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Monday, May 19, 2014

Candidati pro-nucleare in Abruzzo



Da Franco Sbrolla di Roseto:

Alle elezioni regionali Non Votate questi Ri-Candidati
, forzche hanno tradito la fiducia degli Abruzzesi



Castiglione Alfredo --  Forza Italia

Chiavaroli Riccardo -- Forza Italia

Di Bastiano Walter Nuovo  -- Centro Destra

Febbo Mauro -- Forza Italia

Gatti Paolo --  Forza Italia

Iampieri Emilio -- Forza Italia

Masci Carlo -- Abruzzo Futuro

Morra Giandonato -- Fratelli d’Italia

Nasuti Emilio -- Forza Italia

Pagano Nazario --  Forza Italia

Petri Alessandra -- Forza Italia

Prospero Antonio -- Nuovo Centro Destra

Ricciuti Luca -- Forza Italia

Sospiri Lorenzo --  Forza Italia

Venturoni Lanfranco -- Nuovo Centro Destra

Verì Nicoletta Nuovo -- Centro Destra



Nel Consiglio regionale dell’8 marzo 2011 respinsero l’O.d.G. dell’opposizione che aveva chiesto al governatore Gianni Chiodi di rappresentare al Governo la contrarietà alla installazione dei reattori atomici nella nostra Regione. In un’indagine pubblicata il 18 marzo 2011 dal quotidiano Il Sole-24 Ore, tra le 17 Regioni che si erano espresse al riguardo, solo l’Abruzzo aveva aperto le porte alle centrali nucleari. E così noi abruzzesi eravamo gli unici prescelti a sperimentare, sulla nostra pelle, gli effetti dei sempre possibili disastri ambientali, come quelli di Chernobyl e Fukushima. Nel successivo Referendum del 12 e 13 giugno 2011, l’elettorato abruzzese bocciò i reattori atomici con la percentuale “bulgara” del 97,5%, superiore alla media nazionale.

L’8 maggio 2012, gli stessi consiglieri, per favorire la Consorteria degli Affari, hanno approvato la scellerata riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio (Legge Rabbuffo 29/2012), il cavallo di Troia che ha permesso alle Compagnie petrolifere di ottenere il nulla osta per trivellare l’Abruzzo. La maledizione del Borsacchio li affosserà.


Argirò Nicola --  Forza Italia

Menna Antonio -- Nuovo Centro Destra


L’8 marzo 2011, votarono anche loro a favore delle centrali nucleari in Abruzzo.


Chiodi Gianni -- Forza Italia

Giuliante Gianfranco -- Forza Italia


L’8 maggio 2012, per favorire la Consorteria degli Affari, votarono a favore della scellerata riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio. La maledizione del Borsacchio li affosserà.


D’Alessandro Camillo -- Partito Democratico

D’Amico Giovanni -- Partito Democratico

Di Pangrazio Giuseppe -- Partito Democratico

Sclocco Marinella -- Partito Democratico

Il 10 maggio 2011, per favorire la Consorteria degli Affari, presentarono, assieme a Claudio Ruffini (non ricandidato), un progetto di legge per riperimetrare, scelleratamente, la Riserva naturale Borsacchio. La maledizione del Borsacchio li affosserà.


Di Marco Nicola - Nuovo Centro Destra

Il 16 dicembre 2011, la maggioranza del Consiglio provinciale di Teramo bocciò, con 10 voti contro 9, la mozione della minoranza, che voleva salvaguardare il territorio comunale di Roseto dalle trivellazioni petrolifere. Il consigliere provinciale rosetano, Di Marco Nicola, che aveva il dovere civico di appoggiare la minoranza, preferì invece assentarsi al momento della votazione.

Il giorno prima, 15 dicembre 2011, come presidente del Consiglio comunale di Roseto, l’ex socialista Di Marco Nicola, diventato Liberalsocialista, seguì l’esempio del sindaco Enio Pavone, e votò a favore della scellerata riperimetrazione della nostra area protetta.

La maledizione del Borsacchio lo affosserà.

Franco Sbrolla http://francosbrolla-roseto.it

Thursday, June 23, 2011

Riccardo Chiavaroli e la vergogna

"Sebbene sollecitati, non
sono giunti pareri dalla regione Abruzzo"

Dal decreto VIA d493, d505 per le trivelle in Adriatico.

Fatti: Riccardo Chiavaroli ha votato no al
ricorso al TAR contro le trivelle in Adriatico.


Fatti: Gianni Chiodi ha votato no al
ricorso al TAR contro le trivelle in Adriatico.

