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Tuesday, May 7, 2019

San Francisco: spiaggiate o morte di fame nove balene in due mesi









Siamo arrivati a nove. 

Nove balene trovate morte al largo di San Francisco in due mesi di tempo.

Di queste nove, tre sono morte dopo aver urtato contro navi nella baia della citta', cinque per fame.
L'ultima, scoperta lunedi' scorso,  e' invece morta per fratture alla testa e altri danni sul corpo: ferite sanguinanti e ematomi che fanno concludere che anche lei sia morta dopo un urto contro una nave.
Era una femmina ed era pure malnutrita.

Quindi fanno quattro morte per avere incontrato e urtato contro imbarcazioni e cinque per fame.

Ovviamente sono partiti studi e indagini necroscopiche, ma e' ovvio che il problema, in un modo o nell'altro e' l'eccessiva antropizzazione della zona. Le balene transitano in questa zona come ogni anno mentre migrano dalla Baja California, in Messico fino ai mari piu' freschi dell'Alaska. Quando arrivano nella California del nord sono gia' stanche, perche' alla fine del loro lungo viaggio, e se non sono nutrite a sufficenza e' qui che iniziano a sentirsi male e a mostrare segni di stanchezza e di cedimento.

Quest'anno il numero delle balene appare piu numeroso ma le balene appaiono anche molto piu' magre e malnutreite, si pensa a causa del calo di cibo collegato ai cambiamenti climatici.

Se si guarda a tutta la costa occidentale degli USA le morti invece sono state 31 da gennaio ad oggi, cinque mesi. Il piu' grande numero di balene morte dal 2000, molte per fame. Pochissimi sono stati invece gli avvistamenti di mamma e cucciolo, segno che ci sono anche meno nascite e/o piu' aborti, anche qui le coppie avvistate parevano tutte piu' magre del normale.

Si calcola che ci saranno in totale 60 o 70 morti entro l'estate: questo e' causa di forte preoccupazione
fra gli esperti perche' e' un tasso tre volte di piu' che il normale.

Sara' sempre peggio se non facciamo niente.

Tuesday, May 22, 2018

California 2020: obbligo pannelli solari sui tetti di case nuove





Nel 2007 c'erano in California 28,000 progetti solari su case residenziali. 
Nel 2017 siamo arrivati a 688,000. Aumenteranno ancora con la nuova legge.



Ma e' finalmente successo: dal 2020 in California chiunque costruirà una casa nuova avrà l'obbligo di installare fotovoltaico sui tetti.

Era una politica che alcune citta' avevano già adottato, Lancaster e Sebastopol e da poco anche San Francisco. E adesso il mandato sarà esteso a tutto lo stato, con tutti i suoi 37 milioni di residenti e che se fosse indipendente sarebbe la quinta economia mondiale.

La decisione e' stata presa all'unanimità dai membri della California Energy Commission (CEC), con 5 voti a favore e zero contrari, per pannelli su case singole e condomini fino a tre piani di altezza. Nessuno stato americano ha un provvedimento simile.

E per di piu', oltre ai pannelli ci sara' tutta una serie di altri provvedimenti di risparmio energetico, per esempio gli standard per l'isolamento termico, per l'efficenza energetica di aria condizionata, di riscaldamento dell'acqua sono tutti stati resi piu' stringenti.

Se i pannelli solari non si possono installare, per architettura o qualsiasi altro motivo, occorrera' partecipare ad un progetto solare locale, in modo da compensare la mancata generazione di energia dai tetti.

Tutto questo e' particolarmente azzeccato per lo stato della California dove i costi del solare sono in calo, diminuiti del 70% in sei anni, e dove in alcuni giorni anche il 60% dell'energia di tutto lo stato viene dal sole.

L'idea e' che ogni singola casa dovra' essere a bilancio energetico zero, cioe' devono essere autosufficenti e consumare tanta energia quanto ne producono. Per le case il limite e' il 2020, per gli esercizi commerciali invece il limite e' il 2030.

In questo momento solo il 15% delle case ha pannelli solari sui tetti in California e questa legge ovviamente portera' ad un boom dell'energia dal sole.

