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Monday, February 24, 2014

A Gianluca Galletti



Los Angeles, Venerdi 21 Febbraio 2014


Caro Gianluca Galletti,

io non ho mai sentito parlare di lei prima di oggi. Questo pomeriggio, tutto ad un tratto, il suo nome inizia a rimbalzare scintillante sulla mia pagina facebook e nella mia posta elettronica come il nuovo Ministro dell'Ambiente Italiano.

Il tutto mi pare alquanto strano, perche' di solito un ministro dell'ambiente (o delle poste, o della salute) dovrebbe essersi distinto per meriti relativi all'ambiente (o alle poste o alla salute), ed il fatto che il suo nome mi sia sconosciuto non e' proprio una buona garanzia sul suo passato ambientalista o sulla sua vera competenza in fatto di ambiente.

E questo non perche' io debba conoscere tutti gli attivisti d'Italia, ma perche' sono qui da anni ed anni a predicare sull'ambiente e un po' i personaggi che si danno da fare per la difesa di aria e acqua e polmoni, li conosco tutti -  per le loro azioni, per i loro scritti, per il loro amore per la terra.

Di lei non so niente, quindi. Voglio darle pero' il beneficio del dubbio, nella speranza che lei possa -- e soprattutto voglia -- fare cose buone per l'Italia.

Le ricordo allora che il compito del ministro dell'ambiente e' di difendere l'ambiente.

Sembra strano, vero, che io debba scrivere queste ovvieta', ma non e' sempre stato cosi in Italia negli scorsi anni, a giudicare dall'azione blanda dei suoi precedessori.

La prima responsabilita' del ministro dell'ambiente e' di difendere l'ambiente, l'ambiente che non vota, che non urla, che incassa, che ingoia veleni senza fiatare.

Il ministro dell'ambiente non ha il ruolo di scendere a compromessi con gli inquinatori, i petrolieri, i si-tav, i cementificatori, i cavatori, gli inceneritorandi e quelli che "basta che non si vede" o del "tuttapposto" o del "che vuoi che sia".

No, lei e' chiamato a difendere l'ambiente in modo attivo e concreto e senza compromessi.

Spero che questo le sia chiaro.

Vede, lei ha una grande responsabilita' in questo momento.

Matteo Renzi non e' stato votato da nessuno. Un giorno si e' svegliato e ha deciso che voleva fare il galletto e fare il primo ministro. E cosi come nessuno ha investito Renzi del ruolo di primo ministro, nessuno ha investito lei, in modo indiretto, del ruolo di difensore dell'ambiente.

Capisce? Lei gia' parte gia' delegettimato, e parte gia' come uno che non e' stato messo li proprio democraticamente, perche' chi ce l'ha messo li, Matteo Renzi, nonostante tutte le sue arie, non ha seguito le regole della democrazia lui stesso.

E quindi caro Gianluca Galletti, lei che non ha un passato ambientalista di spicco, e che e' stato messo li da uno che si e' preso la scena in modo non democratico, deve guadagnarselo sul campo l'onore di fare il ministro dell'ambiente.

Sul campo, ogni giorno.

Capisce?

Se lo ricordi questo, perche' lei sara' chiamato a prendere decisioni importanti, in cui la gente DEMOCRATICAMENTE esigera' che vengano fatte le cose giuste. Cose giuste per l'ambiente, per la gente, per l'Italia, per noi e per le generazioni future.

E se lei vuole almeno mantenere l'apparenza di fare cio' per cui e' pagato,  dovra' sapere dire no all'ENI, alla Forest Oil, alla Medoilgas, alla Aleanna, alla Edison, alla Northern Petroleum, alla Erg Rivara e chi piu' ne metta.

E dire no in modo concreto, con la spina dorsale dritta e senza inciuci o mezze mosse o timidezze o finte o nascondersi dietro parole o scusanti inutili.

Queste multinazionali di morte vogliono distruggere l'ambiente, il SUO ministero, quello che Renzi le ha affidato.

Capisce?

E che siano le zone del terremoto in Emilia Romagna o i pozzi di stoccaggio in Lombardia, o il pozzo Pergola fra i campi della Basilicata, o i mari di Ragusa, o i vigneti d'Abruzzo o le isole Tremiti o i mari di Ravenna martoriati dalla subsidenza, poco cambia.

