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Saturday, September 23, 2017

La regione Puglia e l'ARPA non hanno verificato le prescrizioni sulla TAP. Il Ministero revoca loro l'autorita'






Alla stampa di Puglia: se copiate/vi ispirate si prega di citare. 
Ci vuole lavoro per fare tutto questo.



Secondo il Ministero dell'Ambiente i gasdotti verso l'Italia “rivestono carattere di interesse strategico"  sono una "priorità a carattere nazionale",  sono di "pubblica utilità", e addirittura hanno carattere"indifferibile e urgente".

Il Trans Adriatic Pipeline, il gasdotto sopranominato TAP  fa parte di questa serie di lavori.

Il gas partira' dall'area del Mar Caspio e arrivera' in Europa.  L'allaccio iniziale sara' dal Trans Anatolian Pipeline, al confine fra Grecia e Turchia, si passera' poi in Grecia, Albania e finalmente si arrivera' in Italia, dove il gas sara' immesso nella rete nazionale.

La parte italiana di tale gasdotto si snoda per 45 chilometri in mare Adriatico prima e in terraterma a Medelugno, in provincia di Lecce. Percorrera' poi altri 8 chilometri in Puglia prima di arrivare alla rete nazionale.

Il consorzio che costruisce la TAP si chiama TAP-AG e appartiene alla British Petroleum per il 20%, alla SOCAR, la ditta di stato petrolifera dell'Azerbaijan, per il 20%, alla SNAM italiana per il 20%, alla Fluxys del Belgio per il 19%, alla Enagás di Spagna per il 16% e alla Axpo di Svizzera per il 5%.

La sede centrale della TAP-AG e' a Baar in Svizzera; ci lavorano 200 persone. Il suo ruolo e' solo di trasportare gas verso l'Italia, non di produrlo o di commercializzarlo.

In Italia, il permesso per la realizzazione della TAP e' stata accordata nel 2014. Come parte del progetto approvato nel 2014, ci sono tutta una serie di prescrizioni: e' compito dell' "ente vigilante" controllare che queste precrizioni siano eseguite correttamente. Alcune sono affidate alla regione Puglia, altre all'ISPRA, altre al Minsitero dell'Ambiente.

Il gionro 18 Settembre 2017, il Ministero stesso informa che la TAP-AG ha segnalato ritardi da parte della regione Puglia e dell'ARPA Puglia nel verificare queste prescrizioni. Avevano mandato documentazione gia' a partire dal 2015, ma queste verifiche non sono state mai completate.

E cosi', siccome gli enti vigilanti non hanno vigilato, il governo recova questi compiti di verifica alla regione Puglia e all'ARPA Puglia.

Perche' la regione Puglia e l'ARPA Puglia non hanno eseguito questi controlli? Chi controllera' adesso la correttezza dei lavoro? Quali sono le conseguenze di questa revoca dei permessi di verifica?  Ovviamente, tutti ci chiediamo dell'utilita' di questo gasdotto nei mari e lungo le spiagge salentine, ma visto che la sua realizzazione e' stata accordata ormai da tre anni, perche' nessuno controlla lo stato dei lavori?

O e' una tecnica per rallentare la costruzione della TAP?

La cosa interessante pero' e' che nell'Aprile del 2017 la stessa regione Puglia, almeno secondo i documenti ministeriali aveva chiesto di "avocarsi" i procedimenti per la verifica dei controlli.

Non si sa.

Quello che pero' sappiamo e' che le seguenti verifiche non sono mai state portate a termine:

dalla Regione Puglia: A18) studi sismici per verificare la vulnerabilita' della condotta in caso di sisma con parametri fisici del suolo e del sottosuolo, e in caso di saturazione del carico del gas; studi sulle dimensioni sulla condotta per verificare sicurezza massima in rischio di frana; 

dalla Regione Puglia: A.23) valutazione di rischio di incidenti, "spillamenti e spandimenti" in fase di cantiere;

dalla Regione Puglia: A.31) redazione di un Progetto di Monitoraggio Ambientale che dovra' presentare le criticita' ambientali, azioni per il monitoraggio, minimizzazione dell'impatto su atmosfera, ambiente idrico, ambiente marino, suolo, sottosuolo, vegeratazione, flora, fauna, ecosistemi, rumore e paessaggio

dalla Regione Puglia: A.32) capitolato di appalto con tutte le azioni progettuali, mitigative, e compensative con particolare alla salvaguardia di ambiente marino, acque superficiali e sotterranee, salute pubblica, clima acustico, qualita' dell'aria, stoccaggio del terreno di scotico

dalla Regione Puglia con il coinvolgimento dell'ARPA Puglia: A.41) piano di monitoraggio della fauna stanziale e migratoria per assicurare che le tutele imposte dalla Rete Natura 2000 per la protezione della fauna nelle aree protette vengano rispettate; controllo che i lavori vengano eseguiti fuori dei periodi di nidifcazione e riproduzione delle specie protette

dall'ARPA di Puglia: A.24) monitoraggio delle emissioni degli inquinanti e rumore, con le azioni da intraprendere nel caso in cui i valori limite verranno superati, numero e posizione delle centraline, sistema di allerta per la popolazione in caso di emissioni critiche

dalla regione Puglia con il coinvolgimento dell'ARPA di Puglia: A.28) Interventi di mitigazione dell'impatto paesaggistico con interventi di mascheramento e di fabbricati "armonizzati" al contesto territoriale circostante

dalla regione Puglia con il coinvolgimento del comune di Melendugno:
A.44) Approvazione delle misure di mitigazione e di ripristino vegetale, specie per la ricollocazione delle piante di ulivi,

dall' ARPA di Puglia con il coinvolgimento della regione Puglia: A.45) Presentazione di un progetto quinquennale sulla rivegetazione, specie per gli ulivi.

dalla regione Puglia con il coinvolgimento dell'ARPA di Puglia: A.40) Siccome c'e' la "accertata interferenza" del metanodotto a terra con alcuni habitat protetti, la TAP-AG avrebbe dovuto presentare varianti nel percorso per cercare di eliminare tali interferenze, considerando le caratteristiche floro-vegetali dell'area. Se questo non fosse stato possible, la TAP-AG avrebbe dovuto presentare un progetto con i dettagli per il ripristino utilizzando le migliori tecniche di ingegneria naturalistica. L'ampiezza della fascia di lavoro deve essere limitata a 18 metri.

