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Friday, April 27, 2018

Corea del Sud: terremoto di magnitudo 5.5 da fracking per geotermia













“It would be a very a remarkable coincidence 
if this earthquake were to be unrelated 
to the activity at the site, 
given that it occurred so close to it. 
My own personal view is that it is highly likely there is a connection.”

Robert Westaway, Glasgow University



E' successo il 15 Novembre 2017, presso la citta' di Pohang, in Corea del Sud.

Un terremoto di magnitudo 5.5 ha sconvolto la zona, non abituata a tremori simili. E infatti non c'erano tracce di scosse cosi' forti in questo angolo di Corea fino ad allora.

Sono rimasti feriti in 82, e decine e decine di edifici sono stati danneggiati.
E' stato il secondo terremoto piu' forte della storia della Corea. 

E adesso un articolo su Science, appena pubblicato, dove viene avanzata la possibilita' che questa scossa sia dovuta alle trivelle. Per la precisione al fracking, cioe' all'iniezione ad alta pressione di liquidi e composti chimici per "fratturare idricamente" la roccia, spaccarla, e far uscire gas o altre sostanze dalle piccole cavita' di roccie porose chiame scisti.

Solo che in questo caso non si voleva raccogliere gas metano e nemmeno petrolio da queste cavita' ma fluidi e vapori utili per creare energia geotermica.

In quetso caso, sono state iniettate sottoterra migliaia e migliaia di liquidi per fare fratturazione idraulica, a circa 4 chilometri sotto la crosta terrestre. Il fracking e' sato effettuato fra gli inizi del 2016 e il Settembre 2017, un anno e mezzo circa.

Pohang non e' lontata dai siti trivellanti.

Vivono qui 500mila persone.

Dopo due mesi, voila', il terremoto e lungo il corso di due settimane, altre 46 scosse di assestamento. Tutti i terremoti sono avvenuti a meno di due chilometri dal sito del fracking. Tutte le scosse avevano epicentro alla stessa profondita' delle iniezioni per il fracking.

Le correlazioni spazio-temporali sono veramente troppo apparenti da poter essere ignorate.

E poi ci sono immagini da satellite che confermano che il terremoto principale, quello di magnitudo 5.5, ha sollevato la terra di circa 5 centimetri. La zona prima delle scosse del 2017 non era considerata sismica.

Oltre all'articolo menzionato in alto, ce ne sono altri, di altri gruppi, che arrivano alla stessa conclusione: c'e' stata la mano dell'uomo nello stimolare questo terremoto, il secondo piu' forte della storia recente della Corea. 

Le inieizioni di materiale trivellante da fracking causa trivelle per due motivi: uno perche' vengono lubrificate le faglie naturali, favorendo i movimenti sotterranei, e due perche' si possono creare squilibri in zone di equilibrio precario, favorendo movimenti in una direzione o in un altra.

Ma come si fa a decidere se un terremoto e' "naturale" o "indotto"?   Gia' nel 1993 due sismologi americani, i padri della sismcita' indotta, Scott Davis and Cliff Frohlich pubblicano un elenco di sei criteri base. Fra questi, il fatto che, ovviamente, terremoti e siti disturbati dall'uomo siano vicini nello spazio e nel tempo.

Nel caso di di Pohang pero' mancano un criterio: ci sono due mesi fra la fine delle trivelle e l'inizio delle scosse. Secondo gli autori questo e' probabilmente causa di alcune reazioni chimiche stimolate dal fracking che hanno fatto dissolvere la roccia sottostante, rompendo gli equilibri esistenti, e portando a movimenti forti. Le reazioni chimiche non sono state immediate, ma c'e' voluto del tempo, portando a questi ritardi nelle scosse.

Un altro aspetto inquietante dei terremoti di Pohang e' che siccome la stimolazione iniziale non era sufficente, hanno pompato sempre di piu' le pressioni dei fluidi da fracking, e alla fine, aumenta aumenta, non solo e' stato generato fluido geotermico, ma pure i terremoti. In una citta' di 500mila persone!

Che fare?

Certo la prima cosa e' non trivellare, per fluidi geotermici, per petrolio, per gas, per qualsiasi cosa vicino a centri abitati.  E questo specie perche' non e' ben chiaro quale sia la relazione fra fluidi  da fracking pompati sotto terra e l'energia rilasciata. E poi, il buon senso ci obbliga sempre a pensare di trovare energia piu' sana, che non abbisogni di fare buchi in profondita' e che sia associata a tutti questi rischi.

Perche' racconto questa storia? Perche' ci insegna tante cose.

Perche' anche se e quando crediamo di conoscere e di poter prevedere la natura, lei ci mostra che non e' cosi, e siamo dei presuntuosi a pensare di poter sempre vincere noi. La natura segue le sue leggi e i suoi criteri, e se stuzzicata, risponde. Alla fine a pagare il prezzo non sono stati gli ingegneri o chi trivellava, quanto quelle 82 persone rimaste ferite, e tutto il paese di Pohang preso dalla paura e con gli edifici inagibili.

