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Friday, October 11, 2013

ENEL: fracking e acidi da geotermia in Lazio


Pozzo Latera 1, fraccato e acidificato nel 1985


Pozzo Latera 6, fraccato e acidificato nel 1985

Pozzo Latera 14, fraccato e acidificato nel 1985


"Stimulation was done by means of hydraulic fracturing and acidizing". 

Well stimulation in Latera Field,
Enel, 1985.

Pensavo che non ci fossero piu' altarini da scoprire, e invece...

Invece piu' indago e piu' mi rendo conto di non sapere dove andra' a finire questa matassa di bugie, di mezze verita', di tuttapposto, di far credere al popolo che e' tutto sottocontrollo.

Non e' vero niente di quello che il "sistema ufficiale" ci dice.

Quanti sono stati gli articoli di stampa, di professoroni, di esperti geologi a dirci che in Italia il fracking non si fa, non si puo' fare, non e' stato mai fatto?

Quante volte mi sono sentita dire che quello che dico non vale perche', non sono un geologo, non sono un ingegnere del petrolio, non sono un medico, ma solo un fisico? Tante, troppe volte.

So pero' leggere, e so scovare le cose, ed ecco qui, in barba a tutti i professoroni.

Un articolo del 1985 - 28 anni fa! - a firma di Antonio Barelli, Guido Cappetti, G. Manetti e A. Peano in cui si dice senza mezze parole che l'ENEL ha fatto fracking e usato acidi a Latera, in provincia di Viterbo, e al confine con la Toscana, nei campi da geotermia su almeno tre pozzi.

Si tratta dei pozzi L1, L6, L14, di cui i primi due sterili.

Il fracking serviva per spaccare la roccia in modo da poter usare i pozzi dismessi come pozzi per reiniezione, aumentando l'area fratturata, e quindi di pompaggio/stoccaggio di materiale reiniettato sottoterra.

Dicono cosi

...stimulation was performed on wells L1, L6 and L14 in the Latera geothermal field (northern Latium, Italy) with the aim of increasing injectivity. In wells L1 and L6 water was injected at high rates to hydraulically fracture the formation. Wells acid injection was also carried out. The operations considerably increased short-term injectivity (days); for longer periods (weeks -months) no significant improvements were observed on wells L1 and L6. 

La beffa e' che - per loro stessa ammissione, l'iniettivita' dei pozzi L1 e L6 e' aumentata solo per qualche giorno e che non ci sono stati miglioramenti su periodi medio lunghi. Solo il pozzo L16 ha tratto beneficio dal fracking e dagli acidi, e solo qui si e' potuto reiniettare sottoterra piu' materiale di prima.







Il campo Ladera e' stato trivellato nel 1978 per la prima volta.

Siamo dentro una caldera e nel 1983 c'erano gia' 5 pozzi produttivi e 3 sterili con fluidi a circa 210-230 gradi centigradi.

I signori dell'ENEL hanno iniettato fluidi da fracking nelle viscere della terra facendo esperimenti prima sul pozzo L2, e poi sui pozzi L1 ed L6 che erano fra quelli sterili ed infine sul pozzo L16.

E non ci si puo' sbagliare perche' lo dicono piu' e piu' volte

On the basis of Enel's past experience, stimulation was done by means of hydraulic fracturing and acidizing. Owing to the characteristics of the reservoir, hydraulic fracturing, accompanied by one or more acid jobs, produces self-propping effects in the fractures. 


Per spaccare la roccia hanno usato fanghi, acidi, e fratturazione idraulica in varie combiazioni.

E' un test dopotutto no?

Dicono che per il pozzo Latera 1, a 1860 metri di profondita', hanno ripetuto le inieizioni di materiale da fracking a tassi di 70-95 metri cubi di fluido all'ora per 100 ore e che questo ha portato ad un "incremento significativo" dell'area fratturata.



Fanno  almeno 7000 metri cubi di materiale pompati su un arco di quattro giorni.

Fanno 7,000,000 sette milioni di litri di monnezza pompata sottoterra.

Ci credo che sono riusciti a spaccare la roccia!

Poi fanno altri esperimenti con tassi di 110, 220 e 340 metri cubi l'ora ma per sole "poche ore" e gli si e' aperta solo meta' dell'area che si era aperta prima.

