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Friday, June 9, 2017

Approvate trivelle ENI a Carpignano Sesia - e le belle parole sugli accordi di Parigi?





Le proteste a Milano dei residenti di Carpignano Sesia
Foto di Bruna Navazza

Grazie!

Renzi 💙 Trivelle


I nemici dell'ambiente -- Dario Franceschini e Ginaluca Galetti


"Oggi fare una politica dell'ambiente è un vantaggio per le imprese.
L'America farà le sue scelte noi andremo avanti".



E' sempre interessante notare le contraddizioni dei politici italiani, che parlano e non agiscono, che promettono ma poi rompono le promesse, che vedono le travi nelle democrazie altrui e non quelle nelle loro firme.

Eccoci qui, Gianluca Galletti, ministro dell'ambiente e Dario Franceschini, ministro dei beni culturali d'Italia che regalano un altro pezzo d'Italia ai petrolieri, all'ENI all'indomani della decisone di Trump da uscire dagli accordi di Parigi. 


Ma come, secondo Parigi non dovevamo perseguire una politica di energia rinnovabile e verde e virtuosa?  E qui continuiamo a cercare petrolio?

La storia di Carpignano va avanti dal 2012 ormai e vede per protagonista un paesino  in provincia di Novara, che si oppone con tutta la forza dei suoi 2500 abitanti ad essere trivellata.

In questi anni gliel'hanno detto in tutte le salse, a tutti -- all'ENI, al governo, alla stampa che non e' questo il posto indicato per cercare o estrarre petrolio, come in realta' non lo e' quasi nessun altro angolo d'Italia. E dopo avere fatto sensibilizzazione, raccolta firme, creato il Comitato Difesa del Nostro Territorio (DNT), fatto richieste a provincia, regione e petrolieri di essere ascoltati, alla fine hanno deciso di compare collettivamente il terreno trivellando in 297.

A dire di no a questa concessione non ci sono solo i residenti di Carpignano Sesia, ma anche la Regione Piemonte, la Provincia di Novara, la ASL di Novara, e vari comuni confinanti: Arborio, Barengo, Briona, Fara, Fontaneto D’Agogna, Gattinara, Ghemme, Ghislarengo, Lenta, Lozzolo, Novara, Prato Sesia, Romagnano Sesia, San Nazzaro Sesia, Sillavengo, Sizzano.

Nonostante tutto, il 1 Giugno 2017, Galletti e Franceschini approvano il pozzo di Carpignano.

Possibile che Galletti e Franceschini ne sappiano piu' di tutta la provincia di Novara sull'opportunita' di trivellare a Carpignano?  

E notare che il momento di dire no e' adesso: prima che i danni arrino. Perche', come sempre, le trivelle esplorative sono solo l'anticamera del resto, delle trivelle permanenti, della raffinazione, degli oloeodotti, dei veleni all'ambiente e al vivere civile per i trenta anni successivi. La Basilicata ci ha gia' insegnato tutto, in un modo super eloquente.

Il copione e' sempre lo stesso in queste approvazioni ministeriali: il "pozzo e' temporaneo", e si esclude "qualsiasi tipo di impatto sulle specie e sugli habitat protetti".  

E in cinque pagine liquidano cinque anni di attivismo e di partecipazione democratica. 

Ah si, ci sono i contentini delle prescrizioni: l'ENI dovra' fornire un "piano di monitoraggio" che tenga conto "delle eventuali carenze nella documentazione presentata". Quindi... approviamo pozzi con documentazione carente? 

Poi ci dovranno essere modelli matematici per studiare la sismicita' indotta, monitoraggio dell'acqua di falda, preparazione di piani per l'approvvigionamento idrico in caso di contaminazione,  misure di mitigazione del rumore e dell'inquinamento luminoso, indennizzi in caso di danni alla viabilita', a causa del passaggio di mezzi pesanti. L'ENI dovra' pure presentare personale competente in archeologia e in botanica.

E poi, chicca finale, il pozzo dovra' essere "grigio chiaro" dovranno essere piantati alberi lungo una fascia di almeno dieci metri in modo da fare "effetto bosco" (ma .. non era che il pozzo era temporaneo? Lo sanno questi che per far crescere un bosco ci vogliono decenni?), e il recinto deve essere "marrone". Non e' specificato se marrone scuro o chiaro.

Ma ... e le esalazioni tossiche di che colore le facciamo? E i fanghi spesi? Li coloriamo di azzurro? 

Torniamo allora alle parole di Gianluca Galletti. Che significa "noi andremo avanti"?

Dove?

Avanti a mentire al mondo?  A fare finta? A non rispettare la democrazia? A che serve sciacquarsi la bocca con il fatto di vivere in democrazia, e a farsi i belli con Trump, e se non si ascolta nessuno, ma proprio nessuno? 

Quello che a me fa piu' rabbia che il buco in terra e' proprio il non rispetto della democrazia, della volonta' popolare. Un paese intero si organizza, fa sforzi indicibili affinche la propria voce venga ascoltata, e chiede di poter decidere da se, il proprio destino. E' bello vedere una comunita' cosi innamorata dei suoi boschi e dei suoi ruscelli e del suo cielo blu. Perche' devono arrivare questi burocrati da Roma a distruggere tutto?  Perche' l'ENI deve essere piu' importante?

Dove sono gli accordi di Parigi a Carpigano Sesia, caro Galletti, caro Franceschini, caro Renzi, caro Gentiloni?













