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Saturday, August 29, 2015

La monnezza della Shell nel parco dei cervi





Houston, impianto Shell dal nome bucolico -- Parco dei Cervi. Deer Park.
Solo che invece di cervi ci sono ... taniche di stoccaggio di petrolio e affini. E incidenti.

E infatti qui,  la Shell "per sbaglio" ha rilasciato in atmosfera 180 tonnellate di butadiene, secondo il Texas Commission on Environmental Quality per varie ore senza che nessuno se ne accorgesse.

In butadiene e' un cancerogeno che cause leucemia e malattie cardiovascolari. Si diffonde facilmente nell'aria - e' presente anche nel gas di scarico delle automobili - ma i quantitativi nel Parco dei Cervi sono fuori da ogni norma. Vivere entro un raggio di due miglia da impianti che emettono butadiene in modo constante causa alti rischi di leucemia.

Uno degli impianti di stoccaggio di Deer Park si e' riempito di liquidi tossici e infiammabili, secondo la stessa Shell. Nessuno se n'e' accorto e a un certo punto, giunti al limite di capacita', le valvole di sicurezza hanno iniziato a rilasciare vapori in atmosfera. E' durato per un po', e sono finiti in atmosfera 180 tonnellate di vapori tossici al contenuto di butane, vinylacetylene e appunto butadiene.

Questo e' invisible e la gente non se ne accorge.

Ma gli strumenti si che se ne accorgono ed ecco che le centraline registrano picchi di butadiene attorno alla citta' di Houston. 

Il limite era di 0.4ppb. Hanno registrato 34.60ppb.

Un fattore 85 in piu'.

Saturday, September 1, 2012

Quelle morti impunite alla raffineria di Falconara





"Raffineria, non si respira più"

Esalazioni pestilenziali, incidente "minore", emissioni di benzene
e idrocarburi totali. 

Il benzene e' un cancerogeno accertato.


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 "La raffineria e' un impianto oggettivamente pericoloso"
Vito D'Ambrosio, presidente regione Marche, 1999


 Questa storia e' illustrata in dettaglio dal sito dei Comitati Cittadini di Falconara curata da Loris Calcina, il suo presidente che saluto e ringrazio. 
In questa fine estate 2012 si e' molto parlato dell'Ilva, per cui la famiglia di Emilio Riva ha incassato soldi a non finire, sulle spalle e sulla salute degli abitanti del quartiere Tamburi di Taranto - agnelli abbattuti per troppa diossina, piombo nelle urine, allattamento sconsigliato alle mamme, cielo e polmoni plumbei. 

Ma in Italia ci sono mille altre piccole e grandi Ilva, e con loro mille piccole e grandi storie di persone a cui e' stato negato il diritto alla salute, ad una vita serena e produttiva, ad una vita felice. E si, abbiamo diritto pure a quella.

Fra le tante storie, quella di Falconara e della sua raffineria API, di cui abbiamo parlato piu' e piu' volte su questo blog e che lascia capire quanto difficile sia in Italia per il cittadino normale, onesto, lavoratore di ottenere giustizia e cambiamenti in positivo.


Ad esempio qui la lista di tutti gli incidenti piu' o meno gravi di Falconara negli ultimi anni






A Falconara ci sono cause contro la raffineria lasciate morire per non pensarci piu' cosi nessuno deve essere responsabile di niente - ne politici, ne gestori della raffineria.

E pace all'anima di chi e' morto per davvero.

Di queste cose abbiamo parlato

qui - Le indagini epidemiologiche di Falconara

qui - I tumori di Falconara 

qui - Falconara: uno dei siti piu' inquinati d'Italia

qui - Falconara e gli scarichi a mare dell'API

qui - Scoppi e incendi normali a Falconara






L'incendio duro' per ore, avvolgendo la vicina ferrovia, con centinaia e centinaia di persone in fuga dall'inferno per sfuggire ad una pioggia incessante di idrocarburi, da una fiamma di oltre 50 metri, da una nube tossica e da temperature insopportabili. 

1 milione e 800 mila litri di petrolio bruciati nel giro di tre ore. 


I due operai hanno riportato ustioni su tutto il corpo e trasportati ad Ancona, Cesena e Roma non ce l'hanno fatta. 

La magistratura apri' un inchiesta. 

Si costituirono parte civile alcuni di cittadini interessati ed il comune di Falconara Marittima. 

Una delle domande piu' pressanti riguardava lo stato di una valvola che doveva essere chiusa nei periodi di inattivita', secondo i codici di sicurezza, ma che era in realta' lasciata sempre aperta, come da prassi. Molti riconoscono che la chiusura di quella valvola avrebbe potuto salvare la vita dei due operai.  

