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Sunday, February 9, 2014

Terra dei fuochi: will you confront the Camorra?





... the question is whether the Italian government will confront the Camorra 
and clean up the mess — and whether the mess can be cleaned up at all

...the land of the Camorra, 
stretching from the Tyrrhenian Sea to the Apennine foothills, 
is a particularly vivid tableau of ruined beauty. 

The New York Times, January 29 2014 


Significato di confront:


to oppose or challenge someone especially in a direct and forceful way
opporsi e sfidare qualcuno specialmente in un modo diretto e con la forza

Merriam Webster Dictionary


Si sente spesso dire che occorre incentivare il turismo in Italia come uno dei tanti modi per uscire dalla crisi. Si sente spesso dire investire nel turismo e' fra i modi piu' "facili" per rilanciare l'economia italiana nel senso che abbiamo materia prima in abbondanza,  perche' tutto il mondo sogna il vivere italiano e quindi e' una scommessa su cui non si puo' perdere.

Ed e' proprio cosi: invece che fare buchi e inceneritori e cave e ILVA, l'Italia dovrebbe dare tutto quello che ha per il supporto del turismo, quello nuovo, che vuole cultura, beni artistici, natura, storia, gentilezza, esperienze uniche e personalizzate.

E invece siamo qui a tagliare l'insegnamento dell'arte nelle scuole, con Pompei che crolla, con capolavori piu' o meno grandi lasciati all'oblio, con la maleducazione e l'arroganza galoppante, con l'idea che fare i furbi sulle spalle dei turisti - o in generale dell'altro, turista o non turista - porti chissa' dove.

Ed ecco che arriva circa una settimana fa, questo meraviglioso articolo del New York Times, che come sempre te le dice come sono. 

Si intitola "A Mafia legacy taints the Earth in Southern Italy"

Un titolo che dice tutto: Mafia, Monnezza, Meridione.

Sul New York Times.

Tutte le belle parole sul turismo che vanno a farsi friggere.

E come non fanno a rimanere impresse quelle parole e quelle immagini, per uno che le sente la prima volta?

La storia del triangolo della morte in Italia e' nota, e ci siamo quasi anestetizzati a sentire di tassi di tumore alle stelle, di terreni non bonificabili, di morti su morti, di bruti e non di persone che seppelliscono monnezza fra i campi, proiettili nelle carni,  incivilta' nel vivere comune.

Ma leggerlo cosi, su uno dei principali quotidiani del mondo fa sorgere in me una sorta di vergogna, di rabbia non solo verso chi ha fatto tutto questo - che non e' degno di essere parte del genere umano - ma verso chi vive li ed ha permesso che tutto questo succedesse senza dire o fare niente.

Garbage is strewn along highways, tossed beneath overpasses or dumped atop irrigation canals. 
Rats search for food amid discarded sheets of asbestos, broken computer screens and empty paint cans. Plumes of black smoke often rise, the entrails of trash illegally burned from distant hillsides or abandoned fields.

L'anno scorso sono stata a Napoli e la Coldiretti aveva vendita di verdure a chilometri zero in una delle piazze della citta'.

Ma veramente? 

La marina militare USA fece studi sull'acqua e consiglio' agli americani stazionati li di non berla.
 
E il governo italiano, e il governo campano, e il corpo militare italiani dove erano? Se gli americani avevano dei dubbi sull'acqua potabile, come facevano a non averceli gli italiani?

E chi viveva li, possibile che non ha visto, sentito, potuto niente in venti, trenta anni di tempo?

Di chi e' la colpa?

Beh, inutile negare che i campani, che sono un concentrato del resto d'Italia veramente, sono responsabili dello schifo che li circonda, per i loro silenzi, per avere a lungo tollerato una cosa del genere, per non avere saputo o voluto ribellarsi e non solo alla monnezza, ma al modo di vivere bruto imposto della Camorra e anzi per avere lasciato che tutto proliferasse. Per avere vissuto nei loro piccoli mondi fatti di imbrogli di vari genere, o di buona borghesia, senza essersi mai preoccupati di cosa accadeva a due passi da casa loro, basta solo che lo schifo non entrasse nei loro salottini.