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Ecco.  La Regione Puglia e l'ARPA di Puglia non hanno verificato niente di tutto cio', almeno dal 2015 ad oggi. Come detto: perche'?

Perche' la regione Puglia e l'ARPA di Puglia non hanno controllato? Perche' avevano paura di dover dire "si" a prescindere? Perche' non hanno gli strumenti? Perche' non gliene importa? O e' una strategia per opporsi in modo "passivo" a questa TAP odiata da tutti?

E' certo uno scandalo al giorno d'oggi continuare con gas e petrolio e scavi e trivelle e oleodotti. E' uno scandalo fare le cose contro la volonta' popolare, estirpando ulivi centenari e mettendo a soqquadro il carattere delle nostre regioni e dei nostri campi.

Ma e' uno scandalo anche il far finta di niente, e neanche assicurarsi che quei pochi controlli che il nostro governo impone, sulla salute pubblica, la sismicita' indotta, la preservazione della natura, la qualita' dell'aria e dell'acqua, poi non vengano eseguiti.

Intanto Matteo Renzi arriva tutto bello in Puglia a parlare di un piccolo e necessario tubino, e a dire che non i deve polemizzare sulle trivelle. 

Nel 2017. Che stoltezza.



 











Thursday, March 30, 2017

Trivelle anche in Molise -- Rotello, Campobasso qui con agevolazioni CIP6









Il gas associato all'olio, essendo uno scarto di processo del Centro Olio, è stato assimilato, sentito il parere del Ministero dell'Industria del Commercio e dell'Artigianato, alle fonti rinnovabili, in quanto forma di energia "recuperabile" in processi e in impianti produttivi. Per tale motivo la Centrale di Generazione E.E. Torrente Tona è stata, sino al 2006, un impianto CIP 6/1992 
(Comitato Interministeriale dei Prezzi)


Centrale di trattamento gas
Rotello, Campobasso

di proprieta' di Adriatica Idrocarburi
al 100% ENI

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Il giorno 29 Marzo 2017 il Ministero dell'Ambiente ha dato la compatibilita' ambientale ad un nuovo pozzo in Molise.

Si chiama Torrente Tona 26 dir ed appartiene alla Adriatica Idrocarburi SpA, una spinoff dell'ENI.


Per questo pozzo sono state autorizzate la perforazione e la messa in produzione. Il pozzo fa parte del campo Masseria Verticchio e si trova nel comune di Rotello, in provincia di Campobasso, fra terreni agricoli e stradine di campagna.

Non e' il primo pozzo ad essere qui trivellato, anzi Torrente Tona 26 sara' il 23-esimo buco della zona. Molti degli altri pozzi della concessione Masseria Verticchio sono dismessi, altri sono ancora attivi.

 Grazie all'Adriatica Idrocarburi -- ENI avremo adesso "adeguamento dell'area pozzo" per le "facilities" di produzione, l'esecuzione della perforazione "direzionata" e collegamenti con pozzi gia' esistenti.

Un altro pezzetto di Italia sacrificato al dio petrolio. 

Tutto questo a 3.5 chilometri dai Siti di Interesse comunitario "Boschi tra fiume Saccione e Torrente Tona" e a 5 chilometri dal "Torrente Tona". Secondo il nostro ministro dell'ambiente, Gianluca Galletti, non ci sono interfenze con tali siti protetti, ne sulla flora, vegetazione, habitat e fauna.

Tuttapposto!

Cosa ha da dire la regione Molise?

Offono "Valutazioni tecniche e prescrizione"

Il che vuol dire una sola parola: si.

E infatti, la Adriatica Idrocarburi, cioe' l'ENI vestita da agnello marino, ha risposto alle valutazioni della regione Molise e si e' arrivati alle "controdeduzioni".

Cioe' l'Adriatica Idrocarburi ha avuto la prima e l'ultima parola.

Democratico vero?

Ma poi, se pure la regione Molise non ha fatto granche' per difendere il proprio territorio, e allora perche' volerla questa democrazia? E' vuota se non si sanno difendere i propri diritti, informare la propria gente, pensare per il domani invece che accettare tutto quello che Roma o Mr. petrolio ci propina.

E i molisani? Non pervenuti. Si vede che gli piace, o che non gli interessa.

E infatti c'e' stata UNA osservazione.

Una sola.

Le prescrizioni in cosa consistono?

Come sempre fanno ridere e non sono bene articolate.

Ma c'e' una frase che mi inquieta.

"Tale piano dovra' tenere conto anche delle indicazioni fornite dalla regione Molise, in particolare per quanto riguarda la concentrazione di possibili radionuclidi associati alla produzione di olio e gas."

Ehh???

Che significa questa frase?
Hanno paura che ci possano essere componenti radioattive?
E alla gente cosa dicono?
E se li trovano, cosa faranno?
E la regione Molise aveva questo timore e gli ha detto si con prescrizioni??

Non si sa. Muore tutto qui.

Pero non esce dalla mia mente lo scandalo di qualche anno fa in cui proprio nei pozzi dismessi del Molise, a Cercemaggiore, trovarono radioattivita' fuori da ogni grazia a causa dei riversamenti di petrol-monnezza.

