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Monday, December 22, 2008

"Se muoio di cancro e' stato un omicidio"


Pubblico qui in fondo un comunicato che mi e' arrivato oggi da Falconara, dove, finalmente sono arrivati i risultati dell'indagine epidemiologica della citta', iniziata circa 4 anni fa. Come si puo' vedere e' tutto confermato, a Falconara il petrolio uccide. Noi abruzzesi dobbiamo essere piu' attivi, e non accettare che in NESSUNA parte d'Abruzzo possa succedere questo. Quelle morti sono vere, e ciascuna di esse poteva essere evitata. Vorrei che ci rendessimo conto che non sono solo statistiche: ogni persona che muore di cancro o di leucemia a Falconara per colpa dell'API era un figlio, una sorella, un amico, un padre o una zia. Non va bene che i petrolieri si arricchiscono, la gente muore e i poltici tentennano. Non va assolutamente bene.

Dobbiamo arrabbiarci e mostrare al resto d'Italia che si, forse finora siamo stati una regione camomilla come dice oggi La Repubblica, ma che da oggi le cose iniziano a cambiare. Non possiamo e non dobbiamo accettare queste cose, e soprattutto non dobbiamo prendercela coi giornalisti, ma con noi stessi e con il nostro torpore civico. Lottiamo, mettiamocela tutta. Iniziamo anche dal piccolo.

Penso anche che sia il caso di invitare Don Palmiro Prisutto a parlare di come si vive a Gela. Spero che qualche chiesa locale possa fare propria questa idea e far sentire a tutto l'Abruzzo cosa *non* vogliamo per *nessuna* citta' Abruzzese.

Dobbiamo tornare ad essere l'Abruzzo forte e gentile: forte coi prepotenti e gentile con i deboli, e non il contrario.


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Dal sito dei
Comitati Civici di Falconara
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I Comitati ed i cittadini che nel 2004 consegnarono alla Regione Marche 3.500 firme di falconaresi che chiedevano la realizzazione dello Studio Epidemiologico, ringraziano la Regione, l’ARPAM e l’Istituto Nazionale Tumori di Milano per aver realizzato questa importantissima Indagine.

Seppur da approfondire ulteriormente soprattutto per la ingiustificabile mancanza, ancora, di un Registro Tumori Provinciale, l’Indagine ha inequivocabilmente confermato l’ipotesi che ha giustificato il lavoro degli Epidemiologi: il sospetto che nel periodo dal 1994 al 2003 vi sia stato un aumento della mortalità attesa nelle aree circostanti la raffineria API (Comuni di Falconara M.ma - Chiaravalle e Montemarciano) per l’esposizione di tipo acuto e di tipo cronico a benzolo e altri idrocarburi policiclici aromatici di riconosciuta azione oncologica!

Tutte quelle persone che si sono ammalate e sono morte per leucemia e tumori del sistema emolinfopoietico non dovevano subire quella sorte e, come ha dichiarato il Dott. Andrea Micheli - Epidemiologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano - esse “rappresentano la punta dell’iceberg”!

UN ICEBERG DI SOFFERENZA NON DOVUTA ma che oggi, ancora, non è dato conoscere per la mancanza di un Registro Tumori provinciale che avrebbe potuto conteggiare anche i casi di tutte le persone che si sono ammalate delle stesse patologie ma, FORTUNATAMENTE, si sono guarite!

Un altro aspetto allarmante che il Dott. Andrea Micheli ha confermato è che “a Falconara Marittima non c’è il calo delle malattie respiratorie rispetto al calo delle stesse nel resto della Provincia di Ancona“, constatazione già avanzata dal Dott. Luigi Gasparini (Medico per l’Ambiente ISDE) nel convegno di Medicina Democratica tenutosi a Falconara a Dicembre 2007!

I Comitati, alla luce del parziale risultato dell’Indagine Epidemiologica, ritengono necessario - da subito - fare PREVENZIONE PRIMARIA SULLA SALUTE e, dunque, applicare il principio di precauzione di fronte al rischio confermato dall’indagine!

Se non sarà seguito il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE l’Area ad Alto Rischio di Ambientale in cui viviamo rischierà di diventare come l’area di Gela, in Sicilia, (vedi articolo) o come il cosiddetto “triangolo della morte Augusta - Priolo - Melilli” dove per decenni, in nome di uno stolto sviluppo, si è ignorato che la continua aggiunta di industrie nocive e pericolose stava accumulando sulla salute della gente veleni ed effetti devastanti perfino sui nascituri (malformazioni cardiovascolari, agli arti, all’apparato digerente, ai genitali esterni).