Perche' e' stata qui l'ingordigia di chi trivellava che ha aumentato le pressioni dei fluidi da fracking finche' non sono riusciti ad arrivare all'obiettivo, senza chiedersi se potevano esserci conseguenze, se era il caso di fermarsi, se davvero questo fluidi geotermico gli serviva cosi tanto da mettere a rischio una intera citta'. 

Perche' l'area era non sismica e l'azione dell'uomo ha portato ad un terremoto di magnitudo 5.5.

Perche' come sempre, occorre far tesoro delle esperienze degli altri.

L'Italia come Pohang e' densamente popolata. Ma differenza di Pohang e' sismica, tutta. A differenza di Pohang ha una storia archiettonica datata, che la rende piu' fraglie e delicata.  Non possiamo assolutamente permetterci di bucare e stimolare e pompare materiale da e nel sottosuolo in questa nazione.

Tutte queste tecniche di super-sfruttamento del sottosuolo un giorno portano il conto,
e la domanda e' sempre: cui prodest?








Saturday, February 17, 2018

Torre Alfina, Acquapendente (VT): Gentiloni sfida Galletti e boccia le trivelle geotermiche








Il documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri dove Paolo Gentiloni firma il no alle trivelle di Torre Alfina, Acquapendente.

27 Dicembre 2017


L'area in questione con le centrali e i proposti pozzi geotermici


L'area e' fortemente sismica.
Dal 2005 ad oggi 13 terremoti di magnitudo 2.5 o piu'. 
Il piu' forte di 4.1 nel 2016.



La ITW LKW Geotermia Italia
capitale sociale 1 milione di euro.


La Commissione VIA del Ministro dell'Ambiente che il 2 Agosto 2017 da parere positivo in alto,
e in basso lo stesso Ministero dell'Ambiente che da parere negativo il 24 Gennaio 2018
dopo che Gentiloni ha detto no.

Cambiano parere in 5 mesi!




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Quante bugie, quanti intrighi, quanta piccolezza,
che brutta Italia.

E' dovuto intervenire Paolo Gentiloni a bocciare il progetto.

Ma alla fine in qualche modo e' tutto salvo.

Le parole piu' belle nei vari documenti sono che il diniego e' stato:

"in considerazione della qualita' di bellezza panoramica e della bellezza d'insieme"

Tutta l'Italia e' cosi, o dovrebbe essere cosi.

Per una volta, bravo Gentilioni.

.... il giardino del mondo, no?

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Si chiama Torre Alfina, fa parte del comune di Acquapendente con 5655 anime ed e' in provincia di Viterbo.

Secondo il database HiQuake, con la lista della sismicita' indotta mondiale, nel 1977 a Torre Alfina ci fu un terremoto indotto di magnitudo 3 a causa di trivelle geotermiche.

Il rischio sismico ufficiale di Acquapendente e' 2, "zona dove possono verificarsi forti terremoti" secondo l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003, aggiornata con Delibera della Giunta Regionale del Lazio n. 387 del 22 maggio 2009.

La classifica parte da 4, dove i terremoti sono rari, passa a 3, per zone che "possono essere soggette e forti terremoti, ma che sono rari", si arriva a 2, con appunto "zone dove possono verificarsi forti terremoti", e culmina con 1, la piu' pericolosa dove "possono verificarsi terremoti fortissimi".

Acquapendente e' appunto nella seconda categoria piu' pericolosa.

E infatti ogni tanto ci sono terremoti, con epicentro vicini, oppure proprio ad Acquapendente. Nel 2016, per esempio si parlo' pure di evacuazione dell'ospedale, scosse ripetute. 

Dal 2005 ad oggi ci sono stati 18 terremoti con magnitudo maggiore di 2.5 con picchi massimi di 4.1, e a 20 chilometri da Acquapendente.

In 13 anni.

Ora, non scrivo tutto questo per allarmismo, ma solo per mettere il tutto in prospettiva, di quanto fragile sia il nostro territorio, e come siano rapaci gli avvoltoi che vogliono distruggere la nostra nazione.

E il fatto che abbiano anche solo pensato di trivellare, e quindi di mettere a soqquadro i naturali equilibri di questa zona, e' veramente strabiliante.

Facciamo un qualche passo indietro.

A proporre di trivellare Torre Alfina (Acquapendente) e' stata la carneadica ITW LKW Geotermia Italia. Chi sono questi? E chi lo sa. 

E certo che chi lo sa. E infatti, dal loro stesso sito dicono di nascere nel 2010. Sono quindi una societa' recente, e non si sa bene chi ci sia dietro. Si sa pero'  che hanno "l’intento di rispondere all’esigenza di generare energia geotermoelettrica con una tecnologia ed un processo produttivo, che garantisca le emissioni nulle in atmosfera, con qualsiasi fluido geotermico ricercato".

Emissioni nulle!

