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Monday, March 27, 2017

Sam Moody di Ombrina Mare dice che vuole i soldi indietro


Le perdite della Rockhopper dall'Aprile 2014 al Marzo 2016.
Dal 105.000 a circa 21.250.
Una perdita dell'80%.

 Negli scorsi 12 mesi la Rockhopper ha perso circa il 50% del suo valore


Nello scorso anno,

 il massimo e' stato il 29 Aprile 2016  -- 41.000
il minimo e' stato il 16 Dicembre 2016 -- 18.640
il valore al 28 Marzo 2016 e' stato circa 28.500

Adesso siamo a 21.250

un calo del 48% rispetto al 29 Aprile 2016
un calo del 25% rispetto al 28 Marzo 2016



Whilst we had hoped to avoid arbitration, we are extremely disappointed that it has proved to be necessary in order to protect our investment in the Ombrina Mare project. While it may take some time to produce a result, and there is no certainty of success, Rockhopper is taking all necessary steps to protect its shareholders’ interests at no extra cost to the company.

Sam Moody, CEO Rockhopper Exploration


 
Factors that would cause actual results or events to differ from current expectations, intentions or projections might include, amongst other things ... political risks, changes to regulations affecting the Company's activities, delays in obtaining or failure to obtain any required regulatory approval 

Dai documenti della transazione fra Rockhopper Exploration e Mediterranean Oil and Gas




Che cosa patetica.

Il CEO della Rockhopper Exploration, tale Sam Moody dice di avere inziato niente di meno che un "arbitrato internazionale" contro il governo italiano sulla questione Ombrina Mare.

Nel Febbraio del 2016 Ombrina mori',  come tutti sappiamo, grazie alla nostra eroica resistenza di otto anni, mille peripezie, e pure scartoffie in tribunale.

Oggi Sam Moody dice che il Italia abbiamo infranto il cosiddetto "Energy Charter Treaty" che proteggeva la Rockhopper dal 1998 (ma come, se a quel tempo Ombrina era della Mediterrannean Oil and Gas!) e che le garantiva la stabilita' degli investimenti.

Secondo i suoi legali, la Rockhopper avrebbe buone possibilita' di recuperare il denaro perso.

Quanto? Non si si sa. Ma sulla base dei profitti persi.

Cosa ne penso io?

1. La Rockhopper Exploration ha perso circa il 50% del suo valore negli scorsi 11 mesi e oltre l'80% da tre anni a questa parte.  E' una perdita abissale, ed io credo che non sia un caso che questa richiesta di arbitrato arrivi alla stampa adesso. E' secondo me anche un modo di proiettare confidenza agli investitori che stanno cercando di fare qualcosa per fare cassa e per recupare qualcosa da Ombrina, che, ricordiamo era l'investimento principe per Sergio Morandi, prima della Medoilgas e poi di Rockhoppper, prima che arrivassimo noi a fermarli.

2.  Questa richiesta e' patetica perche' lo sanno tutti, investitori e petrolieri e uomini di business che le regole possono cambiare, e che finche' l'ultimo si non e' stato firmato, le cose possono saltare. Sono le regole del gioco, e' un investimento con rischi, non una certezza matematica. Ed e' ancora piu' patetico aggrapparsi ad un documento del 1998!

3. In verita' Ombrina era stata gia' bocciata nel 2010, e quindi e' evidente che i rischi c'erano ed erano rischi reali e veri. E che quando meno la Mediterranean Oil and Gas lo sapeva. Poi le leggi sono cambiate ed Ombrina e' tornata in vita.  Sono le regole del gioco. E anzi, la Mediterannean Oil and Gas ha approfittato di queste leggi che sono cambiate, quando il cambiamento e' stato il loro favore. E adesso che cambiano il loro sfavore la Rockhopper Exploration vuole l'arbitrato internazionale?