E' facile vivere cosi, lo so, perche' alla sera chiudi la porta e sei tranquillo e chi si e' visto si e' visto. Ma i mali della societa' sono come il tumore, se mai ti ci intestardisci a estinguerlo dal tuo corpo, quello prende il sopravvento, diventa peggio e prima o poi tocca anche te, chiuso nel tuo salottino.

Ma adesso che e' tutto scoppiato, e che e' evidente che il singolo puo' fare ben poco, se non mettere pressione alla classe politica, la palla passa al governo, quel governo che e' colpevole tanto quanto i campani, per non avere potuto, saputo, voluto vigilare e fare le domande, i controlli, le multe.

Ed e' qui, quello dell'articolo del New York Times che piu' mi colpisce: le parole del giornalista al governo italiano "will you confront the Camorra?"

E' in quel "confront the Camorra" che sta l'abisso fra il modo di pensare americano e quello italiano.

Confront che sta per alzerai la voce, punterai i piedi, ti farai valere, imporrai tu la legge invece che subire le regole malate della Camorra? Confront che sta per farai tutto quello che e' in tuo potere per sradicarla questa Camorra e di pulire la monnezza, di chiunque sia la colpa? Confront che sta per guarda che in teoria sei tu ad essere il forte, non la Camorra, perche' sei tu che rappresenti 60 milioni di persone.

Will you confront the Camorra.

E invece mi pare sempre che questi problemi di corruzione, di Mafia siano sempre di poca preoccupazione per l'Italia.  Non ci posso credere che una banda di malviventi sia piu' potente che una nazione intera, semplicemente non posso crederci.E sogno un governo che dica il nostro obiettivo e' di sradicare questa incivilta' e di riportare la legge e il rispetto per la cosa pubblica e le regole e la decenza in tutte le regioni italiane, anche in quelle che uno potrebbe dare per perse.

Will you confront the Camorra.

E noi persone normali?

Beh, invece di stare qui a fare inutili dibattiti sui meriti artistici de "La grande bellezza" faremmo bene a preoccuparci di restaurare quella bellezza perduta, nel paesaggio, nell'ambiente, nelle coscienze di ciascuno di noi.

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“La terra dei fuochi” è l’ area geografica tra Napoli e Caserta denominata tale a causa dello smaltimento illecito di rifiuti tossici tramite interramento e roghi ordito dalla collusione tra alcuni imprenditori, la criminalità organizzata e diversi esponenti delle Istituzioni nazionali.

Essa interessa in modo diretto le province dei capoluoghi suddetti, per un totale di un centinaio di chilometri quadrati, e indirettamente l’intero territorio regionale e nazionale.

I rifiuti tossici, da non confondere con i rifiuti urbani (solamente 1/5 di quelli regionali), provengono da industrie europee e, prevalentemente, del nord Italia, alcune delle quali situate nelle province di Brescia, Padova, Ferrara, Torino, Milano, Varese e della Toscana, secondo quanto accertato tramite la confessione del pentito di camorra Dario de Simone, appartenente al clan dei Casalesi.

Nelle discariche legali e illegali della Campania, tra le sostanze e i materiali pericolosi per la salute umana che si è riusciti ad identificare, vi sono piombo, nikel, solventi chimici, amianto, scorie radioattive, rifiuti ospedalieri, vernici e fanghi nucleari.

Il traffico illegale di rifiuti, come denuncia l’indagine effettuata dalla US Navy nel giugno 2007, ha inevitabilmente originato l’avvelenamento dell’intero ciclo vitale, quindi di terra, acqua, aria e, conseguentemente, di vegetali, animali ed esseri umani. In particolare, il numero dei coinvolti finora nel biocidio -neologismo coniato dagli attivisti- ammonta a 2,8 milioni di abitanti, dato destinato a crescere in modo esponenziale.