Thursday, October 9, 2014

La bellezza e l'inferno







Questa e' la lettera che Franco Moroni, assessore della provincia di Chieti e delegato speciale per la
difesa della costa e delle problematiche petrolifere, ha scritto a Matteo Renzi in merito allo Sblocca Italia.

La trovo molto bella e la voglio condividere qui.

Grazie Franco, dalla nostra parte, dall'inizio.


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A Matteo Renzi, Presidente del Consiglio d'Italia

La bellezza e l'inferno

E’ vero, l’Italia ha bisogno di risorse energetiche che la svincolino da quei legami equivoci con le grandi potenze che la costringono ad assoggettarsi alla volontà e ai desideri altrui.

Tuttavia, ritengo che non sia questa la strada corretta da intraprendere, Signor Presidente del Consiglio. La natura stessa ce lo dice, gli abruzzesi che ce lo dicono: non intendono più sacrificare neanche un centimetro della propria terra sull’argomento petrolio, una terra vocata per le sue eccellenze, al turismo e all'agricoltura.

La Regione Abruzzo è uno dei tesori segreti dell'Italia.

Non c'è folla, né industria pesante; solo verde, mare, sole, castelli, vigneti, e villaggi in pietra.

Non frantumate questa bellezza, non scaraventateci nell’inferno per fare gli interessi di pochi ignorando completamente quelli di molti, non utilizzate logiche ignoranti e prive di scrupoli decidendo di strumentalizzare il nostro territorio a vantaggio di biechi personalismi.

Esorto anche il Governatore della Regione Luciano D’Alfonso ad attivarsi attraverso i propri canali con il Governo Centrale al fine di scongiurare gli effetti di una strategia energetica che non ha nulla a che vedere con il nostro Abruzzo.

Tengo a rimarcare che centinaia di studi scientifici a livello mondiale dimostrano come l’inquinamento che proviene dalle lavorazioni degli idrocarburi provoca sul territorio aumenti di tumori, malformazioni fetali, malattie cardiorespiratorie e deformazioni genetiche come ben sanno gli abitanti di Falconara, Gela, Viggiano, Priolo, Porto Marghera, Manfredonia, Cremona.

Inoltre, nel compartimento del lavoro, i vari report dell’OPEC evidenziano che il settore è stato notevolmente colpito dal calo della domanda mondiale e che quindi non vi sono prospettive di crescita lavorativa, resistendo in ambito occupazionale nel solo “circolo chiuso” dell’indotto, cioè di quelle poche aziende che operano nel settore.

Il petrolio abruzzese è un petrolio “amaro”, cioè non si ricavano benzine ma solo bitume per asfalti o nel migliore dei casi PVC, come dichiarato anche dall’amministratore delegato della Medoilgas Sergio Morandi, titolare della concessione “Ombrina Mare2”.

Se il 1° settembre 2009 anche la Chiesa Cattolica attraverso il Sinodo dei Vescovi abruzzesi e molisani ha pubblicamente preso una posizione contraria allo sfruttamento petrolifero in Abruzzo.

Se il 30 giugno 2010 “il Sole 24 ore” faceva un excursus sull'impossibile convivenza tra le richieste (e le autorizzazioni) di piattaforme petrolifere offshore e l'economia turistica e l'ambiente.

Se di conseguenza anche il giornale della Confindustria è stato costretto ad una prudente ritirata di fronte ad iniziative petrolifere che cozzano con il turismo, penso che qualcosa nel sistema OIL&GAS non vada, come penso Signor Presidente del Consiglio, che Lei possa e debba dare un segnale concreto modificando il decreto Sblocca-Italia verso risorse ecosostenibili perché se l’Italia vuole uscire da questo imbarbarimento ambientale e sociale deve ritrovare la forza e la dignità dei propri padri. Forza e dignità che nel dopoguerra hanno permesso di uscire dalla morsa della povertà e del sottosviluppo.

Vogliamo bene a questo mare e a questa provincia, ed e' per questo che faremo di tutto per evitare le estrazioni di idrocarburi .

La esorto e Le chiedo di intervenire direttamente nel modificare il decreto Salva-Italia in quelle parti che trasformerebbero una Regione “verde” e vivibile in una Regione “amara”.

Franco Moroni, 29 Settembre 2014

Monday, August 4, 2014

Centinaia di osservazioni mandate contro Ombrina Mare - grazie a tutti!



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PS: Notare che Renzi non parla mai di Abruzzo. Perche'? Io credo perche' lo sa pure lui che non ha che da perderci in Abruzzo nel dire si alle trivelle. Siamo tutti contro, e il problema e' piu' sentito rispetto a qualsiasi altra regione italiana. Il merito e' di tutti noi. Io sono stanca morta, ma occorre continuare cosi. Vorrei solo che ci fosse piu' gente a dirmi: vuoi una mano?


Grazie a tutti.

Ad maiora e vediamo che succede adesso.

Legnini e Pezzopane - it's time to wake up.


**

Si e' conclusa la fase di invio di osservazioni di contrarieta' al progetto Ombrina Mare da parte della Medoilgas di Sergio Morandi.

Al Ministero dell'Ambiente sono state inviate numerose centinaia di comunicazioni e da ogni spaccato della societa' civile d'Abruzzo, incluse associazioni di commercianti, di balneatori di enti religiosi, sportivi, turistici, ambientali e culturali nonche' da numerosi accademici e cittadini della regione, tanto da intasare piu' volte i computer del Ministero dell'Ambiente a Roma.