Suvvia, Sam Moody, cresca e diventi adulto e accetti che a volte le cose possano andare male e che quando lei ha comprato Ombrina ha fatto i conti senza l'oste.

4. Come faranno a stabilire gli intrioti persi? Sulla base di quanti barili di produzione? Non hanno mai avuto cifre esatte di quanto petrolio ci fosse, anzi, spesso le riserve da certe sono diventate probabili e i volumi sono cambiati nel corso degli anni. Tantomeno Moody e compari possono proiettare i prezzi sul lungo termine. Come detto, e' tutto incerto.


4. Seppure fosse vero che questo Energy Charter Treaty e' stato applicato ad Ombrina nel 1998, la verita' e' che allora Ombrina e la sua concessione erano della Mediterranean Oil and Gas o chi per lei prima di allora, dal 1998 al 2014. In quel frangente ci fu anche la prima bocciatura di Ombrina, nel 2010.

La Rockhopper e' subetrata nel 2014, ed e' subentrata *ben sapendo* delle nostre lotte, dell'incertezza attorno ad Ombrina, degli enormi ritardi accomulatesi per loro nel corso degli anni. Come detto, hanno comprato Ombrina consci di quello che c'era attorno, da un punto di vista umano e politico. E se non lo sapevano e' loro ignoranza, non certo loro scusante.

E infatti, questo che segue era scritto fra i documenti della compravendita -- che il tutto e' soggetto a rischi, a cambi nelle regolamentazioni che hanno a che fare con Ombrina, e con ritardi o impossibilita' di avere i permessi.

Era chiaro a tutti, ed e' una prassi accettare che ci possano essere imprevisti.
Eccetto ovviamente a Sam Moody.

Scritto dalla Rochopper Exploration in data 23 Maggio 2014 agli investitori:

Certain statements in this document are forward-looking statements which are based on Company's expectations, intentions and projections regarding its future performance, anticipated events or trends and other matters that are not historical facts. These statements are not guarantees of future performance and are subject to known and unknown risks, uncertainties and other factors that could cause actual results to differ materially from those expressed or implied by such forward-looking statements. Factors that would cause actual results or events to differ from current expectations, intentions or projections might include, amongst other things, changes in oil prices, changes inequity markets, failure to establish estimated petroleum reserves, political risks, changes to regulations affecting the Company's activities, delays in obtaining or failure to obtain any required regulatory approval, failure of equipment, uncertainties relating to the availability and costs of financing needed in the future, the uncertainties involved in interpreting drilling results and other geological, geophysical and engineering data, delays in obtaining geological results and other risks associated with offshore exploration, development and production. Given these risks and uncertainties, readers should not place undue reliance on forward-looking statements. Forward-looking statements speak only as of the date of such statements and,except as required by applicable law,the Company undertakes no obligation to update or revise publicly any forward-looking statements, whether as a result of new information, future events or otherwise.

Chiaro?










Thursday, August 14, 2014

Mediterranean Oil and Gas, 12 Agosto 2014 - RIP






 Sergio Morandi

Chicco Testa - pensavate di poterci trivellare, eh?


''What a waste of 3 years time and effort.
Luckily I only lose about £30k, but don't cry,
I did ok out of one of my others recently '




La costa teatina, oggi

E' cosi' e' finita anche la Medoilgas di Londra.

Il giorno 11 Agosto 2014 l'acquisizione della Mediterranean Oil and Gas da parte della Rockhopper Exploratione' stata completata. Dal giorno 12 Agosto 2014 le azioni della Medoilgas, sotto il titolo MOG, non sono piu' valutate alla borsa di Londra.  Erano precedentemente scambiate sotto la sezione AIM - Alternative Investment Market - che permette maggior flessibilita' azionarie a ditte minori.

Oltre che in Italia, la Medoilgas aveva interessi a Malta ed in Francia, ma il suo principale progetto era Ombrina Mare in Abruzzo. Gia' l'anno scorso la Medoilgas aveva venduto alcune delle sue concessioni, alla Canoel di Canada alla ricerca di liquidita'.