Si parlava anche di scarsa manutenzione e mancanza di corretta applicazione delle norme di sicurezza.  Infatti, non fu tempestivamente attivato il piano di emergenza esterno e operai e cittadini dovettero scappare dalle case fra esalazioni ed una pioggia di materiale solido e liquido che venne rigettato fino a 1.5km dalla raffineria.

In particolare la ditta incaricata della manutenzione segnalo' per due anni di fila che quella maledetta valvola doveva essere chiusa per fare nuove verifiche e prove, ma visto che quella valvola non si ebbe da chiudere, non si ebbero da fare neppure le verifiche, finche' non verifiche o non verifiche, ci furono lo scoppio e due morti. 

Tutte cose normali nelle raffinerie d'Italia. 

Inizia l'inchiesta. 

Passano 2,4,7,13 anni. 

E cosi, lentamente ma inesorabilmente si arriva alla fine. 

Amara. 

Il processo e' ufficialmente caduto il 28 Agosto 2012 per prescrizione dei termini. 

In tutti questi anni c'e' stato un solo grado di giudizio, nel 2005. Si trovo' colpevole un altro operaio, Gaetano Bonfissuto, che aveva lasciato aperto una valvola, non quella che costo' la vita a Gandolfi e a Giuliani, ma un altra, piu' lontana che secondo i testimoni e gli altri lavoratori non avrebbe potuto causare la morte di nessuno.

I vertici dell'azienda invece sono stati tutti assolti. 

Non si e' mai saputo niente sulle responsabilita' di quella valvola incriminata. I vertici dell'API non hanno pagato niente, non hanno risarcito la comunita' o i lavoratori morti. Non hanno chiesto scusa. 

Come se la raffineria non fosse cosa loro, come se uno e' il capo solo quando si tratta di portare soldi a casa e non quando c'e' da assumersene le resposabilita'. Piu facile dare la colpa a un altro lavoratore, eh? 

Il comune di Falconara Marittima nella persona del suo sindaco Goffredo Brandoni abdico' al ruolo di difensore della sua gente nel 2008, ritirando la sua partecipazione al processo. 

L'API in cambio gli diede dei soldi per il bilancio comunale, tappandogli cosi la bocca. 

Tuttapposto - la colpa e' dell'operaio, il sindaco ha preso dei soldi per il bilanci comunale, l'API non c'entra niente e i treni che passano in mezzo alle fiamme e la morte per raffineria e' normale. 

Restera' un altro mistero di Fatima all'Italiana. 

E le indagini epidemiologiche? 


L'API non rilascia dati ulteriori per "privacy". 

Tutto normale. 

Non c'e' lo scandalo nazionale. 

I politici marchigiani non fiatano: e' meglio non dire niente. 

Il TG3 delle Marche ignora del tutto la questione, non e' affar loro. 

Tutto normale. 

Se posso azzardare il perche' - secondo me - di tutte queste ingiustizie e del silenzio: perche' dire qualsiasi cosa da parte di chi comanda significa dover agire per sistemare il problema, significa dare risposte, dover fare cose difficili, significa mettere i signori API alle strette e finalmente dare una voce a morti e a malati. 

Ma in Italia, dove piu' che altrove e' tutto mescolato fra interessi, politici, soldi, carriere, paura e poltrone, questo coraggio e' raro. 

Meglio non pensarci. 

Saturday, March 3, 2012

Vivere e morire di fracking


My name is Kimberlie McEvoy, I own my home in Connoquenessing Township, Butler County, and I have black water.

Il mio nome e' Kimberlie Mc Evoy. Ho una casa nella cittadina di Connoquenessing, contea di Butler, e ho l'acqua nera.

Between the end of February and the beginning of March 2011 my water turned black and had a foul, smelly odor. My fiancée and I showered in the water and became sick with headaches, fatigue and painful sinuses. I’m so glad I did not bathe my two-year-old daughter in the water.

Fra la fine del Febbraio 2011 e l'inizio del Marzo 2011 la mia acqua e' diventata nera e aveva un odore puzzolente, marcio. Il mio fidanzato e io ci siamo fatti la doccia in quell'acqua e ci siamo ammalati di mal di testa, affaticamento, sinusiti dolorose. Sono cosi' felice che non abbiamo fatto il bagno a nostra figlia li dentro.

The only thing in my environment that had changed was the drilling of two gas wells near my home, so I called the gas company, Rex Energy. They came out and retested my water well and gave me a water buffalo. The retest of my water showed arsenic, manganese, ammonia and other volatile organic compounds. Rex is now fracking the gas wells.

