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Wednesday, June 2, 2010

L'Inter, i Moratti e la Saras


Tutti i nostri uomini devono
poter gioire e soffrire con noi


Massimo Moratti

L'Inter ha fatto la tripletta quest'anno e sono tutti contenti - i Milanesi e i Moratti.

Come tutti sappiamo pero' i Moratti sono anche i gestori della raffineria sarda Sarroch, di cui abbiamo parlato piu' e piu' volte su questo blog, a questi post:


Il riassunto di tutto e' che tale raffineria sfonda i limiti legali di emissioni tossiche un giorno si e due no, e che a Sarroch la gente si ammala di tumori e leucemie. L'anno scorso a Sarroch sono morti tre operai per colpa dell'idrogeno solforato. Il regista Massimiliano Mazzotta ha fatto un documentario su Sarroch che i legali di Mr. Moratti hanno cercato di bloccare in ogni modo possibile. Dei gran signori.

A Moratti tutto cio' non interessa e invece di migliorare le condizioni di vita dei suoi uomini, abbattendo le esalazioni di inquinanti tossici a Sarroch, gioca secondo la filosofia del panem et circensem.

E non importa se il panem sia avvelenato.

Infatti come riporta la Nuova Sardegna, qualche giorno prima della partita dell'Inter, Mr Moratti promise a 120 lavoratori della Sarroch di mandarli a spese sue a Madrid a vedere la finalissima. 120 lavoratori estratti a sorte su 1700 operai. Per quelli che non sono stati estratti, invece un maxischermo messo con cosi tanta generosita' dai Moratti in azienda.

In quegli stessi giorni a Sarroch come riporta l'Unione Sarda c'era una cerimonia per ricordare i morti avvelenati nella Saras l'anno scorso. A presenziare alla cerimonia anche Mr. Moratti, che ai morti ha dedicato un parco.

Tutto molto bello e nobile. Mandiamo gli operai a vedere la partita, piantiamo un parco. Che bravi.

Ecco allora i principali incidenti registratisi a Sarroch, Cagliari negli ultimi 15 anni, nella raffineria di proprieta' di Massimo Moratti, nell'indifferenza generale e come riportati dall'Unione Sarda.

La mia domanda e: ma lei signor Moratti, cosa fara' per migliorare le condizioni di vita nella sua ditta? Parchi e partite non sono sufficienti.

Nubi tossiche, perdite ed incendi, non causano morti ne oggi ne domani, ma a lungo termine, per cui si possono tranquillamente ignorare.

La lista me la mandata Massimiliano Mazzotta qualche giorno fa - grazie.

Ecco cio' di cui e' moralmente responsabile ultima la famiglia Moratti, proprietaria della Saras:


14/01/2010 Chiazza d'olio fuoriuscita dalla raffineria, arrivata nel tardo pomeriggio sino a Cala Zavorra. Danni ai pescatori. Pesce non commestibile e reti rovinate.

29/09/2009 Fuga di gas, polvere cancerogena fuoriuscita da catalizzatore. Nube avvolge il paese.

20/08/2009 Operaio di ditta esterna investito in un getto di vapore. Ustioni di secondo e terzo grado al viso e al torace. Situazione gravissima. Ricovero immediato in ospedale di Genova.

22/06/2009 Ponteggio irregolare e senza struttura di sicurezza. Operaio cade da due metri e riporta numerose fratture.

18/06/2009 Intossicati dai gas fuoriusciti dall'impianto blowout due lavoratori di una ditta esterna. Svenuti e sottoposti alla somministrazione di ossigeno in infermieria.

26/05/2009 Esalazioni mortali di idrogeno solforato nell'impianto MHC1. Morti tre operai di ditta esterna. Sopravvisuto un operaio ricoverato in stato di shock. Accertate violaizoni alle norme di sicurezza. Indagato il direttore della raffineria.

19/05/2009 Blocco di impianto DEA per lavori di manutenzione straordinaria. Emissioni di biossido di zolfo 40 volte superiori ai valori normali.

25/03/2009 Un camionista e' stato imprigionato tra la motrice del camion ed una catasta di lamiere nel piazzale di stoccaggio: Ha riportato ferite alla coscia e all'inguine. Nessun danno all'arteria femorale.

18/02/2009 Una nube grigia ha invaso completamente il centro del paese e occultato per qualche minuto la vista delle ciminiere della raffineria. L'odore era talmente acre da provocare bruciori alla gola e mal di stomaco. La causa e' stata determinata dal blocco dell'impianto di trattamento dello zolfo.