Il direttivo londinese costituito da Keith Henry, William Higgs, Christopher Kelsall, Sergio Morandi, Peter Jackson and Enrico Testa si e' dimesso da ogni incarico. Keith Henry, il Chairman dell'esecutivo ha commentato il termine delle attivita' di Ombrina con queste parole:

“With this transaction now completed and the reins handed over to Rockhopper, I would like to take this opportunity to thank the Board of MOG, and in particular Bill Higgs and Chris Kelsall, as the executives stepping down from the Company, for their efforts in guiding MOG to this successful conclusion. I am delighted that the MOG team in Italy will continue to play an important role as they join the Rockhopper team, and I wish all of them good luck for the future”.

"Con il termine di questa transazione e con la guida ora passata alla Rockhopper, vorrei ringraziare l'esecutivo della Medoilgas e in particolare Bill Higgs e Chris Kelsall per i loro sforzi nello guidare la MOG verso questa conclusione in modo positivo. Sono contento che la squadra della MOG in Italia continuera' a giocare un ruolo importante come parte della Rockhopper e auguro loro buona fortuna per il futuro."

Sia Sergio Morandi che Enrico (Chicco) Testa avranno altri ruoli dirigenziali presso la Rockhopper, con sede presso le isole Falkland. Gli altri membri dell'esecutivo non saranno invece parte della Rockhopper.


Restano aperte molte domande: come si comporteranno le autoritia' italiane impegnate nella valutazione di autorizzazione integrata ambientale su Ombrina Mare, visto che la ditta proponente non esiste piu'? Come sara' possibile sapere se la Rockhopper Exploration avra' tutte le garanzie per operare Ombrina, visto che tutte le valutazoni espresse finora, su capitali sociali, su infrastrutture, su organizzaizione interna e con altre ditte, e' stata fatta sulla Medoilgas e non sulla Rockhopper? Occorre una valutazione ex novo?

Quale che sia la risposta a queste domande, un fatto resta certo: la Medoilgas ha chiuso i battenti per i troppi ritardi sul loro fiore all'occhiello, Ombrina Mare e questo grazie a noi, popolo d'Abruzzo - eche dal 2008 ad oggi ha ostacolato la Medoilgas con ogni mezzo dal primo giorno ad oggi.

La fine delle operazioni della Medoilgas deve darci fiducia e renderci ottimisti: sebbene come individui possiamo far ben poco, e' come collettivita' che abbiamo un enorme potere e la fine della Medoilgas ne e' prova.

 

Friday, March 7, 2014

Chicco Testa: Non-Executive Director della Cadogan Petroleum e della Medoilgas






Il giorno 21 Gennaio 2014 vari articoli di stampa di Basilicata hanno dato ampio spazio ad Enrico (Chicco) Testa in cui elenca sette ”semplici” punti per discutere di petrolio.

Si dice che il petrolio e’ una “benedizione” per l’economia in tutto il mondo, che gli USA ne sono diventati il primo produttore al mondo, che la Basilicata che ha questa stessa “fortuna” ha ricevuto un miliardo e mezzo di euro in cinque anni dalle royalties e che gli idrocarburi possono essere occasione di sviluppo duraturo. Dire no al petrolio e’ quindi un “suicidio”.

Ma chi e’ Enrico Testa?

Il suo curriculum e’ lungo e variegato, con molti incarichi nel corso degli anni e quasi che uno si chiede come faccia a fare tutto e ad avere tutte quelle competenze. Ma quello che spicca, dalla lettura che faccio io del suo curriculum almeno, e’ che e’ evidente che i suoi interessi siano cambiati dai tempi di Legambiente di cui e’ stato presidente e segretario nazionale dal 1980 al 1987.

