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Wednesday, April 27, 2016

Prince e la filantropia green e di mille altri colori.1958 - 2016

 Prince, Rosario Dawson e Van Jones

 Prince al lancio di YesWeCode, presso EssenceFest in New Orleans
Aveva accettato di aiutare nel lancio, ma non voleva si sapesse che era stata una sua idea
o che erano i suoi soldi. 





#YesWeCode would like to honor Prince and thank him for his inspired vision for #YesWeCode. Prince’s commitment to ensuring young people of color have a voice in the tech sector continues to impact the lives of future visionaries creating the tech of tomorrow.

 When you think about how great he was as a musician, just please understand that's a part of the greatness.

He did not want it be known publicly, and he did not want us to say it. But I’m gonna say it because the world needs to know that it wasn’t just the music. The music was just one way he tried to help the world, but he was helping every day of his life.

There are people who have solar panels right now on their houses in Oakland, 
California that don’t know Prince paid for them.


Van Jones, amico di Prince e direttore di Green For All




E' passata piu di una settimana dalla morte di Prince, e i ricordi e l'affetto verso di lui continuano a riempire riviste e pagine web.

Fra i vari segreti di Prince c'era la sua filantropia. Nella piu' grande discrezione, nel corso degli anni Prince aveva dato il suo supporto a "Green For All", associazione non profit che si occupa di sensibilizzare sui cambiamenti climatici, di portare occupazione green alle comunita' svantaggiate e di dare loro speranza e pannelli solari. Una di queste comunita' e' Oakland, alla periferia di San Francisco, dove "un sacco di gente neanche sa che i pannelli sui loro tetti sono stati pagati da Prince" come dice il direttore di Green For All, Van Jones, amico di Prince.

Oltre a Green For All, Prince aveva segretamente finanziato la radio pubblica che negli USA non ha sussidi governativi, associazioni in supporto dei bambini di Harlem, le famiglie colpite dalla violenza razziale, l'accademia di danza di New York, ed era stato uno dei fondatori di YesWeCode per dare opportunita' ai ragazzi di ceti meno abbienti in modo da trovare lavoro nell'hi-tech. A volte aiutava a fare pubblicita' alle iniziative, come per il lancio di YesWeCode, ma non voleva si sapesse che l'idea e i soldi erano suoi.

La storia dell'amicizia fra Prince e Van Jones e' bella.

Circa dieci anni fa Van Jones ando' ad Oakland a tenere un discorso sulla necessità di creare posti di lavoro verdi per i ceti meno abbienti. A quel tempo Jones era un attivista ed un consulente per l'allora presidente Bush nel mettere a punto politiche green. Prince senti' di questo discorso e mando' a Jones un assegno anonimo
da 50,000 dollari. Jones non lo accetto' e lo rimando' indietro. Disse che non si sa mai che qualcuno volesse ingannarlo, avrebbe potuto essere denaro inviatoda Chevron o da uno spacciatore di droga.

Prince gli rimando' l'assegno, di nuovo da anonimo. Per la seconda volta Jones rimando' indietro il denaro. Alla fine, venne chiamato da un rappresentante di Prince che gli disse che non poteva dirgli da chi venivano i soldi, ma che il suo colore preferito era il viola. A quel punto Jones rise e disse che adesso avevano un altro problema: invece che incassarlo sarebbe corso ad incorniciarlo l'assegno in questione. Divertito, Prince chiamo' Van Jones e i due sono rimasti amici per tutto il tempo gli gli restava davanti. Quando Jones perse il lavoro da consulente, Prince gli offri' di lavorare con lui a tempo pieno.

A Prince piaceva fare del bene con i suoi soldi ma nel segreto del suo cuore. Cercava soluzioni. A Jones arrivavano a raffica idee ed energia. Diceva: piuttosto che discutere dei cambiamenti climatici, mettiamo su pannelli solari. Spesso andava ad Oakland, e in altri posti, con la scusa di fare concerti ma sopratutto per poi andare a visitare le organizzazioni che sponsorizzava.

