ad estrarlo, e allora non c'e' cosa piu' utile che si possa fare che di partire da loro, gli adulti del domani, e di insegnarli le cose importanti della vita: il rispetto della natura, dell'altro, delle regole, della giustizia sociale.

E se facciamo questo non solo avremo un ambiente migliore, avremo un'Italia migliore.

Grazie a Claudio e a tutto il gruppo Anemame per lo spazio ed il tempo.


Buon 10 Agosto a tutti.

MR












Tuesday, February 26, 2013

Lacrime di coccodrillo - 1

Tutti i politici a fare comunicati su Ombrina Mare. Fanno abbastanza pena.

Eccoli i fatti veri.

Il voto al Decreto Sviluppo -  quello che ha sbloccato Ombrina Mare - e' stato votato dai seguenti, senza che fiatasse mosca sul reparto petrolio.

Questi soggetti - destra e sinistra - non meritano la fiducia di nessuno, e qualsiasi cosa che faranno adesso e' solo perche' la gente e' arrabbiata e non perche' hanno ideali, idee, o amore per il vostro mare.

Sono falsi e il loro voto a scatola chiusa sul decreto sviluppo ben sapendo i problemi delle trivelle a mare e senza nemmeno chiedere modifiche sul tema petrolio e' ingiustificabile.

I seguenti sono abruzzesi di nome, ma non certo di amore

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A favore del Decreto Sviluppo - e quindi di Ombrina - Senato:

Fabrizio Di Stefano (PDL)
Giovanni Legnini (PD)
Franco Marini (PD)
Andrea Pastore (PDL)
Paolo Tancredi (PDL)


A favore del Decreto Sviluppo - e quindi di Ombrina - Camera:
 
Ferdinando Adornato (UDC)

Sabatino Aracu (PDL) 
Carla Castellani (PDL)
Vittoria D'Incecco (PD)
Marcello De Angelis (PDL)
Giovanni Dell'Elce (PDL)
Tommaso Ginoble (PD)
Giovnani Lolli (PD)
Paola Pelino (PDL)
Maurizio Scelli (PDL)
LanfrancoTenaglia (PD)
Daniele Toto (FLI)
Livia Turco (PD)


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Questo blog non fa politica, ma lo schifo di PD e PDL in materia e' abbastanza evidente.

Buone cinque stelle a tutti.




Friday, February 22, 2013

Di nuovo la Chiesa contro Ombrina

Grazie Don Carmine, il portavoce della Conferenza Episcopale D'Abruzzo e del Molise contro Ombrina Mare e tutti gli scellerati progetti di devastazione ambientale d'Abruzzo.

Chiodi ci senti?

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In questi giorni e' diventata nota l'approvazione da parte del Ministero dell'Ambiente del progetto petrolifero denominato Ombrina Mare 2.

Dopo le paure scatenatasi nelle scorse settimane, dopo le notizie che per qualche giorno sono state diffuse su uno sversamento al largo di Rospo Mare, ancora una volta sento alzarsi con forza
sentimenti di tristezza e timore da tantissimi abruzzesi.

L'Ufficio di Pastorale Sociale, per conto della CEAM, si e' gia'  espresso varie volte negli anni, inviando anche proprie osservazioni al progetto petrolifero in oggetto.

Gli stessi arcivescovi e vescovi della CEAM hanno presentato in due occasioni analoghi comunicati per esortare tutti alla custodia del Creato e ad uno sviluppo sostenibile, partecipato democraticamente e nell'interesse del bene comune e non solo di una parte del Paese.

Auspico ancora che la politica tutta, dai futuri parlamentari fino ai Consigli Comunali, e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa meravigliosa terra che e' la Costa
Teatina con tutti gli uomini e le donne che vi abitano.

Fermate Ombrina Mare, fermate ogni progetto petrolifero e di sfruttamento selvaggio dell'ambiente naturale; difendete il Creato, ponete la sua salvaguardia al centro di una politica che sia perseguimento del bene comune, rifuggite da interessi particolari ed egoistici, che possono
compromettere il benessere di tutti e la capacita' di futuro delle giovani generazioni.

