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Sunday, July 22, 2018

La Northern Petroleum ci riprova con airgun in 3D in Puglia per Ottobre 2018




I mari di Puglia visti dalla Northern Petroleum



Le due concessioni vecchie che la Northern Petroleum vuole modificare
senza fare una nuova Valutazione di Impatto Ambientale




La nuova concessione su cui la Northern Petroleum non vuole fare Valutazione di Impatto Ambientale

Lo studio di cetacei nell'area su cui fare airgun fra Gennaio e Marzo 2018 



La presenza di mammiferi marini accertata in zona fra Gennaio e Marzo 2018



La nuova area su cui eseguire airgun in tre dimensioni


Il contesto in cui fare airgun. Notare che in zona ci sono almeno altre nove concessioni

SI PREGA DI CITARE E DI NON SCOPIAZZARE.
E' DA MALEDUCATI.

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Il monitoraggio ha confermato la presenza "abituale ed omogenea" di cetacei nell'area.

Dallo Studio Preliminare Ambientale 
della Northern Petroleum in Puglia 

Pero' vogliono sparare con "airgun o esplosivo" lo stesso.
Chiedono di farlo ad Ottobre/Novembre 2018

Ministro Sergio Costa, ecco qui la sua chance 
per fare qualcosa di buono.


La Northern Petroleum non abbandona i mari di Puglia, ma persiste.

Siamo lungo le spiagge antistanti le cittadine di Monopoli, Ostuni, Brindisi, Carovigno.  Le concessioni in ballo sono due: la FR 39 NP e la FR 40 NP, entrambe approvate il giorno 8 Giugno 2015 dall'allora Ministro dell'Ambiente Dario Franceschini.

A suo tempo, tre anni fa, alla Northern Petroleum era stato concesso di eseguire "rilievi geofisici attraverso la tecnica dell'"airgun o esplosivo" in tre dimensioni in un area di circa 400 chilometri quadrati attorno al pozzo Rovesti 1, già trivellato dall'AGIP nel 1978, e poi in un area adiacente di circa 470 chilometri quadrati attorno ai due pozzi Medusa 1 e Giove 1 e 2 già' trivellati dalla Enterprise Oil nel 1996 e 1998, rispettivamente.

Il tutto per un area di circa 860 chilometri quadrati.

La Enterprise Oil era una ditta di trivelle britannica acquistata dalla Shell nel 2002. 

L'approvazione del 2015 fu alquanto travagliata. Ne abbiamo parlato già in questo post in cui si sono maggiori dettagli sull'iter delle delle due concessioni della Northern Petroleum. 

Ma finalmente sono partiti.

Nei primi mesi del 2018, da Gennaio a Marzo, hanno eseguito il monitoraggio "visivo ed acustico" della cetofauna della zona, prima di eseguire airgun.  E questo perché' il Ministero aveva ordinato loro di studiare l'ambiente: come dire, prima di sparare vediamo cosa c'e' nel mare.

Il loro intento successivo era di eseguire airgun in 3D in entrambe le concessioni immediatamente dopo il monitoraggio, verso Marzo o l'Aprile del 2018.

A un certo punto pero' decidono che gran parte della concessione FR 39 NP non la volevano più'.

Dicono che non e' di interesse minerario.

Scoprono che invece gli interessa di più la FR 40 NP che vorrebbero fosse ampliata, da 470 chilometri quadrati fino a 670 chilometri quadrati. In questo caso vogliono meglio studiare l'area attorno al campo Aquila, detto FC 2 AG, e di proprietà' dell'ENI.

E così ad Aprile 2018 invece che partire con l'airgun, i nostri amici della Northern Petroleum hanno chiesto all'ufficio dell' UNMIG di Napoli di modificare l'autorizzazione ricevuta nel 2015 per le due concessioni e di adeguarla a questo nuovo tratto di mare.  Ne vogliono una più' grande, invece che due, e dicono che gli studi già fatti possono essere unificati.

Non vogliono dunque rifare la Valutazione di Impatto Ambientale, perché ovviamente significa ricominciare daccapo, e vogliono tenersi il permesso già accordato ma modificato alle loro nuove esigenze.

Nella richiesta al Ministero dicono che i cetacei "hanno presenza abituale ed omogenea" nell'area trivellanda. Pero' se i mammiferi marini stanno a più di 988 metri dai loro spari non dovrebbero esserci danni.

Per le tartarughe il limite dei danni e' di 223 metri.

Cioe' bisogna dire ai delfini di stare almeno a 989 metri e alle tartarughe almeno 224 metri dagli spari dell'airgun della Northern Petroleum!

E che gli diamo un metro per misurare?

Che cosa ridicola.

Notare poi, che l'array dell'airgun e' sempre in movimento e che ci sono vari spari eseguiti allo stesso tempo da più' sorgenti. Nella fattispecie si tratta di otto assi lunghi 6 chilometri a distanza da 75 metri l'uno dall'altro.

Cosa significano in questo contesto 988 o 233 metri? Come faranno mai le specie marine a capire dove andare con questa pioggia di spari?