Le analisi americane, svelano come le 14 sorgenti della Campania, che scorrono nelle condotte urbane, siano di per sé pure, venendo contaminate successivamente dalle infiltrazioni di acqua proveniente da pozzi privati, il 92% dei quali è considerato mortifero: ciò a causa della scarsa manutenzione e dei carenti controlli sulle tubature cittadine.

Persino l’aria è stata corrotta: dal terreno, infatti, sono sprigionati gas densi di sostanze cancerogene, come Pce, Cloroformio e Dibromo-Cloro-Propano, quest’ultimo alla base di un’insetticida il cui uso in Europa è proibito da due decenni. Giova qui precisare la questione riguardante i roghi, da cui deriva anche la denominazione di “Terra dei Fuochi”: innanzitutto, è da sfatare il mito secondo il quale sia la popolazione civile ad incendiare in segno di protesta i rifiuti urbani (non sono infatti questi ad essere bruciati!). I roghi sono appiccati appositamente per nascondere in modo irreversibile i materiali di scarto prodotti dalla cosiddetta “economia sommersa” locale e nazionale: questi, infatti, non risultando dal fatturato delle imprese coinvolte, non possono essere smaltiti regolarmente, pur dovendo, data la loro natura di rifiuti speciali. In particolare, già nel 2004 la “Commissione Parlamentare d’Inchiesta per lo smaltimento illecito dei rifiuti” scopriva come le sostanze tossiche, qualora non fossero state riversate su cumuli di resti tessili, una volta bruciate, avrebbero provocato pericolose esplosioni.

Oltre all’irreparabile danno all’economia nazionale e locale, basata prevalentemente sul settore agricolo e pastorizio, la conseguenza più tragica riguarda la lesione del diritto alla vita e alla salute della popolazione campana: nella regione, rispetto alla media nazionale, c’è stato un aumento del 300% di leucemie e tumori, nonostante sia una delle più giovani d’Italia (infatti a morire sono soprattutto bambini, molti dei quali nati malformati, uomini e donne entro i 40 anni d’età). Secondo l’oncologo Antonio Marfella, le tipologie di cancro prime per incidenza sono quelle da inquinamento e quelle al colon retto, non riconducibile di certo a fattori genetici, allo smog e agli stili di vita audacemente citati nel 2013 dal Ministro della Salute Balduzzi, rispetto alla situazione epidemiologica locale.

Secondo il rapporto dell’Istituto Nazionale per i Tumori Pascale di Napoli, a Terzigno, nei soli 700 metri della zona in cui è collocata una discarica formalmente legale, si registrano 87 malati di tumore (almeno un malato in ogni casa). Ancora: secondo l’Istituto Superiore della Sanità, nei comuni dello sversamento, come Acerra, Caivano, Giuliano, Villaricca e altri, si riscontrano il 19% in più negli uomini, il 29% in più nelle donne di casi di tumore, rispetto ai comuni in cui la soglia del rischio è normale.

Paradossale è il fatto che in Campania non esista un Registro Tumore regionale: gli unici che erano stati redatti a partire dal 1995 dall’ex Asl di Napoli, riguardante solo parte del Napoletano e la provincia di Salerno, hanno funzionato fino al 2007. Ad oggi l’iniziativa è stata assunta dalla Regione Campania, ma è rimasta tale.