Secondo Businessweek Enrico Testa, laureato in filosofia, ha 61 anni e nel 2012 ha guadagnato 515,000 USD. Il suo corporate headquarters e’ a Londra. Fra le altre cose, ha incarichi e affari in corso con almeno due ditte petrolifere. 

Mmh.

Enrico Testa e’ infatti diventato “Non Executive Director” della Cadogan Petroleum, ditta ucraina nel 2011 e copre lo stesso ruolo presso l’inglese Mediterranean Oil and Gas dall’Ottobre 2012.

La Mediterranean Oil and Gas ha interessi a trivellare l’Italia, con Ombrina Mare in Abruzzo, e nella stessa Basilicata dove e’ titolare delle concessioni Serra San Bernardo e Monte Grosso. Si vuole qui trivellare un “technically challenging” well di circa 6.8 chilometri di profondita’.

E’ una profondita’ strabiliante perche’ non si va’ molto piu’ in giu’ di questo.

E quindi, cosa vuoi che dica Mr. Testa ai lucani, essendo parte del direttivo di due ditte del petrolio con interessi trivellanti in Lucania?

Ogni pozzo e’ bello al papa’ suo, no?

Enrico Testa dice che la Basilicata ha un “occasione storica per modernizzare il suo territorio” e che “lo sviluppo di competenze in campo petrolifero” possono portare a benefici duraturi.

Ma lo sa Enrico Testa che in Basilicata trivellano da 15 anni e non si e’ visto niente di tutto cio’? E che dobbiamo aspettare altri 15 o 150 anni per vedere tutta questa modernita’ e tutto questo sviluppo?

Mistero.

Un po di precisazioni:

1. Gli USA non sono il primo produttore al mondo di petrolio. Questo onore spetta al Canada con le odiate e distruttive Tar Sands.

2. Estrarre petrolio e’ una benedizione per l’economia di chi sta incravattato ai piani alti, che decide, manovra, specula da Londra o da Milano. Non certo per chi vive con pozzi e raffinerie sotto casa. E lo e’ solo perche’ i costi nascosti del petrolio – malattie, inquinamento, monnezza – sono in qualche modo sovvenzionati dalle comunita’ che assorbono i costi di aria, polmoni e territori malati e per i quali rarissimamente i petrolieri prendono responsabilita’.

3. In Basilicata ogni tanto scoprono acqua inquinata, ci sono periodici casi di scoppi, perdite, “anomalie di funzionamento”. E’ una regione dalla quale si emigra in massa, giovani emeno giovani e dove la qualita’ della vita e’ peggiorata a causa delle trivelle.

E questo vale non solo per la Basilciata ma anche per tutte le localita’ petrolizzate del mondo. Consce Enrico Testa Galveston Texas? Fort Mc Murray, Alberta? Wilmongton, North Dakota? E’ quello il progresso e lo sviluppo che vogliamo?

Enrico Testa, non executive director della Cadogan e della Mediterranean Oil and Gas, puo’ darci delle risposte?



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Questo il background completo di Mr. Testa