Aggiungono che se usano varie "misure di mitigazione" i mammiferi possono stare sempre più' vicini alla sorgente dell'airgun a seconda della specie. Addirittura alcuni tipi di cetacei, fra cui i delfini, possono stare fino a 49 metri di distanza dalla sorgente dello sparo dell'airgun.

Cosa sono queste misure di mitigazione? Osservare l'orizzonte per capire se siano presenti specie marine nell'area immediata, e spegnere gli spari nel caso ve ne siano di presenti.

Mmh. Veramente tutto questo sara' sufficiente a evitare danni?

Veramente li vedranno tutti, tutti? Specie considerato che, per loro stesso dire, la presenza di cetacei e' abituale ed omogenea in tutta l'area?

Veramente, considerato che i suoni dell'airgun sono potentissimi, più' di 200 decibel?

Veramente, considerato che in acqua i suoni dell'airgun possono diffondere e causare disturbi ad alcune specie animali fino a 70km dal punto di emissione? 

Notare che aggiungono pure che potrebbero esserci danni fisiologici o disturbi comportamentali, dovuti o al picco dello sparo oppure a causa di effetti cumulati, a seconda della distanza delle specie marine dall'airgun. Lo dicono loro.

Le tartarughe sono più' sfortunate e per loro non ci sono misure di mitigazione.

E che dire della pesca? Nei nostri mari non ci sono solo specie protette, delfini e targarughe, ma anche i pesci che mangiamo normalmente e che danno lavoro a decine di famiglie.

A loro chi ci pensa? L'airgun porta disturbi anche alla pesca, e l'airgun in 3D e' ancora piu' problematico perche' essendo la visuale piu' precisa, la presa dati e' piu' intensa. Qui c'e' la pagina dei pescatori professionisti italiani che praticano una pesca selettiva per la difesa dell'ambiente in modo da evitare il sovrasfruttamento delle risorse ittiche, come anche richiesto dall'Unione Europea. Perche' loro devono sottostare a vari vincoli per proteggere il mare, e poi puo' arrivare Northern Petroleum a sparare a casaccio? Ai pescatori chi li tutela?

Non e' meglio lasciare pesci, delfini e tutti gli altri abitanti del mare in santa pace?

Ovviamente i nostri amici della Northern Petroleum dicono che e' tutto dagli effetti bassi perché la densità di mammiferi in zona e' bassa. Ma come, non erano presenti in maniera "abituale ed omogenea"?

Dicono pure che in due mesi, dal 14 Gennaio al 14 Marzo hanno avvistato 11 strenelle striate, un grampo e due specie non identificate. Cioè fanno 14 esemplari.  Dicono che non possono escludere la presenza di zifi e capidogli. Notare pure che siamo in periodo di non riproduttivo per le specie, e che se fossimo stati in estate sarebbe stato più probabile incontrare nuovi nati.

Quattordici esemplari sono tanti, sono pochi?

E quanti pesci hanno incontrato? E quanti pescatori? A loro chi li tiene nel conto?

Ciascuno puo' rispondere a queste domande come vuole, ma il punto e' sempre che questo airgun e' solo l'inizio di un processo irreversibile di Puglia petrolizzata, di turismo violentato, di pesca malata.

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Ora con questa nuova richiesta della Northern Petroleum che cosa cambia nello specifico?

La prima cosa che balza agli occhi e' che ovviamente l'estensione territoriale passa da 860 chilometri quadrati a 670 chilometri quadrati.

Dunque l'area in cui fare airgun e' più piccola.

Ovviamente questa non e' una vittoria per nessuno, nel senso che quale che sia l'estensione territoriale sempre di airgun si parla. Per di più, se uno si pone in una veduta di maggior orizzonte, ci si rende conto che l'obiettivo a lungo termine e' di trivellare, installare infrastruttura petrolifera a terra e a mare, e alla fine cambiare in modo irreversibile l'assetto odierno della zona.

Non piu' turismo e pesca ma trivelle.

E' questo l'obiettivo finale della Northern Petroleum e che inizino da 860 o da 670 chilometri quadrati di mare di Puglia non fa differenza alcuna.

Quello che pero' e' cambiato e' chi siede dietro quelle sedie del Ministero.

Abbiamo adesso un nuovo Ministro, Sergio Costa, che a quanto mi pare di capire non ha ancora pronunciato molte parole su airgun e trivelle.

Ecco qui la sua opportunità', una delle tante per lui in questi mesi: obblighi la Northern Petroleum a rifare si tutto il suo Processo di Valutazione Ambientale daccapo e poi ci si metta veramente a studiare le carte di tutti questi signori trivellatori e sparatori nel Mare Adriatico, a differenza del suo predecessore Dario Franceschini.

E se lo farà in modo libero e indipendente si rendera' conto che non esiste un solo motivo per bucare o per sparare a questi mari. Non uno.

Le parole della Northern Petroleum sono come i loro airgun, sparate di aria compressa.

A loro non importa niente di delfini, tartarughe, pesca, della Puglia o del mare.

E' solo e sempre il vile denaro che rincorrono.






Friday, January 26, 2018

L'ENI si prepara a trivellare attorno alle isole Canarie








Questa notizia mi e' stata segnalata dalla mia amica Assunta - grazie!