Sono diverse le ombre relative alla questione e la sensazione predominante è quella di una paralisi nazionale: è certo che la diffusa disinformazione e la partecipazione collusa di alcuni esponenti politici e funzionari pubblici al disegno criminale, classificabile come reato di disastro ambientale e di attentato colposo alla vita dei cittadini, rende la situazione aberrante e ineluttabile. Il vero cancro del Bel Paese è la corruzione dilagante delle Istituzioni, che hanno ormai dissacrato nella coscienza del popolo italiano la già debole idea di Stato come bene comune. A causa di un Legislatore sordo alle grida del popolo partenopeo, persino la Magistratura stenta a trionfare: come ha spiegato Federico Bisceglia, magistrato della Procura della Repubblica di Napoli, la proposta di inserimento nel Codice Penale come fattispecie di reato quella dei delitti contro l’ambiente è bloccata dal 1997: in mancanza di una normativa adeguata, si sta facendo riferimento all’art 434 c.p. “Crollo di costruzioni o altri disastri dolosi” risalente al 1930.

L’unica speranza risiede in noi: sono già migliaia i piccoli eroi quotidiani che lottano per un Paese migliore, perché i grandi cambiamenti derivano da persone che si rifiutano di abituarsi a ciò che è erroneamente accettato.

Sabina Grossi
Antonio Manfredonia



























Tuesday, July 9, 2013

Trivelle nel Vesuvio


In alto:  Campi Flegrei, Gennaio 2017

In basso: Napoli, 1944 foto del Vesuvio da militari alleati durante la guerra










22 Dicembre 2016 


We propose that magma could be approaching the CDP at Campi Flegrei, a volcano in the metropolitan area of Naples, one of the most densely inhabited areas in the world, and where accelerating deformation and heating are currently being observed  

Giovanni Chiodini, 


[CDP sta per critical degassing pressure]



By a review of all the available data of drillings performed at Mofete, from 1979 to 1987 by AGIP and ENEL companies, and using a numerical simulation (TOUGH2®), we evaluate the thermal and pressure perturbation of the reservoirs, and the possible induced seismicity, due to extraction and reinjection of fluids, at different depths and temperatures. The results are fundamental in planning a sustainable geothermal energy production in urbanized and high volcanic risk areas.


Da Exploitation of geothermal energy in active volcanic areas:
A numerical modelling applied to high temperature 
 Mofete geothermal field, at Campi Flegrei caldera



Precisiamo comunque che si parla di perforazioni scientifiche ad altissima tecnologia - ecco il motivo dei costi - che non hanno nulla a che vedere con le perforazioni che si fanno in altri ambiti di tipo industriale


Da "Perforazione dei Campi Flegrei per studiare il supervulcano"




"possible induced seismicity due to extration and reinjection of fluids"

"These results are fundamental in planning a sustainable geothermal energy 
production in urbanized and high volcanic risk areas"



  

 Their simulation suggested that by drilling between two and four wells to a depth of approximately 2 km (1.2 mi), enough geothermal heat could be gathered to sustain a five megawatt electric plant 

What’s more, since Campi Flegrei’s geothermal activity is spread over an area of around 100 sq km (39 sq mi), the region could potentially accommodate several such plants.

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Un articolo pubblicato a Dicembre 2016 su Nature Communication da un gruppo di ricercatori italiani guidati da Giovanni Chiodini dell'INGV di Bologna rivela che i gas che siedono nel sottosuolo dei Campi Flegrei vicino Napoli sono arrivati ad un livello critico.

I movimenti sotterranei di questi grandi volumi di gas ad alta pressione potrebbero scatenare il cedimento delle rocce che li contengono e causare attivita' vulcanica.


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L'area e' sempre stata attiva: fin dagli anni 1950 ci sono segni che il vulcano va lentamente risvegliandosi. Anni intensi sono stati il 1983-84, con centinaia di microterremoti e innalzamento del terreno di circa 1.8 metri in due anni. Poi le cose si sono calmate. Dal 2005 ad oggi si osserva di nuovo attivita' nel sottosuolo. La terra si alza di nuovo, piu' lentamente rispetto agli anni ottanta, ma in modo costante. Siamo ora a 40 centimetri in dieci anni. Sciami sismici ed episodi visibili di degassamento idrotermico in superficie sono comuni.