Mr. Enrico Testa, Chicco serves as the Managing Director of Rothschild Spa. Mr. Testa serves as Senior Energy and Utilities Advisor of Bluefield Partners LLP. He has 15 years of leadership experience in energy and utilities. He served an Executive President of Roma Metropolitane S.p.A. from 2005 to 2009. He served as Senior Partner at Franco Bernabè Group. He was a Founder of WIND S.p.A. From 1996 to 2002, he served as the Chief Executive Officer and Chairman of the Board of Enel SpA. Mr. Testa oversaw the listing of Enel. He serves as Chairman of the Board at Roma Metropolitane. Mr. Testa has been Executive Chairman of Telit Italy and Telit Communications PLC since May 4, 2007. He serves as Chairman of EVA-Energie Valsabbia. From 1994 to 1996, he served as the Chairman of ACEA, the energy and environment company of the Rome Municipality. Mr. Testa serves as Vice Chairman of Intecs Spa. He serves as Director of S.S. Lazio S.p.A., Telit Communications S.P.A. RAS, and Lloyd Adriatico. Mr. Testa has been a Director of Telit Italy and Telit Communications PLC since May 2007. Mr. Testa has been Non-Executive Director of Cadogan Petroleum PLC since October 1, 2011. He serves as a Director of Cube Infrastructure Fund, ErgyCapital S.p.A. He serves as a Director of Rothschild S.p.A. He serves as Director of IDeA Capital Funds SGR SPA and Idea Energy Efficiency And Sustainable Development Fund. He has been Non Executive Director of Mediterranean Oil & Gas Plc since October 2012. He serves as a Director of Allianz Spa. He served as Director of WIND S.p.A and Wind Telecomunicazioni SpA. He also served as Director of Enel SpA. Mr. Testa has taken senior responsibilities in the Advisory Board of Carlyle Europe. Mr. Testa served as a Board Member of Riello Group as well as on the Advisory Board of the Carlyle Group. Mr. Testa served as Vice Chairman of the World Energy Council. Mr. Testa was National Secretary and President of the Italian environmental organisation Legambiente from 1980 to 1987 and a representative in the Italian Chamber of Deputies from 1987. He was a Member of the Italian Parliament, in 1987 and in 1994. He has been the Chairman of the Organising Committee of the 20th World Energy Congress. Mr. Testa holds a degree in philosophy from Milan University.







Friday, December 14, 2012

Ai consiglieri regionali

La concessione Ombrina Mare con dentro la riserva di pesca dell'UE




Opposition to offshore drilling
is not an issue in California,
it's a deeply held value.

Spero che tutti voi possiate incalzare i *vostri* assessori e consiglieri regionali, sul tema Ombrina, con un testo qualsiasi, ma che li faccia sentire che *devono* fare qualcosa. Io ho mandato questo, ma devono essere bombardati, da tutti. Come sempre, sono battaglie per la vita e non per l'emergenza.

Gli email di tutto il consiglio regionale sono listati qui.

Oggi a Policoro. Che differenza con l'Abruzzo.
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Gentile Assessore/Consigliere

Il presidente Chiodi nel 2010 aveva promesso che la regione Abruzzo avrebbe "contrastato ogni forma di trivellazione" in Adriatico ed in terraferma.

Finora pero' la regione Abruzzo non ha fatto molto, ne contro Ombrina, ne contro gli altri pozzi d'Abruzzo.

Adesso vi si offre una nuova possibilita', quella di presentare al governo una opposizione ufficiale ai ministeri romani contro Ombrina Mare che torna prepotentemente alla ribalta.

E' tutto qui: http://www.dorsogna.blogspot.com/2012/12/il-ritorno-di-ombrina-mare.html

Pensi, non ce le hanno nemmeno nel golfo del Messico i centro oli a mare per troppo che sono pericolosi.

Adesso sta a voi politici pagati lautamente dalle casse comuni far qualcosa. Io e gli altri volontari che seguono le vicende petrolifere siamo cittadini normali non pagati per fare tutto questo lavoro di ricerca, contatti, lettura, di capire scadenze etc etc e spero che possiate fare la cosa giusta, usando tutti i canali possibili per fermare Ombrina.

Finora, duole dirlo, ma la regione Abruzzo non ha presentato una risoluzione che sia una contro Ombrina. Basti solo guardare invece la Puglia dove invece ci sono stati ricorsi al Tar e ripetute presentazioni di delibere, osservazioni di contrarieta' a Roma.

Lei ha il potere e la responsabilita' di fare qualcosa, a prescindere da me e superando le divisioni destra/sinistra. Spero che vogliate agire, per il bene comune, tutto il resto non conta.
Questo messaggio e' stato mandato a tutti i membri del consiglio regionale.