A loro non si applica il secondo principio della termodinamica dunque!

Dicno di specializzarsi in impianti geotermoelettrici e di collaborare con enti di ricerca per "pianificare uno sviluppo sostenibile di energia da fonte geotermica per i fabbisogni di riduzione di CO2, produzione di calore per raffreddamento/riscaldamento di edifici e processi produttivi industriali ed artigianali, e per il fabbisogno energetico di piccoli centri abitati."

Hanno un "valido management aziendale e di un gruppo di consulenti ricercatori di lunga esperienza nei settori di studio come: geologia, idrogeologia,  vulcanologia, ingegneria energetica, ingegneria di perforazione, architettura e ingegneria del paesaggio, ingegneria per le reti di distribuzione di elettricità e di calore."

Quello che non c'hanno sono gli esperti di lingua italiana, visto che nel loro sito hanno pure.... errori grammaticali.

La loro sede centrale e' a Torino, la sede operativa a Roma e il loro capitale sociale e' di ... un milione di euro.  Il prezzo di una villetta.

E' evidente che sono principianti.

Un milione di euro sono tanti soldi per me e per chi legge, ma non sono niente per una ditta che vuole trivellare zone delicate, sismiche e pericolose.

Per Torre Alfina prevedevano di generare elettricita' usando fluidi geotermici alla temperatura di 140 gradi cenigradi trivellando due o tre ("al massimo") pozzi a un chilometro di profondita' per poi generare energia elettrica di 5 MW.  Un'altra centrale simile sarebbe stata costruita a Castel Giorgio, in provincia di Terni, Umbria, non lontano da Torre Alfina.

Una volta usato il fluido sarebbe stato reiniettato sottoterra attraverso un unico pozzo di reniezione reiniezione previsto a Castel Giorgio. Qui sarebbero arrivati i fluidi spesi sia da Castel Giorgio che da Tore Alfina.

Ovviamente, dall'alto del loro milione di euro prevedevano un sistema di protezione ambientale con "vari elementi di sicurezza e controllo delle condotte di reiniezione, monitoraggio delle condizioni di reiniezione nei pozzi reiniettivi, oltre ad un sistema di monitoraggio sismico del territorio."

E quante cose devono fare con un milione di euro?

Dalle lettere del ministero scopriamo che i nuovi pozzi della  ITW LKW Geotermia dovrebbero sorgere nei pressi di altri pozzi gia' trivellati dall'ENEL negli anni settanta.

Scopriamo pure che si tratta -- solo per la concessione Torre Alfina -- di cinque pozzi di estrazione.

Ma... non erano due o tre "al massimo"?

Scopriamo pure che la reinizione sarebbe stata in quattro pozzi, solo per Torre Alfina.

Ma come... non era un unico pozzo di reinizione, comune sia a Torre Alfina che a Castel Giorgio?

E infine scopriamo che la centrale di produzione doveva essere nella sede di una ex cava, chiamata Le Greppe, sottoposta a vincolo paesaggistico.

Ma che vuoi che sia un vincolo paesaggistico in Italia? Distruggiamo tutto, no?

Bene.

Parte tutto l'iter autorizzativo.

Il Ministero dell'Ambiente, di Gianluca Galletti, che come detto non ha mai incontrato una trivella che non gli piacesse, nemmeno di geotermia, ha detto si.

La regione Lazio, con presidente Nicola Zingaretti del PD, non ha mandato parere, ma "ha comunicato di non condividere il parere positivo espresso dal Ministro dell'Ambiente".

Era troppo lavoro esprimere un parere, di qualsiasi natura? O Mr. Zingaretti e la sua amminstrazione non volevano esporsi troppo? O non gleine importava piu' di tanto di Torre Alfina? Chi lo sa. Io so solo che non si amministra cosi una regione.

Ma qui succede qualcos'altro.

Il Ministero dei Beni Culturali, guidato da Dario Franceschini invece... da parere negativo! E assieme a lui danno parere negativo la Sovrintendenza per la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale.

Oddio, e ora che facciamo?

Due Ministeri, due pareri diversi. La regione Lazio che non parla.

E' allora lo stesso Ministero dei Beni Culturali, a chiedere che intervenga niente di meno che al Presidente del Consiglio dei Ministri, affinche' ad esprimersi sia direttamente il Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.

Lo prevede la legge.

E cosi' e' stato, ed infatti,  il documento finale, con il no a Torre Alfina e alla ITW LKW Geotermia Italia  e' infatti firmato da Gentiloni stesso!

Nel documento, si parla di discussioni in sede di Consiglio di Ministeri, con l'Ambiente di Gianluca Galletti a difendere il suo si, e quello dei Beni Culturali di Franceschini a difendere il suo no.

Avrei pagato per esserci e vedere due Ministeri per una volta essere in disaccordo.

E alla fine... vince il no.

Niente ITW LKW Geotermia, niente trivelle, niente pozzi di qua e di la.

Firmato Paolo Gentiloni!