Sono anni che noi tutti da nord a sud continuiamo a chiedere che l'Italia sia libera dalle trivelle, non ce le vogliamo, non ci servono, non sono strumenti di sviluppo vero.

Sta a lei adesso decidere se vuole stare dalla parte del popolo, della democrazia, della scienza, del buonsenso, e per quanto mi riguarda della verita', o se invece vuole piegarsi alle pressioni di gente senza scrupoli a cui interessano solo i propri azionisti e il fare altri buchi senza amore.

Le diranno: si puo' fare tutto in modo rispettoso dell'ambiente.

No, non si puo'.

Non e' successo mai e mai succedera'. Troppi gli imprevisti, le complessita', le difficolta' e gli imbrogli. Non e' successo mai in nessuna parte del pianeta.

Le diranno: serve per il lavoro e lo sviluppo.

No, intanto il lavoro che viene fuori dalle trivelle e' piu che altro per oncologi e per quelli delle pompe funebri, perche' trivelle di lavoro non ne portano. E poi quelle sono responsabilita' del ministro dell'economia, non del suo.

Come detto, il suo ministero deve difendere l'ambiente. Punto. Ma se vuole coniugare veramente lavoro e ambiente, eccole qui un suggerimento: multi tutti quelli che hanno inquinato l'Italia in modo severo, esemplare, punitivo con coraggio e con tutta la forza che una istituzione puo' avere.

Multi l'ENI ogni volta che inquina e corrompe.

Dia l'esempio.

Faccia vedere a tutti loro che qui non scendiamo a compromessi, e che se hai sporcato e hai corrotto, pulisci e paghi.

E poi usi quei soldi e tutte le altre risorse che ha a sua disposizione per incentivare l'energia rinnovabile e il risparmio energetico. Diventi il primo sostenitore delle bonifiche e della riqualificazione delle zone inquinate.

Sa quanto lavoro esce fuori se uno volesse modernizzare tutte le infrastutture pubbliche per il risarmio energetico? Sa quanto lavoro esce fuore se uno volesse pulire Bussi, o le terre malate della Camorra, o i cinquanta e piu siti di interesse nazionale, per la maggior parte inquinate dai petrolieri?

E se e' vero che l'ambiente non vota, non urla, incassa, e ingoia veleni senza fiatare e' anche vero che l'ambiente non dimentica e a suo modo sa vendicarsi, nei suoi tempi e nelle sue forme. E questo non per cattiveria, ma perche' sono le leggi della biologia e della fisica che se monnezza mi dai, monnezza ti restituisco.

Curare e difendere l'ambiente, e con esso la bellezza del paesaggio, e' fra l'altro veramente occasione di lavoro in se. Perche' se, come tutti dicono, il nostro vero petrolio e' l'unicita' del nostro territorio, allora dobbiamo valorizzarlo, e renderlo accogliente e bello da vedere per noi e per chi ci visita.

Ecco tre piccioni con una fava: salute, bellezza, turismo. Che vogliamo di piu'?

Sta a lei adesso scegliere chi essere e chi difendere: l'ambiente, il bene comune, la salute, la democrazia e un futuro libero per chi ci seguira', o il potere malato, quella melassa schifosa che annaspa per il potere con il solo frutto di continuare a crocifiggere questa nazione senza amore, senza progetti, senza futuro e solo e sempre per mantenere lo status quo di privilegi e di inciuci.

Buon lavoro signor ministro dell'ambiente.



Sunday, February 9, 2014

Terra dei fuochi: will you confront the Camorra?





... the question is whether the Italian government will confront the Camorra 
and clean up the mess — and whether the mess can be cleaned up at all

...the land of the Camorra, 
stretching from the Tyrrhenian Sea to the Apennine foothills, 
is a particularly vivid tableau of ruined beauty. 

The New York Times, January 29 2014 


Significato di confront:


to oppose or challenge someone especially in a direct and forceful way
opporsi e sfidare qualcuno specialmente in un modo diretto e con la forza

Merriam Webster Dictionary


Si sente spesso dire che occorre incentivare il turismo in Italia come uno dei tanti modi per uscire dalla crisi. Si sente spesso dire investire nel turismo e' fra i modi piu' "facili" per rilanciare l'economia italiana nel senso che abbiamo materia prima in abbondanza,  perche' tutto il mondo sogna il vivere italiano e quindi e' una scommessa su cui non si puo' perdere.