L'unica cosa che e' cambiata attorno a me e' stato il trivellamento di due pozzi di gas vicino a casa mia. Cosi' chiamai la compagnia del gas, Rex Energy. Sono venuti e hanno testato la mia acqua del pozzo e mi hanno dato un "water buffalo" (un gigante contenitore di acqua). La mia acqua conteneva arsenico, manganese, ammonia e altri composti organici volatili. La Rex sta facendo fracking sui pozzi di gas.

Right now the health and well being of my family depends on my water buffalo. When Rex Energy takes it away we will have no water. Since the fracking and flaring have begun, the air quality has deteriorated. We can’t play outside without getting a headache or a sore throat.

In questo momento, la salute della mia famiglia dipende dai "water buffalo". Quando la Rex Energy ce lo portera' via non avremo piu' acqua. Da quando hanno iniziato a fare fracking e flaring, la qualita' dell'aria e' deteriorata. Non possiamo giocare fuori senza che ci vengano mal di testa e gole irritate.

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La contea di Butler si trova in Pennsylvania, dove fanno gia' fracking da un po di tempo. Ci sono una trentina di pozzi nel giro di pochi chilomentri, e una discarica a cielo aperto di monnezza di risulta. La signora Kimberlie vive qui da anni e come tutti i residenti delle zone rurali americane prende l'acqua dal proprio pozzo artesiano.

Arrivati i signori del fracking, l'acqua e' diventata imbevibile - nera e puzzolente. E non solo per la signora Kimberlie, ma anche per 50 altre famiglie nella zona.

Secondo analisi indipendenti, l'acqua nella contea di Butler aveva alti livelli di toluene, acetone, metano e benzene. In piu' i livelli di riserve acquifere stanno scendendo, visto che per fare fracking occorrono grandi dosi di acqua, spesso prelevata localmente. C'e' gas flaring ed emissioni in aria di sostanze tossiche. L'aria e' irrespirabile e molti sono i casi di persone che si sentono male.

Kimberlie scrisse al governatore, senza avere risposte. Anzi, venne circolato un documento secondo cui era tutto solo "un problema estetico" e che era tuttapposto. La Rex Energy ha sospeso l'erogazione dell'acqua tramite il "water buffalo" il 29 Febbraio 2012, e cosi' Kimberlie deve comprarsi l'acqua da sola.

I love Butler County but I fear I will have to foreclose on my home and leave. I just wonder how many more Pennsylvanians will have to make this same heart breaking decision. Please stop the drilling. It’s not right to allow the gas companies to gamble with our lives.

Amo Butler County, ma temo che dovro' abbandonare la mia casa ed andarmene. Mi domando quanti altri abitanti della Pennsylvania dovranno prendere questa stessa decisione straziante. Per favore fermate le trivelle. Non e' giusto che le ditte del gas possano prendersi gioco delle nostre vite.

La gente nel circondario riporta problemi di sangue dal naso, vomito, mal di testa, lacrimazione agli occhi, pruriti, oltre che i famosi rubinetti incendiari. A volte invece esce fuori dal rubinetto roba schiumosa. A seconda dei giorni l'acqua e' viola, rossa, marrone. C'e' dentro l'arsenico.

Ci sono stati anche due casi di leucemia, e di cani morti dopo avere bevuto l'acqua contaminata.

Uno di questi due "casi" di leucemia e' un vicino di casa di Kimberlie, Dennis Peterson, 49 anni. E' morto a meta' Febbraio 2012, dopo avere avuto il corpo pieno di lesioni squamose e dopo avere sofferto gli stessi sintomi che tutti riportano in zona.

Ovviamente non e' possibilie dire con certezza che il signor Peterson sia morto di fracking, ma il fatto e' che tutti questi problemi siano sopraggiunti a decine di persone *dopo* che hanno iniziato a fare fracking, mentre prima la qualita' della vita era migliore.

La conclusione e' che nel paese piu' ricco del mondo, qui nell'America del fracking hanno aperto una petizione e raccolta fondi: "DONARE ACQUA A BUTLER".

Come se fossimo in un paese del Subsahara in stato di siccita'.
This is fracking for you. These are oilmen for you.

Sunday, August 23, 2009

Tumori made in ENI


Spulciando su internet vengono fuori vari articoli, anche recenti, su fatti gravi che pero' non portano mai ad azioni politiche vere. l giornalismo italiano e' spesso colpevole di essere troppo superficiale, ma anche quando fanno le cose come si deve, non c'e' ne' una coscienza pubblica forte da esigere che le cose cambino, e ne' tantomeno un senso di amore da parte degli amministratori di garantire una miglior qualita' di vita alle persone.