05/12/2008 Un incendio e' divampato nell'impianto Mild1 della Saras. L'emergenza e'scattata alle cinque e un quarto del mattino. Durante la fase di riavviamento dell'impianto mild-hydrocracking per la produzione di gasolio desolforato, andato in blocco un ora prima, si e'
verifocato un innesco all' ingresso del forno.

18/11/2008 Un incendio e'divampato verso le 13:30. Le fiamme alte fino a 30 metri. L'azienda non ha rilasciato nessuna spiegazione.

08/08/2008 Nube tossica sul paese contenente polvere prodotta dalla distillazione degli idrocarburi: il blocco di un catalizzatore ha comportato l'emissione di una nube contenete polvere sottile cancerogena.

06/08/2008 Problemi legati al cracking, alla rottura di una valvola in un altro impianto hanno causato una perdita di zolfo tamponata in poco tempo dagli operatori ed una successiva perdita di GpL da una linea.

16/05/2008 Nube tossica ha riaggiunto nove lavoratori negli impianti. Operaio svenuto su un ponteggio di quindici metri.

12/03/2008 Aria irrespirabile per oltre due ore pomeridiane. Un comunicato superciale ha confermato qualche problema agli strumenti e che in un camino era finita una certa quantita' di zolfo.

05/03/2008 Fuoriuscita di una nube di anidride solforosa dalla centrale di gasicazione, causata da problemi generati durante l'avviamento di una caldaia.

14/02/2008 Emergenza dopo il superamento per sei volte dei limiti di legge sulle emissioni di idrogeno solforato, sprigionato dalle ciminiere. Un guasto ad un sistema di compressione ha causato livelli di H2S pari a 611 microgrammi per metro cubo (= circa 400 ppm).

21/09/2007 Operaio esterno finisce ustionato mentre lavora con il martello pneumatico
e perfora un cavo integrato di alta tensione.

07/09/2007 Paura in tutta la citta' per un forte odore di gas. La Saras e la locale societa' distributrice del gas nega qualsiasi coinvolgimento.

18/08/2007 Sarroch invasa dai fumi della Saras. L'aria per qualche ora e' stata irrespirabile, il cielo reso cupo da una coltre di fumo nero che usciva da una delle fiaccole della raffineria. L'azienda rilascia un comunicato menzionando una fuoriscuita di fumo piu' del normale, ma gli impianto non ha riscontrato alcuna anomalia.

23/06/2007 Aria irrespirabile a Sarroch per lavori di manutenzione. La Saras non fornisce ulteriori spiegazioni.

22/06/2007 Striscia di catrame lunga un chilometro rilevata nei litorali da sogno di Pula e Costa. Il danno piu' grave degli ultimi tre anni.

23/05/2007 Incidente in punto ad alto rischio: incendio nella Vacuum 1, dove avvengono il frazionamento e la distillazione sottovuoto degli idrocarburi, vicinissima al vero cuore della raffineria, il cracking dove i prodotti pesanti diventano gasolio, GpL e benzine. Incendio domato dop tre ore di intervento dei VVFF.

04/05/2007 Operaio esperto di ditta esterna ustionato mentre lavora su un cavo elettrico. Mancata assistenza dell'infermieria interna allo stabilimento. Trasportato con urgenza all'ospedale di Cagliari.

15/04/2007 Tubo d'acciaio si stacca dalla gru durante le operazioni di scarico. Morto un operaio di impresa esterna.

04/04/2007 Grande macchia scura ha invaso la zona di mare antistante la raffineria. Le reti dei pescatori sono state intrise di petrolio. La causa e' stata individuata dall'acqua sporca di olio, slavata dai canali interni allo stabilimento a causa della forte pioggia.

02/09/2006 Un incendio divampato nell'impianto distillazione delle benzine. Le lingue di fuoco, innescate dalla perdita di una pompa del T1, impianto in cui il petrolio grezzo subisce una distillazione atmosferica sono alte circa 20 metri.

22/04/2006 Incendio divampato nell'impianto T2, dove per autocombustione ha preso fuoco uno dei filtri che trattengono le impurita' delle benzine.

21/04/2006 Operaio ventenne di una ditta appaltatrice e' caduto da un ponteggio sistemato in un reattore dell'impianto CCR. Ha riportato una vertebra schiacciata, polso fratturato ed escoriazioni.

04/04/2006 Polveri di zolfo sul centro abitato di Sarroch. Comunicato di raffineria riporta problema momentaneo al sistema di lavaggio del gas, causati da trascinamenti di idrocarburi all'impianto zolfo che hanno generato il fumo bianco.