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I permessi definitivi non sono ancora stati accordati, ma l'ENI ha in previsione di trivellare il mare al largo del Marocco. L'area si chiama Tarfaya e fatalita' vuole che siamo qui a soli 50 chilometri dalle Isole Canarie.

E cosi negli scorsi giorni c'e' stata una tempesta di articoli delle isole spagnole, gia' teatro di altre petrol-battaglie, perche' e' evidente che qui, sulle isole di Fuerteventura e Lanzarote si vive di turismo e le trivelle non c'entrano niente.

Le stime che circa l'86% dell'economia delle isole e' appunto da turismo. 

Non e' la prima volta che si tenta di trivellare le Canarie. Negli scorsi anni e decenni ci hanno gia' provato la portoghese Galp, la Australian Tangeri Petroleum,  e la spagnola Repsol. Nessuna ci e' riuscita, un po perche' il petrolio faceva schifo o era poco, e un po grazie alle proteste dei residenti.

Questa volta pero' tecnicamente le acque trivellande sono parte del Marocco, ma i timorie la rabbia alle Canarie sono grandi, perche' alle Canarie lo sanno bene che l'acqua e il petrolio non conoscono confini. Le conseguenze di uno scoppio e l'inquinamento giornaliero non si fermano a 50 chilometri.  Il fatto che il Marocco sia un paese extra-UE complica le cose, perche' ovviamente e' una giurisdizione diversa e al di fuori dei vari accordi europei.

Dal canto suo, l'ENI dice che le acque marocchine sono "sotto-esplorate" e promettenti. Le concessioni che hanno sono chiamate blocchi 190, 191 e 195.   L'area e' di 23,900 chilometri quadrati.

L'estensione delle isole Canarie e' di 2,900 chilometri quadrati.

La concessione e' quasi dieci volte tanto!

Gli accordi preliminari sono stati firmati il 20 dicembre 2017 con la petrol-ditta nazionale del Marocco, ONHYM per trivellare Tarfaya. Le citta' marocchine interessate si chiamano Sidi Ifni, Tan Tan e Tarfaya. ENI sara' proprietaria del 75% delle concessioni e ne sara' l'operatore, cioe' trivellera', e il restante 25% restera' alla ONHYM. 

Le prime trivelle arrivarono attorno alle Canarie l'estate del 2014 con un pozzo esplorativo chiamato TAO1 a 3,500 metri di profondita'. Il pozzo era appunto della Galp portoghese e dell'Australian Tangiers Petroleum che pero' abbandonarono l'impresa perche' -- secondo loro -- il pozzo non era economicamente redditizio.

Dopo qualche mese arrivo' la Repsol spagonla a trivellare alla ricerca di gas, arrivando a 3,000 metri. Stesso risultato: il gas fa schifo. Anche la Repsol abbandona il progetto detto Sandia.

Le proteste impazzarono a livello globale. 
 
Non si sa bene come andra' a finire questa volta. L'ENI dice che per ora vuole solo i permessi e che se, ovviamente, il petrolio non si concretizzera',  e non sara' sufficente per garantire ritorni soddisfacenti non andranno avanti.  Dicono anche che il fatto che portoghesi, australiani e spagnoli non ci sono riusciti negli anni scorsi, non significa niente: potrebbe essere che loro avranno maggiore fortuna, o migliore presa dati per trivellare nel modo piu' efficace possibile!

Dicono agli investitori che questo e' quello che gli e' successo in Egitto, dove tutti dicevano che le riserve di greggio erano scadenti e loro invece alla fine sono riusciti a scovare il campo Zohr che in questo momento rappresenta il piu' grande giacimento di gas del Mediterraneo, con riserve stimate di 850 miliardi di metri cubi. 

Ma si sa, non occorre credere mai alle cose che dicono i petrolieri, quale che sia il loro nome!

Ai residenti delle Canarie invece l'ENI ha detto di star tranquilla, che li tratteranno bene: dopo tutto hanno concessioni anche in Puglia. 

Io invece ai residenti delle Canarie dico: e' tutta propaganda, non credeteci. 

L'ENI ha distrutto ogni cosa che ha toccato, da Gela a Viggiano, da Porto Marghera a Ravenna, e si, fino in Puglia.




 



Saturday, September 23, 2017

La regione Puglia e l'ARPA non hanno verificato le prescrizioni sulla TAP. Il Ministero revoca loro l'autorita'






Alla stampa di Puglia: se copiate/vi ispirate si prega di citare. 
Ci vuole lavoro per fare tutto questo.



Secondo il Ministero dell'Ambiente i gasdotti verso l'Italia “rivestono carattere di interesse strategico"  sono una "priorità a carattere nazionale",  sono di "pubblica utilità", e addirittura hanno carattere"indifferibile e urgente".

Il Trans Adriatic Pipeline, il gasdotto sopranominato TAP  fa parte di questa serie di lavori.

Il gas partira' dall'area del Mar Caspio e arrivera' in Europa.  L'allaccio iniziale sara' dal Trans Anatolian Pipeline, al confine fra Grecia e Turchia, si passera' poi in Grecia, Albania e finalmente si arrivera' in Italia, dove il gas sara' immesso nella rete nazionale.