Qui dunque, solo una parolina, possibili radionuclidi.

Che vuoi che sia.

E poi dovranno essere monitorate le falde acquifere, la possibile subsidenza, il rumore, l'inquinamento acustico, e ci dovra' essere monintoraggio sismico ad un raggio di 5-10 chilometri che acquisca scosse di intensita' minima 0.5.

Potrebbero esserci intereferenze con zone archeologiche.

Dovranno esserci misure di mitigazione per i suddetti siti protetti.

Ma...

non avevano detto che non c'erano interferenze con le aree protette tre pagine sopra?  E se non ci sono interferenze, cosa c'e' da mitigare?

Mistero.

Ah. Ci vorra' un esperto ornitologo per monitorare il disturbo al volo degli uccelli.

Non scherzo.

E mentre che trivellano, cosa fara' l'ornitologo? Guardera'? Dipingera'? Prendera' nota sul tipo di traiettoria degli uccelli? Mettera' su lo spavenata passeri?

Uno si deve immaginare la scena dell'ornitologo fra le trivelle.

E ancora: anche se, ovviamente,  non ci sara' alcuna interferenza con l'attivita' in corso, dovranno esserci dei piani di allarme e di monitoraggio in caso di contaminazioni artificiali di petrolio.

Come siamo tranquilli!

Siccome potrebbero disturbare il manto stradale, potrebbero esserci indennizzi da concertarsi con la provincia di Campobasso.

Dove finira' questo petrolio? Tutto cio' che l'ENI-Adriatica Idrocarburi estrae da Torrente Tona viene mandato al Centro Oli Torrente Tona, sempre nel comune di Rotello, a Campobasso. La centrale e' anche nota come "Centrale Agip": qui c'e' la desolforazione ed il petrolio viene poi mandato tramite autobotti a Taranto, per essere raffinato ulteriormente.

Il gas invece, dopo la desolforazione, resta qui a Rotello e viene mandato alla vicina centrale di Generazione Energia Elettrica Torrente Tona, sempre dell'Adriatica Idrocarburi ma gestito dalla "Cefla Gest" dal 1998.

E, udite udite, siccome il gas e' considerato "uno scarto" del Centro Oli, lo stesso e' considerato fonte rinnovabile perche' energia "recuperabile", e quindi tale impianto gode di incentivi come impinato CIP 6.

E' questo uno scandalo tutto italiano. In principio l'idea era che chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) a un prezzo superiore a quello di mercato -- circa un sovrapprezzo del 6-7%, il quale costo viene interamente pagato dalle bollette dei consumatori.

Nella parola "assimilate" ci finisce un po di tutto, fra cui il gas dell'ENI di Rotello, che paghiamo noi.

Quindi, un altra trivella nel territorio italiano, un altro buco, altro inquinamento, altri camion, altra monnezza in aria e a Taranto, e tramite tutti questi passaggi -- dall'Adriatica Idrocarburi, alla Cefla Gest --  l'ENI che incassa il suo bel CIP6, puo' dire di essere green e corre, ridendo, in banca arricchendosi sui nostri polmoni.

















Wednesday, March 9, 2016

Il "benessere psicofisico" dell'ENI a Viggiano: la fiaccola e' uno dei principali dispositivi di sicurezza

ENI: 16 Febbraio 2016 "dati positivi su salute e sicurezza"

... le caratteristiche di funzionamento e di intervento del sistema di sicurezza del Centro Oli di Viggiano, che ne garantiscono la completa affidabilità, un sistema di cui la fiaccola costituisce uno dei principali dispositivi di sicurezza

Spacciano la fiaccola sputa idrogeno solforato per "dispositivo di sicurezza" 

Senza vergogna.




Viggiano: esplosioni, boati, fiammate.
Tranquilli, e' tutta salute.
Anzi, e' tutta sicurezza.




A un certo punto ti devi chiedere se e' un film o se e' realta'.

Perche' a me sfugge come si possa arrivare a parlare di "dati positivi su salute e sicurezza" a Viggiano quando ogni settimana c'e' un fiammata. Non capisco come possano negare l'evidenza e a fare passare il tuttapposto senza neanche un filo di rossore per quello che hanno combinato, che combinano e che combineranno ancora.

Inizio con una frase che ho letto su Facebook, di miei amici virtuali che vivono in Val D'Agri. Dicevano piu o meno cosi: ci apprestiamo a chiudere la nostra casa in contrada Vigne, qui non c'e' niente per noi, solo puzza e disoccupazione. Ci trasferiamo al nord. Il nostro vicino di casa e' appena morto, giovane, di tumore.

Non ho motivo di pensare che chi scriveva lo facesse tanto per dire, o per provocare, o per scrivere a a casaccio.

Ho invece seri motivi per credere a quello che dice l'ENI sui suoi comunicati stampa e dalla pagina di incessante propaganda, a cui fra l'altro non crede piu' nessuno, e secondo me nemmeno loro.

Notare che sono mesi ed anni che al centro Oil si susseguono fiammate, puzze, boati, paura, inquinamento, illuminazione a giorno durante la notte per "anomalie di funzionamento".

Ebbene, il giorno 16 Febbraio 2016, l'ENI, come in un film dell'assurdo, si presenta a Potenza con un roboante "tavolo tecnico" sulla sicurezza degli impianti. Nientemeno il "tavolo della trasparenza" a cui hanno invitato la Basilicata che conta. Me li vedo tutti con il petto in fuori ed orgogliosi delle parole rassicuranti sulla fiaccola perenne: quelli della regione, quelli dei sindacati, finanche quelli di categoria (quale? delle pompe funebri?).

Chissa' se al tavolo della trasparenza hanno spiegato quanto "trasparenti" fossero i fumi del Centro Oli in quei giorni!

Il riassunto? Tuttapposto -- e come poteva essere altrimenti!

