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Friday, January 3, 2014

Mosaic: un pezzetto di sole

 Billy Parish, fondatore di Mosaic


"Instead of earning close to nothing on your money at a bank, you can directly invest in things that offer solid returns and create real or lasting value...Together, we can crowdsource investments in American infrastructure and create 21st-century energy jobs." 

Van Jones, CNN









Link dalla stampa USA:







San Francisco Chronicle




L'idea di base e' fondamentalmente quella del crowd-sourcing, dove si possono fare investimenti comuni a partire da 25 dollari per installare pannelli solari su case ed edifici pubblici.

Tutti i proposti progetti sono online, dove tutti possono comodamente studiarne tutte le caratteristiche. Una volta messi in rete, i progetti restano aperti agli investitori per 90 giorni. Se i fondi necessari all'opera specifica sono raccolti si passa alla fase di installazione. Una volta che e' tutto a regime, chi ha partecipato al finanziamento riceve pagamenti mensili, in base a quanto versato. I pagamenti sono tutti assicurati dall'FDIC  (Federal Deposit Insurance Corporation) l'agenzia governativa che garantisce la sicurezza dei depositi in banca, e si possono o intascare o reinvestire.

Le rendite oscillano fra il 4 ed il 6%.


Da quando il sito e' partito, circa un anno e mezzo fa, sono stati investiti almeno 5.4 milioni di dollari, ed il 100% del capitale versato e' stato recuperato dagli investitori.


Finora Mosaic ha 4,000 investitori e i progetti che propone sono modesti. Ma la ditta e' in forte crescita: agli investitori piace l'idea di mettere i propri soldi in qualcosa di verde e di concreto, piuttosto che in anonimi fondi comuni di investimento che non sai cosa ci fanno con i tuoi quattrini.


Tutti i siti e i giornali americani hanno parole di elogio per l'inventiva e per il coraggio di Mr. Parish.

Thursday, October 31, 2013

Le Hawaii ad un passo dal vietare il fracking


La Big Island e' la piu' grande, in basso a destra.

Dopo il Vermont, molto probabilmente il secondo stato a vietare il fracking negli USA saranno le Hawaii.

Il giorno 16 Ottobre 2013 infatti a Kona, sulla Big Island il consiglio della contea delle Hawaii, che ha giurisdizione su tutta l'isola principale dell'arcipelago, ha approvato la legge 129 che vieta la trivellazione di pozzi destinati alla fratturazione idraulica.

Alla prima discussione, il 2 Ottobre 2013, la legge era stata approvata per 7 voti a zero. Poi c'e' stato un periodo di perfezionamento della legge, con l'introduzione di pene piu' severe e la nuova dicsussione del 16 Ottobre. 

Qui l'approvazione e' stata di 9 voti a zero.



Finora non ci sono stati casi di fracking nelle Hawaii, anche se l'industria geotermica potrebbe un giorno usare questa tecnica, visto che la Big Island ha risorse geotermiche connesse all'attivita' vulcanica.

La legge e' infatti stata scritta proprio con l'intento di vietare tecniche aggressive di estrazione di fluidi geotermichi, ma si applichera' a tutte le forme di fracking - gas e petrolio inclusi - come forma di precauzione.

Ovviamente anche qui c'e' chi dice che la geologia del luogo e' troppo complessa e delicata e che non c'e' bisogno di nessuna legge perche' il fracking non verra' mai usato alle Hawaii.

Ma appunto, proprio perche' finora nessuno ci ha mai investito tempo, soldi - e corruzione - meglio essere chiari dall'inizio e vietarlo cosi' non ci sono malintesi, e ambigiuta'.

La legge e' stata introdotta dalla Councilwoman di Kona Brenda Ford e l'idea e' di proteggere preventivamente acqua ed aria. Nella legge si ricorca che non esistono studi indipendenti sulle conseguenze del fracking alle Hawaii ed e' che occorre vietarlo per essere preventivi. Chi viola la legge sara' sottoposto ad una multa di $25,000 e di $10,000 al giorno se ci si rifiuta di far eseguire le ispezioni.

La legge 129 e' stata poi mandata a Billy Kenoi, sindaco di tutta la contea delle Hawaii, che adesso puo' decidere se firmarla in modo da farla diventare definitiva.

Molto probabilmente lo fara'.