Testi di contrarieta' ad Ombrina sono arrivati da tutta Italia e da associazioni ed amanti dell'Abruzzo residenti in Germania, Irlanda, Inghilterra, Marocco, Olanda, Svizzera, USA, Canada, Slovenia, Spagna, Montecarlo, da ben sessanta associazioni francesi nonche' dal direttore della Croce Rossa Internazionale della sede dello Yemen.

Una lista parziale di testi di contrarieta' e' qui elencata:

http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/Ombrina_d30BCMD_2014/

Nel loro complesso sono state sottolineate numerose criticita' dell'intervento della Medoilgas, fra cui la superficialita' dei nuovi documenti presentati in sede di AIA, la mancata analisi del rischio collegata ad Ombrina Mare - rimandata ad altra sede come se si potesse continuare ad infinitum nell'attesa - la mancanza di risorse per far fronte ad eventuali incidenti considerato l'esiguo capitale sociale che resta alla Medoilgas, dati ed analisi dati poco affidabili e la piu' totale incompatibilita' di una FPSO e di quattro o sei pozzi di petrolio a sei chilometri da riva con l'Abruzzo che vogliamo.

Non sappiamo come finira' la questione Ombrina Mare cosi come non sappiamo cosa si agita dentro i palazzi romani, se sara' la voce del buonsenso a prevalere o se invece i troppo comuni inciuci
italici avranno la meglio.

Di certo, dopo la grande manifestazione del 13 Aprile 2013, l'Abruzzo intero ha dimostrato un grande senso civico e di partecipazione popolare in modo democratico, intelligente e costruttivo. Se Ombrina verra' fermata - e non possiamo saperlo - il merito non sara' di nessun partito, movimento politico o "grande" associazione ambientalista, quanto delle centinaia di persone che dal primo giorno hanno
cercato di informare, di lavorare nel concreto, mettendo pressione ai governi regionali e centrali che si sono susseguiti nel corso di questi sei anni e rendendo Ombrina Mare un caso politico, prima ancora che ambientale.

Grazie dunque a tutti quelli che hanno usato il proprio tempo nell'esprimere il proprio dissenso.

Un ringraziamento particolare va ad Assunta Di Florio, Ilaria Giangrande, Antonio Maria Cristaldi, Iolanda De Simone, Grazia D'Ercole, Francesco Ferella e Fabrizia Arduini che per dieci giorni hanno lavorato con me nell'organizzazione e nell'assistenza di invio di Osservazioni al Ministero e senza i quali non sarebbe stata possibile una cosi grande partecipazione pubblica.

Le osservazioni della sottoscritta - 107 pagine di cui si prega di non abusare - sono qui:

www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/Ombrina_d30BCMD_2014/Ombrina2014_D'Orsogna.pdf

Wednesday, July 16, 2014

Ri-affondiamo Ombrina Mare



Lo so, e' avvilente stare ancora qui dopo sei anni, ma questa e' la nazione che ci e' stata data e non possiamo fare altro che continuare.

Ecco qui i link per mandare osservazioni brevi e quelle ancora piu brevi contro la Medoilgas di Sergio Morandi e di Chicco Testa che vogliono trivellare i mari d'Abruzzo.  I testi si possono mandare da ogni parte d'Italia.

Le istruzioni sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali, se possibile. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Chiamare il file Ombrina2014_COGNOME.doc (con il proprio COGNOME) e se possibile farne copia in .pdf

3. Inviare il .pdf con raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della 
Tutela del Territorio e del Mare
Divisione II e Divisione IV
Attenzione: Concessione d30BC-MD Ombrina Mare Medioilgas
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

4. Invece che la raccomandata, se si ha la PEC (posta elettronica certificata) si puo' mandare il tutto a

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it, 
segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
aia@pec.minambiente.it
ris@pec.minambiente.it

dva@minambiente.it

Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

5. Se non vi e' possibile fare raccomandata e/o PEC, mandate pure a me che cerchero' di farla arrivare a destinazione, ma e' meglio che ciascuno la mandi indipendentemente da me, se si puo'.

6. Quale che sia il metodo di invio, mandare se possibile una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare la prima volta. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio tramite persone che mi aiutano, anche se sarebbe meglio che ciascuno mandasse i suoi testi indipendentemente.

6. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

7. La scadenza e' il 29 Luglio 2014. Abbiamo due settimane di tempo per lavorare.

Abbiamo gia' sconfitto Ombrina Mare, e abbiamo dalla nostra parte la forza dei numeri e dei 40,000 di Pescara. Notare che in tutti i deliri di Renzi e Prodi e della Guidi, l'Abruzzo o non viene citato oppure viene citato solo marginalmente, e questo perche' l'opnione pubblica e' dalla nostra parte e lo sanno anche loro.

Basta solo che continuiamo a far sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa.