Uno dirà: e i costi? Per ogni casa, si stima che i costi saranno circa $9,500 per installazione e per l'adottazione di questi nuovi provvedimenti, ma le case costruite con questi nuovi mandati useranno la metà dell'energia delle case attuali, con ciascuno che regolamentera' l'energia da se.


Alcuni argomentano che e' piu' economico costruire vaste distese di pannelli solari nel deserto e costruire dal deserto poi linee di trasmissione verso le case. E questo perche' i costi per il solare sul tetto e' stimato essere da due a sei volte di piu' che le distese di pannelli solari. Altri ancora dicono che e' meglio densificare, e cioe' far vivere piu' le persone in appartamenti e non in case, in modo da avere meno sprechi energetici, visto che gli spazi sono minori.  Altri ancora dicono che occorre interpellare gli acquirenti delle case, o che di energia solare ne abbiamo gia' troppa in alcune ore del giorno e che non sappiamo cosa farne, portando in alcuni casi a costi negativi e al dover esportare energia verso stati piu' lontani.

I soliti bla-bla.

Ma queste sono voci di minoranza perché la classe politica, gli ambientalisti del sole e anche i costruttori sono tutti d'accordo. Si stima infatti che i costi saranno ben inferiori a $9,500 dollari per casa, specie con la scala di massa del solare e visto che si tratta di case nuove. In questo caso infatti i pannelli saranno integrati nei progetti a monte e non ci sara' bisogno di richieste
aggiuntive al comune, del progettista e di approvazioni varie, inoltre elettricisti, costruttori, e se ce ne fosse bisogno ingegneri ed architetti sono già' coinvolti nel progetto e non devono essere pagati a parte.

Le tegole Tesla possono sembrare costose da sostituire, ma a installarle ab initio, invece che le tegole normali, non porterà a costi non particolarmente proibitivi.

Un'altra cosa utile per il lungo termine sara' l'innovazione che il solare su scala porterà: visto che ci sara' maggior richiesta di pannelli solari per soddisfare gli obblighi di legge e' inevitabile che ci saranno modifiche ed idee nella realizzazione e nel'installazione dei pannelli per velocizzare i tempi, per aumentare l'efficienza, per ottimizzare lo stoccaggio nelle case. 

Probabilmente anche i retro-fit di case costruite non solari ne gioveranno, in termini di costi e di resa, e con il calo dei costi ci si aspetta anche che il solare diventerà più' abbordabile, in termini di costi, e più' di moda anche negli stati vicini, dove la legge non si applica.

Dal canto suo lo stato della California progetta di cambiare il modo in cui il costo dell'energia viene calcolato: non in modo uniforme durante la giornata, quando in dipendenza dell'ora in cui viene usata per chi consuma, e generata per chi la produce. Ci si aspetta dunque un cambiamento delle abitudini, e che chi ha pannelli solari eviterà' l'uso di energia nei momenti di alta richiesta con lavatrici e lavastoviglie che verranno mandate nei momenti non di picco. Questo porterà' più soldi in tasca a chi genera energia e la immette in rete, e allo stesso tempo favorirà' la stabilizzazione della rete stessa.

Il mandato potrebbe portare anche a cambiamenti tecnologici: lavatrici e lavastoviglie smart, case integrate, e maggiore efficienza diffusa. 

Sara' legge il 1 Gennaio 2020. 
Fra un anno e mezzo.

Alla fine, la risposta vera e' che non sappiamo come veramente tutto evolverà. Ma e' bene fare questi passi, dopo opportuni studi e discussioni, avere coraggio e guardare a lungo termine, e non al domani immediato, con intelligenza e voglia di fare. 

E il gas? Il gas, sara' cosa di ieri. 



Sunday, September 18, 2016

La Francia a vietare tutte le forchette e i bicchieri di plastica








 








Il gruppo Pack2Go Europe, con sede a Brussels e che rappresenta i produttori di involucri di plastica ed affini dice che addirittura occorre che l'UE prenda azioni legali contro la Francia per avere infranto le regole europee!

Dicono che non sta scritto da nessuna parte che gli involucri e le forchette biodegradabili siano meno dannosi per l'ambiente che la plastica. Anzi, secondo Eamonn Bates del gruppo Pack2Go Europe usare forchette biodegradabili potrebbe essere un problema perche' la gente pensera' che uno puo' lasciare le forchette nei boschi perche' "tanto sono biodegradabili"!