Fatti: Mauro Febbo ha votato no al
ricorso al TAR contro le trivelle in Adriatico.

Fatti: Emilio Nasuti ha votato no al
ricorso al TAR contro le trivelle in Adriatico.

Fatti: In data 22 Giugno 2011, la Regione Puglia
ha presentato ricorso al TAR contro
le stesse trivelle in Adriatico.

Senza pudore. La giunta regionale d'Abruzzo invece di vergognarsi profondamente per non essersi presentata al ricorso al TAR contro le trivelle a Vasto/Tremiti, e invece di implorare di poterlo fare passa all'attacco dicendo un sacco di fandonie per bocca di tale Riccardo Chiavaroli, portavoce del PDL alla regione.

Chiavaroli dice:

Non si comprende perchè a cadenza periodica si debba accusare il governo Chiodi di essere l'artefice di presunte, imminenti devastazioni petrolifere nel mare Adriatico prospicente la nostra regione; eppure gli ambientalisti dovrebbero ragionare con senso scientifico, ossia analizzando i dati e i fatti concreti, e i fatti dimostrano ben altro.

Non si tratta di accuse, ma di fatti, caro Chiavaroli. Sa, c'e' un detto che dice: chi tace acconsente. E siccome lei e Chiodi e Febbo e Nasuti avete votato no al ricorso al TAR, mi dica come altro uno possa interpretare la vostra immobilita' e la vostra mancanza di rispetto per l'elettorato. Volevate che vi dicessimo bravi?

E lasci stare la scienza che e' troppo una cosa nobile da essere manipolata dalle sue azioni.
Per l'ennesima volta:

GIANNI CHIODI E LA SUA GIUNTA REGIONALE

NON HANNO FATTO NULLA CONTRO LE TRIVELLE IN MARE.

NULLA.

Ne per Ombrina Mare, ne per Elsa2, ne' per il centro il centro oli a mare di Rocca San Giovanni, ne' per le concessioni a Pineto, ne per quelle di Vasto/Casalbordino. Il ministero lo dice a chiare parole, non e' arrivato nessun atto, mai dalla regione Abruzzo. Lo hanno scritto sui documenti, me l'hanno detto per telefono. Tutto quello che e' stato fatto, e' stato grazie alla gente normale, e un po' alla cocciutaggine della sottoscritta che si e' dovuta pure prendere gli insulti dei suoi compari di partito, caro Chiavaroli.

Ma il nostro eroe non e' felice e continua:

Sin dal nostro insediamento alla guida del governo abruzzese, nessuna autorizzazione di spettanza regionale è mai stata rilasciata per alcun tipo di intervento per estrazioni petrolifere e anzi, è stato proprio il Presidente Chiodi, sostenuto dal PDL, a impedire ad esempio la prosecuzione del progetto per il Centro Oli di Ortona.

Ecco questo mi fa un po arrabbiare perche' di poche cose sono sicura ma una di queste e' che se non ci sono trivelle in Abruzzo di sicuro non e' merito della giunta regionale d'Abruzzo, ne presente ne passata.
Non e' che la giunta deve autorizzare le trivelle, deve esprimersi, deve OPPORSI al loro insediamento., deve far sentire la sua voce a Roma. Capisce? Io lo so che lei capisce, ma e' piu' facile non capire.

Continua:

Così come è stata la nostra maggioranza a compiere atti legislativi pro-ambiente e a sostenere e votare, senza remore ideologiche, la legge Costantini (dell'Italia dei Valori) indirizzata alle Camere e mediante la quale si è chiesto al Parlamento nazionale di vietare qualsiasi iniziativa di ricerca o estrazione di idrocarbuti nel mare Adriatico. Una legge che il Presidente Pagano ha sollecitamente trasmesso alle altre regioni adriatiche affinchè anch'esse si attivino in tal senso e che ha raccolto l'interesse del Ministro Prestigiacomo ad esaminarne i contenuti.

Esattamente quali sono stati questi atti legislativi per l'ambiente?

O vogliamo parlare del centro gas di Bomba, per il quale stiamo ancora aspettando che Antonio Sorgi e la sua cricca si pronuncino ma intanto manda i suoi sottoposti in Olanda con la Forest Oil? O vogliamo parlare dello schifo che state autorizzando ad Ortona, a Cepagatti? Con monnezza tossica, Petcoke, turbobas, ecoballe, sopra le falde acquifere e vicino alle case e al mercato della frutta?