Il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Le osservazioni si possono usare poi per eventuali ricorsi come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Thursday, October 24, 2013

Valter Catarra, Teramo - un nome da non dimenticare




Eccoli qui i nostri novelli Ponzio Pilato: sono i membri del consiglio provinciale di Teramo sotto il presidente Valter Catarra che hanno deciso di non appoggiare i comuni di Bellante, Mosciano Sant'Angelo e Campli nel ricorso al TAR contro il governo centrale riguardante l'assegnazione del permesso di ricerca di petrolio "Colle dei Nidi" nel teramano:


VALTER CATARRA 
Presidente della Provincia di Teramo

 DAVIDE CALCEDONIO DI GIACINTO 
Assessore 

GIUSEPPE DI MICHELE 
Assessore

 VINCENZO FALASCA
Assessore

ELICIO ROMANDINI 
Assessore

 EZIO VANNUCCI
Assessore

Se ne sono tutti lavati le mani della questione petrolio nella provincia di Teramo.

Oltre a loro ci sono altri tre assessori assenti al momento della delibera, la cui posizione non e' nota:  RENATO RASICCI Vice Presidente,  EVA GUARDIANI Assessore  e FRANCESCO MARCONI Assessore.

E dunque la Provincia di Teramo resta a guardare, lasciando da soli tre piccoli comuni d'Abruzzo a lottare contro il mostro del petrolio.

Proprio degli amministratori illuminati e con a cuore il benessere dei loro cittadini.

Chissa'. Magari se uno li interpella diranno: oh si, siamo assolutamente contro la petrolizzazione, ma poi nei fatti... nei fatti non gliene importa un fico secco.

Nella nota, dicono che in data 10 ottobre i tre comuni di cui sopra hanno chiesto alla provincia  

“di voler rendere manifesto l’eventuale interesse di questa Provincia a resistere o meno
all’iniziativa intrapresa dalla parte ricorrente e, all’esito, a voler relazionare in merito alle
circostanze ed argomentazioni rappresentate dai Comuni di Bellante, Mosciano S. Angelo
e Campli nel suddetto ricorso"


La provincia ha allora interpellato il settore Emergenza - Alluvione - Viabilità - Urbanistica che comunica che:

si rileva che i ricorrenti non hanno contestato atti o provvedimenti adottati dallo scrivente Settore per cui si comunica il non interesse a resistere all’iniziativa dei ricorrenti" 

Poi hanno interpellato il settore Appalti – Turismo – Agricoltura che gli dice invece che:

“per quanto di competenza di questo Settore non vi è alcun interesse a costituirsi in giudizio in questo contenzioso”;

Cioe' che visto che i comuni di cui sopra non hanno contestato atti della provincia di Teramo, e che il settore agricoltura non ha competenza in tema di petrolio, la provincia non ha interesse a partecipare.

Votano all'unanimita'.   E chi si e' visto si e' visto.  Appunto, come Ponzio Pilato.

Arrangiatevi voi.  Noi non c'entriamo niente!

Agricoltura della provincia di Teramo? Il petrolio gli fara' bene!

Urbanistica? Sara' un vero spettacolo vedere camion e cisterne su e giu per le stradine di campagna, e se ci saranno riversamenti, e che vuoi che sia.

Ma perche' si sono tirati indietro? A parte tutto, ci avrebbero fatto un gran figurone dal punto di vista politico. Non che abbiano mai veramente fatto qualsiasi cosa per davvero contro le trivelle quelli che siedono alla provincia di Teramo. E ovviamente, non che abbia fatto grandi cose neanche il nostro lungimirante Gianni Chiodi.

Si sono tirati indietro per paura? Per comodita'? Per ignoranza? Per non mettere in imbarazzo il Cuor di Leone Gianni Chiodi?

Non lo so. So solo che dopo tutti questi anni e' inaccettabile una cosa di questo genere e che occorre non dimenticare e non fargliela passare liscia a questi pseudo-amministratori.

Occorre ricordarsi di questi nomi in tempo di elezioni e non votarli mai piu. Non meritano la nostra fiducia, i nostri soldi. Non meritano l'onore di rappresentare l'Abruzzo.

Meritano solo un pozzo di petrolio dritto dritto sotto le loro case.

Grazie al Prof. Enzo Di Salvatore che ha diffuso la nota che si puo' scaricare qui.




 


Tuesday, October 2, 2012

Bomba, l'Adriatico, Pecoraro Scanio e la corerenza



Sono in giro per l'Italia ed il tempo e' sempre tiranno.

Alcune notizie, belle, buone e riflessioni varie:

1. Ieri 1 Ottobre il Ministero dell'Ambiente ha ascoltato la questione Bomba - a porte chiuse - ma la cosa positiva, come riferisce Franco Moroni per la provincia di Chieti e' che per il Ministero resta valido il parere negativo della V.I.A. e tutti gli attori in commissione: la Regione, la Provincia di Chieti, i comuni hanno ribadito il no.

Un altro passo in avanti, in questa saga multi annuale ed infinita, e in un paese in cui non si riesce mai ad arrivare alla parola fine, ma comunque un passo nella direzione giusta.


2. A quanto pare il Partito Democratico chiede una richiesta di moratoria di trivelle per l'Adriatico. E' un po tardi, no?  Considerato che il decreto trivellante di Passera/Clini e' stato votato 2 mesi fa e che nessuno dei senatori/parlamentari/politici ha detto o fatto niente a suo tempo, quando era possibile fare qualcosa.

Fra gli appellanti Pecoraro Scanio.

Ricordo a tutti che il Centro Oli di Ortona, un mostro desolforante fra i campi del Montepulciano d'Abruzzo ed il suo annesso campo petrolifero fu approvato anche dai ministeri romani e aveva le firme di approvazione dello stesso Pecoraro Scanio come Ministro dell'Ambiente, di Di Pietro come ministro delle infrastrutture e di Bersani.