Jones parla di Prince in modo affettuoso. Ricorda che nella sua modestia pensava che fosse di cattivo gusto incassare milioni di dollari, poi scrivere un assegno per cause sociali o verdi e vantarsene. Diceva che come celebrita' aveva gia' abbastanza attenzione e che il resto era meglio tenerlo privato.

C'e' qualcosa di delicato in tutto questo. In questi tempi in cui e' facile sbandierare tutto su internet, ecco qualcuno ricco e famoso che nel fare cose per gli altri preferisce l'anonimato. Ed e' delicato che non solo desse soldi, ma che si sentisse personalmente investito nel pensare, nel volere trovare soluzioni, nel seguire il progresso delle cose in cui era coinvolto.

Di tutto questo il grande pubblico non sapeva niente.

Passeranno tanti anni e chissa cosa ricorderemo di Prince. Io spero che oltre a Purple Rain, agli stiletti, e al simbolo dell'amore, ricorderemo anche l'eleganza del suo aiutare gli altri con cio' che la vita gli aveva regalato.

Signori si nasce.

Tuesday, April 26, 2016

Prince: il benefattore segreto dei pannelli solari di Oakland, San Francisco


 There are people who have solar panels right now on their houses in 
Oakland, California that don't know Prince paid for them


Come tutti sono rimasta incredula e rattristita dalla morte di Prince, qualche giorno fa. Non so se e' perche' e'  un pezzo di infanzia che se ne va, o perche' era una figura cosi familiare che doveva restare sempre, immortale, sprizzante di vita.. O forse perche' sebbene pubblicata negli anni '80, la canzone 1999 impazzava alla radio il mio primo capodanno californiano e volevo anche io fare party per tutte le cose belle che mi aspettavano in questa nuova vita.

Normalmente non avrei niente da dire su questi eventi. Ma oggi scopro una cosa bella. Nel segreto della sua coscienza Prince era un benefattore, promuovendo l'energia pulita nelle comunita' povere di San Francisco. Oakland, per la precisione, e senza che nessuno lo sapesse.

Secondo Van Jones, amico di Prince e fondatore del gruppo "Green For All" Prince elargi' fondi per la sua non profit di energia solare e grazie a lui vennero installati impianti fotovoltaiici sulle case di Oakland. Al San Francisco Gate Van Jones dice che

“there are people who have solar panels right now on their houses in Oakland, California that don’t know Prince paid for them.”
 
Prince non voleva che si sapesse. Ma spesso andava ad Oakland, e in altri posti, per fare concerti ma anche per poi andare a visitare le organizzazioni che sponsorizzava. Jones dice che mentre lui faceva l'organizzatore, era da Minneapolis che venivano firmati gli assegni, e da dove arrivavano a raffica idee ed energia.

E come si sono consciuti Prince e questo Van Jones?

Circa dieci anni fa, Van Jones collaborava alla stesura del "Green Jobs act" di George Bush. Van Jones era gia' un attivista impegnato. Gli arrivo' un assegno da 50,000 dollari.

Era un assegno anonimo.

Lo rimando' al mittente (cosa inaudita in Italia, vero?) perche' siccome non sapeva da dove venisse era meglio non accettarlo. Ma il misterioso donatore lo rimando' di nuovo. Per la seconda volta Van Jones lo restitui'.

Dopo questi tira e molla, Van Jones ricevette una chiamata da un rappresentante dell'anonimo donatore, in cui gli si diveva: non posso dirti da dove vengono i soldi, ma il suo colore preferito e' il viola. Van Jones rise, e disse: beh adesso allora invece che incassarlo, lo incorncero' questo assegno!

Ed e' stato cosi' che alla fine Prince stesso chiamo' Van Jones e i due diventarono amici.

Semplicemente Prince aveva letto sul giornale che Van Jones stava cercando di portare il solare ad Oakland, e Prince, rimasto affascinato dall'idea, voleva aiutarlo.

La storia l'ha raccontata Rolling Stone. Van Jones dice che pian piano ha scoperto altri aspetti della filantropia di Prince.