E infatti tutto si e' svolto in un clima di  "interesse e di proficuo confronto",  si sono approfondite le attivita' ENI in materia "salute e sicurezza"  e si sono discussi gli "importanti risultati raggiunti". 

Roba da fare impallidire l'istituto Luce ai tempi della guerra!

E poi ancora: l'ENI considera la salute "un principio fondamentale" e "tutela il benessere psico-fisico delle persone". 

Anche a Gela dove continuano a nascere bimbi deformi?

E come fanno a sapere che tutelano questo "benessere psicofisico"?

E attenzione, non e' solo benessere fisico, ma anche psicologico! L'idrogeno solforato e' miracoloso si vede, eh? La puzza di uova marce, un balsamo per la salute e per l'anima. Pensano proprio a tutto, questi di mamma-ENI.

Ma a sentire loro, sanno che sussiste questo "benessere psicofisico" grazie al fatto che al loro "Distretto Meridionale ENI" applicano un "protocollo sanitario molto rigoroso certificato OHSAS 18001" a cui sono sottoposti tutti i dipendenti.

Intanto impariamo che i dipendenti sottoposti a questo protocollo sono 223 di cui solo 160 sono lucani. Siccome tutti sono stati sottoposti al controllo, ne deduco che al Centro Oli -- questo portento dell'occupazione lucana -- ci lavorano 223 persone di cui solo 160 autoctoni.  

Una delle cose che fanno ridere o piangere a seconda del punto di vista, e' che questi dipendenti hanno eta' media 36 anni - e che secondo l'ENI questi giovani uomini mostrano "assenza di patologie correlate all’attività lavorativa e una stabilità delle idoneità lavorative con limitazioni/prescrizioni".
 
Grazie, hanno 36 anni! Andate a studiarli fra venti anni quelli che non se ne sono andati e che sono rimasti a vivere al regime di idrogeno solforato e benzene per decenni e decenni e poi vedrete. 

Aggiungono "non si sono verificati infortuni che abbiano modificato la capacità lavorativa, né casi di patologie neoplastiche correlabili all’attività lavorativa".

E.. le stesse analisi per chi vive vicino al Centro Oli da che ha aperto, e che e' nato respirando H2S? 

Ad ogni modo, anche se non e' dato sapere quali siano le limitazioni/prescrizioni entro le quali questa "stabilita' delle idoneita' lavorative" si verifica, l'ENI si congratula con se stessa e dice che il loro "programma per la sorveglianza sanitaria" e' un "modello di eccellenza nel monitoraggio della salute dei lavoratori".

Un modello di eccellenza, addirittura. L'avevo detto, questi fumi e questi vapori sono un vero toccasana, e' come l'aerosol!

La chicca finale, in questo film dell'assurdo e' qui:

Al "tavolo delle trasparenza" l'ENI ha presentato "le caratteristiche di funzionamento e di intervento del sistema di sicurezza del Centro Oli di Viggiano, che ne garantiscono la completa affidabilità, un sistema di cui la fiaccola costituisce uno dei principali dispositivi di sicurezza". 

E cioe' siccome non sanno che altro dire e come altro giustificare il mostro sputa fiamme e sputa idrogeno solforato, cercano di farcelo pasare per ... un dispositivo di sicurezza!

Guarda caso, magia delle magie, dopo quattro giorni da questo annuncio del tuttapposto, il Centro Oli chiude per una settimana per "interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria". Manutenzione straordinaria, eh? Evidentemente non tutto e' cosi' sicuro, e non tutto porta al "benessere psicofisico" in Val D'Agri, non e' cosi' tuttapposto.

E delicatamente ricordano che "potranno verificarsi episodi di maggiore visibilità della fiaccola rispetto alle normali condizioni di esercizio."

C'e' solo una cosa piu' assurda di tutto questo: che nel 2016 ci siano ancora persone sedute alle poltrone della regione Basilicata, negli uffici governatici, nelle universita' e nella societa' lucana che accetano questi insulti all'intelligenza umana e che accettano di sedersi a questi tavoli della menzogna.



Thursday, October 9, 2014

La bellezza e l'inferno







Questa e' la lettera che Franco Moroni, assessore della provincia di Chieti e delegato speciale per la
difesa della costa e delle problematiche petrolifere, ha scritto a Matteo Renzi in merito allo Sblocca Italia.

La trovo molto bella e la voglio condividere qui.

Grazie Franco, dalla nostra parte, dall'inizio.


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A Matteo Renzi, Presidente del Consiglio d'Italia

La bellezza e l'inferno

E’ vero, l’Italia ha bisogno di risorse energetiche che la svincolino da quei legami equivoci con le grandi potenze che la costringono ad assoggettarsi alla volontà e ai desideri altrui.

Tuttavia, ritengo che non sia questa la strada corretta da intraprendere, Signor Presidente del Consiglio. La natura stessa ce lo dice, gli abruzzesi che ce lo dicono: non intendono più sacrificare neanche un centimetro della propria terra sull’argomento petrolio, una terra vocata per le sue eccellenze, al turismo e all'agricoltura.

La Regione Abruzzo è uno dei tesori segreti dell'Italia.

Non c'è folla, né industria pesante; solo verde, mare, sole, castelli, vigneti, e villaggi in pietra.

Non frantumate questa bellezza, non scaraventateci nell’inferno per fare gli interessi di pochi ignorando completamente quelli di molti, non utilizzate logiche ignoranti e prive di scrupoli decidendo di strumentalizzare il nostro territorio a vantaggio di biechi personalismi.

Esorto anche il Governatore della Regione Luciano D’Alfonso ad attivarsi attraverso i propri canali con il Governo Centrale al fine di scongiurare gli effetti di una strategia energetica che non ha nulla a che vedere con il nostro Abruzzo.

