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Friday, October 3, 2014

La Basilicata, l'Europa, le violazioni, l'acqua



Questo in calce e' il comunicato stampa da parte del Senatore Vito Petrocelli sulla questione petrolio e monnezza nell'acqua potabile dell'invaso del Pertusillo. Il testo e' stato depositato presso gli uffici europei a Roma con l'intento di denunciare una possibile violazione del diritto comunitario. E' stato gia' pubblicato dal sito di Basilicata 24.


 la scovai qualche tempo fa.


Grazie a questi acidi e alla trivellazione in orizzontale la 
Halliburton ha fatto guadagnare all'ENI 25 milioni di dollari  
e fatto bere monnezza ai lucani.

  
Si sapeva tutto dal 1999 ma nessuno -
di nessuna universita' lucana o non lucana,
di nessun altisonante ente nazionale, e con nessuna patente di geologo -
e nonostante i proclami
se ne era mai accorto prima.
 


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Viene depositata oggi, alla sede romana della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, a Palazzo dei Campanari, in via IV Novembre, dal capogruppo M5S al Senato, Vito Petrocelli, una denuncia per inadempimenti del diritto comunitario sul rispetto della direttiva “Acque”, la 2000/60/CE, commessi dallo Stato italiano e dalla Regione Basilicata.

I fatti riguardano la Concessione petrolifera Eni/Shell “Val d’Agri”, in Basilicata, di 660 kmq, dalla quale, al momento, si estraggono circa 90 mila barili al giorno di petrolio e 900 milioni di mc di gas (rappresentano il 6% e l’1,4% del fabbisogno nazionale). Questa concessione è al centro di un tentativo per portare le estrazioni minerarie a 130 mila barili al giorno (equivalenti a circa il 10% del fabbisogno nazionale di petrolio), aumentando sia il pescaggio dai 25 pozzi attualmente attivi e sia aumentando il numero di pozzi operativi di altre 12 unità. I pozzi in Basilicata raggiungono profondità di circa 5 km.

Si vuole che la Commissione europea per l’ambiente valuti il rischio che le perforazioni realizzate sui monti dell’Appennino lucano possano inquinare irreversibilmente le circa 650 sorgenti sotterranee che alimentano l’Agri, un fiume le cui acque attraversano un parco nazionale, alimentano la diga del Pertusillo e forniscono il circuito dell’acqua potabile e di irrigazione di due regioni, la Basilicata e la Puglia.

L’invaso del Pertusillo - che è circondato dai pozzi già attivi in Alta Val d’Agri ed è a pochi km in linea d’aria dal Centro oli di Viggiano, un impianto di desolforizzazione di 18 ettari - è da alcuni anni interessato da una periodica moria di pesci causata, secondo la perizia del Ctu nominato dalla magistratura di Potenza, da una tossina prodotta dall’alga cornuta, presente per eutrofizzazione del lago a sua volta dovuta a fosforo, nitrati, idrogeno solforato, formaldeide, diossido di zolfo, metalli pesanti e idrocarburi presenti all’interno e nei fondali del lago artificiale.

La denuncia del portavoce Petrocelli cerca di interessare la Commissione europea sulle condizioni dell’acqua in Basilicata e sui rischi sulla relativa catena alimentare umana, dovuta, secondo il senatore M5S, alla libertà di perforazione che lo Stato italiano, con la complicità della Regione Basilicata e l’indifferenza della Regione Puglia (è la principale utilizzatrice dell’acqua della Basilicata), concede alle compagnie minerarie. Alle quali è consentito perforare nei pressi di dighe, ospedali, centri abitati, aree agricole pregiate, alvei di fiumi e, soprattutto, all’interno dei bacini idrici di superficie e di profondità.

Nell’esposto dell’attuale capogruppo M5S al Senato, viene dimostrata la presenza di trivelle e pozzi all’interno dei bacini idrici, la cui funzione è quella di rimpinguare le sorgenti dei fiumi essendo aree rocciose permeabili all’acqua piovana. Un delicato ecosistema che viene ulteriormente minacciato dal rifiuto delle società di fornire sia i piani ingegneristici dei pozzi realizzati nel sottosuolo che gli studi sulla qualità ed effetti delle sostanze chimiche utilizzate.

La stessa Corte dei Conti della Basilicata, nella sua delibera numero 71/2014, nel far proprie le denuncia della ricercatrice italo americana dell’Università di Northridge della California, Maria Rita D’Orsogna, afferma che: «l’attento e costante monitoraggio dei fanghi esausti rappresenta un punto di fondamentale importanza per la tutela ambientale e la tutela della salute pubblica».