E poi, scusi, secondo lei mentre la Prestigiacomo si gira i pollici con questa proposta di legge per salvare l'Adriatico - presentata un anno fa! - intanto restiamo passivi a guardare mentre la Petroceltic lo riempie di trivelle, cosi quando arriva la legge, se mai arrivera', il mare sara' gia' pieno di mostri a 10 km da riva? E dopo che facciamo?

In base a questi elementi ci sentiamo di rivolgere, come classe di governo responsabile di questa regione, un invito alle associazioni ambientaliste : lasciamo stare i facili scontri dal sapore demagogico e le accuse gratuite che semplicisticamente dividono il mondo in buoni e cattivi; apriamo invece un dialogo serio e operiamo con le altre regioni e con i livelli istituzionali competenti, per affrontare e risolvere un problema complesso ma che sta a cuore a noi come a voi.

Ancora con queste balle delle ideologie! Io non ho niente di ideologico, non mi importa niente di destra e di sinistra, caro Chiavaroli. Mi importa solo che facciate la cosa giusta.

Finora non l'avete fatto.

Volete inziare? Bene, firmate il ricorso al TAR e impegantevi a farlo per le concessioni future. Ce ne sarannno a bizzeffe. Punto.








Tuesday, June 14, 2011

Nemici dell'Abruzzo




Dopo tante chiacchere e tante finte, Gianni Chiodi e la sua giunta decidono di non presentare ricorso al TAR contro le trivelle in Adriatico.

L'ha fatto la regione Puglia, l'hanno fatto comuni e associazioni - Vasto, Manfredonia, Vieste, Rodi Garganico, Vico del Garganico, Peschici, Termoli, Legambiente, WWF e Italia Nostra. Non l'ha potuto fare l'Abruzzo.

E va bene, non che ci aspettassimo nulla di diverso da Gianni Chiodi e dalla sua giunta.
Hanno votato contro anche il gentiluomo Mauro Febbo e l'elegante Emilio Nasuti.

Fra qualche mese, o fra qualche anno usciranno sentenze del TAR, nel bene e nel male. E qualsiasi sia l'esito di questi ricorsi, Gianni Chiodi e la sua cricca non potranno dire o fare niente se non vergognarsi.

Se i ricorsi vengono persi, sara' anche per colpa loro se la Petroceltic trivella a Vasto.

Se i ricorsi vengono vinti, non ci si azzardasse neppure a dire "siamo soddisfatti" come hanno fatto per Ombrina, perche' il modo di comportarsi di Gianni Chiodi e della sua giunta e' vergognoso.

Con lui, ecco quelli che hanno deciso che trivellare al largo di Vasto e di Pescara non e' affar loro. Di questi nomi ccorre ricordarsene alle prossime elezioni, e non e' colpa mia se sono tutti di centro destra.

Arriveranno le elezioni, arriveranno.


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Hanno votato contro il ricorso al TAR, lasciando campo aperto alla Petroceltic per trivellarci:

Nicola Argirò, dirigente

Alfredo Castiglione, tributarista

Federica Chiavaroli, imprenditrice

Riccardo Chiavaroli, esperto in comunicazioni

Gianni Chiodi, commercialista

Luigi De Fanis, medico

Giorgio De Matteis, medico

Walter Di Bastiano, medico

Emiliano Di Matteo, avvocato

Angelo Di Paolo, sociologo

Mauro Febbo, ragioniere

Paolo Gatti, avvocato

Emilio Iampieri, politico

Giandonato Morra, avvocato

Emilio Nasuti, ISEF

Alessandra Petri, insegnante

Antonio Prospero, imprenditore

Luca Ricciuti, bancario

Lorenzo Sospiri, impiegato

Lanfranco Venturoni, medico

Nicoletta Verì, coordinatrice sanitaria

Wednesday, March 16, 2011

Nucleare in Abruzzo?



We think there is a partial meltdown at the plant.