Tengo a rimarcare che centinaia di studi scientifici a livello mondiale dimostrano come l’inquinamento che proviene dalle lavorazioni degli idrocarburi provoca sul territorio aumenti di tumori, malformazioni fetali, malattie cardiorespiratorie e deformazioni genetiche come ben sanno gli abitanti di Falconara, Gela, Viggiano, Priolo, Porto Marghera, Manfredonia, Cremona.

Inoltre, nel compartimento del lavoro, i vari report dell’OPEC evidenziano che il settore è stato notevolmente colpito dal calo della domanda mondiale e che quindi non vi sono prospettive di crescita lavorativa, resistendo in ambito occupazionale nel solo “circolo chiuso” dell’indotto, cioè di quelle poche aziende che operano nel settore.

Il petrolio abruzzese è un petrolio “amaro”, cioè non si ricavano benzine ma solo bitume per asfalti o nel migliore dei casi PVC, come dichiarato anche dall’amministratore delegato della Medoilgas Sergio Morandi, titolare della concessione “Ombrina Mare2”.

Se il 1° settembre 2009 anche la Chiesa Cattolica attraverso il Sinodo dei Vescovi abruzzesi e molisani ha pubblicamente preso una posizione contraria allo sfruttamento petrolifero in Abruzzo.

Se il 30 giugno 2010 “il Sole 24 ore” faceva un excursus sull'impossibile convivenza tra le richieste (e le autorizzazioni) di piattaforme petrolifere offshore e l'economia turistica e l'ambiente.

Se di conseguenza anche il giornale della Confindustria è stato costretto ad una prudente ritirata di fronte ad iniziative petrolifere che cozzano con il turismo, penso che qualcosa nel sistema OIL&GAS non vada, come penso Signor Presidente del Consiglio, che Lei possa e debba dare un segnale concreto modificando il decreto Sblocca-Italia verso risorse ecosostenibili perché se l’Italia vuole uscire da questo imbarbarimento ambientale e sociale deve ritrovare la forza e la dignità dei propri padri. Forza e dignità che nel dopoguerra hanno permesso di uscire dalla morsa della povertà e del sottosviluppo.

Vogliamo bene a questo mare e a questa provincia, ed e' per questo che faremo di tutto per evitare le estrazioni di idrocarburi .

La esorto e Le chiedo di intervenire direttamente nel modificare il decreto Salva-Italia in quelle parti che trasformerebbero una Regione “verde” e vivibile in una Regione “amara”.

Franco Moroni, 29 Settembre 2014

Wednesday, September 10, 2014

Assoil School: per i petrolieri Viggiano e' un esempio di sviluppo sostenibilie






Viggiano, anomalie di funzionamento di tutti i giorni


Dopo ENI scuola, si passa as Assoil school.

Nomi, sigle, inglesismi per dire una cosa sola: come possiamo fare il lavaggio del cervello alla gente che le trivelle sono cosa buona e giusta?

Beh ecco, quelli di Assomineraria si sono inventati appunto la ASSOIL School che sta per "Advanced Skills for Services in Oil & Gas Industry School", cioe' scuola per le competenze avanzate nei servizi per gas e petrolio.

Questa importantissima scuola e' stata fondata nel nel gennaio 2011 ed ha sede a Viggiano, Potenza.

Si organizzano qui "percorsi formativi per l’indotto upstream" con l’obiettivo di trasferire "know-how a risorse occupate e non" e per "formare e/o riqualificare personale proprio" o per "attingervi risorse con competenze funzionali allo sviluppo delle loro offerte di Servizi al mercato locale, nazionale ed internazionale"

Ancora: 

Il Centro potrà ampliare il proprio intervento per offrire percorsi formativi specialistici (per esempio su prevenzione e sicurezza) e di alto livello a risorse umane italiane e straniere interessate ad esperienze tecnologiche ed industriali avanzate, ponendo così le basi per un’affermazione a lungo termine della sua funzione. 

E ancora:

I corsi del centro saranno aperti alle imprese dei soci fondatori e ad altre imprese interessate.
L’Associazione è impegnata a sviluppare il progetto formativo nei prossimi anni, con l’ambizione di costituire un polo culturale e di sapere in grado di attrarre partecipazioni anche estere.


Cioe' invece di puntare agli stranieri che vengono in Basilicata a vederne le bellezze, e a respirarne l'aria pulita,  qui si e' ben fieri del portare i trivellanti da mezzo mondo ad imparare come distrugger meglio il pianeta!

E ovviamente come mai potra' una scuola del genere non avere lo stampo di approvazione della regione Basilicata, che poco ci manca e Marcello Pittella gli mette pure il tappeto rosso e i petali di rosa ai piedi dei petrolieri?

E infatti, tutti gingillanti, quelli dell'Assoil school riportano che ad Agosto di quest'anno la Regione Basilicata gli ha dato un riconoscimento ufficiale come Organismo di Formazione Accreditato,
evidentemente perche' la Assoil school  "conferma di essere in linea con gli standard riguardanti la normativa nazionale in ambito formativo".

Cioe' uno dice: io vado all'universtia' a studiare archiettura, farmacia o fisica. E altri diranno io vado a studiare al "polo culturale" di Viggiano dove fanno esempi di sviluppo virtuoso.

Chissa' se anche le fiammate periodiche dal centro oli siano parte di questo sviluppo virtuoso.

Come sempre, basta crederci e magicamente tutto si avvera.

Monday, August 4, 2014

Centinaia di osservazioni mandate contro Ombrina Mare - grazie a tutti!



** 

PS: Notare che Renzi non parla mai di Abruzzo. Perche'? Io credo perche' lo sa pure lui che non ha che da perderci in Abruzzo nel dire si alle trivelle. Siamo tutti contro, e il problema e' piu' sentito rispetto a qualsiasi altra regione italiana. Il merito e' di tutti noi. Io sono stanca morta, ma occorre continuare cosi. Vorrei solo che ci fosse piu' gente a dirmi: vuoi una mano?