Il lavoro di raccordo di Vito Petrocelli ha usufruito dei contributi scientifici di Maria Rita d’Orsogna, del professor Franco Ortolani dell’Università di Napoli, dell’Aspo Italia (Associazione per lo studio del picco del petrolio), dell’Istituto nazionale di geodesia e vulcanologia, dei ricercatori americani Diana Papouilias e Tom Mackenzie, dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, della Regione Basilicata, dell’Istituto Mario Negri sud e di una pubblicazione scientifica dell’Eni di autori italiani, su una rivista di settore, la One Petro (già resa pubblica in precedenza dalla D’Orsogna sul suo blog), con la quale si dimostra che già nel 1999, in Val d’Agri, era noto che si sperimentavano perforazioni orizzontali non autorizzate, tipo il fracking, ricorrendo all’uso di acido cloridrico, fluoridrico e addensanti chimici vari. Sulla pelle della gente, in barba alle direttive comunitarie di tutela e nel silenzio degli organi di controllo della Regione Basilicata e del governo italiano.

A Bruxelles, la denuncia verrà seguita dal parlamentare europeo M5S Piernicola Pedicini, il quale curerà la presentazione della stessa in una prossima seduta della Commissione UE Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare.

Thursday, September 5, 2013

La Basilicata acidizzata


Acidizzazione in Val D'Agri a "tasso massimo" - ENI, Baker Oil, Schlumberger




Acidizzazione in Val D'Agri con nuova tecnica ZCA. 
Costi recuperati in una settimana,Halliburton



Grazie a tutto cio' la Halliburton ha fatto guadagnare all'ENI 25 milioni 
di dollari in trivellazione orizzontale.





Ma di che mi sorprendo piu' ormai?

Ho iniziato a indagare la questione acido in Basilicata e cosa scopro? Che in realta' in Lucania acidizzano da sempre.

Dall'inzio.

Ecco cosa dicevano, e non ieri, ma nel 1999 su rivista della Society of Petroleum Engineers: hanno pompato acido HCl a tassi massimi da solo dall'inizio e in fase piu' sofisiticata con misteriose "pillole viscose".

Direttamente dalla penna dei capoccioni dell'ENI: S. Mascarà, A. D’Ambrosio, A. Zambelli, V. Gili, della Baker Oil, S. Loving e della Schlumberger, M. Dossena.

Menomale che era solo acqua e composti biodegradabili!!

Ecco qui:

Acid jobs have been performed using different procedures. Initially, in the dual completion vertical wells, the acid treatments consisted of bullhead pumping HCl acid at maximum rate without any flow diversion. 

In the more recent horizontal wells the acid job procedure included two main operations. Spotting the acid in front of the formation with coiled tubing, then bullheading acid at the maximum rate intermixed with viscous pills.
 

Passa il tempo, e nel 2005 la Halliburton annuncia altre operazioni, in cui a causa dei *pozzi danneggiati dalle operazioni petrolifere* e per migliorare la permeabilita' dei pozzi stessi hanno deciso di "stimolare" i pozzi della Val D'Agri con una nuova tecnica, mai usata prima in Italia, la "ZCA" un zonal coverage treatment.

Per questo ZCA, la Halliburton ha lavorato a diretto contatto con l'ENI, e' stato un "gran successo" e cosi hanno deciso di usare lo ZCA in altri pozzi di lucania e in altre parti d'Italia.

I costi sono stati recuperati in una settimana, nessuno ha saputo niente, ci hanno guadagnato $25 milioni di dollari annui, e il nostro sottosuolo si e' beccato  acidi di vario genere. Evviva!

Cos'e' la ZCA? E' una tecnica di stimolazione di pozzi orizzontali qui illustrata. Purtorppo non ho tempo per indagare i dettagli.

Beffa delle beffe... per saperne di piu' si puo' scrivere alla Halliburton!


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In the Val d’ Agri area in southern Italy, AGIP’s challenges were to remove near-wellbore damage caused by drilling operations and to improve the permeability of the carbonate formation. This required stimulating three
naturally fractured zones with different permeabilities in the 500-m openhole section. Halliburton, working closely with AGIP’s stimulation department, recommended a ZCA zonal coverage acid treatment. This would be the first ZCA treatment performed in Italy.

The ZCA treatment was bullheaded to the formation in two stages. After the second stage, tubing pressure changed from a negative to a positive slope. Once the well was put on production, it came in on its own. After cleanup, production
rates stabilized at 5,350 BOPD (850 m3/d) and 2.8 MMcf/D with a maximum potential of 10,000 BOPD (1,600 m3/d) and 4.5MMcf/D. The job cost was recovered within one week. AGIP is applying the ZCA diversion technique in other wells in the same area as well as in their HP-HT wells in northern Italy. 