Mi riferisco, nello specifico ad una indagine portata avanti dall'Espresso nel maggio del 2007. Lo scenario e' abbastanza triste: in Italia c'e' un aumento vertiginoso di tumori. Si parla di livelli da epidemia. Ne avevamo gia' parlato qui e qui, ma questa indagine spicca per precisione, per numeri e perche' si fanno nomi e cognomi, o meglio, sigle. Dall'inchiesta viene fuori che dagli anni ottanta ad oggi, i tumori in Italia sono aumentati

del 20% per linfomi e leucemie

del 27% per il seno

del 10% per il cervello

del 15% circa per il fegato.

Nella regione Lombardia nel giro di venti anni i casi di neuroblastoma, cioe' un tipo di tumore al cervello che colpisce i bambini di eta' fra i zero e i due anni, sono aumentati del 70%, quelli del sistema nervoso quasi del 50%, e le leucemie infantili del 23%.

L'articolo parla di vari fattori che portano alla comparsa di tumori - il fumo, la genetica, la vita sedentaria. Per alcune di queste cose non ci possiamo fare quasi niente - come appunto i geni. Per altre cause sono le persone che decidono di ammazzarsi da sole, con il fumo e decidendo di non far attivita' fisica. Io naturalmente non fumo, e non riesco a capire perche' la gente continui a farlo. La Philip Morris per anni ha sperimentato sui topi per capire come rendere le sigarette le piu' assuefanti possibili. Perche' uno vorrebbe consegnare la propria salute (oltre che i propri quattrini) ai commercianti di sigarette? Volere e' potere per chi pensa che e' impossibile smettere.

Ma poi c'e' la regina delle cause: l'avvelenamento delle nostre acque, dei nostri mari, della nostra aria a causa di inquinanti di vario tipo. Dice l'Espresso:

Così, se il rapporto tra fumo di sigaretta e tumori del polmone e dell'uretra è un fatto indiscutibile, così come quello tra fumo passivo e cancro del seno, è anche vero che se si cercano le ragioni dell'EMERGENZA fotografata in queste pagine, l'attenzione si punta tutta sui VELENI che ci circondano.

Secondo il presidente dell'associazione internazionale medici per l'ambiente, Renzo Tomatis, i tumori italiani con una forte componente ambientale superano il 50 per cento del totale.

Dove aumentano i casi di cancro? In tutta Italia, con una concentrazione micidiale in 54 aree che comprendono 311 comuni. Nella mappa tracciata da 'L'espresso' queste zone di crisi disegnano una radiografia della Penisola avvelenata che corre da Pieve Vergonte, un paese all'ombra della fabbrica Enichem nel profondo Nord della provincia di Verbania, alla punta inferiore della Sicilia, con Gela e il suo petrolchimico voluto da Enrico Mattei per regalare un futuro industriale all'isola.

C'e' da aggiungere qualcosa? La prima in classifica a regalare tumori agli Italiani ed ai loro figli e' la nostra beneamata ENI! Siamo noi ad amazzarci con le nostre mani, visto che l'ENI e' finanziata dagli Italiani stessi, azionari al 30%.

Aree siderurgiche e chimiche, porti e raffinerie: qui si concentrano gli eccessi di mortalità per malattie respiratorie, per tumori alla laringe e ai polmoni, al fegato, alla vescica, leucemia e linfomi. Lo raccontano gli studi sempre più numerosi sulle acciaierie di Genova, Piombino e Taranto, sui petrolchimici siciliani di Gela, Priolo e Augusta, così come sulle raffinerie di Sarroch, Porto Torres e Portoscuso in Sardegna.

Non sono senza colpa i pesticidi, le antenne dei telefonini, i cementifici, le discariche della Camorra a Napoli, gli inceneritori, l'amianto sui tetti.

Di queste conclusioni io non sono affatta stupita, sono due anni che continuo a leggere di storie di morte, di malattie che l'ENI ed altri industriali di pochi scrupoli regalano ai propri dipendenti e a tutti coloro che vivono vicino ai loro stabilimenti. Ed e' senso comune che se respiri aria malsana tutti i giorni della tua vita, qualcosa pure ne risentira' il tuo fisico. Ma non e' solo colpa di ENI e compari.

Quello che mi stupisce di piu' e' che questa inchiesta di due anni fa non ha portato a quasi nessuno scandalo nazionale. La politica non ha fatto nulla. Le normative italiane per il regolamento delle emissioni industriali sono ancora adesso fra le piu' blande al mondo. Abbiamo una ministra dell'ambiente, la Prestigiacomo, che si vanta del suo ambientalismo del fare e che si fa vedere a stringersi la mano con i capi dell'ENI. Ancora adesso, mi arrivano un giorno si e uno no email da varie citta' italiane su proposte di inceneritori, di pozzi di petrolio in posti inimmaginabili, di carbone "pulito", di centrali a biomasse, di turbogas.