01/04/2006 Nube nera avvolge il paese. Fastidi agli occhi degli abitanti ed odore nauseabondo. Dirigenti della raffineria hanno negato qualsiasi problema.

19/01/2006 Problema all'impianto blow-down di recupero dello zolfo. Aria irrespirabile a Saroch e Villa San Pietro.

22/10/2005 Rogo nell'impianto di desolforazione di gasolio e benzine. Incendio domato dopo un ora

14/08/2005 Incendio divampato in raffineria. Domato dopo 7 ore. Causato da una perdita di nenzina leggera in una pompa di riciclo situazta nell'impianto di eterificazione.

05/04/2005 Area raffineria allagata a seguito di pioggia intensa. Aperte partite di scarico e conseguente scarico in mare di acqua mista ad idrocarburi.

26/02/2005 Incendio nell’impianto di distillazione causato da perdita di gasolio pesante in una delle linee.

15/01/2005 Esplosione in mare aperto, a circa 10km dalla raffineria da petroliera Isola Azzurra trasportante 70,000 tonnelllate di gasolio. Incendio a bordo e morte di due uomini di 26 e 36 anni. Capitaneria dichiara no sversamento di liquidi inquinanti

10/04/2003 Un operaio specializzato di una ditta esterna e’ stato investito da uno sbuffo di idrogeno solforato. Protetto dalla maschera antigas ma sbanda e sbatte la testa. Riporta alcuni punti di sutura.

14/01/2003 Incastrato nella macchina, un operaio di ditta esterna perde due dita durante il controllo della macchina dello scagliamento dello zolfo.

26/09/2002 Ustioni di secondo e terzo grado all’addome per operaio di ditta esterna investito da getto di petrolio bollente

23/08/2002 La pioggia ha provocato l’innalzamento dell’acqua contenuta nelle vasche di depurazione dove avviene la separazione tra acqua e gli oli e da dove, i prodotti degli idrocarburi vengono recuperati e inviati al riciclo di lavorazione. Azionato sistema di deflusso aprendo gli scolmatori. Defluite in mare circa 20,000 metri cubi di acqua mista ad idrocarburi oleosi. Gli idrocarburi hanno superato Porto Foxi, toccato terra sulla scogliera di Sa Punta e Punta Zavorra, superato Porto Colombu per spiaggarsi, ancora, a Fogarizzu, in territorio di Pula. Operazione di bonifica conclusa il 4 settembre.

17/04/2002 Grave un operaio ustionato alla Saras. Usava una mola quando e’ stato investito da un getto di benzina.

05/02/2002 Allarme rosso per la perdita di GpL da un serbatoio dello stabilimento Liquigas Sarroch, alto rischio di esplosione. L’incidente e’ avvenuto nella zona di stoccaggio del propano durante una operazione di imbottigliamento. Incidente causato dal cedimento di una valvola. Bloccata la strada 195 per due ore.

09/12/2001 Operaio ustionato dal vapore fuoriuscito da una valvola dell’impinato tear-gas. Trasferito d’urgenza nel centro grandi ustionati di Sassari

21/07/2001 Morte di un operaio marittimo a bordo di petroliera liberaiana. Ferito un collega. Dubbi degli investigatori in merito ad incidente a bordo, oppure omicidio.

03/03/2001 Rottura di una pompa dell’impianto del “Vaccum Uno”. Fuoriuscita di idrocarburi da impianto e scoppio di incendio. Due operai feriti.

01/08/2000 Riavvio dell’impianto di gassificazione rimasto chiusto dopo l’incidente di maggio. Superamento di soglia di rumore a causa del passaggio di gas, al loro ‘lavaggio’ e al convogliamento nelle fiaccole. La rumorosita’ sopra la norma si e’ protratta fino alla fine di agosto.

06/05/2000 Rottura di parete di cisterna in rada raffineria. 7000 litri di acqua oleosa con detriti di lamiera finiscono in mare. Successive indagini hanno accertato lesioni preesistenti della cisterna senza controlli di manutenzione.

14/10/1999 Altro incidente sulla petroliera panamense Anastastios V. Per errata manovra di equipaggio addetto, acqua di mare entrata nella sala pompe e tracimazione di carburante caricato. Dispersi in mare volumi indefiniti di catrame.

13/10/1999 Durante operazioni di caricamento di petroliera panamense Anastasios V, attraccata a pontile Sarroch, carburnate invade sala pompe. Incendio violentissimo. Sfiorata la cataastrofe. Spegnimento dopo 12 ore.