Ed e' proprio cosi: invece che fare buchi e inceneritori e cave e ILVA, l'Italia dovrebbe dare tutto quello che ha per il supporto del turismo, quello nuovo, che vuole cultura, beni artistici, natura, storia, gentilezza, esperienze uniche e personalizzate.

E invece siamo qui a tagliare l'insegnamento dell'arte nelle scuole, con Pompei che crolla, con capolavori piu' o meno grandi lasciati all'oblio, con la maleducazione e l'arroganza galoppante, con l'idea che fare i furbi sulle spalle dei turisti - o in generale dell'altro, turista o non turista - porti chissa' dove.

Ed ecco che arriva circa una settimana fa, questo meraviglioso articolo del New York Times, che come sempre te le dice come sono. 

Si intitola "A Mafia legacy taints the Earth in Southern Italy"

Un titolo che dice tutto: Mafia, Monnezza, Meridione.

Sul New York Times.

Tutte le belle parole sul turismo che vanno a farsi friggere.

E come non fanno a rimanere impresse quelle parole e quelle immagini, per uno che le sente la prima volta?

La storia del triangolo della morte in Italia e' nota, e ci siamo quasi anestetizzati a sentire di tassi di tumore alle stelle, di terreni non bonificabili, di morti su morti, di bruti e non di persone che seppelliscono monnezza fra i campi, proiettili nelle carni,  incivilta' nel vivere comune.

Ma leggerlo cosi, su uno dei principali quotidiani del mondo fa sorgere in me una sorta di vergogna, di rabbia non solo verso chi ha fatto tutto questo - che non e' degno di essere parte del genere umano - ma verso chi vive li ed ha permesso che tutto questo succedesse senza dire o fare niente.

Garbage is strewn along highways, tossed beneath overpasses or dumped atop irrigation canals. 
Rats search for food amid discarded sheets of asbestos, broken computer screens and empty paint cans. Plumes of black smoke often rise, the entrails of trash illegally burned from distant hillsides or abandoned fields.

L'anno scorso sono stata a Napoli e la Coldiretti aveva vendita di verdure a chilometri zero in una delle piazze della citta'.

Ma veramente? 

La marina militare USA fece studi sull'acqua e consiglio' agli americani stazionati li di non berla.
 
E il governo italiano, e il governo campano, e il corpo militare italiani dove erano? Se gli americani avevano dei dubbi sull'acqua potabile, come facevano a non averceli gli italiani?

E chi viveva li, possibile che non ha visto, sentito, potuto niente in venti, trenta anni di tempo?

Di chi e' la colpa?

Beh, inutile negare che i campani, che sono un concentrato del resto d'Italia veramente, sono responsabili dello schifo che li circonda, per i loro silenzi, per avere a lungo tollerato una cosa del genere, per non avere saputo o voluto ribellarsi e non solo alla monnezza, ma al modo di vivere bruto imposto della Camorra e anzi per avere lasciato che tutto proliferasse. Per avere vissuto nei loro piccoli mondi fatti di imbrogli di vari genere, o di buona borghesia, senza essersi mai preoccupati di cosa accadeva a due passi da casa loro, basta solo che lo schifo non entrasse nei loro salottini.

E' facile vivere cosi, lo so, perche' alla sera chiudi la porta e sei tranquillo e chi si e' visto si e' visto. Ma i mali della societa' sono come il tumore, se mai ti ci intestardisci a estinguerlo dal tuo corpo, quello prende il sopravvento, diventa peggio e prima o poi tocca anche te, chiuso nel tuo salottino.

Ma adesso che e' tutto scoppiato, e che e' evidente che il singolo puo' fare ben poco, se non mettere pressione alla classe politica, la palla passa al governo, quel governo che e' colpevole tanto quanto i campani, per non avere potuto, saputo, voluto vigilare e fare le domande, i controlli, le multe.

Ed e' qui, quello dell'articolo del New York Times che piu' mi colpisce: le parole del giornalista al governo italiano "will you confront the Camorra?"

E' in quel "confront the Camorra" che sta l'abisso fra il modo di pensare americano e quello italiano.

Confront che sta per alzerai la voce, punterai i piedi, ti farai valere, imporrai tu la legge invece che subire le regole malate della Camorra? Confront che sta per farai tutto quello che e' in tuo potere per sradicarla questa Camorra e di pulire la monnezza, di chiunque sia la colpa? Confront che sta per guarda che in teoria sei tu ad essere il forte, non la Camorra, perche' sei tu che rappresenti 60 milioni di persone.