Ai credenti, in particolare, si impone il dovere di tutelare ad ogni costo il valore della vita, la dignita' della persona in tutte le sue dimensioni, la promozione della giustizia e della pace, in nome del Vangelo e per il bene del mondo intero.

don Carmine Miccoli
Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

Saturday, October 1, 2011

Il collezionatore di figuracce

Ma non gli riesce proprio a Mauro Febbo di essere un po serio! Riassunti:

1. Maggio 2011: va dicendo che lui non e' contro il parco, ma che si deve stare attenti ai vincoli, e alle limitazioni imposte ai comuni - fra cui le balle dei frantoi da abbattere e il cattivissimo Ente Parco che diventera' un nuovo tiranno locale.

2. Agosto 2011: deve per forza ammettere di essere contrario al parco, dopo tanti tentennamenti. Conserva il ruolo di coordinatore.

3. Settembre 2011: il ministero gli dice che il Parco si fa, che lui lo voglia o no e che si sbrigasse a perimetrarlo.

4. Settembre 2011: propone il "Parco ad Isole" nella derisione totale dei cittadini

5. Settembre 2011: chiede al governo una proroga al limite del 30 Settembre, data finale per le perimetrazioni locali del Parco. Il ministero gli da picche di nuovo.

E cosi ieri i comuni di Casalbordino, Fossacesia, Vasto assieme a Lanciano, Mozzagrogna, Cupello, Frisa e Francavilla hanno mandato le loro perimetrazioni
(le prime 3) oppure la richiesta formale di farci parte (le ultime 5).

Gleiele hanno mandate scavalcando Febbo, a cui si sa che del Parco non importa niente. Invece Febbo cosa fa?

Manda al governo solo le decisioni di Ortona e di San Salvo e il no al Parco di San Vito, Rocca San Giovanni e Torino di Sangro.

Continua a dire che lui fara' pressione a Roma sui deputati del PDL per cancellare la legge che istituisce il parco -- ma chi crede di essere? - e che siamo 4 a 4 nel si o nel no al Parco - come se fosse una partita di calcio.

Chissa' dov'erano tutti questi conti con il petrolio! E comunque, gli ricorda Lorenzo Luciano, i comuni che non lo vogliono il Parco sono solo il 16% della popolazione totale!

Mauro Febbo: questo e' chi ci governa. Quanto tempo perso, quanti sprechi, quante cose che avremmo potuto fare di piu' se invece di lui ci fosse stata una persona seria e competente a perimetrare il Parco.

Mauro Febbo: si vergogni!

Non votiamolo mai piu', assieme ai sindaci di San Vito, Rocca San Giovanni e Torino di Sangro, a cui interessano solo le palazzine e niente di piu.

Saturday, September 17, 2011

Io voglio il parco!


Eccoci qui: Santa Fabrizia ha disegnato una locandina che si puo' stampare e attaccare un po ovunque, nei negozi, nelle scuole, in giro.

E' un piccolo gesto, ma facile e serve a scuotere l'opinione pubbilica e a mostrare a Febbo che la sua prepotenza non porta da nessuna parte. E' tutto fatto, basta solo che ci crede faccia questo piccolo sforzo di stamparselo.

Altre informazioni utili:

Sabato 17 Settembre dalle 5pm alle 8pm ci sara' una raccolta firme a favore del parco in Piazza Lucio Valerio Pudente a Vasto, promossa dal Club Alpino Italiano (CAI), dagli Amici di Punta Aderci e dal Fondo Italiano per l'Ambiente (FAI)

Domenica 25 settembre, dalle 4pm alle 8pm ci sara' una raccolta firme a favore del parco a Lanciano, lungo i Viali, promosso dal WWF.

Domenica 2 Ottobre altra raccolta firme alla Stralanciano, la corsa amatoriale d'Abruzzo, come gentilmente concesso dagli organizzatori, Guido Catenaro e papa'.

Chiunque abbia voglia di fermarsi, dare una parola di incoraggiamento e' benvenuto. Le persone che stanno dietro ai banchetti sono persone normali, non pagate da nessuno, e lo fanno solo per amore del parco. Per esperienza so che e' bello sentirsi apprezzati quando si fanno queste cose, e piu' ancora che la firma e' bello sentire che la gente e' partecipe e non indifferente.

Grazie a Fabrizia, Ines, Alessio, e tutti quelli della Costituente.

Wednesday, September 14, 2011

Lo vuoi il parco? Il tempo e' adesso - prima che lo bruciano.


E' sera, sono in Ohio e probabilmente mi pentiro' di questo post che ho scritto di getto dopo avere letto questo sull'incendio doloso di Punta Aderci.