Grazie a tutti.

Ad maiora e vediamo che succede adesso.

Legnini e Pezzopane - it's time to wake up.


**

Si e' conclusa la fase di invio di osservazioni di contrarieta' al progetto Ombrina Mare da parte della Medoilgas di Sergio Morandi.

Al Ministero dell'Ambiente sono state inviate numerose centinaia di comunicazioni e da ogni spaccato della societa' civile d'Abruzzo, incluse associazioni di commercianti, di balneatori di enti religiosi, sportivi, turistici, ambientali e culturali nonche' da numerosi accademici e cittadini della regione, tanto da intasare piu' volte i computer del Ministero dell'Ambiente a Roma.

Testi di contrarieta' ad Ombrina sono arrivati da tutta Italia e da associazioni ed amanti dell'Abruzzo residenti in Germania, Irlanda, Inghilterra, Marocco, Olanda, Svizzera, USA, Canada, Slovenia, Spagna, Montecarlo, da ben sessanta associazioni francesi nonche' dal direttore della Croce Rossa Internazionale della sede dello Yemen.

Una lista parziale di testi di contrarieta' e' qui elencata:

http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/Ombrina_d30BCMD_2014/

Nel loro complesso sono state sottolineate numerose criticita' dell'intervento della Medoilgas, fra cui la superficialita' dei nuovi documenti presentati in sede di AIA, la mancata analisi del rischio collegata ad Ombrina Mare - rimandata ad altra sede come se si potesse continuare ad infinitum nell'attesa - la mancanza di risorse per far fronte ad eventuali incidenti considerato l'esiguo capitale sociale che resta alla Medoilgas, dati ed analisi dati poco affidabili e la piu' totale incompatibilita' di una FPSO e di quattro o sei pozzi di petrolio a sei chilometri da riva con l'Abruzzo che vogliamo.

Non sappiamo come finira' la questione Ombrina Mare cosi come non sappiamo cosa si agita dentro i palazzi romani, se sara' la voce del buonsenso a prevalere o se invece i troppo comuni inciuci
italici avranno la meglio.

Di certo, dopo la grande manifestazione del 13 Aprile 2013, l'Abruzzo intero ha dimostrato un grande senso civico e di partecipazione popolare in modo democratico, intelligente e costruttivo. Se Ombrina verra' fermata - e non possiamo saperlo - il merito non sara' di nessun partito, movimento politico o "grande" associazione ambientalista, quanto delle centinaia di persone che dal primo giorno hanno
cercato di informare, di lavorare nel concreto, mettendo pressione ai governi regionali e centrali che si sono susseguiti nel corso di questi sei anni e rendendo Ombrina Mare un caso politico, prima ancora che ambientale.

Grazie dunque a tutti quelli che hanno usato il proprio tempo nell'esprimere il proprio dissenso.

Un ringraziamento particolare va ad Assunta Di Florio, Ilaria Giangrande, Antonio Maria Cristaldi, Iolanda De Simone, Grazia D'Ercole, Francesco Ferella e Fabrizia Arduini che per dieci giorni hanno lavorato con me nell'organizzazione e nell'assistenza di invio di Osservazioni al Ministero e senza i quali non sarebbe stata possibile una cosi grande partecipazione pubblica.

Le osservazioni della sottoscritta - 107 pagine di cui si prega di non abusare - sono qui:

www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/Ombrina_d30BCMD_2014/Ombrina2014_D'Orsogna.pdf

Wednesday, July 16, 2014

Ri-affondiamo Ombrina Mare



Lo so, e' avvilente stare ancora qui dopo sei anni, ma questa e' la nazione che ci e' stata data e non possiamo fare altro che continuare.

Ecco qui i link per mandare osservazioni brevi e quelle ancora piu brevi contro la Medoilgas di Sergio Morandi e di Chicco Testa che vogliono trivellare i mari d'Abruzzo.  I testi si possono mandare da ogni parte d'Italia.

Le istruzioni sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali, se possibile. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Chiamare il file Ombrina2014_COGNOME.doc (con il proprio COGNOME) e se possibile farne copia in .pdf

3. Inviare il .pdf con raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della 
Tutela del Territorio e del Mare
Divisione II e Divisione IV
Attenzione: Concessione d30BC-MD Ombrina Mare Medioilgas
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

4. Invece che la raccomandata, se si ha la PEC (posta elettronica certificata) si puo' mandare il tutto a

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it, 
segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
aia@pec.minambiente.it
ris@pec.minambiente.it

dva@minambiente.it

Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

5. Se non vi e' possibile fare raccomandata e/o PEC, mandate pure a me che cerchero' di farla arrivare a destinazione, ma e' meglio che ciascuno la mandi indipendentemente da me, se si puo'.

6. Quale che sia il metodo di invio, mandare se possibile una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare la prima volta. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio tramite persone che mi aiutano, anche se sarebbe meglio che ciascuno mandasse i suoi testi indipendentemente.

6. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

7. La scadenza e' il 29 Luglio 2014. Abbiamo due settimane di tempo per lavorare.

Abbiamo gia' sconfitto Ombrina Mare, e abbiamo dalla nostra parte la forza dei numeri e dei 40,000 di Pescara. Notare che in tutti i deliri di Renzi e Prodi e della Guidi, l'Abruzzo o non viene citato oppure viene citato solo marginalmente, e questo perche' l'opnione pubblica e' dalla nostra parte e lo sanno anche loro.

Basta solo che continuiamo a far sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa.