Il Primo Ministro italiano che direttamente boccia un progetto trivellante!

E per quale motivo viene bocciato?

Beh, sulle carte compare che il piano territoriale paesistico regionale del 2007 impone la tutela integrale del paesaggio e che, evidentemente, una centrale geoeelettrica con pozzi e cavi e infrastruttura non e' proprio compatibile con tale tutela integrale.

In particolare sorge qui l'area protetta Altopiano dell'Alfina, Monte Rufeno e Valle del Paglia. Il Ministero dei Beni Culturali aggiunge pure che il comprensorio dell'area e' di rilevante valenza paesistica perche' e' uno degli ultimi esempi in Lazio di agricoltura che e' in equilibro con l'ambiente e con valenza archeologica e storica, grazie a vari ritrovamenti di artefatti preistorici e con la presenza di edifici medievali.

La bocciatura arriva il giorno 27 Dicembre 2017.

E poi cosa succede?

Il Ministero dell'Ambiente... cambia idea!!!

La piccolezza piu' piccolezza di tutte. Il giorno 24 Gennaio 2018 infatti, emettono un nuovo parere, questa volta negativo!

Fanno ridere, ed e' evidente che questi non hanno ne spina dorsale, ne competenza per l'ambiente, ne onesta intellettuale.

Ad Agosto dicevano tuttapposto. A Gennaio dicono no, dopo il parere del Consiglio dei Minsitri,
Fa piangere e ridere allo stesso tempo. 

Non so che dire, se non che andiamo avanti con gente cosi al governo.

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Torno al testo del Consiglio dei Ministri e leggo le parole testuali firmate da Paolo Gentiloni:

l'impianto di trasformazione dell'energia geotermica all'interno della Cava Le Greppe risulta in contrasto con il recupero ambientale e paesaggistico dell'area.

Ci rifletto un po. Questo e' importante perche' si parla di recupero, cioe' di potenziale, di cosa fare per il futuro delle nostra Italia agreste e poco conosciuta.  Avrebbero potuto dire: beh, qui e' tutta campagna, mica e' la Toscana? e quindi, trivelliamo pure, invece ci si rende conto che quella campagna va difesa e protetta e recuperata perche' e' bella.

Parole semplici e brutalmente oneste.

Come detto in alto, e' tutta l'Italia che e' bella e che si porta dietro una bellezza storica, viscerale che nessuno potra' mai imitare perche' nessuno ha dietro la nostra storia, la nostra geografia.

E' questo l'unico futuro possibile per questa nazione, se vogliamo davvero uscire dalla crisi decennale: capire chi siamo, quale sia la nostra essenza, e costruire in quella direzione. Recuperiamo le campagne, abbelliamole, inventiamoci occasione per farle diventare ricchezza economica nella loro bellezza e non trasformandole in appendici industriali.

Ultimi appunti (non pensavo di scrivere cosi tanto!): Paolo Gentiloni, io non so perche' questo procedimento e' stato avviato per Torre Alfina e non per le mille altre realta' italiane. Ma so che se veramente si studiassero i luoghi e le condizioni in cui si vuole trivellare qualsiasi altro angolo d'Italia ci si rendera' conto che le stesse parole scritte per Torre Alfina valgono per la Basilicata, per il Piemonte, per l'Abruzzo, per il Veneto e per ovunque si voglia bucare la nazione.

Spero che anche il progetto di Castel Giorgio venga bocciato e per gli stessi motivi.

E ora, recuperiamo quello che c'e' da recuperare, e usiamo questa vittoria per qualcosa di migliore, di piu' sano, di piu' bello.

Sono tanti anni che scrivo questi post, e non mi stupisco mai di quanta bellezza silenziosa abbia questo paese. Non ci sono mai neanche stata nelle campagne di Viterbo, ma nello scrivere oggi pomeriggio, un Sabato un po' malaticcio, io me la immagino, la vedo, e sono felice che sia salva e che anche questo sia parte di chi sono.




















Thursday, October 31, 2013

Le Hawaii ad un passo dal vietare il fracking


La Big Island e' la piu' grande, in basso a destra.

Dopo il Vermont, molto probabilmente il secondo stato a vietare il fracking negli USA saranno le Hawaii.

Il giorno 16 Ottobre 2013 infatti a Kona, sulla Big Island il consiglio della contea delle Hawaii, che ha giurisdizione su tutta l'isola principale dell'arcipelago, ha approvato la legge 129 che vieta la trivellazione di pozzi destinati alla fratturazione idraulica.

Alla prima discussione, il 2 Ottobre 2013, la legge era stata approvata per 7 voti a zero. Poi c'e' stato un periodo di perfezionamento della legge, con l'introduzione di pene piu' severe e la nuova dicsussione del 16 Ottobre. 

Qui l'approvazione e' stata di 9 voti a zero.



Finora non ci sono stati casi di fracking nelle Hawaii, anche se l'industria geotermica potrebbe un giorno usare questa tecnica, visto che la Big Island ha risorse geotermiche connesse all'attivita' vulcanica.