10/08/1999 Avvistate due macchie al largo dell’isolotto di San Macario, sicuramente create da lavaggio pirata di petroliera non identificata. Operazioni di bonifica durate per 10 ore con utilizzo di sostanze emulsionanti.

08/08/1999 La nave cisterna Agip Stromboli, impegnata nelle manovre di carico dagli impianti della raffineria ha subito la rottura di un giunto di bordo da cui sono finiti in mare un centinaio di litri di gasolio. Operazioni di disinquinamento completate dopo 15 ore. Emessa segnalazione di reato per scarsa manutenzione.

06/05/1999 Fuoriuscita di petrolio per rottura di tubo in acqua posto sotto la linea di galleggiamento durante le operazioni di carico/scarico con petroliera maltese Enalion. Il tubo era lesionato e la fuoriuscita del liquido e’ iniziato nella notte. Danno rilevato all’alba, quando il greggio aveva formato una vasta chiazza galleggiante nella rada di Porto Foxi. Contaminati circa 10km di acque antistanti la costa. Greggio ritorvato anche su scogliera di Punta Zavorra. Danni ingenti alla pesca.

05/12/1998 Rottura di una tubazione collegata ad una caldaia della centrale termoelettrica. Furoriuscita di getto di vapore ad alta pressione fa cadere un operaio al lavoro su una impalcatura. Morto a 39 anni. Successivamente indagati 5 dirigenti.




** Continua **

Monday, October 19, 2009

I Moratti non si arrendono


Ieri finalmente il giudice di Cagliari ha dato ragione a Massimiliano Mazzotta, il regista di OIL, un documentario che mostra in che modo l'elegante famiglia Moratti tratta la cittadina di Sarroch e i suoi abitanti. In due parole: da schifo. A Sarroch non le manca niente: inquinamento, malattie, incidenti, pesci avvelenati, morti da idrogeno solforato e lacrime di coccodrillo dei signori Moratti.

I Moratti - pardon, i loro legali, che loro non si abbassano mica - avevano chiesto che Mazzotta restituisse i filmati che aveva fatto dentro la raffineria Saras. I filmati erano stati fatti con tanto di permesso della ditta stessa. I signori Moratti volevano anche il sequestro della pellicola.

Come se fossimo nell'Unione Sovietica dei tempi passati.

L'idea di base dei Moratti e' che il cattivissimo Mazzotta aveva "manipolato le dichiarazioni ottenute per piegarle al servizio e al conforto di una tesi denigratoria preordinata".

Ma se la Saras sputa veleni, le sole manipolazioni possibili sarebbero quelle che portano alle tesi che vorrebbe la Saras: di raffineria spargi profumi e fiori delicati, no? Mazzotta ha solo raccontato quello che ha visto.

Infatti il giudice ha detto che il regista ha tutti i diritti di continuare a proiettare il suo film in giro per l'Italia. Mr. Moratti e company non solo non potranno piu' fermarlo, ma dovranno anche pagargli le spese giudiziarie, di circa 3,000 euro.

Ma i Moratti non sono ancora felici di avere gia' distrutto la zona attorno a Sarroch e ci rirpovano, questa volta facendo innocenti ricerche nei mari sardi per appurarne il contenuto di petrolio e di gas. I nostri eroi del giorno, come l'ENI, decidono di fare un po' quel che gli pare, e ora propongono di trivellare vicino ad aree protette nei pressi di Oristano.

Come in Abruzzo si scelgono nomi poetici, in Sardegna la zona si chiama Eleonora mare, copre 625 chilometri quadrati e comprende quasi tutto il golfo di Oristano. La sua distanza dalla costa varia dai 5 ai 15 chilometri ed e' a ridosso dell'area protetta Sinis-Mal di Ventre.

Qualcuno gli ha spiegato che gia' adesso le navi che escono dalla Saras ogni tanto riversano porcherie a mare? Qualcuno gli ha spiegato che la famosa piattaforma australiana Montara e' ancora li che sputa schifezze da due mesi e nessuno sa come fermarla? Qualcuno gli ha speigato che i fondali marini veranno ricoperti di sostanze tossiche?

Mmh. Non credo che alla Saras gli interessi. Meglio pensare all'Inter e al campionato di serie A.
Elsa2, Eleonora mare. La storia si ripete.

Intanto mentre distruggiamo l'Italia, in Germania il sole riesce a regalare 2,200 gigawattore di elettricita' l'anno. In Italia solo 35. Andiamo avanti cosi, ciechi ma felici verso il baratro.


Fonti: Unione Sarda, La nuova Sardegna

Thursday, October 1, 2009

La censura Moratti


Saras recognises the importance of safety and protecting the environment.
www.saras.it

La storia di Massimiliano Mazzotta mi rattrista e mi fa rabbia nello stesso tempo.