Come per tutte le cose del sottosuolo prevedere esattamente come e quando futuri movimenti dei gas sotterranei, e della terra si svolgeranno, e' impossibile.

E infatti

It is not clear whether this unrest will culminate in an eruption and if it does over what timescale this will occur.
 
Pero', come sempre, la prevenzione non guasta. L'ultima eruzione del Vesuvio ci fu nel 1944, con un ciclo di circa venti anni - questo vuol dire che siamo abbastanza indietro e che la pressione si sta accumulando sotto Napoli da piu di sessanta anni.


Va senza dire che l'area e' densamente popolata con tre milioni di persone.

L'ultima cosa che gli serve e' "lo sfruttamento sostenibile delle risorse geotermiche". E infatti, come scritto sotto, ci sono vari progetti (al momento fermi perche' mancano gli 8-9 milioni di euro necessari) per bucare l'area per studiare il sottosuolo - in teoria. Solo che se un va a vedere ai congressi, e sulle riviste scientifiche si parla spesso, troppo spesso, di sfruttamento (sostenibile, per carita'!) delle risorse geotermiche, e della costruzione di impianti ad hoc.

Secondo i loro calcoli (per amore della scienza, certo!) trivellare dai 2 ai 4 pozzi a circa 2 chilometri di profondita' porterebbe all'estrazione di energia geotermica che potrebbe alimentare una centrale da 5 MW.

Addirittura, l'ENI dice che siccome l'area e' grande, si potrebbero costruire molteplici impianti!

E la sismicita' indotta?

Niente paura. Hanno deciso che al massimo massimo si arrivera' a scosse di magnitudo 2, e nulla piu'.

Ma ... avevano detto che trivellavano per motivi scientifici, per capire cosa accade nel sottosuolo. Se gia' sanno, prima ancora di cominciare, che le loro trivelle porteranno solo a terremoti di magnitudo due, allora vuol dire che gia' sanno tutto del sottosuolo.

Perche' studiare ancora allora?

Misteri italiani.


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9 Luglio 2013




E cosi, siccome hanno pochi problemi in Campania, hanno ben pensato di trivellare anche Napoli.

Si tratta dei Campi Flegrei, per la precisione, una caldera vulcanica che e' tutto quel che resta a ovest di Napoli dopo una serie di eruzioni vulcaniche in era geologica. L'ultima eruzione c'e' stata nel 1538.

Dal 2003 l'area e' un parco nazionale, ci fanno il vino DOC, si possono vedere le fumarole da cui escono vapori, ci sono 24 crateri, fra cui alcuni diventati laghi e la Solfatara, considerata la casa del dio del fuoco, Vulcano.

Ci sono anche subisdenza e del bradisismo, e cioe' il graduale innalzarsi o abbassarsi del terreno a causa di spostamenti di magma nel sottosuolo, che dura da millenni e che ovviamente si accompagna a terremoti di entita' lieve, in generale.

E infatti "bradi" sta per lento, "sisma" per movimento.

L'area di Pozzuoli e' specialmente nota al resto del mondo per questo fenomeno, documentato anche dai reperti archelogici e dalle colonne del Macello Romano. Le bande che si vedono nella foto sono resti fossili lasciati da coralli e molluschi nei tempi in cui le colonne erano sommerse dall'acqua e da cui si puo' vedere il continuo innalzarsi ed abbassarsi del terreno.



Fra il 1968 e il 1972 c'e' stato un periodo di bradisismo positivo, con innalzamento della superficie di 1.7 metri, e poi fra il 1982 e il 1984 di altri 1.8 metri. Quest' ultimo e' stato correlato ad uno sciame sismico, la cui punta piu' elevata fu il terremoto del 1984 di magnitudine 4 Richter. Attualmente siamo in un periodo di discesa del terreno.

Insomma, un territorio affascinante e ballerino.

Bene, adesso a complicare le cose arrivano anche le trivelle.