La legge e' infatti stata scritta proprio con l'intento di vietare tecniche aggressive di estrazione di fluidi geotermichi, ma si applichera' a tutte le forme di fracking - gas e petrolio inclusi - come forma di precauzione.

Ovviamente anche qui c'e' chi dice che la geologia del luogo e' troppo complessa e delicata e che non c'e' bisogno di nessuna legge perche' il fracking non verra' mai usato alle Hawaii.

Ma appunto, proprio perche' finora nessuno ci ha mai investito tempo, soldi - e corruzione - meglio essere chiari dall'inizio e vietarlo cosi' non ci sono malintesi, e ambigiuta'.

La legge e' stata introdotta dalla Councilwoman di Kona Brenda Ford e l'idea e' di proteggere preventivamente acqua ed aria. Nella legge si ricorca che non esistono studi indipendenti sulle conseguenze del fracking alle Hawaii ed e' che occorre vietarlo per essere preventivi. Chi viola la legge sara' sottoposto ad una multa di $25,000 e di $10,000 al giorno se ci si rifiuta di far eseguire le ispezioni.

La legge 129 e' stata poi mandata a Billy Kenoi, sindaco di tutta la contea delle Hawaii, che adesso puo' decidere se firmarla in modo da farla diventare definitiva.

Molto probabilmente lo fara'.

Friday, October 11, 2013

ENEL: fracking e acidi da geotermia in Lazio


Pozzo Latera 1, fraccato e acidificato nel 1985


Pozzo Latera 6, fraccato e acidificato nel 1985

Pozzo Latera 14, fraccato e acidificato nel 1985


"Stimulation was done by means of hydraulic fracturing and acidizing". 

Well stimulation in Latera Field,
Enel, 1985.

Pensavo che non ci fossero piu' altarini da scoprire, e invece...

Invece piu' indago e piu' mi rendo conto di non sapere dove andra' a finire questa matassa di bugie, di mezze verita', di tuttapposto, di far credere al popolo che e' tutto sottocontrollo.

Non e' vero niente di quello che il "sistema ufficiale" ci dice.

Quanti sono stati gli articoli di stampa, di professoroni, di esperti geologi a dirci che in Italia il fracking non si fa, non si puo' fare, non e' stato mai fatto?

Quante volte mi sono sentita dire che quello che dico non vale perche', non sono un geologo, non sono un ingegnere del petrolio, non sono un medico, ma solo un fisico? Tante, troppe volte.

So pero' leggere, e so scovare le cose, ed ecco qui, in barba a tutti i professoroni.

Un articolo del 1985 - 28 anni fa! - a firma di Antonio Barelli, Guido Cappetti, G. Manetti e A. Peano in cui si dice senza mezze parole che l'ENEL ha fatto fracking e usato acidi a Latera, in provincia di Viterbo, e al confine con la Toscana, nei campi da geotermia su almeno tre pozzi.

Si tratta dei pozzi L1, L6, L14, di cui i primi due sterili.

Il fracking serviva per spaccare la roccia in modo da poter usare i pozzi dismessi come pozzi per reiniezione, aumentando l'area fratturata, e quindi di pompaggio/stoccaggio di materiale reiniettato sottoterra.

Dicono cosi

...stimulation was performed on wells L1, L6 and L14 in the Latera geothermal field (northern Latium, Italy) with the aim of increasing injectivity. In wells L1 and L6 water was injected at high rates to hydraulically fracture the formation. Wells acid injection was also carried out. The operations considerably increased short-term injectivity (days); for longer periods (weeks -months) no significant improvements were observed on wells L1 and L6. 

La beffa e' che - per loro stessa ammissione, l'iniettivita' dei pozzi L1 e L6 e' aumentata solo per qualche giorno e che non ci sono stati miglioramenti su periodi medio lunghi. Solo il pozzo L16 ha tratto beneficio dal fracking e dagli acidi, e solo qui si e' potuto reiniettare sottoterra piu' materiale di prima.







Il campo Ladera e' stato trivellato nel 1978 per la prima volta.

Siamo dentro una caldera e nel 1983 c'erano gia' 5 pozzi produttivi e 3 sterili con fluidi a circa 210-230 gradi centigradi.

I signori dell'ENEL hanno iniettato fluidi da fracking nelle viscere della terra facendo esperimenti prima sul pozzo L2, e poi sui pozzi L1 ed L6 che erano fra quelli sterili ed infine sul pozzo L16.

E non ci si puo' sbagliare perche' lo dicono piu' e piu' volte

On the basis of Enel's past experience, stimulation was done by means of hydraulic fracturing and acidizing. Owing to the characteristics of the reservoir, hydraulic fracturing, accompanied by one or more acid jobs, produces self-propping effects in the fractures. 


Per spaccare la roccia hanno usato fanghi, acidi, e fratturazione idraulica in varie combiazioni.