Nessuno di loro ha mai chiesto scusa.

Adesso vengono fuori con queste moratorie dell'ultimo minuto che sanno di propaganda prendi-voti.

Cari politici, qui ci vuole la coerenza e le cose occorre ricordarsele per tempo, e non essere canne al vento e cercare di sfruttare le proteste popolari.


3. Sabato 6 Ottobre c'e' la manifestazione contro le trivelle alle Tremiti, presso la citta' di Manfredonia. Chissa' forse e' questo il motivo per cui si e' svegliato pure il PD e pure Pecoraro Scanio.


Saturday, April 14, 2012

Bomba, su Google News


Ecco qui vari siti in inglese che hanno riportato la storia di Bomba e della Forest Oil:

888 Press Release

Virtual Strategy

Vero Beach Tattoo

Silo Breaker

Il testo in inglese e' qui - grazie a Sammy, Paul e Randi per averlo diffuso su Google News.

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The people of Abruzzo, Italy have once again scored a giant victory in their David versus Goliath fight against Denver-based oil giant Forest Oil Corporation, in their quest to protect one of Europe's most biodiverse regions.

On April 10th, 2012, the Commission for Environmental Impact Evaluation in Abruzzo, headed by Mr. Antonio Sorgi, unanimously rejected gas drilling and refining plans as proposed by the Forest Oil Corporation, headed by CEO Craig Clark, after a prolonged awareness campaign involving residents and activists.
According to public documents, the American oil giant had begun considering drilling a first cluster of five gas wells, a refinery, and multiple waste pits back in 2008. The company had anticipated extracting a total of at least 50 billion cubic feet of natural gas containing high levels of hydrogen sulfide to be refined 200 meters from the nearest residence in Bomba, Abruzzo, population 900.

Bomba sits along the banks of a popular recreational lake by the Parco Nazionale della Majella, a scenic national park that draws local and international visitors due its pristine environment and breathtaking views. Its economy is largely driven by agriculture and tourism.

Residents reacted strongly to drilling plans and uncovered Forest Oil Corporation's reports, according to which drilling could pose severe hydro-geological risks to a highly unstable, seismic area prone to subsidence and landslides. The project also called for the emission of pollutants from the refinery exceeding Italian legal limits, which would permeate the town center.
Official statements in opposition to drilling by the Forest Oil Corporation were filed by nineteen municipalities in the area, the Province of Chieti, the Catholic Church, the World Wildlife Federation, the Union of Merchants and Tourist Operators, and dozens of local organizations as well as the heirs of American author John Fante.

In a last-ditch effort to gather public support, executives from the Forest Oil Corporation visited Bomba in August 2011. They were confronted with incensed residents, who asked cogent questions that the Forest Oil executives were incapable of addressing. Later, the company stated that it was the first time in their 95-year history that they had received such informed and firm opposition from a local population.

The campaign to save Bomba is part of an ongoing effort to save Abruzzo, Europe's green heart, from turning into a giant oil field. The campaign has been largely coordinated by Professor Maria R. D'Orsogna, a California resident with origins in Abruzzo. In the past five years, this international activism has led to the rejection of another oil field and refinery in Ortona, sponsored by Italian oil giant ENI, and of the Ombrina Mare oil rig proposed by Mediterranean Oil and Gas of London.

In a brazen act of defiance against Italian officials and the unanimous will of local population, the Forest Oil Corporation of Denver plans to appeal.

Friday, October 2, 2009

Manifesti della Confcommercio


Fra qualche giorno l'intera provincia di Chieti sara' invasa da manifesti di contrarieta' alle trivelle petrolifere nella nostra regione.

E' una cosa bellissima e sono veramente grata al presidente della Confcommercio, Angelo Allegrino, per avere accolto il mio invito a creare queste locandine ed a farle diffondere il giro per la provincia. Ovviamente dietro questa nuova iniziativa c'e' il lavoro di varie altre persone, prime fra tutte Giosue' e poi Fabrizia che si sono adoperati per disegnare e far stampare queste locandine. Grazie!

Io penso che non ci sia cosa piu' bella dell'operare insieme alla gente, di renderla partecipe, di far sentire a ciascuno che ogni passo e' importante, anche se non ci sembra. Abbiamo veramente fatto tanta strada insieme, tanta altra ce n'e' ancora da fare. Nessuna cosa sara' un passo lunare, ma ognuno si costruira' sui tanti gia' fatti. Tutti ci porteranno alla meta finale: no alle trivelle in Abruzzo.

Ogni tanto mi arrivano email con proposte grandiose, che occorre andare a parlare con Di Pietro, con Santoro, con Berlusconi, con Fini. E si, sarebbe bellissimo che ciascuno di questi personaggi volesse dire e fare la loro, ma intanto che aspettiamo Godot che ci salvi, e' bello che siamo noi persone normali a darci da fare, inventandoci qualcosa ogni santo giorno.

In questo senso, tutto e' stato utile, dal pubblico di Cupello che incalza Chiodi, dal video amatoriale fatto a EdG dove gli si chiede: ma come fai a fare il turismo con le piattaforme? Dai messaggi su Facebook a EdG alle lettere e ai filmati a Chiodi. E' stato grazie a tutto questo movimento di persone che abbiamo avuto la moratoria del 2008, la partecipazione della provincia contro Elsa2, il ritiro della legge Febbo-Chiodi per spartirsi le royalties e messa all'ordine del giorno, "per sbaglio", da Emilio Nasuti.