L'idea e' nota gia' da qualche tempo: trivelliamo fino a 3.8 chilometri sotto la crosta terrestre per "monitorare" le attivita' sismiche del vulcano e per dare "pronti avvisi" in caso di cedimento.

Il programma si chiama Campi Flegrei Deep Drilling Program - CFDDF.

L'area scelta e' nei pressi di Bagnoli e le operazioni sono gia' iniziate.

Uno dei responsabili del progetto si chiama Giuseppe di Natale, dell'INGV, intervistato da Reuters dice che

...The Campi Flegrei, are densely populated and therefore even small eruptions, which are the most probable, fortunately, can pose risks for the population. That is why the Campi Flegrei absolutely must be studied and monitored. I wouldn't say like others, but much more than the others exactly because of the danger given that millions of people live in the volcano.

I campi Flegrei sono densamente abitati e per questo, anche piccole eruzioni, che sono le piu' probabili, fortunatamente, pongono rischi alla popolazioni. E' per questo che i Campi Flegrei assolutamente devono essere studiati e monitorati. Direi non come gli altri, ma molto piu' degli altri, esattamente a causa dei rischi, visto che milioni di persone vivono nel vulcano.


Dicono proprio cosi - vivono "nel vulcano".

Il progetto e' sovvenzionato dall'International Continental Scientific Drilling Programme e pare ovviamente una cosa giusta, monitoriamo fluidi sotterranei e magma, stiamo attenti e allertiamo le popolazioni per tempo.

Ma e' veramente solo per questo grande amore della conoscenza che si fa tutto questo?

E' veramente per allerare il cittadino medio dei rischi e dei pericoli?

Se uno cerca un po, trova un articolo dove viene intervistato lo stesso De Natale, pubblicato su Nature, dove dice che oltre i tremila metri ci si aspetta di trovare fluidi di acqua calda ad alta pressione, e che

Although the technology is still experimental, such fluids could one day be extracted and used in a geothermal plant, with a tenfold increase in efficiency compared to classic geothermy.

Sebbene la tecnologia sia sperimentale, questi fluidi potrebbero essere un giorno estratti ed usati in un impianto geotermico, con efficenza dieci volte superiore alla geotermia classica.

Ah ecco!

E cosi' a Maggio 2012 fanno un convegno sullo "Sfruttamento sostenibile dell'energia geotermica nei centri urbani" .

Notare che in Italia e' tutto sostenibile.

Nei centri urbani!

Anche il sito "www.denaro.it" parla di questo convegno da cui e' venuto fuori che trivellare Pozzuoli e' "un tesoro per la Campania" perche' "vale due centrali nucleari" e che portera' alla trasformazione dell’ex area industriale di Bagnoli in una centrale geotermica all’avanguardia

e che

dal meeting internazionale emergono ulteriori conferme all’ipotesi di sfruttare la geotermia come principale alternativa alle fonti energetiche tradizionali.

Si dice anche che

finora gli unici stabilimenti presenti nel Belpaese sono i 32 impianti della Toscana, ma qui al Sud non se ne conta nemmeno uno. Ritardi dovuti non solo alla scarsa lungimiranza delle classi dirigenti, per decenni sorde a qualsiasi discorso di sfruttamento energetico “non convenzionale”, ma anche a polemiche su presunte catasfrofi ambientali sistematicamente connesse a ogni iniziativa che abbia a che fare con aree a rischio.
E infatti, non per niente sono aree a rischio....

Comunque sara' tutto fatto in tranquillita' perche' ci sono centraline, esperti, sicurezza, controlli, premure, tutto certificato e all'avanguardia.

Tutto bene allora?

Bendetto De Vivo e' invece un docente dell'unversita' di Napoli che dice che le trivelle nei Campi Flegrei portrebbero portare a terremoti, esplosioni e inquinamento, riportando in superficie metalli pesanti e componenti tossiche.