Basta!

Non ancora ci si rende conto che investire sull'ambiente significa per prima cosa investire su noi stessi, visto che ci ammaliamo tutti alla fine?

Perche' mentre proliferano infrastrutture di morte, i tetti delle case italiane non hanno tutti i pannelli solari?

Perche' le bonifiche vengono fatte alla meno peggio, se mai si fanno?

Perche' i processi sono deragliati, senza colpevoli, con multe irrisorie, o dove i colpevoli sono le aragoste, come a Manfredonia?

Perche' in Italia la percentuale di bambini che si ammalano di tumore e' del doppio che nel resto d'Europa e degli USA?

Qualcuno di noi quando vede un tetto di amianto va a lamentarsi con le autorita' o con chi l'ha messo - o non l'ha tolto - quel tetto di amianto? Ce ne sono dappertutto in Italia, anche sui tetti delle scuole. Non va mica bene.

Intanto in Germania, i tumori dal 1990 sono iniziati a calare, come riporta the German Cancer Research Center, idem nel Regno Unito dove per esempio il tumore al seno e' calato del 7% dal 1986 ad oggi secondo The Independent, e negli USA dove i tumori sono calati del 20% negli scorsi 20 anni.

Per inciso, mentre in Inghilterra i tumori al seno calano, in Italia un gruppo di ricercatori di Siena assieme a loro colleghi della Pennsylvania, stimano che le cifre che fornisce il governo italiano sono sottostimate del 70%! Cioe' i tumori aumentano, ma il nostro governo per ogni 100 casi, ne riporta solo 30. Malafede, onesto errore? Io non lo so.

Ma andiamo avanti cosi. Abbiamo il cibo migliore del mondo, una nazione bellissima, ma ci piace farci del male da soli.

Fonti: Corriere della Sera

Monday, May 18, 2009

Moratti: l'Inter e i morti di Sarroch


Abbiami gia' parlato su questo blog della raffineria Saras che sorge in provincia di Cagliari, in una cittadina di nome Sarroch. La Saras e' di proprieta' di Massimo e Gianfranco Moratti, che in questi giorni sono un po' piu' felici perche' l'Inter ha vinto lo scudetto.

I post sono qui, qui e qui. Peccato che parte dei fondi con cui i Moratti finanziano i loro acquisti di calciatori provengono da questo stabilimento di morte dove non vengono fatte migliorie da anni. Anche qua, pecunia non olet.

Il regista sardo-leccese, Massimiliano Mazzotta ha realizzato un film di un ora circa in cui mostra come si vive a Sarroch. Il trailer di OIL e' riportato alla fine di questo post. Mazzotta se l'e' autoprodotto e cerca di sensibilizzare il piu' possibile il resto d'Italia sulle schifezze che l'elegante famiglia Moratti fa in Sardegna da anni, nel silenzio generale. Mutazioni del DNA, pesci con due teste, gente di trenta o quaranta anni che muore di tumori e leucemie senza aver mai fumato e senza particolari storie di cancro in famiglia.

Venerdi' 15 Maggio questo filmato doveva essere proiettato da una associazione studentesca a Cagliari, chiamata Pesa.

Gli avvocati Saras ANGELO LUMINOSO e GUIDO CHIESA MIGLIOR hanno pero' chiesto in via urgente di sequestrare il filmato, una condanna per Mazzotta, il risarcimento dei danni e la restituzione di materiale utilizzato per la produzione del film.

I rappresentanti dei due fratelli Moratti dicono che si devono eliminare dal film le immagini dei funerali di un operaio di 31 anni che lavorava vicino alla Saras, perche' sono alternate a quelle di Massimo Moratti che sorride. Dicono anche che i quattro dirigenti che hanno accettato di parlare dell’impianto di Sarroch davanti alla telecamera non hanno dato il loro assenso per iscritto. Infine, dicono che non e' censura ma una contromossa legale per limitare i danni d’immagine che il documentario potrebbe provocare.

Danno d'immagine, eh? E i danni della salute di chi e' costretto a respirare fumi di idrogeno solforato tutti i santi giorni? So che loro diranno che e' tutto a norma di legge, ma le norme di legge in Italia non sono minimamente fatte per proteggere le persone, non quando l'OMS dice 0.005 ppm per l'idrogeno solforato e la legge Italiana lascia ai petrolieri emettere 30ppm!