Quindi meglio pompare con un po meno intensita' ma a lungo.

Poi provano con un "massive hydraulic fracturing injection" di 310 metri cubi all'ora per 17 ore e mezza.

In questo caso parliamo di altri 5 milioni e mezzo di fluidi iniettati nella roccia. E qui si arriva invece ad aumentare l'area fratturata di quattro volte, rispetto al test iniziale.

E siccome non basta, aggiungiamo acidi! 40 metri cubi di HCl al 30%, cioe' 40,000 litri e cosi' si aumenta l'area fratturata di un altro fattore 1.4.

Lo stesso pozzo e' stato poi riusato per la reinizione, non si sa se di gas, o di materiale di scarto.

Qui tutti i test sul pozzo Latera 1


Alla fine di tutto pero' le fratture restano aperte per poco tempo, appunto giorni, e si torna alle condizioni iniziali. Il volume disponibile sottoterra rimane lo stesso, acidi o non acidi, fracking o non fracking.

Much ado about nothing.

Passiamo al pozzo Latera 6, a 1720 metri di profondita'. Anche qui hanno fratturato ed acidizzato senza gran progressi.

Gli autori dell'articolo dicono che il mancato aumento dei volumi di reiniezione sottoterra e' dovuto al fatto che la rete sotterranea naturale di fessure non era ben connessa alle spaccature artificiali fatte con gli acidi e con il fracking.

Appunto, much ado about nothing.

E infine il pozzo Latera 14, dove con 34,000 litri di HCl al 30% sono riusciti a diminuire la resistenza della roccia, e quindi sono stati contenti dell'operazione riuscita.

Tutto questo accadeva nel 1985.

28 anni fa.

Ci sono state conseguenze per il sottosuolo?  Quante altre volte e' successo? Cosa ne e' dei pozzi Latera 1, Latera 6 e Latera 14 oggi? Perche' nessuno ne sa niente del fracking di 28 anni fa?

I nostri politici le sanno queste cose?
Gliene importa qualcosa?


Misteri.












Sunday, September 1, 2013

Al mio amico Guido



Ciao Guido,

volevo scriverti in privato, ma poi ho pensato che sarebbe stato carino condividere con tutti quelli a cui puo' interessare il mio - e non solo il mio! - pensiero di affetto per te.

Per chi non lo conoscesse - e non conoscere Guido Picchetti vuol dire non seguire troppo la faccenda petrolio - Guido cura una rivista online settimanale chiamata Echi di Stampa, in cui si parla di ambiente, sopratutto della minaccia delle trivelle e con particolare attenzione alla Sicilia e alle sue isole "minori".

Guido infatti vive a Pantelleria da tanti anni, ed e' stato - e credo sia ancora! - un eccellente subacqueo. Non so molto del suo passato, ma a giudicare dallo spirito e dal fisico (si puo' dire che hai piu di 80 anni?) deve essere stata una vita soddisfacente ed attiva, perche' sei ancora pieno di forze, ironia, e voglia di fare e di vivere.

Come tutti, sono rimasta sorpresa che hai deciso di mollare gli Echi di Stampa e in generale l'attivismo pubblico contro il petrolio.

Sono sorpresa, e vorrei tanto che ci ripensassi, ma poi ti capisco e credo che tu, e soprattutto santa Mariella, abbiate diritto a un po di pace.

So bene che fare tutte queste cose e' stancante, porta via tempo, e soprattutto non fanno bene allo spirito.

Chi e' che vuole ogni giorno sedersi li e parlare e leggere di soprusi, di scoppi, di tangenti, di malattie, di politici inutili e pappemmolli?

Specie quando fuori c'e' il mare blu ed uno ha fatto una vita di sacrifici per meritarselo?
E specie quando attorno a te vedi che alla fine i piu diretti interessati paiono non capire, o non volere capire, o peggio che vogliono marciarci sopra?

E quindi, Guido, goditi Pantelleria e la tua vita prima del petrolio. Ci mancherai, ma sono sicura che ogni tanto ti verra' voglia di vedere cosa succede e magari di prendere penna e tastiera. Non credo che anche volendolo, uno possa mai smettere del tutto. Quando si e' sensibili e sinceri come tu lo sei, e' difficile staccare veramente, perche' non si riesce a star zitti contro le ingiustizie e gli schifi vari.