Beh e' evidente che queste sono tutte assurdi tentativi di mantenere lo status quo. Nella mia esperienza gli incivili che lasciano le forchette nei boschi lo fanno che siano di plastica o di carta. Quindi, caro Bates, meglio procedere con l'educazione alla forchetta da riutilizzare,  meglio ancora alla forchetta di metallo, alle multe a chi lascia la monnezza nei boschi e si, alle forchette biodegradabili che rende piu' facile smaltirle.

Ma come sempre, e' il canto del cigno morente. Nel mondo ci sono vari tentativi di fermare la proliferazione di monnezza a base di plastica.

A Los Angeles sono vietati tutti i contenitori di polistirolo. Varie comunita' nel mondo hanno vietato le buste di plastica, fra cui New York, Los Angeles, San Francisco che non solo ha messo al bando le sporte di plastica nel 2007 ma ha anche vietato le bottigliette di acqua mono-uso nel 2014.

Addirittura il presidente Obama inizia a parlare di un diveto totale alle buste di plastica in tutti gli USA. Meglio tardi che mai.

Non sappiamo quanta di questa plastica francese sara' tolta dai mari, ma di certo, piu' ne produciamo e piu' ne usiamo, piu' e' grande la possibilita' che finisca in mare. Ed e' li che spesso ci sono guai, perche' i pesci non capiscono cosa si possa mangiare e cosa no.

Spesso i pesci scambiano la plastica per meduse, ed e' evidente che visto che la plastica non e' biodegradabile, il rischio e' eterno. Anzi, spesso viene spezzettata in micro-pezzetti che sono ancora piu' pericolosi perche' piu' facilmente ingeriti dagli animali e perche' possono rilasciare sostanze chimiche nel mare, come i policlorobifenili brevettati dalla Monsanto, dalla tossicita' non troppo diversa dalla diossina ed usati spesso nelle plastiche.

I policlorobifenili sono stati vietati dal 1971,  ma vanno ancora in giro nel mare, perche' appunto, una volta finiti in mare, restano li. I pesci li mangiano ancora. E noi mangiamo ancora quei pesci.

Si calcola che ogni anno 100,000 creature del mare muoiano perche' incastrate nella plastica e un milione di uccelli muoiano perche' le loro pancie sono piene di plastica.

E quindi, come sempre, da qualche parte occorre iniziare.

Per adesso, evviva la Francia.

Friday, January 3, 2014

Mosaic: un pezzetto di sole

 Billy Parish, fondatore di Mosaic


"Instead of earning close to nothing on your money at a bank, you can directly invest in things that offer solid returns and create real or lasting value...Together, we can crowdsource investments in American infrastructure and create 21st-century energy jobs." 

Van Jones, CNN









Link dalla stampa USA:







San Francisco Chronicle




L'idea di base e' fondamentalmente quella del crowd-sourcing, dove si possono fare investimenti comuni a partire da 25 dollari per installare pannelli solari su case ed edifici pubblici.

Tutti i proposti progetti sono online, dove tutti possono comodamente studiarne tutte le caratteristiche. Una volta messi in rete, i progetti restano aperti agli investitori per 90 giorni. Se i fondi necessari all'opera specifica sono raccolti si passa alla fase di installazione. Una volta che e' tutto a regime, chi ha partecipato al finanziamento riceve pagamenti mensili, in base a quanto versato. I pagamenti sono tutti assicurati dall'FDIC  (Federal Deposit Insurance Corporation) l'agenzia governativa che garantisce la sicurezza dei depositi in banca, e si possono o intascare o reinvestire.

Le rendite oscillano fra il 4 ed il 6%.


Da quando il sito e' partito, circa un anno e mezzo fa, sono stati investiti almeno 5.4 milioni di dollari, ed il 100% del capitale versato e' stato recuperato dagli investitori.


Finora Mosaic ha 4,000 investitori e i progetti che propone sono modesti. Ma la ditta e' in forte crescita: agli investitori piace l'idea di mettere i propri soldi in qualcosa di verde e di concreto, piuttosto che in anonimi fondi comuni di investimento che non sai cosa ci fanno con i tuoi quattrini.


Tutti i siti e i giornali americani hanno parole di elogio per l'inventiva e per il coraggio di Mr. Parish.