Will you confront the Camorra.

E invece mi pare sempre che questi problemi di corruzione, di Mafia siano sempre di poca preoccupazione per l'Italia.  Non ci posso credere che una banda di malviventi sia piu' potente che una nazione intera, semplicemente non posso crederci.E sogno un governo che dica il nostro obiettivo e' di sradicare questa incivilta' e di riportare la legge e il rispetto per la cosa pubblica e le regole e la decenza in tutte le regioni italiane, anche in quelle che uno potrebbe dare per perse.

Will you confront the Camorra.

E noi persone normali?

Beh, invece di stare qui a fare inutili dibattiti sui meriti artistici de "La grande bellezza" faremmo bene a preoccuparci di restaurare quella bellezza perduta, nel paesaggio, nell'ambiente, nelle coscienze di ciascuno di noi.

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“La terra dei fuochi” è l’ area geografica tra Napoli e Caserta denominata tale a causa dello smaltimento illecito di rifiuti tossici tramite interramento e roghi ordito dalla collusione tra alcuni imprenditori, la criminalità organizzata e diversi esponenti delle Istituzioni nazionali.

Essa interessa in modo diretto le province dei capoluoghi suddetti, per un totale di un centinaio di chilometri quadrati, e indirettamente l’intero territorio regionale e nazionale.

I rifiuti tossici, da non confondere con i rifiuti urbani (solamente 1/5 di quelli regionali), provengono da industrie europee e, prevalentemente, del nord Italia, alcune delle quali situate nelle province di Brescia, Padova, Ferrara, Torino, Milano, Varese e della Toscana, secondo quanto accertato tramite la confessione del pentito di camorra Dario de Simone, appartenente al clan dei Casalesi.

Nelle discariche legali e illegali della Campania, tra le sostanze e i materiali pericolosi per la salute umana che si è riusciti ad identificare, vi sono piombo, nikel, solventi chimici, amianto, scorie radioattive, rifiuti ospedalieri, vernici e fanghi nucleari.

Il traffico illegale di rifiuti, come denuncia l’indagine effettuata dalla US Navy nel giugno 2007, ha inevitabilmente originato l’avvelenamento dell’intero ciclo vitale, quindi di terra, acqua, aria e, conseguentemente, di vegetali, animali ed esseri umani. In particolare, il numero dei coinvolti finora nel biocidio -neologismo coniato dagli attivisti- ammonta a 2,8 milioni di abitanti, dato destinato a crescere in modo esponenziale.

Le analisi americane, svelano come le 14 sorgenti della Campania, che scorrono nelle condotte urbane, siano di per sé pure, venendo contaminate successivamente dalle infiltrazioni di acqua proveniente da pozzi privati, il 92% dei quali è considerato mortifero: ciò a causa della scarsa manutenzione e dei carenti controlli sulle tubature cittadine.

Persino l’aria è stata corrotta: dal terreno, infatti, sono sprigionati gas densi di sostanze cancerogene, come Pce, Cloroformio e Dibromo-Cloro-Propano, quest’ultimo alla base di un’insetticida il cui uso in Europa è proibito da due decenni. Giova qui precisare la questione riguardante i roghi, da cui deriva anche la denominazione di “Terra dei Fuochi”: innanzitutto, è da sfatare il mito secondo il quale sia la popolazione civile ad incendiare in segno di protesta i rifiuti urbani (non sono infatti questi ad essere bruciati!). I roghi sono appiccati appositamente per nascondere in modo irreversibile i materiali di scarto prodotti dalla cosiddetta “economia sommersa” locale e nazionale: questi, infatti, non risultando dal fatturato delle imprese coinvolte, non possono essere smaltiti regolarmente, pur dovendo, data la loro natura di rifiuti speciali. In particolare, già nel 2004 la “Commissione Parlamentare d’Inchiesta per lo smaltimento illecito dei rifiuti” scopriva come le sostanze tossiche, qualora non fossero state riversate su cumuli di resti tessili, una volta bruciate, avrebbero provocato pericolose esplosioni.