Nel corso degli anni Prince aveva sponsorizzato varie altre iniziative caritatevoli, senza dare troppo all'occhio, fra cui contro la violenza nel ghetti urbani delle citta' americane, e quando Trayvon Martin, ragazzino di 17 anni nero, fu sparato senza essere armato e solo per il colore della sua pelle Prince ha offerto supporto economico ai familiari. 

A un certo punto decise di fondare Yes We Code, una nonprofit che aiutava i ragazzi di comunita' disavvantaggiate ad imparare a programmare in modo da poter avere piu' opportunita' lavorative. In occasione della sua morte,

Yes we code ha scritto questo sul suo sito:

YesWeCode would like to honor Prince and thank him for his inspired vision for YesWeCode. Prince’s commitment to ensuring young people of color have a voice in the tech sector continues to impact the lives of future visionaries creating the tech of tomorrow.

Gli piaceva fare del bene con i suoi soldi, racconta Van Jones. E questo sentimento e' condiviso dalla sua ex moglie, Manuela Testolini, fra l'altro incontrata anche lei in circoli di beneficenza, che lo descrive come un "fierce philatropist".

Van Jones racconta anche che a volte i politici cercavano di incontrarlo dopo i suoi concerti. Lui diceva di si, e organizzava tutto in modo tale che prima di incontrare il cantante, il politico in questione ne incontrava uno di visioni opposte, e magari anche un nemico che mai e poi mai avrebbe accettato di dialogare. Ma con la scusa di vedere Prince, e senza neanche saperlo, i due politici si ritrovavano in sala d'attesa assieme e spesso, con l'arrivo di Prince si finiva con il parlare di temi che gli stavano a cuore, quasi tutti di giustizia sociale.

Prince leggeva molto la stampa e ogni volta che c'era qualche evento socio-politico in cui pensava di poter fare qualcosa di utile cercava di farlo. Van Jones dice che era molto modesto, e che se solo avesse voluto fare il politico sarebbe stato il re del mondo, perche' la gente, e la giustizia sociale gli stavano a cuore. 
Di tutto questo il grande pubblico non sapeva niente.
Signori si nasce. 

Friday, January 3, 2014

Mosaic: un pezzetto di sole

 Billy Parish, fondatore di Mosaic


"Instead of earning close to nothing on your money at a bank, you can directly invest in things that offer solid returns and create real or lasting value...Together, we can crowdsource investments in American infrastructure and create 21st-century energy jobs." 

Van Jones, CNN









Link dalla stampa USA:







San Francisco Chronicle




L'idea di base e' fondamentalmente quella del crowd-sourcing, dove si possono fare investimenti comuni a partire da 25 dollari per installare pannelli solari su case ed edifici pubblici.

Tutti i proposti progetti sono online, dove tutti possono comodamente studiarne tutte le caratteristiche. Una volta messi in rete, i progetti restano aperti agli investitori per 90 giorni. Se i fondi necessari all'opera specifica sono raccolti si passa alla fase di installazione. Una volta che e' tutto a regime, chi ha partecipato al finanziamento riceve pagamenti mensili, in base a quanto versato. I pagamenti sono tutti assicurati dall'FDIC  (Federal Deposit Insurance Corporation) l'agenzia governativa che garantisce la sicurezza dei depositi in banca, e si possono o intascare o reinvestire.

Le rendite oscillano fra il 4 ed il 6%.


Da quando il sito e' partito, circa un anno e mezzo fa, sono stati investiti almeno 5.4 milioni di dollari, ed il 100% del capitale versato e' stato recuperato dagli investitori.


Finora Mosaic ha 4,000 investitori e i progetti che propone sono modesti. Ma la ditta e' in forte crescita: agli investitori piace l'idea di mettere i propri soldi in qualcosa di verde e di concreto, piuttosto che in anonimi fondi comuni di investimento che non sai cosa ci fanno con i tuoi quattrini.


Tutti i siti e i giornali americani hanno parole di elogio per l'inventiva e per il coraggio di Mr. Parish.