Buon lavoro.
MRD

Tuesday, December 11, 2012

Il ritorno di Ombrina Mare

E cosi mentre i nostri politici dormono, Ombrina torna alla carica. Eccolo il nostro mare se nessuno fa niente.

Nave FPSO - progettata per la costa teatina.


La concessione Ombrina Mare proposta per le coste d'Abruzzo dalla ditta inglese Mediterranean Oil and Gas e' tornata al vaglio del governo centrale. In queste settimane i ministeri romani infatti raccolgono pareri e osservazioni da parte di enti, regioni e comuni sulle trivellazioni nei mari d'Abruzzo.

Ombrina Mare aveva gia' ricevuto un preavviso di rigetto nel 2010 dal Ministero dell'Ambiente a causa del Decreto Prestigiacomo e degli enormi impatti che avrebbe comportato ai residenti, al turismo, alla pesca e a varie zone protette che sorgono lungo il litorale della costa teatina, accogliendo il parere di centinaia e centinaia di cittadini, associazioni, docenti universitari ed enti locali che avevano espresso la loro contrarieta' mandando osservazioni in critica ed organizzando molteplici eventi di protesta.

Il progetto della MOG riguarda il litorale fra Ortona, San Vito, Fossacesia, Rocca San Giovanni e Torino di Sangro e  prevede la costruzione di un piattaforma per estrazione di petrolio a 5 chilometri
da riva e di una nave FPSO che altro non e' se non un "centro oli a mare" per la desolforazione del greggio. Pozzo e nave sorgono nelle strette vicinanze di una riserva di pesca finanziata dall'UE.

La stessa MOG stima che ogni giorno ci sara' l'incerimento di circa 200 tonnellate di materiale di scarto da una fiamma perenne sulla nave FPSO. Questo tipo di raffinerie galleggianti non vengono
usate neanche nel golfo del Messico per la loro pericolosita'.

Il Decreto Sviluppo nell'estate 2012 da alla MOG la possibilita'  di riaprire nuovamente la discussione. Questa volta secondo un procedimento profondamente antidemocratico, i cittadini
sono stati esclusi dall'invio di osservazioni.

Chiediamo a Gianni Chiodi, a Gianfranco Giuliante e a Mauro Febbo di intervenire con vigore sulla questione e di inviare osservazioni ufficiali presso il governo centrale a nome della regione Abruzzo,
ricordando le promesse del 2010 secondo le quali la giunta regionale avrebbe "contrastato ogni forma di trivellazione".

Finora la regione Abruzzo non ha espresso parere alcuno su Ombrina e su nessun altro progetto petrolifero,  a differenza della regione Puglia che ripetutamente ha stilato documenti di contrarieta' alle trivellazioni in Adriatico, e fatto ricorsi al TAR.

Invitiamo altresi' tutti i sindaci della costa e dei comuni confinanti che usufruiscono dello stesso tratto di mare, Lanciano e Vasto in primis, di far valere i propri diritti,  e di ricordare al ministero dello
sviluppo economico che il mare non e' di Corrado Passera o della MOG ma dei cittadini d'Italia.

Friday, February 27, 2009

Mare mostrum



"In mare non resta quasi niente, cosi' si pesca sempre di piu'. Uno sforzo insostenibile, garantito da pescatori ignoranti, grossisiti irresponsabili e poltici corrotti."

L'Adriatico, secondo un reportage de la Repubblica e' uno dei mari piu' inquinati del mondo. L'acqua e' infetta. La temperatura negli scorsi decenni e' salita di due gradi, mutando equilibri e dinamiche marine. Le calamita' causate all'ecosistema dall'inquinamento vanno di pari passo con la conceazione che l'Adriatico, assieme ai nostri fiumi, sono da considerare una specie di acchiappa rifiuti, ci si butta di tutto dentro e poi ci andiamo a fare il bagno d'estate e pretendiamo che ci sia il turismo di qualita'.