Oltre all’irreparabile danno all’economia nazionale e locale, basata prevalentemente sul settore agricolo e pastorizio, la conseguenza più tragica riguarda la lesione del diritto alla vita e alla salute della popolazione campana: nella regione, rispetto alla media nazionale, c’è stato un aumento del 300% di leucemie e tumori, nonostante sia una delle più giovani d’Italia (infatti a morire sono soprattutto bambini, molti dei quali nati malformati, uomini e donne entro i 40 anni d’età). Secondo l’oncologo Antonio Marfella, le tipologie di cancro prime per incidenza sono quelle da inquinamento e quelle al colon retto, non riconducibile di certo a fattori genetici, allo smog e agli stili di vita audacemente citati nel 2013 dal Ministro della Salute Balduzzi, rispetto alla situazione epidemiologica locale.

Secondo il rapporto dell’Istituto Nazionale per i Tumori Pascale di Napoli, a Terzigno, nei soli 700 metri della zona in cui è collocata una discarica formalmente legale, si registrano 87 malati di tumore (almeno un malato in ogni casa). Ancora: secondo l’Istituto Superiore della Sanità, nei comuni dello sversamento, come Acerra, Caivano, Giuliano, Villaricca e altri, si riscontrano il 19% in più negli uomini, il 29% in più nelle donne di casi di tumore, rispetto ai comuni in cui la soglia del rischio è normale.

Paradossale è il fatto che in Campania non esista un Registro Tumore regionale: gli unici che erano stati redatti a partire dal 1995 dall’ex Asl di Napoli, riguardante solo parte del Napoletano e la provincia di Salerno, hanno funzionato fino al 2007. Ad oggi l’iniziativa è stata assunta dalla Regione Campania, ma è rimasta tale.

Sono diverse le ombre relative alla questione e la sensazione predominante è quella di una paralisi nazionale: è certo che la diffusa disinformazione e la partecipazione collusa di alcuni esponenti politici e funzionari pubblici al disegno criminale, classificabile come reato di disastro ambientale e di attentato colposo alla vita dei cittadini, rende la situazione aberrante e ineluttabile. Il vero cancro del Bel Paese è la corruzione dilagante delle Istituzioni, che hanno ormai dissacrato nella coscienza del popolo italiano la già debole idea di Stato come bene comune. A causa di un Legislatore sordo alle grida del popolo partenopeo, persino la Magistratura stenta a trionfare: come ha spiegato Federico Bisceglia, magistrato della Procura della Repubblica di Napoli, la proposta di inserimento nel Codice Penale come fattispecie di reato quella dei delitti contro l’ambiente è bloccata dal 1997: in mancanza di una normativa adeguata, si sta facendo riferimento all’art 434 c.p. “Crollo di costruzioni o altri disastri dolosi” risalente al 1930.

L’unica speranza risiede in noi: sono già migliaia i piccoli eroi quotidiani che lottano per un Paese migliore, perché i grandi cambiamenti derivano da persone che si rifiutano di abituarsi a ciò che è erroneamente accettato.

Sabina Grossi
Antonio Manfredonia



























Sunday, August 23, 2009

Tumori made in ENI


Spulciando su internet vengono fuori vari articoli, anche recenti, su fatti gravi che pero' non portano mai ad azioni politiche vere. l giornalismo italiano e' spesso colpevole di essere troppo superficiale, ma anche quando fanno le cose come si deve, non c'e' ne' una coscienza pubblica forte da esigere che le cose cambino, e ne' tantomeno un senso di amore da parte degli amministratori di garantire una miglior qualita' di vita alle persone.

Mi riferisco, nello specifico ad una indagine portata avanti dall'Espresso nel maggio del 2007. Lo scenario e' abbastanza triste: in Italia c'e' un aumento vertiginoso di tumori. Si parla di livelli da epidemia. Ne avevamo gia' parlato qui e qui, ma questa indagine spicca per precisione, per numeri e perche' si fanno nomi e cognomi, o meglio, sigle. Dall'inchiesta viene fuori che dagli anni ottanta ad oggi, i tumori in Italia sono aumentati

del 20% per linfomi e leucemie

del 27% per il seno

del 10% per il cervello

del 15% circa per il fegato.

Nella regione Lombardia nel giro di venti anni i casi di neuroblastoma, cioe' un tipo di tumore al cervello che colpisce i bambini di eta' fra i zero e i due anni, sono aumentati del 70%, quelli del sistema nervoso quasi del 50%, e le leucemie infantili del 23%.