La parte italiana di tale gasdotto si snoda per 45 chilometri in mare Adriatico prima e in terraterma a Medelugno, in provincia di Lecce. Percorrera' poi altri 8 chilometri in Puglia prima di arrivare alla rete nazionale.

Il consorzio che costruisce la TAP si chiama TAP-AG e appartiene alla British Petroleum per il 20%, alla SOCAR, la ditta di stato petrolifera dell'Azerbaijan, per il 20%, alla SNAM italiana per il 20%, alla Fluxys del Belgio per il 19%, alla Enagás di Spagna per il 16% e alla Axpo di Svizzera per il 5%.

La sede centrale della TAP-AG e' a Baar in Svizzera; ci lavorano 200 persone. Il suo ruolo e' solo di trasportare gas verso l'Italia, non di produrlo o di commercializzarlo.

In Italia, il permesso per la realizzazione della TAP e' stata accordata nel 2014. Come parte del progetto approvato nel 2014, ci sono tutta una serie di prescrizioni: e' compito dell' "ente vigilante" controllare che queste precrizioni siano eseguite correttamente. Alcune sono affidate alla regione Puglia, altre all'ISPRA, altre al Minsitero dell'Ambiente.

Il gionro 18 Settembre 2017, il Ministero stesso informa che la TAP-AG ha segnalato ritardi da parte della regione Puglia e dell'ARPA Puglia nel verificare queste prescrizioni. Avevano mandato documentazione gia' a partire dal 2015, ma queste verifiche non sono state mai completate.

E cosi', siccome gli enti vigilanti non hanno vigilato, il governo recova questi compiti di verifica alla regione Puglia e all'ARPA Puglia.

Perche' la regione Puglia e l'ARPA Puglia non hanno eseguito questi controlli? Chi controllera' adesso la correttezza dei lavoro? Quali sono le conseguenze di questa revoca dei permessi di verifica?  Ovviamente, tutti ci chiediamo dell'utilita' di questo gasdotto nei mari e lungo le spiagge salentine, ma visto che la sua realizzazione e' stata accordata ormai da tre anni, perche' nessuno controlla lo stato dei lavori?

O e' una tecnica per rallentare la costruzione della TAP?

La cosa interessante pero' e' che nell'Aprile del 2017 la stessa regione Puglia, almeno secondo i documenti ministeriali aveva chiesto di "avocarsi" i procedimenti per la verifica dei controlli.

Non si sa.

Quello che pero' sappiamo e' che le seguenti verifiche non sono mai state portate a termine:

dalla Regione Puglia: A18) studi sismici per verificare la vulnerabilita' della condotta in caso di sisma con parametri fisici del suolo e del sottosuolo, e in caso di saturazione del carico del gas; studi sulle dimensioni sulla condotta per verificare sicurezza massima in rischio di frana; 

dalla Regione Puglia: A.23) valutazione di rischio di incidenti, "spillamenti e spandimenti" in fase di cantiere;

dalla Regione Puglia: A.31) redazione di un Progetto di Monitoraggio Ambientale che dovra' presentare le criticita' ambientali, azioni per il monitoraggio, minimizzazione dell'impatto su atmosfera, ambiente idrico, ambiente marino, suolo, sottosuolo, vegeratazione, flora, fauna, ecosistemi, rumore e paessaggio

dalla Regione Puglia: A.32) capitolato di appalto con tutte le azioni progettuali, mitigative, e compensative con particolare alla salvaguardia di ambiente marino, acque superficiali e sotterranee, salute pubblica, clima acustico, qualita' dell'aria, stoccaggio del terreno di scotico

dalla Regione Puglia con il coinvolgimento dell'ARPA Puglia: A.41) piano di monitoraggio della fauna stanziale e migratoria per assicurare che le tutele imposte dalla Rete Natura 2000 per la protezione della fauna nelle aree protette vengano rispettate; controllo che i lavori vengano eseguiti fuori dei periodi di nidifcazione e riproduzione delle specie protette

dall'ARPA di Puglia: A.24) monitoraggio delle emissioni degli inquinanti e rumore, con le azioni da intraprendere nel caso in cui i valori limite verranno superati, numero e posizione delle centraline, sistema di allerta per la popolazione in caso di emissioni critiche

dalla regione Puglia con il coinvolgimento dell'ARPA di Puglia: A.28) Interventi di mitigazione dell'impatto paesaggistico con interventi di mascheramento e di fabbricati "armonizzati" al contesto territoriale circostante

dalla regione Puglia con il coinvolgimento del comune di Melendugno:
A.44) Approvazione delle misure di mitigazione e di ripristino vegetale, specie per la ricollocazione delle piante di ulivi,

dall' ARPA di Puglia con il coinvolgimento della regione Puglia: A.45) Presentazione di un progetto quinquennale sulla rivegetazione, specie per gli ulivi.

dalla regione Puglia con il coinvolgimento dell'ARPA di Puglia: A.40) Siccome c'e' la "accertata interferenza" del metanodotto a terra con alcuni habitat protetti, la TAP-AG avrebbe dovuto presentare varianti nel percorso per cercare di eliminare tali interferenze, considerando le caratteristiche floro-vegetali dell'area. Se questo non fosse stato possible, la TAP-AG avrebbe dovuto presentare un progetto con i dettagli per il ripristino utilizzando le migliori tecniche di ingegneria naturalistica. L'ampiezza della fascia di lavoro deve essere limitata a 18 metri.