Ad Augusta c’è un parroco - Don Palmiro Prisutto - in prima fila per la tutela della salute che indossa sempre una maglietta con su scritto “SE MUOIO DI CANCRO E’ STATO UN OMICIDIO!

Da parte dei cittadini di Falconara Marittima e dell’AERCA forse è giunta l’ora di indossare una maglietta simile. Nel frattempo i Comitati di quartiere si impegnano:

- da subito, come nel 2004, a promuovere e sostenere con una iniziativa popolare l’attivazione del Registro Tumori Provinciale!

- Affinché l’Indagine Epidemiologica sia portata a totale compimento.

- A continuare - senza tregua - la lotta intrapresa con i cittadini dell’ASSEMBLEA PERMANENTE NO CENTRALI API contro il progetto di costruzione di due nuove centrali termoelettriche!

Thursday, October 30, 2008

L'ENI ad Augusta




2011: qui un morto al porto di Augusta
durante le operazioni di pulizia degli idrocarburi di scarto da un deposito galleggiante. Vapori e scoppi.


Il triangolo della morte siciliano e' il territorio fra le citta' di Priolo, Augusta e Melilli, in provincia di Siracusa. Qui sorgono varie industrie petrolchimiche, anche dell'ENI, e la vita e' una sorta di roulette russa contro la comparsa di tumori e malattie.

Anche qui, come a Gela e come riporta il quotidiano online Guidasicilia, nascono bambini deformi, con i genitali malformati, con gravi allergie, con problemi respiratori e cardicaci. Ci sono aumenti di tumori alla trachea, bronchi, polmoni. Su 100 morti 30 sono dovuti a tumori legati all'inquinamento dall'industria petrolchimica. Le falde idriche sono sempre piu' inquinate. Sversamenti a casaccio, nessun controllo. Dal 1979 si registrano morie di pesci, e mostri marini: pesci con due code, molteplicita di occhi. L'industria della pesca e della lavorazione del sale sono scomparse e cosi' pure l'agricoltura. L'intera matrice ambientale siracusana e' stata totalmente stravolta. Non va bene.

Queste cose sono note, ne abbiamo discusso sui vari blog e tutta la stampa italiana ne parla da tempo, anche se nessuno fa nulla. Siccome e' una morte a responsabilita' diffusa (governanti, popolo civile troppo molle, petrolieri e mafiosi) nessuno si sente in dovere di fare nulla. E non va bene. Si tratta di vite umane.

Naturalmente la regina degli inquinatori ad Augusta e dintorni e' l'ENI che con la sua controllata Polimeri Europa e Syndial (gia' nota come Enichem) gli ha inquinato tutta la zona, compresa la baia marina con emissioni incontrollate di mercurio.

Ripropongo il tema perche' i cari amici dell'ENI continuano a dire che senza le estrazioni petrolifere moriremo di fame. Questa e' pura demagogia, oltre che una offesa a chi di fame muore per davvero. La morte per fame e' solo un modo per spaventare la gente, la morte per tumore e' vera.

Ecco qui un filmato su Augusta, i suoi tumori, la sua gente. La cosa che mi fa piu' tristezza, oltre all'ignavia dei petrolieri, e' che ci sia un senso di diffusa rassegnazione fra la maggior parte della gente, che fa si che i petrolieri ne approfittino. Piccole associazioni pero' iniziano a muoversi e a darsi da fare. Come e' facile intuire pero' e' difficile mettere la retromarcia, e molta gente dice: cosa possiamo fare adesso che e' stato gia' tutto fatto? Adesso che occorrerebbe rimediare a sessanta anni di petrolio? Il petrolio e' una scelta quasi irriversibile. Io non lo voglio questo per l'Abruzzo.

NOI SIAMO ANCORA IN TEMPO PER EVITARE TUTTO QUESTO, ed occorre che siamo sempre piu' numerosi, compatti, decisi. Andare a Roma per salvare la scuola dall'ascia del ministro Gelmini va bene, ma spero che possiamo mostrare la stessa determinazione nel salvare la nostra terra.

Non e' vero che non abbiamo scelte. Che o moriamo di cancro o di fame. C'e' sempre una scelta nella vita, sempre. Ci vuole solo coraggio e scegliere la vita ed un progresso vero. Nelle parole del parroco di Augusta, padre Palmiro Pistullo:

"Quanto vale la vita delle persone che vivono in questo territorio? Perche' i nostri bambini nascono in forte percentuale con delle malformazioni. I nostri giovani si ammalano e muoiono di cancro. Le persone che vanno in pesnsione non arrivano a godersela. Di fronte a tutto questo che ci si ostina a chiamare progresso, io onestamente non sono d'accordo."