L'articolo parla di vari fattori che portano alla comparsa di tumori - il fumo, la genetica, la vita sedentaria. Per alcune di queste cose non ci possiamo fare quasi niente - come appunto i geni. Per altre cause sono le persone che decidono di ammazzarsi da sole, con il fumo e decidendo di non far attivita' fisica. Io naturalmente non fumo, e non riesco a capire perche' la gente continui a farlo. La Philip Morris per anni ha sperimentato sui topi per capire come rendere le sigarette le piu' assuefanti possibili. Perche' uno vorrebbe consegnare la propria salute (oltre che i propri quattrini) ai commercianti di sigarette? Volere e' potere per chi pensa che e' impossibile smettere.

Ma poi c'e' la regina delle cause: l'avvelenamento delle nostre acque, dei nostri mari, della nostra aria a causa di inquinanti di vario tipo. Dice l'Espresso:

Così, se il rapporto tra fumo di sigaretta e tumori del polmone e dell'uretra è un fatto indiscutibile, così come quello tra fumo passivo e cancro del seno, è anche vero che se si cercano le ragioni dell'EMERGENZA fotografata in queste pagine, l'attenzione si punta tutta sui VELENI che ci circondano.

Secondo il presidente dell'associazione internazionale medici per l'ambiente, Renzo Tomatis, i tumori italiani con una forte componente ambientale superano il 50 per cento del totale.

Dove aumentano i casi di cancro? In tutta Italia, con una concentrazione micidiale in 54 aree che comprendono 311 comuni. Nella mappa tracciata da 'L'espresso' queste zone di crisi disegnano una radiografia della Penisola avvelenata che corre da Pieve Vergonte, un paese all'ombra della fabbrica Enichem nel profondo Nord della provincia di Verbania, alla punta inferiore della Sicilia, con Gela e il suo petrolchimico voluto da Enrico Mattei per regalare un futuro industriale all'isola.

C'e' da aggiungere qualcosa? La prima in classifica a regalare tumori agli Italiani ed ai loro figli e' la nostra beneamata ENI! Siamo noi ad amazzarci con le nostre mani, visto che l'ENI e' finanziata dagli Italiani stessi, azionari al 30%.

Aree siderurgiche e chimiche, porti e raffinerie: qui si concentrano gli eccessi di mortalità per malattie respiratorie, per tumori alla laringe e ai polmoni, al fegato, alla vescica, leucemia e linfomi. Lo raccontano gli studi sempre più numerosi sulle acciaierie di Genova, Piombino e Taranto, sui petrolchimici siciliani di Gela, Priolo e Augusta, così come sulle raffinerie di Sarroch, Porto Torres e Portoscuso in Sardegna.

Non sono senza colpa i pesticidi, le antenne dei telefonini, i cementifici, le discariche della Camorra a Napoli, gli inceneritori, l'amianto sui tetti.

Di queste conclusioni io non sono affatta stupita, sono due anni che continuo a leggere di storie di morte, di malattie che l'ENI ed altri industriali di pochi scrupoli regalano ai propri dipendenti e a tutti coloro che vivono vicino ai loro stabilimenti. Ed e' senso comune che se respiri aria malsana tutti i giorni della tua vita, qualcosa pure ne risentira' il tuo fisico. Ma non e' solo colpa di ENI e compari.

Quello che mi stupisce di piu' e' che questa inchiesta di due anni fa non ha portato a quasi nessuno scandalo nazionale. La politica non ha fatto nulla. Le normative italiane per il regolamento delle emissioni industriali sono ancora adesso fra le piu' blande al mondo. Abbiamo una ministra dell'ambiente, la Prestigiacomo, che si vanta del suo ambientalismo del fare e che si fa vedere a stringersi la mano con i capi dell'ENI. Ancora adesso, mi arrivano un giorno si e uno no email da varie citta' italiane su proposte di inceneritori, di pozzi di petrolio in posti inimmaginabili, di carbone "pulito", di centrali a biomasse, di turbogas.

Basta!

Non ancora ci si rende conto che investire sull'ambiente significa per prima cosa investire su noi stessi, visto che ci ammaliamo tutti alla fine?

Perche' mentre proliferano infrastrutture di morte, i tetti delle case italiane non hanno tutti i pannelli solari?

Perche' le bonifiche vengono fatte alla meno peggio, se mai si fanno?