Per ora il giudice non ha rilevato alcun contenuto diffamatorio e Mazzotta continua a proiettare il suo filmato. In precedenza pero' OIL e' stato censurato da Sky: gli avevano detto che lo avrebbero proiettato in alcune date ben precise e poi il filmato non e' mai andato in onda, senza spiegazioni, senza rimandi ad altre date.

Sky appartiene all'australiano Rupert Murdock. Letizia Moratti per un anno e' stata l'amministratore delegato della Sky Europa, nel 1999. Non so se le due cose possano essere collegate, ma di certo alla famiglia Moratti non mancano modi per arrivare a Sky.

La storia si ripete - appena il cittadino medio si risveglia dal suo torpore, parte l'impeterrita macchina delle multinazionali, che ti devono schiacciare con tutta la loro potenza. I Moratti contro un giovane regista in Sardegna, l'ENI che si mette sotto casa dei contadini in Abruzzo per intimidirli a vendergli le terre.

Come il decreto legge 1195 di ieri, come le mille altre denuncie che abbiamo fatto in questi mesi, nessuno si scandalizzera' mai della storia di Mazzotta, che vincano o che non vincano i Moratti.

Il bello e' che Mazzotta nemmeno chiede che la Saras venga chiusa ma solo che

le misure di sicurezza della pratica quotidiana, che impediscono alla più grande raffineria d’Europa o meglio al grande polo petrolchimico del sud ovest della Sardegna, di inquinare meno, produrre meno tumori e meno malattie respiratorie, essere in grado, anche attraverso strutture sanitarie adeguate - da tempo si parla di costruire un piccolo ospedale - di monitorare la salute di operai e abitanti.

Si tratta solamente di buonsenso, di amore per il tuo prossimo, di voler fare il bene per i piu' deboli. Tutto questo da parte di una delle famiglie piu' ricche d'Italia. Penso ai ricchi americani,
Bill Gates, William Buffett, Eli Broad della generazione attuale: tutta gente che alla fine della propria carriera ha regalato i propri soldi per il bene della collettivita' ad associazioni benevole. In Italia i Moratti non possono neppure ammodernizzare la loro raffineria. Neanche questo. Devono risparmiare fino all'ultima lira sulla pelle della gente.

A volte mi sembra che questo paese non abbia piu' speranze, dai troppi egoismi individuali alla grettezza della quasi totalita' della classe politica. E' l'amore che ci manca.



Fonti: La nuova Sardegna, La nuova Sardegna 2

Wednesday, April 22, 2009

Stefania Prestigiacomo: La trave e la pagliuzza


** Continuano ad arrivare visite di persone in merito alla questione terremoti e petrolio. I post in merito sono qui, qui e qui. **

Oggi e' la giornata della terra, l'Earth Day, che nasce nel 1970 in seguito ai riversamenti in mare di petrolio grezzo nella baia di Santa Barbara, incidente del 1969. Da allora nei mari californiani sono state installate esattamente zero trivelle.

In occasione del giorno della terra, i governanti hanno deciso di riunirsi in un nuovo G8, dedicato esclusivamente ai temi della difesa dell'ambiente. Parlare dei guai del pianeta e' gia' qualcosa, anche se, come sempre, sono i fatti che servono. A rappresentare l'Italia, la nostra Stefania Prestigiacomo, una vera paladina dell'ambiente. Di lei e del suo curriculum ammazza-natura e ingrassa-portafoglio abbiamo gia parlato qui.

E' molto ironica la scelta di Siracusa, voluta proprio dalla Prestigiacomo, come sede di questo evento. Siracusa infatti e' stata totalmente distrutta nel suo ambiente, nel suo tessuto sociale dall'ingordigia di petrolieri e poltici. Qui tutto lo sfruttabile e' stato sfruttato: senza amore, senza lungimiranza, senza rispetto ed in nome del "progresso" selvaggio degli anni cinquanta. A beneficiarne pochi privilegiati: la melma umana fatta di mafie, intrighi di palazzo, poltici senza scrupoli e inciuci speculativi.

A due passi da Siracusa c'e' il triangolo della morte petrolifera, un aggregato di raffinerie fra “Priolo-Augusta-Melilli” e la val Noto ad alto potenziale trivelle, nonostante sia patrimonio artistico dell'umanita'. L'intera provincia di Siracusa è tra le più inquinate d’Italia. I petrolieri la avvelenano e regalano tumori e leucemie alla gente. Ma questi sono morti che non fanno notizia. E siccome una volta iniziato non si finisce mai, arriveranno presto un rigassificatore e un inceneritore, come prevede il governo di cui la Prestigiacomo fa parte. A Siracusa non gli manca niente.