Massimo e Gianmarco Moratti. Il primo e' il presidente dell'Inter sposato con Emilia Bossi, detta Milly, che milita nel partito dei Verdi, il secondo e' marito della 'ecologissima' Letizia Moratti, che regala le bici ai dipendenti di Milano e che mette l'ecopass per migliorare la qualita' dell'aria ai milanesi. Che bravi questi Moratti.

I due di cui sopra pero' sono anche i proprietari della Saras, la raffineria piu' grande del mediterraneo, e una delle piu' inquinanti. Questa raffineria fu installata dal padre dei signori Moratti, Angelo nel 1962. I suoi metodi erano un po', come dire, poco ortodossi. Angelo Moratti inizio' con una raffineria simile a Melilli, in provincia di Siracusa. Questa raffineria era in realta' un rottame texano che stavano smantellando da Longview (Texas) perche' obsoleta.

Mr. Moratti senior venne, la prese e la mollo' ai siciliani. Bell'affare, eh?

Nel corso degli anni, a Siracusa come a Sarroch le raffinerie Moratti non hanno portato altro che devastazione ambientale, malati, incidenti di vario genere. Ogni tanto muore qualcuno, ogni tanto c'e' una fuga di gas. Sfondano i limiti legali un giorno si e uno no. Fanno affidamento nella rassegnazione del popolo.

Un giovane regista leccese-milanese pero', Massimiliano Mazzotta, decide di fare un documentario sulla vita a Sarroch. Si parla di tutte le verita' scomode della Saras, delle analisi fatte male, dei pesci allo zolfo, dei morti. La cosa triste di questo e' dopo quasi 50 anni di Saras nessuno degli abitanti pareva sapere cosa uscisse dall'Ecomostro dei Moratti. Nessuno sa che la puzza di uova marce e' l'idrogeno solforato. Nessuno gli ha spiegato che quella roba fa male.

Il Mazzotta inizia a proiettarlo in giro per l'Italia, all'accademia di Brera, a Cagliari, nella stessa Sarroch, a Roma. La notizia di questo video vero ma scomodo, incuriosisce i Moratti. E' meglio che nessuno sappia e che l'Italia pensi ai Moratti come ai proprietari dell'Inter, o al massimo come quelli delle biciclette di Letizia.

A Marzo del 2009, arriva a Mazzotta una a raccomandata dagli uffici legali della Saras: blocca ogni altra proiezione del tuo video. Come se fossimo in un regime stalinista. Come se la liberta' di espressione non esistesse. Quanta paura hanno i Moratti che la verita' venga fuori?

Mazzotta decide di non lasciarsi intimidire, e continua a proiettare il suo video per l'Italia durante tutta l'estate. Qualche volta ci riesce, qualche volta no.

I Moratti continuano a mettergli i bastoni fra le ruote con tutto il loro potere, economico e sociale. C'e' il sequestro della pellicola, la resituzione del materiale (legalmente filmato) all'interno della raffineria, citazioni presso il tribunale di Cagliari.

Subito si vedono le persone con la spina dorsale e quelle che invece non ce l'hanno. Il Festival internazionale di reportage ambientale di Genova, coraggiosi difenditori della verita' ne annulla la proiezione. L'Ecologico International Film Festival di Lecce invece gli assegna il primo premio ex-aequo per la rabbia militante con cui documenta la delittuosità di un sistema industriale.

Qui c'e' l'intervista a Mazzotta come fattagli da L'Espresso. I Moratti non hanno mai voluto partecipare ad un dibattito pubblico e preferiscono far fare il lavoro dai loro avvocati, cosi' poverini non devono rovinare la loro immagine di signori della Milano per bene.

Intanto, la Saras torna a colpire. In estate muoiono tre operai perche' inalano idrogeno solforato.
Proprio ieri 30 settembre una nube bianca, fatta di polveri cancerogne, proveniente dalla raffineria avvolge tutta la citta'. Dopo un po' si innalza la fiaccola del desolforatore con una lunga fiammata nera.

Qualcuno paghera' multe? Qualcuno decidera' di installare misure di sicurezza piu' forti? Qualcuno fara' una indagine seria sugli abitanti di Sarroch? E' piu' facile zittire Mazzotta e pensare al campionato di serie A.

Infatti, per tutta risposta la Saras indice una delicata conferenza dal titolo vuoto: "L'ambiente come fonte di sviluppo, la salute come principio di vita”.

A Milano forse, non a Sarroch.