A tutte le zozzerie che gli regaliamo al nostro mare, vanno ad aggiungersi i pescatori che non praticano la pesca sostenibile, per ignoranza o piu' semplicemente perche' non gliene importa niente. Il mare e' diventato il far west: chi prima arriva fa quel che vuole. Non importa cosa ci si lascia dietro di se. Usano reti illegali, barche illegali, uomini illegali in Italia e prendono quel che possono, senza controlli, senza amore, lasciando dietro di se il vuoto. I ristoranti di Pescara, complici, offrono specie protette ai loro clienti da mangiare, che teoricamente sarebbe reato mangiare e pescare. La colpa non e' solo dei pescatori ma di tutto quello che gli sta dietro, una fitta rete di grossisti senza scrupoli che dettano leggi e ricatti solo in base al profitto.

Si attende il passaggio dei tonni, in aprile, con navi dotate di tecnologia militare, per colpire tutto il colpibile, anche i cuccioli, vietati. Ci sono bande criminali che vanno in giro dalla Croazia alla Puglia all'Abruzzo, che si affondano fra loro, e che ne pensano una piu' del diavolo per raggirare consumatori, controllini, e norme della comunita' europea. E' cosi' in tutta Italia.

La pesca lentamente muore e oggi il 70% del pesce viene da altrove, spesso fatto passare per nostrano. Ci mangiamo pure il pesce del fiume piu' inquinato del Vietman, il Mekong, senza saperlo. Le multe sono cosi basse che se presi, e' meglio pagarle: il guadagno ce lo stesso. Si calcola che fra 5 anni l'Adriatico sara' esaurito.

Intanto, ci accingiamo a riversare nel nostro mare, maltrattato e sfruttato, altra robaccia. A Vasto a Pineto, ad Ortona, le nuove piattaforme petrolifere riverseranno tonnellate di sostanze tossiche in mare e nei fondali, attireranno a se quei pochi pesci che sono rimasti e che si ciberanno di porcherie.

Il porto di Ortona, che teoricamente dovrebbe diventare porto petrolifero, certo non aiutera' il mare. Mia madre mi racconta che da piccoli andavano al mare anche alla sinistra dei cosiddetti Saraceni. I miei nonni ricordavano quando invece ad Ortona era balneabile tutta la costa, anche il pezzo dove c'e' il porto. Oggi quelle zone sono off-limits, inquinate e occupati da capannoni, molti dei quali abbandonati.

In Gennaio incontrai Fratino per la strada, ad Ortona (lui cerco' di evitarmi io gli corsi dietro ... ma questa e' un altra storia, un po comica a dire il vero) e fra le varie cose strampalate che mi disse ci furono pure le seguenti parole: senza petrolio il porto di Ortona e' morto. Non ha caso l'ufficio della Mediterranean Oil and Gas e' proprio sopra al suo.

Il petrolio di Rospo Mare, a Vasto ha indice API 11.5, peggio ancora di quello di Ortona. Ricordo che il petrolio peggiore del mondo e' in Canada con indice 8. Quello migliore e' quello texano con indice 40. Ortona ha 12.

Non credo che il Texas sia famoso per il turismo di qualita'.

Qual'e' la soluzione di tutto questo? Purtroppo, per adesso non possiamo fare altro che mettere le pezze, e almeno arignare tutto quello che e' possibile arginare. Risanare, nel piccolo, cio' che e' possibile risanare. Fermare le estrazioni petrolifere. Non rassegnarsi che non si possa migliorare. L'Adriatico non merita altri affronti. A lungo termine, dal mio punto di vista, c'e' una sola cosa che salvera' l'Adriatico, l'Abruzzo, l'Italia intera: una cultura della legalita'. Un paese istruito, sensibilizzato, educato a cio' che e' morale fare e cio' che morale non lo e', anche nella vita di tutti i giorni.

Ad essere ottimisti, ci vorranno almeno trenta anni.