Come gia detto, la famiglia Prestigiacomo e' con-proprietaria della Coemi spa, della VED, la Vetroresina Engineering Development, e della fallita Sarplast, tutte in prima linea nello sfruttamento scellerato della terra. La VED e' pure sotto processo per bancarotta fraudolenta, trattamento e smaltimento illegale di rifiuti, violazione delle norme di sicurezza nei confronti dei dipendenti. La dentro ci lavorano pure i suoi parenti, ma non glien'e' importato nulla.

Ma al G8 la nostra Stefania deve pur dire qualcosa, e cerca di arrampicarsi sugli specchi con qualcosa di neutrale e di commovente per tutti: diamo l'acqua potabile a tutti i bimbi e togliamo il piombo dalle vernici. Facciamo piu' studi epidemiologici sulle mamme e sui bambini, riduciamo l'esposizione ai prodotti chimici, miglioriamo la qualita' dell'aria negli ambienti chiusi.

Avra' spulciato tutti i libri delle sue aziende per trovare qualcosa che non la riguarda!

Il suo obiettivo, secondo la Repubblica (e secondo l'Agenzia giornalistica italiana, CHE APPARTIENE ALL'ENI) e' di salvare i bambini di tutto il mondo che ancora vivono senza acqua potabile e che si ammalano di dissenteria e di malaria. L'immagine che arriva subito agli occhi e' quella dei bimbi del sub-sahara africano, che certamente vanno difesi. Ma quanta stoltezza nel non voler guardare ai propri peccati, e nel non voler far qualcosa di concreto dove fare si potrebbe. Si cara Stefania, e' piu' facile guardare lontano che in casa propria: si evita di fare i conti con se stessi e le proprie responsabilita' .

I bimbi di Gela non hanno forse diritto all'acqua potabile, inquinata dall'ENI e dal loro impianto Clorosoda? I bimbi siracusani non hanno diritto a nascere senza deformita'? I bimbi siciliani non hanno diritto a vivere senza tumori e leucemie?

E' piu' facile pensare alla dissenteria dei bimbi africani e poi sedersi e fare inciuci di ogni genere con l'ENI, lo so. E' piu' facile parlare vagamente degli studi epidemiologici, piuttosto che obbligare l'ILVA di Taranto, per dirne una, ad abbassare le emissioni di diossina. E' piu' facile farsi la bella al G8 che non sa dei suoi scheletri nell'armadio, piuttosto che obbligare la propria ditta a smaltire i rifiuti tossici nella maniera giusta. Agli occhi del mondo questa donna e' la persona piu' importante d'Italia per la difesa della natura! Che vergogna.

Non so se essere piu arrabbiata per lo schifo morale di una donna che rappresenta gli Italiani, oppure del fatto che cosi bellamente, sulla prima pagina del quotidiano la Repubblica c'e' scritto che le notizie arrivano dritte dritte dall'ENI.

Come potranno mai parlare dell'Abruzzo petrolizzato i giornali italiani visto che sono tutti in qualche maniera collegati all'ENI? A differenza del terremoto, qui i morti hanno ancora da venire, saranno diffusi nel tempo e nello spazio, verranno per malattie e non per calamita' natuarali.

Potranno pararsi come vogliono pero' gli Abruzzesi SANNO che il dito e' puntato contro l'ENI e le sue amiche. Sanno che la nostra classe politica e' fatta di uomini e di donne stolti, ignoranti e inutili, partendo da Gianni Chiodi che parla a vanvera e includendo Daniela Stati, Daniele Toto, Mauro Febbo, Emilio Nasuti, Gianfranco Giuliante e tutti coloro che potrebbero fermare la deriva petrolifera in Abruzzo ma non lo fanno.

Come per la Prestigiacomo, cosi i nostri poltici: e' piu facile far prendere aria ai denti piuttosto che far qualcosa di concreto.

Fonti: altrog8

Monday, December 22, 2008

"Se muoio di cancro e' stato un omicidio"


Pubblico qui in fondo un comunicato che mi e' arrivato oggi da Falconara, dove, finalmente sono arrivati i risultati dell'indagine epidemiologica della citta', iniziata circa 4 anni fa. Come si puo' vedere e' tutto confermato, a Falconara il petrolio uccide. Noi abruzzesi dobbiamo essere piu' attivi, e non accettare che in NESSUNA parte d'Abruzzo possa succedere questo. Quelle morti sono vere, e ciascuna di esse poteva essere evitata. Vorrei che ci rendessimo conto che non sono solo statistiche: ogni persona che muore di cancro o di leucemia a Falconara per colpa dell'API era un figlio, una sorella, un amico, un padre o una zia. Non va bene che i petrolieri si arricchiscono, la gente muore e i poltici tentennano. Non va assolutamente bene.