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Ecco.  La Regione Puglia e l'ARPA di Puglia non hanno verificato niente di tutto cio', almeno dal 2015 ad oggi. Come detto: perche'?

Perche' la regione Puglia e l'ARPA di Puglia non hanno controllato? Perche' avevano paura di dover dire "si" a prescindere? Perche' non hanno gli strumenti? Perche' non gliene importa? O e' una strategia per opporsi in modo "passivo" a questa TAP odiata da tutti?

E' certo uno scandalo al giorno d'oggi continuare con gas e petrolio e scavi e trivelle e oleodotti. E' uno scandalo fare le cose contro la volonta' popolare, estirpando ulivi centenari e mettendo a soqquadro il carattere delle nostre regioni e dei nostri campi.

Ma e' uno scandalo anche il far finta di niente, e neanche assicurarsi che quei pochi controlli che il nostro governo impone, sulla salute pubblica, la sismicita' indotta, la preservazione della natura, la qualita' dell'aria e dell'acqua, poi non vengano eseguiti.

Intanto Matteo Renzi arriva tutto bello in Puglia a parlare di un piccolo e necessario tubino, e a dire che non i deve polemizzare sulle trivelle. 

Nel 2017. Che stoltezza.



 











Tuesday, September 12, 2017

Puglia: ispezioni sismiche Northern Petroleum a 14 miglia davanti ad Ostuni e Monopoli per Marzo 2018


Le concessioni FR 39 DP e FR 40 NP della Northern Petroleum 
da cui sono state ricavate due zone per eseguire airgun in Adriatico

I nuovi ritagli sono proprio al confine con la zona di interdizione delle 12 miglia

Qui la panoramica dei mari di Puglia e di Basilicata e di Calabria 
coperti da concessioni petrolifere


Il cronoprogramma prevede che l'airgun Northern Petroleum arrivera' a Marzo 2018.
Sono le scatoline in giallo. 






La concessione FR 39 NP e' stata accordata nel 2007 e valeva fino al 2013.
La previsione era di farci airgun in 2D con possibile integrazione in 3D.

Per l'airgun in 2D e' stata esclusa la procedura dalla Valutazione di Impatto Ambientale

Quelli della Northern Petroleum hano eseguito airgun in 2D nel 2011



Sempre nel 2011 hanno chiesto di eseguire airgun in 3D 
sempre senza presentare la VIA
ma il ministero gli ha detto di no.

La VIA e' necessaria.


E allora la Northern Petroleum ha presentato la VIA.

Siccome la concessione scadeva nel 2013 l'hanno sospesa ogni anno
 finche non sono riusciti ad ottenere il permesso di fare airgun.



Si chiama "sospensione decorso temporale". 
E con cio' la Northern Petroleum e' riuscita ad allungare il brodo 
(e l'airgun!) almeno fino al 6 Marzo 2019.







E finalmente il permesso di fare "crociere sismiche" nelle concessioni
FR 39 NP e FR 40 NP e' arrivato nel 2015,
dal nostro beneamato Ministero dell'Ambiente

Prevedono di fare l'airgun nel 2018.  


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COME SEMPRE, CARI GIORNALISTI DI PUGLIA,
SE USATE, CITATE


Cabot Energy Plc is an oil and gas exploration and production company 
quoted on the AIM Market of the London Stock Exchange. 
The Company is focused on production led growth which will 
deliver cash flow and demonstrable value for shareholders


La Northern Petroleum e' una ditta inglese con sede a Londra ed e' quotata presso la AIM, la Alternative Index Market, cioe' la borsa delle ditte minori, quelle piu' rischiose.

Il giorno 27 Luglio 2017 ha cambiato il suo nome in Cabot Energy. Ma non ha importanza il nome che si e' scelta, il fatto e' che questa micro-ditta ha preso di mira i mari della Puglia per fare airgun e trivelle e per portare "flusso di cash" e valore dimostrato ai suoi investitori.

Insomma, speculatori.

Assieme agli americani della Global Med, agli australiani della Global Petroleum Limited, ai norvegesi della Spectrum, agli italiani dell'ENI, abbiamo allora anche gli inglesi della Northern Petroleum a venire a sparare nei mari di Puglia alla ricerca di giacimenti di petrolio.

Fra le concessioni in loro possesso la FR 39 NP e la FR 40 NP, davanti alle coste di Monopoli e di Ostuni, Brindisi, Carovigno.

Queste concessioni sono state ridisegnate per eseguire airgun: dalle due concessioni contigue hanno ricavato due "zone" che in totale occupano un area di 860 chilometri quadrati.

In questi giorni annunciano al Ministero dell'Ambiente di avere preparato il loro "cronoprogramma" e che sono pronti per iniziare le operazioni di airgun nel Marzo del 2018.