Sono queste le nostre armi, e occorre continuare a martellare, con la trasparenza e l'operato paziente di tutti. Nessuno di noi legifera, per cui dobbiamo solo fare affidamento nei nostri numeri, nella nostra impazienza di popolo. Continuano ad arrivarmi email di vario genere, di ammirazione, di ringraziamento, di voglia di fare. Andiamo avanti cosi, ogni giorno un passo in piu'.

La strada e' ancora lunga, ma in qualche modo ce la faremo.

Sunday, September 6, 2009

Osservazioni


Ah, ad avercelo il buon senso di chiedere cosa sono le osservazioni...

Grazie alla ragazza che ha avuto il coraggio di fare le domande. Questa e' la democrazia.

La lettera di sotto e' quello che gli ho scritto oggi:

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Gentile Dr. Antonelli, Gentile Dr. Di Giuseppantonio,

ho ascoltato nel video in allegato delle perplessita' del presidente della provincia riguardo la possibilita' o meno di fare osservazioni al ministero.



E' importante precisare che il ministero NON ha ancora deciso nulla sul pozzo della Vega Oil. L'opportunita' che abbiamo adesso e' quella di studiare il progetto proposto dalla Vega Oil e dire cosa ne pensiamo, sottoforma di dialogo con il governo centrale, non di confronto.

Questo e' lo scopo delle osservazioni da fare al ministero.

Questo e' quello che ha fatto la regione Basilicata e la provincia di Matera che infatti hanno
presentato alcune osservazioni al ministero, riguardo il progetto di trivellare il mare Ionio da parte della Apennine Energy.

I pareri della regione e della provincia non sono vincolanti, ma vengono tenuti in considerazione dal ministero, che infatti ha bloccato l'attivita' estrattiva in Basilicata, su suggerimento e su argomentazione degli enti lucani, dando un segnale forte anche alle altre ditte petrolifere.

Questo e' stato un enorme successo della provincia di Matera che ha operato nell'interesse vero della comunita' locale.

Mi auspico che la regione Abruzzo e la provincia di Chieti in particolare vogliano fare la stessa cosa e darsi da fare il piu' presto possibile.

Grazie

MRD

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Lungo la costa brava della Spagna, in Catalogna, pozzi di petrolio non se ne vedono.

Tuesday, September 1, 2009

(Quasi) Da Enrico di Giuseppantonio


Pubblico la risposta che mi e' arrivata oggi da parte del Capo ufficio stampa della provincia di Chieti, Antonello Antonelli, da parte del presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Gent.ma prof.ssa D'Orsogna,

non stiamo ignorando assolutamente ne' i suoi appelli ne' quelli dei cittadini che ci chiedono di intervenire. Subito dopo la ricezione della sua missiva, abbiamo attivato tutti i nostri canali e contattato alcuni comitati che sono con lei per il no alla petrolizzazione dell'Abruzzo per avere un quadro completo della situazione e poter elaborare con tutta la necessaria accuratezza le nostre controdeduzioni da inviare agli uffici competenti.

L'amministrazione provinciale non e' un comitato di cittadini, ha regole e procedure da seguire ne' puo' sparare nel mucchio senza un'adeguata informazione, che provenga da tutti gli attori in campo. Le abbiamo assicurato un intervento entro i tempi prestabiliti, con
la sua mail dimostra di non fidarsi della nostra parola. Avrei capito la sua reazione stizzita il 27 settembre, ma non oggi, a piu' di tre settimane dalla scadenza dei termini.

Comprendo bene la sua premura, vista la battaglia che da tempo lodevolmente sta combattendo, ma indirizzare alla Provincia un sollecito in forma piu' discreta sarebbe stato piu' corretto. La terro' informata sulle nostre iniziative in materia.

Cordiali saluti e buon lavoro.

Ricordo che quando arrivo' da analizzare il plico sul progetto di ampliamento di Rospo Mare a Vasto, verso Marzo di quest' anno, questo conteneva almeno 500 pagine scritte in tecnichese. In quella occasione arrivarono ottime osservazioni da parte di Apocalisse Italia e del Comitato Natura Verde (se ce ne furono delle altre, ditemi che le cito).

Davvero la provincia fara' tutto in tre settimane? E chi sono gli esperti che faranno queste osservazioni?

A me non piace (come credo a nessuno) fare la parte della rompiballe e muoio dalla voglia di trovare un politico che abbia voglia di fare la cosa giusta e potermi dedicare ad altro. E' solo che se non ci fossero stati i cittadini, la provincia di Chieti se ne sarebbe mai accorta del progetto della Vega Oil? Si sarebbe preoccupata? Avrebbe agito? Se quella mia lettera non fosse finita sui giornali - so che l'hanno pubblicata sia Il Messagero che il Centro, oltre che altri bloggers (grazie a tutti per averla messa su!)- la provincia si sarebbe sentita pressata a fare qualcosa?

E perche' tutto deve essere fatto "in discrezione"? Non abbiamo forse il diritto di sapere?

E con quale organizzazione contraria al petrolio stanno lavorando? E quali sono gli altri "attori" in campo come li definisce Antonelli? Il sindaco Nicola Fratino di Ortona che ricavera' dei soldi personali dal passaggio delle petroliere? Oltre al milione di euro che ha gia' intascato dall'ENI tramite la Buonefra?