Nel 2009 ci fu un tentativo simile in Islanda dove ci si e' dovuti fermare perche' le trivelle hanno incrociato magma a 2,100 metri di profondita'. Questo e' pericoloso perche' porebbe portare a sciami sismici e il fatto che si sia cosi vicini a un centro urbano rende il tutto ancora piu' preoccupante.

In Svizzera, a Basilea hanno provato a fare lo stesso: pozzo da geotermia in citta'.

E poi...

Poi c'e' stato uno sciame sismico prima ed il terremoto da 3.4 Richter, e la fine dell'avventura da geotermia.

Danni da 9 milioni di dollari.

E in California, dove si voleva fare la stessa cosa, geotermia a 3.2 chilometri sotto la crosta terrestre hanno deciso per precauzione di bocciare il progetto a circa 100 km da San Francisco, perche' in zona sismica e troppo pericoloso.

Ecco, io non so, i dubbi restano, e spero che qualcuno abbia spiegato alle popolazioni che anche se magari i rischi sono bassi, le conseguenze potrebbero essere terribili per Napoli.

Ma... li hanno quantificati poi i rischi?

Perche' non basta dire "e' tuttapposto" ma ci vorrebbero dati.

E come sempre ... non sarebbe meglio prendere "O sole mio" e metterlo anche su tutti i tetti di Napoli invece che trivellare una zona vulcanica?









Tuesday, May 15, 2012

Agli abitanti del Vallo Di Diano, alla Shell - parte prima


E' una giornata strana - stasera parlo al pubblico generale a Santa Monica sulle trivelle d'Italia, e guarda caso era proprio il giorno in cui Josh Fox veniva a Los Angeles per filmare Gasland 2. Ci siamo parlati, mi ha ricnosciuta, e l'ho invitato di nuovo in Italia. Chissa'.

Intanto, fra qualche giorno saro' in Campania a parlare di petrolio e mentre cercavo di capire chi fossero i miei interlocutori mi sono resa conto che il tempo mi daranno e' poco e saro' schiacciata in mezz'ora di tempo fra i sostenitori del petrolio da un lato, ed altri che invece mi paiono piu' politici che altro - sebbene sia una universita'.

E allora ho deciso di scrivere qui le cose che vorrei dire quando saro' a Salerno ma per cui non ci sara' tempo.

Questa e' la prima parte, dedicata alla Shell.

Innanzitutto, mi sono imbattuta in un articolo in cui i rappresentanti della Shell, guidati dal loro amministratore delegato Peter Voser, dicono agli abitanti del Vallo Di Diano, a cavallo fra le province di Salerno e di Potenza, di stare tranquilli, perche' sebbene la Shell sia interessata a questa zona, non ci sara'

"Nessuna perforazione selvaggia"

e perche'

"Vogliamo solo approfondire gli studi sul territorio e non e' nostra intenzione perforare, se sara' il caso, senza avere prima incontrato la popolazione"

Non credetegli.

Ma neanche per un nanosecondo. A quelli non importa niente di fare studi o di incontrare la popolazione. A quelli interesa solo petrolizzarvi, e portare a casa quattrini. Facile facile. Perche' mai una ditta petrolifera dovrebbe far studi se non per trivellare? E perche' mai dovrebbe incontrare la popolazione se non per convinceri a trivellarvi? E poi, quali sono le perforazioni selvagge, e quali sono quelle aristocratiche? Ci sono trivellazioni per bene? Io non ne ho viste mai.

Non credetegli.

Tutto quello che dicono adesso sono tutte balle, per sembrare benevoli, gentili, innocenti. Ma se ci pensate bene, sono solo bugie e propaganda.

Cosa altro possono dirvi? Certo non possono dire la verita'. E la verita' e' una sola, e basta andare in Val D'Agri per vederlo in tutta la sua lampante semplicita'.