Altri post su Sarroch:
Saras1, Saras2, Saras3, Saras4



Monday, May 18, 2009

Moratti: l'Inter e i morti di Sarroch


Abbiami gia' parlato su questo blog della raffineria Saras che sorge in provincia di Cagliari, in una cittadina di nome Sarroch. La Saras e' di proprieta' di Massimo e Gianfranco Moratti, che in questi giorni sono un po' piu' felici perche' l'Inter ha vinto lo scudetto.

I post sono qui, qui e qui. Peccato che parte dei fondi con cui i Moratti finanziano i loro acquisti di calciatori provengono da questo stabilimento di morte dove non vengono fatte migliorie da anni. Anche qua, pecunia non olet.

Il regista sardo-leccese, Massimiliano Mazzotta ha realizzato un film di un ora circa in cui mostra come si vive a Sarroch. Il trailer di OIL e' riportato alla fine di questo post. Mazzotta se l'e' autoprodotto e cerca di sensibilizzare il piu' possibile il resto d'Italia sulle schifezze che l'elegante famiglia Moratti fa in Sardegna da anni, nel silenzio generale. Mutazioni del DNA, pesci con due teste, gente di trenta o quaranta anni che muore di tumori e leucemie senza aver mai fumato e senza particolari storie di cancro in famiglia.

Venerdi' 15 Maggio questo filmato doveva essere proiettato da una associazione studentesca a Cagliari, chiamata Pesa.

Gli avvocati Saras ANGELO LUMINOSO e GUIDO CHIESA MIGLIOR hanno pero' chiesto in via urgente di sequestrare il filmato, una condanna per Mazzotta, il risarcimento dei danni e la restituzione di materiale utilizzato per la produzione del film.

I rappresentanti dei due fratelli Moratti dicono che si devono eliminare dal film le immagini dei funerali di un operaio di 31 anni che lavorava vicino alla Saras, perche' sono alternate a quelle di Massimo Moratti che sorride. Dicono anche che i quattro dirigenti che hanno accettato di parlare dell’impianto di Sarroch davanti alla telecamera non hanno dato il loro assenso per iscritto. Infine, dicono che non e' censura ma una contromossa legale per limitare i danni d’immagine che il documentario potrebbe provocare.

Danno d'immagine, eh? E i danni della salute di chi e' costretto a respirare fumi di idrogeno solforato tutti i santi giorni? So che loro diranno che e' tutto a norma di legge, ma le norme di legge in Italia non sono minimamente fatte per proteggere le persone, non quando l'OMS dice 0.005 ppm per l'idrogeno solforato e la legge Italiana lascia ai petrolieri emettere 30ppm!

Per ora il giudice non ha rilevato alcun contenuto diffamatorio e Mazzotta continua a proiettare il suo filmato. In precedenza pero' OIL e' stato censurato da Sky: gli avevano detto che lo avrebbero proiettato in alcune date ben precise e poi il filmato non e' mai andato in onda, senza spiegazioni, senza rimandi ad altre date.

Sky appartiene all'australiano Rupert Murdock. Letizia Moratti per un anno e' stata l'amministratore delegato della Sky Europa, nel 1999. Non so se le due cose possano essere collegate, ma di certo alla famiglia Moratti non mancano modi per arrivare a Sky.

La storia si ripete - appena il cittadino medio si risveglia dal suo torpore, parte l'impeterrita macchina delle multinazionali, che ti devono schiacciare con tutta la loro potenza. I Moratti contro un giovane regista in Sardegna, l'ENI che si mette sotto casa dei contadini in Abruzzo per intimidirli a vendergli le terre.

Come il decreto legge 1195 di ieri, come le mille altre denuncie che abbiamo fatto in questi mesi, nessuno si scandalizzera' mai della storia di Mazzotta, che vincano o che non vincano i Moratti.

Il bello e' che Mazzotta nemmeno chiede che la Saras venga chiusa ma solo che

le misure di sicurezza della pratica quotidiana, che impediscono alla più grande raffineria d’Europa o meglio al grande polo petrolchimico del sud ovest della Sardegna, di inquinare meno, produrre meno tumori e meno malattie respiratorie, essere in grado, anche attraverso strutture sanitarie adeguate - da tempo si parla di costruire un piccolo ospedale - di monitorare la salute di operai e abitanti.

Si tratta solamente di buonsenso, di amore per il tuo prossimo, di voler fare il bene per i piu' deboli. Tutto questo da parte di una delle famiglie piu' ricche d'Italia. Penso ai ricchi americani,
Bill Gates, William Buffett, Eli Broad della generazione attuale: tutta gente che alla fine della propria carriera ha regalato i propri soldi per il bene della collettivita' ad associazioni benevole. In Italia i Moratti non possono neppure ammodernizzare la loro raffineria. Neanche questo. Devono risparmiare fino all'ultima lira sulla pelle della gente.