Il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Le osservazioni si possono usare poi per eventuali ricorsi come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Monday, May 19, 2014

Candidati pro-nucleare in Abruzzo



Da Franco Sbrolla di Roseto:

Alle elezioni regionali Non Votate questi Ri-Candidati
, forzche hanno tradito la fiducia degli Abruzzesi



Castiglione Alfredo --  Forza Italia

Chiavaroli Riccardo -- Forza Italia

Di Bastiano Walter Nuovo  -- Centro Destra

Febbo Mauro -- Forza Italia

Gatti Paolo --  Forza Italia

Iampieri Emilio -- Forza Italia

Masci Carlo -- Abruzzo Futuro

Morra Giandonato -- Fratelli d’Italia

Nasuti Emilio -- Forza Italia

Pagano Nazario --  Forza Italia

Petri Alessandra -- Forza Italia

Prospero Antonio -- Nuovo Centro Destra

Ricciuti Luca -- Forza Italia

Sospiri Lorenzo --  Forza Italia

Venturoni Lanfranco -- Nuovo Centro Destra

Verì Nicoletta Nuovo -- Centro Destra



Nel Consiglio regionale dell’8 marzo 2011 respinsero l’O.d.G. dell’opposizione che aveva chiesto al governatore Gianni Chiodi di rappresentare al Governo la contrarietà alla installazione dei reattori atomici nella nostra Regione. In un’indagine pubblicata il 18 marzo 2011 dal quotidiano Il Sole-24 Ore, tra le 17 Regioni che si erano espresse al riguardo, solo l’Abruzzo aveva aperto le porte alle centrali nucleari. E così noi abruzzesi eravamo gli unici prescelti a sperimentare, sulla nostra pelle, gli effetti dei sempre possibili disastri ambientali, come quelli di Chernobyl e Fukushima. Nel successivo Referendum del 12 e 13 giugno 2011, l’elettorato abruzzese bocciò i reattori atomici con la percentuale “bulgara” del 97,5%, superiore alla media nazionale.

L’8 maggio 2012, gli stessi consiglieri, per favorire la Consorteria degli Affari, hanno approvato la scellerata riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio (Legge Rabbuffo 29/2012), il cavallo di Troia che ha permesso alle Compagnie petrolifere di ottenere il nulla osta per trivellare l’Abruzzo. La maledizione del Borsacchio li affosserà.


Argirò Nicola --  Forza Italia

Menna Antonio -- Nuovo Centro Destra


L’8 marzo 2011, votarono anche loro a favore delle centrali nucleari in Abruzzo.


Chiodi Gianni -- Forza Italia

Giuliante Gianfranco -- Forza Italia


L’8 maggio 2012, per favorire la Consorteria degli Affari, votarono a favore della scellerata riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio. La maledizione del Borsacchio li affosserà.


D’Alessandro Camillo -- Partito Democratico

D’Amico Giovanni -- Partito Democratico

Di Pangrazio Giuseppe -- Partito Democratico

Sclocco Marinella -- Partito Democratico

Il 10 maggio 2011, per favorire la Consorteria degli Affari, presentarono, assieme a Claudio Ruffini (non ricandidato), un progetto di legge per riperimetrare, scelleratamente, la Riserva naturale Borsacchio. La maledizione del Borsacchio li affosserà.


Di Marco Nicola - Nuovo Centro Destra

Il 16 dicembre 2011, la maggioranza del Consiglio provinciale di Teramo bocciò, con 10 voti contro 9, la mozione della minoranza, che voleva salvaguardare il territorio comunale di Roseto dalle trivellazioni petrolifere. Il consigliere provinciale rosetano, Di Marco Nicola, che aveva il dovere civico di appoggiare la minoranza, preferì invece assentarsi al momento della votazione.

Il giorno prima, 15 dicembre 2011, come presidente del Consiglio comunale di Roseto, l’ex socialista Di Marco Nicola, diventato Liberalsocialista, seguì l’esempio del sindaco Enio Pavone, e votò a favore della scellerata riperimetrazione della nostra area protetta.

La maledizione del Borsacchio lo affosserà.

Franco Sbrolla http://francosbrolla-roseto.it

Thursday, May 15, 2014

La propaganda elettorale di Mauro Febbo

Permessi in mare della Petroceltic approvati dal governo centrale.
In tutti questi procedimenti compare la dicitura 
"Non sono giunti pareri da parte della Regione Abruzzo"

La D495 e' stata bocciata, in seguito alle numerose osservazioni prodotte
La D505 e' stata poi sconfitta con il ricorso al TAR
al quale la regione Abruzzo non ha voluto partecipare

Le altre tre - la D492, D493 e D507 - sono ancora in piedi
nonostante le chiacchere di Febbo e Chiodi.



A. D507 BR EL Petroceltic -- ora denominato BR 272 EL





"Preso atto che non e' pervenuto il parere della Regione Abruzzo"


"decreta la compatibilita' ambientale"


Parere Commissione VIA D507 BR EL (Petroceltic) 6 Maggio 2011
"Non risulta agli atti in parere della Regione Abruzzo e della Regione Molise"

esprime parere positivo




Parere Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali D507 BR EL (Petroceltic) 17 Maggio 2011
"Considerato che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell'Abruzzo comunicava, per quanto di competenza, il parere favorevole al permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi di cui all'oggetto"

esprime parere favorevole



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B. D505 BR EL - Petroceltic




Decreto di Valutazione Ambientale
Diniego della concessione D505 BR EL (Petroceltic) 29 Marzo 2011
"Preso atto che seppur sollecitata [...] la Regione Abruzzo non ha trasmesso il parere da rendersi"
DECRETA
giudizio positivo

Parere Commissione VIA D505 BR EL (Petroceltic) 28 Luglio 2009
"Non risulta agli atti il parere della Regione Abruzzo e della Regione Molise" 
esprime parere favorevole
  