Steven Chu, nobel per la fisica,
Segretario dell'energia USA


La natura e' imprevedibile
Maurizio Crozza


Sono favorevole alla soluzione dell'energia nucleare
Gianni Chiodi, Torre del Cerrano, 2009


Ecco chi ha votato a favore del nucleare in Abruzzo in data 8 marzo 2011, qualche giorno prima del disastro nucleare giapponese. Spero che si vadano a nascondere per la vergogna, incluso Mauro Febbo, assessore all'agricoltura:

Nicola Argirò (Pdl),
Alfredo Castiglione (assessore),
Federica Chiavaroli (Pdl),
Ricardo Chiavaroli (Pdl),
Luigi De Fanis (assessore),
Walter Di Bastiano (Pdl),
Emiliano Di Matteo (Pdl),
Angelo Di Paolo (assessore),
Mauro Febbo (assessore),
Paolo Gatti (assessore),
Nicoletta Verì (Pdl),
Lanfranco Venturoni (Pdl),
Lorenzo Sospiri (Pdl),
Luca Ricciuti (Pdl),
Berardo Rabuffo (Fli),
Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo),
Alessandra Petri (Pdl),
Nazario Pagano (Pdl),
Emilio Nasuti (Fli),
Giandonato Morra (assessore),
Antonio Menna (Udc),
Carlo Masci (Rialzati Abruzzo),
Emilio Iampieri (Pdl)

Gianni Chiodi, poverino. Vuole trivellare l'Abruzzo e gli tocca il disastro del golfo del Messico. Vuole fare il nucleare, e gli tocca il Giappone. Non e' che porta iella? Se nemmeno la nazione piu' avanzata del mondo sulla sicurezza sismica sa gestire incidenti di questo genere, vuole dire che non e' umanamente possibile.

Credo che in Abruzzo, in Italia, dove non sappiamo nemmeno costruire viadotti come si deve, sia meglio pensare ad altro.

Una proposta: mettiamo sui tetti di tutti gli edifici pubblici, condomini e fabbriche senza valore artistico, luccicanti pannelli solari. Forse non ci risolve tutto, ma si inizia a risolvere qualcosa.

Dal Giappone intanto non viene fuori niente di buono, ed e' tutto cosi' triste per un popolo che non se lo merita.

Finora sono scoppiati gli edifici del reattore 1,2,3,4. Ce ne sono sei.

Hanno aumentato il numero di lavoratori - circa 100 - che si occupano di raffreddare i reattori nucleari.

Hanno riattivato dei generatori di corrente che pero' non serviranno a niente perche' tutti i sistemi interni sono stati danneggiati.

Hanno autorizzato l'uso di cannoni d'acqua usati prima solo per allontanare gli scalmanati.

Alo stesso tempo hanno aumenato il limite legale di tolleranza alla radioattivita', da 100 a 250 millisievert. Il valore di fondo di solito e' 6 millisievert.

La mossa e' considerata "inevitabile a causa delle circostanze".

Gli elicotteri che avrebbero dovuto rilasciare acqua di mare sulle centrali sono stati fermati per paura di radiazioni.

Il Nuclear Energy Commission, l'ente americano che regola l'attivita' nucleare, stima che a un chilometro dalla centrale la dose di radioattivita' e' di 5,400 rem = 54 sievert, che e' fatale nel giro di qualche giorno.

Secondo il NYTimes la striscia di sicurezza e' di 50 miglia = 80 chilometri dai reattori nucleari.

Questo vuol dire che se lo stesso accadesse in Italia, per una centrale costruita a Verona per esempio, dovrebbero evacuare tutti quelli da Venezia fino a Brescia, che distano 160km.

Non oso immaginare.



Tuesday, March 31, 2009

La fuga dei codardi



Mi sono arrivati vari email in questi giorni segnalandomi un po di novita' sulla questione Abruzzo petrolizzato.

Il Vescovo di Lanciano-Ortona, Carlo Ghidellli dice di essere ancora fortemente preoccupato della questione petrolifera.

Negli scorsi giorni un gruppo di valenti tecnici non affiliati alla politica, si era attivato per dichiarare la decadenza del permesso di ricerca "Bucchianico", situato fra il chietino ed il pescarese. I Verdi avevano abbracciato questa iniziativa.

In origine, il permesso di ricerca di idrocarburi "Bucchianico" conteneva al suo interno anche i pozzi di Miglianico, quelli che l'ENI vorrebbe trivellare su scala industriale e il cui petrolio dovrebbe andare a finire nel centro petrolifero di Ortona. Successiviamente si decise di scorporare l'area di Miglianico da quella di Bucchianico, cosi' da ottenere due zone distinte. Quella di Bucchianico (senza Miglianico) rimase zona di esplorazione petrolifera, mentre quella di Miglianico divento' zona di coltivazione, cioe' di vera e propria estrazione.

L'area di Bucchianico si estende per quasi 200 chilometri quadrati secondo il Ministero dello Sviluppo economico.

Ora, i permessi di ricerca petrolfiera non sono eterni, e ad un certo punto scadono, come quello di Bucchianico. E' tutto molto semplice. I permessi a Bucchianico vennero rilasciati nel 1996 e sono scaduti nel luglio del 2008. E' scritto qui, a pagina 49.