Dobbiamo arrabbiarci e mostrare al resto d'Italia che si, forse finora siamo stati una regione camomilla come dice oggi La Repubblica, ma che da oggi le cose iniziano a cambiare. Non possiamo e non dobbiamo accettare queste cose, e soprattutto non dobbiamo prendercela coi giornalisti, ma con noi stessi e con il nostro torpore civico. Lottiamo, mettiamocela tutta. Iniziamo anche dal piccolo.

Penso anche che sia il caso di invitare Don Palmiro Prisutto a parlare di come si vive a Gela. Spero che qualche chiesa locale possa fare propria questa idea e far sentire a tutto l'Abruzzo cosa *non* vogliamo per *nessuna* citta' Abruzzese.

Dobbiamo tornare ad essere l'Abruzzo forte e gentile: forte coi prepotenti e gentile con i deboli, e non il contrario.


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Dal sito dei
Comitati Civici di Falconara
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I Comitati ed i cittadini che nel 2004 consegnarono alla Regione Marche 3.500 firme di falconaresi che chiedevano la realizzazione dello Studio Epidemiologico, ringraziano la Regione, l’ARPAM e l’Istituto Nazionale Tumori di Milano per aver realizzato questa importantissima Indagine.

Seppur da approfondire ulteriormente soprattutto per la ingiustificabile mancanza, ancora, di un Registro Tumori Provinciale, l’Indagine ha inequivocabilmente confermato l’ipotesi che ha giustificato il lavoro degli Epidemiologi: il sospetto che nel periodo dal 1994 al 2003 vi sia stato un aumento della mortalità attesa nelle aree circostanti la raffineria API (Comuni di Falconara M.ma - Chiaravalle e Montemarciano) per l’esposizione di tipo acuto e di tipo cronico a benzolo e altri idrocarburi policiclici aromatici di riconosciuta azione oncologica!

Tutte quelle persone che si sono ammalate e sono morte per leucemia e tumori del sistema emolinfopoietico non dovevano subire quella sorte e, come ha dichiarato il Dott. Andrea Micheli - Epidemiologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano - esse “rappresentano la punta dell’iceberg”!

UN ICEBERG DI SOFFERENZA NON DOVUTA ma che oggi, ancora, non è dato conoscere per la mancanza di un Registro Tumori provinciale che avrebbe potuto conteggiare anche i casi di tutte le persone che si sono ammalate delle stesse patologie ma, FORTUNATAMENTE, si sono guarite!

Un altro aspetto allarmante che il Dott. Andrea Micheli ha confermato è che “a Falconara Marittima non c’è il calo delle malattie respiratorie rispetto al calo delle stesse nel resto della Provincia di Ancona“, constatazione già avanzata dal Dott. Luigi Gasparini (Medico per l’Ambiente ISDE) nel convegno di Medicina Democratica tenutosi a Falconara a Dicembre 2007!

I Comitati, alla luce del parziale risultato dell’Indagine Epidemiologica, ritengono necessario - da subito - fare PREVENZIONE PRIMARIA SULLA SALUTE e, dunque, applicare il principio di precauzione di fronte al rischio confermato dall’indagine!

Se non sarà seguito il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE l’Area ad Alto Rischio di Ambientale in cui viviamo rischierà di diventare come l’area di Gela, in Sicilia, (vedi articolo) o come il cosiddetto “triangolo della morte Augusta - Priolo - Melilli” dove per decenni, in nome di uno stolto sviluppo, si è ignorato che la continua aggiunta di industrie nocive e pericolose stava accumulando sulla salute della gente veleni ed effetti devastanti perfino sui nascituri (malformazioni cardiovascolari, agli arti, all’apparato digerente, ai genitali esterni).

Ad Augusta c’è un parroco - Don Palmiro Prisutto - in prima fila per la tutela della salute che indossa sempre una maglietta con su scritto “SE MUOIO DI CANCRO E’ STATO UN OMICIDIO!

Da parte dei cittadini di Falconara Marittima e dell’AERCA forse è giunta l’ora di indossare una maglietta simile. Nel frattempo i Comitati di quartiere si impegnano:

- da subito, come nel 2004, a promuovere e sostenere con una iniziativa popolare l’attivazione del Registro Tumori Provinciale!

- Affinché l’Indagine Epidemiologica sia portata a totale compimento.

- A continuare - senza tregua - la lotta intrapresa con i cittadini dell’ASSEMBLEA PERMANENTE NO CENTRALI API contro il progetto di costruzione di due nuove centrali termoelettriche!