Perche' i processi sono deragliati, senza colpevoli, con multe irrisorie, o dove i colpevoli sono le aragoste, come a Manfredonia?

Perche' in Italia la percentuale di bambini che si ammalano di tumore e' del doppio che nel resto d'Europa e degli USA?

Qualcuno di noi quando vede un tetto di amianto va a lamentarsi con le autorita' o con chi l'ha messo - o non l'ha tolto - quel tetto di amianto? Ce ne sono dappertutto in Italia, anche sui tetti delle scuole. Non va mica bene.

Intanto in Germania, i tumori dal 1990 sono iniziati a calare, come riporta the German Cancer Research Center, idem nel Regno Unito dove per esempio il tumore al seno e' calato del 7% dal 1986 ad oggi secondo The Independent, e negli USA dove i tumori sono calati del 20% negli scorsi 20 anni.

Per inciso, mentre in Inghilterra i tumori al seno calano, in Italia un gruppo di ricercatori di Siena assieme a loro colleghi della Pennsylvania, stimano che le cifre che fornisce il governo italiano sono sottostimate del 70%! Cioe' i tumori aumentano, ma il nostro governo per ogni 100 casi, ne riporta solo 30. Malafede, onesto errore? Io non lo so.

Ma andiamo avanti cosi. Abbiamo il cibo migliore del mondo, una nazione bellissima, ma ci piace farci del male da soli.

Fonti: Corriere della Sera

Wednesday, November 19, 2008

Commenti e pensieri


Due articoli sulla stampa nazionale di questi giorni:

Il primo e' quello riportato anche dal sito di Vastesi.com, dove si parla di spaventose discariche di sostanze tossiche nella provincia di Chieti. Perche' nessuno in questi anni non ha fatto niente? Non e' il caso di agire con urgenza, ma davvero con urgenza e di andare a bonficare quella zona ADESSO? Possibile che sia sempre la gente comune a dover pagare il prezzo di scelte scellerate?

E poi, a chi appartiene quel terreno? Chi ha messo li quella roba? E perdonatemi la domanda a bruciapelo, ma credo che sia arrivato il momento di porcelo questo interrogativo. C'e' la mano della Camorra o di altri tipi di mafie non solo in questo episodio di scarichi tossici, ma in tutto l'Abruzzo? Portare carichi di robaccia dal nord Italia non credo sia un operazione semplice che puo' fare un delinquentello qualunque. Ci vuole una organizzazione, ci vogliono contatti, negoziazioni, preparazione del terreno e cosi via.

Questa della mafia in Abruzzo in realta' e' la mia piu' grande preoccupazione, forse anche di piu' del petrolio. Quella gente non e' umana e dove vanno portano solo imbarbarimento di ogni tipo. I giornali abruzzesi continuano a riportare notizie di sparatorie, incendi dolosi, proiettili recapitati, interramenti di zozzerie nel terreno, stoccaggi di amianto, usura, giri vortiginosi di droga e forse anche il pizzo. Spero che se ne parli con coraggio. Tutti dobbiamo essere vigili e chi copre posti di rilievo, nei comuni, province e alla regione, deve darsi da fare per non farci ingoiare dalle piovre mafiose prima che sia troppo tardi.

La mafia non arriva da un giorno all'altro, e' come i petrolieri, lavorano piano piano, cercando di capire dove possono infiltrarsi e dove la gente e' debole e da li cercano di spargersi. E come per il petrolio occorre essere preventivi e resistere adesso e non fra venti anni. Spero di sbagliarmi, e che la mafia non ci sia in Abruzzo, ma l'inquietudine resta.

L'altra notizia e' dal Corriere della Sera di ieri. Meno spermatozoii e piu tumori: tutta colpa dell'ambiente inquinato. Nel cinquanta per cento degli uomini la qualita' dello sperma si e' abbassata mentre i tumori ai testicoli, che sono considerati rari, sono aumentati del venti per cento. Queste cose ce el aveva dette gia' il Prof. Ledda che ci aveva anche ricordato che i manuali di urologia sono stati riscritti varie volte negli ultimi anni per cambiare i valori medi di sperm-count e di metterli sempre piu' al ribasso. Cioe' uno che cinquanta anni fa era un normodotato oggi sarebbe un potentissimo "inseminator".

Dove andremo a finire di questo passo?