L'idea portata avanti da questi tecnici ed abbracciata dai Verdi era che siccome il permesso era scaduto sarebbe stato necessario da parte della giunta regionale verificare e magari darsi da fare in maniera ufficiale per dire all'ENI: cari amici miei, avete avuto 12 anni di tempo per stravolgere le vigne d'Abruzzo. Non lo avete fatto, per calcoli cattivi, per le condizioni del mercato petrolifero, perche' gli Abruzzesi non vi hanno voluto.

Qualsiasi sia il motivo, IL TEMPO E' FINITO E ORA VE NE DOVETE ANDARE.

Invece come riporta Prima da Noi, l'intero centro destra decide DI USCIRE DALL'AULA AL MOMENTO DEL VOTO. Codardi!

I disertori nemici dell'Abruzzo nella giunta regionale sono: Giovanni Chiodi, Nicola Argiro', Alfredo Castiglione, Federica Chiavaroli, Ricardo Chiavaroli, Luigi de Fanis, Antonio del Corvo, Mauro Di Dalmazio, Angelo Di Paolo, Walter di Bastiano, Giuseppe Tagliente, Luciano Terra, Emiliano di Matteo, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Carlo Masci, Giandonato Morra, Lorenzo Sospiri, Nicoletta Veri, Emilio Nasuti, Berardo Rabuffo, Luca Ricciuti, Daniela Stati, Lanfranco Venturoni, Giandonato Morra, Gianfranco Giuliante.

Questi devono solo vergognarsi di mangiare pane a tradimento.

Addirittura Mauro Febbo dice che e' meglio non parlare di petrolio in Abruzzo perche' non va bene per il turismo!! Della serie, facciamo finta di niente, cosi la gente se ne scorda. Ma crede che siamo scemi?

Me lo vedo a dire queste cose il suo tono saccente e pieno della spavalderia degli ignoranti e dei presuntuosi. Se non fosse che ricopre un ruolo importante e che il futuro dell'Abruzzo dipende anche da lui, ci sarebbe solo da ridere davanti a tanta stoltezza. Invece, incredibile ma vero, e' un uomo cosi' che ci governa, e che prende in giro l'intelligenza degli Abruzzesi.

La cosa buffa e' che invece proprio oggi in prima pagina sulla pagina web della regione Abruzzo c'e' Febbo che si dichiara molto soddisfato dei riconoscimenti dell'Abruzzo al Vinitaly. Febbo sottolinea:

"l'eccellenza oramai raggiunta dai nostri vini che, in particolare quest'anno hanno ottenuto risultati ancor più prestigiosi. I vini abruzzesi sono sempre più apprezzati e lanciati sul mercato".

Certo che ci vuole proprio una bella faccia a dire queste cose, mentre di nascosto si trama per distruggere agricoltura , vino, turismo e quanto di sano abbiamo in quetsa regione!

Al Vinitaly l'Abruzzo e' arrivata quarta, dopo Veneto, Emilia Romagna e Sicilia. Ultima la Basilicata - chissa' perche'. Le estrazioni petrolifere a larga scala sul 70% del territorio evidentemente cosi bene non gli hanno fatto alle vigne dei lucani.

Daniele Stati e' ancora muta. Chissa se dira' mai anche una parola sulla questione petrolio. Muta nelle parole, ma non nei fatti. Infatti nemmeno lei era presente in aula al momento del voto. Mi fa una gran pena questa donna perche' deve stare zitta e invece di comportarsi da persona libera, deve segure gli ordini dei "grandi".

Gli unici a restare in aula del parito di Chiodi sono stati Nazario Pagano, che era il presidente del consiglio regionale, ed Alessandra Petri che da veri Ponzio Pilato si sono astenuti, come se la questione non li riguardasse.

Riassunto: Chiodi promette a parole. Toto vuole dichiarare la moratoria anticostituzionale. Febbo fa la legge insulto. Chiodi non fa ricorso contro la proposta di salvare l'Abruzzo. L'intero PDL esce dall'aula al momento del voto, in quello che avrebbe dovuto essere un passo piccolo ma concreto per salvare l'Abruzzo.

A questo punto e' chiarissimo, nella mia mente, che il nostro governatore Chiodi e tutta la giunta del PdL, VUOLE LE PETROLIZZAZIONE DELL"ABRUZZO. Le parole se le porta il vento, i fatti restano.

Vergogna.