E' un test dopotutto no?

Dicono che per il pozzo Latera 1, a 1860 metri di profondita', hanno ripetuto le inieizioni di materiale da fracking a tassi di 70-95 metri cubi di fluido all'ora per 100 ore e che questo ha portato ad un "incremento significativo" dell'area fratturata.



Fanno  almeno 7000 metri cubi di materiale pompati su un arco di quattro giorni.

Fanno 7,000,000 sette milioni di litri di monnezza pompata sottoterra.

Ci credo che sono riusciti a spaccare la roccia!

Poi fanno altri esperimenti con tassi di 110, 220 e 340 metri cubi l'ora ma per sole "poche ore" e gli si e' aperta solo meta' dell'area che si era aperta prima.

Quindi meglio pompare con un po meno intensita' ma a lungo.

Poi provano con un "massive hydraulic fracturing injection" di 310 metri cubi all'ora per 17 ore e mezza.

In questo caso parliamo di altri 5 milioni e mezzo di fluidi iniettati nella roccia. E qui si arriva invece ad aumentare l'area fratturata di quattro volte, rispetto al test iniziale.

E siccome non basta, aggiungiamo acidi! 40 metri cubi di HCl al 30%, cioe' 40,000 litri e cosi' si aumenta l'area fratturata di un altro fattore 1.4.

Lo stesso pozzo e' stato poi riusato per la reinizione, non si sa se di gas, o di materiale di scarto.

Qui tutti i test sul pozzo Latera 1


Alla fine di tutto pero' le fratture restano aperte per poco tempo, appunto giorni, e si torna alle condizioni iniziali. Il volume disponibile sottoterra rimane lo stesso, acidi o non acidi, fracking o non fracking.

Much ado about nothing.

Passiamo al pozzo Latera 6, a 1720 metri di profondita'. Anche qui hanno fratturato ed acidizzato senza gran progressi.

Gli autori dell'articolo dicono che il mancato aumento dei volumi di reiniezione sottoterra e' dovuto al fatto che la rete sotterranea naturale di fessure non era ben connessa alle spaccature artificiali fatte con gli acidi e con il fracking.

Appunto, much ado about nothing.

E infine il pozzo Latera 14, dove con 34,000 litri di HCl al 30% sono riusciti a diminuire la resistenza della roccia, e quindi sono stati contenti dell'operazione riuscita.

Tutto questo accadeva nel 1985.

28 anni fa.

Ci sono state conseguenze per il sottosuolo?  Quante altre volte e' successo? Cosa ne e' dei pozzi Latera 1, Latera 6 e Latera 14 oggi? Perche' nessuno ne sa niente del fracking di 28 anni fa?

I nostri politici le sanno queste cose?
Gliene importa qualcosa?


Misteri.












Tuesday, July 9, 2013

Trivelle nel Vesuvio


In alto:  Campi Flegrei, Gennaio 2017

In basso: Napoli, 1944 foto del Vesuvio da militari alleati durante la guerra










22 Dicembre 2016 


We propose that magma could be approaching the CDP at Campi Flegrei, a volcano in the metropolitan area of Naples, one of the most densely inhabited areas in the world, and where accelerating deformation and heating are currently being observed  

Giovanni Chiodini, 


[CDP sta per critical degassing pressure]



By a review of all the available data of drillings performed at Mofete, from 1979 to 1987 by AGIP and ENEL companies, and using a numerical simulation (TOUGH2®), we evaluate the thermal and pressure perturbation of the reservoirs, and the possible induced seismicity, due to extraction and reinjection of fluids, at different depths and temperatures. The results are fundamental in planning a sustainable geothermal energy production in urbanized and high volcanic risk areas.


Da Exploitation of geothermal energy in active volcanic areas:
A numerical modelling applied to high temperature 
 Mofete geothermal field, at Campi Flegrei caldera



Precisiamo comunque che si parla di perforazioni scientifiche ad altissima tecnologia - ecco il motivo dei costi - che non hanno nulla a che vedere con le perforazioni che si fanno in altri ambiti di tipo industriale


Da "Perforazione dei Campi Flegrei per studiare il supervulcano"




"possible induced seismicity due to extration and reinjection of fluids"

"These results are fundamental in planning a sustainable geothermal energy 
production in urbanized and high volcanic risk areas"



  

 Their simulation suggested that by drilling between two and four wells to a depth of approximately 2 km (1.2 mi), enough geothermal heat could be gathered to sustain a five megawatt electric plant 

What’s more, since Campi Flegrei’s geothermal activity is spread over an area of around 100 sq km (39 sq mi), the region could potentially accommodate several such plants.

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Un articolo pubblicato a Dicembre 2016 su Nature Communication da un gruppo di ricercatori italiani guidati da Giovanni Chiodini dell'INGV di Bologna rivela che i gas che siedono nel sottosuolo dei Campi Flegrei vicino Napoli sono arrivati ad un livello critico.