Non esistono le perforazioni sicure, delicate ed eleganti. Sono tutte selvagge, perche' in ogni angolo del mondo si tratta di tirar fuori dal sottosuolo robaccia satura di sostanze tossiche che madre natura ha seppellito milioni di anni fa.

Che sia il deserto, che siano le vigne d'Abruzzo, che siano gli stagni di Arborea, che siano i parchi della Val D'Agri, sempre monnezza e'.

E per tirare fuori questa monnezza tossica, si usa altra robaccia tossica, qualche volta radioattiva, disturbando le falde acqufere, disturbando l'agricoltura, la salute delle persone.

Non e' successo mai da nessuna parte del mondo che le trivelle abbiano migliorato la qualita' della vita di nessuno. E la Shell e' una trivellante particolarmente aggressiva ed incurante dei residenti.

Non credetegli.

Basta solo guardare cosa ha combinato in Nigeria - cause su cause per inquinamento, per violazione dei diritti umani, torture, stupri ed omicidi. Non e' un segreto per nessuno che la Shell sia corresponsabile della morte dell'attivista nigeriano Ken Saro Wiwa e che abbiano inquinato tutto il Delta del Niger - falde acquifere, foreste, mangrovie, pesca, case, vita e polmoni. 

Tutti i limiti ambientali sono stati sfondati alla grande, oltre il tetto, le stelle, oltre la vergogna.
E questo non lo dice Maria Rita, lo dice un rapporto ufficiale delle Nazioni Unite.

Infatti sono a giudizio per tortura, schiavismo, omicidio in una corte americana per crimini contro l'umanita' in Nigeria.

Sono pure a processo in una corte londinese per altri crimini ambinetali in Nigeria.

O ancora, secondo The Guardian, nel Regno Unito hanno un record ambientale tremendo, peggio ancora che la BP e della Total!

Come si puo' pensare che in Campania saranno piu' magnanimi?

Non credetegli.

Dicono che vogliono parlarvi. E allora, dopo che abbiamo parlato che facciamo?

Non sono nessuno, ma ho speso 5 anni a combattere ENI e petrolieri di varia natura in Abruzzo ed altrove e non posso accettare che vengano a farvi il lavaggio del cervello che trivellare e' cosa buona e santa, e che tutto si puo' fare.

In Abruzzo ci avevano detto che era solo allaccio del metano, e che avrebbero voluto solo costruito dei depositi sotto i vigneti, mentre invece era una raffineria con 5 pozzi annessi!

Hanno provato a "parlare" con la popolazione, ma li abbiamo annientati ogni volta, perche' non si puo' giustificare l'ingiustificabile.

Anche in Abruzzo hanno iniziato con le balle del "dialogo", del "compromesso", del
"trivelliamo, ma con cura". Sono tutte balle, perche' non e' vero niente.

Loro vogliono solo che diciate si, e poi chi si e' visto si e' visto. L'ENI ha mai fatto migliorie in Val D'Agri? Sono piu' ricchi in Val D'Agri? La loro salute e' migliorata? I giovani hanno piu' opportunita'?

La risposta e' no, almeno dall'evidenza che ho visto io.

Non credetegli. 

E la risposta da dare a loro e' lo stesso no secco. Senza esitazioni, senza compromessi, senza dargli la possibilita' di manipolarvi e di convincervi, magari facendo scintillare la promessa di soldi facili.

Qualsiasi compenso economico non potra' mai ripagarvi di un ambiente malato.

Cara Shell, l'Italia non e' l'Arabia Saudita. Andate altrove a portare i vostri progetti di morte.

E' impossibile. E se e' possibile, io non l'ho visto mai da nessuna parte al mondo, ne in Nigeria, ma nemmeno negli USA o in Norvegia o ovunque trivellino.

Le prossime puntate dedicate alle balle che dice Vincenzo Lapenna - ricercatore del CNR - buoni soldi! - e le "prove sicure" sui legami fra cancro e petrolio.