Le operazioni di airgun sono di presa dati in tre-dimensioni, e sono le piu' impattanti perche' --ovviamente -- per avere una visuale tre-dimensionale del sottosuolo e dei suoi possibili giacimenti petroliferi, occorre prendere molti piu dati che in due-dimensioni.

E quindi, molti piu' spari. 

Che cos'e' il "cronoprogramma"?

Essenzialmente la lista di date e di attivita' collegate all'airgun che deve essere comunicata alle autorita' locali in modo che possano essere informate di quello che accade in mare.

Questo e' importante perche', come dice il ministero, occorre essere certi che non ci siano attivita' di interferenza con altre ditte petrolifere che fanno lo stesso lavoro.

Come detto, sono diverse le ditte che vogliono fare airgun al largo della Puglia e occorre che ci si metta in ordine e che non siano li a sparare tutti assieme.  Cioe', tutti a sparare si, ma almeno uno alla volta!

Dal rapporto-cronoprogramma della Northern Petroleum apprendiamo cosi che l'ultima campagna di presa dati airgun in Adriatico e' stata eseguita nel 2011, dalla Northern Petroleum stessa, per dati in due-dimensioni. Si vede che non gli piacevano le immagini e che ora vogliono tornare a fare presa dati in tre-dimensioni!

Si apprende pure che, sebbene non possano accertarlo con certezza al 100%, le operazioni di airgun saranno eseguite fra il 12 Marzo 2018 e il 15 Aprile 2018.

E' sempre difficile ripercorrere tutto l'iter di queste concessioni, ma al meglio delle mie capacita' giornalistiche, sono riuscita ad appurare quanto segue:

1. Le concessioni FR 39 NP e FR 40 DP vennero accordate nel 2007; la Northern Petroleum avrebbe potuto fare operazioni di airgun anche senza presentare una Valutazione di Impatto Ambientale. La concessione scadeva nel 2013.

2. L'airgun in 2D venne eseguito nel 2011.

3. Sempre nel 2011 la Northern Petroleum chiede di andare in 3D, e vogliono andarci senza presentare la Valutazione di Impatto Ambientale.

4. Il ministero gli dice di no, e danno parere negativo alla "richiesta di esculsione" dalla VIA.

5 La Northern Petroleum presenta allora la VIA, che gli viene approvata nel 2012. Sarebbe stata un area di circa 1200 chilometri quadrati.  Successivamente la richiesta viene modificata, e l'area trivellanda ristretta, in parte per essere conformi al nuovo limite delle 12 miglia di interdizione dalla costa. L'approvazione finale dell'airgun in 3D arriva nel 2015. Notare dalle cartine in alto le modifiche ai perimetri.

6. La regione Puglia e molti cittadini dicono no, ma il ministero approva lo stesso. 

7. Come parte dell'approvazione una serie di "prescrizioni", le solite sciocchezze all'italiana per sembrare piu' attenti all'ambiente ma che sono solo delle facciate cosmetiche. Fra queste prescrizioni, l'obbligo di presentare il cronoprogramma prima dell'inizio degli spari.

8. In tutti questi anni hanno chiesto di rimandare la scadenza della fine del permesso. Il ministero glielo ha accordato. E cosi invece che la scadenza nel 2013, il permesso vale fino al 2019, con possibili proroghe ulteriori. In tutti questi anni non hanno mai pagato i canoni allo stato italiano.

9. Nell'area ci sono gia' dei pozzi non operativi, Rovesti 1 (trivellato nel 1978 dall'Agip e sterile),  Medusa 1 (trivellata nel 1996 da un altra microditta, la Enterprise Oil Exploration e sterile) e Giove 1-2 (anche questi della Enterprise Oil Exploration trivellati nel 1998 e sterili).

10. Nel Marzo del 2018 saranno pronti per la presa dati in 3D.

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Ora perche' tutto questo e' scandaloso, almeno secondo me.

L'airgun durera' circa un mese. Gli spari di aria compressa ad intensita' elevatissima saranno dannosi per la vita marina, in modi che neanche comprendiamo, e in quella zona ci sono delfini e capidogli. Ma il problema e' piu' grande dell'airgun in se.

Dopo l'airgun viene il pozzo esplorativo. E dopo il pozzo esplorativo quello permanente. E dopo ancora infrastruttura a terra e a mare, impianti di raffinazione, oleodotti, trasporti, pericolo riversamenti ed incidenti. Il mare pulito di Monopoli che diventa il mare industriale di Gela.

E' un processo lento magari, ma inarrestabile se nessuno fa niente e se non ci si oppone *adesso*. Dopo e' troppo tardi.  Gela non e' arrivata in un giorno, ma alla fine e' arrivata.

Ma sopratutto la cosa scandalosa e' la mancanza di democrazia, di informazione, di partecipazione della gente. Se e quando hanno presentato osservazioni, popolo e regione Puglia, non sono stati ascoltati. E quando arrivano i "cronoprogrammi" e le "crociere sismiche" nessuno ne sa niente.

Come nessuno sa niente di chi siano questi qui della Northern Petroleum o della Global Med o della Global Petroleum Limited o della Spectrum venuti chissa da dove.

Sappiamo solo che dovranno mettersi in fila per fare airgun in Puglia.