I movimenti sotterranei di questi grandi volumi di gas ad alta pressione potrebbero scatenare il cedimento delle rocce che li contengono e causare attivita' vulcanica.


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L'area e' sempre stata attiva: fin dagli anni 1950 ci sono segni che il vulcano va lentamente risvegliandosi. Anni intensi sono stati il 1983-84, con centinaia di microterremoti e innalzamento del terreno di circa 1.8 metri in due anni. Poi le cose si sono calmate. Dal 2005 ad oggi si osserva di nuovo attivita' nel sottosuolo. La terra si alza di nuovo, piu' lentamente rispetto agli anni ottanta, ma in modo costante. Siamo ora a 40 centimetri in dieci anni. Sciami sismici ed episodi visibili di degassamento idrotermico in superficie sono comuni.

Come per tutte le cose del sottosuolo prevedere esattamente come e quando futuri movimenti dei gas sotterranei, e della terra si svolgeranno, e' impossibile.

E infatti

It is not clear whether this unrest will culminate in an eruption and if it does over what timescale this will occur.
 
Pero', come sempre, la prevenzione non guasta. L'ultima eruzione del Vesuvio ci fu nel 1944, con un ciclo di circa venti anni - questo vuol dire che siamo abbastanza indietro e che la pressione si sta accumulando sotto Napoli da piu di sessanta anni.


Va senza dire che l'area e' densamente popolata con tre milioni di persone.

L'ultima cosa che gli serve e' "lo sfruttamento sostenibile delle risorse geotermiche". E infatti, come scritto sotto, ci sono vari progetti (al momento fermi perche' mancano gli 8-9 milioni di euro necessari) per bucare l'area per studiare il sottosuolo - in teoria. Solo che se un va a vedere ai congressi, e sulle riviste scientifiche si parla spesso, troppo spesso, di sfruttamento (sostenibile, per carita'!) delle risorse geotermiche, e della costruzione di impianti ad hoc.

Secondo i loro calcoli (per amore della scienza, certo!) trivellare dai 2 ai 4 pozzi a circa 2 chilometri di profondita' porterebbe all'estrazione di energia geotermica che potrebbe alimentare una centrale da 5 MW.

Addirittura, l'ENI dice che siccome l'area e' grande, si potrebbero costruire molteplici impianti!

E la sismicita' indotta?

Niente paura. Hanno deciso che al massimo massimo si arrivera' a scosse di magnitudo 2, e nulla piu'.

Ma ... avevano detto che trivellavano per motivi scientifici, per capire cosa accade nel sottosuolo. Se gia' sanno, prima ancora di cominciare, che le loro trivelle porteranno solo a terremoti di magnitudo due, allora vuol dire che gia' sanno tutto del sottosuolo.

Perche' studiare ancora allora?

Misteri italiani.


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9 Luglio 2013




E cosi, siccome hanno pochi problemi in Campania, hanno ben pensato di trivellare anche Napoli.

Si tratta dei Campi Flegrei, per la precisione, una caldera vulcanica che e' tutto quel che resta a ovest di Napoli dopo una serie di eruzioni vulcaniche in era geologica. L'ultima eruzione c'e' stata nel 1538.

Dal 2003 l'area e' un parco nazionale, ci fanno il vino DOC, si possono vedere le fumarole da cui escono vapori, ci sono 24 crateri, fra cui alcuni diventati laghi e la Solfatara, considerata la casa del dio del fuoco, Vulcano.

Ci sono anche subisdenza e del bradisismo, e cioe' il graduale innalzarsi o abbassarsi del terreno a causa di spostamenti di magma nel sottosuolo, che dura da millenni e che ovviamente si accompagna a terremoti di entita' lieve, in generale.

E infatti "bradi" sta per lento, "sisma" per movimento.

L'area di Pozzuoli e' specialmente nota al resto del mondo per questo fenomeno, documentato anche dai reperti archelogici e dalle colonne del Macello Romano. Le bande che si vedono nella foto sono resti fossili lasciati da coralli e molluschi nei tempi in cui le colonne erano sommerse dall'acqua e da cui si puo' vedere il continuo innalzarsi ed abbassarsi del terreno.



Fra il 1968 e il 1972 c'e' stato un periodo di bradisismo positivo, con innalzamento della superficie di 1.7 metri, e poi fra il 1982 e il 1984 di altri 1.8 metri. Quest' ultimo e' stato correlato ad uno sciame sismico, la cui punta piu' elevata fu il terremoto del 1984 di magnitudine 4 Richter. Attualmente siamo in un periodo di discesa del terreno.

Insomma, un territorio affascinante e ballerino.

Bene, adesso a complicare le cose arrivano anche le trivelle.

L'idea e' nota gia' da qualche tempo: trivelliamo fino a 3.8 chilometri sotto la crosta terrestre per "monitorare" le attivita' sismiche del vulcano e per dare "pronti avvisi" in caso di cedimento.

Il programma si chiama Campi Flegrei Deep Drilling Program - CFDDF.