A volte mi sembra che questo paese non abbia piu' speranze, dai troppi egoismi individuali alla grettezza della quasi totalita' della classe politica. E' l'amore che ci manca.



Fonti: La nuova Sardegna, La nuova Sardegna 2

Thursday, January 22, 2009

Gian Marco e Massimo Moratti e il Cip6


Come riferisce il Corriere della Sera alcuni medici di Harvard hanno mostrato che vivere in un ambiente sano allunga la vita. Diciamo che la nozione e' abbastanza logica e plausibile, e non ci voleva Harvard per giungere a questa conclusione. Qui pero' hanno quantificato questa longevita': 10 microgrammi per metrocubo di PM (particulate matter o particelle fini) in meno corrispondono a circa 7 mesi in piu di vita.

Ne deduco che 10 microgrammi in piu' accorciano la vita di sette mesi.

Queste particelle, i PM, specie le piu' piccole, arrivano fino ai polmoni e non possono essere piu' espulse dall'organismo. Chissa' se a Mr Gian Marco Moratti gli sono fischiate le orecchie, visto che la sua Saras, a Sarroch emette un po' di tutto e che i limiti del PM a Sarroch li sfondano una volta alla settimana. Chissa' se lui abbia letto quell'articolo del Corriere ed abbia calcolato a quanti mesi di vita umana equivalgono quegli sfioramenti di cui e' moralmente responsabile. Chissa' se un po si sia sentito in colpa.

Scopro poi da un report della Repubblica che nel 2006 la Saras ha fatturato 5.196 milioni di euro, con un utile netto di 293 milioni di euro.

IN UN ANNO OLTRE 500 MILIARDI DELLA VECCHIE LIRE SOLO DI UTILE.

L'utile, nel 2000 era 'solo' di 36 milioni di euro. Ma come hanno fatto quelli della Saras? Aumentare gli utili di quasi 10 volte in pochi anni e' da maghi degli affari.

Ma c'e' il barbatrucco. Non sono stati i bravi manager Saras a fare svettare questi introiti: e' stato il magico Cip6 !! Elementare Watson. Ma come fa la Saras a ricevere i soldi del Cip6, che in teoria e' per industrie che producono energia rinnovabile?

Facciamo un passo indietro. Prima del 2004, gli scarti della raffineria Saras andavano smaltiti, a caro prezzo, come rifiuti speciali. Nel 2004 allora l'idea brillante dei Moratti: bruciamoli quei rifiuti. E nel farlo ci ricaviamo un po' di energia che facciamo passare per alternativa. Nessuno se ne accorgera', avranno pensato.

E siccome l'hanno fatto passare per un metodo nuovo e 'alternativo' per produrre energia ecco che arriva il Cip6. Non ha importanza quanto schifo immettono in aria. Gli diamo la dicitura di 'assimilata' e siamo apposto. Lo Stato italiano (noi) abbiamo dunque regalato 200 milioni di euro alla famiglia Moratti. Neanche fossimo tutti interisti.

Furbo Mr Moratti, eh?

Cosi' accanto alla raffineria vera e propria (completa di desolforatore come vogliono fare ad Ortona) hanno costruito questo inceneritori di rifiuti petroliferi, dal nome luminoso, e intriso di virilita' sarda: Sarlux.

Ogni giorno, 3500 tonnellate di scarti della raffineria, fangosi e puzzolenti (immaginate voi di che robaccia si tratta) arrivano alla Sarlux e vengono bruciati. Dietro di se lasciano una scia di anidride carbonica, ossidi di azoto, solfati e concentrati di vanadio e il nichel che vanno dritti dritti nelle case, nei pesci, nell'aria di Sarroch.

Ma non e' finita qui. L'energia viene venduta poi ad enti pubblici, e non a prezzo di mercato, ma ad un prezzo che e' il DOPPIO del suo valore effettivo. Questo perche', di nuovo, la Sarlux e' un impianto di energia "alternativa".

In piu' come parte degli accordi per il Cip6 si sarebbero dovuti creare dei nuovi posti di lavoro anche in industrie non petrolifere. Dei tanti progetti vaporosi presenati dalla Saras a tuttoggi non ne e' stato realizzato neanche uno. Solo i lavori riguardanti la raffineria sono stati portati a termine. La Repubblica calcola che ogni nuovo posto di lavoro sia costato fra i 400mila e il milione di euro.