Chissa' perche' questi incendi scoppiano mentre i no al parco fanno la voce grossa.




L'apatia degli italiani, degli abruzzesi e' sempre piu' sconvolgente e inquietante. Vorrei non arrabbiarmi per l'Italia, essere libera e non sapere certe cose, per sentirmi meno impotente. Ma non di fronte a Febbo, ci mancherebbe, ma di fronte a un popolo intero che per la maggior parte non sa di avere dei diritti e che non sa esigere che vengano rispettati.

Sono stanca di sentirmi dire "e che ci posso fare" oppure "stai tranquilla e pensa a campare" o "aspettiamo". E sono pure arrabbiata quando mi si dice che "gli Americani le cose non le fanno a casa propria ma le fanno altrove".

Stanno incendiando la costa teatina! Nel silenzio generale. Parte della nostra classe politica con Febbo a capo sta sabotando il nostro parco. Un parco che c'e' da 10 anni a cui dobbiamo ora solo trovare dei confini.

E la gente perbene, normale, dov'e', cosa fanno? Perche' nessuno fa niente nel concreto per questo parco a parte quei pochi eroi della Costituente? Perche' lasciamo che gente senza scrupoli possa incendiarlo.

Ho mille amici su Facebook dall'Abruzzo che al massimo si passano i miei post e mi mettono "Mi piace" sulla casella.

Occorre invece agire, e' troppo facile fare gli attivisti Facebook.

Hai un negozio? Attacca un cartello "Io lo voglio il parco" e fallo attaccare ai tuoi amici. Sei un operatore turistico? Scrivi al Centro una lettera e se non la pubblicano, mandala in giro su internet. Hai un gruppo musicale? Scrivi una canzone per il parco. Conosci Febbo di persona? Cantagliene quattro. Ti piace fare hiking? Organizza una passeggiata a Fossacesia o dintorni a favore del parco. Sei giovane? Prendi una maglietta bianca, e scrivici: I love il parco della costa teatina.
Ciascuno potrebbe e dovrebbe fare qualcosa.

In una parola, rompi le scatole.

Non ne usciamo altrimenti.

Mi sono presa pure i fischi dalla cricca di Febbo, sebbene al mare in Italia ci vado solo una o due volte l'anno. Quella sera ero stanca, avevo gia' dato per l'Abruzzo e avrei preferito riposarmi. Volevo solo stare a casa a passeggiare lungo la strada panoramica di Lanciano, dove, da lontano l'Abruzzo pare bello. Quando sono arrivata a San Vito e ho visto chi Febbo si portava dietro volevo andarmene perche' lo sapevo che sarebbe andata a finire a urla e non li volevo. Eppure sono andata li e, fischi o non fischi, ho detto la mia e ho fatto la mia parte.

Se tutti facessimo cosi, Febbo non potrebbe andare per le piazze a dire che la gente e' contraria al parco. Lo puo' fare perche' chi e' favorevole non dice niente.

Fare l'attivista non e' semplice, e credo che tutti vogliamo la vita facile. Molto meno impegnativo andare al mare, mandare Febbo a quel paese in privato e pensare a campare nella speranza che il lavoro sporco lo faccia qualcun altro.

Purtroppo e' questa logica che ci ha portato a dove siamo adesso in Italia e se non sentiamo l'impazienza di agire la colpa e' di ciascuno di noi, per il parco e per la nazione in generale.

TUTTI SI DEVONO DARE DA FARE PER QUESTO PARCO.

Febbo continua ad andare in giro con la sua cricca a piantare il seme che la gente non lo vuole il parco. Io lo so che non e' vero, ma lui i suoi li organizza, mentre gli altri non fanno niente.

Stanno incendiando il parco tutto, nel silenzio generale. Capite? Lo stanno incendiando e nessuno fa niente.

Mario Pupillo dov'e'? Enrico di Giuseppantonio dov'e'? Gli scout dove sono? La chiesa dov'e'? L'universita' di Chieti dov'e'?

Ma perche' siamo cosi passivi?

Non voglio sentirlo mai piu' che gli americani le cose vanno a farle altrove. Gli americani quando c'e' da difendere le loro cose, nel bene e nel male, si raccorciano le maniche e si danno da fare.

I Maori sono stati a protestare per 3 settimane contro la Petrobras. Gli americani si sono fatti arrestare sul prato della Casa Bianca, incluso il capo della Nasa e Darryl Hannah. Sono stati li per due settimane a rompere le scatole ad Obama.