 
The Val D’Agri field is located 20 Km SE of Potenza (Basilicata) in Southern Italy. The aerial extension of the field covers approx. 250 Km2 mostly (2/3) in the mountainous region (more than 1000 m. a.s.l.) of the field, while the remaining part is located in the river Agri valley at 600 m. a.s.l.

The field is divided into five blocks: Grumento Nova, Corleto Perticara, Caldarosa, Volturino and Tempa Rossa, operated by ENI Agip Division on behalf of different Joint Ventures, comprised by Enterprise Oil, FINA, and Mobil.

From 1980 to present 24 wells have been drilled by ENI Agip Division. The most significant discoveries have been Costa Molina 1(1980) and Monte Alpi 1 (1988), in the southern part, Cerro Falcone 1 (1992), in the northern part, and Monte Enoc 1 (1994), in the central part of the field which confirmed a unique reservoir. Val D’Agri is currently the most interesting Italian region for hydrocarbon production, and probably the most demanding from the completion technology point of view.

The overall plan is to drill more than 50 wells and produce about 100,000 bopd when the oil treating center and the pipeline network will be completed.

Introduction

In all the world (and the Val D’Agri is not excluded) there is considerable concern about the environmental effect of large scale development activity.

In Basilicata, in order to preserve the area’s environmental, archeological and rural worth, the area is going to be formally declared as a National Park; some of the wells already drilled and some to be drilled are inside its boundary.

To minimize the number of rig locations and in order to reduce the environmental impact in the area, cluster development has been implemented in Val D’Agri field. The carbonate reservoir has an average of 600 mt of undersaturated oil column. Two different types of oil are present; light oil at API° 35 and heavy oil at API° 22. The bottom of the reservoir is delimited by the acquifer at 2960 mt below s.l.

At present 4 wells are producing some 8,000 bbls/day treated in the Viggiano Oil Center; a further 13 wells have been drilled and completed , but are not connected yet. The Val D’Agri project involves the drilling of some 50 wells, the revamping of the Oil center to be able to treat more than 100,000 bbls/day and the construction of a 20” pipeline to the Taranto refinery.

Production test analysis suggest that most of the oil production comes from a few natural fractures and that the formation damage can be effectively removed with a properly designed acid job.

Acid jobs have been performed using different procedures. Initially, in the dual completion vertical wells, the acid treatments consisted of bullhead pumping HCl acid at maximum rate without any flow diversion.

In the more recent horizontal wells the acid job procedure included two main operations. Spotting the acid in front of the formation with coiled tubing, then bullheading acid at the maximum rate intermixed with viscous pills.

Tuesday, May 15, 2012

Agli abitanti del Vallo Di Diano, alla Shell - parte prima


E' una giornata strana - stasera parlo al pubblico generale a Santa Monica sulle trivelle d'Italia, e guarda caso era proprio il giorno in cui Josh Fox veniva a Los Angeles per filmare Gasland 2. Ci siamo parlati, mi ha ricnosciuta, e l'ho invitato di nuovo in Italia. Chissa'.

Intanto, fra qualche giorno saro' in Campania a parlare di petrolio e mentre cercavo di capire chi fossero i miei interlocutori mi sono resa conto che il tempo mi daranno e' poco e saro' schiacciata in mezz'ora di tempo fra i sostenitori del petrolio da un lato, ed altri che invece mi paiono piu' politici che altro - sebbene sia una universita'.

E allora ho deciso di scrivere qui le cose che vorrei dire quando saro' a Salerno ma per cui non ci sara' tempo.

Questa e' la prima parte, dedicata alla Shell.

Innanzitutto, mi sono imbattuta in un articolo in cui i rappresentanti della Shell, guidati dal loro amministratore delegato Peter Voser, dicono agli abitanti del Vallo Di Diano, a cavallo fra le province di Salerno e di Potenza, di stare tranquilli, perche' sebbene la Shell sia interessata a questa zona, non ci sara'

"Nessuna perforazione selvaggia"

e perche'

"Vogliamo solo approfondire gli studi sul territorio e non e' nostra intenzione perforare, se sara' il caso, senza avere prima incontrato la popolazione"

Non credetegli.