A capo della Saras i due fratelli Moratti, Gian Marco e Massimo Moratti. Con tutti i soldi del petrolio Gian Marco ha potuto donare ben 6 milioni di euro alla campagna elettorale della candidata a sindaco di Milano: sua moglie Letizia! Il suo concorrente, che non ha una moglie petrolifera, ha potuto disporre solo di 600,000 euro.

Immaginate chi ha vinto.

Per farsi bella pero' la nostra Letizia ha dato ad Al Gore la citttadinanza onoraria a Milano

e si e' impegnata ad abbracciare nuove poltiche ambientali. E a Sarroch? Quando va ad abbracciare le politiche ambientali per i sardi?

Anche la moglie di Massimo Moratti fa poltica: Milly Moratti (nata Emilia Bossi) e' capogruppo dei Verdi al comune di Milano, regala le bici blu agli assessori (cosi non devono andare in macchina) e addirittura durante la campagna elettorale di Milano diceva ai lombardi che tutto quel PM fa male ed occorre ridurlo perche' favosricono tumori ed infarti.

In una intervista disse che a Milano "la situazione e' drammatica". Perche' questo non lo dice anche ai sardi? O che i loro polmoni sono meno importanti di quelli dei milanesi?

Care Letizia e Milly: Mentre per ridurre lo smog delle automobili ci vuole l'azione concertata della popolazione, controlli e sensibilizzazione, nel caso della Saras/Sarlux ci vuole l'azione di due sole persone: Mr Gian Marco e Mr Massimo Moratti. I capi della Saras.

Evidentemente la coerenza non e' di casa nella famiglia Moratti.

Fonti: La Repubblica,
Sardegna e Liberta',
Sarlux Saras e la salute?

Wednesday, January 21, 2009

Con la coscienza sporca di petrolio




Della storia di Sarroch e della raffineria Saras, in Sardegna abbiamo gia' parlato su questo blog. Il filmato alla fine di questo post e' di Massilimano Mazzotta che ha realizzato un documentario su come si vive per davvero a Sarroch. E' tutto agghiacciante anche per me che vado predicando le conseguenze del petrolio da mesi. Come a Viggiano, sentire e vedere di persona cosa il petrolio porta alle comunita' mi fa male, perche' tutto questo SI SAPEVA ANCHE PRIMA CHE INSTALLASSERO LA RAFFINERIA A SARROCH.

Mi viene rabbia perche' se solo ci fosse stato un minimo di informazione in piu fra la gente e i politici non si sarebbe arrivati a questo punto. E' qui la risposta al tizio di rete otto che mi chiedeva perche' io faccia tutto questo. Come puo' qualsiasi persona con un minimo di sensibilita' e di amore per la propria terra sapere e non indignarsi? Sapere e far finta di niente? Sapere e tacere?

Non e' giusto.

Come descrive il video, a Sarroch lo zolfo lo trovano nei pesci. Il lavoro e' inesistente. L'amianto e' nei corpi delle persone. I controlli sui lavoratori sono fatti superficialmente e usando metodi scorretti. L'esposizione al benzene e agli idrocarburi ha portato danni al DNA delle persone. La gente si ammala di tumori rari.

La Saras appartiene alla famiglia Moratti. Il suo CEO, l'amministratore delegato, e' Massimo Moratti, lo stesso dell'Inter che con i soldi della raffineria poi va a pagare gli acquisti dei calciatori. Della stessa famiglia fa parte anche Letizia Moratti che mette l'ecopass a Milano per contenere l'inquinamento mentre a Sarroch non si degna neppure di far fare i controlli sulla gente come si deve.

Una vergogna.

La Saras del gruppo Moratti riceve, beffa delle beffe, anche i finanziamenti del Cip6, la tassa che i cittadini italiani pagano per incentivare l'energia alternativa, quella vera, tramite la bolletta della luce.

Il sito dell'autorita' per l'energia elettrica ed il gas infatti mostra l'elenco delle prime 10 societa' nazionali che ricevono finanziamenti del Cip6. Sotto la bella dicitura 'fonti assimilate', che comprendono raffinerie e centrali a carbone, compare anche la bella Saras, che riceve circa l'11% dei finanziamenti disponibili! Anche l'ENI ne prende, in quota pari al 3%. La parte del leone la fa il gruppo Edison, operativa anche lei in campo idrocarburi, con il 52%.

In riassunto, i soldi delle tassi dei cittadini di Sarroch finiscono in parte a finanziare i petrolieri che li avvelenano.




Fonti: L'espresso