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Wednesday, September 14, 2011

Lo vuoi il parco? Il tempo e' adesso - prima che lo bruciano.


E' sera, sono in Ohio e probabilmente mi pentiro' di questo post che ho scritto di getto dopo avere letto questo sull'incendio doloso di Punta Aderci.

Chissa' perche' questi incendi scoppiano mentre i no al parco fanno la voce grossa.




L'apatia degli italiani, degli abruzzesi e' sempre piu' sconvolgente e inquietante. Vorrei non arrabbiarmi per l'Italia, essere libera e non sapere certe cose, per sentirmi meno impotente. Ma non di fronte a Febbo, ci mancherebbe, ma di fronte a un popolo intero che per la maggior parte non sa di avere dei diritti e che non sa esigere che vengano rispettati.

Sono stanca di sentirmi dire "e che ci posso fare" oppure "stai tranquilla e pensa a campare" o "aspettiamo". E sono pure arrabbiata quando mi si dice che "gli Americani le cose non le fanno a casa propria ma le fanno altrove".

Stanno incendiando la costa teatina! Nel silenzio generale. Parte della nostra classe politica con Febbo a capo sta sabotando il nostro parco. Un parco che c'e' da 10 anni a cui dobbiamo ora solo trovare dei confini.

E la gente perbene, normale, dov'e', cosa fanno? Perche' nessuno fa niente nel concreto per questo parco a parte quei pochi eroi della Costituente? Perche' lasciamo che gente senza scrupoli possa incendiarlo.

Ho mille amici su Facebook dall'Abruzzo che al massimo si passano i miei post e mi mettono "Mi piace" sulla casella.

Occorre invece agire, e' troppo facile fare gli attivisti Facebook.

Hai un negozio? Attacca un cartello "Io lo voglio il parco" e fallo attaccare ai tuoi amici. Sei un operatore turistico? Scrivi al Centro una lettera e se non la pubblicano, mandala in giro su internet. Hai un gruppo musicale? Scrivi una canzone per il parco. Conosci Febbo di persona? Cantagliene quattro. Ti piace fare hiking? Organizza una passeggiata a Fossacesia o dintorni a favore del parco. Sei giovane? Prendi una maglietta bianca, e scrivici: I love il parco della costa teatina.
Ciascuno potrebbe e dovrebbe fare qualcosa.

In una parola, rompi le scatole.

Non ne usciamo altrimenti.

Mi sono presa pure i fischi dalla cricca di Febbo, sebbene al mare in Italia ci vado solo una o due volte l'anno. Quella sera ero stanca, avevo gia' dato per l'Abruzzo e avrei preferito riposarmi. Volevo solo stare a casa a passeggiare lungo la strada panoramica di Lanciano, dove, da lontano l'Abruzzo pare bello. Quando sono arrivata a San Vito e ho visto chi Febbo si portava dietro volevo andarmene perche' lo sapevo che sarebbe andata a finire a urla e non li volevo. Eppure sono andata li e, fischi o non fischi, ho detto la mia e ho fatto la mia parte.

Se tutti facessimo cosi, Febbo non potrebbe andare per le piazze a dire che la gente e' contraria al parco. Lo puo' fare perche' chi e' favorevole non dice niente.

Fare l'attivista non e' semplice, e credo che tutti vogliamo la vita facile. Molto meno impegnativo andare al mare, mandare Febbo a quel paese in privato e pensare a campare nella speranza che il lavoro sporco lo faccia qualcun altro.

Purtroppo e' questa logica che ci ha portato a dove siamo adesso in Italia e se non sentiamo l'impazienza di agire la colpa e' di ciascuno di noi, per il parco e per la nazione in generale.

TUTTI SI DEVONO DARE DA FARE PER QUESTO PARCO.

Febbo continua ad andare in giro con la sua cricca a piantare il seme che la gente non lo vuole il parco. Io lo so che non e' vero, ma lui i suoi li organizza, mentre gli altri non fanno niente.

Stanno incendiando il parco tutto, nel silenzio generale. Capite? Lo stanno incendiando e nessuno fa niente.

Mario Pupillo dov'e'? Enrico di Giuseppantonio dov'e'? Gli scout dove sono? La chiesa dov'e'? L'universita' di Chieti dov'e'?

Ma perche' siamo cosi passivi?

Non voglio sentirlo mai piu' che gli americani le cose vanno a farle altrove. Gli americani quando c'e' da difendere le loro cose, nel bene e nel male, si raccorciano le maniche e si danno da fare.

I Maori sono stati a protestare per 3 settimane contro la Petrobras. Gli americani si sono fatti arrestare sul prato della Casa Bianca, incluso il capo della Nasa e Darryl Hannah. Sono stati li per due settimane a rompere le scatole ad Obama.

E noi? Noi al massimo ci passiamo i messaggini sull'Iphone aspettando un Godot che non verra' mai.