Non va assolutamente bene.













  








Tuesday, September 5, 2017

Puglia: altre crociere sismiche in Adriatico




Le concessioni d80, d81, d82, d83 FR GP della Global Petroleum Limited d'Australia.

La d80 e' stata appena approvata ed e' quella rossa, la seconda da sinistra.
Le altre sono ancora in via di approvazione. 





Tutte le concessioni attorno alla Puglia, Calabria e Sicilia. 
Quelle della Global Petroleum Limited sono in giallo.


Le azioni che valgono pochi centesimi.





"The Company is poised to use its cash resources 
for further growth in order to maximise shareholder value."

"The Company’s strategy is to maximise its gearing to 
exploration success in order to enhance shareholder value.

"Respect the indigenous culture and offer employment 
opportunities to those who live near the project areas."



... a number of appeals have been launched 
against the two environmental decrees by a mixture 
of local and urban authorities, and by special interest groups. 
Global is taking the necessary steps to oppose the appeals

Comunicato stampa della Global Petroleum 
Limited del giorno 24 Luglio 2017


"durante la fase di attraversamento di aree sensibili, 
quali le zone di tutela biologica 
mantnere sempre tutte le attrezzature disattivate"

Decreto Ministeriale che approva la d 80 FR GP




 
AI POLITICI E ALLA STAMPA DI PUGLIA: SIATE EDUCATI E CITATE.
 CI VUOLE TEMPO PER SCOVARE QUESTE INFO


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Il giorno 31 Agosto 2017, oltre all'airgun a 13 miglia da Santa Maria di Leuca, sono state approvate altre crociere sismiche, cioe' airgun, al largo della costa adriatica della Puglia.

La concessione e' la d 80 FR GP, anche questa come la d 89 FR GP lungo uno dei litorali piu belli d'Italia.

I comuni interessati sono Giovinazzo, Bari, Fasano, Mola di Bari, Monopoli, Brindisi, Ostuni, Molfetta, Carovigno, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Polignano a Mare.

Alcune di queste, lo sappiamo, sono note in tutto il mondo.

Ma che importa, trivelliamole!

La cosa che mi fa strano e' che questa volta la casa madre della ditta che andra' a fare la crociera sismica si chiama Global Petroleum Limited, ma ha sede in Australia, preso la Toowong Tower Level 5, 9 Sherwood Road, Toowong, QLD 4066 Australia.

Il legale italiano e' lo stesso della Global Med della d 89 FR GP, sempre tale avvocato Turco, sito in viale Rossini 9, 00198 Roma.

Come sono collegate la Global Med di Santa Maria di Leuca, con sede in Colorado, e la Global Petroleum Limited di Bari con sede in Australia?

Si tratta di un caso fortuito di un legale super specializzato in trivelle che si occupa di due ditte? Si tratta di un caso di scatole cinesi? E chi lo sa.

Da internet sappiamo che la Global Petroleum Limited ha un CEO che si chiama Peter Hill, e che e' quotata sulla borsa minore di Londra, la Alternative Index Market (AIM) e presso la borsa d'Australia.

La parola ``Alternative" in AIM significa che i rischi sono maggiori, perche' queste sono ditte piccole e non vengono quotate sulla borsa principale. Le azioni in questo momento valgono... 2 pence nel Regno Unito e 3 centesimi in Australia.  Proprio una ditta florida!

Come sempre, anche qui, secondo il nostro ministero, non ci sono impatti su niente. Siamo "a notevole distanza dalla costa e dagli habitat analizzati" e quindi... tuttapposto!!

Come dire, siccome siamo a mare, nessuno vede, sente o soffre. Vuoi mettere la cena a Polignano a Mare con veduta trivelle!!

Come nella d89 FR GP di cui abbiamo parlato pochi giorni fa, il decreto ministeriale della d80 FR GP e' una farsa.

Anche qui ci sono state "numerose osservazioni".  Ma, nel caso in cui sono state sfavorevoli "qualora pertinenti" i testi sono stati "contro-dedotti e debitamente considerati".

Cioe' qualsiasi cosa il pubblico, la regione Puglia, i comuni interssati, abbiano potuto obiettare, loro hanno trovato il modo per approvare lo stesso.

Ma sono un ministero o degli spin doctor? Mistero. Sono solo degli incoscienti per quel che mi riguarda.

Cosa vogliono fare qui? Lo stesso che vogliono fare a Santa Maria di Leuca: registrazione di linee sismiche con arigun lungo un tracciato di 265km in due dimensioni. Potranno anche fare indagini sismiche in tre dimensioni.

Anche qui l'area e' grande - circa 745 chilometri quadrati, giusto un po al di sotto del limite di 750 chilometri quadrati. E anche qui la d 80 FR GP e' parte di un mosaico di almeno altre tre concessioni marine, la d 81, d 82, d 83 FR GP per un pezzo di mare largo giusto un po' meno di 3,000 chilometri quadrati.

Come sempre, fanno quattro istanze per star dentro alla legge. Ma alla fine gli stiamo regalando 3,000 chilometri quadrati. L'area della Valle D'Aosta, per fare un raffronto e' di 3200 chilometri quadrati.