Ma neanche per un nanosecondo. A quelli non importa niente di fare studi o di incontrare la popolazione. A quelli interesa solo petrolizzarvi, e portare a casa quattrini. Facile facile. Perche' mai una ditta petrolifera dovrebbe far studi se non per trivellare? E perche' mai dovrebbe incontrare la popolazione se non per convinceri a trivellarvi? E poi, quali sono le perforazioni selvagge, e quali sono quelle aristocratiche? Ci sono trivellazioni per bene? Io non ne ho viste mai.

Non credetegli.

Tutto quello che dicono adesso sono tutte balle, per sembrare benevoli, gentili, innocenti. Ma se ci pensate bene, sono solo bugie e propaganda.

Cosa altro possono dirvi? Certo non possono dire la verita'. E la verita' e' una sola, e basta andare in Val D'Agri per vederlo in tutta la sua lampante semplicita'.

Non esistono le perforazioni sicure, delicate ed eleganti. Sono tutte selvagge, perche' in ogni angolo del mondo si tratta di tirar fuori dal sottosuolo robaccia satura di sostanze tossiche che madre natura ha seppellito milioni di anni fa.

Che sia il deserto, che siano le vigne d'Abruzzo, che siano gli stagni di Arborea, che siano i parchi della Val D'Agri, sempre monnezza e'.

E per tirare fuori questa monnezza tossica, si usa altra robaccia tossica, qualche volta radioattiva, disturbando le falde acqufere, disturbando l'agricoltura, la salute delle persone.

Non e' successo mai da nessuna parte del mondo che le trivelle abbiano migliorato la qualita' della vita di nessuno. E la Shell e' una trivellante particolarmente aggressiva ed incurante dei residenti.

Non credetegli.

Basta solo guardare cosa ha combinato in Nigeria - cause su cause per inquinamento, per violazione dei diritti umani, torture, stupri ed omicidi. Non e' un segreto per nessuno che la Shell sia corresponsabile della morte dell'attivista nigeriano Ken Saro Wiwa e che abbiano inquinato tutto il Delta del Niger - falde acquifere, foreste, mangrovie, pesca, case, vita e polmoni. 

Tutti i limiti ambientali sono stati sfondati alla grande, oltre il tetto, le stelle, oltre la vergogna.
E questo non lo dice Maria Rita, lo dice un rapporto ufficiale delle Nazioni Unite.

Infatti sono a giudizio per tortura, schiavismo, omicidio in una corte americana per crimini contro l'umanita' in Nigeria.

Sono pure a processo in una corte londinese per altri crimini ambinetali in Nigeria.

O ancora, secondo The Guardian, nel Regno Unito hanno un record ambientale tremendo, peggio ancora che la BP e della Total!

Come si puo' pensare che in Campania saranno piu' magnanimi?

Non credetegli.

Dicono che vogliono parlarvi. E allora, dopo che abbiamo parlato che facciamo?

Non sono nessuno, ma ho speso 5 anni a combattere ENI e petrolieri di varia natura in Abruzzo ed altrove e non posso accettare che vengano a farvi il lavaggio del cervello che trivellare e' cosa buona e santa, e che tutto si puo' fare.

In Abruzzo ci avevano detto che era solo allaccio del metano, e che avrebbero voluto solo costruito dei depositi sotto i vigneti, mentre invece era una raffineria con 5 pozzi annessi!

Hanno provato a "parlare" con la popolazione, ma li abbiamo annientati ogni volta, perche' non si puo' giustificare l'ingiustificabile.

Anche in Abruzzo hanno iniziato con le balle del "dialogo", del "compromesso", del
"trivelliamo, ma con cura". Sono tutte balle, perche' non e' vero niente.

Loro vogliono solo che diciate si, e poi chi si e' visto si e' visto. L'ENI ha mai fatto migliorie in Val D'Agri? Sono piu' ricchi in Val D'Agri? La loro salute e' migliorata? I giovani hanno piu' opportunita'?

La risposta e' no, almeno dall'evidenza che ho visto io.

Non credetegli. 

E la risposta da dare a loro e' lo stesso no secco. Senza esitazioni, senza compromessi, senza dargli la possibilita' di manipolarvi e di convincervi, magari facendo scintillare la promessa di soldi facili.

Qualsiasi compenso economico non potra' mai ripagarvi di un ambiente malato.

Cara Shell, l'Italia non e' l'Arabia Saudita. Andate altrove a portare i vostri progetti di morte.

E' impossibile. E se e' possibile, io non l'ho visto mai da nessuna parte al mondo, ne in Nigeria, ma nemmeno negli USA o in Norvegia o ovunque trivellino.

Le prossime puntate dedicate alle balle che dice Vincenzo Lapenna - ricercatore del CNR - buoni soldi! - e le "prove sicure" sui legami fra cancro e petrolio.