E perche' su facebook Enrico di Giuseppantonio risponde a tutti, ma non ai vari appelli rivoltigli in questa direzione? Mi sembra molto piu' importante il petrolio che non il sapore delle olive.

Ancora, perche' di Giuseppantonio non ha detto nulla e non si e' voluto esporre su questo tema la sera di Cupello?

Ci crede davvero la provincia di Chieti alla lotta contro il petrolio?

Soprattutto, ancora non mi e' chiaro cosa la provincia intende fare. Si potrebbe iniziare con l'andare in televisione a dire: la provincia di Chieti si oppone alla realizzazione del pozzo Vega Oil perche' incompatibile con il progetto di fare della costa teatina un centro turistico
di qualita' ed e' per questo che presenteremo la nostra contrarieta' a tutti i ministeri ed agli uffici competenti.

La petroceltic ci guarda - legge il mio blog, figuriamoci se non prestano attenzione alle voci dei governanti locali.

Facile no? Perche' c'e' questa paura? Nella mia opinione chiunque sia favorevole a questa nuova piattaforma, come sempre, o e' ignorante in materia o e' in malafede. Il rimanere passivi non e' accettabile, non si puo' dire che si vuol fare dell'Abruzzo la Catalogna d'Italia e poi lasciarci in balia dei petrolieri.

Intanto, la Petroceltic sa che noi siamo qui a far commedia, ecco cosa leggo dal sito degli investitori:

Speaking of Abruzzo, I say let's double the price of oil and gas to Italy. I stumbled upon another link earlier which says there are about 3,000 in the region against drilling by mog, pci and eni. It also said that drilling had been outlawed a while back.

Basta solo ricordare che in Lombardia la ditta Po Valley ha rinunciato a trivellare perche' TUTTE le autorita' locali si sono espresse contro alle trivelle nel parco del Curone.

Perche' non possiamo aspirare ad un risultato simile per il parco della Costa Teatina?

L'ho gia' detto mille volte, nei mari Californiani non e' piu' stata messa una piattaforma dal 1969. Qui siamo 40 anni indietro. Andiamo avanti cosi'.

Tuesday, August 25, 2009

A Enrico di Giuseppantonio


*** Per vedere la situazione dei pozzi petroliferi in Italia si puo' andare sul sito del Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni. Un altra descrizione sui Rospi petroliferi di Vasto e' data da Allegria di Naufragi ***

Bene, visto che sono passati dieci giorni da quando gli ho scritto, e visto che la situazione petrolifera resta prigioniera del non fare politico, non posso fare altro che pubblicare la lettera che ho scritto al nostro presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Ricordo che il 31 dicembre del 2009 scade la moratoria sulle operazioni petrolifere in Abruzzo, senza che vi sia nessuno strumento che protegga la nostra regione.

Ricordo a tutti che il presidente della provincia di Chieti si e' impegnato ad adoperarsi contro il petrolio nel concreto. L'ha promesso a Lanciano, il 19 luglio del 2009. Finora di concreto non ha fatto nulla, se non appuntare Remo di Martino - paladino del si al centro petrolfiero di Ortona - ad assessore al turismo, senza che nemmeno quest'ultimo fosse stato eletto. Bella roba.

Se c'e' una cosa che non sopporto e' di essere presa in giro. Quando uno da' la propria parola sarebbe bene mantenerla. Appena scritto questo email, il segretario del presidente, Antonello Antonelli, mi rispose dicendomi che diGiuseppantonio mi avrebbe contattato l'indomani.

Bene, questo "indomani" di dieci giorni fa non e' mai venuto. Se pensano che siccome sono fisicamente lontanta me ne sto zitta, si sbagliano di grosso.

Qui altre richieste di convocazione con il presidente di regione, Gianni Chiodi, portata avanti dagli amici del Comitato per la difesa dei beni comuni, nel teramano. Anche li, non ci sentono bene i nostri politici. Che delusione questo Gianni Chiodi.

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Gentile Dr. Di Giuseppantonio,

sono Maria Rita D'Orsogna, e le scrivo da Los Angeles, di nuovo in merito alla questione petrolio.

Come forse lei sapra' la ditta Vega Oil ha deciso di trivellare le coste antistanti Ortona, con una piattaforma a soli sette chilometri dalla costa, in acque profonde solo trenta metri e per circa cinque chilometri sotto la crosta terrestre.

Tutto questo in una democrazia vera non succederebbe. Le ricordo che lungo le coste atlantiche e pacifiche degli USA non si mettono piu' piattaforme in mare a meno di ben 160 km dalla costa e questo dal 1969.

Cosa c'e' da fare nel concreto? C'e' tempo fino al 25 Settembre per presentare osservazioni al Ministero dell'Ambiente per contrastare questa nuova proposta di trivellare l'Abruzzo. Le associazioni di cittadini si stanno gia' mettendo all'opera per farlo.

Nello specifico occorre che:

1) La provincia deve presentare delle proprie osservazioni contrarie al progetto della Vega Oil SpA. Le associazioni di cittadini si stanno gia' muovendo in questo senso ma non possono essere lasciate, ancora una volta, sole.

Serve un segnale FORTE da parte delle isituzioni legate al nostro territorio. Quando un cittadino ha contattato i tecnici del ministero e ha chiesto come mai rilasciassero sempre tutte le autorizzazioni, si e' sentito rispondere che NESSUNO ha mai presentato delle osservazioni contrarie entro i termini previsti dalla legge (60 giorni dalla pubblicazione dell'avviso sui
giornali).