La d80 FR GP si trova a 35 miglia dal posidonieto San Vito Barletta e a 35 miglia da Monopoli.

Le prescrizioni sono anche qui, patetiche.

Coordinare con l'ISPRA un "cronoprogramma di effettuazione delle prospezioni",  elenco dei fermi di pesca, delle traiettorie che si vogliono compiere, e anche qui niente spari nelle zone di ripopolamento, o durante il periodo di deposito delle uova e della riproduzione dei pesci, ma specificando pesci di interesse "commerciale".

Come gia' notato, ma se questo airgun non ha effetti negativi, lasciamoli sparare dappertutto, no?
Anche sulle uova, anche nelle zone di ripolamento, anche nel periodo di accoppiamento. Non e' stato lo stesso ministero a dire che non ci sono effetti negativi?

La cosa scioccante e' che vogliono queste informazioni sul transito delle navi e sulla tempistica coinvolte per essere sicuri che ... non ci siano in contemporanea piu' navi a fare airgun nello stesso tempo nella stessa zona!

Ho dovuto rileggere due volte perche' non ci potevo credere.

Sara' il far west degli spari da airgun! Spari della Global Med, spari della Global Petroleum Limited e chissa' se ce ne saranno altre di ditte coinvolte!
Poveri pesci.

Anche qui presa dati 60 giorni prima degli spari, dopo, durante. Anche qui il personale dovra' essere "altamente specializzato" per il "monitoraggio acustico passivo", ci vorranno team leader, con curriculum che dovra' accertare una "spiccata familiarita' con i cetacei presenti nell'area di indagine". 

Non so che dire, ma se fossi io un personaggio altamente specializzato, mi rifiuterei di partecipare in queste campagne di morte.

Anche qui zone di sicurezza, rapportini settimanali scritti in italiano, ricerche bibliografiche, dati resi pubblici, comunicazione con le capitanerie di porto.

Anche qui misure di sicurezza per "minimizzare il rischio di versamento accidentale di oli, carburanti, sostanze tossiche ed inquinanti e liquidi in generale".

Anche qui se trovano materiale archeologico dovra' essere notificata la Soprintendenza Archeologica della Pugli. 

Sono tutti blabla per far finta, ma tutti sappiamo che non servono a niente. Alla fine saranno spari di airgun lungo 250 chilometri, ogni 5-10 secondi incessantemente e con valori di rumore spesso intollerabili per la vita marina.
 
Anche qui saranno quelli della crociera sismica di Toowong, Australia a decidere i "valori soglia di rumore oltre il quale possono verificarsi disturbi comportamentali" e "danni fisiologici". 

Cioe' ancora una volta stiamo lasciando a chi fa il danno di decidere quale sia la soglia del danno senza neanche essere capaci di fissare una soglia decibel oltre la quale non si puo' andare.

Grazie che quelli vogliono venire in Italia a ottimizzare il profitto per gli investitori. Gli facciamo fare tutto quello che vogliono!

E poi, zitti zitti, alla fine proprio, quando uno non ce la fa piu' a leggere tanta stoltezza compare pure questo:

"durante la fase di attraversamento di aree sensibili, quali le zone di tutela biologica mantenere sempre tutte le attrezzature disattivate"

Ehh? Cioe' questi qui potranno passare con le loro navi airgun in mezzo alle zone di tutela biologica? Ma allora che ce le abbiamo a fare?  Siamo proprio sicuri che spegneranno tutto?

Firmato: Gianluca Galletti e Dario Franceschini.

E allora decido di leggere un po fra i vari comunicati stampa della suddetta Global Petroleum Limited d'Australia.

Mi imbatto in cose interessanti.

Intanto dicono di voler rispettare le "culture indigene" ed offrire opportunita' di lavoro a chi sta vicino alle loro trivelle. Mmh. Ma se uno vuole invece il lavoro del turismo, della pesca, della bellezza e non delle loro trivelle? Sopratutto, se cosi fosse perche' dicono ai loro investitori che

..a number of appeals have been launced agianst the two environmental decrees by a mixture of local and urban authorities, and by special interest groups. Global is taking the necessary steps to oppose the appeals. The Company understands that local authorities have recently appealed against other environmental decrees in the Southern Adriatic, and that these appeals have been rejected by the competent legal tribunal. 

Cioe' dicono che la gente si e' opposta alle loro trivelle in Adriatico ma che loro si opporranno. Dov'e' il rispetto delle culture indigene qui?

Se uno ti dice che non ti vuole, e si parla di "mixture of local and urban authorities" cioe' enti locali e urbani, fra cui anche la regione Puglia!, che diritto hai tu di diabolicamente persistere?

Il rispetto delle culture indigene significa che uno ti dice no e tu te ne vai, no?

Ma, come detto, se i nostri governanti sono capiscono proprio che il mare di Puglia -- come il resto dei mari e delle colline e delle campagne d'Italia -- non e' fatto ne' per crociere sismiche, ne' per trivelle in terra, perche' mai questi affaristi di Littleton, Colorado o di Toowong, Australia dovrebbero avere a cuore le sorti del *nostro* paese?

Non ci sono parole.