A me restera' la tua amicizia, il ricordo del capodanno 2012 sulla tua isola, la cena da Urania, la gita attorno a Pantelleria con il vento che soffiava forte, le scorrazzate nella Panda, ma soprattutto il potermi fidare di te, a volte anche differendo sui punti di vista, ma sempre con mutua fiducia e stima, sapendo che siamo entrambi sinceri e non mossi da altri tornaconti.

Tutti ci chiediamo ogni tanto se quel che abbiamo fatto sia stato utile a qualcuno e se ne sia valsa la pena. Io penso che tu abbia fatto un eccellente lavoro, e si vede dal tempo che ci hai messo, delle parole che hai scritto, dal segno che hai lasciato e dall'affetto di noi tutti che ti porti dietro.

Ciao Guido, Ciao Mariella.
Buona Pantelleria, e torna a trovarci ogni tanto.

Friday, June 24, 2011

Nemici dell'Adriatico

Ho deciso di pubblicare i nomi di tutti quelli che hanno autorizzato le trivelle in Adriatico, secondo le concessioni d505 e d493, a 26 chilometri dalle isole Tremiti.

L'approvazione arriva dalla commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale di VIA e di VAS del Ministero dell'Ambiente presieduto da Stefania Prestigiacomo.

Qualcuno dei firmatari sara' un pesce piu grande, qualcuno piu' piccolo. Ma ogni azione che uno fa nella vita - ogni azione - e qualunque sia il suo ruolo nella societa' e' una scelta, e questi hanno scelto di firmare a favore della Petroceltic e contro noi cittadini. Cosi facendo, hanno tolto a me, e tutti noi che lavoriamo contro le trivelle ore preziose delle nostre vite che potevano essere spese in altri modi.

In California, cara commissione VIA, il limite delle trivelle e' di 160km da riva ed e' dal 1969 che nemmeno gli passa per l'anticamera del cervello di piazzare trivelle nel bel mezzo di un'area turistica e ricettiva.

Ecco dunque i firmatari che hanno detto SI alle ispezioni sismiche della Petroceltic:


Claudio De Rose, Presidente della commissione VIA

Giuseppe Caruso, Coordinatore Sottocommissione VAS

Guido Monteforte Specchi, Coordinatore Sottocommissione VIA

Maria Fernanda Stagno d'Alcontres, Coordinatore Sottocommissione VIA Speciale

Sandro Campilongo

Saverio Altieri

Vittorio Amadio

Renzo Baldoni

Gian Mario Baruchello

Filippo Bernocchi

Stefano Bonino

Eugenio Bordonali

Gaetano Bordone

Andrea Borgia

Ezio Bussoletti

Rita Caroselli

Antonio Castelgrande

Laura Cobello

Carlo Collivignarelli

Siro Corezzi

Maurizio Croce

Barbara Santa De Donno

Chiara Di Mambro

Luca Di Raimondo

Cesare Donnhauser

Graziano Falappa

Giuseppe Franco Ferrari

Filiipo Gargallo di Castel Legnini

Antonio Grimaldi

Despoina Karniadaki

Andrea Lazzari

Sergio Lembo

Salvatore Lo Nardo

Botolo Mainardi

Michele Mauceri

Arturo Luca Monanelli

Santi Muscana'

Rocco Panetta

Eleni Papaleludi Melis

Mauro Patti

Francesca Federica Quercia

Vincenzo Ruggiero

Vincenzo Sacco

Xavier Santiapichi

Franco Secchieri

Giuseppe Venturini

Roberto Viviani


Ai posteri la non tanto ardua sentenza.

Monday, May 18, 2009

Moratti: l'Inter e i morti di Sarroch


Abbiami gia' parlato su questo blog della raffineria Saras che sorge in provincia di Cagliari, in una cittadina di nome Sarroch. La Saras e' di proprieta' di Massimo e Gianfranco Moratti, che in questi giorni sono un po' piu' felici perche' l'Inter ha vinto lo scudetto.

I post sono qui, qui e qui. Peccato che parte dei fondi con cui i Moratti finanziano i loro acquisti di calciatori provengono da questo stabilimento di morte dove non vengono fatte migliorie da anni. Anche qua, pecunia non olet.