Parere Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali D505 BR EL (Petroceltic) 11 Maggio 2010
"Considerato che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l'Abruzzo-L'Aquila ha rilasciato il proprio parere favorevole alla realizzazione degli interventi previsti "

esprime parere favorevole


C.  D492 BR EL Petroceltic -- ora rinominato BR 270 EL





"Preso atto che non e' pervenuto il parere della Regione Abruzzo"

DECRETA 

la compatibilita' ambientale
 




Parere Commissione VIA 492 BR EL (Petroceltic) 6 Maggio 2011
"Preso atto che non e' pervenuto il parere della Regione Abruzzo" 
ESPRIME
parere positivo

Parere Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali D492 BR EL (Petroceltic) 19 Febbraio 2010
"Considerato che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l'Abruzzo- l'Aquila comunicava,  ha rilasciato il proprio parere favorevole alla realizzazione degli interventi previsti"

esprime parere favorevole.


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D. D493 BR EL Petroceltic -- ora rinominato BR 271 EL





"Preso atto che, seppur sollecitata, la Regione Abruzzo non ha trasmesso il parere da rendersi"

DECRETA 

la compatibilita' ambientale




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E. D495 BR EL - Petroceltic



 
Decreto di Valutazione Ambientale
Diniego della concessione D495 BR EL (Petroceltic) 9 Maggio 2012
"Preso atto che sono pervenute numerose osservazioni del pubblico"
"Preso atto che non risulta pervenuto il parere della regione Abruzzo"
DECRETA il diniego della compatibilita' ambientale




Parere Commissione VIA D495 BR EL (Petroceltic) 30 Settembre 2010
"Preso atto che non e' pervenuto il parere della regione Abruzzo"

esprime parere negativo


Parere Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali D495 BR EL (Petroceltic) 24 Febbraio 2010
"La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo, l'Aquila ha rilasciato il proprio parere positivo"

esprime PARERE FAVOREVOLE


Una visione di insieme


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Immagini e link si possono scaricare qui

Arriva il revisionismo di Mauro Febbo in questi giorni di frenetica campagna elettorale a cavalcare l'onda antipetrolifera e a dipingere la giunta Chiodi come salvatrice dell'Abruzzo dalle trivelle.

Mauro Febbo, assessore alle politiche agricole d'Abruzzo,  dichiara che il Governo Regionale "vigila con attenzione" e che ribadisce "con forza e coerenza, la sua netta contrarieta'" a progetti petroliferi come Rospo Mare e Ombrina. In merito a quest'ultima, Mauro Febbo ricorda che "la Regione Abruzzo si era opposta in tutte le sedi opportune scongiurandone la nascita".

Tutto questo non corrisponde a verita'. Nessun politico ha scongiurato la nascita di Ombrina: l'iter non e' ancora concluso e la Medoilgas afferma che stilera' l'AIA come richiestole e che intende andare avanti con i suoi progetti di trivellazione.

D'altro canto, nel corso degli anni della presidenza Chiodi, la regione Abruzzo non ha quasi mai rilasciato Pareri di Competenza ne per Ombrina ne' per nessun altra concessione a mare.  In vari decreti di approvazione infatti e' possibile leggere la dicitura "Non e' pervenuto il parere della regione Abruzzo". A volte i pareri non sono giunti nonostante ripetuti solleciti da Roma. L'attuale maggioranza non ha mai neppure mai dato il suo supporto ad associazioni e comuni nello stilaggio di osservazioni di critica, lasciando soli cittadini e amministratori locali.

A cavallo fra il 2009 ed il 2012 sono state cosi approvate le concessioni marine D492 BR EL, D493 BR EL, D507 BR EL, tutte della irlandese Petroceltic,  per un area complessiva di quasi mille chilometri quadrati. Per nessuna di queste concessioni la regione Abruzzo ha prodotto pareri. Oggi le concessioni sono state ridenominate rispettivamente, BR270 EL, BR271 EL e BR 272 EL.

A suo tempo anche la concessione D505 BR EL fu approvata senza che la regione esprimesse pareri: questa fu poi bocciata grazie al ricorso al TAR promosso dalla Regione Puglia, da vari comuni molisani e pugliesi e dal comune di Vasto, e al quale la regione Abruzzo decise di non partecipare.

A Mauro Febbo si ricorda anche che dopo il blocco dovuto al decreto Prestigiacomo e il successivo decreto Passera, l'iter per l'ampliamento di Rospo Mare, e' iniziato a Gennaio 2013, quasi un anno e mezzo fa e che dopo pochi mesi il comune di Vasto ha presentato osservazioni in critica.

Dov'era dunque la vigilanza di Mauro Febbo e della giunta Chiodi nel 2009, 2010, 2011, 2012 e nel 2013? Dov'era la netta contrarieta' della regione Abruzzo in queste numerose sedi decisionali?  Che differenza c'e' tra queste concessioni ed Ombrina?

Per quanto riguarda invece le concessioni a terra, sulle quali la parola finale spetta alle regioni, nel 2012 l'Abruzzo di Gianni Chiodi ha approvato due concessioni di estrazione e due di ricerca.
Queste sono:

Colle San Giovanni (Adriatica Idrocarburi e Gas Plus Italiana) 23kmq, concessione di coltivazione a gas in provincia di Teramo. E' gia' in produzione il pozzo Sciarra 001.

Aglavizza (Medoilgas) 7 kmq, concessione di coltivazione non produttiva in provincia di Chieti.

Villa Carbone (ex Medoilgas, ora Canoel Italia e Gas Plus Italiana) 68 kmq, provincia di Teramo. Permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi
Villa Mazzarosa (Medoilgas) 13 kmq, provincia di Teramo. Permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi.

L'Abruzzo intelligente merita fatti e coraggio dalla classe politica, e non una vuota propaganda elettorale.