E noi? Noi al massimo ci passiamo i messaggini sull'Iphone aspettando un Godot che non verra' mai.

Sunday, August 28, 2011

Perche' si al Parco della Costa Teatina - 2



Parco della Costa Teatina, non invadiamolo di villette e ecomostri!

Gia un po di tempo fa avevamo parlato del perche' il Parco della Costa Teatina sia cosa buona e giusta, grazie a delle spiegazioni forniteci da Adriano Bellintani e Carlo Cavenaghi che vivono nel parco del Curone, in Lombardia.

Oggi, tutte le argomentazioni possibili in favore del Parco della Costa Teatina sono elencate in questo opuscolo allegato, a cura di Lorenzo Luciano e con Fabrizia Arduini, Ines Palena e Lino Salvatorelli.

Secondo me, in Abruzzo non e' piu' un segreto che Mauro Febbo, Fabrizio di Stefano, Antonio Sorgi, e i sindaci di San Vito Marina, Torino di Sangro e VillaAlfonsina non lo vogliano questo Parco della Costa Teatina, come piu' o meno non gli e' importato piu' di tanto di salvare l'Abruzzo dalle trivelle.

Hanno diffuso un sacco di balle e di paure - che nel parco si dovranno abbattere i frantoi, che nei parchi i comuni perderanno la possibilita' di decidere per se', che nei parchi ci sara' la proliferazione selvaggia di cinghiali. Una sorta di scenario orwelliano in cui saremo tutti dei "sudditi" di questo parco-tiranno.

Ovviamente non e' vero niente, e secondo me lo fanno solo per avvantaggiare i loro amici speculatori edilizi che hanno appetito di costruire villette e appartamentini al mare, in una sorta di Francavillizzazione del parco della costa teatina.

Basti solo pensare con quanta veemenza il comune di San Vito Marina difenda l'ecomostro di Mr. Pagliaroli - 20 ettari di foresta buttata giu' per un'enorme colata di cemento. Secondo me, al massimo i politici e i loro amici vogliono la pista ciclabile lungo l'ex trattato ferroviario per vendere meglio suddette villette.

Come sempre, gli eroi del giorno sono i cittadini normali che hanno fortemente lavorato a far circolare le notizie giuste per smontare tutte le balle di chi va in giro a spaventare la gente dicendo che il parco sia una cosa nefasta per l'Abruzzo.

Instaurare un parco non capita tutti i giorni, e tutti dovremmo essere un piu' attivi nel volerlo. Di tutte le cose che si possano lasciare ai propri figli - incluse le villette e gli appartamenti di cui sopra - il parco e' forse la cosa piu' bella perche' rende la qualita' della vita migliore per tutti, villette o non villette.

Altre informazioni sul parco della costa teatina qui.

Wednesday, January 6, 2010

L'elefante nella stanza


Leggo da Prima da Noi di un investimento a 1.5 milioni di euro per incentivare le imprese turistiche del chietino-ortonese. C'e' una bella foto sotto di trabocchi e di persone gioiose che passeggiano sul pontile ed il mare blu.

Ora, sperando nel non-spreco di questi fondi, che andranno a finanziare 61 imprese del chietino -ortonese per il turismo, la trovo una buona idea. Non riesco pero' a fare a meno di pormi altre domande, piu' fondamentali e su cui il turismo dovrebbe basarsi: un territorio sano ed attraente. Si parla di ristorazione, di trasformazione di prodotti tipici, di recettivita' , di turismo come strutture e infrastrutture (spero di non dover leggere cemento...). Ma il resto?

Cosa ci fa quel porto petrolifero nel bel mezzo della costa dei trabocchi? A qualcuno e' venuto in mente che di turistico quel porto non ha niente? E di Ombrina Mare, un pozzo di petrolio in bella vista, non ne parliamo? Come facciamo a conciliare turismo con il proliferare di piattaforme sulla costa? A CINQUE CHILOMETRI DALLA RIVA? Cosa intendono fare i vari assessori che sono corsi a commentare questa notizia come se le piattaforme petrolifere, la discarica di amianto ed il fiume Moro mezzo morto non esistessero?