Se necessario, la provincia si faccia carico di pagare un consulente
ESPERTO ed INDIPENDENTE che la aiuti nella redazione delle osservazioni.

2) La provincia supporti attivamente il lavoro svolto dalle associazioni.
In particolare, occorre che la provincia sia COFIRMATARIA delle osservazioni che i cittadini stanno preparando. Bisogna far capire ai tecnici del ministero che c'e' un fronte comune che unisce istituzioni e semplici cittadini nel dire no al petrolio.

Le manderemo le nostre osservazioni appena saranno pronte.

3) La provincia puo' coinvolgere attivamente i comuni del suo territorio chiedendo ai sindaci di aggiungere le singole amministrazioni cittadine alla lista dei firmatari delle osservazioni al ministero.

Le ricordo che e' UN DOVERE proteggere ed informare i cittadini, anche
perche' lei ha promesso che si sarebbe impegnato concretamente a proteggere la costa teatina dagli attacchi del petrolio.

Bene: questo e' il momento di darsi da fare concretamente e di iniziare a produrre dei documenti ufficiali con il marchio della provincia. Vacanze o non vacanze i petrolieri si portano avanti con il proprio lavoro.


Da ultimo, le faccio notare come sia diverso l'atteggiamento delle istituzioni locali verso il problema del petrolio da nord a sud del nostro paese.

IN VENETO: Sono stata invitata ad un convegno a Venezia, a parlare del tema petrolio. Ci saranno il presidente della regione Veneto, Galan, i tre presidenti della provincia di Venezia, Padova e Rovigo e tutti i sindaci del comprensorio, compreso quello di Venezia.

IN LOMBARDIA: Sono stata a parlare ad una platea molto ampia e alla presenza di vari sindaci ed amministratori locali nel mese di Giugno. I Lombardi sono stati tutti uniti e compatti nel dire no, compresi i vari ministri che vivono nella zona. Dopo solo un mese dalla mia visita,
l'attivismo dei lombardi ha costretto la ditta proponitrice delle estrazioni petrolifere
a domandare il ritiro delle autorizzazioni.

In Abruzzo invece, salvo pochissime eccezioni, siamo governati da una classe politica poco lungimirante e ferma agli anni del dopoguerra italiano, al miraggio della ricchezza portata dal petrolio.

Grazie,

Maria Rita D'Orsogna

Wednesday, November 19, 2008

Commenti e pensieri


Due articoli sulla stampa nazionale di questi giorni:

Il primo e' quello riportato anche dal sito di Vastesi.com, dove si parla di spaventose discariche di sostanze tossiche nella provincia di Chieti. Perche' nessuno in questi anni non ha fatto niente? Non e' il caso di agire con urgenza, ma davvero con urgenza e di andare a bonficare quella zona ADESSO? Possibile che sia sempre la gente comune a dover pagare il prezzo di scelte scellerate?

E poi, a chi appartiene quel terreno? Chi ha messo li quella roba? E perdonatemi la domanda a bruciapelo, ma credo che sia arrivato il momento di porcelo questo interrogativo. C'e' la mano della Camorra o di altri tipi di mafie non solo in questo episodio di scarichi tossici, ma in tutto l'Abruzzo? Portare carichi di robaccia dal nord Italia non credo sia un operazione semplice che puo' fare un delinquentello qualunque. Ci vuole una organizzazione, ci vogliono contatti, negoziazioni, preparazione del terreno e cosi via.

Questa della mafia in Abruzzo in realta' e' la mia piu' grande preoccupazione, forse anche di piu' del petrolio. Quella gente non e' umana e dove vanno portano solo imbarbarimento di ogni tipo. I giornali abruzzesi continuano a riportare notizie di sparatorie, incendi dolosi, proiettili recapitati, interramenti di zozzerie nel terreno, stoccaggi di amianto, usura, giri vortiginosi di droga e forse anche il pizzo. Spero che se ne parli con coraggio. Tutti dobbiamo essere vigili e chi copre posti di rilievo, nei comuni, province e alla regione, deve darsi da fare per non farci ingoiare dalle piovre mafiose prima che sia troppo tardi.

La mafia non arriva da un giorno all'altro, e' come i petrolieri, lavorano piano piano, cercando di capire dove possono infiltrarsi e dove la gente e' debole e da li cercano di spargersi. E come per il petrolio occorre essere preventivi e resistere adesso e non fra venti anni. Spero di sbagliarmi, e che la mafia non ci sia in Abruzzo, ma l'inquietudine resta.

L'altra notizia e' dal Corriere della Sera di ieri. Meno spermatozoii e piu tumori: tutta colpa dell'ambiente inquinato. Nel cinquanta per cento degli uomini la qualita' dello sperma si e' abbassata mentre i tumori ai testicoli, che sono considerati rari, sono aumentati del venti per cento. Queste cose ce el aveva dette gia' il Prof. Ledda che ci aveva anche ricordato che i manuali di urologia sono stati riscritti varie volte negli ultimi anni per cambiare i valori medi di sperm-count e di metterli sempre piu' al ribasso. Cioe' uno che cinquanta anni fa era un normodotato oggi sarebbe un potentissimo "inseminator".

Dove andremo a finire di questo passo?