L'area scelta e' nei pressi di Bagnoli e le operazioni sono gia' iniziate.

Uno dei responsabili del progetto si chiama Giuseppe di Natale, dell'INGV, intervistato da Reuters dice che

...The Campi Flegrei, are densely populated and therefore even small eruptions, which are the most probable, fortunately, can pose risks for the population. That is why the Campi Flegrei absolutely must be studied and monitored. I wouldn't say like others, but much more than the others exactly because of the danger given that millions of people live in the volcano.

I campi Flegrei sono densamente abitati e per questo, anche piccole eruzioni, che sono le piu' probabili, fortunatamente, pongono rischi alla popolazioni. E' per questo che i Campi Flegrei assolutamente devono essere studiati e monitorati. Direi non come gli altri, ma molto piu' degli altri, esattamente a causa dei rischi, visto che milioni di persone vivono nel vulcano.


Dicono proprio cosi - vivono "nel vulcano".

Il progetto e' sovvenzionato dall'International Continental Scientific Drilling Programme e pare ovviamente una cosa giusta, monitoriamo fluidi sotterranei e magma, stiamo attenti e allertiamo le popolazioni per tempo.

Ma e' veramente solo per questo grande amore della conoscenza che si fa tutto questo?

E' veramente per allerare il cittadino medio dei rischi e dei pericoli?

Se uno cerca un po, trova un articolo dove viene intervistato lo stesso De Natale, pubblicato su Nature, dove dice che oltre i tremila metri ci si aspetta di trovare fluidi di acqua calda ad alta pressione, e che

Although the technology is still experimental, such fluids could one day be extracted and used in a geothermal plant, with a tenfold increase in efficiency compared to classic geothermy.

Sebbene la tecnologia sia sperimentale, questi fluidi potrebbero essere un giorno estratti ed usati in un impianto geotermico, con efficenza dieci volte superiore alla geotermia classica.

Ah ecco!

E cosi' a Maggio 2012 fanno un convegno sullo "Sfruttamento sostenibile dell'energia geotermica nei centri urbani" .

Notare che in Italia e' tutto sostenibile.

Nei centri urbani!

Anche il sito "www.denaro.it" parla di questo convegno da cui e' venuto fuori che trivellare Pozzuoli e' "un tesoro per la Campania" perche' "vale due centrali nucleari" e che portera' alla trasformazione dell’ex area industriale di Bagnoli in una centrale geotermica all’avanguardia

e che

dal meeting internazionale emergono ulteriori conferme all’ipotesi di sfruttare la geotermia come principale alternativa alle fonti energetiche tradizionali.

Si dice anche che

finora gli unici stabilimenti presenti nel Belpaese sono i 32 impianti della Toscana, ma qui al Sud non se ne conta nemmeno uno. Ritardi dovuti non solo alla scarsa lungimiranza delle classi dirigenti, per decenni sorde a qualsiasi discorso di sfruttamento energetico “non convenzionale”, ma anche a polemiche su presunte catasfrofi ambientali sistematicamente connesse a ogni iniziativa che abbia a che fare con aree a rischio.
E infatti, non per niente sono aree a rischio....

Comunque sara' tutto fatto in tranquillita' perche' ci sono centraline, esperti, sicurezza, controlli, premure, tutto certificato e all'avanguardia.

Tutto bene allora?

Bendetto De Vivo e' invece un docente dell'unversita' di Napoli che dice che le trivelle nei Campi Flegrei portrebbero portare a terremoti, esplosioni e inquinamento, riportando in superficie metalli pesanti e componenti tossiche.

Nel 2009 ci fu un tentativo simile in Islanda dove ci si e' dovuti fermare perche' le trivelle hanno incrociato magma a 2,100 metri di profondita'. Questo e' pericoloso perche' porebbe portare a sciami sismici e il fatto che si sia cosi vicini a un centro urbano rende il tutto ancora piu' preoccupante.

In Svizzera, a Basilea hanno provato a fare lo stesso: pozzo da geotermia in citta'.

E poi...

Poi c'e' stato uno sciame sismico prima ed il terremoto da 3.4 Richter, e la fine dell'avventura da geotermia.

Danni da 9 milioni di dollari.

E in California, dove si voleva fare la stessa cosa, geotermia a 3.2 chilometri sotto la crosta terrestre hanno deciso per precauzione di bocciare il progetto a circa 100 km da San Francisco, perche' in zona sismica e troppo pericoloso.

Ecco, io non so, i dubbi restano, e spero che qualcuno abbia spiegato alle popolazioni che anche se magari i rischi sono bassi, le conseguenze potrebbero essere terribili per Napoli.

Ma... li hanno quantificati poi i rischi?

Perche' non basta dire "e' tuttapposto" ma ci vorrebbero dati.

E come sempre ... non sarebbe meglio prendere "O sole mio" e metterlo anche su tutti i tetti di Napoli invece che trivellare una zona vulcanica?