In una parola, cosa gli offriamo ai turisti? Puo' darsi che agli Ortonesi piaccia cosi' quel litorale, io personalmente penso che qualsiasi intervento di valorizzazione di quella citta' passi per lo smantellamento di baracche e capannoni abbandonati lungo il litorale e nel ritorno di quella che una volta era Ortona a Mare, con tanto di funivia dal colle al mare sotto.

Ma ci vuole lungimiranza e intelligenza, che purtroppo fra i politici di Ortona sono un poco scarsi di questi tempi...

PS: In merito a questo articolo, sullo stesso giornale, e su di me "la piu' citata" come abruzzese dell'anno 2009, grazie a tutti - buon 2010. Siamo stati noi tutti gli abruzzesi dell'anno, e vogliamo fare ancora meglio nel futuro.




Oggi 7 gennaio 2010 ad Ortona, sala Eden ore 17:00 a parlare di Ombrina Mare - 5 km da Ortona.

Tuesday, August 11, 2009

Osterie in mezzo al mar



Apro il Corriere di oggi (ma ormai il Corriere e' diventato illeggibile - secondo me, nasconde tutte le notizie scomode), perche' volevo parlare dell'enorme bolla di petrolio che ha invaso l'isola d'Elba. Scopro invece che c'e' un articolo sulla costa dei trabocchi e sul fatto che quelle baracche in mezzo al mare non sono altro che dei ristoranti eccellenti di pesce nel mare, tanto decantati da Gabriele D'Annunzio.

L'articolo sulla costa dei trabocchi e' sotto Speciale Viaggi, accanto a Laos e Grecia.

In generale una pubblicita' cosi' e' un ottima idea per attirare turisti, per far conoscere la nostra costa e per farla amare un po di piu' anche a noi che la viviamo tutti i giorni. Ma non e' tutto oro quello che luccica e voglio fare tre considerazioni, dal piccolo al grande.

1) Anche quest'anno mi sono portata la busta di plastica in ogni spiaggia in cui andavo per raccogliere l'immondizia (ma non sono stata tante volte al mare, causa petrolio!) ed ogni volta la mia busta di plastica si riempiva di robaccia che non dovrebbe essere gettata in spiaggia - cicche di sigaretta dappertutto. Bisogna sforzarsi di non lasciare queste traccie dietro di noi, e cambiare i nostri gesti quotidiani: alla fine quel mare e' nostro. Non e' impossibile, basta solo farci caso e dare l'esempio a chi ci sta vicino, che buttare le cicche o qualsiasi altro rifiuto in terra, nella sabbia e' incivile.

Un giorno a San Vito ho pure bisticciato con due diciottenni che hanno mangiato la pizza e che hanno lasciato la carta nella sabbia, come se nulla fosse. Non ho potuto star zitta e gli ho detto male. Cosa gli facciamo vedere ai turisti? La spiaggia sporca?

2) Un altro pensiero e' che in tutto questo articolo del Corriere, NON SI PARLA MAI di villette, piazzette cementificate (vero comune di San Vito?), di condomini a picco sul mare. L'articolo parla di uliveti, di vegetazione fitta, di passerelle, di alberi d'olivo, di boschetti. LA GENTE VIENE PER QUESTO non per i condomini. Presidente di Giuseppantonio, qui occorre al piu presto fare un piano VERO per qusta costa teatina, e per evitarne la cementificazione nascente, come un qualsiasi viaggetto a San Vito mostra.

3) Infine, il pensiero petrolio. E' fin troppo evidente che se ci aggiungiamo le trivelle a quell'equazione quasi bucolica, di ricci, di azzurro del mare, tutti gli equilibri cambiano. Non e' giusto.

Scriviamo a quei giornalisti del Corriere e diciamo loro del pericolo che incombe. Diciamogli che fra un po' assieme a tutte quelle meraviglie della nostra costa, della nostra storia, della nostra poesia, ci saranno piattaforme marine ad allietare le serate in riva al mare.

Se avete del tempo, lasciate dei commenti sul sito del Corriere qui. Io l'ho gia' fatto, il mio commento e' in attesa di moderazione.

Per la storia del catrame nell'isola d'Elba, che i TURISTI hanno dovuto fermare, i link sono qui. Tutto questo e' successo per colpa di una petroliera che ha lavato in mare la sua cisterna di petrolio, pratica ILLEGALE ma che continuano a fare dappertutto. E se lo fanno all'Isola d'Elba, state tranquili che lo faranno anche in Abruzzo, trabocchi o non trabocchi.