Il regista sardo-leccese, Massimiliano Mazzotta ha realizzato un film di un ora circa in cui mostra come si vive a Sarroch. Il trailer di OIL e' riportato alla fine di questo post. Mazzotta se l'e' autoprodotto e cerca di sensibilizzare il piu' possibile il resto d'Italia sulle schifezze che l'elegante famiglia Moratti fa in Sardegna da anni, nel silenzio generale. Mutazioni del DNA, pesci con due teste, gente di trenta o quaranta anni che muore di tumori e leucemie senza aver mai fumato e senza particolari storie di cancro in famiglia.

Venerdi' 15 Maggio questo filmato doveva essere proiettato da una associazione studentesca a Cagliari, chiamata Pesa.

Gli avvocati Saras ANGELO LUMINOSO e GUIDO CHIESA MIGLIOR hanno pero' chiesto in via urgente di sequestrare il filmato, una condanna per Mazzotta, il risarcimento dei danni e la restituzione di materiale utilizzato per la produzione del film.

I rappresentanti dei due fratelli Moratti dicono che si devono eliminare dal film le immagini dei funerali di un operaio di 31 anni che lavorava vicino alla Saras, perche' sono alternate a quelle di Massimo Moratti che sorride. Dicono anche che i quattro dirigenti che hanno accettato di parlare dell’impianto di Sarroch davanti alla telecamera non hanno dato il loro assenso per iscritto. Infine, dicono che non e' censura ma una contromossa legale per limitare i danni d’immagine che il documentario potrebbe provocare.

Danno d'immagine, eh? E i danni della salute di chi e' costretto a respirare fumi di idrogeno solforato tutti i santi giorni? So che loro diranno che e' tutto a norma di legge, ma le norme di legge in Italia non sono minimamente fatte per proteggere le persone, non quando l'OMS dice 0.005 ppm per l'idrogeno solforato e la legge Italiana lascia ai petrolieri emettere 30ppm!

Per ora il giudice non ha rilevato alcun contenuto diffamatorio e Mazzotta continua a proiettare il suo filmato. In precedenza pero' OIL e' stato censurato da Sky: gli avevano detto che lo avrebbero proiettato in alcune date ben precise e poi il filmato non e' mai andato in onda, senza spiegazioni, senza rimandi ad altre date.

Sky appartiene all'australiano Rupert Murdock. Letizia Moratti per un anno e' stata l'amministratore delegato della Sky Europa, nel 1999. Non so se le due cose possano essere collegate, ma di certo alla famiglia Moratti non mancano modi per arrivare a Sky.

La storia si ripete - appena il cittadino medio si risveglia dal suo torpore, parte l'impeterrita macchina delle multinazionali, che ti devono schiacciare con tutta la loro potenza. I Moratti contro un giovane regista in Sardegna, l'ENI che si mette sotto casa dei contadini in Abruzzo per intimidirli a vendergli le terre.

Come il decreto legge 1195 di ieri, come le mille altre denuncie che abbiamo fatto in questi mesi, nessuno si scandalizzera' mai della storia di Mazzotta, che vincano o che non vincano i Moratti.

Il bello e' che Mazzotta nemmeno chiede che la Saras venga chiusa ma solo che

le misure di sicurezza della pratica quotidiana, che impediscono alla più grande raffineria d’Europa o meglio al grande polo petrolchimico del sud ovest della Sardegna, di inquinare meno, produrre meno tumori e meno malattie respiratorie, essere in grado, anche attraverso strutture sanitarie adeguate - da tempo si parla di costruire un piccolo ospedale - di monitorare la salute di operai e abitanti.

Si tratta solamente di buonsenso, di amore per il tuo prossimo, di voler fare il bene per i piu' deboli. Tutto questo da parte di una delle famiglie piu' ricche d'Italia. Penso ai ricchi americani,
Bill Gates, William Buffett, Eli Broad della generazione attuale: tutta gente che alla fine della propria carriera ha regalato i propri soldi per il bene della collettivita' ad associazioni benevole. In Italia i Moratti non possono neppure ammodernizzare la loro raffineria. Neanche questo. Devono risparmiare fino all'ultima lira sulla pelle della gente.

A volte mi sembra che questo paese non abbia piu' speranze, dai troppi egoismi individuali alla grettezza della quasi totalita' della classe politica. E' l'amore che ci manca.



Fonti: La nuova Sardegna, La nuova Sardegna 2