Evidentemente Gianni Chiodi e Daniela Stati o non leggono i giornali oppure
non riescono a fare il salto logico della connessione fra infrastrutture petrolifiere e danni a tutto il resto che c'e' di sano.

Enrico Di Giuseppantonio, il tuo tempo di prova sta per scadere. Come l'Abruzzo intero aspetta Gianni Chiodi, cosi' la costa dei trabocchi attende l'iniziativa del presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Il silenzio e le mezze promesse sono inaccettabili. Ci vogliono i fatti.

Wednesday, September 3, 2008

La costa dei trabocchi


Da qualche tempo si discute di cosa fare della costa dei trabocchi in relazione anche all'invasione petrolifera. Chi puo' dirsi contrario al progetto di creare un parco lungo la costa teatina? Credo nessuno che abbia un po di sale in testa e che riesca a guardare oltre il proprio portafoglio possa non volerlo.

Continuo a credere che il parco potrebbe essere stato un ottimo modo per evitare il petrolio nella contrada Feudo - nel VIA si diceva esplicitamente che se la zona fosse stata soggetta al vincolo parco sarebbe stato piu' difficile crare la raffineria - ma continuo ad essere convinta che la questione petrolio sia molto piu' grande del parco della costa teatina, a meno di trasformare tutto l'Abruzzo in un parco naturale. Di nuovo basta guardare Viggiano: hanno creato il mostro petrolifero affianco al Parco nazionale della Val D'Agri!

Della costa dei trabocchi abbiamo parlato su questo blog diverso tempo fa, e spinta dai vari commentatori, mi ripropongo comunque di dire la mia e di dare un spazio alla discussione.

Io credo che la costa dei trabocchi sia un elemento specialissimo della costa teatina, e che il regalo che le FFSS ci hanno lasciato, impedendo la cementificazione selvaggia negli ultimi 150 anni, vada protetto, abbellito, e sopattutto trasformato in una fonte di benessere, anche economico, per la gente e per il turismo SENZA distruggerlo.

La proposta che feci qualche mese fa, e' molto semplice: visto che i politici negli scorsi tre o quattro anni non ne sono stati capaci - chissa' forse dovevano proteggere gli interessi di amici o parenti - PERIMETRIAMOCELO da soli il parco. L'ho gia' scritto, io non ne ho le competenze, ma sono sicura che gente locale che ne abbia e che sia svincolata da interessi di parte debba pur esistere - a Pescara c'e' il dipartimento di Archiettura, possible che non ci possano essere degli studenti o professori che possano prendere le carte, proporre un perimetro PULITO, parlare con la gente e come popolo andare a pressare i politici per approvarla? Ormai siamo giunti a questo in Italia, i cittadini devono insegnare ai politici come si fanno le cose.

Altre considerazioni - piuttosto legate alle cose che ho visto, e che e' sicuramente una lista marginale:

1) Non conosco in super dettaglio il progetto ECOVIE, ma perche' ci vuole tutto questo tempo per portarlo a termine? Cosa si aspetta?

2) I depuratori devono funzionare. Non e' accettabile che il Feltrino e il Moro continuino ad essere inquinati e moribondi e che continuino a sversare robaccia nel mare. Le ditte, i contadini e gli individui che utilizzano i fiumi come loro personale fogna vanno multati e condannati, anche se sono ditte potenti. Pulire i fiumi oltre ad essere piu salutare per noi tutti, crea lavoro perche valorizza il territorio e si creano occasioni di sviluppo. Per non dire del rispetto per tutta la gente che e' MORTA lungo il Moro e che ha dato la vita per difendere quel fiume.

3) Pubblicizziamola la costa in modo PROFESSIONALE, negli aereoprti sove ci sono i voli per Pescara o fra le comunita' di ingelsi che tradizionalmente scelgono di comprare case in Abruzzo. Ma poi, una volta che li invitiamo, dobbiamo essere efficaci, e non possiamo permetterci cose fatta a vanvera. I bagni devono funzionare, essere puliti, e non alla meno peggio. E poi, perche' c'e' una tariffa per scendere giu' ai Ripari di Giobbe? Sapete che li hanno ancora i tetti in Eternit (= amianto = cancerogeno?). Volevo dirlo alla signora del bar, ma poi ... non posso prendermi sulle mie spalle tutti i malesseri d'Abruzzo.